La discontinuità mancata, il #brand e chi vive qui tutto l’anno

Uno degli slogan elettorali di De Angelis. I cumuli sono rimasti, il sistema non è cambiato

Doveva essere discontinuità, voi l’avete vista? Francamente era difficile smarcarsi dalla passata amministrazione per un sindaco che ha messo insieme – poco più di un anno fa- chi sosteneva la maggioranza di Luciano Bruschini e chi in teoria doveva esserne all’opposizione ma poi piano piano si era ri-alleato. E allora dimentichiamo la annunciata discontinuità e proviamo a stare ai fatti, quelli che fra #brand, campagne social ripetute e giornali meno attenti di un tempo, sembrano essere sfuggiti.


Come le divisioni in maggioranza, la maretta seguita all’allargamento a Cafà e Palomba, sapientemente celata accontentando o provando ad accontentare ogni esigenza. Come faceva Luciano Bruschini e come, evidentemente, vogliono le esigenze della politica di casa nostra. Solo che De Angelis non ha il carattere di “padre Luciano” , continua a urlare e sbattere i pugni, a ricordare “quando facevate questo e quello ” ignorando che li ha scelti come alleati e dimenticando – come mi piace dire – che non arriva a fare il sindaco da Marte. E che a certe logiche si è inevitabilmente e opportunamente adattato.


Ma immaginiamo cosa sarebbe successo se Bruschini avesse impegnato una cospicua somma per uno dei candidati della sua coalizione per spettacoli estivi? Apriti cielo… Qui pare, invece, che il criterio per alcune manifestazioni sia quello di essere stati in lista o avere in qualche modo sostenuto e/o aderito alla maggioranza. I grossi nomi del cartellone (al quale va un sincero apprezzamento) sembrano avere offuscato questi aspetti. Sui criteri nessuno chiede, quando ci si adirava – e giustamente – perché il delegato al turismo, allora omonimo del sindaco – metteva il suo telefono cellulare per la vendita dei biglietti.


E la città rispetto alla gestione Bruschini/Placidi è più pulita? No, è evidente. Anzi la situazione è peggiorata e basta fare un giro per Anzio. Come? Ah… la ditta appaltatrice, alla quale ultimamente nemmeno si fanno più sanzioni a quanto pare. Tutti- a cominciare dai dipendenti di Camassa – aspettano la nuova. Come con Placidi aspettavano “la sentenza”. Cosa è cambiato? Meno di niente.

Per non parlare dell’episodio – penalmente irrilevante ma politicamente significativo- dell’intervento sulla gara dei mastelli fatto dall’assessore all’ambiente. Persino il de Angelis di lotta e di governo all’epoca di Bruschini sindaco ne avrebbe chiesto le dimissioni. Qui è tutto a posto, l’opposizione non si fida di quanto scrive (e dimostra) controcorrente, mentre dall’ufficio i dipendenti scappano. Forse qualcuno li vorrebbe “allineati” come leggiamo nelle carte giudiziarie riguardanti questa coalizione? Speriamo di no. Come ci auguriamo che la segretaria generale non sia “in cassaforte” come Placidi diceva della precedente.

Perché Patrizio era così. E oggi che è tornato in campo e ha rilasciato una intervista dove i non detto pesano più delle affermazioni, la maggioranza dovrà farci i conti. Lo sa anche il sindaco, lo hanno capito anche i giovani virgulti convinti che essendo stati eletti loro è tutto nuovo. Speriamo, ma non sembra.

Placidi ha incarnato in questa città la figura del “male assoluto”, di certo condivido nulla del suo modo di agire e delle scelte fatte per Anzio. Però quello che diceva è agli atti e per esempio sulla Biogas pesa quel “eravamo tutti d’accordo”. Si riferiva alla maggioranza di prima che è stata totalmente nelle liste di De Angelis. Il quale prometteva di andare all’Onu per non realizzarla ma presto andrà alla cerimonia di inaugurazione dell’impianto. Era scontato, la vera discontinuità sarebbe stata non allearsi con chi l’aveva voluta ovvero ammettere “ce l’abbiamo per causa nostra, vogliamo chiudere il ciclo dei rifiuti, vediamo di ridurne l’impatto”. No, ora sembra si lavori per verificare quali benefit ci saranno (se ci saranno) per la bolletta dei rifiuti di casa nostra.

E’ sicuramente un bene, poi, realizzare i lavori sulle strade e annunciare i cambiamenti del piano triennale, ma francamente dei selfie sui social dell’assessore Ranucci e di diversi consiglieri ci facciamo poco se senza andare in periferia – basta fare le strade secondarie di Santa Teresa – abbiamo voragini ovunque. La vedete la discontinuità? Francamente no. Poi che amministrare è difficile è vero, ma siccome i cittadini dovevano avere certezze scegliendo la ventennale esperienza del centro-destra, non sembra vada così.

Ciliegina sulla torta, il porto: il bando è andato deserto, la società Capo d’Anzio è decotta, priva di presidente, le presenze di imbarcazioni – così a vista – sono notevolmente diminuite. Su quel mega progetto ho messo, anni fa, la faccia. L’ho difeso. Di fronte al fallimento che si palesava dopo la prima gara deserta ho chiesto scusa. Sarebbe ora che lo facesse anche il sindaco, restituendo una concessione che è ferma da 7 anni. La palla torni alla Regione, rimasta in silenzio dopo una mozione unanime per la revoca. Pure lì, evidentemente, c’è chi è di lotta e di governo.

