Editori avventurieri, giornalisti beffati

Editori? No, veri e propri avventurieri. Come definire altrimenti chi apre un giornale, gode di finanziamenti pubblici, mette in piedi qualche raggiro sul quale sono al lavoro le Procure, poi chiude e lascia a casa chi ha lavorato?  Credendo in quel progetto, spesso rinunciando a istituti contrattuali “perché il giornale deve uscire” e perché “qui siamo in una realtà piccola”.

E’ successo, da ultimo, a La Provincia. Dove per evitare di perdere la cassa integrazione si è dovuto accettare di chiudere la redazione di Latina. Perché non solo l’editore chiude, ma continua a non rispettare regole e accordi, mette in sciopero chi si batte per continuare a lavorare e rischia di fargli perdere anche l’ammortizzatore sociale per il quale lo stesso editore aveva firmato. Già, ci sono i giornalisti “bravi” e che si piegano al padrone e vanno premiati – per loro l’accordo va bene – poi ci sono quelli “cattivi” che vanno lasciati a casa perché hanno osato chiedere quello che gli spetta. Della Effe cooperativa editoriale e del suo editore di riferimento Arnaldo Zeppieri si occuperanno – con tempi biblici, purtroppo – i Tribunali. E’ l’ultima intrapresa del settore che apre e chiude in provincia di Latina, unendosi a una schiera che mette insieme Il Territorio, Tele Etere, il Corriere pontino, la redazione locale del Tempo, Ltdigivision…

L’informazione è “merce” difficile da trattare, far quadrare i conti non è semplice, immaginare che le aziende editoriali siano come un normale opificio è l’errore più grande che può commettere chi si avventura in questo settore pensando solo di avere gloria e potere da usare – magari – in qualche campagna elettorale o per aggraziarsi e/o condizionare i potenti di turno. Tanto i giornalisti, alla fine, non contano. Quante file di politici, di ogni risma, a parlare con gli editori, a chiedere spazi, a garantire finanziamenti pubblici che andavano dalla pubblicità alle pagine istituzionali in cambio di trattamenti di favore… Poi i giornalisti vanno a casa, non gli basta nemmeno aver fatto buon viso e cattivo gioco nel tentativo di mantenere quel posto “perché siamo una piccola realtà”. 

Condizionare, dicevamo, cosa cercava di fare del resto Giuseppe Ciarrapico? Una delle società che lui ha creato, la Nuova editoriale oggi, è fallita. Lui l’ha portata a una situazione che era fallimentare già quando se ne occupava la Procura di Roma per un raggiro sui fondi per l’editoria, la famiglia Palombo che è diventata socio finanziatore della cooperativa editoriale ha cercato purtroppo invano di salvare la situazione. Era impresa difficilissima e va riconosciuto al nuovo socio di avere messo in piedi ogni tentativo per uscire da una situazione oggettivamente grave. Si va avanti, per fortuna, ma i colleghi vivono di nuovo una immeritata situazione di incertezza. Per le avventure di chi, in passato, omaggiato fino a Roma o in improbabili convention da politici di destra e sinistra, ha creato una situazione assurda.

Ai colleghi, a tutti quelli che  per “fare il giornale” spesso hanno dovuto subire scelte fatte altrove, non può che andare piena solidarietà. Serve a poco, ma forse da queste crisi abbiamo trovato una nuova coscienza di categoria. Sarà tardi, ma nessun altro avventuriero avrà spazio… 

 

 

Annunci

Comune, anche i conti vacillano da un pezzo

La vicenda dell’ispezione della Ragioneria generale dello Stato getta un’ombra rilevante sulla gestione del Comune nel periodo che va dal 2008 al 2013. E’ solo una, però, delle criticità dell’ente locale. In questa città, infatti, molti hanno la memoria corta.

La situazione dei conti, per esempio, non è mai stata chiarita fino in fondo. Il bilancio ha seri problemi di cassa – come nel resto d’Italia – ma qui rispettare le regole ultimamente è sempre stato un optional. Andiamo a qualche mese fa, allora, quando il Comune andava commissariato per la mancata approvazione del rendiconto 2011. Il prefetto di Roma non lo fece, si era in piena campagna elettorale, ma quello che scrisse la Corte dei Conti resta. E parliamo di maggio 2013…

La mancata approvazione del rendiconto 2011 nei termini di legge rappresenta una irregolarità contabile suscettibile di pregiudicare, anche in prospettiva, l’equilibrio economico-finanziario dell’Ente”.

