La mensa parte, i dubbi restano

laura nolfi

L’assessore Laura Nolfi

Apprendiamo dai siti dei giornali locali che la vicenda mensa si è risolta e che lunedì 3 ottobre i bambini mangeranno regolarmente. Non avevano inventato ieri, i colleghi, non possono averlo fatto oggi. Laura Nolfi dopo una telefonata di ieri a chi scrive ha garantito che sarebbe partito e debbo dargliene atto. Brava. Evidentemente, quando vogliono, spinti anche dai “social” , dagli articoli, dalle proteste programmate, se occorre gli uffici funzionano a meraviglia.

Eppure la scuola inizia ogni anno, di solito a metà settembre, e la mensa va garantita normalmente dall’inizio di ottobre. Nei Comuni più avanzati si fanno mangiare i bambini addirittura dal primo giorno, a questo dovrebbe puntare un’amministrazione che si rispetti invece di inseguire chi dà le notizie alla stampa.

Il problema per l’inizio il 3 ottobre c’era, non era semplicemente quello di un codice di gara mancante o quelli, inventati, di iscrizioni che non risultano o pagamenti ritardati. Era e resta la disorganizzazione di questo Comune, con le mense che ne sono la cartina al tornasole.

Dispiace per l’assessore Laura Nolfi, se n’era andata (per la seconda volta) e avrebbe fatto meglio a rendere davvero “irrevocabili” quelle dimissioni.

Perché ci sono stati due anni o quasi per fare una gara, non dipenderà direttamente da lei, ma questa maggioranza ha discusso o meno sulla stazione unica appaltante? Sì. E’ vero o non che con la smania di poter “controllare” è stata scartata l’area metropolitana, poi Nettuno, si è arrivati alle soglie del Consiglio comunale con l’idea di Santa Marinella (!?!?) e solo con l’avvento della segretaria da Ardea è stato finalmente scelto quel Comune, fra l’altro politicamente “vicino“?

Risultato? Un’azienda che è arrivata ultima nel precedente e contestato appalto ha svolto il servizio per un anno nelle more della nuova gara che non si è fatta, quindi ha ottenuto una nuova assegnazione per due mesi in attesa di un ulteriore appalto che stavolta farà Ardea ma che non ha tempi brevi. E ci accorgiamo di tutto questo solo quando in una riunione esce fuori il rischio che il 3 ottobre non si sarebbe mangiato? E quando quei brutti e cattivi giornalisti scrivono o, peggio, le mamme lo scrivono su facebook? Per piacere….

Per non parlare della qualità dell’offerta. E’ vero che se pure venisse uno degli chef stellati qualcuno che reclama lo troveremmo sempre, ma questa associazione d’imprese lo scorso anno è stata più volte contestata e in alcuni Comuni vicini persino mandata a casa.

Ah, già che ci siamo, qual è il programma dell’amministrazione se qualcuno decidesse di far valere la recente sentenza del Piemonte e portarsi da casa il panino? Scelta che, personalmente, non condivido. La mensa è (dovrebbe essere) educazione alimentare, cibi che variano, giuste proporzioni. Il panino non risolve, anzi a volte il contributo che le famiglie danno per la mensa è inferiore al costo di pane, companatico e bevanda se portati da casa. Ma un’amministrazione deve porsi il problema, o no?

Ad esempio, in questa corsa contro il tempo, tra domani e lunedì andranno fatte determine di affidamento e impegno, quindi – stabilito che è tutto a posto – si dovrà firmare il contratto…. Così, giusto per ricordarlo. Mentre la ditta in fretta e furia dovrà organizzare un menù improvvisato, ripulire i centri cottura (uno è ko) e via discorrendo.

Sì, la Nolfi ha mantenuto il punto e lunedì si mangia. Si rende conto da sola che non è così che funziona.  La mensa parte, è vero, ma i dubbi restano.

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Mense, rifiuti e non solo. La favola delle colpe altrui

consiglioanzio

C’erano una volta le responsabilità politiche. Quelle di chi è chiamato ad amministrare o a svolgere il ruolo di consigliere comunale e lo fa senza pensare a future alleanze, giochetti di potere, dimissioni “irrevocabili” che non lo sono più dopo qualche settimana di estenuanti trattative e pesanti accuse. No, non ci sono più, perché se le cose non vanno dipende sempre dagli altri.

