La scelta di Valerio, la partita da giocare: centro-destra a casa

delgiacciopollastrini

La scelta di Valerio Pollastrini di fermare qui la sua corsa e le parole spese sul mio conto (grazie!), confermano e rafforzano la stima che ho nell’uomo e non da oggi. Così come nel percorso che ha compiuto, insieme all’associazione “Ora“. Quel gruppo – certamente più numeroso e strutturato di quello di #unaltracittà –  insieme alle diverse realtà civiche del territorio, sono a dirci che esiste un fermento che la politica di casa nostra non ha voluto/saputo recepire. Nasceva anche per questo il   “tavolo” che ci ha visto protagonisti fino a qualche giorno fa e nascevano le nostre candidature a sindaco.

Perché il “tavolo” si sia diviso – qualcuno sosteneva lì che io e Valerio avevamo esternato la candidatura, altri ambivano ma tacevano – ho provato a spiegarlo in conferenza stampa (qui il link) e non ci torno sopra.

Le esperienze civiche che provano ad andare oltre i partiti, pur con componenti che ne fanno parte, nascono per dire che il “sistema” di tessere, conta dei voti, prese di posizione fini a se stesse o fatte per essere chiamati e mettersi d’accordo, va superato.

Di questo sistema fa parte anche il Pd, non c’è dubbio, e qui come recita il proverbio “casca l’asino“. Un partito del quale tutti sparliamo ma che, poi, c’è chi vuole “conquistare” o intorno al quale si giocano partite di nessuna utilità quando si va al voto. Come se “prendere” il Pd serva a chissà cosa. Nella logica della politica di casa nostra, quella nota fino a oggi, è forse servito ad avere un ruolo nello scacchiere delle vicende anziati. Personalmente, avessi voluto una cosa del genere, avrei dato retta a mio padre 35 anni fa e avrei “fatto” politica cercando tornaconti magari nel sottobosco, cadendo in piedi pure perdendo, “sistemandomi” con una poltrona alla Rai, perché no…, ma ho preso una strada diversa.

Anche per questo, nell’accettare l’indicazione venuta dal partito che nel 2007 ho fondato e che ho sempre aspramente criticato per non essere diventato ciò che si pensava allora, ho chiesto (e ottenuto) di uscire da certe logiche. Di poter allargare, anche a chi non avrebbe mai messo piede nella sezione di quel partito.  Di poter avere mani libere qualora si vincesse. Cosa tutt’altro che semplice, attenzione, ma se accade non sarò lì a fare l’agnello sacrificale né la fine di Renzo Mastracci, per intenderci. Tanto meno a prendere ordini da qualcuno, cosa che piace tanto a chi deve rispondere alla “Casaleggio” e a Grillo.

Ho detto sabato – e ripeto qui – che in questi venti anni il centro-sinistra è stato minoranza e che pur dando un’impressione diversa e pur non brillando è stato all’opposizione.  Valgono su tutte le battaglie per il bilancio, ad esempio. Il problema, allora, sarà anche il Pd, d’accordo, ma prima lo è chi ha governato e governa Anzio.  Rischia di esserlo, invece, chi altrove è andato al governo sull’onda della protesta ma non sta brillando.

E’ allo sfascio che ereditiamo che dobbiamo far fronte, non a questioni di un partito che ha fatto una scelta – per alcuni non condivisibile, è evidente – ma che in questo momento è stata ritenuta la più indicata.   Altri erano convinti che si sarebbe “virato” su Palomba, altri che arriverà un “candidato da Roma“, qualcuno che avrebbero commissariato il Pd. Spiace per loro, è andata diversamente. Si è scelto un candidato fuori dagli schemi.

Parlavamo, in questi mesi, di attacco a due punte. Qualcuno ironizzava sui social (dove oggi, e giustamente, al passo indietro di Valerio vengono dati numerosi riconoscimenti) ma era evidente non potessero esserci due candidati.

Continuo a pensare, comunque, che possa ancora esserci una “squadra” e l’esperienza fatta da Valerio e dalla sua associazione possano e debbano essere utili in tal senso. Non sono in campo per aiutare il centro-destra – questa mi sembra francamente un’eresia – e sui punti del programma sono più le cose che ci uniscono di quelle che ci dividono. La partita è tutta da giocare e siamo in campo per vincerla: #unaltracittà non ha obiettivi diversi da quello di mandare a casa il centro-destra con una proposta alternativa, seria e credibile.

La protesta fine a se stessa appartiene ad altri.

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Una candidatura fuori dagli schemi, proposte per Anzio 2058

maraschino

Questa mattina ho tenuto una conferenza stampa per aggiornare sulla candidatura e rispondere ad alcune polemiche recenti. L’ho fatta al “Maraschino“, come in passato ho scelto che si vedesse il mare perché questo sarà l’asse portante delle proposte programmatiche.

Uno spunto lo trovate riassunto qui 

Chi ha la pazienza di rivedere il video della conferenza, invece, può collegarsi a questo link  

Grazie e buona Pasqua!

 

Elezioni, chi vince e chi perde ad Anzio cinque anni dopo

Intanto le scuse per l’assenza. So che siete abituati a venire a “sbirciare” qui spesso e che vi sarete chiesti il motivo di questo silenzio. Tranquilli, sono qui, ma il lavoro per la tragedia di Cisterna e le elezioni mi ha letteralmente assorbito.

