Beni pubblici, politica e affari privati. E’ ora di dire basta

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La decisione del dirigente dell’area finanziaria, Patrizio Belli, di far decadere la concessione della spiaggia che fa riferimento alla famiglia Succi, segue un analogo provvedimento – legato ai mancati pagamenti – del 2012, poi risolto perché nel frattempo l’azienda aveva saldato. La determina che parla di abusi (uno risaliva al 2002 e nel 2012, secondo una perizia, era ancora lì) di richieste di proroga, di parte di sistemazione, ci dice chiaramente come vanno le cose ad Anzio. Soprattutto sul demanio e sul patrimonio pubblico. Soprattutto se chi è coinvolto “fa” politica. Si comprende, umanamente, ogni difficoltà, ma chi amministra  ha il dovere di essere al di sopra di ogni sospetto. Il consigliere comunale Umberto Succi era nel 2012 ed è ancora oggi un “delegato” della società destinataria dell’ordinanza. Non ci sarà incompatibilità formale (questo dovrebbe dircelo la responsabile dell’anti corruzione), ma se finora non era successo nulla (o quasi) forse è proprio per il ruolo politico che ha.

Vogliamo ricordare la vicenda dell’hotel? Arriva una nota della Asl, resta nei cassetti per sei mesi, ne arriva un’altra e alla fine il sindaco deve firmare l’ordinanza di chiusura. Non ha alternative. Nonostante quella arrivano i richiedenti asilo, la Prefettura non sa o finge di non sapere che esiste un’ordinanza solo parzialmente revocata, il sindaco non va certo a fare le barricate come farà mesi dopo per Villa Anna e oggi la vicenda è al centro di un articolato accesso agli atti  presentato dal consigliere regionale Santori e da Chiara Di Fede per “Città futura“.

Ora arriva la decadenza, ci sarà ricorso e passerà l’estate, ci sono voluti mesi affinché l’ufficio tecnico rispondesse a quelli finanziari, ma arriva. Il dirigente Belli, in questo caso, sollecitato dagli uffici competenti, ha fatto come per la Ecoimballaggi che se non formalmente, è comunque molto “vicina” al consigliere comunale Geracitano.

Vogliamo parlare dell’assessore Alessandroni e del “suo” Falasche – società della quale ancora è dominus incontrastato – che non paga il dovuto al Comune (ed è solo la punta dell’iceberg) che intanto nega gli atti a chi li chiede? O della vicenda del Deportivo che coinvolge un ex potente dirigente di Villa Sarsina e porta a indagare tre funzionari, senza che la “politica” batta ciglio? O del “fraintendimento” che ha riguardato la Cafà lo scorso anno? Vogliamo ricordare i morosi – alcuni hanno saldato, altri ancora siedono in Consiglio senza averlo fatto – dopo le lettere dell’ufficio tributi per le quali tutti si preoccuparono di come fossero uscite sui giornali e nessuno della palese incompatibilità alla quale portavano? Vogliamo parlare di assessore e consigliere sui quali pendono richieste di rinvio a giudizio per proroghe di servizi? E le cooperative o le associazioni “vicine“?

Ecco, diciamo che alcuni di quelli che “fanno” politica hanno un atteggiamento verso i beni e servizi pubblici da Marchese del Grillo (della serie “io so io e voi non siete un c...”)  altri si girano dall’altra parte – emblematico l’ultimo Consiglio comunale, solo Bernardone e di “striscio” ha affrontato il caso piscina – altri ancora guardano solo al proprio orticello. Ecco, è ora di dire basta.

La sfida per chi si candida ad amministrare Anzio nel 2018  è rispettare le regole per primi, dare l’esempio, non sfruttare – nemmeno lontanamente – la propria posizione di eletti per fini personali. E’ un’altra importante linea di demarcazione tra questo modo di “fare” politica e #unaltracittà

 

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Nettuno, il problema non è l’addetta stampa…

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Il mio amico Renato Amabile, da una vita in consiglio comunale, non ha capito niente. Si è limitato a prendere qualche nome e inserirlo ai seggi elettorali, quando poteva fare colloqui alla “ricerca delle professionalità disponibili” per una “ricerca di massima“. Lo hanno fatto i suoi colleghi di primo pelo a Nettuno, i grillini duri e puri, come il sindaco afferma in un poco comprensibile comunicato per spiegare la vicenda della scelta dell’addetta stampa.

Fermo Renato, mi raccomando,  perché i consiglieri comunali non fanno colloqui né ricerche, non è loro compito, e immaginati un po’ se te, Marco Maranesi e Pasquale Perronace – vado a caso – vi mettevate a scegliere l’addetto stampa del Comune e il sindaco lo scriveva su un comunicato come ha fatto Angelo Casto a Nettuno. Apriti cielo! Li sentivi te i grillini…

Ma a Nettuno si può, c’è il nuovo, hanno ereditato macerie (ed è vero) ma dopo oltre un anno forse è troppo continuare a prendersela con chi c’era prima. Che ha sbagliato, eccome, ma non c’è più da tempo perché in mezzo è passato pure un commissario.

