Biogas, c’era una soluzione. Ecco le intercettazioni beffa

 

Vi ricordate l’epiteto di “ominicchi e viperette“? E l’invito a tenere conto dell’etica? Ecco, Chiara Di Fede – attiva sul territorio con l’associazione Città Futura – può tranquillamente rispedirli al mittente. A proposito di andare a testa alta, anche lei finisce nelle intercettazioni telefoniche e ambientali dell’operazione “Evergreen” ma perché viene citata da Patrizio Placidi e Massimo Millaci (non indagato, ricordiamolo, ma capogruppo di un partito di maggioranza) come colei che stava per far “saltare” la prima biogas.

Non se la prenderà, quindi, se vengono riportati i passaggi che la riguardano. Di più, deve andarne fiera perché aiuta a svelare un altro pezzo del sistema-Anzio. Mentre oggi – grazie ad atti che sono pubblici – abbiamo un ulteriore particolare sulla vicenda sulla quale – a detta di Placidi – prima “erano tutti d’accordo” e poi lui ha dovuto “incollare il vuzzo“. E che particolare.

E’ il 25 febbraio di quest’anno, c’è un incontro fra Placidi, Campa e Millaci. Si parla della “gara ponte” per i rifiuti, della necessità di fare una lettera con urgenza, di convincere altri consiglieri e si arriva a criticare l’atteggiamento di Gianfranco Tontini – altro capogruppo di maggioranza – dicendo “dopo quello che ha fatto ieri“.  Il giorno prima c’era stato il consiglio comunale con il dibattito sulla Biogas. Placidi: “Io non so che ca… ha fatto ieri“. Campa chiarisce: “Ha esagerato” e Placidi: “Io so solo… hai fatto bene a non far mettere la retroattività“, interviene Millaci: “E’ andato a dire a Chiara Di Fede, quello che ha detto di te c’ha ragione…” e Placidi sbotta: “Come Chiara Di Fede c’ha ragione?” Ancora il capogruppo di Forza Italia: “Ha creato un problema enorme“.

Cosa aveva fatto? Chiesto che le modifiche al regolamento fossero retroattive “per quei procedimenti che l’amministrazione comunale riterrà opportuno sottoporre a revisione“. Il testo completo, comunque, lo trovate nell’immagine seguente letteracittàfutura

E cosa ha fatto Gianfranco Tontini? “Ha detto io sono anche d’accordo sul punto, mi dispiace che non è stato messo il punto di Chiara Di Fede perché è un punto intelligente“.  Apriti cielo, gli investigatori dicono che Placidi è abbastanza adirato “ma come avevamo detto di no, dall’inizio ha detto di no, Lombetto ha detto noi non siamo per la retroattività aoh!” Quel punto avrebbe creato un problema, è evidente. Forse avrebbe bloccato la biogas, avrebbe fatto riaprire la procedura, portato a un contenzioso, allungato i tempi. Invece no.

La proposta di modifica del regolamento era stata illustrata al sindaco dalla rappresentante di Città Futura, ma Luciano Bruschini motivò il rigetto spiegando che non c’era la serenità politica per votarlo. Ora sappiamo anche il perché.

Anche a questo servono le intercettazioni telefoniche, anche per questo – non ad Anzio, ma in Parlamento – si continua a provare a imbavagliare chi le rende note. Soprattutto per questo – al di là di una candidatura ancora potenziale – continuerò a battermi perché si sia “liberi di informare, liberi di sapere“, vecchio slogan dell’Unione nazionale cronisti.

E complimenti a Chiara, ora chi ha usato epiteti contro di lei (e purtroppo nei confronti di molti altri) chieda scusa.

 

 

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O Placidi millanta o… Spaccato di un sistema al capolinea

Placidi

Patrizio Placidi

Patrizio Placidi, ex assessore all’ambiente del Comune di Anzio, arrestato prima nell’ambito dell’indagine Evergreen della Procura di Velletri e poi in quella Touchdown di Latina, millanta o racconta cose reali?

Il leader della lista Enea e personaggio di spicco di Forza Italia, una vita in Comune, decisivo per far vincere a Luciano Bruschini nel 2013 , è un personaggio “chiacchierato” da tempo. In forza dei voti raccolti, però, ha sempre avuto gran credito e carta bianca.

Ebbene se nell’indagine Touchdown viene contestato un solo episodio e la Procura di Latina si imbatte quasi per caso nell’ex assessore di Anzio, in Evergreen quella di Velletri  – nata dalla registrazione di una conversazione – ce ne sono diversi da approfondire. Placidi è agli arresti per uno (le presunte tangenti su un paio di affidamenti), è indagato per un altro (le forniture che Gesam era “costretta” a fare nel suo distributore) ma dalle carte dell’inchiesta esce un mondo. Carte ormai pubbliche, in possesso di più soggetti e note – a quanto pare – anche in Comune. Carte che citano personaggi pubblici.