Proprio di elezioni voglio parlare, partendo dai dati del 2013 e mettendoli a confronto con quanto successo domenica scorsa ad Anzio. Il raffronto è inesorabile: il centro-destra conferma il suo potenziale, il Movimento 5 stelle fa il boom e il centro-sinistra, Pd in testa, crolla.

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Grazie, ci voleva Del Giaccio a dircelo? Certo che no. Però qualche riflessione consentitemela. Non prima di sottolineare che bene ha fatto il sindaco a ringraziare i dipendenti che hanno lavorato, ai quali aggiungerei presidenti e scrutatori ai seggi, mentre sottolineerei l’efficienza del portale “Eligendo” del Ministero. Quando le cose funzionano, in un sistema come quello dei “tagliandi” che ha mandato in tilt l’Italia, va detto. Sento parlare di voto elettronico da quando ero bambino, mi piacerebbe provarlo prima di morire….

Le riflessioni, allora: nella maggioranza che guida la città da venti anni e che ora è nuovamente unita, al Senato aumentano voti e percentuali, alla Camera più voti ma percentuale leggermente ridotta, alla Regione qualche voto in meno e stessa percentuale. Litigiosi, con una città allo sbando e tutto quello che si vuole, ma “tengono”.

Si registra la netta affermazione in termini di preferenze di Fabio Capolei nella lista per Parisi, la “partita” all’interno di Forza Italia in termini di preferenze la vince Adriano Palozzi che era sponsorizzato dalla Lista Enea e quindi da Patrizio Placidi e dai suoi fedelissimi che piaccia o meno sono ancora parte di questa maggioranza. C’è una osmosi di voti tra quello che cinque anni fa era il Pdl e oggi si divide tra Forza Italia e Lega. Sempre Bruschini canta già vittoria, ma sa meglio di noi che questo centro-destra, alle comunali, non è ancora unito e le tensioni anche di questa mattina (l’ennesima pantomima) lo dimostrano. Certo, se insieme (chi lo dice a Cafà e Palomba?) rischia di vincere al primo turno.

Perché in Comune sarà un’altra partita, inevitabilmente, ma il dato dei 5 Stelle ci dice che il vento cambia (in positivo) anche per loro. Nel 2013 al boom del Parlamento ci fu una flessione alla Regione, stavolta si registra ugualmente un calo, ma meno marcato. La candidata presidente ha preso il 30,9% (era 20,7 nel 2013) la lista il 35,4% contro il 17,3 di cinque anni fa. In leggera flessione rispetto a Camera e Senato dove viaggia al 37%. Una sola notazione: dei 6.133 voti alla lista regionale, solo per un migliaio sono espresse le preferenze. Segno che molti, ancora, votano il simbolo e punto, come segno di “rottura” con il sistema. In Italia, come ad Anzio.

Segno che non viene percepito, evidentemente, nel centro-sinistra che paga – pur non governando da 20 anni – lo scotto nazionale della debacle di Renzi. Rispetto a Camera e Senato si “recupera” qualcosa alla Regione ma dal 29,8% e da quasi 9000 voti si scende al 21,5 e a poco più di 6.000.

Chiaro che se i numeri fossero questi il ballottaggio, oggi, vedrebbe sicuramente i 5stelle e il centro-destra, se unito, o comunque una parte come è stato a Nettuno.

Si può ribaltare in due mesi questa situazione? Difficile, ma non impossibile. A patto che il “tavolo” avviato tra le diverse forze in campo arrivi a una sintesi. La mia posizione è nota e non cambia ora: se il quadro di chi cinque anni fa si divise su Bernardone, Garzia e Pollastrini si unisce, sono a disposizione. Se si unisce e non mi vuole, sono comunque pronto a sostenere chi avrà l’onere di tentare una sfida che non è perduta in partenza. Certo l’impressione è che si stia perdendo tempo. Non solo la mia.

Una cosa, infine: se qualcuno fosse tentato da grandi alleanze tipo Ardea è libero di farlo, sappia che io non ci sarò. Non è così che si realizza #unaltracittà

ps Un sincero e sentito augurio di buon lavoro a Velia Fontana, presidente da oggi del consiglio comunale. La conosco da una vita, la stimo, la invito a far rispettare le regole in questo paio di mesi. Io continuo a chiamarla legalità delle cose quotidiane.

Spunti per il programma, il confronto sia su questo

Ho ribadito spesso, negli ultimi giorni, che come sono candidato a guidare la città allo stesso modo sono disposto a fare un passo indietro in nome dell’unità della coalizione di liste civiche e delle forze di centro-sinistra che stanno confrontandosi sulla definizione di un quadro politico e del programma amministrativo. Come ho detto e ripetuto, importante è dimostrare ai cittadini che non solo chi ha amministrato e vuole continuare a farlo ha fallito, ma avere una proposta alternativa seria, credibile e unitaria. A prescindere da chi sarà il candidato sindaco della coalizione. Per questo – dopo confronti con amici, conoscenti, persone che vivono altrove e che abbiamo sentito grazie a Skype, gente che con la politica locale non ha mai avuto niente a che fare e ha deciso di essere nel movimento civico #unaltracittà – abbiamo ritenuto di divulgare gli spunti per un programma. Sono quelli sui quali ci sarà il confronto. Altri campi non ci appartengono.

