La droga, quella querela e il buon esempio di chi ha un ruolo…

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Massimiliano Millaci, come ogni altro indagato e non da oggi, è innocente fino al terzo grado di giudizio. Però ha – come altri – un ruolo pubblico nel quale si dovrebbe essere di esempio. Le sue  dimissioni da presidente del Consiglio comunale – un ruolo istituzionale di non poco conto – sono un gesto apprezzabile. Rovinato dal fatto che serviranno a risolvere la vicenda quote rosa in giunta. Entrerà una donna (Piccolo?) che dovrà lasciare lo scranno di consigliere,  al suo posto subentrerà Ruggiero – primo dei non eletti – che ovviamente non sarà più assessore ma assumerà l’incarico di presidente.

Magìe da prima Repubblica,  ma almeno  Millaci da indagato si dimette, assessori da imputati o condannati no. Il problema penale, come spesso vado ripetendo, è personale e per questo – alla luce delle vicende anziati – voglio raccontare una delle più belle querele rispedite al mittente con proscioglimento confermato in Cassazione.

La Confcommercio di Latina organizzava una iniziativa sulla legalità e dalle carte di un processo di camorra era emerso che l’allora presidente dell’Associazione metteva a disposizione il suo locale per un boss. Non era indagato, il presidente, e quel passaggio dell’ordinanza di custodia era stato persino stralciato dall’indagine. Però il fatto “storico” c’era e forse era il caso che l’Associazione non si mettesse a dare esempio di legalità.

Cosa c’entra questo con Anzio? Semplice, vi immaginate il Comune che patrocina una iniziativa contro la droga domani mattina? O – perché no – sulla evasione fiscale quando un assessore aspetta solo la prescrizione dopo averla commessa su un impianto pubblico? E una su abusi d’ufficio e “soci elettori di…“, con un assessore a giudizio per questo?

Per non parlare del Comune che emerge dalle carte di Malasuerte o Evergreen o Touchdown,  scambiato per luogo di interessi propri o dei propri sostenitori e/o elettori. E il sindaco conosceva bene questa situazione quando ha accettato di riunire il centro-destra
Ripeto: per me sono innocenti tutti, il gesto di Millaci è pure apprezzabile,  ma se amministri la cosa pubblica hai a maggior ragione il dovere dell’esempio.

 

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Le responsabilità penali, quelle della politica di casa nostra

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Vado ripetendolo da tempo: se c’è una responsabilità  che ha chi governa la città e – di conseguenza – anche chi ci si allea, è quella di aver fatto mettere il vestito bello a qualche personaggio locale nemmeno tanto “border line” per farlo entrare in politica, portare i voti o farlo sostenere questa maggioranza.

Le responsabilità penali – e ribadisco che non si è colpevoli fino a prova del contrario – sono personali. Quelle di aver spalancato le porte del Comune a certi personaggi no. Di averne fatto dei punti di riferimento se c’erano lavori da affidare a qualche cooperativa, pure.

La candidatura della quale oggi parla Repubblica è frutto di questa gestione dell’amministrazione, ad Anzio.  Provare a dire che non c’entra è negare il sostegno palese a Luciano Bruschini, Patrizio Placidi,  Adriano Palozzi e via discorrendo. E’ vietato? Certo che no, diciamo poco opportuno.

Ma di più lo sono i toni “muscolari” che da tempo aleggiano in questa maggioranza, il dileggio verso gli avversari quando non le velate minacce, i veti incrociati tra presunti alleati,  le opposizioni a certe cause sì e ad altre no (un distributore, i cartelli della bandiera blu 2013….) per convenienza “politica“,  il silenzio su palesi illegalità nelle cose quotidiane solo apparentemente piccole, perché se parli tu, poi parlo pure io…. Questo è il desolante quadro che emerge. La candidatura è solo la punta di un iceberg.

La consiliatura che si chiude – e con essa l’esperienza di Luciano Bruschini sindaco, mai sfiorato dalle inchieste come ci tiene tanto a sottolineare – passerà alla storia come quella con il maggior numero di arresti e indagini su personaggi dell’amministrazione o contigui a essa. Le responsabilità sono penali, ribadisco, ma la politica ha taciuto o si è girata dall’altra parte o – peggio – ha l’aria di sfida di chi dice “ma sì, agitatevi, tanto il mare è una tavola….” o “chiacchierate, tanto vincemo noi“. Auguri!

Immaginando #unaltracittà – con illusione, forse, e un pizzico di utopia – dico che i metodi usati dalla politica, da esponenti di questa maggioranza o loro sostenitori, emersi nelle indagini Malasuerte o Evergreen, in quella Touchdown, ma anche le sfuriate, i toni di sfida e tutto il resto  non mi appartengono.

Come ho scritto qualche tempo fa (chi vuole può collegarsi a questo link) il problema è negare l’evidenza. Un’ultima cosa: qualunque ruolo avrò nella campagna elettorale ormai in corso, l’auspicio è che fili tutto liscio. Con quelle che è emerso in questi anni – nella sostanziale assenza delle Istituzioni – sarebbe già un successo.

Placidi non è la “peste”, ingrato chi lo scarica

Diciamo la verità, la magistratura – così la pensano in maggioranza – gli ha tolto un bel peso. Con Patrizio Placidi agli arresti – cosa che personalmente non augurerei al peggior nemico – anche l’ultima consigliere comunale, appena entrata, ha tenuto a precisare che lei con la Lista Enea è sì stata eletta ma – sostenendo il sindaco – ne prende le distanze.

