Grazie Roger, adesso per favore basta giocare alla guerra

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L’immagine di Roger Waters bambino in braccio al padre che ci ha accompagnato nei giorni in cui il grande musicista è diventato nostro cittadino onorario apre il film. Il certificato che parla del padre, morto ad Anzio, è lì sullo schermo in una sala non da tutto esaurito ma comunque gremita. Di quello che è successo in Italia con gli sbarchi alleati e di Anzio si parlerà ancora in un film per il quale dobbiamo dire solo grazie al nostro concittadino.

Sono oltre due ore intense, commoventi, belle, soprattutto che ci danno un messaggio di pace preciso. Nella grande parete di volti che chiude il film, fatta di persone decedute nelle guerre più disparate, c’è il senso pieno di quello che Waters dice al mondo.

E’ assolutamente condivisibile quello che afferma Luca Marra “Waters racconta l’inutilità della Guerra, il muro esempio famigerato del confine, delle divisioni, del dolore“. Sapevamo che aveva perso il padre, per esempio, non che la precedente guerra aveva portato via il nonno. Ci si commuove quando lui e i pronipoti si fermano davanti a quella croce, in un cimitero francese.

Ciò che interessa qui è che davanti agli occhi di milioni di persone è riecheggiato e riecheggerà il nome di Anzio, per questo il film è una grande occasione. Occorre crederci, però, fare come all’avvento della Palmolive. Racconta Castore Marigliani che gli americani chiedevano infrastrutture, certezze, e lui diceva sempre di sì. Ammettendo di non sapere, in quel momento, dove avrebbe trovato i soldi ma di avere chiara in mente l’opportunità che quell’investimento avrebbe dato.

Per questo farà bene il sindaco, Luciano Bruschini (ieri sera in sala c’era la delegata all’archeologia, Valentina Salsedo) a scrivere a Waters e ringraziarlo, dicendogli che Anzio è a disposizione come città della pace, di tutti i muri abbattuti. E’ una grande opportunità.

Tuo padre sarebbe fiero di te” – questo racconta rispetto a un incontro con un ferito in battaglia. E noi dobbiamo essere fieri di averlo come cittadino onorario, provando a coinvolgerlo in un grosso progetto che possa essere al pari della Palmolive più di 50 anni fa.

Allora, fermo restando il rispetto per chi ha combattuto e ha lasciato la vita qui, ricordando sempre l’onta dello sfollamento delle nostre famiglie, cominciamo il 22 gennaio a non rievocare più la guerra. Diciamo basta a finte battaglie che porteranno, è vero, tanta gente, ma sono il messaggio esattamente contrario a quello che non uno qualsiasi ma un personaggio del calibro del nostro concittadino onorario ha lanciato. Non da oggi.

I soldatini tanto cari a chi – sia pure meritoriamente – con lo sbarco si è ritagliato un ruolo, mandiamoli in soffitta con le loro divise che sanno di naftalina.  Giocare alla guerra non serve, quando abbiamo un’occasione come questa da immaginare quale grande, immenso, messaggio di pace. Da Anzio a Salerno, a Roma, alla Normandia….

Un progetto di respiro europeo che faccia essere fieri quanti – nelle nostre famiglie – hanno conosciuto quella guerra e la sua distruzione.

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Quanti problemi per un non-candidato. Ah, già… non garantisco

Li vedo, intorno a un tavolo, a preoccuparsi di una candidatura che non c’è. E mi diverto, pensando che quanti sono nel sistema politico di Anzio da una vita sono tanto preoccupati di un non candidato. Certo, non saprebbero altrimenti come trascorrere qualche ora e devono disquisire di “strategie” e “che c’è dietro“, ma a oggi – non so più in che lingua dirlo – le possibilità che io sia candidato sono le stesse degli altri 43.266 iscritti alle liste elettorali del nostro Comune.

