Biogas, bene sindaco. Ma non è finita…

sindaco cs biometano

Stavolta ha mantenuto la parola data, è andato in Regione e ha detto no all’impianto di biometano proposto in via delle Cinque Miglia. Il sindaco di Anzio, Luciano Bruschini, ha fatto bene. Sia ad andare – come si era impegnato a fare in Consiglio comunale – sia a divulgare ufficialmente la nota (PARERE_CONTRARIO_ALLA_REALIZZAZIONE_IMPIANTO_RIFIUTI.stamped )depositata alla Regione Lazio.

Il primo cittadino, però, sa anche che non è finita. Sia per questa proposta, sia per l’impianto del quale “non sapeva” (ma pochi ci credono e i fatti lo smentiscono) autorizzato anche grazie al parere favorevole del Comune già nel 2012. Impianto contro il quale è stato proposto ricorso al Tar perché modificato rispetto a quella autorizzazione. Anche qui il Comune era stato informato, non ha detto nulla, oggi ricorre con un rischio: sospesa la modifica, si torna alla biogas originaria.

Ecco perché la partita non è chiusa. La politica di casa nostra si è apertamente schierata: chi dalla parte del primo impianto, chi da quella del secondo. Chi per amicizia di lunga data, chi per questioni (o terreni) di famiglia.

Per questo dire no rischia di essere insufficiente in questo caso, mentre il ricorso al Tar è tardivo per l’altro. Che fa la maggioranza di casa nostra? Prende tempo e lavora a scenari alternativi….

Per l’impianto oggetto dell’odierna conferenza dei servizi si è pronunciato il Consiglio comunale? Va detto no, ovvio. Intanto si fa notare (anche nella lettera che il sindaco ha depositato) che un’altra centrale per l’organico è già autorizzata…. Tradotto: togli quella linea, sul resto vediamo.

Il ricorso al Tar? Lo hanno chiesto a gran voce maggioranza e opposizione, c’è una mozione unanime. Va fatto. Se vince il Comune, però. resta in piedi l’altra autorizzazione. Ed ecco che la via d’uscita “politica” è quella di dire: va bene, se proprio devi farlo, riduci i volumi perché non vogliamo essere pattumiera di Roma.

Luciano Bruschini oggi ha fatto bene, va ribadito, ma lo scenario che si prospetta, purtroppo, è altro.  Speriamo di sbagliare, ma la strada sembra tracciata.

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Le biogas non sono un problema, il sistema sì

biome

L’area dove dovrebbe sorgere la centrale Green Future

Chi ha la bontà di seguire questo spazio sa che tra le caratteristiche c’è quella di fare qualche provocazione e andare un po’ contro corrente (Agostino Gaeta, non è un plagio eh….)
Ebbene oggi il problema, paradossalmente, non sono le biogas, né le mozioni sulle quali ci si è scontrati nei giorni addietro. Nemmeno quella che la maggioranza, dopo che buona parte ha firmato un’altra cosa, dovrebbe aver partorito questa mattina al termine di una sorta di conclave laico. Della serie, dicono, si possono fare ma….
I cittadini fanno bene a schierarsi, raccogliere firme, chiedere atti. E’ un sacrosanto diritto. Poi dobbiamo anche dirci che abbiamo visto (personalmente  anche partecipato) tante manifestazioni contro la Turbogas di Aprilia, ad esempio. Ci sono stati ricorsi, occupazioni,  ma  non a caso è lì… Ormai da un pezzo. Lo è grazie a passaggi assolutamente trasversali, da ultimo con il benestare del presidente della Regione dell’epoca, Piero Marrazzo, che pure in assemblea ad Aprilia era venuto a promettere altro. La copertina del Granchio, quando c’è stato l’inizio dei lavori, ritraeva lui e chi l’aveva preceduto alla Regione, Prodi e ministri di varia estrazione – da Bersani a Matteoli – con un eloquente quanto ironico “Grazie a tutti“.
Il problema non sono gli impianti in sé – sui quali possiamo e dobbiamo discutere – ma quello che sta succedendo in una maggioranza a brandelli, dove si sta tutti contro tutti, dove si pensa a interessi certamente leciti prima che alla città.
Dove un sindaco che ha passato la vita politica a scansare, rinviare, aggiustare, smussare, ha ormai palesemente perso il controllo di un centro-destra che in venti anni – ora è palese – è stato insieme per smania di potere (prima che una parte se ne andasse, candidandosi contro) più che per un’idea di città e dove chi doveva rappresentare l’alternativa ha provato a scimmiottare quel potere, non a proporre un’idea alternativa. Non a sufficienza, almeno.
Un sindaco  superato dal tempo, dai personal media, dai social network, dalla stampa on-line che arriva mentre sono in corso incontri di maggioranza rimasti alla ritualità della Prima Repubblica e ormai fuori dal tempo. Vittima del suo stesso annunciato 3.0.
Una situazione dove di Politica e futuro della città nessuno parla, ma di politica e attacchi personali siamo pieni. Come di cadute di stile, da ultimo quella del vice sindaco in risposta all’editoriale del Granchio.
Dove se Tizio replica, Caio vuole la stessa visibilità, se un giornale ti fa notare che avevi firmato una cosa e ne fai un’altra parte la caccia alle streghe e al “chi c’è dietro“. Se uno dice che la prima centrale, quella che in Regione ha avuto il via libera, è passata indenne in Comune senza che nessun cittadino venisse informato, è tacciato di essere “strumentale“. Senza contare che mentre si fa il can can sulle mozioni, si perde di vista che mercoledì in Consiglio si parla di porto, dove forse c’è l’ultima possibilità di salvare il salvabile.
E’ anche questione di biogas, allora, sicuramente, ma prima c’è un sistema che vuole mantenersi, ha trovato nei giovani consiglieri anche la possibilità di riprodursi, e sta facendo di tutto per farlo. Auguri, ma non è di questo che la città ha bisogno.