#unaltraprospettiva

Realizzare, non costruire perché di costruito c’è fin troppo. Stop al consumo di suolo e attività mirata alla riqualificazione ambientale come punto principale del programma amministrativo.

1) Revoca della variante “Puccini”

2) Revoca del piano del centro urbano.

3) Incentivi per il ripopolamento del centro legati a sgravi (fiscalità locale) per chi sceglie di risiedere; premi (eventuale cubatura, ovviamente limitata) per chi riqualifica, realizza ascensori e posti auto; premi (fiscalità locale) per chi realizza iniziative tipo B&B e albergo “diffuso”

3) Interventi legati alla legge di rigenerazione urbana

4) Studio di eventuale moratoria dell’applicazione del piano regolatore generale, da verificare perché esistono diritti acquisiti.

#unaltraprogettualità

Il Comune non può essere inteso come ufficio di collocamento per amici degli amici o portatori di voti, bensì come “motore” di iniziative che abbiano ricadute nel breve, medio e lungo periodo.

1) Porto: trattare con la Regione Lazio affinché sia parte attiva del progetto, liquidando se necessario il socio privato della Capo d’Anzio. Coinvolgere ove necessario l’Autorita di bacino che ha mezzi anche finanziari per la realizzazione dell’opera che veda come prioritaria la riqualificazione del bacino interno. Il mega progetto può attendere

2) Investire risorse sui punti di forza della città: mare, mare, mare…. da Nerone allo sbarco, dall’enogastronomia al turismo balneare, con eventi di respiro nazionale e internazionale.

Stop ai fondi a pioggia per manifestazioni di basso profilo, coinvolgimento di altre realtà – soprattutto riguardo allo sbarco – per un grande progetto europeo.

3) Immaginare l’ingresso in una Fondazione già esistente e di spessore per realizzare eventi in sinergia, verificando la possibilità di inserire il Paradiso sul Mare nel patrimonio della stessa Fondazione, in cambio della ristrutturazione dell’immobile e dell’uso garantito alla città.

#unaltramacchinamministrativa

Dove dipendenti, funzionari e dirigenti non abbiano il fiato sul collo della politica e i ruoli siano rispettati. Gli obiettivi da raggiungere ambiziosi e certi, la premialità sia legata ai risultati raggiunti.

1) Un sistema informatico unico, funzionale, che risolve i problemi dei cittadini.

2) Un ufficio relazioni con il pubblico aperto dalle 9 alle 18 come unico accesso per l’utenza, in grado di prendere in carico e risolvere le esigenze dalla carta d’identità alla pratica edilizia

3) Un ente in grado di fornire servizi senza passare per richieste di favori. Serviranno dirigenti, funzionari e dipendenti lineari, non “allineati” come pretenderebbe qualcuno

4) Un ente che prende “in carico” i cittadini bisognosi, li segue e li assiste senza distribuzione di fondi a pioggia ma con progetti di inserimento d’intesa con le realtà del terzo settore e utilizzando ogni possibile sistema di incentivo in cambio di servizi per la collettività

5) Un ente che grazie a un ufficio studi e programmazione conosce i dati, li analizza, interviene sulla base di questi, partecipa a bandi regionali, nazionali ed europei.

#unaltrapulizia

Riduzione della bolletta dei rifiuti, oggi tra le più alte in Italia, attraverso un sistema di raccolta differenziata efficiente e redditizia

1) Blocco della realizzazione di ulteriori impianti sul territorio

2) Verifica della riduzione della capacità di lavorazione dell’impianto autorizzato grazie alla volontà delle amministrazioni uscenti

3) Sgravi reali per chi differenzia, attraverso un sistema di “pesatura” del rifiuto, sistema già in atto in numerose città

4) Totale passaggio al solare e solare/termico degli edifici pubblici; sostegno del Comune – anche attraverso una centrale acquisti – ai cittadini che intendono passare all’energia solare e solare/termica

5) Adesione ai principi del manifesto “Territorio zero” e sua graduale applicazione nel tempo

#unaltratrasparenza

Perché la legalità – a partire dalle cose quotidiane – sia presidio universale.

1) Censimento del patrimonio pubblico, verifica della legittimità dell’occupazione/uso, piano di rientro per i morosi, schede on line sul sito del Comune; certezza attraverso bandi nell’assegnazione e utilizzo degli spazi.

2) Censimento della situazione delle scuole, verifica delle esigenze, programma di interventi a breve, medio e lungo periodo, schede on line sul sito del Comune

3) Disponibilità di spazi pubblici per la cittadinanza, a prezzo calmierato, per lo svolgimento di riunioni e/o incontri

4) Streaming delle sedute di consiglio comunale e commissioni consiliari, di qualità e senza interruzioni pubblicitarie

5) Partecipazione dei cittadini alla vita del Comune anche attraverso opportune modifiche allo Statuto

#unaltramobilità

Immaginare per il trasporto su gomma un sistema che si leghi al “nodo” della nuova autostrada Roma-Latina e allo svincolo Cisterna-Valmontone. Incentivare il trasporto su rotaia e tutto ciò che riguarda la mobilità sostenibile

1) Intesa con Regione Lazio e Trenitalia per la verifica di passaggi “express” per alcuni dei treni da e per Roma, con eliminazione di fermate intermedie (dopo quella di Anzio, solo Lavinio o Padiglione)

2) Parcheggi di scambio ovunque è possibile e incentivo all’uso di navette

3) Estensione dei progetti pedibus in tutti gli istituti scolastici

4) Nodi di scambio treno-bici con percorsi ciclabili che dalle stazioni conducono verso il mare o i parchi.

