Rifiuti, se anche la maggioranza battesse un colpo…

Chissà se in maggioranza qualcuno si porrà il problema, domani in consiglio comunale, rispetto al piano finanziario dei rifiuti. Va bene la coalizione, va bene essere lì anche solo per alzare la mano, ma tra professionisti, insegnanti e giovani alla prima esperienza, qualcuno un dubbio vorrà farselo venire?

I dati forniti ai consiglieri comunali differiscono da quelli forniti alla stampa, intanto: sia per quanto concerne i pesi e sia per i costi da sostenere. Quale dei due documenti è vero?

Poi, sempre in conferenza, l’assessore all’ambiente Patrizio Placidi ha parlato – così riportano i siti – di 63% (ma nei documenti questo dato non c’è) ma con una formula incomprensibile sostiene che nel 2014 si arriverà addirittura al 70%

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Tutti ce lo auguriamo, ovvio, ma come ci si arriva? Con i dati forniti, certamente no. L’unica cosa che ha un riscontro è il 47,59% di differenziata indicato a pagina 3 del documento fornito in conferenza stampa. Sono risultati – secondo il Comune – relativi all’anno 2013, ma quella percentuale si ottiene con i dati del primo semestre 2014…

Detto ciò, se è vero questo – ed è l’unico dato riscontrabile – ci si chiede come mai i costi per trasporto e smaltimento non siano diminuiti di conseguenza. E ci si chiede anche se è vero che la produzione dei rifiuti sia diminuita di 10 milioni di chilogrammi nel 2014 rispetto all’anno precedente ovvero del 25% contro una media – universalmente riconosciuta – del 4-5%

Ecco, l’opposizione farà il suo nel cercare di capire – e speriamo voglia far sentire per bene la sua voce – ma al posto dei consiglieri di maggioranza, a fronte di quanto emerso finora, qualche dubbio sui “numeri” ce lo faremmo venire prima di alzare la mano e votare.

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Ospedale, nuovi tagli. La lettera degli operatori

Questa lettera degli operatori dell’ospedale di Anzio-Nettuno non ha bisogno, purtroppo, di commenti. Al direttore generale della Asl (https://giovannidelgiaccio.wordpress.com/tag/dalba/) sentiamo di porre le stesse domande di qualche tempo fa. Se la risposta sono stati i nuovi tagli…

Come primo atto il nuovo direttore sanitario del’ospedale di Anzio ha chiuso 10 posti letto in medicina e chirurgia, con scuse varie, annullando tutti gli sforzi per evitarlo fatti dai dipendenti; questo aggrava enormemente la situazione in pronto soccorso che ha meno letti su cui ricoverare, pochi medici e poco personale; intanto è stata bloccata la richiesta di infermieri ed ausiliari dall’ospedale di Marino.
L’ospedale di Anzio ha una cronica carenza di medici infermieri ed oss aggravata dalle poche capacità di gestirlo da parte dell’ufficio infermieristico. In alcuni reparti ci sono più infermieri del necessario in altri troppo pochi.
Gli infermieri arrivati dal distretto fanno solo numero, non sanno come si gestisce il malato in ospedale ed hanno deficit fisici notevoli.
A peggiorare la situazione del p.s. assalito da più del doppio di pazienti in estate è la contemporanea prevista chiusura,  della stanza delle dimissioni (prevista per legge) che aiutava a dimettere prima i pazienti liberando barelle, senza consultare il pronto soccorso e dell’ambulatorio infermieristico (anch’esso previsto dalla legge), per cui se, ad esempio, un turista viene in ospedale per una semplice iniezione non potrà farla perché non c’è piu’ la struttura che la puo’ fare secondo la legge.
Anche la appena aperta biblioteca sarà chiusa per timore che lo spolvero dei libri da parte della ditta delle pulizie costasse troppo!
Tutte queste chiusure, come l’invio in pronto soccorso, il reparto più difficile, di infermieri di distretto, praticamente inutili, sono state concordate dal nuovo direttore con l’ufficio infermieristico, per motivazioni non organizzative ma personali e più importante sembra essere non spostare personale da Marino e Frascati.
Si parla anche della chiusura della sala operatoria di ostetricia, ciò dimezzerà gli interventi chirurgici in ospedale e farà diminuire le nascite, anche questa volta con la scusa della manutenzione degli impianti.
Il personale dell’ospedale e del pronto soccorso in particolare è sempre più stanco e sovraccarico di lavoro e con poche speranze per il futuro, non siamo in grado di assistere i cittadini come vorremmo e sapremmo, questo ospedale sta morendo.
Un buon inizio
 