Scusate il silenzio eh, come spesso ripeto ho molti altri impegni, ma ogni tanto sento il dovere di ricordare che ad Anzio c’è chi ci vive tutto l’anno. E’ bella e indovinata la campagna di marketing con le piazze piene e lo slogan “ci vediamo l’anno prossimo”. Qualcuno dovrà pur dirlo che in questo è cambiato poco o nulla.

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Il #brand, i cassonetti di Fontana, l’inutile caccia alle streghe

Anni fa venni convocato in Procura a Roma, nel lancio Ansa che dava la notizia dell’arresto di presunti talebani ad Anzio c’era la mia sigla. Avevo semplicemente riportato ai colleghi della redazione quello che avevo saputo, non c’era o era impegnata la corrispondente di Anzio e quindi una volta verificato che la vicenda era fondata misero in fondo un J10, la sigla che appunto mi identificava.

La notizia fece il giro del mondo, l’allora ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu andò su tutte le furie, venne aperta e chiusa l’inchiesta sulla “fuga” di informazioni della quale ero accusato perché spiegai che quanto accaduto non era un segreto: “Siamo in un porto di mare”. Perdonate l’aneddoto (e il lungo silenzio su questo spazio, gli impegni si moltiplicano) ma sono partito dall’episodio perché leggo che in Comune – ad Anzio – si va cercando chi possa aver fornito a Controcorrente la notizia di un intervento “a gamba tesa” su una gara in corso – come scrive Agostino Gaeta – dell’assessore all’ambiente e vice sindaco Danilo Fontana. E della “fuga” di dipendenti. Sotto “processo” finisce Angela Santaniello, dirigente fino a poco tempo fa del delicato settore, accusata di aver divulgato la notizia e persino insultata, cosa che spero non vera. Se ha una “colpa”, la dirigente, è quella di aver fatto il suo dovere revocando quella gara. Ed è un merito, attenzione.

Mi piace ricordare al sindaco che non arriva da Marte a svolgere questo ruolo, è stato primo cittadino per un decennio, Senatore, è in Comune dal ’90, sa quanto l’ente sia “un porto di mare” e sa qual è la professionalità di Angela Santaniello. Anziché prendersela con lei o fare la caccia alle streghe su chi avrebbe dato la notizia, ci si dovrebbe chiedere se è vera (e lo è) e preoccuparsi di cosa è accaduto.

Insieme al sindaco dovrebbe farlo la responsabile dell’anti corruzione. Perché vedete, l’assessore Fontana che ha chiesto e ottenuto l’elenco dei partecipanti a una gara per poche decine di migliaia di euro non ha commesso reati, e si sarà reso conto egli stesso di aver commesso quantomeno una ingenuità, ma prima di eventuali risvolti penali ci sono responsabilità etiche, deontologiche e politiche. Di questo deve rispondere l’assessore e, di conseguenza, il primo cittadino.

Il tanto sbandierato #brand, unito ai vari #workinprogress e compagnia (a proposito, complimenti per la campagna di marketing) qui si scontra con qualcosa che comunque la si giri è grave. E non perché viola il decreto legislativo 267 del 2000 che dice chiaramente qual è il confine tra assessore e uffici, ma proprio per le responsabilità che dicevamo. E’ grave perché a segretarie “in cassaforte” e dipendenti “allineati” – come diceva l’ex assessore Placidi – abbiamo già dato e se ha da esserci “discontinuità” come il sindaco spesso ricorda e ha scritto nel programma, non è questa.

Ma voi immaginate cosa sarebbe successo se Placidi avesse fatto una cosa del genere? Erano piene le pagine dei giornali… E se la città fosse stata – come era – nelle condizioni attuali? Vi sembra pulita Anzio? No, però nel settore per primi i lavoratori dell’appalto non aspettano altro che “la nuova ditta”. Lo sa bene pure il sindaco e immaginiamo la scena: lui che urla a Fontana, l’assessore che si sfoga in ufficio, i dipendenti stufi che se ne vanno.

L’altro De Angelis sindaco, quello che tolse la delega a Guerrisi per aver aperto un bar senza autorizzazione, anche in questo caso (dopo quello dell’assessore ai lavori pubblici che diede in escandescenza per una gara sulle palestre) sarebbe già intervenuto anziché fare la caccia alle streghe.

E per favore, eviti di raccontarci la storiella di “mister 6%” e compagnia, se vuole intervenire spieghi cosa ha fatto dopo questo scivolone del suo vice e cosa pensa di quanto accaduto in un settore – quello dell’ambiente – che non è delicato: di più.

Un’ultima cosa: il 5 luglio si discute la “sfiducia” voluta dalla maggioranza nei confronti della presidente della commissione trasparenza. Il mio pensiero a riguardo l’ho già espresso, ma sarebbe bello che in quella seduta – tra le varie ed eventuali – l’opposizione tutta chiedesse lumi (e documenti) su questa vicenda dei cassonetti di Fontana. Altro che #brand….