Affermazione fatta nell’ambito della “verifica del rispetto degli obiettivi annuali posti dal patto di stabilità (…)” ma soprattutto – per il rendiconto 2011 – in base a richieste del 14 settembre 2012 e del 14 novembre 2012 con le quali gli organi di revisione contabile dei Comuni “sono stati formalmente invitati a produrre la relazione-questionario sul rendiconto 2011 nel termine del 15 dicembre 2012”. Ad Anzio lo hanno “dimenticato” e fino al 2 maggio 2013 non risultava “pervenuta a questa Sezione la relazione-questionario sul consuntivo 2011” e “a tale data, non risulta approvato dal consiglio comunale dell’Ente il bilancio consuntivo 2011”. Lo sarà, con molta calma, dopo il voto…

La Corte ricordava come “il rendiconto della gestione si inserisce nel sistema del bilancio e rappresenta un momento essenziale del processo di pianificazione e di controllo sul quale si articola l’intera gestione economico-finanziaria dell’Ente” e richiamava una serie di norme, fra le altre quella secondo la quale “al bilancio di previsione deve essere allegato il rendiconto deliberato del penultimo esercizio antecedente quello cui si riferisce il bilancio di previsione, quale documento necessario per il controllo da parte del competente organo regionale”. Non solo, il testo unico sugli enti locali “prevede che la mancata approvazione del rendiconto della gestione nel termine di legge (30 aprile) comporta l’assoggettamento, in via provvisoria, dell’ente locale inadempiente alla condizione di ente strutturalmente deficitario fino all’approvazione dello stesso, cioè l’assoggettamento ai controlli centrali in materia di copertura del costo di alcuni servizi nonché la sospensione dell’ultima rata del contributo ordinario dell’anno nel quale avviene l’inadempienza” e “rappresenta un’inadempienza suscettibile di produrre effetti molteplici e di diversa natura”.

La Corte, fra l’altro, faceva notare che quello del 2011 “non rappresenta un episodio isolato per l’Ente. Infatti, nella serie storica 2008-2011, questa sezione ha dovuto operare continui solleciti per le relazioni-questionari, il cui mancato invio da parte dell’Organo di revisione dell’Ente locale costituisce violazione di un preciso obbligo di legge ed impedisce lo svolgimento dei compiti di controllo”. Il Comune veniva invitato “all’adozione delle opportune misure correttive”. 

 

 

Comune, le contestazioni della Ragioneria dello Stato: “Irregolarità e carenze”

Immagine Stavolta sono riusciti a nascondere tutto per neanche due settimane. Al Comune di Anzio perdono colpi. Il parere sull’incompatibilità dell’allora assessore Patrizio Placidi – pronto a tornare al suo posto, secondo quanto affermato oggi – sparì misteriosamente per oltre un anno. Stavolta no, la relazione della Ragioneria generale dello Stato che contesta una serie di punti all’amministrazione è circolata subito.

 Il protocollo del Ministero è del 13 febbraio, della voluminosa relazione si parlava da qualche giorno, ora è nota almeno l’introduzione con 27 contestazioni riportate in oltre cento pagine. Nemmeno il tentativo di negarla ai consiglieri comunali – come oggi è stato con Danilo Fontana che ne chiedeva copia in commissione trasparenza – è servito.

 Le pagine che illustrano le contestazioni circolano da qualche ora e adesso, è inevitabile, anziché preoccuparsi di quei 27 punti partirà la caccia a chi ha “tradito” e dato il materiale alla stampa… Vecchio e consumato “sport” degli amministratori di casa nostra.

 Ma cosa dice il Ministero rispetto alla “verifica amministrativo-contabile” svolta nei mesi scorsi? Intanto che i punti che vengono indicati sono un semplice riassunto e che si rinvia “al contenuto della relazione per un’analitica cognizione delle irregolarità e carenze emerse”. Relazione che a questo punto andrebbe resa pubblica, anche se difficilmente avverrà da parte del Comune.