5) Immaginare – nel lungo periodo – a Padiglione un unico nodo di scambio ferroviario Anzio-Nettuno, con parcheggio multipiano, e riutilizzo della linea ferroviaria con mezzi più “leggeri” o in alternativa la riqualificazione della stessa sul modello della High Way di New York o della pista San Candido-Lienz, con la creazione di un parco urbano ciclabile e “snodi” verso i parchi e il mare

#unaltrasanità

Fatta di servizi sul territorio, presa in carico delle persone con fragilità, meno accessi impropri in ospedale e più prevenzione. Il Comune partecipa alla conferenza dei sindaci, in quella sede dovrà chiedere e ottenere

1) Garanzia dell’assistenza di qualità in fase di emergenza/urgenza

2) Servizi di prossimità per il cittadino affetto da patologie gravi e da patologie croniche

3) Attività di screening e prevenzione che parta dalle scuole elementari per le vicende legate all’alimentazione e arrivi fino alle patologie più serie

4) Realizzazione di servizi per post acuti e lungodegenza e/o Rsa pubblici

#unaltraccoglienza

In una città dove l’immigrazione sia vista come una risorsa e mai come un peso, sviluppando modelli di integrazione.

1) Analisi dei dati e verifiche delle esigenze sul territorio, interventi mirati ove necessario

2) Modelli di integrazione sulla falsariga di ciò che avviene già nelle scuole del territorio

3) Adesione allo “Sprar” per la gestione di eventuali richiedenti asilo

Candidato sindaco, ma non “per forza”. Alleiamoci

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Ho incontrato nel pomeriggio all’enoteca Del Gatto i colleghi giornalisti del territorio, rompendo gli indugi e indicando la mia candidatura a sindaco. Ho preso un po’ tutti di sorpresa, a cominciare da chi (e me ne scuso) aveva condiviso con me parte di questo percorso. L’ho fatto perché mentre noi – giustamente – diciamo che vengono prima i programmi, quello che vogliamo fare, poi eventualmente i candidati, altrove si “corre“. Gli avversari politici – forti anche del potere che gestiscono e attraverso il quale spesso comunicano – sono in campo da tempo e così mi è sembrato opportuno mettere un punto fermo.

Questo non vuol dire, come ho spiegato in altre occasioni, che se non sono il candidato salta tutto, anzi. Non devo esserlo “per forza“, però è ora di pensare a chi rappresenterà un cartello necessariamente alternativo a chi ci governa da un ventennio. Se il mio nome, spesso circolato a sproposito e a volte vilipeso da chi rappresenta le Istituzioni locali, serve a unire, eccolo. Se c’è un nome che mette insieme più del mio, ben venga.

Avrà a disposizione il sostegno, per quel poco che vale, del sottoscritto.

L’obiettivo? Arrivare al ballottaggio e vincerlo. Dimostrare che in questa città che ha votato e dato fiducia a un centro-destra che non la rappresenta più come prima e che sta facendo conti spietati al suo interno, c’è qualcosa di diverso e credibile. Che la Politica, sì la maiuscola è voluta, può ancora dire la sua. Nei confronti di chi l’ha intesa – nonostante i plebisciti di questi anni – con la p minuscola e di chi, invece, ha fatto dell’anti politica etero guidata da una srl il suo cavallo di battaglia. Posizioni rispettabilissime, sia chiaro, ma che non condivido.

Ho fatto una conferenza stampa senza claque – al contrario di chi è solito persino annunciarle in pompa magna – ma solo con i giornalisti, in uno dei luoghi di eccellenza di questa nostra amata Anzio. Ce ne sono altri, per fortuna, come sono certo che esistono persone di buona volontà che vanno al di là dell’appartenenza politica ma hanno fatto del loro impegno civico – più o meno visibile – una bandiera.

Alle ultime amministrative i candidati Bernardone, Pollastrini e Garzia hanno preso, insieme, i voti necessari per andare al ballottaggio. Perché non si fece un’alleanza è cosa per gli appassionati di dietrologie, qui si deve guardare avanti. Non fare oggi un’alleanza tra chi c’era allora e chi – invece – si è francamente scocciato di questo centro-destra, sarebbe un suicidio che non possiamo permetterci. Soprattutto non possiamo chiudere la porta in faccia a chi – non avendo governato – proviene da un’area moderata che risulta ancora essere la maggioranza ad Anzio.

Questo è lo spirito, alleiamoci e proviamoci. Sarò io il candidato? Eccomi. Toccherà ad altri? Eccomi. A patto che non ci sia chi ha governato finora e chi – vecchio e nuovo – ha sostenuto questa maggioranza, magari dopo averne dette di tutti i colori.