Mondo che non coinvolge solo lui, anzi, racconta il “sistema” che forse non è solo di Anzio ma che qui ha toccato il fondo. Placidi cercava di controllare il possibile e oltre. Aveva il suo ufficio ai piedi, interagiva con i consiglieri comunali (Donatello Campa è stato arrestato con lui) e in particolare con Massimo Millaci capogruppo di Forza Italia, in più occasioni a “conclave” con l’assessore.

Da registrare, nel frattempo, l’annullamento della prima ordinanza per Walter Dell’Accio che scrive sulle determine di essere stato “costretto” a firmarle – né il sindaco, né la responsabile dell’anti corruzione le avranno mai lette – e in questa vicenda sembra la vittima sacrificale. E il resto? Proviamo a vederlo.

Dell’ambiente si è detto a più riprese, ma quando arriva l’interdittiva a Camassa – che Placidi aveva osteggiato sin dall’inizio per fare spazio a Gesam – e c’è il problema dei rischi per i lavoratori. Viene citato il sindaco: “Lui ha soltanto un interesse – afferma Placidi – dato che non ha fatto un ca… di niente”. Replica Campa: “Non vuole fare un ca...” e l’allora assessore: “Né porto né quello, lui vuole uscire indenne fino al 2018, lui questa cosa qua non la vuole perseguire, ma purtroppo la deve perseguire per i lavoratori e la città”. La cosa è mandare via Camassa e fare una gara ponte “Come a Nettuno”. Poi dice che la politica non si interessa di certe cose…

Gli uffici

Placidi conversando con Millaci “racconta delle gravi mancanze nei suoi confronti da parte di Droghini e Dell’Accio – scrive il giudice – riferendosi ad affidamenti fatti a sua insaputa”. Poi lo invita a parlare con Droghini per farlo tornare sui propri passi perché altrimenti “questa c’ha l’ordine (si riferisce al segretario generale) ma questo perde tutto”. Cioè viene “retrocesso” – cosa che poi è avvenuta non sappiamo se per questo o altri motivi – mentre Placidi invita Millaci a parlare con Droghini: “Lo possiamo ripianificare, rinvigorirlo, ma su posizioni serie e abbiamo spazi ancora, Massimo e se te lo dice Patrizio abbiamo gli spazi”. C’è anche un passaggio nel quale vorrebbe “mandare in Siberia Walter e Aurelio”.

A proposito di Dell’Accio Campa chiede “Walter sta allineato Patrì?

Placidi: “Sta allineato qualora siamo allineati noi, se io vedo che so isolato e il sindaco va da na parte lui va sul sindaco allora così se ne annamo”

Campa: “Ho paura che se rificca n’altra volta Fiorillo, va di comune accordo con Casto e il sindaco, dobbiamo annacce a bagno

Placidi: “A fratè noi dobbiamo fa la guera, litigà co Walter co Fiorillo per che cosa?

I consiglieri

Sempre al fine di portarlo dalla sua parte – scrive il giudice – il Placidi racconta a Millaci che altri consiglieri comunali, di alcuni dei quali fa i nomi, stanno ottenendo compensi mensili per diversi affari o deleghe sindacali ricevute, mentre loro stanno a guardare

Biogas e terreni

Com’è noto il primo impianto passa per essere quello “di” Placidi, riferibile all’ex assessore. La conferma è nelle carte, ma il 25 febbraio all’indomani del Consiglio comunale nel dialogo tra Placidi, Millaci e Campa si aggiungono particolari interessanti.

Placidi: “La prima deve iniziare solo il cantiere (…) allora qua il discorso è solo uno, la seconda proposta quella di Giorgio è fottura perché in conferenza dei servizi è andato proprio il sindaco a dire no, mentre la prima me so preso quel ca… di vuzzo e ch’ho detto così, punto, vabbè annamo avanti, prima erano tutti sì poi m’hanno detto che ero solo io vabbè non c’è problema”. Tradotto, erano tutti d’accordo?

Millaci: “Vabbè se semo capiti

Placidi: “Allora quella de Stefano (Massa) non c’entra un ca… (…) di fatto il malumore di Giorgio Zucchini”

Campa: “e di Attoni

Placidi: “e di Sebastiano Attoni è quello ed anche un po’ di Succi perché lì è che hanno preso i soldi della mediazione del terreno, questo è il problema grave

Millaci: “è ufficiale che l’hanno presi?

Placidi: “Come no oh! Agenzia… ha preso dall’imprenditore come ca… si chiama il compromesso oh! E’ stato oneroso eh…

Rispetto alla prima Biogas, invece, Placidi invita l’imprenditore che doveva realizzarla a denunciare il sindaco “per danni finanziari, poi deve andarsi a vendere tutto lo stabilimento, il supermercato, in quanto non paga il Comune o la giunta in quanto Patrizio non farà mai un atto in merito a quello

Una considerazione: alla luce di quanto emerso e benché i lavori siano di fatto iniziati, dato che proprio Placidi ha dato il via libera che il sindaco diceva di ignorare, è il caso di chiedere alla Regione se può adottare una misura che rivaluti l’intera situazione.

