Nettuno, i 5stelle, i giornali. Vorrei parlarne ma…

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Casto dopo la vittoria

Vorrei scrivere di Nettuno e dei 5stelle, esprimere solidarietà a chi è stato aggredito, dire che non mi piace il clima che c’è e che parlare di “minacce mafiose” è grave. Gravissimo. Perché i giornali scrivevano, scrivono e scriveranno, andare a cercare “chi c’è dietro”, “chi paga” e via discorrendo fa parte di un retaggio che doveva essere superato. A Nettuno come a Roma, dove la figuraccia (si può dire, è corretto?) è di stampo mondiale.

Vorrei argomentare sul fatto che se altri avessero nominato due avvocati che condividono lo stesso indirizzo, sia pure non più lo studio associato, sarebbe scoppiato il putiferio. È corretto formalmente, ci mancherebbe, e non si discutono gli stimati professionisti ai quali vanno auguri di buon lavoro, ma è questione di opportunità.

Assolutamente legale che il sindaco, persona stimata, preparata, a modo, continui a fare il poliziotto e anzi non ci sarà alcun problema di ineleggibilità ma pure qui era e resta – parere personale – vicenda di opportunità, non di altro. Così come non ci vuole molto a sapere se esiste o meno un verbale della polizia locale relativo al vice sindaco, senza porre tanti segreti o immaginare chissà quale mafia.

Vorrei, anzi ormai ho ceduto. Meglio fermarsi, perché i 5stelle sono ultra suscettibili e guai a parlarne, questo emerge dai social. Meno che mai se a parlarne sono i giornalisti.

Una sola domanda: fino a quando durerà la litania che gli altri facevano peggio, quindi il manovratore oggi non va disturbato? Diamoci, dateci, un tempo…

Ah, così per cronaca, quando gli altri facevano scelte singolari – a livello locale – si è sempre scritto. Senza guardare in faccia nessuno. Qualcuno ultimamente, anche tra i colleghi, l’ha dimenticato. Ma sarà solo per il periodo di “tolleranza” normalmente concesso a chiunque arriva a guidare una città, ne sono certo.

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Porto, la nota dei “Grilli di Anzio”

Sul porto sono sempre stati molto attivi, gli va riconosciuto. Di seguito la nota inviata dal meetup “Grilli di Anzio” sull’incontro dei giorni scorsi a Latina. Una sola precisazione: chi scrive trova singolare che a concessione data ci sia ancora chi provi a mettere ostacoli, non avendo partecipato a iniziative pubbliche né ai processi decisionali – osservazioni per le conferenze dei servizi, per esempio – forse perché non interessati o semplicemente perché Grillo, allora, faceva il comico…

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Detto ciò, la nota centra il problema che oggi non è il progetto, ma una società a maggioranza pubblica intorno alla quale troppe cose non sono trasparenti. Eccola:

Il Meetup Grilli di Anzio e’ venuto a conoscenza solo il 25 agosto dell’intenzione, da parte di uno dei Meetup tina, di creare un coordinamento che ha come unico scopo quello di bloccare i lavori di ampliamento del porto di Anzio. Il nostro Mu ha partecipato solo per due ragioni: la prima, capire con documenti alla mano se è imputabile al porto di Anzio un aggravamento dell’erosione costiera che colpisce Latina, Sabaudia e Terracina; la seconda, sapere come mai non è stato coinvolto il nostro gruppo fin dal primo momento, visto che noi siamo gli unici sul territorio ad aver affrontato la questione “Capo d’Anzio” con documenti ufficiali e interrogazioni in regione. Nel corso della riunione non è stato fornito alcun documento scientifico o simulatore di correnti marine anzi, si è parlato di una serie di concause come l’abusivismo edilizio sulle dune mobili della costa, ma anche della presenza dei fiumi e della punta di torre Astura. Nel nostro intervento abbiamo potato una serie di informazioni concrete sullo stato dei lavori e dell’iter burocratico e finanziario della Capo d’Anzio,condivisi con la consigliera regionale del M5S Gaia Pernarella. I Grilli di Anzio vedono la questione in altri termini, ossia controllo delle fasi, gestione pubblica intoccabile e trasparenza. Vogliamo uno sviluppo portuale sostenibile e pubblico. La riunione si è conclusa con la promessa di un nuovo incontro l’8 settembre quando porteremo a conoscenza dell’Assemblea la nostra decisione di non partecipare a raccolte firme ,petizioni o interrogazioni aventi come oggetto l’erosione

La lezione che arriva dal voto

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Sarà pure come dice Matteo Renzi, cioè che non è stato un voto di protesta, ma l’impressione è che la politica fatta di liturgie fini a se stesse, “correnti“, schieramenti, lotte per guidare un partito e per il potere fine a se stesso, per arrivare a contare se c’è da dividere qualcosa del “sottobosco“, abbia preso dei sonori schiaffoni. C’è – ed è forte – la voglia di cambiamento che ha vinto – per restare dalle nostre parti – a Nettuno come a Latina. Ma si è fatta sentire in maniera ancora più clamorosa a Roma e Torino.