Comunque per provare a giustificare (senza bisogno) una scelta che era, è e resta di esclusiva del sindaco, si fa tutto un giro (sul sito del Comune, mah…) in nome di “Merito, trasparenza e qualità di eloquio” e si rende ufficiale la “selezione” dei mesi scorsi della quale avevano saputo anche i sassi. Cosa che non è compito dei consiglieri. E’ noto che dei “cugini” mi occupo poco, conosco Angelo Casto come persona seria e preparata, ho avuto modo di lavorare da cronista con vicende seguite da lui in Questura a Latina, non avevo né ho nulla da dire sulla persona. E meno ancora su chi ha scelto come “Esperto delle relazioni esterne ed istituzionali”, dato che posso dire di aver visto crescere Rosanna Consolo  e conosco il suo percorso.

Il problema non è questo, è che il sindaco deve fare il sindaco, scegliere e punto. Se fa un bando che non serve, chiede in giro i curriculum – dopo la selezione dei consiglieri e addirittura un esame scritto fatti mesi fa, vero? – e si presentano professionisti del settore che magari possono vantare più titoli, deve mettere in conto almeno qualche malumore. Se il nome di Rosanna circolava da tempo, poi, non è certo responsabilità di una collega brava e preparata ma di quel “chiacchiericcio” che fa parte della politica che i grillini detestavano ma nella quale evidentemente si ritrovano.  Insomma, si commettono errori, ingenuità, come vogliamo chiamarli? –  che facevano anche i predecessori. Non è un male assoluto, attenzione, ma non ci si ammanti di purezza a tutti i costi. E cosa direbbe un grillino se un altro sindaco – a Peschiera del Garda o Milazzo o dove vogliono – scegliesse chi ha quote della concessionaria di pubblicità del giornale locale? Non è vietato – non fino a quando il Comune stipulerà un contratto con la Crab 2000  – ma sicuramente inopportuno. Su questo conviene il sindaco? E per favore, smettiamola con i “parolai“, termine certamente più fine di “cazzari” usato nel video che ha fatto il giro del web

Comunque non era né sarà questo che ci dirà se Casto farà bene o meno il sindaco, ma il rispetto del programma che si è dato. Lavori, sopporti qualche critica, e alla fine i cittadini giudicheranno su ciò che ha fatto o meno. Sapendo bene che parte da anni di disastri e tutto il resto, ma pure che non può essere un alibi a vita.

Lo stesso vale per Rosanna, alla quale vanno anche da qui – dopo quelli di persona – sinceri auguri di buon lavoro. Sfrutti le sue capacità, metta in condizione i colleghi – tutti – di operare al meglio, spieghi a chi le sta intorno che la comunicazione istituzionale non è semplicemente il “verbo” del sindaco o degli assessori di turno ma altro. Saprà far bene, ne sono certo.

Falasche, ora gli atti. Lo dice anche il difensore civico

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Il Comune di Anzio e in particolare il dirigente dell’area finanziaria deve rispondere “con sollecitudine” e consegnare i documenti che ha tenuto per sé rispetto alla vicenda del Falasche calcio che non paga quanto dovuto. A seguito della risposta che… non risponde che, volendo, potete approfondire qui, ho presentato istanza al difensore civico regionale. Questi, per competenza, l’ha mandata a quello della Città metropolitana che oggi, cortesemente, mi ha fatto pervenire la nota spedita in Comune.

I punti 1, 2, 3 e 5 della richiesta presentata vanno soddisfatti, per 4 e 6 è bastato dire che sono in corso fasi “endoprocedimentali“. Ne prendo atto e rispetto la decisione del difensore civico, aspetto ora “con sollecitudine“: copia del capitolato dei lavori concordati;  certificato di fine lavori;  ammontare del debito della concessionaria nei confronti del Comune;   il quadro dei pagamenti eventualmente effettuati dalla società concessionaria. Vale a dire i punti mancanti sui quali si è preferito glissare.

E’ comprensibile quello che ha fatto il dirigente dell’area finanziaria, attenzione, c’è di mezzo un assessore, gli avranno detto che “giocano i regazzini….” che questo rompiscatole “è candidato” che “tanto mo sistemano” e via discorrendo. Si capisce anche la deferenza nei confronti di chi ti tiene in un posto per il quale   è stato presentato un titolo per un altro, va bene tutto.

Le norme, però, sono chiare e dispiace per lui quelle richieste “sono volte a conseguire dati e documenti, oggetto del diritto di accesso generalizzato” – come scrive il difensore civico. Lo spieghi a sindaco, assessore e a quanti si saranno prodigati per continuare a insabbiare ciò che era ed è – lo ribadisco – la punta dell’iceberg della gestione del patrimonio ad Anzio.