Partiamo dal caso mense, l’ultimo della serie. Il servizio slitta al 5 o 10 ottobre se tutto va bene, con ciò che comporta per i genitori. Un ritardo del genere nemmeno nella Prima Repubblica, e il sindaco Bruschini può confermarlo, però mica dipende da noi e su…. L’assessore Laura Nolfi, incalzata dalle notizie che circolavano sui social e da quelle riportate dai siti, si affretta a dire che dipende dal Comune di Ardea…. Ma mannaggia, davvero? Quei birichini non rispondono ancora…. Per piacere, la responsabilità è chiara ed è altra: per mesi la maggioranza di Anzio ha litigato sulla stazione unica appaltante, quindi la gara che andava fatta non è stata espletata, si è scelta una procedura “tampone” tutta da verificare e si è detto solo qualche giorno fa alla ditta di andare a pulire i centri cottura. Risultato? Il servizio slitta, alla faccia dei bambini. Si fece un clamore assurdo per la precedente gara, si andò all’Anac, si accusò apertamente la dirigente (poi sospesa per altri motivi) Angela Santaniello, e adesso? Silenzio. Nessuno chiede lumi, d’altra parte è colpa di Ardea…. Ma davvero immaginate che veniamo dalla montagna del sapone? In un posto normale l’assessore dovrebbe dire: scusate, vado a casa…. E stavolta davvero.

Ieri in consiglio comunale, a conferma delle beghe di questa maggioranza inadeguata a guidare la città, la dura presa di posizione sull’argomento di Velia Fontana e altri . Meglio tardi che mai, anche se sembra di essere su “Scherzi a parte“…. A proposito, quando capiremo tra un “data entry” e un’informatizzazione ai soliti noti quanti mangiano, quali sono le presenze, come funziona la bollettazione e via discorrendo ne saremo grati. Ora sembra che le scuole devono trasmettere gli elenchi, invece di andare avanti torniamo indietro….. Per la cronaca, siamo misteriosamente passati da circa 3.700 a 2.700 utenti. Una singolare “moria” di studenti….

Solo mense? Ma quando mai…. L’assessore Patrizio Placidi – altro che per le condizioni nelle quali si trova la città dovrebbe essere andato a casa da un pezzo – è sbottato in Consiglio dicendo di essersi “rotto il c….“. Lui, poverino, non c’entra. Dipende dai dirigenti, dai funzionari, dai cittadini incivili, forse dalla peste bubbonica o da jeeg robot, ma non da lui che di professione è assessore da ormai venti anni e dove ha toccato ha fatto confusione. Le isole ecologiche che non partono, per esempio, somigliano alle “card del cittadino” di tanni anni fa rimaste una pia intenzione. Come molte altre cose, ma le scuse sono finite. E il dirigente è lo stesso che firmava proroghe – si vede che allora andava bene – alle cooperative che per la Procura sono “vicine” allo stesso Placidi e alla sua lista Enea. E  tra i dipendenti di quell’assessorato c’è chi era in predicato di fare l’assessore a Nettuno. Cos’è, non vanno più bene adesso? E chiedere scusa ai cittadini, ammettere di aver fallito, è troppo? Già che ci siamo, ma la Bandiera blu non era gratis? Ieri Cristoforo Tontini – forse anche per questioni tutte legate al variegato mondo a 5stelle di casa nostra – ha tirato fuori determine precise mai comparse sul sito (ah, la trasparenza….). Sulle quali servirebbero spiegazioni, senza nulla togliere a chi fa il suo lavoro  ma – contemporaneamente – cura anche le campagne elettorali di Placidi.

Questa tarantella dei dirigenti, ma anche dell’informatica quando si parla di ritardi nel bilancio, è vecchia. La tirano fuori ora Zucchini e ora il sindaco – il vero responsabile di questa disastrosa situazione della città – quando sono all’angolo. Scuse puerili, lo sanno bene loro che hanno ben saldi i piedi nella Prima Repubblica e dovrebbero ricordarsi la dignità che c’era allora dal punto di vista politico. A proposito, alla prossima (e annunciata come imminente) riorganizzazione della struttura del Comune si va al Guinnes dei primati. Avanti, facciamo un’altra po’ di “ammuina“, accontentiamo qualche dipendente vicino o qualche assessore o delegato che chiede di “controllare” gli uffici, ma sì…..

Se ne sono accorti, forse per sviare il discorso da ciò che riguarda loro, il delegato al turismo da poco passato a “Noi con il cuore” Luciano Bruschini e la ex delegata all’archeologia Valentina Salsedo. Un attacco senza precedenti alla struttura – sulla dotazione organica in sé i dubbi sono molteplici e non di oggi, ma loro hanno sempre taciuto – e ai dipendenti in sé, in particolare al capo della segreteria del sindaco. Bruschini (il primo cittadino) ha taciuto. Dal suo delegato, però,  neanche una spiegazione sulle spese dell’estate, per esempio, tirate fuori a fatica da Andrea Mingiacchi che ieri ha chiesto inutilmente ulteriori chiarimenti. Né su vicende giudiziarie per le quali, al posto di chi si accusa, saremmo molto preoccupati.

