Passato Waters, finita la festa. Invece…

Una desolazione. Il dubbio c’era, però pensi che non possono arrivare a tanto. Già ieri qualche perplessità, oggi la conferma. A via Ambrosini, dove centinaia di bambini vanno a scuola ogni giorno, il Comune ha fatto ridipingere dopo un decennio le inferriate. Solo quelle che danno accesso alla via che passa tra le due scuole, però, quelle dei giardini degli istituti no.

Passato Roger Waters, insomma, è finita la festa. Nessun operaio questa mattina era lì a completare il lavoro. Con il risultato che cancello e parti “visibili” alla rockstar e al suo entourage, ai numerosi visitatori attesi a Villa Sarsina, sono state dipinte e il resto rimane arrugginito. Facile immaginare l’ironia, ancora di più l’incredulità dei bambini che chiedono perché quel lavoro non sia stato ultimato. Bambini che si sono accorti del fervore nel pulire – negli ultimi giorni – ciò che non veniva sistemato da anni… 

Passato Roger Waters è finita davvero la festa? Pare di sì, anche se immagini che in Comune qualcuno illuminato sia rimasto e che due secchi di vernice nera e un paio di operai potrebbero risolvere il problema. Sarebbe la risposta migliore, l’indicazione per i cittadini di domani ai quali dire “Vedi? Sono intervenuto d’urgenza per una visita illustre ma non mi dimentico di te…”

Chissà che invece di farla finire, questa festa, non si possa trovare il tempo e il modo di farla continuare

 

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Libro e moschetto, qualcosa si muove

In Comune hanno accolto com’era giusto che fosse Roger Waters. Pazienza l’errore sul nome commesso dal sindaco, ci si può tranquillamente passare sopra.

Stupisce che nessuno si preoccupi del fatto che in quella stessa sala si svolgerà “Libro e moschetto” – di mussoliniana memoria – con fra gli altri Stefano Delle Chiaie e Mario Merlino. Qualcosa si muove, però, se non ad Anzio dove l’opposizione dentro e fuori dal consiglio comunale continua a dormire, in Regione.

Apprendo dalle agenzie che “Il presidente del Consiglio regionale del Lazio ha dato mandato agli uffici a voler procedere a formale diffida nei confronti della associazione di promozione sociale Sleipnir in merito all’uso non autorizzato del logo del Consiglio relativamente alla manifestazione Libro e moschetto”.

In questa manifestazione prossima all’avvio, insomma, qualcosa non quadra…

Mense scolastiche, pagare e… pretendere

Nei prossimi giorni ad Anzio si raccoglieranno firme per non pagare le mense scolastiche. Ho fatto spesso azioni di disobbedienza civile, però stavolta non sono d’accordo. A parte che un volantino anonimo mi annuncia la cosa, ma è il minimo, è bene fare un ragionamento più ampio e sereno sulla vicenda.

La Serenissima non è il massimo, non lo erano altre aziende non lo saranno altre ancora, per le mense siamo passati tutti e non possiamo pretendere che sia come a casa nostra. Poi abituati come siamo a dire che tutto non funziona temo che nemmeno se venisse Heinz Beck saremmo felici. Detto ciò ricordo che paghiamo poco più di 2 euro a pasto, il resto lo mette il Comune, e che con una cifra simile non si acquista un panino e una bottiglietta d’acqua al bar. No, tranquilli, non sto difendendo il Comune e me ne guarderei bene.

Quando abbiamo iscritto i figli al servizio mensa abbiamo firmato un “contratto” e dobbiamo rispettarlo. Stiamo mangiando – poco e male, vero – da ottobre, usufruendo di un servizio, dire oggi che non paghiamo ha poco senso a mio parere.

Diverso è il discorso rispetto al controllo del servizio svolto da questa azienda e da quella che verrà – sempre che non avremo una conferma come si vocifera negli ambienti politici – per il quale non da oggi esprimo perplessità.

Per anni, infatti, i genitori e i consiglieri comunali della “commissione mensa” sono stati presi per imbecilli, sobillatori, prevenuti, strumentalizzati e tutto ciò che volete. Solo perché facevano quello che il ruolo impone loro. Per altrettanti anni gli stessi epiteti – se non peggiori – sono stati riservati ai giornalisti che pubblicavano i verbali di quella commissione, prevista dal capitolato di appalto e quindi legittimata a operare e, nel caso, censurare.

Bene, paghiamo quello che dobbiamo  ma se poi la commissione assegna punteggi negativi all’azienda facciamo in modo che quella società non venga pagata per intero. A mio modesto parere è quello che si deve pretendere, mentre da anni le fatture sono liquidate così come presentate e di quella commissione nessuno si è preoccupato. Facciamo sì che i controlli – affidati peraltro anche a un’esperta – siano resi pubblici e sulla base di quelli l’appaltatrice sia penalizzata o meno. Facciamo sì che i menu vengano rispettati, siano il più possibile a chilometro zero, diventino più appetibili e a misura di bambino. Facciamo sì che qualcuno ascolti le lamentele prima di liquidarle come le solite scocciature. Il sindaco anni fa andò personalmente dove l’assessore non si presentava, dando superficialmente per scontato che tanto i genitori sono semplici rompiscatole manovrati: a mensa. Bruschini andò a mangiare e si lamentò, chiese verifiche. Ecco, ascoltiamo chi ne fruisce e andiamo a mangiare con i bambini… Dispiace  che in consiglio comunale, ad esempio, lo stesso sindaco che pure andò a verificare di persona abbia detto che queste “sono cose che attengono al dirigente”. No, sono cose che attengono alla città, ai bambini, a chi fruisce del servizio.  