Una cosa fa riflettere: quei documenti potrebbe averli immediatamente uno qualsiasi dei consiglieri comunali nell’esercizio del suo ruolo. Sarebbe loro compito – una volta uscito qui e su media il potenziale danno al Comune, se non la truffa – andare a verificare. Dovrebbero farlo, a maggior ragione, perché  quella società continua a difenderla pubblicamente un assessore che dovrebbe scegliere se restare dominus del Falasche o fare l’amministratore. Dovrebbe farlo un’opposizione – quel che ne resta – degna di tale nome. Non è successo e non succederà, la classe politica è abituata ad assolvere se stessa.  Ma quei documenti, vedremo con quanta “sollecitudine“, prima o poi usciranno.

La sfida per chi si candida ad amministrare Anzio nel 2018 non è solo quella di rendere pubblici e trasparenti tutti gli affidamenti del patrimonio dopo aver realizzato delle schede, ma cominciare a smetterla con questo atteggiamento di perbenismo tra eletti in Consiglio e soprattutto con il familismo amorale. E’ un’altra importante linea di demarcazione tra questo modo di “fare” politica e #unaltracittà

Gli spettacoli estivi, i criteri, la serata 5 stelle

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Mentre il delegato al turismo che dice di essere dimissionario ma resta in prima fila (cambiano i protagonisti, ma nella nostra città è così ogni estate) scrive su facebook che “è tornata la santa inquisizione” e riferendosi a due dipendenti del Comune che “ad Anzio c’è la caccia alle streghe e una specie di dittatura“, il cartellone degli spettacoli estivi della città è avviato. Luciano Bruschini, l’omonimo del sindaco, si sfoga via social, il clima in Comune resta teso e si è arrivati persino a un vertice con la segretaria prima che andasse in ferie, “rea” di aver spostato da oggi a domani una dipendente del settore commercio che a quanto pare con il clima teso in vista della notte bianca lì non si trovava più bene.

Toni accesi e alla fine tutti dal sindaco a “minacciare” che non andranno in Consiglio il 28, con la risposta del primo cittadino che se così fosse lui si dimetterebbe (ma sì, altra telenovela estiva, vuoi mettere?) perché è stanco di queste situazioni. A pesare anche l’accordo sì/accordo no con Candido De Angelis che avrebbe fatto sapere che indietro rispetto a quattro anni fa non torna: centrodestra unito ma fuori tutti gli attuali assessori: apriti cielo! Intese o meno, conosciamo gli spettacoli, sappiamo quanto costano (e rispetto a un anno fa è già qualcosa) pur con un grossolano errore – alla faccia del 3.0 – sull’allegato alla determina che prende atto della delibera di giunta: c’è a fianco al nome di una cover band 25.000 euro che sembrano francamente eccessivi e che il delegato ha spiegato sono per quattro eventi, replicando ai Grilli di Anzio. Fosse solo quello, ci sono spettacoli con spazi vuoti in quel foglio excel che non si sa se hanno un costo o meno, l’azienda che ha proposto i 4 eventi a 25.000 euro è 3.0 come il Comune, nel senso  che al suo sito è impossibile collegarsi. Va così, poche idee e pure confuse.  Soprattutto continuiamo a ignorare i criteri con i quali si sceglie un “pacchetto” al posto di un altro. Ah, anche quest’anno c’era un bando: chi ha partecipato, cosa ha proposto, in che modo si è scelta questa programmazione, ci sono eventi inseriti senza aver presentato iniziative aderendo a quel bando?

I criteri? Possono essere i costi, il fatto che ci sia “ggente” o che Tizio piaccia più di Caio, che l’associazione che propone sia “vicina” o meno a un consigliere piuttosto che a un altro, boh! Poi, al solito, c’è un programma ufficiale e uno ignoto. La notte bianca non figura in quello pubblicizzato dal Comune.

Ah già, quella di stanotte (con pienone, ma è questo o solo questo che vogliamo?) era organizzata da una delle associazioni di commercianti e artigiani, sotto l’egida dell’assessorato alle attività produttive (costi?) e a Villa Sarsina evidentemente la mano destra non sa quello che fa la sinistra.

Ancora i criteri, si può sapere come si concede un patrocinio, un finanziamento, ovvero il teatro di Villa Adele? No, perché il 21 luglio è andata in scena una serata sotto l’egida del Movimento 5 stelle Anzio, pubblicizzata sui social dal consigliere comunale Cristoforo Tontini. Liberissimo, per carità, ma chi paga? Solo aprire il teatro, ogni sera, tra noleggio del palco, delle sedie, service e compagnia ha un costo di circa 3.000 euro, non vorremmo che trattandosi di un esponente politico – al di là dell’interesse o meno dell’evento – sia tutto a carico della collettività e con ricadute dal punto di vista dell’anticorruzione.

Se così fosse, si mettano in fila tutti gli altri consiglieri comunali, i partiti, le associazioni. Tutti a Villa Adele, appassionatamente, tanto pagano i cittadini.