La segretaria

Si parla di arrivare a una manifestazione di interesse per i rifiuti, con la gara ponte, si organizza una riunione e Placidi dice a Millaci, sperando di avere dalla sua parte Droghini: “Lui dice no per me è così, per te è così e tutti così e quando Luciano dice che ca… dovete fa? Fate manifestazione di interesse secondo legge, però lui deve essere pronto

Millaci: “ehhh la… – e scrive un nome su un foglio – Mette bocca?” (forse chiede della segretaria, si legge negli atti)

Placidi: “Tutto a posto, tranquillo

Millaci: “Sii?

Placidi: “Ce l’abbiamo in cassaforte questa” (sorride)

Millaci: “Io la mia preoccupazione è questa

Placidi: “Tranquillo tranquillo su questa qua

La discussione va avanti su un altro argomento, Placidi ancora “questo qua se io come se scrive?

Millaci: “Vabbè se semo capiti, ci vuole la H” (ridono, parlano del segretario generale Inches secondo gli atti)

Nella conversazione sui consiglieri che riceverebbero per l’attività del settore loro affidato “altro che fa l’assessore, sto ca… io non lo faccio più – dice Placidi – il cimitero, delibera de 15, de 12, de 50 tutti i giorni tutti i mesi e noi stiamo fare i cogl…

Millaci “Te sei scordato un’altra parte ehhe! Enaip pure

Placidi “Aho fermete l’ha fatta la segretaria però

In un altro episodio si evince che la stessa segretaria aspetterebbe una lettera di Placidi per bloccare la procedura relativa ai rifiuti.

La cessione

Per liberarsi dei problemi con le attività degli impianti di carburante Placidi incontra il suo commercialista, Natalino Monghese e concorda con lui un piano per arrivare alla liquidazione/fallimento della società attraverso una serie di operazioni di cessione di quote e del ramo d’azienda. Febbraio 2017.

I tre appalti promessi

Placidi incontra “un noto pregiudicato di origini calabresi, già sottoposto a misure di prevenzioni personali , nonché imprenditore operante a Lavinio” – si legge negli atti – al quale promette “diversi appalti” per un importo di 43-45.000 euro dando pure indicazioni sulle cose da presentare agli uffici

Millantava Placidi? Probabilmente, certo è che emerge lo spaccato di un sistema al capolinea.

Il “triangolo” dei rifiuti che ci regala il centro-destra

biogas

Aveva ragione Candido De Angelis, qui chi vuole realizzare impianti per i rifiuti viene chiamato o sa di trovare terreno fertile. Inutile girarci intorno, fingere di indignarsi quando è tardi, fare ricorsi o emettere ordinanze. 

La bocciatura arrivata dal Tribunale amministrativo regionale del Lazio (Tar) che annulla il provvedimento di precauzione emesso dal sindaco a furor di popolo, ne è la dimostrazione. L’atto “neppure richiama alcuna base normativa, fatta eccezione per la Costituzione e per il Trattato dell’Unione europea” e “si inserisce illegittimamente in una procedura di autorizzazione tuttora in corso di espletamento“. Lo dice il Tar e potete leggerlo di seguito tar_annullaordinanzaecotransport Stessa sorte avrà il ricorso presentato dalla società che deve realizzare la prima biogas.

Allora come Bruschini ci ha messo la faccia ricorrendo sulla biogas (tardi e dopo aver mandato Placidi a dire sì, prima di fingere che non sapesse) e facendo ordinanze, forse avrebbe fatto più bella figura a difendere la scelta di avere a Sacida il “triangolo” dei rifiuti come lo ha definito l’ex avversario e oggi alleato De Angelis. Il quale, da sindaco “incaricato“, dovrebbe dirci se ha cambiato idea. La Raggi e il movimento che le sta intorno non mi piacciono, è noto, ma prendersela con lei che vorrebbe portare altrove i rifiuti di Roma quando gli impianti previsti ad Anzio basterebbero quasi per mezza provincia è paradossale. E lo scaricabarile, di tutti – Regione a guida Pd compresa – non mi piace affatto.