E gli incompatibili? I consiglieri che si inalberano e magari sono ancora debitori con il Comune? Silenzio, colpa degli uffici. Nessuno che abbia chiesto della Cafà – altra ex dimissionaria “irrevocabile” – finita nel tritacarne perché aveva quel debito ma unica alla fine della quale si è fatto il nome. E’ colpa degli uffici se Borrelli ancora non porta in Consiglio l’argomento? Se ancora non sappiamo chi è in regola e chi non? Il sindaco ovviamente “nzagnende“.

Mica ha risposto al comitato Zodiaco-Saturno, per esempio, sulla presenza o meno del piano di emergenza comunale. Questa mattina Chiara Di Fede – a nome del Comitato – ha scritto alla segretaria del Comune  sperando di avere chiarimenti. Ma scherzhiamo? Il Comitato? Quella, la Di Fede, strumentalizza ed è stata candidata, ma che cerca…. Ecco, è colpa dei cittadini se chiedono informazioni e svolgono il loro ruolo.

Fermiamoci, per carità di patria, perché l’elenco potrebbe continuare. Siamo di fronte a una città che non viene amministrata, alla guerra tra bande in maggioranza e ora vogliono raccontarci la favola delle colpe altrui. E’ troppo.

 

Andrebbero sciolti per incapacità. Poi sì, la mafia…

 

banchivuoti

La nuova richiesta di intervento al governo per il condizionamento del Comune di Anzio da parte della criminalità, arrivata dal Movimento 5stelle, è la terza della serie dopo Sel e gruppo misto. Manca all’appello il Pd che starà “ragionando” e facendo le sue solite strategie, preoccupato – in alcune sue importanti componenti – di come perdere  anche le prossime elezioni ovvero farle vincere restando perdenti di successo.

Arriverà anche la richiesta del Pd, poi finalmente il ministro dell’interno Angelino Alfano (già contattato, sembra, da esponenti di maggioranza) e il prefetto di Roma Paola Basilone (che avrebbe incontrato il sindaco rassicurandolo), dovranno dirci di che morte dobbiamo morire rispetto a condizionamenti che sono palesi e altrove hanno portato alla nomina di commissione d’accesso e allo scioglimento dei consigli comunali. Fatta eccezione per Fondi che era, è e resta uno scandalo nazionale da addebitare al governo Berlusconi e al ministro dell’Interno Maroni, il leghista evidentemente forte coi deboli e debole con i forti. In quest’ultimo caso il senatore e plenipotenziario di Forza Italia in provincia di Latina, Claudio Fazzone.

Ma torniamo ad Anzio, dove più di qualcuno ha avviato la litania “non ci sono stati arresti“, quando la vicenda “Mala suerte” chiama direttamente in causa esponenti di questa maggioranza, eletti con i voti di quella gente. “Non ci sono condanne“, vero, salvo una per la vicenda più banale che esista, ma procedimenti molto pesanti che per una iniziativa di prevenzione qual è la commissione d’accesso, bastano e avanzano. Vogliamo proseguire? Parlare delle intimidazioni? Meglio di no.

Perché prima dello scioglimento per i condizionamenti – non necessariamente mafiosi, si legga la norma – ci dovrebbe essere quello per manifesta incapacità di guidare la città. Non c’è una cosa del programma di Luciano Bruschini che sia stata realizzata da otto anni a questa parte, c’è una “guerra” interna alla maggioranza palese, l’assessore Placidi non avvia le isole ecologiche perché il Comune non paga la luce ma si affretta a comunicare che arriveranno altre foto trappole per chi getta i rifiuti, mentre la città è sommersa.

I rilievi della Corte dei conti e del Ministero dell’economia e finanze sono talmente pesanti che qui si fanno spallucce ma si evita di farci sapere quali risposte sono state fornite. Intanto viaggiamo su 25 milioni di residui di dubbia esigibilità, non riscuotiamo i tributi, la macchina amministrativa tra una riorganizzazione e l’altra è paralizzata, la trasparenza è ormai una presa in giro, la gara per le mense non si è fatta perché – è nero su bianco . non è stata scelta per tempo la stazione unica appaltante. Così ci teniamo, per un altro anno tra una cosa e l’altra, la ditta che nella gara fatta a suo tempo era arrivata ultima e che è stata “bocciata” dagli utenti e cacciata in altri Comuni.

Già, i tributi. Chi segue questo spazio ricorderà a novembre la scoperta fatta da chi scrive, la vicenda dei morosi. Nonostante fossero consiglieri comunali e assessori e – ancora una volta – al netto delle difficoltà che chiunque può avere, per loro è stata invocata la privacy. Nei giorni scorsi è invece emerso un nome, quello di Roberta Cafà. Poi è uscita la vicenda del “fraintendimento“, pezza a colori messa dal responsabile dei tributi sottoposto chissà a quale fuoco di fila.