 L’amministrazione viene invitata a “rimuovere le predette situazioni di irregolarità o criticità” e a comunicare le azioni intraprese al ministero “anche sulla scorta dei suggerimenti formulati nel referto ispettivo”. Inutile dire che la relazione è spedita anche alla Corte dei Conti, ai revisori del Comune, al Ministero dell’Interno, in Prefettura e in Regione.

 E veniamo alle contestazioni principali: mancato rispetto della progressiva diminuzione delle spese del personale tra 2008 e 2010; mancato consolidamento delle spese di personale relative a una società partecipata; contratti di lavoro a tempo determinato senza procedura di selezione; irregolarità nelle “progressioni verticali”; irregolarità negli incarichi di collaborazione coordinata e continuativa e omessa comunicazione all’anagrafe delle prestazioni; non corretta attribuzione di incarichi di collaborazione occasionale esterna; irregolare aumento dell’indennità di risultato destinata ai titolari di posizione organizzativa; non corretta erogazione del compenso per il recupero Ici evasa e illegittima erogazione del compenso incentivante Tia evasa; irregolare incremento del fondo dirigenti; illegittimo incremento della retribuzione di posizione ai dirigenti; mancanza di trasparenza nella fissazione della retribuzione di risultato dei dirigenti; erogazione dei compensi ai dirigenti in violazione della omnicomprensività della retribuzione; erogazione compensi al direttore generale e al segretario per la partecipazione al nucleo di valutazione.

 Proprio sicuri che al Comune funzioni tutto bene?

 

 

Libro e moschetto, la replica (piccata) degli organizzatori

Sono tendenziose le notizie riportate in questi giorni da alcuni organi di stampa, in quanto il primo appuntamento della rassegna editoriale “Libro e Moschetto. Armiamoci di Cultura” organizzato dall’Associazione Sleipnir dove Stefano Delle Chiaie presenterà il suo libro “L’aquila e il condor” si terrà regolarmente presso la Sala Consiliare del Comune di Anzio,

“Il Sig. Del Giaccio – spiega Rodolfo Turano, presidente dell’Associazione Sleipnir – nel suo blog, afferma che il Sindaco di Anzio Luciano Bruschini avrebbe negato l’autorizzazione all’utilizzo della Sala Consiliare per la rassegna editoriale “Libro e Moschetto. Armiamoci di cultura” creando disinformazione”

“Ci stupiamo – prosegue Turano – che uno strenuo assertore della cultura come mezzo di elevazione dello spirito si possa indignare per la concessione della Sala Consiliare per fare Cultura e possa scrivere con falsa modestia che se non ci fosse stato lui a vigilare sulle istituzioni repubblicane e democratiche, un libro di storia contemporanea, edito da Sperling & Kupfer e la cui postfazione è scritta da un giornalista non certamente con idee negazioniste e fasciste come può essere Luca Telese, avrebbe visto la sua presentazione nella Sala Consiliare del Comune di Anzio”

“Le vittime dello stragismo sono di vario tipo e di varia natura – continua Turano – ed è obbligo considerarla nella loro completezza, non per fare revisionismo storico, ma per scrivere la storia sine ire et odio. Stefano Delle Chiaie è un libero cittadino italiano, che ha dimostrato in ben 16 processi di essere innocente da qualsiasi accusa a lui addebitata; o forse lei conosce qualcosa che è sfuggito alla lente attenta dei giudici? Perché se così fosse sicuramente lei si dovrebbe rivolgere alla magistratura!”.

“Signor Del Giaccio, si ricordi che “Armiamoci di Cultura” – prosegue Turano – rappresenta la reale portata dell’evento e lei vuole ciurlare nel manico per non so quale scopo. Come fa ad affermare che il Sindaco conceda sala e patrocinio per onorare una qualche cambiale elettorale?Secondo quanto lei afferma: perché un vecchio socialista non dovrebbe avere nulla a che fare con certa gente? Cosa vuol dire che è fuori luogo concedere sala e patrocinio ad una presentazione del genere? La storia è tale soltanto se scritta ripeto sine ira et odio. Ricordo per inciso che l’ultimo Presidente del Consiglio rappresentate della dottrina socialista dovette essere esule in terra straniera, dove morì, per poter cercare di non scontare anni di carcere preventivo e cercare di dimostrare le sue ragioni”.