Biogas, le ragioni del comitato

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Ricevo e pubblico il comunicato diffuso dal comitato che cerca di capire qualcosa in più sull’impianto a biogas che si vorrebbe realizzare in zona Cinque Miglia. L’assemblea si è svolta ieri, i dubbi di chi scrive sui tempi “stretti” fra costituzione della società e presentazione del progetto alla Regione sono di gran lunga superati da quelli posti nell’incontro dagli esperti. L’amministrazione anziate, finora, non ha fatto sentire la sua voce.

“Si è svolto stamattina il convegno organizzato dal Comitato Anzio No Biogas per informare i cittadini del progetto dell’Impianto previsto in via delle Cinquemiglia.

Registriamo una discreta partecipazione dei cittadini nonostante i tempi ristretti in cui l’evento è stato organizzato e prendiamo atto delle numerose richieste di continuare ad informare la cittadinanza, con varie iniziative proposte che attueremo già a partire dalla prossima settimana. Nello specifico ci sono state richieste di incontri più ristretti tra gli abitanti dei quartieri immediatamente coinvolti ovvero Sacida Sandalo e Cinquemiglia e necessità di materiale divulgativo da distribuire in info point da organizzare nelle piazze e nei posti più frequentati della città.

I relatori Giancarlo Ceci e il Prof. Roberto Ronchetti hanno fatto chiarezza sul tipo di impianto, sul suo funzionamento e hanno dato tutta una serie di informazioni su quelle che potranno essere le ripercussioni sulla salute, sull’ambiente, sullo stravolgimento del territorio, della viabilità, della qualità di vita e sull’inevitabile svalutazione immobiliare della zona. In seguito a queste informazioni è nata dunque coscienza collettiva che questo impianto non va costruito, che non si può permettere che un’azienda privata lucri fosse anche a discapito di uno solo dei fattori suddetti e soprattutto che ci sono alternative valide, innocue, sostenibili che vanno prese in seria considerazione dall’amministrazione locale come già accaduto nelle città di Pomezia e Velletri. Ricordiamo ancora una volta che il Sindaco Bruschini a mezzo lettera aperta si dichiarò contrario all’impianto biogas di Velletri per il rischio di inquinamento delle falde acquifere, confidiamo che tale parere venga confermato anche per il nostro territorio, giudicando paradossale il contrario. Ma, ahinoi, ancora non giunge risposta alla richiesta di pareri e posizioni protocollata dal comitato al Sindaco Bruschini e all’Assessore Placidi.

Comitato Anzio No Biogas”.

 

I grilli di Anzio: “Centrali biogas, il bio che inganna”

In merito alla notizia dell’impianto di biometano pubblicata in questo spazio nei giorni scorsi, interviene il Meetup “I grilli di Anzio”. Ricevo e pubblico

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“Si fa un gran parlare in questi giorni della possibilità della costruzione di una centrale biogas in zona Padiglioni ad Anzio, a ridosso del quartiere residenziale di via Cinquemiglia.

Molte sono le domande che si pongono i residenti in merito a questa novità per via delle scarse informazioni che si hanno su questo tipo di impianti rispetto ai più ben noti e temuti inceneritori.

E’ proprio il confronto con gli inceneritori e la denominazione “bio” che induce le persone a pensare che le centrali Biogas non siano inquinanti e che producendo gas possano apportare benefici anche economici ai cittadini.