Dispiace che sia uscito solo il nome dell’assessore, la quale pensa a chissà quale “complotto” e che certo insieme alla collega Nolfi con la storia delle dimissioni “irrevocabili” non ha fatto una bella figura. Dispiace e le va umana solidarietà, perché ci sono due consiglieri nella stessa condizione e il presidente del Consiglio comunale Sergio Borrelli si guarda bene dal portare la cosa in aula. All’epoca della scoperta della vicenda, l’attenzione fu puntata su un termine scritto da me, non sulla gravità della cosa. Dei “cinque sei giorni” per chiarire non si è saputo più nulla e la cosa sembra non interessare più nemmeno al Pd, dopo che Bernardone- offeso dal termine usato – aveva dato la stura a uno dei dibattiti più stucchevoli che il Consiglio comunale di Anzio abbia mai registrato. Ma sì, che vai a vedere….

La verità è che in questi mesi di certo un assessore e i due consiglieri – non sappiamo di altri – hanno continuato a esercitare il loro ruolo non potendolo fare. Come Placidi a fare l’assessore, all’epoca, da incompatibile perché condannato dalla Corte dei Conti. Il tutto nel clima “annacquato” della politica di casa nostra. Ora, in un Comune incapace di riscuotere come certifica la Corte dei Conti, se non pagano per primi eletti e nominati, perché dovrebbero farlo i cittadini?

Infine il porto. Già il fatto che una società a maggioranza pubblica ha un presidente di mera facciata perché non può firmare una carta  è singolare, ma le idee della Capo d’Anzio sono poche e pure confuse. Dal fondo maltese siamo passati agli “strumenti di finanza pubblica” (quali? indebitando chi?) contenuti all’interno di un comunicato praticamente incomprensibile. Il bando previsto per metà settembre e più volte annunciato attende perché manca la valutazione di impatto ambientale, non siamo stati capaci dal 2011 (anno della concessione) a oggi ad avere una strategia coerente, ma aspettiamo sempre la manna dal cielo accontentandoci almeno della gestione avviata del bacino attuale. La Capo d’Anzio era nata per altro….

Ecco, ci sono i condizionamenti a parere di chi scrive. Sono quelli di chi ha dato voti in cambio di lavoro ed è in rapporti stretti, strettissimi, con delinquenti poco raccomandabili. Ma Bruschini e la prima Repubblica che lo sostiene (in maggioranza e all’opposizione), insieme a giovani virgulti che si sono ben presto adattati a questo sistema, andrebbero sciolti perché non sono più in grado di guidare il Comune.

A questo, però, non c’è prefetto che possa rispondere. Devono farlo i cittadini, convinti da un’alternativa reale tutta da costruire e che non c’entri con i “giochetti” della politica o qualche candidato etero-diretto da Grillo & associati.

Per favore, ad Anzio e Nettuno ridateci le notizie….

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La vicenda Nettuno finisce sulle pagine nazionali e stavolta non per la spiaggia dove sarebbero sbarcati gli americani per primi, bensì perché è diventato sindaco un esponente del Movimento 5Stelle. Così “Repubblica” che non ama certo Grillo e i suoi ritira fuori una segretaria del sindaco condannata dalla Corte dei Conti e il “Fatto Quotidiano” – da sempre sostenitore del Movimento – dedica un’ampia pagina al settimanale, il Dem e il monnezzaro, mettendo insieme vicende anche qui trascorse, note, ma che fanno gridare allo scandalo i novelli possessori del Verbo…. La vicenda Nocera, per esempio, fu ampiamente trattata dal Granchio e da chi scrive in particolare.

I primi cercano di screditare Casto e in generale i “grillini“, i secondi chi “osa” attaccarlo. Frequento l’ambiente dei giornali da troppo tempo per non sapere come funzionano certe cose e conosco gli ambienti locali per dire che forse è ora di ridarci le notizie, prima di lanciarsi in difese d’ufficio su documenti reali, certo, ma che non aggiungono né tolgono molto alla situazione che si è creata.

Non compro più “Repubblica” da quando titolò “Scarcerato De Benedetti” che ai tempi di Tangentopoli era entrato in Questura la mattina ed era uscito la sera, per i domiciliari, e quindi in carcere non c’era mai stato. Mi piace il “Fatto” per come conduce certe battaglie, ma a Nettuno e Anzio ci sono cose forse più serie…. Hanno scritto nulla di “Mala Suerte“, per esempio? Ah, già, quelle sono cronache locali, sì c’è la camorra ma sarà ritenuta marginale….