“La storia noi non la conosciamo e la viviamo apoditticamente – continua Turano – e per questo abbiamo organizzato questa rassegna editoriale, dove non abbiamo bisogno di presidi che ci bacchettino e ci ricordino i tempi in cui forse le parti migliori dell’italianità si scontravano su tematiche ideologiche e che hanno consegnato alla storia la loro portata. Noi vogliamo conoscere la storia contemporanea raccontata dai protagonisti senza se e senza ma, e soprattutto senza tabù, con contraltari che abbiano rappresentato e rappresentano visioni e modo di sentire diverso dai protagonisti e per questo motivo abbiamo invitato ad essere contraltare Ugo Maria Tassinari, che certamente non può essere definito negazionista e fascista”.

“Qual è – conclude Turano – la lesa maestà alle istituzioni quando è stato concesso il patrocinio e l’utilizzo della Sala Consiliare? Forse lei strumentalmente vuole utilizzare questo evento culturale per attaccare la figura del Sindaco di Anzio? Forse dovrebbe utilizzare altri argomenti se ne è a conoscenza! Bene ha fatto il Sindaco Luciano Bruschini ad ascoltare la sua coscienza di socialista concedendoci il patrocinio e la Sala Consiliare, perché non si può essere garantisti a senso unico. Se un evento viene organizzato dai militanti di Casa Pound, non per forza deve essere un qualcosa di deleterio per la nostra società, perché davanti ai nostri occhi hanno raccolto e consegnato decine e decine di cartoni di aiuti alimentari per le popolazioni sarde colpite dall’alluvione. Queste realtà rappresentano l’animo più puro e nobile dei cittadini che s’immedesimano nelle disgrazie di altri cittadini italiani. Ripetiamo la Cultura non si contrabbanda e la stagione dell’odio la rispediamo al mittente, ed invitiamo il Sig. Del Giaccio a comunicare alle autorità competenti chi stia organizzando il presidio di protesta contro un evento culturale”.

Per quanto riguarda il patrocinio negato dal Consiglio Regionale del Lazio e dalla Provincia di Roma, invitiamo a rivedere le disposizioni in materia introdotte dal “Decreto del Fare”.

Confermo la ricostruzione di ciò che è accaduto sabato. Per il resto ho già espresso la mia opinione e non mi dilungo. Stupisce la dietrologia per la quale starei “strumentalmente” attaccando il sindaco di Anzio. Per quale fine è tutto da capire, lo sapranno evidentemente gli organizzatori dell’evento che invito a leggere cosa ho scritto – negli anni – degli atti dei sindaci e commissari prefettizi che si sono succeduti. Grazie dell’attenzione  (gdg)

Libro e moschetto, il sindaco ci ripensa. Tutti a Villa Sarsina

Sabato ha tuonato e chiesto di contattare gli organizzatori per bloccare la concessione dell’aula consiliare, oggi ci ha ripensato. Il sindaco di Anzio, Luciano Bruschini, ha confermato che Stefano Delle Chiaie presenterà il suo testo nella rassegna “Libro e moschetto” l’1 marzo nell’aula consiliare a Villa Sarsina. Complimenti!

Avevano visto giusto Pd, Rifondazione, Sel, Anzio Diva e Anzio che resiste nel diramare oggi un comunicato nel quale sottolineano che “Solo pochi giorni fa il Sindaco ha festeggiato nella Sala Consiliare la cittadinanza onoraria concessa a Roger Waters in quanto figlio di un caduto dello sbarco di Anzio che, preme ricordarlo, fu effettuato per cacciare i nazisti ed i fascisti loro servi dal nostro Paese. È inconcepibile che quello stesso Sindaco conceda la stessa Sala Consiliare a chi del fascismo ha fatto la sua bandiera infliggendo all’Italia altri e gravi orrori”.

Chiedono di non dare la sala, cosa che sabato il sindaco si era convinto a fare. Invece hanno ragione a preoccuparsi, perché le notizie apprese sabato sono cambiate nel giro di poche ore. E’ stato così, del resto, anche quando aveva deciso di non ricandidarsi, figuriamoci per la sala a una rassegna che evoca il periodo mussoliniano e ospita certi personaggi.