Attenzione, la “chiusura” del ciclo dei rifiuti viene proposta da più parti ed è ormai universalmente accettata, né possiamo utopisticamente ritenere che arriveremo mai al 100% di differenziata. Non prendiamoci in giro. Ma un conto è dire: mi faccio la differenziata e la porto al 70/80% (a quanto siamo ad Anzio, per davvero?) ho bisogno di una discarica di servizio, uso la “mia” frazione umida per produrre energia, un altro è prevedere  ciò che è atteso in quella zona. E che difficilmente si riuscirà a fermare. Ecco, allora diciamo chiaramente che il centro-destra che guida la città quegli impianti li ha voluti e/o si è girato dall’altra parte quando le proposte sono arrivate in Comune e/o ha pensato che si potessero promettere altri posti di lavoro e/o sistemare il terreno di qualcuno “vicino” politicamente. Per questo ci si deve assumere la responsabilità delle scelte fatte – che sono tali anche se si è solo evitato di guardare le carte arrivate in Comune – e  non fingere indignazione. Troppo tardi. 

“Buffoni” mancava. Coraggio Luciano, ancora 4-5 consigli

bruschiniconsigliobiogas

Le urla Buffoni buffoni” in consiglio comunale, ieri, fanno il paio con le monetine lanciate contro i politici in processione ad Anzio una ventina di anni fa. Molti di quelli che siedono in Consiglio c’erano già, altri sono la discendenza naturale di una classe politica al capolinea, altri ancora si sono presto adeguati.

Chi aveva creduto al “principio di precauzione” promesso dal sindaco era, diciamolo, un povero illuso. E piacerebbe essere smentiti, ma almeno un impianto lì a Sacida ce lo troveremo, era d’accordo anche il sindaco tramite l’assessore Placidi, hai voglia a chiedere pareri e studi… Sugli altri si vedrà, ma le grane spetteranno probabilmente al successore di Bruschini.

Ieri si votava un documento proposto dal gruppo di De Angelis che era, seppur minimo, un tentativo di mettere una pezza. E’ passato con i consiglieri fidati di Placidi che non c’erano e se c’erano si sono allontanati, oltre a il voto contrario del Pd che sull’argomento in generale ha poche idee e pure confuse, ma comunque in Consiglio non aveva portato una alternativa. Se sarà utile o meno la proposta di Fontana, lo vedremo. C’era l’alternativa della retroattività, proposta da Città futura, ma sulla quale ci si è ben guardati di discutere per il “clima” che si era creato.

Intanto il sindaco Bruschini ieri si è preso insulti che in passato non avrebbe tollerato, ma d’altro canto se uno dà degli “imbecilli”  ai cittadini su un comunicato ufficiale, poi quelli minimo minimo si fanno sentire…. E se in Consiglio comunale – in passato – è stato permesso di interrompere i lavori senza adottare provvedimenti, mica te la puoi prendere con Silla o la Fabiano che urlano. Così come è “normale” – e non dovrebbe esserlo – la presenza nell’emiciclo di chi non c’entra nulla, ma siccome ha evidentemente portato voti è uso avvicinarsi ai banchi di assessori e maggioranza. Il presidente Borrelli tollera, l’opposizione tace, le forze dell’ordine speriamo annotino.  Certo lo spettacolo, in generale, non è stato dei migliori.

Intanto  Luciano si avvia verso la fine della legislatura e il passaggio del “testimone” a Candido De Angelis che metterà insieme il litigioso centro-destra anche se dice di non essere tanto convinto di questa investitura. Sostanzialmente archiviata la vicenda biogas, restano 4-5 consigli comunali da qui alle elezioni del 2018. Il bilancio preventivo (a proposito, a che punto siamo?), il consuntivo e qualche altra formalità, basterà mettere insieme questa maggioranza o prendere anche i voti dei nuovi sostenitori del gruppo De Angelis e il gioco sarà fatto.

Nessuno vuole “strappare“, per dirla con il Catalano dei tempi di “Quelli della notte” di Renzo Arbore “meglio stare in consiglio che non starci“. Tradotto: meglio guardare da vicino i propri interessi. Fossero quelli di una cooperativa portatrice di voti, di un’associazione che deve fare uno spettacolo, di un’azienda che propone impianti, di una cartella per la quale si è morosi, di quello che volete.

Bruschini se ne andrà avendo iniziato e finito una sola opera – la statua di Nerone – e lasciando un Comune dissestato finanziariamente, dal punto di vista organizzativo, senza una sola procedura chiara, né un punto del programma realizzato e meno che mai una ipotesi di sviluppo del territorio. Tramonto peggiore della sua lunga carriera politica non poteva esserci, ma coraggio: 4-5 consigli ed è fatta.

Gli infami, i silenzi, i no e il futuro del quale non si parla

Placidi

L’assessore Patrizio Placidi

Il presidente della Regione Campania, Vncenzo De Luca, minaccia querele. Come se aver riportato le sue pesantissime e inaccettabili parole sulla presidente della commissione antimafia, Rosi Bindi, fosse lesa maestà. Ha fatto bene la Federazione nazionale della stampa a intervenire, meglio il presidente del Senato, Piero Grasso,  a ricordare che certi termini li sentiva all’antimafia.