Allora proviamo a fare un passo indietro, cerchiamo di parlare di notizie. Quello che scrive il “Fatto” si riferisce indirettamente a una notizia che ha dato controcorrente con Agostino Gaeta. Il parere su di lui in queste città è noto, sarà pure il peggiore di tutti ma ha dato una notizia e fornito anche delle date. Ha inventato? Venga querelato e paghi. Ha detto una cosa vera? Allora la questione si complica… Perché altri giornali anziché pensare al giornalista (che tale non è, lo sappiamo….) e alle campagne anti-Casto che avrebbero altri fini, intanto dovrebbero preoccuparsi se quella notizia è vera o meno. Sono certo che l’hanno verificato, quindi dobbiamo dedurre che non ci sia abuso del vice sindaco né verbali dei Vigili urbani a suo carico. D’altro canto è noto, no? Gaeta “alza il prezzo….” Così recitano negli ambienti, magari gli stessi che poi gli passano le notizie…

Già, le notizie. La dietrologia non mi è mai piaciuta, pertanto spero che su queste vicende si pronunci chi di dovere, ma le notizie?

Casto governa da oltre due mesi, l’opposizione ha sollevato dei casi, si vuole verificare? E del programma – dal parcheggione al teatro – ne vogliamo parlare? Ad Anzio vanno benissimo le “trappole” deliberate in giunta, ma Placidi quando farà entrare in funzione le isole beffa? Il 15 settembre doveva arrivare il bando del porto, chi l’ha visto?

Ecco, meno dietrologia e difese d’ufficio, più carte alla mano e notizie. Quelle sì, non hanno colore….

C’è altro prima del sindaco, ecco perché #unaltracittà

altra

Fare il sindaco della propria città. A chi non piacerebbe, anche solo per qualche giorno… Bello, affascinante, difficile. La tentazione è forte e le strade per arrivarci sono diverse prima delle elezioni, quindi dei cittadini che ritengono – da padroni assoluti – chi debba essere il loro rappresentante.

Ebbene con #unaltracittà abbiamo inteso fare altro. Chi scrive, che sul territorio è impegnato da anni in diverse forme (associative, giornalismo, volontariato) poteva tranquillamente rispondere alle certezze di tanti e dire: sì, voglio candidarmi. Anzi, sono il candidato.

Si poteva andare da un partito, fare un’alleanza con chi rappresenta la politica anziate e ci ha portato nella condizione in cui siamo. Si poteva cedere alle lusinghe di chi dice “io ho 1000 voti” e di chi promette di portare con sé “cinque-sei consiglieri“. Ma sì, ti metti a tavolino, fai i conti, speri che vada bene (a loro è andata benissimo, finora) prometti qualcosa che non manterrai, ma saresti solo il nome nuovo e spendibile per una vecchia classe politica e dirigente. Se poi il tuo nome servisse, come “bandiera” nel Pd, per passare dal 20% di Bernardone alle ultime amministrative al 22% perché sei un po’ più conosciuto cosa avresti fatto? Nulla. E se pure il Pd fosse parte di questo discorso – alla pari con altri – sai che dovresti temere i “dinosauri” che nel ’95 non confluirono su Mangili e nel ’98 mandarono a casa Mastracci consegnando definitivamente la città al centro-destra.

Ecco, è sbagliato partire dal sindaco, occorre prima vedere cosa vuoi fare, come e con chi. Nella presentazione di ieri di #unaltracittà (grazie ancora a tutti) qualche “paletto” è stato posto. Siamo un gruppetto di amici, niente di più, disposti ad allargare l’orizzonte e a confrontarci con chi vorrà portare le proprie idee.

Ci mettiamo la faccia, quella di persone che vivono del proprio e hanno deciso di impegnarsi. Sarebbe facile schierarsi dalla parte dell’anti-politica, molto più complesso parlare di buona politica e provare a immaginare  una città moderna, aperta, solidale, proiettata in Europa e nel mondo, dove lo sviluppo guardi alla sostenibilità e non al mattone, alla qualità degli eventi e non ad accontentare gli amici degli amici, ai servizi basati sulle esigenze dei cittadini – tutti – e non di pochi. Eccoli alcuni “paletti“, insieme alla legalità assoluta. Alla trasparenza, al rispetto di chi ha un’idea diversa, al confronto sulle cose da fare e non sulle persone da attaccare, alla verità da dire ai cittadini. A un Comune che non è – non può e non deve essere – collocamento per disperati “assunti” in cooperative che poi portano voti, ma creare le condizioni per uno sviluppo che porti lavoro a tutti. E i voti a chi, democraticamente, i cittadini sceglieranno.

Siamo con chi vuole costruire questo, un movimento di opinione   fuori dagli schemi della politica in senso tradizionale ovvero delle “liturgie” dei partiti come li abbiamo conosciuti in Italia e qua, ma anche lontano dal populismo del guru.