Naturalmente non possiamo firmare questa lettera, ci dispiace

 

Rifiuti, la formula magica di Placidi

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La matematica, ci insegnano alle elementari, non è un’opinione. Scopriamo ad Anzio, però, che in Comune si “produce” una formula per calcolare la raccolta differenziata.

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Così anziché applicare quella universalmente riconosciuta – e indicata dall’osservatorio degli enti locali sulla raccolta differenziata dell’Anci, l’associazione nazionale dei Comuni – tabellaconai

si applica quella “fai da te” secondo la quale – magicamente – la raccolta passa da meno del 20% nel 2013, applicando la formula ufficiale, addirittura al 63%.

E’ il dato fornito, sempre ieri in conferenza stampa, da Patrizio Placidi, assessore all’ambiente del Comune. Ma evidentemente anche esperto nella moltiplicazione dei rifiuti differenziati e nella contestuale scomparsa di 10 milioni di chilogrammi di rifiuti prodotti tra 2013 e 2014 dai cittadini.

Ma attenzione, nel materiale fornito ieri ai giornalisti è scritto che nel 2013 la percentuale di differenziata è stata il 43% ma se uno fa i calcoli, non c’è un riscontro in tal senso. L’unico – relativo al 2014 – è il 47,59%. Delle due l’una: o sono veri i dati del piano finanziario o lo sono quelli forniti ai giornalisti.

Se poi qualcuno è in grado di spiegare come si arriva a questo calcolo e da dove escono questi dati…

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Grazie!

Rifiuti, la fredda cronaca e un foglio che ufficialmente non c’è

Antonio Albanese nel personaggio di "Frengo"

Antonio Albanese nel personaggio di “Frengo”