La spiaggia della discordia e il sindaco che “dimentica”

La riunione sulla convenzione per la spiaggia di Lido dei Pini

Anziché dire “nzognende” e provare a ricucire come faceva il suo predecessore, il sindaco di Anzio accusa i componenti della sua maggioranza. La vicenda del bando in fretta e furia per la convenzione con la spiaggia di Lido dei Pini (brava Linda Di Benedetto a scovarla e renderla pubblica) riapre una spaccatura mai sopita in maggioranza. O diciamo “dimenticata” solo durante la campagna elettorale di un anno fa. C’era l’uomo vincente, era l’unico capace di mettere tutti d’accordo, addio divisioni e andiamo avanti. In questi mesi il sindaco qualche “sassolino” se l’è tolto, sconfessando più di qualcuno di chi l’ha portato nuovamente alla guida della città – a cominciare da Alberto Alessandroni – tornando al noto fare dirigista che tutti ben conosciamo. Soprattutto colui che ama ripetere “senza di me non vincevate“, pur prendendo 200 voti meno delle liste che lo sostenevano. Lo dico da “mister 6%” come ha avuto modo di definirmi, senza rinunciare a poter esprimere qualche concetto che va oltre i voti presi.

Lo sapevano anche i suoi sostenitori come la pensasse e come facesse il sindaco, ma poi per come vanno le cose nella politica di casa nostra un bando e 1500 metri di spiaggia diventano l’ennesimo motivo di scontro (ce ne sono altri, purtroppo con poco seguito mediatico) e il sindaco sbotta. Amo ripetere che non viene da Marte a fare il primo cittadino e nell’ultimo periodo di Luciano Bruschini è stato parte integrante della maggioranza. Nel primo ha fatto una opposizione “di lotta e di governo“. Ebbene oggi che il capogruppo di Forza Italia, Massimiliano Marigliani, va a chiedere spiegazioni sul bando e organizza riunioni, il sindaco non ci sta e “tuona

Venisse da Marte, appunto, avrebbe tutte le ragioni. Ma giova ricordare che Marigliani è stato anche assessore all’ambiente – sia pure per un breve periodo – in questa città. Lo avrebbe fatto, secondo il sindaco “senza cognizione“. Peccato che in quello stesso periodo De Angelis stringeva l’accordo per dare continuità al centro-destra e a Bruschini. Che avevano un assessore “senza cognizione“. E peccato che sugli impianti dei rifiuti e i “modus operandi” dice bene Patrizio Placidi – intercettato, sono atti pubblici – come siano andate le cose e quali fossero gli interessi. Non di De Angelis, è evidente, ma di chi lo ha ampiamente sostenuto un anno fa. A cominciare proprio da Placidi che ha in Marigliani il suo “delfino” e l’altro giorno era lì a Lido dei Pini alla riunione sulla spiaggia. E oltre l’ex assessore imputato in più procedimenti, in quelle carte ci sono i nomi – fatti da Placidi – di chi era nelle liste di De Angelis. I “modus operandi” dei quali parla il sindaco sono quello che amo definire il “sistema Anzio” . Forse “dimentica“, ma erano con lui. E non interessano i risvolti penali, per carità, ma quelli politici.

La spiaggia, allora: forse era destinata già ai titolari del vicino campeggio? Di certo servirebbe avere già attrezzature da decine di migliaia di euro e 15 bagnini disponibili per almeno 200.000 euro. Ma la spiaggia per la maggioranza e le sue tensioni è una scusa, alla fine, la discordia è quella che emerge palesemente e cova in altre stanze. Oltre a essere legata ai risultati del voto europeo e della vicina Nettuno.

Poi il sindaco è bravo, comunica le cose che non vanno (dalla sanità alla Nettunense), gode al solito di ottimo seguito, ma un anno dopo – esclusi il bilancio in tempo da record e l’annunciata stagione estiva dei grandi nomi – aspettiamo di vedere punti del programma attuati. Ad esempio che fine abbia fatto il porto. Ah, scusate, quello sul programma copiato e incollato dal 2013 (quando molti che l’hanno sottoscritto erano avversari) non ce l’avevano messo.

ps: rimpiango il sindaco che nella prima stesura del piano regolatore aveva “cancellato” le villette sulla duna, purtroppo i potenti proprietari fecero valere il fatto che erano su area demaniale….

Droga (?!), indagini e le responsabilità della politica

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Oh, ma chi è?” oppure “Ma dai, sarà una stupidaggine figurati…” Ho scambiato messaggi e risposto a decine di telefonate dopo che sulla sua pagina facebook Agostino Gaeta ha scritto di un consigliere comunale di maggioranza di Anzio indagato per traffico internazionale di droga. Molti colleghi locali cercano lo spunto per smentire – è comprensibile – perché se è vero sarebbe un “buco” di dimensioni colossali.

Una cosa mi lascia perplesso e l’ho ripetuta a tutti: per traffico internazionale di droga ti arrestano, non ti avvisano. Circola un nome con insistenza negli ambienti della politica di casa nostra, ma io non lo farò. Mi limiterò a dire che tanto fa bene il sindaco ad andare dal Prefetto dopo la vicenda di Lina Giannino e delle ruote squarciate, quanto al suo rientro dalle cerimonie a Bad Pyrmont deve convocare la maggioranza. Per capire se Agostino ha scritto una castroneria o se davvero c’è questa accusa che pesa sì sul singolo consigliere, ma coinvolge il nome di una città già martoriata da altre inchieste.

