Il museo, i furti e le scoperte….

Una cosa è stata appurata nella conferenza con la quale, oggi, il museo di Anzio ha riavuto la testa d’epoca romana rubata il 20 dicembre e ottenuto la collezione sequestrata a un commercialista di Latina che in casa aveva oltre 2000 reperti. Si è capito che una volta resa nota la notizia del furto l’affare fra i ladri e il possibile acquirente è saltato. Com’è normale in casi del genere, quando far sapere le cose serve a far “scottare” il pezzo trafugato nelle mani di chi lo possiede.

Sconfessata, quindi, la teoria iniziale del Comune di Anzio su un presunto intralcio alle indagini che la notizia del furto avrebbe creato. Confermato, invece, che si voleva evitare quella che era e resta una figuraccia. Finita nel modo migliore, per fortuna, ma che tale rimane.

E’ vero, nessun museo al mondo è sicuro come oggi è stato ribadito da più parti, il sistema di allarme scattato il 20 dicembre ha consentito di arrivare al risultato odierno, ma il magazzino nel quale è avvenuto il secondo furto – quello di gennaio – è ancora senza protezione. Perché? E chi ne era al corrente, al punto di agire indisturbato dopo che il Comune aveva investito oltre 12.000 euro per ripristinare l’allarme al museo e potenziare la vigilanza? Domande alle quali risponderanno gli investigatori, ne siamo certi. Le notizie apprese oggi sono anche altre.

La prima è che il Nucleto di tutela del patrimonio culturale avrà la cittadinanza onoraria di Anzio. Bene. La seconda che il prestito di un mosaico è stato bloccato dalla Soprintendenza archeologica di Roma dopo il primo furto, quando ormai la pratica era conclusa. La terza che la stessa Soprintendenza ha chiesto e ottenuto di svolgere un vertice con Comune, Carabinieri, Ministero e Soprintendenza del Lazio “per la messa in opera di nuovi sistemi” – come ha detto Stefania Trevisan. E lo stesso maggiore Antonio Coppola, pur ammettendo che non si possono trasformare in bunker i musei, ha parlato di “aspetto di criticità” rispetto al sistema di sicurezza anziate.

La quarta notizia è che si fideranno ancora del Comune, continuando – com’è giusto – a mandare il materiale “perché sia visibile”. Serviranno – e il sindaco si è impegnato – altri interventi per la sicurezza e andranno comunicati posizionamento e schede tecniche degli impianti.

La figuraccia, insomma, non si cancella con il ritrovamento e la fortunata coincidenza che ha portato sino al commercialista di Latina. Possiamo solo sperare che sia dimenticata in fretta.

Così come auspichiamo che in qualsiasi prossima occasione una conferenza stampa sia tale e se proprio si vuole invitare il pubblico per festeggiare l’evento (come se a Palazzo Chigi oltre ai giornalisti ci fosse anche la claque, insomma….) si eviti almeno che faccia interventi. Il siparietto di oggi tra un’appassionata signora e il sindaco è da “Blob”.

Ma siamo ad Anzio, non dimentichiamolo…  

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