I quali hanno diritto di candidarsi, ma anche il dovere di essere cittadini attenti alle vicende che li circondano. Mi annovero tra questi ultimi da tempo, se ciò dà più fastidio perché i grandi strateghi hanno la certezza della mia candidatura mi spiace per loro. Tempo fa, in Consiglio comunale, Pino Ranucci ha detto che se tutti coloro che sono lì da una vita avessero fatto anche una sola cosa per la città oggi Anzio sarebbe diversa. Ha ragione. Se perdessero meno tempo tra “strategie” e quella che chiamano “politica“, tra messaggi trasversali e ipotetici candidati, staremmo meglio.

Ho chiarito da tempo la mia posizione, quando Controcorrente ha dato per certa la mia “discesa in campo” ho spiegato, successivamente, e credo di averlo fatto in maniera puntuale e chiara. Rileggere per credere.

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Ma chi trascorre il tempo a fare l’interpretazione autentica di ciò che legge e ad avere certezze che non mi appartengono ha dato un’altra versione. Risultato? Sono candidato, aiuto!, non posso più scrivere.

Porto a Luciano Bruschini il rispetto personale e istituzionale che conosce, ma se è lui il primo a dire che si vota nel 2018 cosa ha da preoccuparsi? E’ una esordiente Laura Nolfi, così come Marco Maranesi, per questo dovrebbero avere meno certezze di chi è parte del sistema e più dubbi, ma la prima dice che si vota nel 2018 facendomi gli auguri per l’ingresso in politica e il secondo mi cita nei comunicati come candidato. State sereni….

Rispetto alla presunta incompatibilità – che più di qualcuno agita in Comune – intanto invito a vedere quelli che lo sono davvero da Consiglieri comunali (tra hotel difesi e tributi non pagati), poi tranquillizzo: io faccio il giornalista, è il mio lavoro, questo blog è un diletto ma segue comunque le regole della professione. Qualora mi candidassi ci sono norme  che sarò il primo a rispettare. Ma si vota nel 2018, quindi tempo al tempo….

La cosa più divertente di chi “vive” di politica? E’ che “non garantisco“. Cioè? Cosa significa? Se garantire vuol dire nascondere le incompatibilità, quelle vere, nei cassetti per un anno no, nessuna garanzia. Se significa dare soldi senza criteri a una miriade di associazioni con spettacoli spesso di dubbio gusto per accontentare chi è in maggioranza no, non garantisco. Se significa dire apertamente che si preferisce un’azienda piuttosto che un’altra – dopo regolare gara e procedure corrette – per i rifiuti ebbene no, nessuna garanzia. Se vuol dire votare una cosa in assemblea e farne un’altra in Comune per il porto mi spiace, non garantisco. E se annuncio che tolgo i mercatini – senza criterio né controlli – in piazza, poi lo faccio, non garantisco l’assessore giustamente ribattezzato “alle bancarelle“.  Se devo dire che faccio il 3.0 e poi far ridere il mondo con l’informatica e consentire a dirigenti e funzionari di avere ognuno il proprio “orto” – inutile per i cittadini – non garantisco.

L’elenco sarebbe molto più lungo, ma voglio chiudere con qualche certezza per i benpensanti – vecchi e nuovi – della politica di casa nostra: sono fuori da un sistema com’è stato inteso finora, a oggi sono un non-candidato, continuerò a essere un giornalista che tiene alla sua città e la racconta, questa è l’ultima volta che intervengo sull’argomento.

Tenetevi le vostre certezze, ma per piacere pensate prima alla città. Grazie!

Waters, lo sbarco, la grande occasione per “costruire”

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La cittadinanza onoraria a Roger Waters va annoverata tra gli atti più importanti fatti dal sindaco Luciano Bruschini e – in generale – dalla classe dirigente di questa città nel corso degli anni.

Ne abbiamo eco ancora oggi, con il film “The Wall” che esce nelle sale il 29 e 30 settembre e sarà proiettato  anche ad Anzio. Bene ha fatto il sindaco a ribadire di essere orgoglioso delle scene girate qui. Dobbiamo esserlo tutti.

Questa è la conferma che Waters – che ha girato parte delle scene a Tor Caldara – “tiene” alla cittadinanza conferita e che averlo tra gli anziati – sia pure in modo onorario – era ed è una grande occasione.

Se cominceremo, una volta per tutte, a immaginare lo sbarco come un momento sul quale costruire e non fare pagliacciate fuori dalla storia, allora il legame con Waters sarà la grande occasione.

