Porto, concessione addio. Capo d'Anzio al bivio e… Malasuerte

Presi dai #brand e dai #soldout, capaci a comunicare quello che fanno, dai lavori pubblici ai partiti “espropriati” ma dei quali non sappiamo ancora se hanno pagato gli arretrati, fino al Natale (bello l’allestimento, davvero) c’è una cosa che non ci hanno fatto sapere. O che deve essere sfuggita a chi scrive, nel qual caso sarebbe grave. La Regione Lazio, il 21 ottobre scorso, ha avviato la procedura di decadenza della concessione per la realizzazione e gestione del nuovo porto di Anzio. La società Capo d’Anzio, titolare della concessione e in maggioranza del Comune ovvero dei cittadini, ha risposto un mese dopo ma non conosciamo il contenuto della missiva. Dopo otto anni dalla concessione, però, sappiamo perfettamente che i lavori non è che non sono finiti, non sono mai iniziati. E non è servito invertire il crono programma, né bandire due gare, andate deserte. Così la Regione ha deciso di dire basta e staccare la spina a un malato terminale.

Vale a dire alla Capo d’Anzio, un tempo “start up” e una il colosso che avrebbe garantito sviluppo e lavoro, dove fra giocare a “nascondino” (vedi assemblee deserte), provare a trattare fra Comune e Marconi, il socio privato che il Tribunale ha messo alla porta ma che ancora ci ritroviamo, e il capitale sociale ormai sparito, tornerà a riunirsi giovedì. Almeno, l’assemblea dei soci è convocata, si vedrà se sarà tenuta o meno. La convocazione arriva dal plenipotenziario amministratore delegato, l’avvocato Antonio Bufalari, dato che il presidente (che nomina il Comune) è dimissionario da un anno e non è mai stato sostituito. Il generale Ugo Marchetti, che sognava Montecarlo e si era fatto dare anche un ufficio a Villa Sarsina, messo lì da De Angelis in accordo con Bruschini, quando ha capito la mala parata ha detto arrivederci e grazie. Lo stesso ha fatto un revisore dei conti, anch’egli mai sostituito.

E si capisce il perché, molto facilmente: la società non ha un euro, alla perdita del 2018 che è di oltre 82.000 euro e che ha eroso il capitale sociale (ma il bilancio va ancora approvato, pensate…) se ne aggiunge un’altra di 9.000 (poco, vero, ma la tendenza è chiarissima) al 30 settembre scorso, ha debiti per più di 3 milioni, un pignoramento presso terzi dall’Agenzia delle entrate, e ora deve decidere cosa fare.

Dicevamo dei revisori, i quali indicano chiaramente la strada: ricostituire il capitale sociale, attraverso un versamento dei soci che il Comune difficilmente può onorare dati i vincoli che gravano sul bilancio di un ente. Altrimenti una “riqualificazione” degli importi prestati alla società (il Comune ha pagato la fidejussione di 517.000 euro per intero, ad esempio, Marconi vanta un credito di 21.000 euro) che diventerebbero un finanziamento in “conto futuro aumento di capitale” . Altra ipotesi, la trasformazione da società per azioni in società a responsabilità limitata. Infine, la liquidazione.

Diciamocelo senza infingimenti: le prime tre strade, benché percorribili, somigliano alla “ingegneria finanziaria” tanto cara a Marconi. Così ha inventato “Italia Navigando”, così se ne è presa un pezzo e una decina di porti, Anzio compreso. L’ultima sarebbe la più onesta intellettualmente, ma immaginiamo che si farà di tutto per non percorrerla. Nonostante i revisori dicano chiaramente che in caso di ricapitalizzazione occorre: a) accertarsi che la Regione non prosegua nella decadenza della concessione, altrimenti non ci sarebbe ragione di essere per la Capo d’Anzio; b) dotare la società di risorse per affrontare con tranquillità il prosieguo del progetto. Ora, i revisori non vengono da Marte e conoscono la Capo d’Anzio da un decennio almeno, immaginiamo che abbiano sorriso mettendo nero su bianco il discorso delle risorse che non ci sono mai state.

Potevano esserci, però. E qui torna utile Malasuerte, la mia “fissazione” secondo il primo cittadino. Ebbene, nel tentativo di salvare il salvabile il buon amministratore stima che dai parcheggi si potrebbero incassare – udite udite – 200.000 euro. Sì, avete letto bene. Chiudiamo il bilancio con una perdita di 80.000 al 2018 però abbiamo “regalato” per un anno gli spazi alle società che fanno i trasporti per Ponza, poi li abbiamo concessi allo stesso prezzo che pagano i cittadini. Quando si poteva incassare molto di più. Serve ricordare che lo spazio è stato concesso per un presunto interesse pubblico?

In pratica scopriamo – fatte le debite proporzioni – che Aeroporti di Roma pensa al traffico aereo a Fiumicino e Ciampino ma i parcheggi (che costano un occhio della testa, da quelle parti) li dà a terzi prima gratis e poi in cambio di un’inezia.

Di più, la Capo d’Anzio su quelli che gli restano a piazzale Marinai d’Italia non è capace di riscuotere e tanto meno di controllare. Figuriamoci di fare il porto. Con quei soldi non si sarebbe chiuso in perdita il bilancio. Basta questo per dire che è ora di togliere il disturbo. Concessione alla Regione, lavori all’Autorità portuale del Lazio e debiti della Capo d’Anzio (purtroppo) a carico della collettività, mentre chi ci governa brilla nei selfie.

Anche se c’è sempre la Corte dei Conti….