Di certo non  sarò candidato di “bandiera“, senza fare troppi giri non lo sarò da solo con una civica tanto per fare presenza, né esclusivamente per il Pd, come espressione di un partito che ho sempre criticato (molti lo sottolineano, è vero) ma che dal ’98 non ha responsabilità di governo in città. Al quale va riconosciuto, comunque, di avere messo in campo un rinnovamento – che sono certo non è solo anagrafico – con la scelta di Gabriele Federici segretario.

Un Comune non si occupa di ius soli, di fine vita, di testamento biologico. Sul fatto che un Comune deve tappare le buche e raccogliere i rifiuti, tenere le scuole aperte e offrire servizi efficienti siamo tutti d’accordo, è sul come che si fanno le differenze. E’ su queste che dovremo confrontarci ed essere più credibili di chi c’è stato finora. E’ sul modello di sviluppo alternativo a quello che ci ha portato varianti, cemento e furberie anziché mare cultura e natura che dovremo convincere i cittadini che è possibile #unaltracittà

Uno sviluppo – e basterebbe solo il mare, davvero – che ci porti ad Anzio del 2058, quando tanti di noi non ci saranno più, ma magari si sarà affermato un modello per il quale le scelte Politiche (una città lanciata a livello internazionale, per esempio) hanno creato sviluppo e non fatto del Comune un anomalo ufficio di collocamento.

Poi decideranno i cittadini, sempre sovrani. Ma abbiamo il dovere di provarci

 

 

A proposito di candidato sindaco. E scusate il ritardo

altra

Siamo ormai in una fase nella quale, come per il termine “presidente“, se andiamo in piazza e diciamo “sindaco” più di qualcuno si gira, sentendosi ormai investito come tale o almeno come candidato. Scusate il ritardo, aggiorno solo oggi questo spazio perché impegni di lavoro e studio, oltre che personali, mi hanno tenuto lontano. Lo faccio con una riflessione su quello che dovremmo provare a condividere prima di individuare il “sindaco“. E’ noto ai più che il mio nome circola, ripeto da tempo che sarei lusingato ma anche che non è questo il punto. Perché, prima, ce ne sono diversi.

Cosa vorremmo fare: dare un’amministrazione diversa a questa città, mettere in campo una proposta alternativa al modello di varianti, cemento e furberie che il centro-destra fintamente diviso (lo dimostrano gli ultimi accordi, De Angelis quattro anni fa aveva illuso molti…) ha messo in campo nel ventennio che parte dalla fine del 1998. Immaginare un modello di gestione alternativo a quello degli “amici degli amici“, che parta dalla legalità delle cose quotidiane. Mettere in campo un’idea di sviluppo che guardi alla sostenibilità e non al mattone, alla qualità degli eventi e non ai soldi a pioggia, al rilancio del nome della città, ai servizi moderni per i residenti e non, al coinvolgimento – serio – degli operatori, non solo locali, in un progetto che abbia la visione di Anzio del 2038 e del 2058 e non sia semplicemente quello di vincere le elezioni. Serve un programma, condiviso, su quanto si vuole realizzare a breve, medio e lungo termine e su quale visione della Anzio da qui a 40 anni abbiamo.

Con chi: sappiamo che non abbiamo alcuna intenzione di stare con quanti hanno condiviso il governo cittadino. Ma anche con chi – benché senza rilievi penali o con profili ancora da definire – è finito in situazioni che sono politicamente inaccettabili, al di là di quello che avviene nelle Procure e nei Tribunali. Nulla di personale – questo è chiaro –  ma la situazione nella quale ci hanno portato non è condivisibile. Da soli, però, non si va da nessuna parte. Se ne sono accorti anche esponenti del Pd che quattro anni fa – con ruoli diversi – forse non fecero gli sforzi necessari a chiudere un quadro che avrebbe scritto una storia diversa. Passato a parte, è evidente che si debba cercare di mettere insieme chi quattro anni fa era dalla parte di Ivano Bernardone, chi da quella di Valerio Pollastrini e chi da quella di Giovanni Garzia. Sapendo che non basta, per questo occorre guardare a realtà civiche e a chi – pur provenendo dal centro-destra e senza aver governato – si è rotto le scatole della staffetta Bruschini-De Angelis, Bruschini-De Angelis, ma soprattutto non ne condivide più i metodi. E non pensa affatto, come chi scrive e tanti altri, che la panacea possa essere quella di un movimento come il 5stelle che si affida ai “guru” e quando ha un eletto – com’è stato ad Anzio – non fa nemmeno opposizione

Perché: un’alleanza vasta, aperta a realtà civiche, basata sulle cose sulle quali la vediamo alla stessa maniera (e sono molte di più di quanto si possa immaginare) a prescindere dalla storia e dalla cultura personale, dall’appartenenza politica che pure molti hanno, di militanza in alcuni casi. C’è una città da provare a salvare, un centro-destra compatto che proverà a vincere al primo turno promettendo ancora la luna, si può provare a contrastarlo solo unendosi. Ripeto quello che ho detto in diversi incontri: dobbiamo tenere la città pulita, riparare le buche, tenere aperte le scuole in sicurezza, immaginare un modello di sviluppo alternativo. Ius soli, fine vita e altre questioni che potrebbero dividerci attengono a vicende nazionali, lasciamole ad altri.