Perché se Gaeta ha scritto una stupidaggine – assumendosi una grave responsabilità – allora deve partire una querela. Subito. Alla stessa veemente maniera con la quale il sindaco l’ha annunciata proprio alla Giannino – che chiedeva lumi sui “tempi” del ricorso al Tar della proprietà Puccini – al suo rientro deve andare e denunciare se non è vero.

Ma prima, forse, dovrebbe convocare la maggioranza e capire se qualcuno ha ricevuto quell’avviso di garanzia o – più probabilmente – una notifica di conclusione delle indagini. Perché se è vero diventa uno “scoop” e prima di andare dal Prefetto è il caso di fare un bell’esame all’interno di una maggioranza che – l’ho sostenuto e lo ripeto – al di là di responsabilità penali che sono personali, affonda le radici in vicende giudiziarie come Malasuerte, Evergreen, Touchdown, nelle proroghe record. Le affonda negli atteggiamenti da spacconi, nei toni muscolari, nelle aggressioni in Comune per essere pagati, in quello che leggiamo negli atti giudiziari delle operazioni citate, in ciò che abbiamo visto ai seggi durante lo spoglio, nelle persone che rappresentavano certe liste. E non basterà dire, se è vero, che “sono cose vecchie” o “tanto c’avemo i voti d’aaa ggente”. Scontato e inutile.

Prima di andare dal Prefetto, c’è bisogno di chiedersi quali sono le responsabilità di una politica locale che bene o male era riuscita a tenere distanti i poco di buono e che – in particolare dalla campagna elettorale del 2013 – ha fatto mettere loro il vestito bello. Inutile continuare a negare o a fare spallucce. Perché sono emersi i rapporti che certi personaggi vicini, vicinissimi o facenti parte della politica hanno avuto. Non ha condizionato un’amministrazione tutto questo? Sono il primo a esserne felice, ma prima di andare dal Prefetto c’è ben altro da fare e sono certo che il sindaco non si girerà dall’altra parte.

Ps, a proposito dei “toni” è bene rileggere quanto sostenevo tempo fa…

La sfida elettorale: l’impegno di sempre, la proposta alternativa

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Inizia un’avventura. Una sfida nuova e affascinante, con la certezza di avere un progetto alternativo a quello di chi ha governato Anzio ma anche la consapevolezza della forza – in termini di consensi – che ha chi è alla guida della città.

Abbiamo aperto questa mattina il comitato elettorale che da qui al 24 giugno ospiterà le iniziative di “Del Giaccio sindaco – Anzio #unaltracittà”. Sì, 24 giugno, perché non sarà una passeggiata di salute ma sono convinto che arriveremo al ballottaggio e che lì potremo giocarcela fino in fondo, riuscendo a mandare a casa il centro-destra.

Il Comitato, che ho voluto ad Anzio Colonia dove sono nato e cresciuto, in uno dei quartieri più popolosi e popolari, sarà la casa non solo delle liste ma dei cittadini che vorranno essere dei nostri, nella maniera che riterranno più opportuna. Abbiamo la lista Del Giaccio sindaco – Anzio #unaltracittà e quella del Pd, a un’altra stiamo lavorando. Ma c’è da fare i volontari, si può dare un contributo economico, di idee, quello che si ritiene.

A proposito di Pd: ad Anzio è minoranza da 20 anni, magari non avrà brillato (e spesso io stesso l’ho sottolineato) ma non governava, lo hanno fatto altri. Ecco, ricordiamocelo. E ricordiamo pure che non si vota per l’Italia, non c’è Renzi, ma si sceglie il sindaco di Anzio ed è una indicazione tra chi vuole portare avanti il passato e chi pensa al futuro.

Ho voluto il comitato ad Anzio Colonia che è la dimostrazione dell’inefficienza di questa amministrazione in quanto a intervento nei quartieri, tutti. Quando parliamo di sviluppo senza mattone, dopo anni di cementificazione e un modello che si è esaurito, intendiamo riqualificare e rigenerare, dare servizi, migliorare la vivibilità di tutta Anzio, partendo dalle aree più dimenticate.

Il Comitato sarà anche sede di iniziative, per il sindaco e tutti i candidati. Ringrazio chi ci ha messo a disposizione lo spazio, altri possono contare su sedi pubbliche delle quali non pagano i canoni da anni o usano Villa Sarsina per riunioni di maggioranza, noi siamo altro. Sembrerà banale, ma dal giorno dell’apertura pagheremo la Tariffa sui rifiuti, lunedì spediremo in Comune il modulo. E ovviamente le utenze, acqua e luce.

Si chiama legalità delle cose quotidiane e ringrazio infinitamente il magistrato in pensione Antonio Giannino che ha accettato di essere il garante di ciò che faremo al Comitato.