Immaginiamo un vero museo, legato alla Normandia, legato alla liberazione di Roma, un percorso a ritroso verso i luoghi di sfollamento dei nostri padri e dei nostri nonni, la costruzione di una memoria che parli al mondo di pace.  E che lo faccia tutto l’anno, non solo il 22 gennaio.

Certo, i soldati mascherati e irridenti che ci hanno riservato le ultime ricostruzioni “storiche”  vanno nella direzione esattamente opposta.

Allora il sindaco Bruschini decida se investire sulla “risorsa” Waters in un progetto di respiro europeo e fare finalmente dello sbarco alleato un reale biglietto da visita della città, o restare a compiacersi di un concittadino così illustre tenendosi però le carnevalate.

ps, nota polemica: i cancelli delle scuole di via Ambrosini e le parti “visibili” al passaggio dell’illustre cantante vennero verniciati in occasione della cittadinanza onoraria. Il resto delle inferriate era arrugginito e nel frattempo è peggiorato….

Delega intercettazioni, attenzione ai nuovi tentativi di bavaglio

bavaglio

L’avesse fatto il governo Berlusconi le grida si sarebbero sprecate. Anzi, saremmo già andati in piazza. Ammettiamolo senza problemi, al punto di concordare con la puntuale ricostruzione del Fatto Quotidiano. A maggior ragione se c’è chi prima le pensava in un modo e oggi in un altro sull’argomento.

E’ vero che i giornalisti potranno dire la loro, vero che non c’è ancora nulla, ma la voglia di bavaglio resta elevata come ricorda la Fnsi e non solo in Italia.

Siamo alle solite: anziché preoccuparsi di cose molto più serie, la prima preoccupazione di chi governa è evitare che i cittadini conoscano i fatti. Con la scusa delle intercettazioni – per le quali esistono regole e sanzioni – si vuole impedire di rendere noto quello che succede. Con la scusa della privacy – ma qualcuno rileggesse l’articolo 6 del nostro codice deontologico, per piacere – si cerca di tutelare chi nell’ambito di un’inchiesta ha usato frasi utili ai magistrati per l’ordinanza di custodia che lo riguarda.

Non proviamo a girarci intorno, insomma, questa delega è l’ennesimo tentativo di censura. Dobbiamo rispondere no, come abbiamo fatto sempre, e continuare a fare il nostro dovere di informare, per rispettare il diritto dei cittadini a sapere.

Ma quale 3.0, siamo all’età della pietra…. Spuntano atti del 2011

Con questa storia del 3.0 il sindaco di Anzio, Luciano Bruschini, e la sua amministrazione, mettono insieme ogni giorno figuracce. Pazienza (mica tanto) i programmi di data entry acquistati a più riprese a costi esorbitanti e senza risultati per le mense, ad esempio. Passino i programmi acquistati dalle stesse aziende per le quali si scrivono libri. Passi che non c’era neanche uno straccio di “cloud” quando si è bruciato tutto e che la scusa dei dati persi è almeno servita a provare a mettere pezze sul bilancio, pazienza – ancora – sul fatto che ognuno per l’informatica fa praticamente come vuole non essendoci un unico centro di costo e un responsabile, ma vedere quello che viene pubblicato sull’albo pretorio fa venire l’orticaria.

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Non c’è bisogno di 3.0 qui, siamo all’età della pietra o, peggio, ai dilettanti allo sbaraglio. Possibile che escano oggi, anche a quattro anni di distanza, atti esecutivi da tempo ma registrati solo ora, almeno stando alla colonna sinistra del sito?

Chissà cosa sarà successo e quanti atti ci saremo “persi” nel frattempo, nel senso che non sono mai stati resi noti, chissà da chi dipenderà questa situazione, ma speriamo che qualcuno della maggioranza 3.0 voglia chiederne conto. E che pure l’opposizione voglia battere un colpo.

Fiorillo e il suo “caso”. L’avvocato spiega

L’avvocato Guido Fiorillo sceglie questo spazio per dire la sua sul presunto “caso” rispetto alla transazione con il Comune di Anzio che tante polemiche ha creato e ha portato la Finanza ad acquisire atti. Pubblico volentieri questa spiegazione, concordando assolutamente sulla riflessione che la stampa ha sempre il dovere di verificare.