Rispetto a chi si candida ad amministrare Anzio nel 2018  se deve esserci  (e deve esserci) una serie di eventi, l’obiettivo è   programmare per tempo dandosi criteri universali, validi per tutti, dalla concessione del patrocinio a quella del teatro, fino ai soldi da investire. Che si usano solo per cose di qualità, possibilmente fuori stagione. Si tratta di una  ulteriore   linea di demarcazione tra questo vecchio modo di “fare” politica   e #unaltracittà

Capo di gabinetto, ma serve? Io partecipo e intanto…

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Con tempi da 3.0, ammettiamolo quando avviene, la giunta di Anzio approva l’ennesima dotazione organica, riscopre la figura del Capo di gabinetto. Radio Comune voleva arrivasse il dirigente di Ardea con il tema copiato, Agostino Gaeta ha scritto che quell’arrivo era frutto addirittura di un’intesa Forza Italia-Pd, ma un passaggio che sembrava ormai fatto ha sollevato più di qualche dubbio in maggioranza. Solo che a meno di un anno da voto diventa fondamentale, guarda un po’,  l’Ufficio di Gabinetto che il sindaco avrà “alle sue dirette dipendenze” per “l’esercizio delle funzioni di indirizzo e controllo e coordinamento di piani e progetti strategici”. Qualcosa in più della sua attuale segreteria, tanto che ora il nome che si fa è dell’attuale capo dello staff del sindaco.

A parte la schizofrenia di riorganizzazioni che finora, sbaglieremo, non hanno portato benefici al funzionamento della macchina amministrativa, ma davvero è indispensabile questo “gabinetto“? E quanto ci costerà in più? Ed è davvero una esigenza della struttura o non della politica che sui posti dirigenziali spesso gioca la sua partita? E tra i “piani e progetti strategici” ci sono forse anche le elezioni 2018? Così, per capire…

Di certo in pochi giorni si è passati dalla delibera al bando, quindi all’avviso pubblico. Riscoprendo un’anima Radicale mai sopita, parteciperò. Ho la laurea prevista, mi occupo di comunicazione, ho avuto un’esperienza nel pubblico sia pur breve con Candido De Angelis sindaco, mi aggiorno in continuazione…. Presenterò domanda, magari andrò anche alla selezione, così per “vedere l’effetto che fa” come cantava Enzo Jannacci.  Un testo che si attaglia, parafrasando, in modo perfetto alla situazione del nostro Comune.  Ovviamente se la scelta ricadesse – e non ricadrà – su di me, direi “no grazie“. Perché questa figura aveva un senso, forse, a inizio della consiliatura, adesso è un contentino o poco più.  E perché faccio altro nella vita. Ma parteciperò.

Lo farò anche per vedere i titoli altrui, perché con quello che è successo in passato ad Anzio non si sa mai. Su questo bando, come su quello dello scorso anno per il dirigente dell’area finanziaria, è scritto a chiare lettere che “Le dichiarazioni mendaci e le falsità in atti comportano responsabilità penale ai sensi dell’art. 76 del D.P.R. 445/2000, nonché decadenza automatica dalla selezione e risoluzione del rapporto di lavoro (qualora questo sia instaurato). L’accertamento del reale possesso dei requisiti dichiarati dai candidati verrà effettuato prima di procedere all’assunzione. Il candidato che non risulti in possesso dei requisiti prescritti dal presente bando, decade automaticamente dalla selezione. L’accertamento della mancanza di uno dei requisiti prescritti per l’ammissione alla selezione comporta comunque, in qualunque momento, la risoluzione del rapporto di lavoro. Non è sanabile e comporta l’esclusione automatica dalla selezione: · la mancanza dei requisiti di ammissione alla selezione; (…)

Nonostante questo, è ancora al suo posto il dirigente dell’area finanziaria che ha presentato un titolo non previsto dal bando, sul quale chi ha fatto “l’accertamento reale” rispetto ai requisiti ha commesso un errore prima dell’assunzione. Quindi ha perseverato, nonostante anche una precisa richiesta del capogruppo Pd Andrea Mingiacchi di revocare quell’atto in autotutela. Nulla, il dirigente non si tocca, la politica l’ha voluto e lo protegge, chi fa opposizione ha abdicato. C’entra poco che sia bravo e non è questione personale, davvero, ma se per primo calpesti una regola come puoi chiedere ai cittadini di rispettarle?

Sulla vicenda, come il sindaco ha confermato al consigliere Mingiacchi negandogli gli atti richiesti (!?!?), c’è una indagine in corso. Ecco, anche per evitare altre storie simili, i titoli ora che posso andrò a vederli personalmente.

Infine torniamo al capo di gabinetto. In una città come Anzio può anche essere necessario, può svolgere l’attività che un tempo era del direttore generale di coordinamento degli uffici, può “slegare” il segretario e responsabile della trasparenza e anti-corruzione da questioni gestionali (che non dovrebbe avere ma che qui ha, nel silenzio anzi con il benestare della politica tutta), può essere un valore aggiunto per il Comune intero, non per il sindaco e basta.