Proviamo a chiedere aiuto a “Frengo”, personaggio interpretato da Antonio Albanese in “Mai dire gol” qualche anno fa. Chiediamo a lui pensando alla “fredda cronaca” alla quale si riferiva.
Ecco, proviamo a restare alla cronaca di ciò che accade intorno alla raccolta dei rifiuti ad Anzio e a ciò che saremo chiamati a pagare. Partiamo da un dato certo: il “Piano finanziario tributo su rifiuti e servizi – Tari 2014” redatto dal dirigente del settore ambiente Walter Dell’Accio – in molti passaggi copiato e incollato da quello precedente – e consegnato ai consiglieri comunali per la discussione in programma venerdì. Piano sulla base del quale, poi, saranno “calibrate” le bollette dei cittadini che nel frattempo hanno già avuto quelle relative al 90% del totale, calcolato sui dati del 2013.
Facendo la somma di quanto riportato, il piano dice che nel 2013 – primi sei mesi – sono stati prodotti 20 milioni 046.550 chilogrammi di rifiuti e che di questi gli “indifferenziati” ovvero quelli destinati alla discarica sono stati 16 milioni 855.400 chilogrammi. Se ne deduce – chilo più chilo meno – che in un anno siano stati prodotti (parliamo sempre del 2013) 40 milioni 832.400 chilogrammi di rifiuti, 32 milioni 666.000 di indifferenziati e 8 milioni 166.400 di differenziati. E’ quanto esce fuori dalla moltiplicazione, per due, dei dati del primo semestre.
Nello stesso piano – fino a prova contraria ufficiale, dato che è tra gli atti del consiglio comunale – si afferma che nei primi sei mesi del 2014 il totale dei rifiuti raccolti è pari a 14 milioni 927.528 chilogrammi e che di questi sono andati in discarica 7 milioni 822.100 chilogrammi. In proiezione, quindi moltiplicando di nuovo per due, deduciamo che nel 2014 avremo 29 milioni 855.056 chilogrammi di “produzione”, 15 milioni 644.200 chilogrammi destinati alla discarica, 14 milioni 210.856 differenziati.
Sulla base di questi dati – ripetiamo, ufficiali fino a prova contraria – il Pd afferma: la differenziata nel 2013 è stata del 19,9%, mancano all’appello 10 milioni di chilogrammi, se è vero quanto affermato dal Comune diminuiscono i rifiuti conferiti in discarica ma aumentano i costi e lo stesso discorso vale per i trasporti. Anche i costi, restiamo sempre alla “fredda cronaca”, sono inseriti nel piano finanziario. La situazione viene illustrata in una conferenza stampa (http://www.inliberuscita.it/politica/37216/differenziata-il-dato-shock-arriva-dal-pd-anzio-e-al-20/ ) per la prima volta il Pd gioca d’attacco e sembra avere i dati per farlo.
Poche ore dopo la replica dell’assessore all’ambiente Patrizio Placidi (http://www.inliberuscita.it/politica/37277/anzio-lassessore-placidi-smentisce-il-pd-differenziata-al-63/ ) nella quale spicca la frase: “Il Pd è un’associazione privata e può dire quello che vuole, ma quelli che stiamo fornendo oggi sono i dati ufficiali del Comune, gli unici che contano” . La differenziata sarebbe addirittura al 63% ma attenzione: ai giornalisti viene fornito lo stesso piano finanziario consegnato ai consiglieri comunali, quindi al Pd, escluso un foglio secondo il quale nel 2013 sono stati inviati in discarica 32 milioni 666.730 chilogrammi per una spesa di 3 milioni 388.193,24 euro e si prevede per il 2014 di inviare 16 milioni 200.000 chilogrammi per una spesa di 2 milioni 099.520 euro.
Fermiamoci un attimo. Da dove è uscito quel foglio? Una cosa è certa, è diverso da quello che andrà in consiglio comunale ovvero i chilogrammi di indifferenziato prodotto nel 2013 combaciano ma il costo indicato nel piano consegnato è pari a 3 milioni 650.000 euro, quello nel foglio dato ai giornalisti è appunto 3 milioni 388.193,24. Lo stesso vale per il 2014, il conto dell’indifferenziato sostanzialmente combacia ma nel piano finanziario si afferma 2 milioni 521.000 euro di spesa, nel materiale della conferenza stampa è scritto 2.099.520.
Ecco, questa è la “fredda cronaca”, questi sono i documenti in possesso di chi scrive. Allora: sono cambiate le cifre? E quando? E su quali basi saranno emesse le bollette per i cittadini? Quali vanno prese per buone?
Altra considerazione sulla differenziata. Restando al piano finanziario e usando la formula in uso nel settore ovvero raccolta differenziata diviso totale dei rifiuti prodotti e moltiplicato per 100 (è un calcolo che può fare chiunque con i dati riportati in questo spazio) si arriva al 19,9% nel 2013 e al 47,59% nel 2014. Un ottimo risultato – il Pd ne accenna solo, contestando la diminuzione record e ingiustificata di rifiuti – ma da dove vengano altri dati, francamente, si ignora…
I costi: sono stati 16 milioni 081.240,28 nel 2013 ma i cittadini nel hanno pagati 13 milioni 652.374,28 perché c’era un contributo di poco più di 2 milioni della Provincia. Quest’anno – sempre secondo il piano in mano ai consiglieri comunali – i costi saranno 14 milioni 899.429,57 che dovranno sborsare interamente i contribuenti. L’aumento è di 1 milione 247.055,29 ovvero del 9%.
Infine – ma qui la cronaca, “Frengo” ci perdonerà, c’entra poco – alcune considerazioni: ci sono dati che differiscono fra loro all’interno dello stesso Comune e questo è a dir poco singolare. Stupisce, poi, che dai rifiuti differenziati venduti (a chi?) si preveda di incassare appena 400.000 euro, l’assessore Placidi non risponde (o forse nessuno glielo chiede) a quei 10 milioni di chilogrammi “spariti”, alla situazione della sporcizia in centro e alle domande formulate tempo addietro dal comitato Tares equa (ma ieri era una conferenza stampa….) che ha fatto, invano, un accesso agli atti.
Un’ultimissima considerazione: l’assessore annuncia che avremo gli “ecopunti”. Benissimo! Non vorremmo facessero la fine della “card del cittadino”, suo progetto – rimasto tale – quando era assessore alle finanze ormai quasi venti anni fa.

