Estate: finanziamenti a pioggia, senza copertura né criteri

Il riepilogo delle spese

Il riepilogo delle spese

Bisogna dare atto ad Andrea Mingiacchi di aver reso un importante servizio nel chiedere l’elenco delle associazioni finanziate per le manifestazioni estive ad Anzio. L’ex presidente della commissione trasparenza (sfiduciato e poi dimessosi) fornisce con il file excel avuto dagli uffici un quadro che dice diverse cose sull’Estate Blu, anzi contiene diverse notizie.

La smania di pubblicare su facebook quel resoconto – da parte di un suo fidato collaboratore – fa perdere al Pd una importante occasione che, volendo, può comunque ancora sfruttare. Vedremo dopo quale.

Il resoconto, al quale mancano ancora delle somme, è analiticamente diviso tra le proposte dell’assessore Laura Nolfi, quelle del consigliere delegato al turismo Luciano Bruschini e di quello allo sport Massimiliano Millaci, infine ci sono le “manifestazioni organizzate direttamente dall’amministrazione comunale” nell’insolita veste di impresaria. La prima colonna riguarda in larga misura i “service” per tenera aperta Villa Adele e fornire luci e amplificazione, poi ci sono le diverse spese imputate all’assessore, ai consiglieri e all’amministrazione nel suo insieme. Molte di queste sono comparse già in diverse determine dirigenziali, altre non ancora.

E si capisce il perché nel riepilogo. Più della metà di quelle somme, infatti, sono “senza copertura di bilancio”. Anzi erano, perché con le recenti variazioni di bilancio votate dalla giunta si pagheranno.

A dirlo in Consiglio comunale era stato solo Candido De Angelis. Inascoltato.

Altro particolare che emerge – andando a leggere le determine di liquidazione – è legato alla responsabilità politica. Con una sua nota la dirigente Angela Santaniello aveva disposto che “per gli eventi di spettacolo programmati nell’ambito dell’Estate Blu 2014, per i quali l’Amministrazione Comunale assicurerà il sostenimento delle spese dei services audio–luci, in ossequio ai principi di economicità e di tutte le norme relative alla Spending Review, sosterrà spese per tali servizi a concorrenza massima di €.800,00 (Iva esclusa) a serata”. Poi si legge pure che “con espresso parere autorizzatorio” ora dell’assessore Laura Nolfi e ora del sindaco Luciano Bruschini “si è proceduto ad una deroga alla disposizione di cui sopra”. E che deroga…

Con quali criteri resta un mistero. Dobbiamo dedurre che siano la “vicinanza” alla Nolfi, a Bruschini o a Millaci, all’amministrazione nel suo insieme o a qualche altro consigliere/assessore. Di certo negli atti si legge sempre che “sono pervenute numerose proposte spontanee da parte di operatori economici che richiedono di inserire all’interno del menzionato cartellone eventi di spettacolo di vario genere”. Si potrebbe conoscere chi le ha presentate, quando, perché alcune sono state inserite e finanziate e altre no?

Di più, si legge che è ritenuto necessario “l’utilizzo di operatori economici, con esperienza qualificata nel settore, per la gestione degli aspetti di carattere organizzativo e di rapporti con gli artisti”. Scopriamo che in molti casi questi “esperti” sono alla prima fattura emessa nell’arco dell’anno. Tra loro anche una non meglio identificata Associazione giovani commercianti per Anzio per “Tutto in una notte”. Come se non bastassero quelle già operanti (!?) e destinatarie di contributi. Ah, ma quelli sono delle attività produttive e hanno fatto la “Notte bianca”…

Ecco, a quali esperti, secondo quale bando, si è rivolta l’amministrazione? E le scelte fatte tra le “numerose proposte”, sono state a caso o per precise “sponsorizzazioni” politiche? E in quei gruppi, associazioni e via discorrendo ci sono direttamente o indirettamente assessori, consiglieri, qualche candidato alle ultime elezioni nelle liste vincenti?