Rispetto a chi si candida ad amministrare Anzio nel 2018  se deve esserci un capo di gabinetto  la sfida  è quella di avere il meglio. Io prenderei un prefetto, una persona esperta che abbia svolto incarichi di commissario nei Comuni, possibilmente in quelli sciolti per condizionamenti della criminalità, data l’aria che tira dalle nostri parti. Si tratta di una  ulteriore   linea di demarcazione tra il vecchio modo di “fare” politica   e #unaltracittà

Rifiuti: delibera rifatta, il software, i pareri e un ricordo…

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Com’era nell’aria è stata annullata la delibera con la quale la giunta dava il via libera a dieci assunzioni “elettorali“, riscritta e con un mandato al dirigente dell’ambiente a provvedere. Era una evidente forzatura e peraltro riportava l’acquisizione dei pareri tecnico e contabile che invece non c’erano. Un falso, insomma, che oggi è spiegato.

Sulla vicenda, com’è noto, chi scrive aveva fatto accesso agli atti e poco fa la segretaria generale del Comune, Marina Inches, ha risposto. La ringrazio di questo e della celerità, evidentemente quando si tratta di rispondere all’accesso civico ci sono velocità diverse in Comune. Ebbene quella delibera che è stata annullata – com’è riportato anche nel nuovo atto – “per mero errore del software, segnalato e tempestivamente corretto dalla società fornitrice del software, riportava l’acquisizione del parere favorevole tecnico e contabile, non previsto dalla legge per le deliberazioni di indirizzo“.

Meno male che dovevamo essere il Comune 3.0…. ma i software sbagliano, ci mancherebbe, è che li paghiamo (e sono diversi e spesso nemmeno dialogano tra loro) pure profumatamente. Comunque la stesura originale della delibera “elettorale” non c’è più, adesso parte la caccia alle squadre “volanti” previste a detta di chi ha votato l’atto sul capitolato. Diciamo che si “maschera” un po’ l’obiettivo iniziale, ma quello resta.

Ah, a proposito di errori oggi è il software, oltre 20 anni fa quando con “il Granchio” scoprimmo che la stessa ditta era stata incaricata due volte di fare le stesse strisce a piazza Garibaldi la colpa venne data “alla dipendente che ha copiato l’atto“. Che ricordo eh…. La continuità? Bruschini era sindaco, Zucchini assessore, Placidi pure, buona parte di coloro che sono in maggioranza c’erano già oppure erano rappresentati da parenti stretti…

Rispetto a chi si candida ad amministrare Anzio nel 2018  la sfida  sarà quella di avere – finalmente – un sistema informatico unico, completo e degno di tale nome. Si tratta di una  ulteriore   linea di demarcazione tra il vecchio modo di “fare” politica (e dirigenza, ognuno ha o ha avuto i fornitori di fiducia)  e #unaltracittà

La città di “Mala suerte” e quella che non ci sta

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La sentenza sull’operazione “Mala suertescrive una prima pagina giudiziaria sulla vicenda che ha squarciato il velo su un giro di estorsioni, droga e armi e che ha lambito la politica di casa nostra. Al di là dell’aspetto penale – per chi scrive anche Madonna o Pellecchia e tutti gli altri  sono innocenti fino al terzo grado di giudizio – c’è quella che riguarda proprio gli ambienti politici che è rilevante.

Perché amministratori pubblici devono “mediare” per far trovare un accordo sulla gestione dei parcheggi, per esempio? Perché – sono atti del processo – si deve arrivare a coinvolgere il sindaco e si deve andare a un incontro per proporre un Consorzio? Riunione che finirà – ipotesi che in primo grado ha retto – con una estorsione?

Se i parcheggiatori vanno oltre il dovuto, oggi li richiami all’ordine, domani glielo ricordi, dopodomani togli le autorizzazioni.  Quest’anno, finalmente, e purtroppo dopo “Mala suerte” sembra essere stata trovata una soluzione. Va dato atto alla Capo d’Anzio – che pure aveva presentato una denuncia per “pressioni” – e al dirigente della polizia locale di essere riusciti a evitarci il brutto spettacolo al quale assistevamo al porto.

Ma il punto è un altro: è negli interrogatori in aula, è in quello che è emerso nell’indagine, è nei nomi che tornano (sempre gli stessi) e vanno da “Mala suerte” all’indagine per abuso d’ufficio relativa alle proroghe per il verde, dalle “cooperative di Italo” dell’inchiesta sulle proroghe ai servizi sociali alle questioni che riguardano il Falasche o il passaggio da “Giva” a “Parco di Veio“. Gente che ha apertamente sostenuto chi oggi siede in Consiglio, gente che ha presentato liste o si è candidata.  Innocente fino a prova del contrario, va ribadito, ma c’è un contatto – una commistione in certi casi – tra chi “fa” politica e chi finisce nelle indagini che è preoccupante al di là dell’aspetto penale. C’è chi è in quelle inchieste ed è stato eletto e chi “fa” politica prova, quasi goffamente, in Tribunale, a  dire che non sapeva.   No, emerge chiaramente che c’era una “sponda” in Comune e che era noto chi fossero e cosa volessero i responsabili delle cooperative.