Complimenti sindaco, però pensa a governare. Grazie

Comincio con i complimenti. Si dice che ognuno si mostri per quello che è, quindi è giusto riconoscere al sindaco di Anzio e alla sua amministrazione la validità delle iniziative legate alla destagionalizzazione turistica attraverso il pescato locale. Vedete, ci sono vicende che vanno oltre le affermazioni gratuite che un sindaco fa,  approfittando di un moderno mezzo mediatico 3.0, salvo criticare questo sul quale mi esprimo. E le iniziative positive per la città vengono prima di certe parole, ripeto gratuite, pronunciate da Candido de Angelis sul mio conto durante la puntata di “Ocricolum” di Agostino Gaeta. Che il “Deco” ottenuto per la minestra di pesce facesse parte del programma di #unaltracittà, così come la revoca di “Puccini” che ha effettuato, lo ricordo ma interessa poco. Sono positive per Anzio e non cerco primogeniture, né mi attendo onestà intellettuale. Perché è noto che avessi l’ardire di essere io al posto di De Angelis, poco più di un anno e mezzo fa. I cittadini hanno scelto diversamente e li rispetto, io ho spiegato che se avessi fatto il sindaco avrei cambiato mestiere, ma che il ruolo di consigliere non era opportuno con il lavoro che svolgo. L’ho detto e l’ho fatto, ma stranamente continuo a essere nei pensieri del primo cittadino. Sarà la “continuità” che rivendica con Bruschini, salvo scrivere nel programma che lui avrebbe rappresentato la “discontinuità”.

Però mi chiedo: fossi stato eletto, mi sarei preoccupato di De Angelis o dei 55.000 e passa residenti ad Anzio? No perché si rasenta la patologia – lo dico in senso amichevole – quando con una maggioranza che si allarga sempre di più, un’attività che non trova praticamente ostacoli, i #brand, i #soldout e compagnia ci si continua a preoccupare di me. Addirittura a chiedere – quasi in maniera sprezzante – quanti libri io abbia venduto. Libri, per chi vuole approfondire qui c’è una sintesi, che riguardano uno scandalo nazionale che forse nei cinque anni da senatore dovrebbe avere sfiorato in qualche modo il nostro sindaco.

Ma non voglio scegliere al suo livello, diciamo che se lo fossi diventato io, sindaco, anziché replicare a eventuali sue critiche sulla visione della città o su fatti concreti, non sarei andato da Gaeta a chiedere quanto pesce vende l’azienda di De Angelis. O a preoccuparmi di altre vicende personali. No, avrei parlato di città e di cosa farne.

Però capisco, il personaggio è così e non da oggi. Questa città ha la memoria corta, nel ’90 da giovane virgulto Dc il buon De Angelis si unì come “dissidente” a Marco Garzia e Umberto Succi, divenne pure assessore per qualche mese ma poi lasciò. L’impeto di chi o governa o sfascia l’ha sempre avuto. E ha goduto, nel precedente decennio da sindaco, di una situazione di tranquillità senza eguali, perché i democristiani che avversava (Tuscano, Borrelli….) e i socialisti dell’epoca (Bruschini su tutti) non solo erano suoi alleati, ma gli avevano dato carta bianca. Erano troppi due commissariamenti di fila, per Anzio. Ma servivano avversari, il personaggio è così: giù ai “basisti”, a cominciare da Pasetto. Il quale, con il suo entourage, a dire il vero se l’era cercata sulla vicenda porto.Poi è andato in Senato, è nata Fli (e ha ottenuto una sede in via Aldobrandini in due giorni….) e ha iniziato a opporsi a Bruschini (“ma dategli un posto nel quale sia eleggibile”, disse Lucianone nel consiglio concluso da De Angelis tra le lacrime) che lui aveva messo lì, poi l’ha sfidato da sindaco perdendo per qualche centinaio di voti, poI ci si è accordato di nuovo. Perché Luciano – piaccia o meno – ricuce ciò che De Angelis (da 29 anni protagonista della vita politica di Anzio) ha fretta di strappare.

Ha vinto e ha tutto il diritto/dovere di governare. Preoccupandosi della città, non di chi oltre a svolgere una professione si diletta a scrivere di questo territorio su un umile blog (è un moderno mezzo di comunicazione, a cosa si riferiscano i contenuti del mio si trova qui) dopo averlo fatto su un glorioso settimanale locale, e fa notare incongruenze, stranezze, vicende nero su bianco.

Perché vedete, io avrò avuto il 10% come candidato sindaco e ne prendo atto, sarò “mister 6%” per la figuraccia del Pd e ci sta, di amministrazione capirò nulla, come sostiene il primo cittadino, ma che la Capo d’Anzio vada sciolta e che il “suo” porto sia un fallimento è nero su bianco su una relazione approvata in Consiglio comunale. Direi cose non vere? Peccato siano suffragate da atti o pubbliche promesse. Ricordate la Biogas? “O ci vengono perché li chiamano o perché sanno che trovano terreno fertile”. Parole pronunciate dal sindaco, allora di lotta e di governo, il quale presto andrà anziché all’Onu come promesso per non fare la centrale, a tagliare il nastro del primo impianto voluto dal centro-destra. E già che siamo in zona, visto che io racconterei fantasie, i cittadini di Sacida aspettano ancora di pagare meno Imu per i terreni mai resi edificabili. Ora che la Cafà è tornata in maggioranza, magari penserà lei a ricordarglielo. E visto che mi piacciono tanto i documenti, uniti alla “legalità delle cose quotidiane”, qual è il problema a rispondere a un mio accesso agli atti sulle affissioni degli spettacoli estivi? No, caro sindaco, non ho in mente solo Malasuerte della quale conosci (e bene) le contiguità con la politica e quello che si legge nella sentenza ovvero le “pressioni esercitate nella vicenda da rappresentanti delle istituzioni comunali”. Sono quelli con i quali ti sei alleato per vincere. Mi piacerebbe sapere perché si consente che i protagonisti di quella vicenda occupino a un prezzo irrisorio spazi della Capo d’Anzio, ma non è arrivata risposta a un accesso agli atti se non “monca”. E ci sono anche Touchdown – rileggi le intercettazioni, ad esempio sulla Biogas…. – Ecocar, le cosiddette “27 proroghe”, il passaggio da Giva a Parco di Veio con botte e minacce. Sai come la penso, penalmente ciascuno ha le sue responsabilità ma è politicamente disdicevole fare certi accordi. O girarsi dall’altra parte.