Si badi bene: liberi, mai condannati, con tutto il diritto di esprimersi (e ci mancherebbe altro) ma ricordiamo che se la storia fosse andata diversamente oggi nessuno di noi avrebbe la possibilità di parlare. Può star bene a Bruschini e alla sua squinternata maggioranza, non al resto della città.

ps: quando saranno finalmente noti i criteri con i quali si concede l’aula consiliare sarà sempre troppo tardi…

I giovani dell’Anzio e lo spirito perduto

Torni al “Bruschini” dopo tanto tempo e scopri che finalmente questa è una squadra piena di ragazzi di Anzio. Tanti giocatori cresciuti nel vivaio, alcuni passati per società più blasonate e poi tornati alla base, molti giovani. Capisci che il tempo passa, inesorabilmente, quando il figlio di un coetaneo è schierato dal primo minuto… 

Vedi le facce di un tempo, segnate inevitabilmente dagli anni, i posti che bene o male sono sempre gli stessi, scopri che un accenno di sala stampa sono riusciti persino a crearlo, vedi il campo in perfette condizioni e trascorri un paio d’ore spensierate. L’Anzio vince facile, pur non giocando alla grande, grazie a un Tulli di altra categoria che sigla una doppietta e a quei tanti ragazzi che “macinano” dal primo al novantesimo. Certo, l’ossatura centrale è una garanzia se oltre al già citato attaccante c’è gente esperta come Fioravante e Guida. Quest’ultimo è capitano “vero” e se non lo vedi lo senti urlare ai compagni.

I complimenti vanno a chi, da anni e da solo, si sobbarca tutto questo per passione: Franco Rizzaro, ormai “votato” alla causa pallonara di casa nostra. Tiene ai giovani, è noto da tempo, e meriterebbe ben altra considerazione il presidente.

Ecco, il rammarico lasciando il “Bruschini” dove circa 300 persone hanno assistito alla gara è quello di andar via senza sentire nemmeno un “Anzio, Anzio!” come nei tempi andati. Tacciono persino i tifosi della “Vecchia guardia” – pure tanto abili sui social network a incensarsi – non parlano i personaggi che pure non perdono una partita dell’Anzio da sempre.

E’ un peccato questo spirito perduto intorno a una squadra che si appresta a compiere 90 anni, perché i ragazzi di Anzio che militano nella squadra della loro città dovrebbero almeno essere incitati.  Lo dice chi manca da tempo, è vero, e per questioni diverse. Lo prenda come appello  chi è un abituale frequentatore del “Bruschini”: Anzio, Anzio, Anzio!  

Libro e moschetto, il sindaco dice no a Villa Sarsina

ImmagineIl sindaco di Anzio non sapeva nulla. Nel Comune dove tutti fanno un po’ come vogliono c’è da crederci. In ogni modo oggi, incalzato da più parti – e piace ricordare che tutto è nato da questo umile spazio…. – ha dato disposizione di chiamare gli organizzatori e dire no alla rassegna “Libro e moschetto”.

I contorni di questo diniego non sono noti, di sicuro Luciano Bruschini ha chiesto di non svolgere l’iniziativa nell’aula consiliare, a Villa Sarsina. Nulla si sa del patrocinio, ma quello che emerge è che la richiesta non ha mai avuto un via libera dal primo cittadino. Evidentemente altri, in Comune, l’hanno dato per lui.

Non c’è da stupirsi. In un ente dove si “perde” un parere sull’incompatibilità di un assessore e dove dalla proposta per la sagra del peperoncino alla delibera che l’approva passa un giorno (e sono solo alcuni esempi), figuriamoci se non si trova chi dice sì all’associazione che organizza “Libro e moschetto”. A questo punto sapere chi sia stato è secondario, anche se Bruschini dovrebbe riflettere – una volta per tutte – sulla squadra e la “macchina” che lo circondano.

A questo punto non sappiamo dove parleranno Stefano Delle Chiaie, Mario Merlino, Nicola Rao e Paolo Zanetov, ma pare proprio che l’aula consiliare non gli sarà concessa. A questo punto, comunque, ribadiamo che è giusto che parlino, ma sarebbe stato un affronto lo facessero lì.