***

Approfitto del Tuo blog, che seguo anche in modo critico, ma che ritengo certamente improntato a competenza, per rispondere alle tue espresse perplessità sulle causali di certi comportamenti: scusa se lo dico, non sono “bordate” ma ben altro.
Avevo deciso di non replicare in sede pubblica ma evidentemente il silenzio è stato confuso con debolezza: così non è, e ho deciso di precisare qui qualcosa sul “caso Fiorillo” ( come un testata online ha definito la questione).
Non ho rapporto alcuno con la “stampa locale” figuriamoci se so come “passare sotto banco” un documento o una notizia: non tutti gli avvocati sono qualcuno pensa che debbano essere.
La (cd) stampa locale ha dato risalto a dichiarazioni, tra l’altro, diffamatorie della mia persona, ma voglio rappresentarti che, contrariamente a quanto si è voluto dolosamente esporre ( per fini a me formalmente ignoti ma comprensibili) le parcelle oggetto di transazione, non portano ad una liquidazione di Euro 55.000,00 in mio favore ( e tale importo sarebbe anche sempre di vantaggio per l’ente) ma, a circa 43.500,00; l’iva e la Cassa Forense ( più o meno il 26%) non sono componenti della parcelle; era ed è chiaramente scritto nella determinazione che l’importo è omnicomprensivo e l’Iva e Cap sono somme a carico esclusivo del cliente; dai la notizia al lordo e l’effetto è maggiore!
Si tratta di somme che appaiono comunque ingenti in questo periodo ma sono riferite ad anni di lavoro: sono cause che ( a seconda) vanno dal 2003 al 2014!
In epoca di trasparenza ( poco nota da queste parti e questo è stato anche motivo di dissidio in passato) è bene che si sappia come stanno le cose.
Le stesse attengono a vertenze contro:
Soc. Ecoambiente srl: è una causa per E. 1.586.000,00 di valore- sentenza di assoluzione per l’ente e incarico cessato nel marzo 2014; compenso come da D.m. 55/14 ( al minimo) € 25.623,10 oltre Iva e Cpa;
Soc. Immobiliare Cincinnato srl: definita con estromissione dell’ente dopo alcune udienze (valore 1.500.000,00- incarico cessato 2012) compenso ( al minimo) 11.100,00 oltre Iva e Cpa come da D.M. 55/14: Ordinanza favorevole; certamente la parcella mi fu contestata dal Segretario Comunale ( aggiungo motivazioni infondate!);
Ater Provincia di Roma: D.I., opposizione ed esecuzione forzata presso terzi; valore oltre 2 milioni: transatta e definita nel 2009 ( favorevolmente) compenso da d.m. E. 25.623,10 oltre Iva e Cpa non computando la fase esecutiva; l’Ente oltre ad aver ricevuto immobili dovrebbe aver incassato le somme ivi previste;
Soc. D&d srl: valore E. 500.000,00 sentenza favorevole; primo grado e appello sulla giurisdizione; compenso circa E. 20.000,00 oltre Iva e Cpa ( al minimo) come da D.M. ( incarico dal 2003 al 2014); ( per questa parcella neanche un riscontro ho avuto dall’Ufficio)
Sigg.ri Mangiapia: domanda di pagamento per euro 160.000,00 liquidati 110.000,00 con condanna dei chiamati in causa ( 6 persone) compenso da d.m. 8.950,00 Euro oltre Iva e Cpa. (certamente la parcella mi fu contestata dal Segretario Comunale- aggiungo motivazioni infondate!).
Tutte parcelle sono ai minimi previsti dalle norme vigenti e passate e non sono “d’oro”; farebbe bene la cd. Stampa a verificare ciò che scrive!! Sono somme certamente rilevanti ma da rapportare agli anni di lavoro professionale.
Riguardo alle contestazioni che mi pervennero dal Segretario Comunale ( trascrivo per trasparenza), oltre ad aver replicato alle stesse, scrissi formalmente al Sindaco ed al Vice-Sindaco (nel maggio del 2014):
a- “come ho già avuto modo di informare le SS.LL. ( cui ho inviato note per conoscenza) con il dirigente dell’area nominata Avv. Pompeo Savarino, sono sorti contrasti per speciose questioni dal medesimo sollevate prive, a parere dello scrivente, di supporto sia fattuale che giuridico ( sul punto potrete verificare la questione presso il servizio legale);
b- lo scrivente, come ha avuto di comunicare al funzionario, ritiene che i comportamenti serbati dal medesimo nei propri confronti, siano stati tenuti con il fine di ottenere la risoluzione del rapporti e dei mandati con il Comune di Anzio;
c- prescindendo da comportamenti serbati dallo stesso (per ritardi tenuti, per affermazioni improprie quando difetta la materia giuridico- fattuale di riscontro) per i quali l’ho personalmente costituito in mora, rappresento, doverosamente alle SS.LL. quanto segue:
1- “ho inviato all’ente due parcelle afferenti ai giudizi c/ Mangiapia ed “Ipi srl” redatte conformemente ai principi di cui all’ex dm 140 del 2012 ( che peraltro è mero parametro di riferimento) tenendo presente i parametri legali per la elaborazione della parcella ( valore, difficoltà esito etc);
2- a tali parcelle il funzionario ha replicato deducendo questioni che non attengono al merito delle parcelle, né con questioni che avessero un minimo supporto giuridico-fattuale esprimendo concetti conseguenti altri presupposti che nel merito sconoscono la legge professionale ma anche il codice civile;
3- inoltre, anche un’ altra parcella sulla quale il funzionario nulla poteva dire è stata liquidata solo quando se ne è informato il Responsabile della Anti- corruzione e non credo che, nonostante il grave ritardo e disparità di trattamento con altri avvocati, il preposto abbia potuto far qualcosa in considerazione del fatto che è la medesima persona”.
Tanto per la cronaca: il Sindaco per ben due volte ha adottato provvedimenti specifici per le mie parcelle. Di ciò gli rendo merito riaffermando anche qui, nella sua persona, stima; il dott. Pusceddu ha agito solo a seguito di specifica disposizione ed io rileggendo la missiva mi scopro veggente.
Le vertenze sono state definite dal 2009 al 2014 e le fatture e notule sono dei primi mesi del 2014 e NON me la sono “cavata” con una sola udienza ( magari non discussa) ma con anni di cause difficoltose oltre la media: il risultato favorevole per l’Ente è scritto negli atti.