Porto, arrivano i russi. Vorremmo capire, come con i residui…

L'home page del sito Marina di Capo d'Anzio, registrato dal socio privato

L’home page del sito Marina di Capo d’Anzio, registrato dal socio privato

I russi, i russi, gli americani...” Ah, il compianto Lucio Dalla e la sua “Futura”… Nel suo girovagare per il Mediterraneo l’artista bolognese attraccò spesso anche ad Anzio, sulle palafitte del porticciolo allora più presentabili e sicure di adesso.

Oggi si sente parlare proprio di russi per il progetto del porto, di un investimento certo. Si susseguono riunioni, c’è grande fermento. Le solite “voci”, ovvio. Perché né il Comune socio di maggioranza e tanto meno la Capo d’Anzio che il socio privato Renato Marconi ha trasformato in Marina di Capo d’Anzio, dicono nulla. Su vicende che vanno dal bilancio all’inversione dei lavori, figuriamoci su potenziali investitori. E dispiace per Lucio Dalla ma l’alternativa non sono gli americani, bensì addirittura una cordata con sede in Kuwait. Siamo sempre ai “si dice” ma come recita un vecchio adagio delle nostre parti “se la foglia si muove, il vento tira”.

A maggior ragione il sindaco Luciano Bruschini dovrebbe dire alla città, come rappresentante ancora di quel 61% di capitale della Capo d’Anzio, come stanno le cose. Per far capire se il porto si fa o meno, come e con chi.

Così come, una volta per tutte, i cittadini vorrebbero capire la situazione dei residui inseriti in bilancio e la loro incidenza.

Intanto nel Comune che doveva essere 3.0 e dove per l’informatica ognuno va per conto suo, saranno spesi altri 10.000 euro – dall’ufficio tributi e patrimonio – per affrontare “la gestione dei residui”. Sarà la volta buona?

De Angelis e l’errore, la replica dell’ex sindaco

Candido De Angelis ha inteso replicare al commento relativo all’episodio avvenuto ieri con Luigi D’Arpino. Ecco il testo del suo intervento: 

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Ho avuto una reazione esagerata nei confronti di Luigi D’Arpino, me ne rendo conto, ma non c’è nulla di politico in quello che ho fatto. Ho agito d’impulso, seguendo il mio carattere, dopo oltre un anno di dileggio da parte sua. Con comuni conoscenti e sui social media, un comportamento che mi ha esasperato fino all’inverosimile perché arrivato da una persona con la quale mi legava un sentimento di fratellanza.

In 24 anni di attività politica è stato l’unico, dell’ambiente, a varcare la soglia di casa mia e a restare a mangiare con me e la mia famiglia. Proprio per questo legame mai mi sarei aspettato certe sue frasi, ripetute nel tempo, né le recenti prese di posizione a commento della vicenda porto.