Quando: Su cosa siamo d’accordo? Cominciamo da lì. Alle elezioni mancano 8-9 mesi, ci saranno prima politiche e regionali, ma i tempi per metterci intorno a un tavolo e vedere cosa ci unisce, quale modello di futuro condividiamo, sono maturi. Un tavolo programmatico, scevro da personalismi e da pregiudizi. Sappiamo chi non vogliamo, è evidente, dobbiamo fare in modo che intorno ci siano gli altri. Se e come andrà a finire, dipende da noi.

Come: ai cittadini andrà detta la verità, si dovrà spiegare che la situazione dell’ente è molto difficile (era De Angelis che quattro anni fa parlava di dissesto finanziario, la situazione non è che sia migliorata) e che un’alleanza e un sindaco non hanno la bacchetta magica ma possono proporre un modello diverso. Come si diceva nel breve, medio e lungo periodo. Servirà rovesciare il paradigma del “volemose bene” che ha fatto la fortuna – politica, si intende – di chi ci amministra. Si potrà fare solo rinunciando agli interessi particolari in favore di quelli generali. E’ una rivoluzione culturale che riguarda i cittadini, quelli che spesso preferiscono il favore al diritto. Nella certezza delle regole, per tutti, e nel loro rispetto, c’è la base per #unaltracittà

Chi scrive: ho detto e ripeto, fare il sindaco piacerebbe a tutti, ma candidarsi tanto per dire “io ci ho provato” o “io c’ero” ha poco senso. Farlo per una “testimonianza“, pure. Diverso è il discorso di costruire, prima, un programma e un’alleanza per come ho provato a delinearle sopra. La mia disponibilità è nota, soprattutto a fare non uno ma dieci passi indietro qualora si trovi una figura che mette d’accordo tutti e unisce una coalizione che deve puntare al ballottaggio per poi vincerlo. Tutto mi interessa, oggi, fuorché una poltrona. #iosonopronto e se servo a unire, bene, se non spetterà ad altri. Le cose da fare, per fortuna, non mi mancano.

Però non mi arrendo all’idea che si debba vedere questa città continuare nella sua agonia e che a darci le ricette per il futuro siano quelli che ci hanno ridotto nelle condizioni in cui siamo.

Campagna elettorale, cartelli “sanati” e multe. Proviamo a capire

 

 

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Nel clima di ritrovata unità del centro-destra di Anzio e di corsa a dimenticare quanto accaduto nel 2013, c’è una questione che torna di assoluta attualità. Alla vigilia di quella campagna elettorale, infatti,  la delibera di giunta numero 32 dell’11 aprile 2013  ha “sanato” 80 cartelli e 10 impianti pubblicitari sui quali – fra l’altro – “si affiggeva propaganda illegittima“. Lo sosteneva, a ragione, in una interrogazione durante uno dei primi consigli comunali – finita nel dimenticatoio – Ivano Bernardone del Pd. Era stato candidato sindaco e ricordava che “ciò avveniva nel mezzo del periodo elettorale e senza alcuna gara per l’affidamento degli spazi“. Si era risentito, almeno a mezzo stampa, anche Candido De Angelis che oggi è il successore “incaricato” di Luciano Bruschini.

Il punto non è questo, né l’esposto (finito come altri nel nulla, a Velletri va spesso così)  che lo stesso Pd fece sulla vicenda. No, si tratta di sapere un paio di cose che sono molto più attuali.

La prima: che fine hanno fatto  i 206.000 euro, frutto di 352 verbali, comminati dalla Polizia locale a chi non aveva rispettato le norme sulla pubblicità elettorale. Da settembre 2013, data di quella interrogazione, a oggi, quanti soldi sono stati incassati dal Comune?

La seconda, ancora più recente: vero che un contenzioso con la ditta che ha avuto la “sanatoria” sta creando più di qualche disagio in Comune? Si parla di un decreto ingiuntivo per un non meglio specificato debito contratto (da chi e perché?) per pubblicizzare sempre nel 2013 – si veda la foto – la conquista della quarta  “Bandiera blu” consecutiva.

L’azienda vuole i soldi, qualcuno in Comune avrebbe “osato” opporsi, non essendoci il titolo di impegno originale. Questo quanto si sente negli ambienti, ma ovviamente siamo qui per avere chiarimenti e se del caso essere smentiti. Magari, però, fateci prima sapere che fine hanno fatto quelle sanzioni va…

Per approfondire, ecco l’atto di Bernardone interrogazionesanzionicampagnaelettorale