Qui un breve elenco delle motivazioni per le quali il nostro Meetup è contrario alla costruzione di questa centrale, ripromettendoci di spiegare a breve più nel dettaglio tutti i punti sotto elencati:

  1. Le Centrali a Biogas sono strutture dal forte impatto paesaggistico che prevedono colate di cemento, parcheggi, capannoni, vasche, canali di scolo e aree di smistamento e questa centrale verrebbe costruita sul limitare di una zona boschiva vergine di Rilevanza Comunitaria (bosco della Spadellata) non che in prossimità di centri abitati.
  2. Non vengono conferite in esse solo rifiuti umidi e sfalci come si pensa, ma una varietà impressionante di rifiuti che vanno dagli scarti di macelleria alle concerie, dagli scarti della lavorazione del legno ai liquami e letame delle aziende agricole fino ai fanghi di depurazione delle acque reflue cittadine venendo a produrre come scarto del percolato che è considerato rifiuto speciale e per questo inquinante e costoso da smaltire.
  3. Per questo motivo si crea un’intensa viabilità di mezzi per il conferimento non che per la partenza dei materiali diretti ad altri impianti di smaltimento. Sì, perché in questa centrale verranno selezionati anche carta plastica vetro e metalli che andranno poi trasportati altrove.
  4. Nonostante tutti i filtri e le precauzioni possibili l’area circostante (abitata) verrà investita da miasmi, ovvero cattivi odori. Tristemente note sono le vicende della Kiklos, dove si è venuto a costituire un comitato NoMiasmi proprio per l’esasperazione degli abitanti delle zone limitrofe alla centrale.
  5. Perché alti sono i rischi a cui è esposto il personale che lavorerà per detto impianto, ricordiamo sempre le tristi vicende degli operai morti ad Aprilia e i casi di intossicazione avvenuti in altri impianti, per non parlare dell’alto rischio di incendio ed esplosioni.
  6. Perché l’aria su cui sorgerà la centrale era inclusa in un piano regolatore regionale che prevedeva il recupero in termini di vivibilità, sostenibilità e fruizione dei cittadini come la costruzione di parchi piste ciclabili e case…
  7. Perché è scientificamente dimostrato che il processo di digestione non riesce ad uccidere tutti i batteri e le spore che si diffondono sia dai vapori emessi dall’impianto sia nel compost che viene venduto alle aziende agricole di zona
  8. Perché l’impianto in questione provocherebbe un calo a picco del valore immobiliare di tutto il quartiere di via delle Cinquemiglia.
  9. Perché infine come da pochissimo accaduto a Velletri è possibile pensare ad un’alterativa economicamente più vantaggiosa, ad impatto paesaggistico e ambientale 0: diffusione delle compostiere e creazione di punti di conferimento zonale come le compostiere di quartiere che risolverebbero il problema dell’umido e degli sfalci, mentre con appositi centri di riciclo e riuso a gestione comunale e posti di lavoro per i cittadini si risolverebbe il 70% dello smistamento e smaltimento delle altre tipologie di rifiuti.

Dalla parte dei cittadini sempre.

Meetup “ I Grilli di Anzio”

Impianto di biometano, tutto ok esclusa la fretta

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Realizzazione e gestione di un impianto di recupero di rifiuti non pericolosi con produzione di biometano“. Vogliono realizzarlo ad Anzio, in località Padiglione, e la pratica è alla valutazione di impatto ambientale in Regione.

L’impianto in sé non rappresenta – almeno in teoria – un problema. Anzi, è l’ultima frontiera nell’utilizzo della frazione umida in quanto non brucia i rifiuti ma utilizza un processo organico. Il gas ricavato può essere immesso nella rete, ove esistente, o venduto per i distributori di metano da autotrazione.

Il progetto indica un terreno in zona industriale, pressoché “dimenticato“, e rappresenta certamente un’opportunità, però….

Quello che non si comprende è perché ci sia tanta fretta. Il progetto è stato presentato a tempo di record – il 2 settembre – da una società costituita il 31 luglio del 2015, la Green future 2015.  Era evidentemente già tutto pronto.

Il capitale di questa azienda è costituito al 100% da quello di un’altra società, costituita a sua volta il 29 aprile e composta da cinque titolari di quote. Gli indirizzi di entrambe le aziende – che risultano ufficialmente inattive – sono gli stessi.

Tutto normale, ci mancherebbe, è che quando si parla di rifiuti e si vedono società “scatola” si fa fatica a capirne il motivo. E’ così per quasi la totalità delle aziende del settore, ma ci si lasci almeno il beneficio del dubbio.

Ah, il Comune 3.0 sa nulla di questa iniziativa? E che ne pensa?