Ho aspettato qualche giorno a esprimere questo pensiero – e resto convinto che i cittadini meritino altro, non le beghe che tanto piacciono al sindaco – perché non avevo ancora saldato la Tari 2019. L’ho fatto e mi piace ricordare una vicenda di qualche anno fa, quando tirai fuori su questo umile spazio e venni sbeffeggiato in consiglio comunale, senza che De Angelis o altri dicessero una parola, la vicenda dei “morosi”. Non si seppe mai nulla, ma il sindaco sa bene che avevo pienamente ragione. E si guardi intorno, a proposito di possibili incompatibilità, ineleggibilità, soprattutto di inopportunità. E pensi a governare, non a me. Grazie!

Malasuerte, il bar, la camorra. E scusate il silenzio

Tu guarda questi giornalisti campani, danno una notizia e mettono via Roma – ad Anzio – indicando proprio il luogo dove un tempo c’era il bar omonimo. Chiuso in fretta e furia, dopo un arresto eccellente.

A qualcuno piace dire che sono “fissato” con la camorra, con questa vicenda di Malasuerte. Di recente anche una vittima di estorsione in quella storia mi ha detto se ho finito di scrivere. Dispiace, ma no. Perché in Malasuerte – la sentenza è di Cassazione – c’è stata: ““Pressione esercitata dal coinvolgimento nella vicenda di esponenti delle istituzioni comunali”. Esponenti che un anno e qualche mese fa erano tutti nelle liste che hanno eletto la maggioranza che guida Anzio.

Il riepilogo sulla vicenda – per chi ha la bontà di seguire questo spazio – lo trovate qui. La novità è che il bar citato nella vicenda “Malasuerte” ora finisce anche nelle carte di un’indagine sui Casalesi che ha portato a 11 arresti eseguiti dalla Dia di Napoli. Certo, per “Malasuerte” nessun politico o affine è stato indagato, importa poco a chi guida la città che il pubblico ministero – mentre gli avvocati di un boss che oggi riemerge da questa indagine si opponevano – abbia detto che ad Anzio la camorra c’è. Ancora meno che quell’estorsione era destinata proprio al boss e che qualcuno dei protagonisti si aggiri ancora proprio per i parcheggi di chi è diretto a Ponza, quando non nelle stanze del Comune.

Io sarò “fissato”, i colleghi locali tutti presi dai roboanti comunicati, ma sarebbe il caso di fare attenzione.

Ah, scusate il silenzio di queste settimane. Altri impegni professionali e di studio mi hanno preso, ma ci sono ancora state tranquilli. A presto! Anzi, parafrasando il mitico Marco Pannella: a subito!

Parcheggi, “Malasuerte”. Scoperte (e silenzi) dell’accesso civico

Non ho il piacere di conoscere la segretaria generale del Comune di Anzio. Sul ruolo da protagonista che questa figura è andata assumendo nel corso degli anni ho avuto modo di esprimermi in passato, è una personale posizione, ma ricevere la risposta a un accesso civico generalizzato dopo tre mesi e sentirsi quasi “bacchettare” è singolare. Ma pazienza. Voglio semplicemente sottolineare che poco è cambiato, anzi nulla, rispetto al passato sul tema della trasparenza in questo Comune e che anziché vedere come fantasmi i cittadini che chiedono lumi, si potrebbe intanto rispondere nei tempi dovuti. La trasparenza – e con essa l’accesso civico dei cittadini, anche a documenti “non oggetto di pubblicazione obbligatoria“, come mi fa notare la segretaria che al tempo stesso è pure dirigente, controllore e controllata (accadeva anche in passato, siamo ad Anzio suvvia!) – sono una garanzia per tutti. Primi i vertici di un Comune.

Ebbene veniamo al motivo del “contendere“, agli accessi civici che da semplice cittadino ho presentato. Uno riguardava la vicenda dei parcheggi affidati alle società che li gestiscono da sempre e finite al centro della sentenza “Malasuerte” per le note “pressioni” della politica locale. Vicenda che forse sfugge alla segretaria, così come al Difensore civico dell’Area metropolitana al quale ho dovuto chiedere di intervenire perché dal Comune non rispondevano. Non era dato sapere i criteri di assegnazione, quanto pagassero, se ci fossero vicende pregresse e/o sanzioni. Richiesta del 18 giugno, risposta arrivata il 19 settembre, appunto dopo il sollecito del difensore civico (che nega alcuni atti, quello tra Capo d’Anzio e società di parcheggio è un contratto privato, come se la Capo d’Anzio non fosse dei cittadini, ma pazienza) e una serie di post su facebook che hanno avuto se non altro il merito di far finalmente rispondere. L’amministratore della Capo d’Anzio aveva impiegato dal 18 giugno al 9 agosto per farlo, spedendo la lettera al sindaco che l’aveva tenuta nel cassetto.