Questo astio nei miei confronti va avanti da qualche tempo, immagino perché nel 2008 indicai Luciano Bruschini come sindaco e non lui, pensando e concordando – invece – un ruolo nella Capo d’Anzio. Non disse niente allora, ma da un paio d’anni è diventato particolarmente sagace. In particolare nei miei confronti, ritenendomi “reo” di tutto ciò che è successo mentre io ero sindaco e lui – voglio ricordarlo – assessore…

Nel periodo da primo cittadino ho subito insulti di ogni genere, sono stato accusato in maniera pesante dai consiglieri comunali d’opposizione, ho subito denunce alla Corte dei conti, ma mai ho reagito come l’altra mattina. Perché, lo ripeto, non è una questione politica ma personale e ho vissuto l’ennesimo tradimento con le parole sul porto.

Può stare tranquillo, non c’entra il progetto né Marconi con il quale non parlo da anni, né come insinua il presidente della Capo d’Anzio è cercato dai consiglieri comunali. Verso questi ultimi ha usato parole pesanti e ha anche lui ha un ruolo pubblico.

In ogni modo non credo affatto di aver macchiato, come scrivi, i dieci anni di amministrazione. No, non può essere quella che considero una lite tra “fratelli” a macchiare quel periodo e il giudizio, comunque, è affidato ai cittadini.

Concordo sul fatto che questa città è al tracollo, abbandonata, la situazione è sotto gli occhi di tutti. Mi spiace non svolgere il ruolo di consigliere comunale come vorrei e dovrei, anzi mi scuso con i cittadini ma problemi di lavoro mi impediscono di dedicarmi meglio alle questioni del Comune.

Eppure il problema continuo a essere io. Sia per chi amministra, sia per chi ha fatto fare il sindaco a Bruschini – come il Pd – preoccupati di una mia eventuale nuova candidatura. Mi spiace per loro, ma in questo periodo ho solo il tempo di lavorare

L’errore di Candido De Angelis, il clima irrespirabile

D'Arpino e De Angelis, quando amministravano insieme la città

D’Arpino e De Angelis, quando amministravano insieme la città

C’è una vignetta con la quale Giorgio Forattini ha salutato Giovanni Spadolini, il giorno dopo la sua morte, che mi viene in mente dopo l’aggressione verbale – condita da sputi – che Candido De Angelis ha fatto ieri mattina a Luigi D’Arpino (http://www.inliberuscita.it/cronoca/37197/darpino-colto-da-malore-dopo-litigio-con-de-angelis-3/)

In quella vignetta Forattini è di spalle all’ipotetica tomba dello statista, ha una lacrima che scende sul viso, getta via la matita. Ha finito di caratterizzare quel personaggio. 

La voglia di gettare via tutto è forte, soprattutto perché dietro al litigio tra due vecchi amici arrivati ai ferri corti c’è un mio scritto commentato, su facebook, da D’Arpino. E del quale ho parlato con De Angelis.

Il mio pensiero era relativo al porto (https://giovannidelgiaccio.wordpress.com/2014/07/27/porto-privato-si-comincia-con-il-sito/) e a quanto sta accadendo con il socio privato. Renato Marconi non è nuovo a questi lidi, fu Candido De Angelis sindaco a portarlo con Italia Navigando. Poi è successo ciò che tutti sappiamo nei rapporti tra De Angelis e D’Arpino – un tempo amici, amministratori insieme per un decennio, cresciuti all’ombra di Gianfranco Fini – divenuti avversari alle ultime elezioni: il primo candidato sindaco, il secondo schierato con Luciano Bruschini. Ma fin qui, salvo qualche battuta al veleno, si trattava di rapporti più tesi ma normali.

Ieri Candido De Angelis ha superato il limite. Ha macchiato la sua storia di amministratore, di personaggio pubblico e istituzionale, dato che ha ricoperto anche il ruolo di senatore. Ha dato un pessimo esempio a tutti. Se uno che è stato sindaco e senatore aggredisce quello che oggi è un avversario politico, chiunque domani si può sentire “autorizzato” a comportarsi allo stesso modo con un consigliere comunale o con un dipendente dell’ente individuati come “nemici”.