Bene, per una volta Bruschini ha ascoltato la sua coscienza, ha ricordato la storia della città e quella sua personale di socialista, ha sentito chi ad Anzio la pensa in maniera diversa.

La presa di posizione del sindaco non è la sola, anche se l’ultima in ordine di tempo. Appresa la notizia di “Libro e moschetto” prima la Regione Lazio, poi la Provincia di Roma avevano diffidato dall’uso del loro logo e negato il patrocinio. Ad Anzio Rifondazione, Pd e Sel avevano fatto sentire la loro voce con comunicati e prese di posizione. Ma prima ancora c’era stato l’autorevole no di Antonio Pennacchi, il premio Strega pure invitato a presentare un suo libro nella rassegna. Siamo in buona compagnia, evidentemente.  

Il museo, i furti e le scoperte….

Una cosa è stata appurata nella conferenza con la quale, oggi, il museo di Anzio ha riavuto la testa d’epoca romana rubata il 20 dicembre e ottenuto la collezione sequestrata a un commercialista di Latina che in casa aveva oltre 2000 reperti. Si è capito che una volta resa nota la notizia del furto l’affare fra i ladri e il possibile acquirente è saltato. Com’è normale in casi del genere, quando far sapere le cose serve a far “scottare” il pezzo trafugato nelle mani di chi lo possiede.

Sconfessata, quindi, la teoria iniziale del Comune di Anzio su un presunto intralcio alle indagini che la notizia del furto avrebbe creato. Confermato, invece, che si voleva evitare quella che era e resta una figuraccia. Finita nel modo migliore, per fortuna, ma che tale rimane.

E’ vero, nessun museo al mondo è sicuro come oggi è stato ribadito da più parti, il sistema di allarme scattato il 20 dicembre ha consentito di arrivare al risultato odierno, ma il magazzino nel quale è avvenuto il secondo furto – quello di gennaio – è ancora senza protezione. Perché? E chi ne era al corrente, al punto di agire indisturbato dopo che il Comune aveva investito oltre 12.000 euro per ripristinare l’allarme al museo e potenziare la vigilanza? Domande alle quali risponderanno gli investigatori, ne siamo certi. Le notizie apprese oggi sono anche altre.

La prima è che il Nucleto di tutela del patrimonio culturale avrà la cittadinanza onoraria di Anzio. Bene. La seconda che il prestito di un mosaico è stato bloccato dalla Soprintendenza archeologica di Roma dopo il primo furto, quando ormai la pratica era conclusa. La terza che la stessa Soprintendenza ha chiesto e ottenuto di svolgere un vertice con Comune, Carabinieri, Ministero e Soprintendenza del Lazio “per la messa in opera di nuovi sistemi” – come ha detto Stefania Trevisan. E lo stesso maggiore Antonio Coppola, pur ammettendo che non si possono trasformare in bunker i musei, ha parlato di “aspetto di criticità” rispetto al sistema di sicurezza anziate.

La quarta notizia è che si fideranno ancora del Comune, continuando – com’è giusto – a mandare il materiale “perché sia visibile”. Serviranno – e il sindaco si è impegnato – altri interventi per la sicurezza e andranno comunicati posizionamento e schede tecniche degli impianti.

La figuraccia, insomma, non si cancella con il ritrovamento e la fortunata coincidenza che ha portato sino al commercialista di Latina. Possiamo solo sperare che sia dimenticata in fretta.

Così come auspichiamo che in qualsiasi prossima occasione una conferenza stampa sia tale e se proprio si vuole invitare il pubblico per festeggiare l’evento (come se a Palazzo Chigi oltre ai giornalisti ci fosse anche la claque, insomma….) si eviti almeno che faccia interventi. Il siparietto di oggi tra un’appassionata signora e il sindaco è da “Blob”.

Ma siamo ad Anzio, non dimentichiamolo…  

Libro e moschetto, c’è chi dice no

C’è chi dice no, cantava Vasco Rossi. Nei giorni scorsi attraverso un comunicato stampa lo aveva già fatto Rifondazione comunista. Si muovono anche gli altri partiti di opposizione dentro e fuori dal consiglio comunale. 