Ecco perché nella smania di rendere noto sul social network l’elenco Mingiacchi e il Pd hanno perso un’occasione: quella di convocare la stampa o un’assemblea pubblica, rendere noti i dati, annunciare un esposto alla Corte dei conti e poi farlo. Perché sono stati assunti impegni privi di copertura per iniziative non certo epocali. Si fa ancora in tempo, volendo, a fare una battaglia d’opposizione seria.

Ma c’è un motivo relativo a quella pubblicazione: i ripetuti attacchi a Mingiacchi e alla sua associazione per circa 600 euro ottenuti nel 2013 dalla 00042. Un errore che ha fatto finire il consigliere Pd nel calderone. Errore perché ha preso quei soldi, destinati alla stampa di manifesti, quando era già stato eletto ed era contemporaneamente presidente della 00042 che aveva sede a casa sua. La biennale d’arte Shingle22J è una delle proposte culturali migliori – a parere di chi scrive – sul territorio. Nulla a che vedere con certe cose che leggiamo nell’elenco fornito al presidente della commissione trasparenza. Scivolare su una buccia di banana, come ha fatto lui, è stato uno sbaglio che andrebbe ammesso. Ha dato l’occasione di farsi dire che era incompatibile. Ma a leggere certe somme si resta basiti, altro che 600 euro…

Detto ciò andrebbe azzerato subito ogni contributo, poi andrebbero stabiliti i criteri attraverso i quali il Comune finanzia e chi, quindi andrebbe fatto un bando. Ma prima il Comune dovrebbe avere un percorso relativo alla valorizzazione turistico-culturale che non sia quello dell’assalto alla diligenza dei finanziamenti, bensì dica cosa si vuole fare di Nerone, dello sbarco e di tutto ciò che sappiamo. Dove voglia investire. E sì che con 400.000 euro – a tanto ammonta l’intera “Estate blu” – se ne farebbero di cose di livello… E qui, con una proposta che fa seguito alla denuncia, il Pd potrebbe ancora dire la sua.

Una cosa è certa: solo con un bando, la partecipazione dei cittadini e la massima trasparenza si potrebbe invertire la rotta. Ma non dimentichiamoci che siamo ad Anzio…

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Estate e dintorni, prima si spende e poi si delibera. Rebus criteri

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Chissà se avremo mai un quadro completo delle spese sostenute per le varie iniziative svolte durante l’estate e non solo. Oggi la giunta ha deliberato  “Di prendere atto dell’attività svolta come specificato in narrativa” riguardo alla promozione dello sport, del turismo e al programma degli spettacoli dell’estate blu. Insomma, prima si è svolto tutto e poi si corre ai ripari.

Meglio tardi che mai, mentre continuano a sfuggire i criteri attraverso i quali si scelgono alcune proposte al posto di altre. Tolte le spese di noleggio e servizi – già al centro di “determine” dirigenziali – tolte quelle di associazioni carabinieri e vigili del fuoco per i controlli, eliminati gli spettacoli per i quali ci sono stati già i provvedimenti che recitano sempre “viste le numerose proposte pervenute” e i contributi alle feste di quartiere, oggi sappiamo che: tra cachet e service l’estate blu è costata 65.788 euro, la promozione del turismo 62.906, quella dello sport 25.440. Totale  154.134 euro. Almeno altrettanti sono quelli già oggetto di provvedimenti.

Tanto, poco, nulla? Cos’altro si potrebbe fare con 300.000 euro circa? E perché non prevedere un bando al quale si partecipa, in modo trasparente, sulla base delle proposte?

Dipende dai punti di vista, non c’è dubbio. I soldi spesi sono ritenuti un investimento o un modo per accontentare tutti? Ad Anzio l’impressione è che la scelta cada su questa seconda ipotesi. Rispettando chiunque organizza, propone e realizza, sfugge il motivo per il quale un Comune debba finanziare una riunione di boxe o la finale di body building, mentre da mesi ormai si continuano a chiedere – lo ripetiamo – quali sono i criteri seguiti per tutto il resto.

Amici e amici degli amici, temiamo.