Ebbene le società hanno diritto allo spazio sulla base di una delibera di giunta del 2016, quando le “pressioni” erano già emerse e chi governava (ed è parte di questa maggioranza) ne era stato protagonista; Capo d’Anzio ha provato a dire no alla concessione di spazi ma ha fatto marcia indietro per evitare che chiedessero i danni; non è stato possibile effettuare sanzioni per auto in sosta fuori dagli spazi (e ce ne erano eh, quante ce ne erano…) perché nonostante la richiesta di intervento anche alla polizia locale “non è stato possibile ricondurre la sosta vietata a….“. Polizia locale che fu determinante nel far concedere gratis gli spazi alle due società. E quanto pagano oggi? Nella relazione non viene riferito, però non ho dimenticato il mestiere che faccio e ve lo dico io: per ciascuno spazio quanto un cittadino normale, con la differenza che io non ho diritto al posto, né posso riaffittarlo ad altri, loro sì. Perché la “Capo d’Anzio” non sia in grado di gestire un servizio che consentirebbe entrate certe resta un mistero, diciamo per fare un paragone azzardato che è come se a Fiumicino la società Aeroporti di Roma rinunciasse a gestire i parcheggi, ma tant’è… A mio modesto parere le “pressioni” restano forti, vedremo se quella delibera resterà in vigore o ci sarà il coraggio di revocarla.

Dicevo della Polizia locale, un accesso agli atti sui costi per le ambulanze in occasione della Roger Waters night e della festa del Patrono ha fatto scoprire che c’è stato un “breve lasso di tempo” per organizzare le manifestazioni. Come se non celebrassimo Sant’Antonio da oltre un secolo, ma lo avessimo scoperto solo qualche giorno prima. Pazienza, quel costo – se c’erano come si afferma cinque ambulanze con equipaggio (15 persone, fra cui tre medici) e cinque squadre “appiedate” (10 persone in tutto) è congruo. Non ero alle manifestazioni, immagino ci fossero i mezzi indicati. Tralascio grammatica e sintassi della risposta, ricordo solo che un po’ di attenzione non guasterebbe: sono atti ufficiali di un Comune.

Dal quale aspetto risposta – è abbondantemente trascorso il mese previsto dalla legge, a proposito di quella che amavo e amo definire legalità delle cose quotidiane – sulle affissioni estive. Abbiamo visto tutti lo “spettacolo” dei manifesti ovunque, allora ho provato sommessamente a chiedere se:

  • le società alle quali sono affidati gli spettacoli, le compagnie teatrali ovvero il management degli artisti hanno presentato richiesta di affissione o meno
  • copia dell’eventuale concessione di patrocinio da parte del Comune che esclude le società organizzatrici o altri dal pagamento delle tasse di affissione
  • nel caso non ci fosse patrocinio gratuito, quanto ha incassato finora il Comune per le affissioni e/o eventuali multe elevate alle società o altri alle quali sono stati affidati gli spettacoli per manifesti al di fuori degli spazi consentiti.

Mi rivolgerò a breve, in caso di mancata risposta, di nuovo al difensore civico dell’Area metropolitana. So bene, anche qui, che non c’è “obbligo di pubblicazione“. Però sapere se oltre i lauti finanziamenti elargiti a chi organizzava spettacoli (con un cartellone apprezzabile, sia chiaro) e a chi era candidato nelle liste di questa maggioranza o le sosteneva, sia stato anche concesso altro, ritengo sia un diritto di tutti i cittadini. Lo dice – per la cronaca – un decreto legislativo. Ben noto a chi guida il Comune, immagino.

Parcheggi, non si può sapere tutto. Ma io insisto e “sfido”

Il Comune di Anzio e la Capo d’Anzio hanno fatto bene a tacere. Non posso sapere tutto sui parcheggi. Riporto, di seguito, la risposta del difensore civico dell’Area metropolitana che accoglie parzialmente la mia richiesta:

Con riferimento all’istanza di riesame indicata in oggetto, si invita codesta Amministrazione a disporre in favore del ricorrente l’ostensione dei seguenti atti: – I criteri di assegnazione alle società presenti in piazzale Marinai d’Italia delle aree di parcheggio per i mezzi di chi si imbarca per l’isola di Ponza. Le altre due richieste del ricorrente non possono essere accolte. Infatti: – Il contratto sottoscritto tra la società Capo d’Anzio e la società di parcheggio fa parte della fase esecutiva dell’appalto, fase che essendo disciplinata dalle norme di diritto privato non è soggetta a quelle pubblicistiche in materia di diritto d’accesso: sul punto cfr. TAR Marche Sez. I n. 677/2018 e TAR Toscana Sez. III n. 577/2019. – La situazione dei pagamenti e le eventuali contestazioni/sanzioni alle società concessionarie non possono essere accolte in quanto generiche, esplorative e massive: tali richieste infatti non indicano né gli anni di riferimento, né il nome o il numero dei concessionari, né altri estremi per identificarli“.

Ne prendo atto, ho sempre rispetto per le istituzioni. Che il contratto sia disciplinato da norme di diritto privato è una delle anomalie in presenza di una società pubblica, ma pazienza. Mentre per la seconda parte insisto e sfido un’amministrazione che si dice in discontinuità con la precedente a fornire ugualmente i dati. Se non a me a qualche consigliere comunale di buona volontà, nell’esercizio del suo mandato. Ha ragione il difensore civico, non indico anni di riferimento né nome o numero dei concessionari, ma in Comune e alla Capo d’Anzio hanno capito benissimo e tutti noi sappiamo ciò che l’avvocato Alessandro Licheri non è tenuto a conoscere. Per questo insisto e sfido l’amministrazione: qual è la situazione dei pagamenti? Ci sono state sanzioni?