Riguardo al fatto che abbia difeso, in passato, il Dirigente affermo che l’incarico è cessato e non vi è alcuna ragione di astensione; riguardo al riferimento alla circostanza che trattavasi di cd. “debiti fuori bilancio”, è una impropria, infondata (avulsa dal mondo giuridico) tesi del Segretario Comunale (fu Lui a scriverlo a me) confutata da diverse decisioni della Corte dei Conti che mi premurai ( invano!) di inviare.
L’importo determinato ( circa 43.500,00) è ovviamente al netto degli accessori che la legge impone al cliente; è stato da me proposto e determinato perché, allo stato, come ho scritto nella proposta, non è più mia intenzione avere rapporti con il Comune di Anzio in quanto, con mio orgoglio, mi pregio di avere la disistima di un Assessore, un Dirigente e un Funzionario oltre evidentemente almeno un Consigliere Comunale ( per quanto sappia); per il bene della serenità mi sono permesso di rinunziare a somme che mi erano dovute.

Certamente ha ragione un noto politico locale nel dire che “ se l’è cercata”; ma la legalità, l’onestà e la competenza sono conquiste che devono essere difese da impropri comportamenti; e me la sono cercata (forse) per avere scritto, che a qualcuno non andava protestata la mora a seguito della vicenda Mef ma pretesa la restituzione di denaro essendo le somme dovute e superflua ogni contestazione ( qualcosa in più delle mie parcelle)!
Mi astengo, comunque, dal riferire perché abbia ulteriormente ma infondatamente guadagnato siffatto onore: ma, tanto è.
Ovviamente l’avvenuta cancellazione dall’elenco dei difensori dell’Ente lo ritengo un provvedimento illegittimo (se non abusivo) ma poco mi interessa perché tale è il sistema ed in qualche modo mi libera da rapporti ormai divenuti non sopportabili.
Ogni documento atto e quanto altro è verificabile e bene farà chi di dovere a verificarlo.
Scusa della intromissione, della prolissità; della presente puoi farne ciò che vuoi.
Cordialità
Guido Fiorillo

