Comune, anche i conti vacillano da un pezzo

La vicenda dell’ispezione della Ragioneria generale dello Stato getta un’ombra rilevante sulla gestione del Comune nel periodo che va dal 2008 al 2013. E’ solo una, però, delle criticità dell’ente locale. In questa città, infatti, molti hanno la memoria corta.

La situazione dei conti, per esempio, non è mai stata chiarita fino in fondo. Il bilancio ha seri problemi di cassa – come nel resto d’Italia – ma qui rispettare le regole ultimamente è sempre stato un optional. Andiamo a qualche mese fa, allora, quando il Comune andava commissariato per la mancata approvazione del rendiconto 2011. Il prefetto di Roma non lo fece, si era in piena campagna elettorale, ma quello che scrisse la Corte dei Conti resta. E parliamo di maggio 2013…

La mancata approvazione del rendiconto 2011 nei termini di legge rappresenta una irregolarità contabile suscettibile di pregiudicare, anche in prospettiva, l’equilibrio economico-finanziario dell’Ente”.

Affermazione fatta nell’ambito della “verifica del rispetto degli obiettivi annuali posti dal patto di stabilità (…)” ma soprattutto – per il rendiconto 2011 – in base a richieste del 14 settembre 2012 e del 14 novembre 2012 con le quali gli organi di revisione contabile dei Comuni “sono stati formalmente invitati a produrre la relazione-questionario sul rendiconto 2011 nel termine del 15 dicembre 2012”. Ad Anzio lo hanno “dimenticato” e fino al 2 maggio 2013 non risultava “pervenuta a questa Sezione la relazione-questionario sul consuntivo 2011” e “a tale data, non risulta approvato dal consiglio comunale dell’Ente il bilancio consuntivo 2011”. Lo sarà, con molta calma, dopo il voto…

La Corte ricordava come “il rendiconto della gestione si inserisce nel sistema del bilancio e rappresenta un momento essenziale del processo di pianificazione e di controllo sul quale si articola l’intera gestione economico-finanziaria dell’Ente” e richiamava una serie di norme, fra le altre quella secondo la quale “al bilancio di previsione deve essere allegato il rendiconto deliberato del penultimo esercizio antecedente quello cui si riferisce il bilancio di previsione, quale documento necessario per il controllo da parte del competente organo regionale”. Non solo, il testo unico sugli enti locali “prevede che la mancata approvazione del rendiconto della gestione nel termine di legge (30 aprile) comporta l’assoggettamento, in via provvisoria, dell’ente locale inadempiente alla condizione di ente strutturalmente deficitario fino all’approvazione dello stesso, cioè l’assoggettamento ai controlli centrali in materia di copertura del costo di alcuni servizi nonché la sospensione dell’ultima rata del contributo ordinario dell’anno nel quale avviene l’inadempienza” e “rappresenta un’inadempienza suscettibile di produrre effetti molteplici e di diversa natura”.

La Corte, fra l’altro, faceva notare che quello del 2011 “non rappresenta un episodio isolato per l’Ente. Infatti, nella serie storica 2008-2011, questa sezione ha dovuto operare continui solleciti per le relazioni-questionari, il cui mancato invio da parte dell’Organo di revisione dell’Ente locale costituisce violazione di un preciso obbligo di legge ed impedisce lo svolgimento dei compiti di controllo”. Il Comune veniva invitato “all’adozione delle opportune misure correttive”. 

 

 

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