Per la nostra sfida abbiamo di fronte principalmente chi da 20 anni è al potere, con lo sfascio che vediamo e un bilancio (in notevole ritardo, tanto per cambiare) che chiude grazie a una vendita a dir poco dubbia di 17 milioni di beni comunali. Come ho detto in passato, poi, ci sono questioni penali di questa maggioranza che non mi interessano ma responsabilità politiche serie di chi si è girato dall’altra parte. C’è anche chi ne è uscito, ma ha condiviso moltissimo di quel percorso. Abbiamo poi chi non ha ancora fatto sapere chi sarà il candidato in attesa di certificazioni “milanesi” ma dove governa non brilla e punta sulla protesta fine a se stessa. Noi rappresentiamo una alternativa seria e credibile, di proposta. Quella di un modello di sviluppo basato sulle bellezze di Anzio, su iniziative di respiro nazionale e internazionale. Non possiamo promettere lavoro domani mattina, magari in una cooperativa creata ad hoc e dalla quale abbiamo avuto consensi: faremmo come loro. Ma possiamo e dobbiamo far crescere questa città, quindi stare meglio tutti. Dobbiamo avere una visione, pensare ad Anzio da qui al 2058.

Fare politica è – a mio modesto parere – sì amministrare una città ma dire anche come farla crescere, sviluppare, dare servizi ai residenti e ai turisti. Noi pensiamo che si debba fermare il consumo di suolo, ad esempio, che i diritti debbano prendere il posto dei favori, che sui rifiuti società pubbliche virtuose sono meglio di appalti che tanto interessavano chi ha governato finora. È uno degli slogan scelti per la campagna: proposta, non protesta.

A tutti i candidati sindaco, comunque, faccio un augurio sincero per questi mesi e dico che il confronto – per ciò che mi riguarda – sarà sul programma che proponiamo e nel quale personalmente metto la credibilità di una vita. A proposito di programma le pareti del locale del Comitato saranno presto coperte con gli spunti, ai quali aggiungere – anche di passaggio, fermandosi un attimo, dialogando con i volontari – il proprio contributo di idee.

Fra gli slogan ho scelto anche due che la dicono lunga sul mio impegno: fuori dagli schemi e interessi zero. Tradotto: non ho bisogno di “fare” politica per ottenere qualcosa, di questa città mi occupo da una vita e continuerò a farlo a prescindere da come andranno le elezioni. Non cerco tornaconti di alcun genere. Ha sintetizzato bene Maria Vittoria Frittelloni (la ringrazio) che pochi lo sanno, ma avendo una “visione” di sviluppo ha fatto sì quando era assessore che ad Anzio arrivasse il Liceo Classico. La professoressa afferma che sono a disposizione: “senza opportunismi né secondi fini, rischiando di mettere i piedi nel fango, mantenendo le mani pulite“.

Non ho bisogno di fare il consigliere comunale, sono candidato sindaco e sono in corsa per essere eletto. Se avviene, vado in aspettativa dal giornale e lo stipendio da primo cittadino è più che sufficiente per andare avanti. Della mia esperienza porterò la passione e il rigore, il dover capire affinché si possa spiegare ad altri.

Se non avviene, torno al lavoro. Formalmente non c’è una incompatibilità, ma è questione di opportunità. Se la chiedi agli altri, devi essere il primo a praticarla. Non potrei stare la mattina a fare un’interrogazione sui rifiuti (che portiamo ad Aprilia) e il pomeriggio a “passare un pezzo” – visto che non me ne occupo direttamente – nella redazione di Latina. Non mi interessa “contare” perché avrei un ruolo in Comune, non ho pacchetti di voti da promettere a qualcuno, ero, sono e resto impegnato in questa città e se andasse male le proposte del programma si trasformerebbero, con il gruppo consiliare che uscirà dalle urne, in proposte di delibera. E #unaltracittà continuerebbe il suo impegno. Ma sono certo che ci spetterà governare Anzio, solo che voglio essere chiaro da subito. E come scrivevo qualche giorno fa sui social, entro dalle porte principali. Non mi candido sindaco con l’obiettivo di fare il consigliere, ma per vincere.

Scusate la lunghezza, fatemi concludere salutando anche da qui la tanta gente che ho rivisto con piacere dopo tempo, persone che mi hanno visto crescere e credono in questo progetto, chi (anche da partiti e liste avversarie) ha fatto gli auguri, chi è passato, chi mi ha fatto commuovere ricordando persone che non ci sono più e alle quali debbo tutto.

Il grazie più grande, però, a chi quasi scherzando ha avuto l’idea di #unaltracittà e ha condiviso con me questo percorso, da mezza Italia e per il bene che vogliamo ad Anzio. Ma soprattutto a chi in questi ultimi giorni ha lavorato senza sosta per sistemare i locali del comitato, a chi ha risolto problemi piccoli o grandi,   a chi si è occupato della grafica e della comunicazione. Sono i volontari che mi stanno aiutando. Grazie! E avanti per #unaltracittà.

Una candidatura fuori dagli schemi, proposte per Anzio 2058

maraschino

Questa mattina ho tenuto una conferenza stampa per aggiornare sulla candidatura e rispondere ad alcune polemiche recenti. L’ho fatta al “Maraschino“, come in passato ho scelto che si vedesse il mare perché questo sarà l’asse portante delle proposte programmatiche.