Un po’ “infame” lo sono stato pure io, poi con il presidente del consiglio comunale Sergio Borrelli la vicenda si è chiarita. Certo, dobbiamo ancora sapere chi tra eletti e assessori deve pagare l’ente e chi non, ma francamente sono stanco e ci pensassero i consiglieri comunali a chiedere lumi, visto che è trascorso inutilmente un anno. Da “infame” di paese e per quello che vale, va la solidarietà alla presidente dell’antimafia, che pure non era stata tenera sul presidente campano. Beghe “politiche” ci spiegano, questioni di partito, ma lo spunto dalla vicenda De Luca – che per il poco che conto non dovrebbe restare un minuto in più al suo posto – porta a un ragionamento più generale. Al clima di odio, di disprezzo, al quale la “politica” ci ha condotto.

Restiamo un momento alla Bindi,  approfittiamone per chiedere a lei, presidente dell’antimafia, di far terminare l’agonia alla quale siamo sottoposti come cittadini di Anzio: c’è o no l’esigenza di nominare la commissione d’accesso? E’ stata chiesta da più gruppi parlamentari, alla Camera e al Senato, è ora che la città abbia una risposta. I silenzi non servono, fomentano il clima di sospetti quando non di prevaricazione. La presidente svolga il suo ruolo, per favore, convochi chi di dovere (signora Prefetto, se c’è batta un colpo….) e ci dica. Nel frattempo un’altra auto è andata a fuoco e questo clima non ci piace affatto. Ed è figlio del clima che dichiarazioni come quelle di De Luca non fanno altro che alimentare.

Lo vediamo, per esempio, nella campagna del referendum. Sempre meno si confrontano, sempre più provano a prevaricare, insultare. E se lo fa De Luca, ormai possiamo farlo tutti…. Non è così, non funziona così. Le parole del presidente della Campania “giustificano“, a questo punto, il sindaco di Anzio Luciano Bruschini che dà degli imbecilli ai cittadini, fanno dire a chi di questa “politica” si è beatamente rotto che andassero tutti a quel paese.

In tutto questo del futuro meglio tacere. Si inseguono i presunti candidati sindaco (fortuna che sono in discesa in questa “classifica“) ma si fa fatica a capire cosa si voglia fare, di diverso, per questa città. Nei giorni scorsi nel simpatico spazio dell’Edicola Rolando, su facebook, l’assessore Placidi ci ha parlato di turismo e ha detto che non dobbiamo fare masturbazioni mentali sulla biogas. E certo, quella l’ha “incassata” (a proposito, domenica c’è l’assemblea pubblica del Comitato del No al multisala cinema Lido), avanti un altro…

Detto da un novello della politica come lui – è lì ormai da una quarantina d’anni, venti dei quali ininterrottamente assessore – dovremmo crederci…. Sarà sicuramente uno dei candidati sindaco, anzi a oggi è l’unico in corsa, la sua credibilità rispetto alle promesse del passato e meno di zero ma tanto va avanti come un treno.

Qual è l’alternativa che vogliamo costruire ai Placidi e Bruschini? Urlarci contro? Accusarci a vicenda? Cercare dossier? Inseguire il metodo di fare accordi alla vecchia maniera? Diventare tutti “grillini“?

No, dovremmo sforzarci di fare altro. Di immaginare la città che vorremmo, tenendo lontane beghe paesane e di partito. Dovremmo riappropriarci dell’essere cittadini che pensano con la propria testa, non a seconda della tessera che hanno in tasca o di chi hanno scelto alle ultime elezioni. Per quello che si vede in giro sarà tutt’altro che facile. Impegnarci a parlare del futuro, prima che del candidato sindaco, sarebbe già un passo avanti.

ps: chiedo scusa per il silenzio degli ultimi giorni, ma tra le vicende di cronaca di Latina  (dove com’è noto lavoro) e la presentazione del libro, gli impegni hanno preso il sopravvento. Questo spazio è un piacevole passatempo, nulla di più

Grotte, minacce, biogas e una città altrove…

copegranchio

Comunque il Granchio merita ritorsioni bombe carta e scritte sotto la sede“. E’ solo uno dei “complimenti” riservati alla copertina del settimanale sulla pagina facebook dello stesso. Se un assessore come Patrizio Placidi arriva a dire del Tg1 che fa servizi “artefatti e calcati” e che “infanga” la città, il minimo che possa accadere è che nei confronti del Granchio qualcuno esprima frasi pesanti come quella riportata in apertura. E’ una cosa gravissima e siamo certi se ne occupi Ossigeno per l’informazione, ma che prima ancora lo facciano le forze dell’ordine.

A chi scrive certe cose, è bene ricordare che il Granchio ha già avuto – in diversi modi – la sua dose di minacce e ritorsioni, dalle scritte fuori alla sede di via Bengasi anni fa alle querele temerarie. Ma che continua a fare il suo lavoro, come tanti altri giornali locali, fra mille difficoltà e qualche errore, comunque raccontando ciò che accade. E “Vergogna nazionale“, la copertina che tanto scalpore ha fatto, dimostra che se vuole è un giornale che prende ancora posizione.