E intanto Comune e Capo d’Anzio, provvedano a rilasciare quanto richiesto anche dal difensore civico. Ribadisco: non ci fosse stata “Malasuerte” e il “coinvolgimento nella vicenda di esponenti della politica locale”, tutto ciò avrebbe un interesse minore. Ma anche questo l’avvocato Licheri non era tenuto a saperlo.

A tutto #brand, ma silenzio sui parcheggi al porto

Va bene, è l’estate del #brand e dei grandi personaggi. Dei siti di informazione che non sono primi in Italia ma vengono spacciati come tali (basterebbe leggere audiweb), dell’ufficio turistico in piazza costato oltre 50.000 euro tra lavori, creativi e arredamento. E’ l’estate delle foto di consiglieri e assessori sorridenti, perché va tutto bene.

E sia, avremo anche il “sold out” – prudenzialmente rivisitato in “numeroso pubblico” – ma le abitudini restano quelle di un tempo. Ho presentato il 17 giugno richiesta di accesso agli atti sui parcheggi concessi al porto alle società che gestiscono il traffico diretto a Ponza.

Comune e Capo d’Anzio, della quale l’ente detiene la totalità ma resta in “lite” con il privato, si sono ben guardate dal rispondere. Sul porto è calata una coltre di silenzio che deve riguardare, evidentemente, anche le vicende ben trattate nell’indagine “Malasuerte” ovvero la “Pressione esercitata dal coinvolgimento di esponenti delle istituzioni comunali” . Perché su quegli spazi – sarà un’impressione sbagliata – poco è cambiato.

Ebbene nessuno ha sentito il dovere, in oltre un mese e mezzo, di rispondere. Né la plenipotenziaria segretaria generale e responsabile della trasparenza, controllora e controllata con gli ultimi incarichi nei quali deve occuparsi anche di gare e contratti (alla faccia dell’anti corruzione), tanto meno la Capo d’Anzio del plenipotenziario amministratore delegato che è diventato “padrone” del porto.

Chiedevo e chiedo:

  • Criteri di assegnazione alle società presenti in piazzale Marinai d’Italia, delle aree di parcheggio per i mezzi di chi si imbarca alla volta dell’isola di Ponza;
  • Contratto sottoscritto tra Capo d’Anzio e società di parcheggio, durata e introiti previsti per la partecipata del Comune di Anzio, penali previste in caso di inadempienze;
  • Situazione dei pagamenti riferite agli anni precedenti;
  • Eventuali sanzioni/contestazioni riferite agli anni precedenti da parte della Capo d’Anzio ovvero della polizia locale

Sì, la Polizia locale grazie alla quale ottennero l’area gratis due anni fa, su indicazione del dirigente appena arrivato e anch’egli plenipotenziario ormai nel Comune guidato da De Angelis.

Per questo ho coinvolto il difensore civico dell’area metropolitana, ho chiesto alla presidente della commissione trasparenza di interessarsi della vicenda e anche alla Procura, ammesso voglia seguire gli sviluppi di “Malasuerte”

Le tensioni in Consiglio e fuori, la responsabilità. Buon anno!

consiglioanzio

Leggo le cronache del Consiglio comunale del 28 dicembre e trovo conferma del clima pesante che si è respirato. La scusa che “il sindaco è fatto così” non regge più e va la piena solidarietà a chi è stata apostrofata. Da lui e, sembra, da un assessore. Nel giorno in cui De Angelis poteva intestarsi di aver portato per la prima volta nella storia il preventivo nei tempi previsti, la situazione è degenerata. Com’era previsto e prevedibile, quando ti trovi con 4 consiglieri di maggioranza che non si presentano e fai fatica a raggiungere il numero legale.

No, non dipende dall’opposizione ma da promesse ai quattro venti – agli elettori e poi agli eletti – che sono difficili da mantenere. Dalla Biogas a tutto il resto. Ma il clima è teso non da oggi, ad Anzio, le cronache ce lo dicono. Quelle spicciole, attenzione, mica le indagini che pure travolgono l’amministrazione passata e presente che poi, alla fine, è sempre la stessa. Una tumultuosa riunione di giunta, per esempio, nella quale c’è stato un acceso scambio di veduto sull’illuminazione pubblica diventata improvvisamente una priorità. Vedremo.

Certo è che se siamo arrivati al voto, alle prove muscolari che dai seggi si sono spostate nella sede istituzionale per eccellenza dove nella scorsa consiliatura erano state già accennate, se il clima che si avverte era e resta pesante una responsabilità chiara esiste. E’ quella della Prefettura di Roma che aveva tutte le carte per tranquillizzarci, mandare una commissione d’accesso e verificare che le tensioni che avvertiamo sono normali, non dovute ad altro. E’ del Prefetto e di almeno due ministri sordi ai richiami di questo territorio, Alfano prima e Minniti poi. Certo, non erano loro a decidere, ma i documenti che ha il Prefetto sono inequivocabili. Le parole di Rosy Bindi   pesano come un macigno, come quelle sulla camorra nei verbali del processo Malasuerte e come il fatto che un esponente di ‘ndrangheta deporrà al processo Evergreen. Ripeto che le responsabilità penali sono personali, ma certi personaggi sostenevano e hanno sostenuto il centro-destra di Anzio, alcuni ancora sono presenza fissa al Comune.