Bruschini, il gran dialogatore infastidito dall’opposizione

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Al sindaco di Anzio, Luciano Bruschini, va riconosciuta una capacità innata al dialogo, a smussare gli angoli, a risolvere con il politichese le situazioni più intricate. E’ un suo grande pregio, universalmente riconosciuto, che gli è valso l’appellativo di “Padre Luciano” coniato da Candido De Angelis e ormai largamente usato.

Con l’opposizione, sin dai tempi del mandato nel ’90 quando era esponente del Psi, Bruschini ha sempre avuto un rapporto privilegiato. Con tanti è amico da una vita, per altri ha stima ricambiata, di certo quando ha avuto qualche difficoltà ha usato i suoi rapporti per uscire dalle situazioni.

Era stato riproposto sindaco dopo la crisi politica nell’epoca della prima Repubblica ma si narra che chiese all’esponente dell’allora Pci Maria Vittoria Fritelloni di fare un intervento forte – e a lei non mancava certo modo – che lui avrebbe fatto un passo indietro. Se concordato o meno, ce lo diranno volendo i protagonisti. Certo è che dopo quell’intervento Bruschini prese la parola e disse che non ci stava a tornare sindaco. Venne qualche settimana dopo, per evitare il commissariamento, l’esperienza balneare di Giorgio Zucchini, poi l’asse Dc-Psi tornò insieme con Peppino Tarisciotti sindaco, prima dell’avvento della cosiddetta seconda Repubblica.

Di volti nuovi pochi, se anche nella presunta terza abbiamo sempre gli attori di allora o i loro eredi, ma il punto è un altro. Luciano Bruschini ha continuato ad avere un ruolo nella vita politica cittadina, a mantenere rapporti, ha “rotto” con chi non lo volle nel centro-sinistra e ha prima sostenuto Candido De Angelis sindaco poi ne ha preso il posto. Nel decennio di De Angelis, dopo due commissariamenti, con porto e piano regolatore dei quali finalmente si parlava e sui quali si procedeva, Bruschini smussava gli angoli in maggioranza e comunque dialogava con i Mingiacchi, i Toselli e via discorrendo. E’ una sua grande capacità, è la “politica“.

Nel primo mandato da sindaco dopo l’elezione diretta ha goduto così di un’opposizione che urlava – a volte – ma nei momenti topici fingeva di andare dal notaio o preferiva restare fuori dall’aula. Al secondo giro non aveva ancora vinto al ballotaggio che aveva nel suo quartier generale, a ricambiare la visita di cinque anni prima quando era candidato sconfitto del Pd, Paride Tulli.

Sarà un male dialogare? No, ci mancherebbe altro. Lo fa spesso in maggioranza, convince tutti, da ultimi l’omonimo Bruschini e Millaci sul bando del porto…. Ma l’opposizione ha un ruolo da rispettare, perché il dialogo va bene ma i fatti amministrativi – dalla relazione della Ragioneria dello Stato ai rilievi della Corte dei Conti, dalle gare finite a carte bollate al bilancio – sono altro e forse questo comincia a infastidire Bruschini.

Quello che è normale e cioè che l’opposizione fa l’opposizione, evidentemente, dà urto. Non sappiamo, ad esempio, quale sarà l’esito del ricorso al Tar proprio sul bilancio, ma al contrario di quello volutamente sbagliato sul piano regolatore, stavolta si discute nella sede opportuna. Vedremo se “carta vince carta perde“, i pareri mancanti e quant’altro sono stati un “complotto” come disse il sindaco o l’ennesima dimostrazione dell’inadeguatezza di chi ci governa.