Perché non saranno le quattro baracche di oggi, ma la vergogna è di anni e gli amministratoti che l’hanno tollerata sono sempre gli stessi. Ma la ricordate la ruspa sui ruderi, mezzo di lavoro della Ilcem, la società mandata via (con molta calma) dalla Regione, perché sottoposta a interdittiva antimafia? Si affrettarono a spiegarci che era… sulla sabbia. E basta fare una ricerca su google (non è un Comune 3.0?) con “placidi grotte nerone” e vedere che ogni anno arrivano troupe a raccontare il degrado di una zona archeologica sulla quale la politica, questa classe dirigente, non ha mai investito. Se non  i soldi per una qualche cooperativa “amica” da sistemare – a stagione avanzata – nella pulizia e guardiania.  Allora sono responsabili il Granchio, i giornali, il Comitato che andrebbe preso a modello di impegno, i cittadini o il sindaco e la delegata all’archeologia che hanno brillato per la loro assenza sulla vicenda? Possibile che si sente l’esigenza di comunicare tutto  e qui si è rimasti in sconcertante silenzio? Almeno l’assessore che dovrebbe tenere pulito sempre un po’ di scena l’ha fatta e al solito ci ha messo la faccia.

La delegata, Valentina Salsedo, era ieri però alla manifestazione no biogas. Insieme alle assessore Roberta Cafà e Laura Nolfi che hanno mantenuto il punto sulla vicenda, essendo state promotrici del ricorso al Tar. Quando la prima centrale venne autorizzata la Cafà era consigliera comunale e della Nolfi c’era il papà (ieri pure lui a manifestare) ma se nemmeno il sindaco sapeva – così ha voluto farci credere – diciamo che potevano ignorare anche loro. Certo nel 2012 Placidi è andato a dire sì per conto non di se stesso ma del Comune di Anzio. E certo se le cose funzionano così, è la lampante dimostrazione che Bruschini guida una nave alla deriva. Se pure vincesse il tardivo ricorso al Tar, sa che quella centrale si farà. Grazie a lui e a Placidi.

Non è che si debba rimpiangere la Prima Repubblica, ma fosse successo allora che un assessore va e dà il parere all’insaputa degli altri, due assessore e una delegata manifestano contro una centrale voluta dall’amministrazione, l’assessore alle finanze e vice sindaco “tuona” contro tutti e si eclissa dal Comune da due settimane, nessuno sarebbe rimasto al proprio posto. Qui, evidentemente, gli equilibri di una maggioranza che sta seppellendo Anzio sono più importanti della coerenza e i giovani virgulti che contribuiscono a tenerla in piedi fingono di non accorgersene.

Poi possiamo parlare della manifestazione di ieri, di tanti ambientalisti dell’ultima ora (mai visti ad Aprilia per la Turbogas, ad esempio, o quando c’era da pulire Tor Caldara anni fa) presi anche da qualche altra “onda“. Ma va dato atto al Comitato di averci creduto e aver portato 4-500 persone in piazza. Tante o poche, non conta. La manifestazione di ieri che ha messo insieme anime completamente diverse, l’attività incessante del Comitato per le Grotte, Anziodiva che propone alternative sui rifiuti, associazioni che si mettono insieme per parlare di legalità, comitati che si preoccupano dei loro quartieri, dicono che mentre Bruschini e i suoi fedelissimi restano nel “fortino” di Villa Sarsina la città è altrove. E non saranno le minacce ai giornali o i “ragionamenti” della po-li-ti-ca a caccia di alleanze elettorali, a fermarla.

Biogas, i solenni impegni già dimenticati…

sindaco cs biometano

La conferenza dei servizi sul secondo impianto

Fanno bene quelli del comitato No biogas a ricordare che in consiglio comunale sono stati presi degli impegni, ma devono cominciare a rendersi conto che siamo ad Anzio….

Il calendario secondo il quale dovevamo già avere la commissione di esperti, la proposta di variante al piano regolatore, quella del regolamento di igiene e sanità nonché l’avvio dello studio epidemiologico, rischia di fare la fine del “crono-programma” che accompagnò gli ultimi mesi di vita dell’amministrazione guidata da Giuseppe Tarisciotti.

E’ stata l’ultima della cosiddetta “prima Repubblica“, quella che ha chiuso l’era del sindaco eletto in consiglio comunale e non dai cittadini.

Se rileggiamo quel documento e andiamo con la memoria a chi faceva parte della maggioranza scopriamo che molti di loro sono ancora protagonisti. Da Bruschini a Candido De Angelis, da Perronace ad Amabile, da Succi a Placidi, da Nolfi (padre) a Zucchini, da Lo Fazio (fratello) a Mingiacchi (padre), da Borrelli ad Alessandroni.