Uno spunto lo trovate riassunto qui 

Chi ha la pazienza di rivedere il video della conferenza, invece, può collegarsi a questo link  

Grazie e buona Pasqua!

 

Caro sindaco, sappiamo che sei onesto ma magari fossero film…

sindacosfogo
Ribadisco, Luciano Bruschini, sindaco di Anzio, è persona perbene, di specchiata onestà e uomo delle istituzioni. Lo conosco da una vita e lo ripeto. Come lo dicevo quando in campagna elettorale qualcuno – oggi suo alleato –  tirava fuori una storia di Acqualatina, questo almeno dovrebbe riconoscerlo.
Ha fatto bene a incontrare la stampa, ha detto la sua e ne prendiamo atto, ho scritto in passato che è andato oltre le righe con le accuse ai cittadini e ripeto pure questo.
Non faccio film, per quello che mi riguarda riporto fatti. Lo facevo, lo faccio e lo farò. Così come, se mai avrò un ruolo in Comune sul quale sono stato chiarissimo e trasparente, la stessa passione e rigore che metto nel mio lavoro porterò in una nuova esperienza.
I fatti, appunto, a proposito del “non c’è illegalità diffusa“.
1) Indagine servizi sociali: ex assessore condannato, ieri anche dalla Corte dei conti, per proroghe, insieme a un imprenditore che poi ritroviamo anche in altre indagini.
2) Indagine “Malasuerte”:  vede non indagati ma coinvolti personaggi politici importanti, andati a mediare per quella che sarebbe diventata un’estorsione. Incontro al quale – lo ha detto Zucchini in Tribunale – c’era anche il fratello del sindaco. Certo, erano andati lì per un accordo commerciale diventato altro, non potevano sapere. In quella stessa indagine ci sono personaggi che hanno portato voti e sostenuto questa maggioranza, i soldi dell’estorsione  – per inciso – finivano ai familiari di un boss di camorra detenuto al 416 bis.
3) Indagine “Evergreen”: il settore ambiente che è finito come sappiamo e gli investigatori che dicono chiaramente che l’assessore Placidi aveva rapporti con un personaggio in odore di ‘ndrangheta. Guarda caso, quando Federica Angeli scriveva (e veniva querelata) quel nome compariva.  Controlla la zona di Lavinio stazione, guarda caso l’unica dove Bruschini ha “doppiato” De Angelis all’ultimo ballottaggio. Sarà un caso, appunto, ma è un altro dei motivi per i quali non capisco perché Candido sia tornato sui propri passi rispetto al 2013. Sempre in “Evergreen” emergono strane manovre su biogas, terreni, distributori, lavori, appalti…
4) Indagine “Touch down”: ancora ambiente, un assessore che interveniva a gamba tesa per le gare, dispone chi far assumere e chi cacciare. Oggi Bruschini prende le distanze, ma dire che non sapeva ciò che avveniva alla luce del sole è francamente eccessivo. Ah, l’imprenditore di Cisterna dice (millantando, può darsi) che a cacciarlo “sono stati Placidi e il sindaco” e quello stesso imprenditore era pronto a sponsorizzare la campagna di un altro assessore. Ah, è agli arresti il titolare dell’azienda che ha gestito le mense senza una gara e poi con una proroga, della proroga, della proroga… Non è coinvolta Anzio, per dovere di cronaca, ma la ditta è la stessa
5) Indagine proroghe verde: ancora ambiente, ancora l’assessore e il dirigente coinvolti, una consigliera comunale, il primo dei non eletti della Lista Enea che ha rinunciato a entrare essendo imputato con Placidi, cooperative che fino a ieri hanno lavorato con il Comune mentre i loro rappresentanti erano esponenti vicinissimi alla maggioranza.  L’udienza di ieri è stata rinviata ad aprile. Nell’ambito della vicenda del verde c’è l’inchiesta per le minacce e le percosse nel passaggio da “Giva” a “Parco di Veio”
6) Impianti sportivi: a Falasche per pagare hanno dovuto aspettare che questo povero scemo, insieme ai colleghi del Granchio,  scrivesse che il Comune si era “dimenticato” di riscuotere. Per la gestione di quell’impianto, affidata di fatto all’assessore Alessandroni, ci sono un’indagine per evasione fiscale e una per furto di energia elettrica. Al Deportivo ci ha pensato la Finanza, la politica fingeva di non vedere (ma prima del ballottaggio Bruschini e i suoi festeggiavano proprio lì) e un ex dirigente molto potente e tre funzionari si ritrovano indagati perché il Deportivo non pagava.
7) Mef: una relazione durissima di fronte alla quale ci sono  responsabilità dell’ex segretario e dei dirigenti, vero, ma la politica, se c’era, che faceva?
8) Le cose quotidiane:  mi piace chiamarle così, perché la legalità inizia dalle vicende di ogni giorno. Se uno assume un dirigente con un titolo sbagliato, magari “imposto” da un assessore, ripara. Se chi deve controllare è pure controllato, se valgono titoli   per i quali la Corte dei conti ha sanzionato l’ex segretario, se un consigliere comunale sostiene di avere un atto prima che esca e lo riferisca a un’azienda che pagherà tangenti, un assessore va  a chiedere al dirigente di sbrigarsi a “cliccare” perché deve accontentare una ditta vicina e questi lo fa….
9) Pressioni: ne hanno denunciate l’ex segretario Pompeo Savarino, l’attuale Marina Inches, la dirigente Angela Santaniello. C’è gente coinvolta in “Malasuerte” e altra di  inchieste diverse che in Comune gira negli uffici come nulla fosse.
10) Il resto: l’hotel chiuso con un’ordinanza e nel quale, con i buoni uffici della politica, arrivano i migranti, le concessioni revocate a consiglieri comunali, quelli che erano morosi e il problema era chi lo scriveva e non chi doveva pagare ed era di fatto incompatibile, l’estate con chi litiga sul palco da montare, le assegnazioni ad amici degli amici, le tante fatture numero 1… e una serie di altre vicende diciamo “minori”
Non è “illegalità diffusa“? La vediamo diversamente.  Come abbiamo idee diverse rispetto alla città. Non è questione personale, caro sindaco, non ce l’ho con te. Magari fosse un film, forse avrebbe un lieto fine.