De Angelis, la riunificazione, la replica

Candido De Angelis replica a quanto affermato ieri in questo spazio. Dandomi, anche lui, come aspirante sindaco. Non ribatto, a questo né ad altre affermazioni pure pesanti.  Solo dovute precisazioni e  De Angelis  (ma chiunque ha la bontà di seguire questo spazio) sa bene di cosa parlo: mi baso sui fatti, non sono solito raccontare menzogne, né gettare fango.
candidocampagna2013
Caro Gianni,
leggendo i tuoi scritti mi chiedo sei stai parlando da giornalista oppure da potenziale candidato Sindaco? La critica costruttiva è sempre ben accetta ma la menzogna no. Conoscendoci da tanti anni, tu meglio di altri, sai benissimo il rapporto di stima e di affetto che mi lega, da sempre, a Luciano Bruschini con il quale, in passato, ci possono essere state fisiologiche divergenze di natura politica ma nessuno è mai dovuto intervenire per separarci. Questa è una menzogna e tu lo sai benissimo, visto che eri presente all’episodio a cui ti riferisci.
Negli anni 2000 c’era un’altra Città, che ti piaceva molto, fatta di nuove scuole, cultura, musei, mostre, attenzione per il sociale, opere pubbliche… c’era un disegno ed un modello di Città che ha ricevuto il consenso, libero, dei cittadini. Ridurre un modello di amministrazione ad una forma di clientelismo di piccolo cabotaggio, come tu stai facendo, è riduttivo ed offensivo.
Le tue fantasiose esternazioni sulla Giunta futura non sono cronaca giornalistica ma, purtroppo, astio politico. Stiamo lavorando, con forte determinazione, al percorso di riunificazione e ricostruzione del centrodestra, consapevoli che la strada intrapresa sia quella più giusta per dare risposte ai cittadini. Alla carica di Sindaco non ci si autocandida ma si viene scelti da gruppi di persone, da partiti politici, da associazioni e dagli stessi cittadini che ti riconoscono, come profilo ideale, per rappresentarli.   
Forse, finalmente, sarebbe opportuno finirla di gettare fango sulle persone con le quali hai avuto l’opportunità di crescere umanamente e professionalmente.     
Ti rivolgo i miei più cari auguri per il tuo percorso all’interno del partito democratico auspicando, qualora non riuscirai a raggiungere il tuo obiettivo, una tua candidatura al Consiglio Comunale visto che, in un’altra Città, ci sarà sicuramente bisogno anche del tuo illuminato contributo.   
Siamo amici da sempre, spero che il tuo ingresso in politica non turbi i nostri rapporti.
Candido De Angelis

La politica “sangue e…” , la nuova (!?) giunta De Angelis

Bruschini-DeAngelis

Chi “fa” politica ricorda che questa è sì l’arte della mediazione, ma prevede anche – cito testualmente – di avere a che fare con “sangue e…“. Lo ricorda anche il candidato sindaco “incaricato” da Luciano Bruschini, il suo predecessore ed ex avversario Candido De Angelis. Chi non “fa” politica, o semplicemente non intende adeguarsi a certi metodi, immagina – per restare in metafora – che può anche essere “linfa vitale e cioccolata“. Se mai esisterà #unaltracittà evidentemente non sarebbe disposta ad adeguarsi agli standard di chi “fa” politica oggi. Cioè a mantenere in piedi un sistema che funziona secondo il principio dell’omeostasi. Vale a dire l’equilibrio di una composizione chimica. C’è un problema? Viene “compensato“. Questo per prenderla alla lontana, perché il ritorno di De Angelis oltre ad avere possibilità di riuscita (“aho, servono i voti” ripetono da quelle parti, non curanti di come molti vengono presi), comporta che questo sistema per stare in equilibrio debba prevedere per l’ex sindaco ed ex senatore di avere a che fare e sopportare tanto “sangue” e non solo. Liberissimo, per carità, se se la sente lui….

Basterebbe ricordare il 2013, quando voleva mandare l’alleanza di Luciano Bruschini e chi “per mestiere fa l’assessore” a “lavorare“. Il sindaco uscente ha detto che è a disposizione, non si ripresenterà ma se lo facesse sarebbe il candidato naturale a presiedere il consiglio comunale. Borrelli, dopo venti anni di onorata carriera su quello scranno e i venti precedenti trascorsi in politica ad Anzio, sembra destinato a una dignitosa pensione. La giunta? Importante è vincere, mantenere in piedi l’omeostasi, evitare che qualcuno (“Grillini” in testa, ma basta una persona di buona volontà) rompa un sistema che rigenera se stesso da una vita e contro il quale De Angelis ha detto che voleva combattere, nel 2013. Anzi, prima ancora, nel ’90 quando tirava calci all’interno della Dc, poi quando entrò in An sgomitando, quindi nel momento in cui seguì Fini in Fratelli d’Italia e come spesso ricorda Bruschini anziché fare il “pompiere” in maggioranza ad Anzio – ruolo che l’attuale sindaco aveva avuto da capogruppo nei due mandati di De Angelis – faceva l’incendiario.

Rinnovamento, tutti a casa, ricordate il 2013? Ma quando mai…. Se ne dissero (e per carità di patria non tutte le riportammo) di tutti i colori,  all’esterno della redazione del Granchio dovemmo dividerli per evitare che arrivassero alle mani, nel dibattito pubblico al “Serpa hotel” si dovette chiedere l’intervento delle forze dell’ordine…. Tutto dimenticato, tutto a posto.