Di quegli impegni con tanto di data, ovviamente, nessuno venne mantenuto. A cominciare dalla “variante di salvaguardia” per il piano regolatore.

Fanno bene quelli del comitato No Biogas a ricordare, ma al posto loro non ci faremmo grandi illusioni.

Biogas, bene sindaco. Ma non è finita…

sindaco cs biometano

Stavolta ha mantenuto la parola data, è andato in Regione e ha detto no all’impianto di biometano proposto in via delle Cinque Miglia. Il sindaco di Anzio, Luciano Bruschini, ha fatto bene. Sia ad andare – come si era impegnato a fare in Consiglio comunale – sia a divulgare ufficialmente la nota (PARERE_CONTRARIO_ALLA_REALIZZAZIONE_IMPIANTO_RIFIUTI.stamped )depositata alla Regione Lazio.

Il primo cittadino, però, sa anche che non è finita. Sia per questa proposta, sia per l’impianto del quale “non sapeva” (ma pochi ci credono e i fatti lo smentiscono) autorizzato anche grazie al parere favorevole del Comune già nel 2012. Impianto contro il quale è stato proposto ricorso al Tar perché modificato rispetto a quella autorizzazione. Anche qui il Comune era stato informato, non ha detto nulla, oggi ricorre con un rischio: sospesa la modifica, si torna alla biogas originaria.

Ecco perché la partita non è chiusa. La politica di casa nostra si è apertamente schierata: chi dalla parte del primo impianto, chi da quella del secondo. Chi per amicizia di lunga data, chi per questioni (o terreni) di famiglia.

Per questo dire no rischia di essere insufficiente in questo caso, mentre il ricorso al Tar è tardivo per l’altro. Che fa la maggioranza di casa nostra? Prende tempo e lavora a scenari alternativi….

Per l’impianto oggetto dell’odierna conferenza dei servizi si è pronunciato il Consiglio comunale? Va detto no, ovvio. Intanto si fa notare (anche nella lettera che il sindaco ha depositato) che un’altra centrale per l’organico è già autorizzata…. Tradotto: togli quella linea, sul resto vediamo.

Il ricorso al Tar? Lo hanno chiesto a gran voce maggioranza e opposizione, c’è una mozione unanime. Va fatto. Se vince il Comune, però. resta in piedi l’altra autorizzazione. Ed ecco che la via d’uscita “politica” è quella di dire: va bene, se proprio devi farlo, riduci i volumi perché non vogliamo essere pattumiera di Roma.

Luciano Bruschini oggi ha fatto bene, va ribadito, ma lo scenario che si prospetta, purtroppo, è altro.  Speriamo di sbagliare, ma la strada sembra tracciata.

Biogas, se a decidere fosse un referendum…

biogas

Si poteva anche scommettere a essere facili profeti quando, giorni addietro, scrivevamo che sulle centrali avevamo scherzato. Colleghi di più testate dicono senza mezzi termini che si sta lavorando per tornare indietro sulla mozione che impegna il Comune a fare ricorso al Tar su quella autorizzata e ad esprimersi in modo contrario su quella che andrà in conferenza dei servizi il 17 marzo.

Ovviamente dagli ambienti politici ci dicono il contrario, si affrettano a incontrare comitati, fare riunioni “da cittadini” dimenticando di essere in maggioranza e con dei ruoli precisi. La confusione regna sovrana, la certezza era e resta che un impianto è autorizzato con il benestare del Comune e senza che uno – sì, anche uno solo – in Consiglio abbia chiesto lumi all’assessore Patrizio Placidi di cosa fosse andato a dire nell’esprimere il “” del Comune. Un altro lo sarà ovvero a oggi non c’è un parere del Comune perché l’assessore ha detto che si stava preparando e il dirigente ha riferito di non saperne nulla.

L’impressione è che dietro a questa vicenda degli impianti con un chiaro riferimento ad assessori – i quali però smentiscono, dobbiamo darne atto – ci siano strategie ben diverse. Che guardano, purtroppo, al voto prossimo venturo. Ecco che il ricorso al Tar è passato come una “vittoria” di Cafà e Nolfi, con la presa di posizione ancora oggi incomprensibile di Alessandroni, l’eventuale ritiro porterebbe (dicono) alle loro dimissioni, già date una volta e poi rimangiate. Ma davvero abbiamo bisogno di questo teatrino? Ma davvero si pensa che i cittadini siano così sciocchi?