Se ne è finalmente reso conto anche il Pd…

L’assessore e la difesa d’ufficio. Ricevo e pubblico

Ricevo dall’assessore Laura Nolfi e pubblico in merito a quanto scritto in mattinata.  Due sole puntualizzazioni: difendo d’ufficio, da decenni, i cittadini in quanto tali, quando segnalano problemi. Mi spiace se, in questo caso, c’è stato un difetto di comunicazione come sembra emergere. Rispetto all’agone politico ho l’impressione che si sta creando più apprensione che altro per qualcosa ancora inesistente.  Figuriamoci se accadesse…. Con la stima di sempre per l’assessore. Gdg

L'assessore Laura Nolfi

L’assessore Laura Nolfi

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Gentile Giovanni Del Giaccio,

prendo atto della tua difesa d’ufficio della Signora Di Fede, rispetto ai rifiuti conferiti illegalmente ed in modo sconsiderato, all’insaputa dell’Amministrazione, all’esterno della scuola Collodi senza mai darne notizia in Assessorato.

Confermo che non sono mai arrivate segnalazioni e tantomeno solleciti d’intervento ma, purtroppo, trattasi di un caso amplificato ad arte a fini politici e di visibilità sui media mirando alla sensibilità d’animo di tanti genitori che ci affidano i loro figli.

Ribadisco che la Signora Di Fede ha strumentalizzato la vicenda e la posizione della Dirigente Scolastica, in quanto la sua è stata un’iniziativa politica in quanto si è ben guardata dal segnalare l’accaduto per le vie ufficiali senza perdere l’occasione per denigrare l’operato dell’Amministrazione e per descrivere la nostra bella Anzio come una favelas.

Hai  ragione da vendere quando dice che chi governa ha il dovere di preoccuparsi che le cose funzionino e proprio perchè non faccio altro, dalla mattina alla sera, non consento a nessuno di strumentalizzare simili vicende rispetto alle quali ho ricevuto la solidarietà di molti genitori che, tutti i giorni, portano i loro figli alla scuola Collodi e che entrano da tutt’altra parte rispetto a quanto fatto credere dalla Signora Di Fede.

Colgo l’occasione per estenderti i miei auguri per il tuo probabile ingresso nell’agone politico.

Aboliamo la parola strumentalizzazione e pensiamo ai problemi

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L’immondizia davanti a una scuola, i genitori che si lamentano, i comunicati che nell’era dei social media viaggiano a una velocità che l’amministrazione 3.0 dovrebbe conoscere bene e che, invece, finge di ignorare.

Peggio, reagisce parlando di “strumentalizzazione” . Non è la prima volta che succede, anzi sono anni. Il servizio mensa non è soddisfascente? I genitori “strumentalizzano” – ma solo quando si lamentano, perché se la commissione dà voto favorevole è tutto a posto – e lo stesso fanno quelli che segnalano le situazioni legate alla sicurezza, ai rifiuti, alle buche, alle perdite d’acqua e chi più ne ha ne metta.

Così, nel clima di perenne campagna elettorale che tanto piace a chi ci amministra, se parla una ex candidata, per giunta con il “nemico” De Angelis, come nel caso di Chiara Di Fede ecco subito gli strali sulla “strumentalizzazione“. Al solito, in Comune, si preoccupano di “che c’è dietro e tralasciano di vedere quello che hanno davanti.

Preferiscono parlare di “strumentalizzazioni” anziché ringraziare i cittadini per le loro segnalazioni. Che daranno anche fastidio, oltre a misurare il grado di inefficienza che ha raggiunto questa amministrazione, ma sono reali.

Ecco, la “signora Di Fede” – come la chiama in modo quasi sprezzante l’assessore Nolfi, invitandola a ripresentarsi nel 2018 – o “il signor Del Giaccio” come il sindaco ha avuto modo di rivolgersi a chi scrive, i tanti signori cittadini, le associazioni come Anzio diva (era una lista, non “strumentalizza“?) – svolgono solo ed esclusivamente il loro ruolo.

Chi governa ha, invece, quello di fare in modo che le cose funzionino al meglio anziché preoccuparsi di cosa c’è dietro…. Ecco, aboliamo la parola strumentalizzazione e pensiamo ai problemi.

ps: chi si lamenta dei rifiuti, nella stragrande maggioranza dei casi paga regolarmente la tariffa, forse controllare che tutti i consiglieri comunali siano in regola oggi e per il passato non sarebbe male….