Come hanno fatto tutti – chi prima e chi dopo – ai quali erano ben noti i modi sopra le righe di Patrizio, ma che quando c’era da vincere le elezioni o da sistemare qualche pratica scomoda – vedi biogas o differenziata fatta partire in campagna elettorale senza copertura finanziaria – andavano benissimo.

Ora sembra quasi che Placidi abbia la “peste” e francamente mi sembra eccessivo. Le immagini di questo umile spazio di segnalazione, denuncia e proposta dicono ben altro. La pagina facebook non è aggiornata ma ben racconta.

Oggi altri hanno risolto un problema che dal punto di vista politico, quello sì, era noto e rappresentava un macigno. Fingere quasi di non conoscere Placidi è troppo. E’ da ingrati scaricarlo.

L’ho combattuto una vita, perciò lo dico senza se e senza ma. Ribadendo un principio che vale per tutti: presunzione di innocenza e “giustizia giusta“, come predicava invano Marco Pannella. E’ il sistema che è stato bene a tutti nella maggioranza politica anziate che non va, altro che vittima… Il brodo di coltura era e resta quello. Poi se Placidi ha sbagliato pagherà il conto alla giustizia.

De Angelis sindaco lo ha avuto assessore alle finanze e gli ha impedito –  va riconosciuto – la potenziale “Anzio servizi“, il “Bingo” al Paradiso sul mare, la riscossione coatta affidata in fretta e furia dei tributi.  Da assessore all’ambiente, poi, Patrizio ha avuto carta bianca da Bruschini e dal resto della maggioranza. Ora che questa si allarga, non si potrà dire che finito Placidi è tutto a posto. Troppo comodo, chi si prende Bruschini porta con sé l’intero “pacchetto” di responsabilità. Che con il penale non c’entra, anzi a volte lo sfiora – sia chiaro – ma vista la situazione è ancora più grave.

Biogas, c’era una soluzione. Ecco le intercettazioni beffa

 

Vi ricordate l’epiteto di “ominicchi e viperette“? E l’invito a tenere conto dell’etica? Ecco, Chiara Di Fede – attiva sul territorio con l’associazione Città Futura – può tranquillamente rispedirli al mittente. A proposito di andare a testa alta, anche lei finisce nelle intercettazioni telefoniche e ambientali dell’operazione “Evergreen” ma perché viene citata da Patrizio Placidi e Massimo Millaci (non indagato, ricordiamolo, ma capogruppo di un partito di maggioranza) come colei che stava per far “saltare” la prima biogas.

Non se la prenderà, quindi, se vengono riportati i passaggi che la riguardano. Di più, deve andarne fiera perché aiuta a svelare un altro pezzo del sistema-Anzio. Mentre oggi – grazie ad atti che sono pubblici – abbiamo un ulteriore particolare sulla vicenda sulla quale – a detta di Placidi – prima “erano tutti d’accordo” e poi lui ha dovuto “incollare il vuzzo“. E che particolare.

E’ il 25 febbraio di quest’anno, c’è un incontro fra Placidi, Campa e Millaci. Si parla della “gara ponte” per i rifiuti, della necessità di fare una lettera con urgenza, di convincere altri consiglieri e si arriva a criticare l’atteggiamento di Gianfranco Tontini – altro capogruppo di maggioranza – dicendo “dopo quello che ha fatto ieri“.  Il giorno prima c’era stato il consiglio comunale con il dibattito sulla Biogas. Placidi: “Io non so che ca… ha fatto ieri“. Campa chiarisce: “Ha esagerato” e Placidi: “Io so solo… hai fatto bene a non far mettere la retroattività“, interviene Millaci: “E’ andato a dire a Chiara Di Fede, quello che ha detto di te c’ha ragione…” e Placidi sbotta: “Come Chiara Di Fede c’ha ragione?” Ancora il capogruppo di Forza Italia: “Ha creato un problema enorme“.

Cosa aveva fatto? Chiesto che le modifiche al regolamento fossero retroattive “per quei procedimenti che l’amministrazione comunale riterrà opportuno sottoporre a revisione“. Il testo completo, comunque, lo trovate nell’immagine seguente letteracittàfutura

E cosa ha fatto Gianfranco Tontini? “Ha detto io sono anche d’accordo sul punto, mi dispiace che non è stato messo il punto di Chiara Di Fede perché è un punto intelligente“.  Apriti cielo, gli investigatori dicono che Placidi è abbastanza adirato “ma come avevamo detto di no, dall’inizio ha detto di no, Lombetto ha detto noi non siamo per la retroattività aoh!” Quel punto avrebbe creato un problema, è evidente. Forse avrebbe bloccato la biogas, avrebbe fatto riaprire la procedura, portato a un contenzioso, allungato i tempi. Invece no.

La proposta di modifica del regolamento era stata illustrata al sindaco dalla rappresentante di Città Futura, ma Luciano Bruschini motivò il rigetto spiegando che non c’era la serenità politica per votarlo. Ora sappiamo anche il perché.

Anche a questo servono le intercettazioni telefoniche, anche per questo – non ad Anzio, ma in Parlamento – si continua a provare a imbavagliare chi le rende note. Soprattutto per questo – al di là di una candidatura ancora potenziale – continuerò a battermi perché si sia “liberi di informare, liberi di sapere“, vecchio slogan dell’Unione nazionale cronisti.

E complimenti a Chiara, ora chi ha usato epiteti contro di lei (e purtroppo nei confronti di molti altri) chieda scusa.