Forse sì, d’altro canto il sindaco e i suoi amano ripetere di essere stati votati ed essere stati eletti democraticamente, segno quindi che ai cittadini va bene che si giochi sulla loro pelle. Nel corso dell’ultima campagna elettorale, quando i Placidi, Nolfi, Cafà, Alessandroni, Zucchini, Attoni e compagnia ci fantasticavano di un central park o di neropolis, del porto e altre amenità, una biogas era già autorizzata con parere favorevole del Comune. All’insaputa sicuramente dei cittadini. Non di Bruschini e Placidi. I quali, poi, in Consiglio comunale non hanno avuto il coraggio di difendere la loro scelta. Di spiegarci che serve, non inquina, crea occupazione o quello che si vuole…. No: mozioni, riunioni, pianti, scuse, silenzi colpevoli almeno dell’opposizione nei confronti di Placidi, trattative, comunicati, interpretazioni autentiche, accuse, finte dimissioni.

Basta, per piacere. Di fronte al rischio che una centrale è autorizzata e ce la terremo così com’è, si decida di far scegliere i cittadini che un amministratore oculato avrebbe coinvolto prima di dare un parere. Si faccia un referendum, perché sono rimasti pochi capelli e ormai bianchi a chi scrive, ma abbastanza memoria per ricordare Luciano Bruschini sindaco che in una riunione a Colle Cocchino – anni ’90 – veniva a parlare del depuratore che sarebbe diventato “una grande villa” mentre negli anni i cattivi odori sono ormai all’ordine del giorno e l’impianto è visibile a tutti, altro che villa con alberi intorno…. E la biogas che sarà? Una specie di domus romana dei giorni nostri?

Si faccia scegliere ai cittadini, allora, vediamo cosa ne pensano. Peccato che per farlo ci si dovrebbe prendere la briga, anziché pensare a sagre, comunicati sul nulla e strategie elettorali, di fare in consiglio comunale un regolamento che da quando c’è lo Statuto non è mai stato preso in considerazione e decidere come si fa un referendum in questa città.

E’ tardi, certo, difficilmente si fermerebbero i due impianti, ma qui si affermerebbe un principio. Invece no. Far votare i cittadini su questioni che li riguardano? Ma quando mai…

Biogas beffa e i giochi di maggioranza

biogas

Passano i giorni e si comprende perfettamente che dietro alla vicenda biogas non si sta giocando una difficile partita per l’ambiente, bensì una disputa politica che guarda alle prossime elezioni.

Un sindaco serio avrebbe detto: vogliamo fare questa centrale, quella autorizzata, perché serve a chiudere il ciclo dei rifiuti. Doveva, prima, organizzare eventi pubblici, spiegare che c’era un progetto e che il Comune di Anzio era d’accordo a patto che l’impianto soddisfacesse solo le esigenze di Anzio e Nettuno e non diventasse la pattumiera di Roma. Perché i rifiuti non potremo certo mangiarli una volta esaurite le discariche, perché se differenziamo per bene dalla frazione umida si ricava un bene che può avere ricadute positive come accade in altre parti d’Italia, perché utilizzare 20 e non 55.000 tonnellate ha un impatto diverso.

Invece ha lasciato fare, ha dato carta bianca all’assessore all’ambiente Patrizio Placidi, oggi finge di non sapere senza crederci più nemmeno lui. Un’amministrazione seria, che programma, che si confronta, avrebbe difeso anche davanti ai cittadini urlanti una scelta politica. L’impressione è che la scelta sia stata e sia, ormai, di altra natura, come nella sua analisi afferma Agostino Gaeta.

Qui per accontentare capra e cavoli, invece, prima si è fatto tutto nelle segrete stanze confrontandosi con l’imprenditore, quindi la situazione è sfuggita di mano quando è spuntato un altro impianto simile, sostenuto da un’altra parte della maggioranza, quindi si è cercato di mettere una pezza con la mozione unanime e un ricorso che sembra avere ben poche speranze. Si può anche fare, certo, bloccherà magari questa centrale autorizzata mentre l’iter per l’altra andrà avanti. Faremo un altro ricorso? E alla fine ce le troveremo entrambe senza essere stati protagonisti attivi della vicenda?

Il tentativo fatto dal Pd in conferenza dei capigruppo sembra aver creato più di qualche fastidio. Votata la mozione, infatti, il segretario De Micheli e il capogruppo Mingiacchi hanno messo i puntini sulle “i”. Se servirà o meno sarà tutto da vedere, ma hanno provato almeno a distinguersi.

Sullo sfondo ci sono, poi, le grandi manovre elettorali per una “staffetta” Bruschini-De Angelis che dovrebbe ripercorrere – al contrario – la strada intrapresa nel 2008. In Comune sono molti quelli pronti a scommettere su un’intesa fatta. Intanto Alberto Alessandroni non s’è mai dimesso, ma ha sollevato il caso di una maggioranza che decide una cosa in riunione e ne comunica un’altra – attraverso propri esponenti autorevoli – ai cittadini. Le centrali biogas, alla fine, con buona pace dei cittadini, sono un pretesto.  Ci sono giochi di maggioranza e alleanze che sembrano venire prima di tutto il resto.