Da qui parte un percorso, se riusciremo a mettere insieme chi vuole realmente cambiare le cose in questa città parleremo anche del candidato sindaco. Ma per farlo dobbiamo essere credibili e questo dipenderà  esclusivamente da noi, di certo partiamo avvantaggiati perché  lo siamo più di chi ha governato finora.

Ah, per chi segue questo spazio: pur non essendo candidato ma come direbbe qualcuno essendo “sceso in campo“, da oggi  scompare nel blog la parola “giornalista“. Chiaro che lo resto, è il mio lavoro che si svolge com’è noto al Messaggero e continuando l’attività con il libro “Sangue sporco” e il documentario che stiamo realizzando.

Attraverso il blog continuerò comunque a esprimere opinioni, suggerimenti, denunce come in passato, oltre che a confrontarmi con quanti vorranno.

Goditi la pensione e continua a “rompere”, caro Augusto

augusto

E’ andato in pensione il mio medico e amico Augusto Pigliacampi. Direte, mbè? E forse non avete tutti i torti. Se non fosse che Augusto oltre ad accompagnare per oltre 40 anni di professione la mia e la vita di tanti altri pazienti, è un personaggio “scomodo” in questa città. Controcorrente o, forse, semplicemente “contro” e basta.

E merita, per questo, di essere salutato pubblicamente subito, senza dover mettere da parte chissà quale “coccodrillo” da tenere nel cassetto per tempi peggiori. No, merita di essere invitato – ora che avrà più tempo – a non mollare. A godersi la pensione ma a continuare a “rompere” come ha sempre fatto. Ce l’ha nel Dna, del resto, ereditato probabilmente da mamma Jole che se doveva dirti qualcosa non brillava certo in diplomazia. Pane al pane, vino al vino.

Sul medico uno può avere tutte le impressioni e ricordare le esperienze che vuole – personalmente ho conosciuto e conosco un gran professionista anche nei momenti più bui di quello che la vita può riservare a un paziente e alla sua famiglia – ma qui mi piace parlare del cittadino appassionato come pochi del mare e della storia di Anzio. Con un archivio invidiabile e del quale va giustamente geloso e al tempo stesso fiero. Di una mente che per non essersi “piegata” a certe logiche della politica di casa nostra è stata tenuta – o forse ha preferito tenersi, non condividendo – ai margini. Anche quando insieme ad alcuni amici, molti poi “trasmigrati” nei partiti, mise in piedi una lista civica ma senza partecipare direttamente. Si accorse del resto che il principio “non passa nemmeno l’acqua….” era venuto meno prima di iniziare, o quasi.

E’ pesante….” dicono molti, magari non a torto. Ma gli piace vedere le cose in un certo modo che non è quello di chi amministra o ha amministrato la città, di qualunque colore sia. Il che, in un “paesone” quale siamo, è tutto fuorché un male. Anzi, sfugge alle logiche dei benpensanti della politica nostrana e dei loro accoliti,  già basta e avanza.

Per questo Augusto deve godersi la meritata pensione, dare un consiglio di medicina a chi andrà a chiederglielo, ma soprattutto continuare a “rompere“. E se non lo farà, tra cento anni non meriterà nemmeno il “coccodrillo“.

Grazie di tutto, caro amico e medico, mi sembrava il modo più originale di dirtelo. Interpretando – ne sono certo – i sentimenti di tanti pazienti.

Tu chiamala se vuoi, trasparenza…

inchesavarino

La segretaria Marina Inches e il suo predecessore, Pompeo Savarino

Doveva riunirsi ieri la commissione trasparenza del Comune di Anzio. Lo apprendiamo da un post su facebook di Chiara Di Fede, cittadina impegnata e per questo “invisa” a chi “fa” politica su questo territorio, dove chi pensa con la propria testa diventa subito “nemico“.

Quella commissione non c’è stata perché i capigruppo che la compongono non si sono presentati. C’è stata la convocazione via mail, ma nessuno ha sentito il dovere di andare. Si vede che il problema, ad Anzio, non esiste. Almeno per i consiglieri comunali che nel brodo di coltura di questa politica sono nati e cresciuti o che sono stati ben presto “stregati” dal modo di fare dei più vecchi. Al netto di altri impegni, certo, magari ieri mattina qualcuno aveva un appuntamento di lavoro o questioni inderogabili da sbrigare. Comprendiamo, ma allora si è scelto di farsi eleggere per cosa?

Detto ciò dei consiglieri comunali, restano le dolenti note di un sito comunale fuorilegge per quanto riguarda la trasparenza. Il passaggio dal vecchio alla nuova segretaria generale non ha portato l’attesa ventata di novità. Com’era con Savarino, così è con la Inches. E non vengano a dirci che rispettiamo i parametri perché è vero solo dal punto di vista formale. Una beffa.