Poi c’è la frase del pubblico ministero in una delle ultime udienze, quando chiede gli atti relativi al boss Raffaele Letizia (ai familiari del quale, secondo l’accusa, finivano i soldi del “pizzo“) e gli avvocati si oppongono e lui replica: “Presidente se parliamo di camorra ad Anzio questa è la
dimostrazione che alcune persone sono vicine ai camorristi. Poi lo possiamo anche stralciare, non stiamo parlando del sorvegliato speciale perché ruba dentro
casa. Qui parliamo di altri tipi di sorvegliati speciali ed è per questo che non viene gradita questa produzione“.

Le pagine apparse su Repubblica due settimane fa raccontano quanto si va dicendo da tempo, una situazione di fronte alla quale c’è chi continua a fare spallucce. Perché ha consentito – sicuramente in buona fede, non si discute, per qualche voto, per quieto vivere, per quello che si vuole – la città di “Mala suerte“.  Lo spiega in un condivisibile post su facebook anche Chiara Di Fede.

Ecco, la sfida per chi vuole amministrare Anzio dal 2018 è dire che c’è chi non vuole avere nulla a che fare  con certi metodi, consuetudini, commistioni, frequentazioni, voti da ottenere e via discorrendo.  E’ una ulteriore e  netta linea di demarcazione tra il vecchio modo di “fare” politica e #unaltracittà

La piscina, Falasche, il resto del patrimonio: chiarezza subito

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La sede di piazza Cesare Battisti, dove si trova l’ufficio patrimonio

La vicenda della piscina ovvero del Deportivo che è stato chiuso nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza squarcia un velo solo per qualche novello fautore della trasparenza. Chi negli anni ha sollevato dubbi sulla vicenda veniva sbeffeggiato. Fosse Mariolina Zerella in consiglio comunale, chi scrive sulle pagine del “Granchio” per la gestione e per il muro pericolante sì, ma rifatto per mettere in sicurezza più la discoteca che altro. Persino l’allora capogruppo di Fli Mario Pennata quando Candido De Angelis era in Senato e battagliava già contro l’amministrazione Bruschini fu preso per visionario . Ai cittadini che chiedevano gli atti è capitato  che il Comune “perdesse”  l’accordo tra società sportiva As Anzio nuoto e pallanuoto – concessionaria della piscina – e l’associazione Deportivo del 15 luglio 2006, trasmesso con protocollo del 2 dicembre 2006. Così, per mettere una “pezza“, ne è stato sottoscritto un altro a maggio del 2014, eccolo

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Se sarà stato rispettato o meno lo stabilirà la magistratura. Per questa, come per altre vicende, chi è indagato è innocente fino a prova del contrario. Ciò che interessa in questo spazio è ribadire che pure le cose che nascono con le migliori intenzioni, in questa città diventano occasione per fare altro. Lo sostiene la Procura di Velletri, vero, ma non era noto da anni come funzionasse? E non erano a festeggiare proprio lì, alla vigilia del ballottaggio del 2013, il sindaco Luciano Bruschini e la stragrande maggioranza di coloro che siedono in consiglio comunale? Ed è vero o non che per diventare “soci” del Deportivo la raccolta firme avveniva – pure di recente – anche negli uffici di Villa Sarsina o piazza Cesare Battisti? Non importa la rilevanza penale, è l’andazzo che non piace. Soprattutto se un club privato usa uno spazio pubblico senza che arrivi un soldo o una utilità all’ente proprietario o alla società concessionaria.

Occorre un passo indietro, allora. Con De Angelis sindaco e Giorgio Zucchini (oggi assessore al patrimonio) direttore generale, vennero fatte le convenzioni per gli impianti sportivi. Giusto: non poteva continuare a pagare il Comune energia elettrica, gas, manutenzioni ordinarie, non ne aveva i mezzi. Si decise, allora, di affidare alle società gli impianti e intervenire solo per le manutenzioni straordinarie. In cambio? Un canone simbolico che nessuno, di fatto, ha mai pagato (e c’è una relazione in tal senso in Comune, da mesi)  e l’amministrazione “vicina“. Inizialmente con dei contributi, poi nel fare dei lavori “urgenti“, molto più spesso ignorando o fingendo di ignorare che gli impianti erano usati privatamente. Come nel caso del Deportivo emerge, ora, in modo clamoroso. Ma era palese da anni. E badate, si può anche capire che per avere delle entrate tu metti il club e mandi avanti l’attività della piscina, la squadra di pallanuoto, aiuti i meno abbienti a fare i corsi. Messa così sarebbe quasi accettabile, ma che diventi altro, una questione privata,  con la “complicità” del Comune – ripeto, a prescindere dall’aspetto penale – no.