I grilli di Anzio: “Centrali biogas, il bio che inganna”

In merito alla notizia dell’impianto di biometano pubblicata in questo spazio nei giorni scorsi, interviene il Meetup “I grilli di Anzio”. Ricevo e pubblico

biogas

“Si fa un gran parlare in questi giorni della possibilità della costruzione di una centrale biogas in zona Padiglioni ad Anzio, a ridosso del quartiere residenziale di via Cinquemiglia.

Molte sono le domande che si pongono i residenti in merito a questa novità per via delle scarse informazioni che si hanno su questo tipo di impianti rispetto ai più ben noti e temuti inceneritori.

E’ proprio il confronto con gli inceneritori e la denominazione “bio” che induce le persone a pensare che le centrali Biogas non siano inquinanti e che producendo gas possano apportare benefici anche economici ai cittadini.

Qui un breve elenco delle motivazioni per le quali il nostro Meetup è contrario alla costruzione di questa centrale, ripromettendoci di spiegare a breve più nel dettaglio tutti i punti sotto elencati:

  1. Le Centrali a Biogas sono strutture dal forte impatto paesaggistico che prevedono colate di cemento, parcheggi, capannoni, vasche, canali di scolo e aree di smistamento e questa centrale verrebbe costruita sul limitare di una zona boschiva vergine di Rilevanza Comunitaria (bosco della Spadellata) non che in prossimità di centri abitati.
  2. Non vengono conferite in esse solo rifiuti umidi e sfalci come si pensa, ma una varietà impressionante di rifiuti che vanno dagli scarti di macelleria alle concerie, dagli scarti della lavorazione del legno ai liquami e letame delle aziende agricole fino ai fanghi di depurazione delle acque reflue cittadine venendo a produrre come scarto del percolato che è considerato rifiuto speciale e per questo inquinante e costoso da smaltire.
  3. Per questo motivo si crea un’intensa viabilità di mezzi per il conferimento non che per la partenza dei materiali diretti ad altri impianti di smaltimento. Sì, perché in questa centrale verranno selezionati anche carta plastica vetro e metalli che andranno poi trasportati altrove.
  4. Nonostante tutti i filtri e le precauzioni possibili l’area circostante (abitata) verrà investita da miasmi, ovvero cattivi odori. Tristemente note sono le vicende della Kiklos, dove si è venuto a costituire un comitato NoMiasmi proprio per l’esasperazione degli abitanti delle zone limitrofe alla centrale.
  5. Perché alti sono i rischi a cui è esposto il personale che lavorerà per detto impianto, ricordiamo sempre le tristi vicende degli operai morti ad Aprilia e i casi di intossicazione avvenuti in altri impianti, per non parlare dell’alto rischio di incendio ed esplosioni.
  6. Perché l’aria su cui sorgerà la centrale era inclusa in un piano regolatore regionale che prevedeva il recupero in termini di vivibilità, sostenibilità e fruizione dei cittadini come la costruzione di parchi piste ciclabili e case…
  7. Perché è scientificamente dimostrato che il processo di digestione non riesce ad uccidere tutti i batteri e le spore che si diffondono sia dai vapori emessi dall’impianto sia nel compost che viene venduto alle aziende agricole di zona
  8. Perché l’impianto in questione provocherebbe un calo a picco del valore immobiliare di tutto il quartiere di via delle Cinquemiglia.
  9. Perché infine come da pochissimo accaduto a Velletri è possibile pensare ad un’alterativa economicamente più vantaggiosa, ad impatto paesaggistico e ambientale 0: diffusione delle compostiere e creazione di punti di conferimento zonale come le compostiere di quartiere che risolverebbero il problema dell’umido e degli sfalci, mentre con appositi centri di riciclo e riuso a gestione comunale e posti di lavoro per i cittadini si risolverebbe il 70% dello smistamento e smaltimento delle altre tipologie di rifiuti.

Dalla parte dei cittadini sempre.

Meetup “ I Grilli di Anzio”