E’ vero che abbiamo tre siti (forse più) in uno, ma per esempio la convocazione delle commissioni dovrebbe essere pubblica, alla sezione dedicata non c’è traccia se non nel… 2011!. Su una parte del sito, perché su un’altra alla voce commissioni corrisponde il vuoto. L’ufficio relazioni con il pubblico? Eccolo, provate a entrare e a contattarlo….

Le ordinanze del sindaco? Tu dici, vai sull’albo on line e…. No! Si deve cercare su trasparenza.comune.anzio.roma.it quindi su provvedimenti, su provvedimenti organi di indirizzo politico amministrativo e qualcosa trovi.

Vogliamo parlare di determine che mancano, sono decine se non centina? Di quelle che inspiegabilmente escono dopo mesi? E guardate chi sono, ancora, i dirigenti del Comune: Pusceddu è ormai in pensione, di Schioppa si sono perse le tracce…. Ma è sulla Capo d’Anzio che ci superiamo. D’Arpino si è dimesso a gennaio ma è ancora lì, insieme allo stesso Pusceddu che pure ha lasciato e con l’ultimo bilancio pubblicato del 2014, quando la società ha approvato quello del 2015 e chi la “controlla” ha l’obbligo di renderlo pubblico. Andiamo così, un po’ a caso… Degli organi politici, per esempio, sappiamo chi è il presidente del consiglio comunale ma non redditi e quanto altro previsto. Non in questa sezione, almeno, perché se vediamo in quella del Consiglio comunale c’è. Ma devi avere tempo e voglia, cosa che difetta a molti in questa città. Ma sì, che vai a guardare….

La questione trasparenza è stata a lungo affrontata da Andrea Mingiacchi e dal Pd, il meetup “Grilli di Anzio” (grazie a loro è stato finalmente pubblicato il patrimonio) ha espresso alla neo segretaria tutte le sue perplessità, da questo umile spazio e prima ancora dalle colonne del “Granchio” sono state fatte segnalazioni continue. Inutilmente.

Si potrebbe andare avanti, ma interviene la carità di patria. Ci avevano promesso un Comune 3.0 ed è stata una bugia. Basterebbe questo – anche in maggioranza – per dire al sindaco: scusa, ma dobbiamo intervenire…. Evidentemente va bene così, vanno bene programmi informatici che vanno e vengono, scelti non si sa come e da chi, magari delle stesse aziende per le quali si è pure consulenti. Va bene tutto purché il cittadino non capisca o si ingegni per farlo. Trasparenza e accessibilità totale sono altro, forse anche di questo dovrebbe occuparsi una commissione che nemmeno riesce a riunirsi. E forse è bene che la responsabile di trasparenza e anti corruzione metta finalmente mano a questo sistema cervellotico.

Ah, già che ci siamo e visto che la vicenda è stata affrontata in una delle rare commissioni trasparenza che si sono riunite: i consiglieri morosi sono tutti in regola? La segretaria è al corrente di questa vicenda? L’opposizione ha nulla da dire? E alle osservazioni del Mef è stato mai risposto? E come? Vorremmo leggerlo sul sito. Se fosse davvero 3.0…..

 

 

 

 

 

Acqualatina, il segnale che Bruschini non ha dato

acqualatina

Lo aveva spiegato un mese e mezzo  fa Luciano Bruschini, sindaco di Anzio, che lui non poteva votare contro i vertici di Acqualatina perché aveva contribuito a sceglierli. Così come non ha potuto votare contro il bilancio, anzi ha aiutato il privato (Idrolatina, leggi Veolia water) a far sì che ci fosse la maggioranza per farlo passare e tenere al loro posto presidente e consiglio d’amministrazione. Vale a dire coloro che stanno per cedere il pacchetto privato.

E questo nonostante gli sforzi dei sindaci – tutti, meno quelli di Forza Italia allineati e coperti al senatore di Fondi  Claudio Fazzone – per prendersi il 49% e rendere totalmente pubblica la società. Il che non è necessariamente sinonimo di efficienza assoluta, così come sarebbe corretto dire che la battaglia non è per l’acqua pubblica – che tale è secondo la cosiddetta legge Galli – ma per una gestione diversa dopo quella fallimentare di oggi, benché il bilancio sia in attivo di 10 milioni.

Sono trascorsi 15 anni e nonostante gli sforzi del gestore di farci sapere cosa ha fatto e di convincerci che il mutuo Depfa non c’entra, si continuano a perdere migliaia di litri d’acqua al secondo (ogni 1000 non si sa che fine fanno 600), si ignora in molti casi dove passa  la rete, siamo stati costretti a vivere la peggiore estate da quando c’è questo gestore tra interruzioni, carenze e via discorrendo. Rimpiangiamo i vecchi Consorzi-carrozzoni? Certo che no, ma la scusa che Acqualatina ha ereditato impianti colabrodo, ha investito sui depuratori,  ha dovuto mettere sempre “pezze“, dopo 15 anni non regge più.