Nell’augurare a Giusy Piccolo buon lavoro da presidente del Consiglio comunale, il primo appello a uno svolgimento sereno dell’assise civica va a lei.  Sul resto l’auspicio per il 2019 è che certi toni muscolari finiscano e si riparta da quella che ho amato definire “legalità delle cose quotidiane”.  A proposito va salutato l’ormai ex dirigente dell’area finanziaria, Patrizio Belli. E’ stato in quel ruolo con un titolo per un altro, chi voleva ripartire dalle regole se lo è tenuto ben sapendo com’era entrato, ora va a Viterbo e ad Anzio ci teniamo un precedente pericoloso quanto emblematico di come vadano le cose. A proposito, del bando della piscina che sembra avesse preparato e che non andava bene al primo cittadino e che doveva essere pronto entro l’anno, non c’è traccia. Intanto all’impianto staccano la luce….

Ah, il 2018 è stato anche l’anno della mia “disavventura” elettorale. Chi ha la bontà di seguire questo spazio sa bene perché ho lasciato ma conosce anche un impegno che continua. Avevamo un programma e le proposte si fanno in base a quello. Per esempio sull’asilo nido è condivisibile l’ordine del giorno di Anna Marracino, approvato all’unanimità e che diverrà una variazione di bilancio sulla quale è bene vigilare sin d’ora. Poi è chiaro che l’opposizione va fatta senza se e senza ma e che se c’è anche una minima possibilità di mandare a casa De Angelis va perseguita. E non per un’indagine che lo riguarda, ma per quello che ribadisco essere il “sistema Anzio” che emerge da ben altre inchieste e dalle tensioni recenti.

Come dite? Il Pd? Vero… continua a “fare” notizia per le sue evidenti divisioni. Dispiace, un’eterna fase congressuale, le correnti che continuano a scontrarsi, chi in campagna elettorale era altrove e rispunta, chi non ha rispetto. Certo, si fa di tutto per “fare” notizia, ma non va dimenticato che a governare ci sono altri. Ormai da oltre 20 anni.

Buon 2019, questo spazio continuerà a segnalare, raccontare, denunciare. Con tempi e modi legati ai molteplici altri impegni che ho. Venite a visitarlo, ogni tanto, sono certo che non ve ne pentirete. Auguri!

 

La droga, quella querela e il buon esempio di chi ha un ruolo…

villa_sarsina_fronte_anzio

Massimiliano Millaci, come ogni altro indagato e non da oggi, è innocente fino al terzo grado di giudizio. Però ha – come altri – un ruolo pubblico nel quale si dovrebbe essere di esempio. Le sue  dimissioni da presidente del Consiglio comunale – un ruolo istituzionale di non poco conto – sono un gesto apprezzabile. Rovinato dal fatto che serviranno a risolvere la vicenda quote rosa in giunta. Entrerà una donna (Piccolo?) che dovrà lasciare lo scranno di consigliere,  al suo posto subentrerà Ruggiero – primo dei non eletti – che ovviamente non sarà più assessore ma assumerà l’incarico di presidente.

Magìe da prima Repubblica,  ma almeno  Millaci da indagato si dimette, assessori da imputati o condannati no. Il problema penale, come spesso vado ripetendo, è personale e per questo – alla luce delle vicende anziati – voglio raccontare una delle più belle querele rispedite al mittente con proscioglimento confermato in Cassazione.

La Confcommercio di Latina organizzava una iniziativa sulla legalità e dalle carte di un processo di camorra era emerso che l’allora presidente dell’Associazione metteva a disposizione il suo locale per un boss. Non era indagato, il presidente, e quel passaggio dell’ordinanza di custodia era stato persino stralciato dall’indagine. Però il fatto “storico” c’era e forse era il caso che l’Associazione non si mettesse a dare esempio di legalità.

Cosa c’entra questo con Anzio? Semplice, vi immaginate il Comune che patrocina una iniziativa contro la droga domani mattina? O – perché no – sulla evasione fiscale quando un assessore aspetta solo la prescrizione dopo averla commessa su un impianto pubblico? E una su abusi d’ufficio e “soci elettori di…“, con un assessore a giudizio per questo?

Per non parlare del Comune che emerge dalle carte di Malasuerte o Evergreen o Touchdown,  scambiato per luogo di interessi propri o dei propri sostenitori e/o elettori. E il sindaco conosceva bene questa situazione quando ha accettato di riunire il centro-destra
Ripeto: per me sono innocenti tutti, il gesto di Millaci è pure apprezzabile,  ma se amministri la cosa pubblica hai a maggior ragione il dovere dell’esempio.

 

Malasuerte: parcheggi, “sistema” e il finto interesse pubblico

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Pressione esercitata dal coinvolgimento nella vicenda di esponenti delle istituzioni comunali”. Partiamo da qui, prima di fare qualche passo indietro e tornare ai giorni nostri. Partiamo dal 14 luglio 2017, da quello che è scritto nella sentenza del processo “Malasuerte”. Una delle estorsioni che la polizia giudiziaria ha documentato in quell’indagine riguarda – è noto – la gestione dei parcheggi al porto di Anzio, destinati a chi si imbarca per Ponza e gestiti, ancora oggi, da due cooperative che non si fanno più concorrenza, ma si sono accordate – come emerso in Tribunale – per “una macchina ciascuno”.

Il giro è importante, non c’è dubbio, ma dobbiamo ricordare che sono cooperative private e che il Comune di Anzio – e la sua società controllata, “Capo d’Anzio” – dovrebbero preoccuparsi di far rispettare le regole e non di tirare fuori non meglio chiariti interessi pubblici per consentire di gestire spazi in piazzale Marinai d’Italia. Un anno fa a titolo gratuito, quest’anno pagando una sciocchezza. Ma andiamo con ordine, così scopriamo che l’unico interesse pubblico è evidentemente quello di chi ha messo in piedi il “sistema Anzio” che continua a mietere consensi.