Abbiamo un vice sindaco, ma ripeto: non si scherza

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Non poteva essere diversamente. Fanno politica da una vita, sono nelle amministrazioni pubbliche da oltre 30 anni, figurati se rischiano di mettere a repentaglio tutto per una nomina.

Questa mattina l’ufficio comunicazione del Comune di Anzio ci informa che Giorgio Zucchini è vice sindaco e assessore alle finanze e patrimonio, nonché che sostituirà il primo cittadino fino al 9 novembre. Il provvedimento che sull’albo on line porta la data odierna, è di venerdì 27 e contestualmente – c’è da ritenere – è stato inviato al Prefetto.

Diciamo che in piena crisi politica si è preferito dire ai cittadini che siamo andati su “Linea Blu” (cosa lodevole che si ripete, comunque, ciclicamente) ma non informarli dell’avvenuta nomina. Così come nel 3.0 de noantri si è inserito con calma il decreto di nomina (nessuno poteva farlo il 27, in Comune?), dopo che il Meetup “Grilli di Anzio” e chi scrive hanno inviato una pec alla Prefettura e reso nota la cosa. Coincidenze, ci mancherebbe. Attenzione, però, il protocollo apposto sulla nomina recita “U  N.0053150/2017 del 30/10/2017“, cioè di oggi. Qualcosa non deve proprio funzionare in questo 3.0, mentre il codice dell’amministrazione digitale afferma che il protocollo deve essere contestuale. Ahi ahi…. questi pensano davvero che i cittadini hanno l’anello al naso.

Come affermavo ieri, il punto è un altro e verte sull’articolo 46 del testo unico degli enti locali, richiamato anche nell’atto di nomina di Zucchini. Recita, al comma 2: “Il sindaco e il presidente della provincia nominano i componenti della giunta, tra cui un vicesindaco e un vicepresidente, e ne danno comunicazione al consiglio nella prima seduta successiva alla elezione“. I componenti, tra cui…  Basta la nomina di uno soltanto? Secondo la politica di casa nostra, sembra di sentirli, ma sì… che vai a guardare…

Invece non si scherza, non si espone la città a figure del genere.  Di fatto con la sola nomina del vice Bruschini ha “commissariato” il Comune fino al 9 novembre (non è che Zucchini possa riunire la giunta da solo, o sì?), costretto i cocci del centro-destra a continuare a trattare sulla crisi e il “programma di fine mandato” (!?!?), violato le norme sulla composizione dell’organo esecutivo con rispetto della parità di genere: la giunta  oggi risulta composta da lui e un assessore, entrambi di sesso maschile.

Continuo a ostinarmi a pensare che #unaltracittà debba partire dalla legalità delle cose quotidiane. Basta con chi le calpesta impunemente.

 

 

Vice sindaco, non si scherza. Giusto chiedere al Prefetto

prefettura

La Prefettura di Roma

Ce lo abbiamo o non il vice sindaco, dato che il primo cittadino – Luciano Bruschini – è in ferie fino al 7 novembre? Secondo quanto scrive Il Clandestino sì e c’è da crederci, ma atti ufficiali non ne vediamo. La trasparenza, è noto, non appartiene al 3.0 promesso in campagna elettorale, quindi all’albo pretorio non c’è traccia di nomine. Eppure fino a ieri, 28 ottobre, dal sito del Comune ci informavano della puntata di “Linea Blu“, ma nessuno evidentemente ha avuto il tempo di inserire l’atto. Perché deve esserci.

Non è uno scherzo, il Comune – al di là della fascia da indossare per la visita di Papa Francesco a Nettuno il 2 novembre – deve avere una guida. Al momento di lasciare, sia pure per qualche giorno, il sindaco è tenuto a comunicare in Prefettura chi lo sostituisce, “passandogli” i pieni poteri. Scelta che ricade sul vice, ovvio, solo che qui la giunta è azzerata e l’articolo 46 del testo unico degli enti locali recita  che il sindaco nomina “(…) i componenti della giunta, tra cui un vicesindaco“. Si può avere quest’ultimo senza una giunta, dato che è azzerata dal 20 ottobre?