No a cosa? Alla possibilità che un fascista  come Stefano Delle Chiaie possa parlare nella sede istituzionale del Comune di Anzio. Nell’aula consiliare nella quale siedono, normalmente, i rappresentanti scelti democraticamente dai cittadini. Oltre a Delle Chiaie ci saranno, nella rassegna dal titolo che è tutto un programma “Libro e moschetto”, altri personaggi della destra estrema.

Regione e Provincia si sono affrettate a togliere il patrocinio, il Comune se ne guarda bene perché magari ha qualche cambiale elettorale da onorare. In ogni modo Delle Chiaie & C. parlino dove vogliono, ma non nell’aula consiliare.

In tal senso si muoverà il Pd di Anzio, mentre c’è chi è pronto a organizzare un presidio l’1 marzo se l’aula fosse realmente concessa. Buon senso e rispetto della storia d’Italia, di Anzio decorata al valore civile, della sua personale impongono al sindaco Luciano Bruschini di dire agli organizzatori che già il patrocinio è una concessione, ma l’aula consiliare forse è troppo. In Comune sono abituati ad assegnare sedi “a soggetto”, ne trovassero una e lì parlassero tutti i fascisti che vogliono.

Anzi, questa diventi un’occasione per dire a chi e quando si concede l’aula consiliare, la sede istituzionale, si dettino regole – ma in Comune sono allergici – sulle sedi anche temporanee. Si eviterebbero situazioni imbarazzanti come questa. Vale per “Libro e moschetto” come se venisse un brigatista rosso, così almeno sgomberiamo il campo.

Bruschini e i suoi consigliori, per una volta, ascoltino chi dice no

Libro e moschetto, il Comune resta solo

Immagine  Il Comune di Anzio resta solo.

Gli organizzatori di “Libro e moschetto”, la rassegna che l’1 marzo inizierà a Villa Sarsina con la presentazione di un testo di Stefano Delle Chiaie, hanno corretto il manifesto dell’iniziativa. E’ comparso su facebook quello che vede il solo simbolo del Comune di Anzio. Non ci sono più quelli di Regione e Provincia “che dopo una lunga riflessione hanno deciso di non concedere il loro patrocinio”.

Dobbiamo dedurre che Anzio l’abbia formalmente concesso. Mentre a Roma qualcuno si preoccupa di questa manifestazione e prende le distanze, qui tutto tace. Pazienza la maggioranza abituata ad alzare mani e ideologicamente schierata a destra – insomma, qualche vecchio socialista non dovrebbe avere nulla a che fare con certa gente… – comprensibile quel che resta dell’opposizione di centro-destra, l’area sempre quella è. Ma gli altri? Il Pd ha nulla da dire? E il Movimento 5 stelle?

Poi c’è chi in Consiglio non è rappresentato, ma è evidentemente preso da Tsipras e non ha tempo di sollevare almeno qualche perplessità.

Ribadisco: Delle Chiaie, Merlino & C. hanno tutto il diritto di esprimere liberamente le loro opinioni e di presentare ciò che vogliono, qui si parla dell’opportunità di concedere per un’iniziativa del genere la sala consiliare del Comune.

Quella dove ieri: In memoria di Eric Fletcher Waters, sbarcato ad Anzio e disperso nelle paludi della guerra, ritrovato nei nostri cuori e nel nostro desiderio di pace e libertà attraverso l’intensa poesia di suo figlio Roger, ambasciatore di pace, al quale la Città di Anzio con profonda gratitudine conferisce la cittadinanza onoraria”.

La sala fuori alla quale sventolavano le bandiere della pace, dove l’assessore Sebastiano Attoni – passato per ogni espressione dei partiti di destra – ha consegnato a Waters una kefiah palestinese… Solo folklore o ci si crede davvero nella pace?

Una sede istituzionale, insomma, destinata ad altro e che non c’entra con manifestazioni che inneggiano al fascismo e personaggi che lo ricordano.

Il Comune è rimasto solo, ma tanto in città non c’è tutta questa preoccupazione. O forse sì, qualcuno a Villa Sarsina sta decidendo se approntare anche per Delle Chiaie   il tappeto rosso riservato a Roger Waters.