Facciamo un piccolo salto indietro, al 2015. La Polizia di Stato indaga su alcune estorsioni, emerge chiaramente quella ai danni della società “Supercar” che paga tangenti per poter lavorare. Racconta la titolare agli investigatori di essere stata in Comune a lamentarsi della concorrenza sleale dei Neroniani (Giva), nel 2012, e di non avere avuto risposte, quindi di essersi rivolta a un politico. Poi dice che a rivolgersi a lei – forse perché saputo della cosa – è Giorgio Zucchini, allora consigliere comunale. La ricostruzione di quel verbale, finita in più interrogazioni parlamentari, non lo convincerà al punto che Zucchini denuncerà la signora. Però l’incontro ci fu eccome, perché la situazione al porto era esplosiva, tutti cercavano di accaparrarsi clienti, e lui si prodiga per sistemare. Torniamo al 2017, 22 giugno, testimonianza dello stesso Zucchini, vice sindaco: “Nei parlai col sindaco dicendo che tutta l’estate c’era stata questa lamentela e magari se si poteva evitare, che potevo occuparmene io e io dissi “non ho confidenza molta con la Marchesi” e lui disse “dillo a mio fratello”, il fratello credo abbia un’amicizia da tantissimi anni e io mi rivolsi al fratello del sindaco per dire “vediamo se riusciamo a trovare… a fare un tavolo per vedere una soluzione possibile” e questo facemmo. l’ho suggerito io, presente io e il fratello del sindaco, la signora, il figlio ed Ernesto Parziale”. L’incontro viene collocato tra fine 2012 e inizio 2013. Parziale è lì per conto dei Neroniani, la moglie si candiderà in “ticket” con Zucchini alle amministrative della primavera di quell’anno. Una coincidenza. Eletta, si dimetterà dalla presidenza della Giva, avuta fino a qualche tempo prima, la stessa società per la quale oggi è a giudizio per le proroghe “infinite” del Comune.

Comune nel quale si sapeva bene, eccome, cosa succedeva al porto, tanto che in una delle intercettazioni dell’operazione che portò ai domiciliari (poi assolta) Angela Santaniello, l’allora direttore generale Franco Pusceddu chiedeva “che state a fa con le cooperative di Italo?” Inteso come Colarieti, ex assessore ai servizi sociali. Di quella inchiesta ritroviamo, in “Malasuerte”, come addetto a consegnare le buste con i soldi, l’altro imputato Augusto De Berardinis. Va ricordato che la Santaniello è stata assolta in appello, mentre per Colarieti e il ragazzo della cooperativa Raimbow la Cassazione ha annullato la sentenza di secondo grado, rinviandola ad altra sezione. Ma qui il penale non interessa, il “sistema Anzio” sì.

Ed è palese che il presunto interesse pubblico altro non è che quello di chi “fa” politica.

Torniamo all’incontro promosso da Zucchini, nato con l’intenzione di costituire un Consorzio o trovare un accordo commerciale, diventato quello che sulle buste piene di soldi era indicato come “pizzo per Angelo”. Destinato non tanto a chi riceveva il denaro ma ai familiari di Raffaele Letizia, alle prese con il 416bis. Andrà così fino a quando la Polizia di Stato eseguirà le misure cautelari per l’operazione “Malasuerte”, 20 maggio del 2016. E si scopriranno gli interessi anche intorno ai parcheggi. Così come quelli sui lavori in Comune di chi sta “a piscià a Villa Sarsina” ma è sempre insieme a Bruschini e ha anche l’onore di essere portato sulla barca delle autorità a Sant’Antonio.

Un mese e mezzo prima – il 4 aprile – la giunta aveva autorizzato le due cooperative a installare un box e gestire l’attività per cinque anni. La situazione non cambia, anzi peggiora, il 30 giugno Luciano Bruschini diffida le due società a “vietare ai propri dipendenti (…) a occupare la strada per fermare o rallentare veicoli al fine di procacciarsi la rimessa”. La relazione del comandante dei vigili, Mario Camilli, del 25 giugno parla di “situazione di grave disagio”. La mattina stessa della diffida si fa riferimento a “disordini”, il 9 luglio a “disturbo della quiete pubblica” e avanti così, fino al 13 agosto. Camilli chiederà inutilmente al sindaco di “adottare provvedimenti”. La vicenda “Malasuerte” è di dominio pubblico, ma Bruschini si limiterà solo a quella diffida che nessuno rispetta. E in consiglio comunale, nessuno aprirà bocca.

E arriviamo al 2017, 3 marzo, quando con un improbabile italiano il dirigente della polizia locale, Sergio Ierace scrive alla Capo d’Anzio. I verbali dell’anno precedente? “Disagi causati alla viabilità, sfociati anche in situazioni incresciose”. Della serie, tu crei disagio e io trovo la soluzione. Perciò: “Si ritiene doverosa da parte di questa amministrazione intervenire energicamente al fine di meglio organizzare il servizio stesso”. Dei parcheggi? Di aziende private benché con delibera di assegnazione di uno spazio per il quale non hanno rispettato le regole? Evidentemente sì. Al punto di individuare l’area in fondo al piazzale “messa a disposizione a titolo gratuito dalla Capo d’Anzio a partecipazione comunale”. La Capo d’Anzio acconsente e mette a disposizione del Comune – non delle coop – l’area. Le attività l’avranno gratis, salva l’ordinaria manutenzione. Il senatore Gaetti, del Movimento 5stelle, scriverà alla Procura e a rileggere le carte oggi forse c’era più di qualcosa da approfondire, ma a Velletri va così…