Esiste un’emergenza seria: la carenza idrica, le fonti che vanno prosciugandosi soprattutto nel sud pontino, ma nessuno ci dice cosa è stato fatto per affrontarla. Il problema, purtroppo, era e resta il controllo “politico“. Forza Italia nella provincia pontina (e non solo) è minimi termini, su Acqualatina ha madato a casa due sindaci (Latina e Terracina) e si ritrova con il capoluogo in mano a liste civiche e la seconda città in mano al sindaco defenestrato. Allora si mantiene il “fortino“, se serve anche con Bruschini che non si tira indietro. Lui è uno che la disciplina di partito, evidentemente, la conosce e la pratica. I guasti? “Succede“. La Depfa bank? “Nzo gnende” (in realtà e per fortuna non concesse il pegno, almeno, evitando che la banca si sostituisse al Comune in caso di “evento rilevante“) I lavoratori spostati e quindi la perdita di “know how” come direbbero i manager? “Pazienza“.

Ecco, gli altri sindaci (Pd, il civico di Latina, il 5stelle di Nettuno, quelli di Fratelli d’Italia)  hanno dato almeno un segnale, provato a scuotere questo pachiderma che avrà pure un piano di investimenti da seguire e tutto quello che ci racconta, ma offre un servizio che non è all’altezza e ne abbiamo conferma quotidianamente con i disagi. Bruschini ha preferito di no.

Attenzione, però, riprendersi le quote (e servono soldi dai disastrati bilanci dei Comuni) equivale a riprendere totalmente un servizio, accollarsi personale e tutto il resto. Ai cittadini va detto. Acqualatina ha sostanzialmente fallito, ma se qualcuno ha idea che basti dire che è tutto pubblico e che magicamente funziona da solo, ha sbagliato strada.

Se mai i Comuni potranno esercitare il diritto di prelazione sulle quote e riusciranno a trovare i soldi per evitare l’avvento di un altro privato (Acea), si studi un metodo che tenga lontani dai consigli d’amministrazione politici trombati, amici di amici, si scelgano manager competenti e si intervenga subito sulla rete. Nessuno può permettersi oltre di immettere 27 milioni di metri cubi d’acqua e fatturarne appena 5.

Però una cosa è certa: questo management ha fatto il suo tempo e dovrebbe rendersene conto da solo. Ma finché ci sono Fazzone e i “suoi” sindaci, Bruschini compreso, dorme sonni tranquilli.

 

 

 

Nettuno, i 5stelle, i giornali. Vorrei parlarne ma…

casto

Casto dopo la vittoria

Vorrei scrivere di Nettuno e dei 5stelle, esprimere solidarietà a chi è stato aggredito, dire che non mi piace il clima che c’è e che parlare di “minacce mafiose” è grave. Gravissimo. Perché i giornali scrivevano, scrivono e scriveranno, andare a cercare “chi c’è dietro”, “chi paga” e via discorrendo fa parte di un retaggio che doveva essere superato. A Nettuno come a Roma, dove la figuraccia (si può dire, è corretto?) è di stampo mondiale.

Vorrei argomentare sul fatto che se altri avessero nominato due avvocati che condividono lo stesso indirizzo, sia pure non più lo studio associato, sarebbe scoppiato il putiferio. È corretto formalmente, ci mancherebbe, e non si discutono gli stimati professionisti ai quali vanno auguri di buon lavoro, ma è questione di opportunità.

Assolutamente legale che il sindaco, persona stimata, preparata, a modo, continui a fare il poliziotto e anzi non ci sarà alcun problema di ineleggibilità ma pure qui era e resta – parere personale – vicenda di opportunità, non di altro. Così come non ci vuole molto a sapere se esiste o meno un verbale della polizia locale relativo al vice sindaco, senza porre tanti segreti o immaginare chissà quale mafia.

Vorrei, anzi ormai ho ceduto. Meglio fermarsi, perché i 5stelle sono ultra suscettibili e guai a parlarne, questo emerge dai social. Meno che mai se a parlarne sono i giornalisti.

Una sola domanda: fino a quando durerà la litania che gli altri facevano peggio, quindi il manovratore oggi non va disturbato? Diamoci, dateci, un tempo…

Ah, così per cronaca, quando gli altri facevano scelte singolari – a livello locale – si è sempre scritto. Senza guardare in faccia nessuno. Qualcuno ultimamente, anche tra i colleghi, l’ha dimenticato. Ma sarà solo per il periodo di “tolleranza” normalmente concesso a chiunque arriva a guidare una città, ne sono certo.