Del Movimento 5 stelle e del suo “guru” Beppe Grillo, è noto, condivido poco o nulla. Certo è che molti li hanno sottovalutati e oggi ne pagano le conseguenze. Meglio, hanno sottovalutato la stanchezza di chi vota e si era – si è – francamente rotto di una “buca” al centro di Nettuno e dei numeri civici, ad esempio, così come di chi per tentare di vincere ha imbarcato politici (e metodi in alcuni casi poco ortodossi) dalla vicina Anzio. Chi vota, dopo Mafia capitale, dopo Marino e la sua figura, come poteva ancora dare retta al Pd? Giachetti era e resta una brava persona, ma sapeva che l’impresa era impossibile. Per non parlare di quel che resta del centro-destra che preso tra Bertolaso e Marchini, ha dimenticato/abbandonato la Meloni che al ballottaggio avrebbe dato alla Raggi più filo da torcere.

Ora i “grillini” sono chiamati alla prova più difficile, quella del governo. Sinceri auguri di buon lavoro all’amico Angelo Casto a Nettuno. Sa che il compito che lo aspetta è gravoso, ma già dalla nomina della giunta sembra andare nella direzione giusta. Andrà giudicato alla prova dei fatti, mentre piacciono meno le affermazioni dei supporter che danno – nella migliore delle ipotesi – per “accerchiati” i Comuni vicini. Calma, ragazzi. Parliamo di voti, di democrazia, è comprensibile lo sfogo ma non andiamo oltre. Si rischia di cadere nelle “guerre” del centro-destra che hanno caratterizzato recenti campagne sul territorio.

La prossima fermata, per Casto, è quella di Anzio. E’ un obiettivo legittimo e giusto da porsi, a maggior ragione dopo lo “sbarco” di anziati a Nettuno e dopo i toni tutt’altro che tranquilli usati verso di lui.  Sarà bene, però, che i Cinque Stelle ci facciano capire bene chi li rappresenta sul territorio e quale metodo useranno ad Anzio dato che un consigliere comunale ce l’hanno. Non abbiamo visto Cristoforo Tontini gioire per l’elezione di Casto (si veda nota sotto, però) ma intanto ha dichiarato che chiederà al prefetto di sciogliere il Consiglio anziate per i ritardi sul bilancio. Non avrà brillato in questi anni, ma lui è il rappresentante fino a prova contraria. E qual è il “meetup” giusto? E non sarà che questa “rete” nasconda moderne “correnti” di democristiana memoria? E’ una provocazione, sia chiaro, la lezione che arriva dal voto è chiara. Ma a Latina con due senatori e un deputato – che avevano poi lasciato il Movimento – e tre diversi “meetup” la certificazione delle liste non è arrivata.

Una cosa che ha quasi certamente favorito l’esperimento civico di Damiano Coletta, cardiologo che riesce con le sue liste dove il Pd e il centro-sinistra hanno fallito: mandare a casa dopo 23 anni un centro-destra litigioso e rancoroso, alle prese con lotte di potere che abbiamo visto anche a Nettuno (stesso protagonista, il coordinatore regionale di Forza Italia, Claudio Fazzone, Acqualatina sullo sfondo…). Un centro-destra che a Latina era “nato” come esperienza di governo con Ajmone Finestra nel ’93.

Mentre il Pd si “uccideva” sulle primarie, candidava cavalli di ritorno della Prima Repubblica, puntava a un uomo di partito che fa politica da quando era ragazzino come Enrico Forte, non si accorgeva di perdere proseliti e consensi. I cittadini gli hanno dato una lezione , Latina bene Comune e le sue liste hanno saputo interpretare meglio di chiunque altro ciò che il Pd doveva essere e non è stato dalla sua fondazione a oggi. Qualcosa che andava oltre il partito inteso in senso tradizionale e guardava, davvero, alla società civile. Una sonora lezione.