Ad Anzio siamo abituati a tutto e di più, quindi non c’è da stupirsi. Diciamo pure che di sicuro sarà possibile, non crediamo che in Comune si spingano a fare cose del genere o a mettere “pezze“.  Sarebbe una figuraccia istituzionale senza precedenti.

Bene hanno fatto a farlo notare dal Meetup Grilli di Anzio“. Chi scrive, invece, si è preoccupato di spedire via pec – da semplice cittadino – una richiesta al Prefetto e per conoscenza alla segretaria generale del Comune nella quale si segnala la situazione e si chiedono chiarimenti. Speriamo di averli già oggi, dall’albo on line. Anche se quell’articolo 46 sembra chiaro.

Intanto, nella maggioranza ormai allargata, la trattativa continua…

 

Il candidato, #unaltracittà: facciamo a capirci

altracitta

Aveva ragione la mia amica Giovanna, lo ripeto sempre: “Leggi e scrivi ma di politica non capisci un c....” Aveva ragione perché si fa presto a scatenare la tempesta nel bicchiere. Basta confermare un impegno, basta fare una dichiarazione ed ecco: non solo sei candidato sindaco (di chi?) ma la parola “alternativo” pronunciata alla collega Elisabetta Bonanni che ha ripreso un mio post su facebook crea delle difficoltà.

Ebbene già un anno fa, presentando l’idea di #unaltracittà avevo chiaro a chi fossi alternativo: a chi ha governato fino a oggi e chi lo ha sostenuto apertamente e non. Nella presentazione c’era un “muro” da abbattere, più chiaro di così….

Nelle dichiarazioni parlo di alternativo al Pd e mi viene giustamente fatto notare che è come se non li volessi. Niente di più sbagliato: ho ricordato, sempre un anno fa, che sono tra i fondatori, ho votato sempre alle primarie, immaginavo – come tanti – qualcosa di assolutamente diverso dalla guerra fra correnti. Ecco, a questa sono sicuramente alternativo. Avessi voluto, 35 anni fa davo retta a mio padre, andavo con gli allora “basisti” e forse avrei fatto “politica” magari con una poltroncina in Rai o qualche incarico. Non l’ho fatto allora, figuriamoci oggi.

E   sono in disaccordo – diciamo così – con  chi non è stato al governo (non ci sta da 20 anni, ricordiamolo) ma soprattutto nell’ultimo periodo sembra “annacquato” sulla gestione di Luciano Bruschini che pure aveva provato a incalzare sul bilancio, sulla legalità (allargando il fronte alle associazioni) sul patrimonio. Allora facciamo a capirci, non giochiamo al politichese, se mai ci sarà una candidatura la mia area di riferimento era e resta quella, ma non sono un potenziale candidato di “bandiera“. Se servo ad allargare l’orizzonte, bene, altrimenti avanti altri. Non si va in Paradiso per dispetto dei santi.

Scrivevo un anno fa: “Si poteva andare da un partito, fare un’alleanza con chi rappresenta la politica anziate e ci ha portato nella condizione in cui siamo. Si poteva cedere alle lusinghe di chi dice “io ho 1000 voti” e di chi promette di portare con sé “cinque-sei consiglieri“. Ma sì, ti metti a tavolino, fai i conti, speri che vada bene (a loro è andata benissimo, finora) prometti qualcosa che non manterrai, ma saresti solo il nome nuovo e spendibile per una vecchia classe politica e dirigente. Se poi il tuo nome servisse, come “bandiera” nel Pd, per passare dal 20% di Bernardone alle ultime amministrative al 22% perché sei un po’ più conosciuto cosa avresti fatto? Nulla. E se pure il Pd fosse parte di questo discorso – alla pari con altri – sai che dovresti temere i “dinosauri” che nel ’95 non confluirono su Mangili e nel ’98 mandarono a casa Mastracci consegnando definitivamente la città al centro-destra“. Ecco, alternativo a tutto questo. Ora è chiaro?

Poi sarà quello che verrà, certo che con un centro-destra unito le speranze sono poche, allora hai il dovere di allargare a chi non si piega alla staffetta De Angelis-Bruschini-De Angelis dopo la “guerra” di quattro anni fa. Di allargare a chi non vota, a chi non piace il “guru” che dirige i Grillini tra Genova e una Srl (e deciderà anche il candidato ad Anzio, non capisco di politica ma quando hai Ardea, Nettuno e Pomezia   devi provare il poker). Di allargare alle esperienze civiche di diversa estrazione. Perché in una città si deve pensare all’ordinario (buche, immondizia, servizi) in antitesi a quanto visto finora e a un modello di sviluppo diverso da quello che ci ha portato dove siamo (sostenibile, di qualità, immaginato per il breve, medio e lungo periodo). Si deve fare questo, non pensare  allo ius soli, al fine vita o cose del genere. Per quelle c’è il Parlamento.

Ecco, facciamo a capirci: il mio impegno in questo senso – da cittadino – c’era e c’è. Scrivevo sempre un anno fa: “(…)se riusciremo a mettere insieme chi vuole realmente cambiare le cose in questa città parleremo anche del candidato sindaco. Ma per farlo dobbiamo essere credibili e questo dipenderà  esclusivamente da noi (…)

#iosonopronto