De Angelis è il primo a sapere di aver sbagliato e nessuna ipotetica provocazione – D’Arpino è aduso alle battute – può giustificare ciò che ha fatto. Meno che mai – anche se sarebbe la goccia che ha fatto traboccare il vaso – un commento su facebook. Ma stiamo scherzando?

Detto questo, la voglia di gettare la matita – con un paragone certamente azzardato con Forattini – è tanta perché il clima che si è creato dall’ultima campagna elettorale a oggi è irrespirabile. Tra le tante, troppe “prime volte” di questa città (https://giovannidelgiaccio.wordpress.com/2014/06/20/non-era-mai-successo-le-troppe-prime-volte-di-anzio/ ) mancava il litigio tra De Angelis e D’Arpino, con strascico inevitabile nelle aule di giustizia. Si è fatta, purtroppo, della battaglia politica una questione personale. Si vedono “nemici” ovunque e si è perso il senso del bene comune, della città da amministrare. La fa da padrona la dietrologia, mentre la città è allo sbando e le tensioni in maggioranza sono note e tutte relative a vicende di piccolo cabotaggio. Come sono note quelle tra alcuni esponenti politici e i dirigenti del Comune. Ma dove vogliamo arrivare?

In un posto normale D’Arpino oltre a parlare di “padrone delle ferriere” si preoccuperebbe di far sapere alla città a che punto è il progetto del porto, quali sono i rapporti con Marconi, la situazione della Capo d’Anzio. Meglio, solleciterebbe il sindaco – che rappresenta la città, proprietaria del 61% della Capo d’Anzio – a spiegare cosa sta succedendo. Invece finora, rispetto alle notizie uscite, l’unica cosa che ha fatto è accettare un invito, senza stampa, a uno streaming dei “Cittadini cinque stelle”.

In un posto normale, Candido De Angelis una volta perse le elezioni farebbe il consigliere d’opposizione incalzando – quotidianamente – un’amministrazione latitante sul porto come su tanti altri argomenti, dal bilancio ai rifiuti, dalla trasparenza a singolari ordinanze. E proporrebbe, costringendo Bruschini e la sua maggioranza a discutere.

Invece no, siamo in una città arrivata ai minimi termini, dove la maggioranza si “trascina” tra i veleni che mettono a rischio anche il consiglio di venerdì, si parla di elezioni imminenti da mesi, la minoranza prova a denunciare ma fatica a proporre.

Soprattutto una città dove si arriva con troppa facilità –  nel centro-destra che governa e in quello che sta all’opposizione – a minacce, grida, insulti, aggressioni, insinuazioni. E’ ora di dire basta.

Porto privato, si comincia con il sito…

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Alla fine presenterà il conto. Speriamo di non fare la fine di Italia Navigando, con la quale Renato Marconi – il suo “inventore” – aprì un contenzioso per le progettazioni portandosi poi via una serie di pacchetti azionari, ma dobbiamo comunque avvertire del rischio. La Capo d’Anzio – società per il 61% del Comune e per il 39% del gruppo Marinedi che fa capo all’ingegnere – è ormai di fatto in mano al privato. Il sindaco ha affermato, a più riprese, che sta facendo ciò che il Comune non può fare.