Arriviamo al 2018, all’1 luglio, alla presunta aggressione verbale a un disabile che occupava un posto fra l’altro non concesso alle cooperative e alla richiesta fatta da chi scrive, allora ancora in carica come consigliere comunale di minoranza, alla quale gli uffici hanno risposto con molta calma. La polizia locale, fra l’altro, allegando il materiale già inviato proprio a Gaetti a suo tempo. La richiesta puntava a sapere:

1) a che titolo le società occupano lo spazio e quanti sono gli stalli riservati; 2) a quanto ammonta la “riserva onerosa” e in che modo è stata calcolata; 3) i pagamenti finora ricevuti; 4) per quale motivo non si è proceduto a un bando pubblico per l’assegnazione degli spazi; 5) a che titolo le società hanno occupato lo spazio e quanti stalli sono stati loro riservati nel 2017; 6) se e quanto ha percepito la “Capo d’Anzio” per gli spazi riservati nel 2017; 7) per quale motivo, anche lo scorso anno, non si è proceduto a un bando pubblico per l’assegnazione degli stalli in questione.

Sul punto 1 un po’ di pazienza, sul 2 sappiamo che pagano 5.000 euro più Iva alla Capo d’Anzio, ma non sappiamo in che modo è stata calcolata. Sul 3 non c’è risposta, sul 4 neanche (i bandi, questi sconosciuti….), sul 5 e 6 abbiamo visto la richiesta dello scorso anno di Ierace, sul 7 vedi il 4

Eccolo, allora, il punto 1 che è sconcertante, in quanto viene “ribadita l’esigenza di pubblica utilità” con un “sollecito del sindaco del 23 maggio 2018”. Vale a dire a due settimane dal voto. Quelle coop andavano “sistemate” in piena campagna elettorale e la Capo d’Anzio ha proceduto su richiesta del rappresentante del 61% delle quote pubbliche nella società.

Non serve aggiungere molto. Il “sistema Anzio” è lapalissiano e forse il sindaco che proprio Bruschini ha indicato come suo successore, Candido De Angelis, e ha vinto al primo turno, non conosceva la vicenda parcheggi così a fondo.

Diamogli il beneficio di inventario, anche se era consigliere di opposizione (!?) e perfettamente a conoscenza di “Malasuerte” e compagnia. Se l’interesse pubblico è quello di tutelare due coop che magari portano consensi, alziamo le mani. Se è quello dei cittadini – tutti – ha il dovere di prendere i provvedimenti del caso. Mettendosi contro il suo predecessore e anche contro chi è stato candidato nelle sue liste e ha favorito tutto questo con quelle coop e con chissà quante altre vicende. Adottando il “sistema Anzio“. Ecco, De Angelis dimostri la tanto sbandierata discontinuità.

Le responsabilità penali, quelle della politica di casa nostra

madonnacandidato

Vado ripetendolo da tempo: se c’è una responsabilità  che ha chi governa la città e – di conseguenza – anche chi ci si allea, è quella di aver fatto mettere il vestito bello a qualche personaggio locale nemmeno tanto “border line” per farlo entrare in politica, portare i voti o farlo sostenere questa maggioranza.

Le responsabilità penali – e ribadisco che non si è colpevoli fino a prova del contrario – sono personali. Quelle di aver spalancato le porte del Comune a certi personaggi no. Di averne fatto dei punti di riferimento se c’erano lavori da affidare a qualche cooperativa, pure.

La candidatura della quale oggi parla Repubblica è frutto di questa gestione dell’amministrazione, ad Anzio.  Provare a dire che non c’entra è negare il sostegno palese a Luciano Bruschini, Patrizio Placidi,  Adriano Palozzi e via discorrendo. E’ vietato? Certo che no, diciamo poco opportuno.

Ma di più lo sono i toni “muscolari” che da tempo aleggiano in questa maggioranza, il dileggio verso gli avversari quando non le velate minacce, i veti incrociati tra presunti alleati,  le opposizioni a certe cause sì e ad altre no (un distributore, i cartelli della bandiera blu 2013….) per convenienza “politica“,  il silenzio su palesi illegalità nelle cose quotidiane solo apparentemente piccole, perché se parli tu, poi parlo pure io…. Questo è il desolante quadro che emerge. La candidatura è solo la punta di un iceberg.

La consiliatura che si chiude – e con essa l’esperienza di Luciano Bruschini sindaco, mai sfiorato dalle inchieste come ci tiene tanto a sottolineare – passerà alla storia come quella con il maggior numero di arresti e indagini su personaggi dell’amministrazione o contigui a essa. Le responsabilità sono penali, ribadisco, ma la politica ha taciuto o si è girata dall’altra parte o – peggio – ha l’aria di sfida di chi dice “ma sì, agitatevi, tanto il mare è una tavola….” o “chiacchierate, tanto vincemo noi“. Auguri!

Immaginando #unaltracittà – con illusione, forse, e un pizzico di utopia – dico che i metodi usati dalla politica, da esponenti di questa maggioranza o loro sostenitori, emersi nelle indagini Malasuerte o Evergreen, in quella Touchdown, ma anche le sfuriate, i toni di sfida e tutto il resto  non mi appartengono.

Come ho scritto qualche tempo fa (chi vuole può collegarsi a questo link) il problema è negare l’evidenza. Un’ultima cosa: qualunque ruolo avrò nella campagna elettorale ormai in corso, l’auspicio è che fili tutto liscio. Con quelle che è emerso in questi anni – nella sostanziale assenza delle Istituzioni – sarebbe già un successo.