Proviamo a immaginare la giunta De Angelis che verrà, qualora i cittadini decidessero di confermare la fiducia a un centro-destra che escluso il primo mandato dello stesso “incaricato” di oggi poco ha brillato. Altri tempi, certo, situazione assolutamente diversa, ma se arrivasse l’elezione? Bruschini, dicevamo, presidente del consiglio comunale, un ruolo che a un grande mediatore come lui si addice benissimo. Zucchini non dovrebbe ripresentarsi, ma ci sono un paio di dirigenti ai quali sembra tenere molto e con i concorsi da bandire… Con uno, del resto, De Angelis si è interfacciato spesso per il bilancio (che fino a qualche mese fa aveva bollato sempre come falso) e se non per concorso, potrebbe pensare a un altro incarico ex 110, stavolta inserendo nel bando anche la laurea in Giurisprudenza.

Resterebbe il genero di Zucchini, Sebastiano Attoni, che in caso di conferma dal punto di vista dei voti un posto in giunta per celebrare il ventennale lo pretenderebbe di diritto. E Alessandroni? Sui voti all’assessore ci sono pochi dubbi, quindi andrebbe confermato perché altrimenti deve tornare al lavoro. De Angelis, inoltre, dovrebbe “accollarsi” anche la situazione del campo di Falasche che attualmente la società occupa senza aver restituito al Comune i soldi che lo stesso ex sindaco, in passato, contestava. Ma sì, una strada si trova… Tra Roberta Cafà che pure un pensiero a candidarsi sindaco l’aveva fatto e Laura Nolfi, dipenderà dai consensi presi. Stesso discorso per Giorgio Bianchi che se resta con la lista “Enea” deve fare i conti con il neo pupillo di Patrizio Placidi, Donatello Campa. Già, Placidi ha detto che forse nemmeno si ripresenta ma di ritirarsi dalla politica di casa nostra non ci pensa proprio. Fermi, perché questi sono gli assessori dell’attuale maggioranza, nella quale un pensierino nel 2018 a ricoprire un incarico in giunta potrebbero farlo – sempre in base ai consensi – Giusy Piccolo (sponsorizzata da Renato Amabile che non si ripresenterà), Velia Fontana e Davide Gatti. Poi ci sono quelli della neo maggioranza, anche loro “contro” nel 2013 ma pronti a dimenticare e sostenere Candido che è – oggettivamente – l’unico in grado di metterli d’accordo tutti. Si conteranno i voti, ovvio, ma non sarà facile per l’ex senatore tenere in piedi la baracca. Chi non dovesse farcela, potrà sempre contare sulla “Capo d’Anzio” – ammesso resti in vita – e su qualche altro incarico, magari su cooperative o associazioni vicine, spazi pubblici da gestire. Sarebbe più attento su qualche indagine, ne siamo certi, ma poi una strada si trova, via…

Non solo, pur di vincere e tornare a fare il sindaco De Angelis strizza l’occhio anche a pezzi ex Pd o degli stessi democratici, compresi quelli che lo avrebbero fatto perdere per i famosi “300 voti” quattro anni fa e compreso chi era da Boccuccia a festeggiare con Bruschini. Sì, lo stesso che lo ha fatto condannare dalla Corte dei Conti a risarcire il Comune. Com’è la politica? “Sangue e…” .

Un progetto diverso e senza “dinosauri”, per Anzio

Faccio mio l’intervento che Valerio Pollastrini ha postato su facebook:

valeriopollastrini

A proposito della politica…
Tante volte ho ascoltato quelli “bravi”, i professionisti della politica locale distinguere tra azione politica e azione personale. Come se le due cose potessero scindersi…come a dire che qualunque porcata perpetrata in nome della politica lasciasse intatta l’immagine della persona. Ebbene, io che politico non sono, io che spero che alle prossime elezioni vi siano persone in grado di scalzare una schiera di dinosauri capaci di tenere un paese intero sotto la cappa dei propri interessi, invito costoro a buttarla proprio sul personale. Non cadiamo nel tranello di spersonalizzare l’operato del politico…perché è quel politico che sta mandando a puttane il futuro di generazioni intere di ragazzi.
Basta ossequi, nessun onore delle armi per lo zio anziano, nessuna remora per il cugino o per quello che in fondo è simpatico. Basta: chi fotte il futuro dei nostri ragazzi va trattato da feccia. Ripeto: LA QUESTIONE È PERSONALE!” 

E riporto il mio pensiero, rivolto a lui e a quanti seguono questo spazio di informazione  e proposta: “Caro Valerio  hai perfettamente ragione. Io sono convinto che con te e altri – al di là delle rispettive idee di provenienza – su alcuni punti concreti si possa e si debba ragionare. Abbiamo iniziato a farlo con Chiara Di Fede. Oggi – a proposito di personale – il sindaco Luciano Bruschini ha nuovamente “investito” chi lo aveva preceduto, Candido De Angelis, ed era stato poi suo avversario nel 2013. Loro, chi finge di opporsi, chi si gira dall’altra parte, chi ha contribuito a tutto questo sono l’avversario da battere. E a proposito di personale, al contrario di chi si affanna a indicare sindaci, occorre partire da quello che ci unisce, per il nome c’è tempo. Prima un progetto serio, credibile, condiviso“.

L’idea di #unaltracittà parte da qui, ora avanti a cercare quello su cui siamo d’accordo. Per Anzio. Se riusciremo, bene, altrimenti pazienza. Ma basta “dinosauri“, grazie.