La piscina è una cosa, la vicenda di Falasche un’altra, ma qual è il quadro generale? Non a caso ormai da mesi da questo umile spazio è stata lanciata una sfida che in Comune si guardano bene dall’accettare: on line tutto, schede, gestori, spese, finanziamenti, lavori fatti e via discorrendo. Non li vedremo mai, non da Bruschini, Zucchini e dalla maggioranza ormai allargata a De Angelis e ai suoi. Sulla storia della piscina, ad esempio, dopo il sequestro esclusi i Grilli di Anzio e Sinistra italiana, nessuna voce si è levata da quel che resta dell’opposizione consiliare. Quando si diceva che Falasche era (e resta) la punta di un iceberg non era uno scherzo. Sul patrimonio – dagli impianti sportivi alla gestione dei condomini – si fonda buona parte del consenso. Ricordo una denuncia che prendemmo con “il Granchio” per aver chiesto lumi sull’assegnazione a una cooperativa dei locali al centro “Zodiaco“, oggi sede di una palestra. E’ storia vecchia, con i protagonisti politici che sono sempre gli stessi e che tutto hanno fuorché voglia di fare chiarezza. Più facile mascherarsi dietro al fatto che è sport, è sociale. Più semplice dire “ma che ti metti a fare…

Al settore patrimonio, quello che per esempio ordinava a Falasche i lavori quando la richiesta della società arrivava dopo i preventivi…, c’è ora una nuova responsabile. Nell’augurarle buon lavoro sentiamo di dirle che non deve guardare in faccia nessuno, verificare impianto per impianto, convenzione per convenzione, e procedere senza indugi a ristabilire le regole.  Sentiamo anche  di dire – al tempo stesso – alla responsabile della trasparenza e anti corruzione di tutelare questa funzionaria dai politici che andranno a lamentarsi se finalmente si metteranno le mani su questo vaso di Pandora. Serve chiarezza, subito.

La sfida per chi vuole amministrare Anzio dal 2018 è dire che si stabiliscono criteri certi e universali (non basta avere assessori o dirigenti di riferimento, insomma) di assegnazione degli spazi pubblici, vengono revocate le concessioni a chi non è in regola,   si verifica la situazione di tutti,  si recuperano le somme dovute al Comune se ci sono, si concordano eventuali lavori da fare a scomputo dei canoni. Vale per gli impianti sportivi e per il resto del patrimonio. E’ una ulteriore e  netta linea di demarcazione tra il vecchio modo di “fare” politica e #unaltracittà

Non solo Falasche… la Finanza sequestra il Deportivo

Una gestione che per lungo tempo ha visto molti girarsi dall’altra parte. La prima a chiedere lumi, anni fa, era stata Mariolina Zerella in consiglio comunale. Inutilmente. Per anni ha condotto la sua battaglia Delia Mattioli, confinante con il locale. Dalle pagine del Granchio chi scrive sollevò dubbi sul rifacimento del muro pericolante. Nulla, per un lunghissimo periodo. Come per la gestione di Falasche, anche quella del Deportivo ha visto l’amministrazione “vicina“. A niente erano valsi, finora, accessi agli atti e segnalazioni. Di poco fa la notizia resa nota dalla Guardia di Finanza e il sequestro del locale. Di seguito il comunicato. Lo dicevamo che Falasche era (e resta) solo la punta di un iceberg….

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Discoteca, cena a bordo della piscina, feste private e banchetti vari: questa la gamma di offerte de “El Deportivo”, associazione culturale di Anzio molto conosciuta fra i giovani del litorale che utilizzava, per i suoi eventi, impianti sportivi di proprietà del locale Comune senza il pagamento di alcun canone di affitto.
E’ quanto emerso nel corso degli accertamenti svolti dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma che hanno appurato che i responsabili delle due associazioni coinvolte, agevolati dagli incarichi ricoperti nel tempo all’interno del Comune, hanno determinato l’adozione di atti illegittimi con i quali è stato dapprima concesso l’utilizzo all’associazione “El Deportivo” di soli 138 metri quadrati (di gran lunga inferiori rispetto a quelli effettivamente utilizzati) da adibire a   punto ristoro e, successivamente, stipulato un contratto di comodato d’uso gratuito dell’intera area.
La piscina comunale era stata concessa, dal 2007, ad un’altra associazione culturale che
esercita, nel rispetto dello scopo istituzionale, la pratica sportiva del nuoto ma, da oltre 10 anni, ne cede l’utilizzo, nel periodo estivo, a “El Deportivo” che, a sua volta, fruisce di un’area di circa 1250 metri quadrati dotata di pista da ballo, zona privée, oltre ad un’ampia area adibita a parcheggio di proprietà del Comune. Trattandosi di un bene pubblico indisponibile, gli impianti sportivi non possono essere destinati a finalità differenti e la loro concessione non può essere ceduta a terzi, né totalmente né parzialmente, pena la decadenza della convenzione stipulata con l’ente locale.
Tale situazione, in palese violazione della normativa vigente, si è perpetuata grazie
all’indifferenza dei funzionari comunali preposti alla gestione del patrimonio dell’ente locale i quali hanno omesso di dichiarare la decadenza della convenzione.
Come se non bastasse, oltre a omettere di versare all’ente locale proprietario il canone di
locazione, quantificato in oltre 170.000 euro, l’associazione “El Deportivo” beneficiava del regime fiscale agevolativo previsto per gli enti “no profit”, nonostante svolgesse esclusivamente attività commerciale.
Grazie agli elementi raccolti dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Nettuno, la Procura della Repubblica di Velletri ha contestato il reato di abuso d’ufficio ai rappresentanti legali delle due associazioni coinvolte e ai tre funzionari comunali, disponendo il sequestro preventivo dell’area di proprietà pubblica per evitarne l’illecito sfruttamento e permettere all’Amministrazione Comunale di destinarlo a finalità di interesse pubblico“.