Buon lavoro a Casto, Coletta, a tutti i nuovi sindaci, di ogni schieramento. Ne hanno bisogno, ora questa voglia sacrosanta di nuovo e cambiamento è chiamata alla prova dei fatti.

***

Vengo giustamente “richiamato” da Cristoforo Tontini. Non mi ero accorto, nel marasma elettorale, del suo post di complimenti a Casto. Correggo e chiedo scusa pubblicandolo. Questa era e resta una provocatoria riflessione sul voto….

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I grilli di Anzio: “Centrali biogas, il bio che inganna”

In merito alla notizia dell’impianto di biometano pubblicata in questo spazio nei giorni scorsi, interviene il Meetup “I grilli di Anzio”. Ricevo e pubblico

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“Si fa un gran parlare in questi giorni della possibilità della costruzione di una centrale biogas in zona Padiglioni ad Anzio, a ridosso del quartiere residenziale di via Cinquemiglia.

Molte sono le domande che si pongono i residenti in merito a questa novità per via delle scarse informazioni che si hanno su questo tipo di impianti rispetto ai più ben noti e temuti inceneritori.

E’ proprio il confronto con gli inceneritori e la denominazione “bio” che induce le persone a pensare che le centrali Biogas non siano inquinanti e che producendo gas possano apportare benefici anche economici ai cittadini.

Qui un breve elenco delle motivazioni per le quali il nostro Meetup è contrario alla costruzione di questa centrale, ripromettendoci di spiegare a breve più nel dettaglio tutti i punti sotto elencati:

  1. Le Centrali a Biogas sono strutture dal forte impatto paesaggistico che prevedono colate di cemento, parcheggi, capannoni, vasche, canali di scolo e aree di smistamento e questa centrale verrebbe costruita sul limitare di una zona boschiva vergine di Rilevanza Comunitaria (bosco della Spadellata) non che in prossimità di centri abitati.
  2. Non vengono conferite in esse solo rifiuti umidi e sfalci come si pensa, ma una varietà impressionante di rifiuti che vanno dagli scarti di macelleria alle concerie, dagli scarti della lavorazione del legno ai liquami e letame delle aziende agricole fino ai fanghi di depurazione delle acque reflue cittadine venendo a produrre come scarto del percolato che è considerato rifiuto speciale e per questo inquinante e costoso da smaltire.
  3. Per questo motivo si crea un’intensa viabilità di mezzi per il conferimento non che per la partenza dei materiali diretti ad altri impianti di smaltimento. Sì, perché in questa centrale verranno selezionati anche carta plastica vetro e metalli che andranno poi trasportati altrove.
  4. Nonostante tutti i filtri e le precauzioni possibili l’area circostante (abitata) verrà investita da miasmi, ovvero cattivi odori. Tristemente note sono le vicende della Kiklos, dove si è venuto a costituire un comitato NoMiasmi proprio per l’esasperazione degli abitanti delle zone limitrofe alla centrale.
  5. Perché alti sono i rischi a cui è esposto il personale che lavorerà per detto impianto, ricordiamo sempre le tristi vicende degli operai morti ad Aprilia e i casi di intossicazione avvenuti in altri impianti, per non parlare dell’alto rischio di incendio ed esplosioni.
  6. Perché l’aria su cui sorgerà la centrale era inclusa in un piano regolatore regionale che prevedeva il recupero in termini di vivibilità, sostenibilità e fruizione dei cittadini come la costruzione di parchi piste ciclabili e case…
  7. Perché è scientificamente dimostrato che il processo di digestione non riesce ad uccidere tutti i batteri e le spore che si diffondono sia dai vapori emessi dall’impianto sia nel compost che viene venduto alle aziende agricole di zona
  8. Perché l’impianto in questione provocherebbe un calo a picco del valore immobiliare di tutto il quartiere di via delle Cinquemiglia.
  9. Perché infine come da pochissimo accaduto a Velletri è possibile pensare ad un’alterativa economicamente più vantaggiosa, ad impatto paesaggistico e ambientale 0: diffusione delle compostiere e creazione di punti di conferimento zonale come le compostiere di quartiere che risolverebbero il problema dell’umido e degli sfalci, mentre con appositi centri di riciclo e riuso a gestione comunale e posti di lavoro per i cittadini si risolverebbe il 70% dello smistamento e smaltimento delle altre tipologie di rifiuti.

Dalla parte dei cittadini sempre.

Meetup “ I Grilli di Anzio”