Compreso il sito internet, evidentemente, con il quale siamo diventati ufficialmente una “marina”, dopo che con un logo (scelto da chi?) della stessa “marina” erano circolate le lettere ai potenziali acquirenti. Uno dei loghi delle “marine” che Marconi gestisce o vuole gestire nel Mediterraneo. Ebbene se ci si collega a www.marinadicapodanzio.it si sa che c’è il bando per personale amministrativo e operatore del diporto e che c’è la proroga. Nessun accenno al progetto, almeno per ora. Lo ha registrato il gruppo Marinedi a maggio, si afferma che è un “Marina del Network Marinedi” e tra i contatti c’è il numero di telefono di Acquatecno, la società di progettazione dei porti di Marconi che ha sede a Roma, in via Gaeta, stesso indirizzo di Marinedi. C’è anche il numero della segreteria del sindaco e in fondo c’è scritto – piccolo piccolo – Capo d’Anzio, è vero, ma a vedere i siti degli altri “Marina” presto quello di Anzio sarà pari pari a Villasimius o agli altri. Il privato sta gestendo come meglio crede e la città continua a non avere informazioni dal suo socio di maggioranza, il Comune. Questa è la triste realtà. Il sito www.capodanzio.com è fermo alla pubblicazione del bando di gara e nei tempi dell’informatica (ah, il sindaco 3.0….) basta uno bravo a “posizionare” i siti e chi cercherà il porto di Anzio andrà sul Marina.

Senza contare che la città aspetta ancora risposte sui debiti della Capo d’Anzio, sul rischio di ricapitalizzazione, sul prestito che Marconi ha fatto verbalizzare di 200.000 euro “a titolo fruttuoso”, sull’inversione del cronoprogramma, sui lavori che si vogliono fare con 25 posti venduti, su assunzioni non meglio specificate.

E’ vero, è una società per azione ma il maggiore azionista è il Comune e i cittadini hanno il diritto di sapere. Prima che Marconi si prenda tutto…

 

Chioschi e pedane senza regole. Per molti, ma non per tutti

gardaCi sono notizie come questa (http://www.inliberuscita.it/primapagina/36934/senza-casa-ne-lavoro-la-storia-di-due-genitori-disperati/) e vicende emblematiche come quella raccontata di recente dal Granchio rispetto alla “Bodeguita”. Storie che la dicono lunga su come – in una sostanziale assenza di regole – decide il politico e/o il potente di turno chi tollerare e chi sanzionare. Se è vero quello che affermano i titolari del chiosco di fronte al Lido Garda è francamente grave che “forti pressioni politiche” siano dietro la burocrazia che ha deciso di intervenire. Così come è inaudito che a fronte di una serie di pedane con tanto di copertura in tutta Anzio, sia stata fatta togliere solo quella del “Bodeguita” e che il titolare sia stato denunciato per abusivismo per una cosa che in realtà era stata autorizzata. Quello che emerge, in entrambe le vicende – ma chissà quante altre ne sfuggono – è che la mano destra in Comune spesso non sa cosa fa la sinistra. E l’assessore al ramo, Giorgio Bianchi, intervistato di recente sempre dal “Granchio”, ha candidamente dichiarato che “sono questioni delicate” e quindi non può esprimersi.

Intanto, sempre nel settore, fioriscono manifestazioni di piazza dal centro alla periferia gestite spesso da non si sa bene chi, con quali controlli, con quali introiti per il Comune in fatto di suolo pubblico e quali costi da sostenere per chi partecipa.

Ma sì, avanti con le interpretazioni a soggetto delle norme o, peggio, l’assenza di regole. Per molti, ma non per tutti, come recitava una vecchia pubblicità.

Trasparenza calpestata eppure l’Autorità anti corruzione…

anac

Occorre leggere la newsletter di oggi dell’Autorità nazionale anti corruzione – inserita nella foto – nella quale si precisano i nuovi obblighi per gli enti pubblici. Poi occorre andare sul sito del Comune di Anzio – dove com’è noto la trasparenza è sistematicamente calpestata – e rendersi conto della situazione. Un solo esempio? La delibera pubblicata oggi: “Approvazione regolamento interno di compensazione per la riduzione della morosità sui tributi locali”. C’è il testo dell’atto, ma del regolamento non c’è traccia. Ecco, è solo l’ultimo esempio. Ciascuno può farsi l’idea che vuole. Quella di chi scrive è che in Comune, sulla trasparenza, si continua a far finta di nulla.