Archeologia e non solo: il bel programma, le scelte da fare

WCENTER 0WHCBGPAHJ  -  ( Mino Ippoliti - villa di nerone 4.jpg )PER EMILIO

In attesa di sapere quale sarà la “Summer time” 2017, finora conosciamo solo lo spettacolo gratuito di questo fine settimana, nonché i criteri che hanno portato alla scelta degli spettacoli che ci saranno proposti e le spese, c’è un programma che è partito e che ci piace.

Costa poco o nulla, punta sulle bellezze della città, le valorizza, va dalla Villa imperiale a quelle nobiliari, parla di Nerone e Caligola, porta il museo al mare, in barca, presenta libri, punta sul cinema che dovrebbe farci vivere di rendita solo per “Amarcord” che Fellini ha girato al Paradiso sul Mare. Coinvolge, come in passato è avvenuto raramente (è bene ricordare le iniziative per il Fai a favore e della Villa e del Paradiso sul mare), diverse realtà del territorio. Oggi ci sarà la prima uscita a vela, per esempio, ma è comunque apprezzabile il programma messo in piedi.

Senza liti sul palco a Villa Adele (a proposito, la “torre” montata per lo spettacolo di Sky è in regola sì?), consiglieri che vogliono fare i dirigenti, ditte amiche e via discorrendo. Da anni, in sordina, con un gruppo di volontari, andando nelle scuole o portandole a Villa Adele, nelle piazze, nei centri commerciali,  il Museo civico archeologico è protagonista di una serie di iniziative.

Più o meno condivisibili, con modalità di comunicazione che spesso esulano da quelle istituzionali, ma c’è. Se capita di andare al Salone delle Conchiglie di Villa Adele si vede in che condizioni lavora: scrivanie in mezzo, perché dopo l’incendio l’amministrazione non ha speso un euro per la sistemazione dei locali destinati agli uffici.

Del resto non è il sindaco a ripetere, ogni volta, che visto che siamo vicini a Roma uno ad Anzio che deve venire a fare? Ecco, il programma che è consultabile qui sta riscuotendo un successo inatteso forse anche per gli organizzatori.

Ecco, quando si parla di politica a modesto parere di chi scrive questo dovrebbe fare: scegliere. Dire che le iniziative turistico culturali si basano su quello che abbiamo e che intendiamo valorizzare. Il resto, i nani e le ballerine – con tutto il rispetto – che avremo anche quest’anno, può anche saltare.

La scelta, mai fatta, doveva essere quella di puntare sulla storia della città e di organizzare non solo a luglio agosto ma nell’arco dell’anno eventi “concertati” come in questo caso. Di metterli “a sistema” e poi, se c’è posto e se ci sono i soldi, fare eventi di richiamo internazionale, due o tre e non necessariamente d’estate. Il pallino – chi segue questo spazio lo sa – resta quello di avere un Nobel per la pace ogni 22 gennaio e di legare lo sbarco a quelli in Sicilia, a Salerno, alla liberazione di Roma e alla Normandia in un grande progetto europeo.

Il sogno era e resta, ma qualcosa con questo programma si muove, quello di fare della Città di Nerone un punto di riferimento per gli studiosi di tutto il mondo, dare una ricostruzione virtuale della Villa, organizzare eventi tipo quelli che si svolgono e sono sempre pieni al Foro di Augusto o di Cesare.

E ancora con un plauso a chi ha organizzato questo cartellone (e la curiosità, ma Salsedo è ancora delegata all’archeologia o è citata e basta?) l’utopia è quella di portare ad Anzio l’orchestra che a Ravello fa il concerto all’alba, scegliendo di realizzarlo al tramonto proprio lì alla Villa imperiale.

Ma per farlo la politica deve scegliere, investire le poche risorse che ha un Comune, cercare finanziamenti, legarsi a una fondazione nella quale mettere in gioco il Paradiso sul Mare, non pensare alle associazioni amiche o alle cooperative con sponsor.

Succederà? Questa iniziativa è un passo importante, la sfida per chi vuole amministrare Anzio dal 2018 è farne qualcosa di respiro internazionale. Già questa  è una linea di demarcazione tra il vecchio modo di “fare” politica e #unaltracittà