Il resto è fattibile, certo, protestare è doveroso, mi chiedo però che senso abbia dire ai nostri figli che non si paga per un servizio ricevuto, far dire loro che “la mensa fa schifo” (l’ho sentito personalmente) e magari mandarli a scuola con un salutare (!?) panino con wusterl…   

Vecchi amici, il Gioco e Stefano: vittoria per lui

Immagine C’è un gioco fantastico che si chiama baseball. Il Gioco, sì, con la lettera maiuscola. E c’è un gruppo di amici che praticando questo sport è cresciuto vivendo fianco a fianco. Restando unito per una vita e anche oltre. Già, perché uno di loro ci ha lasciato troppo presto e così noi – mandati dalla vita chi da una parte chi dall’altra – ci siamo ritrovati.

Come per magia, in nome del baseball e di Stefano Pineschi. A dire la verità persi davvero non c’eravamo mai, c’è chi aveva continuato a giocare, chi aveva messo in piedi una nuova squadra, chi si vedeva anche fuori dal campo di baseball. Ma intorno a Stefano e alla voglia di fare qualcosa per gli altri il gruppo è diventato ancora più solido. Quelli che hanno giocato insieme e quelli che sono arrivati dopo, chi c’era da prima ma poi mogli, fidanzate, compagne, nuovi amici uniti a un gruppo che in un paio d’anni ha raccolto e dato in beneficenza migliaia di euro per l’oncologia e la pediatria dell’ospedale di Anzio.

Stefano è stato strappato alla vita da un tumore a soli 41 anni, ma noi pensiamo che non sia mai andato via realmente. Così scherzando e ridendo c’è chi ha deciso di tornare in campo per il torneo di slow pitch che si gioca  a Nettuno. Le regole sono un po’ diverse ma mazza, palla, guantone, basi… c’è tutto perché il Gioco sia ancora un collante.

Così è nata la Stefano7baseballmeeting – dal nome della manifestazione di beneficenza – slow pitch. Una squadra che oggi ha vinto il torneo amatoriale. Che prima ha condiviso la gioia di un pranzo con le famiglie, con vecchi e nuovi amici. 

Una vittoria in una manifestazione di “nicchia”, come si direbbe oggi, ma per noi è come se fosse il Mondiale. Già, perché in nome di Stefano – e di tutti quelli che sono passati per il baseball ad Anzio e non ci sono più – difficilmente ci fermeremo.

Grazie ragazzi, soprattutto: grazie Stefano! 

Libro e moschetto: il patrocinio, i silenzi e le sedi senza regole

Sia chiaro: Stefano Delle Chiaie ha tutto il diritto di presentare ciò che vuole, come ogni cittadino del nostro Paese. Stupisce che lo faccia, sabato 1 marzo, nella sala consiliare di Villa Sarsina – sede istituzionale – e che la manifestazione abbia il patrocinio del Comune. E’ la seconda iniziativa marcatamente di ultradestra, si ricorderà Casapound nei locali in piazza Pia, sia pure per una raccolta a favore della Sardegna, che si fregia del simbolo della città e gode del patrocinio.

Insomma, “Libro e moschetto” – con slogan di mussoliniana memoria – nella sala consiliare dove sarà concessa la cittadinanza onoraria a Roger Waters per il suo impegno a favore della pace sembra francamente troppo. Seguiranno, sempre a Villa Sarsina, gli incontri con Mario Merlino, Nicola Rao e Paolo Zanetov nell’ambito di una rassegna che punta marcatamente su croci celtiche e “nero”. Tutto assolutamente lecito, per carità, ma qualche dubbio forse occorre porselo…

Stupisce ancora di più che nessuno, finora, abbia fatto notare che è almeno fuori luogo concedere sala e patrocinio a una presentazione del genere. Gli amici di Rifondazione comunista intervengono sull’universo mondo e non se ne sono accorti o non hanno il tempo di commentarlo. Quelli di Sel nemmeno a parlarne.

Pazienza il Pd: continua ad avere due sedi e il suo capogruppo e presidente della commissione trasparenza ha presieduto un’associazione che ha ottenuto pochi euro e il patrocinio – sacrosanto in quel caso – del Comune per una sua manifestazione.

Come chiedere di avere, una volta per tutte, chiarezza su come si assegnano i locali pubblici, si concede una sala istituzionale, si danno o meno finanziamenti o si consente di avere il patrocinio e il simbolo del Comune?

Senza regole stanno meglio tutti, evidentemente, ad Anzio questo è chiaro da tempo. Ma con il rispetto dovuto “Libro e moschetto”, Stefano Delle Chiaie e gli altri nella sala consiliare non sono proprio il massimo della vita…

Il busto rubato torna al museo, qualcuno si assenti…

ImmagineBene. Il busto di epoca romana trafugato dal museo di Anzio tornerà al suo posto e lo faranno anche altri reperti. Un plauso alla Polizia di Stato e ai Carabinieri del nucleo di tutela del patrimonio culturale che in due mesi di indagini serratissime sono risaliti al materiale rubato. Si annuncia – così si apprende in ambienti investigativi – la riconsegna dei beni con una cerimonia in pompa magna al Comune di Anzio. 

E’ il giusto riconoscimento per chi ha lavorato senza sosta, dopo il primo colpo e soprattutto dopo il secondo, quello più beffardo. 

Giusto per gli investigatori, non certo per un Comune capace di farsi sorprendere in maniera a dir poco singolare e distintosi per un assordante silenzio e per comportamenti inspiegabili su questa triste pagina. Prima con il maldestro tentativo di “coprire” il furto avvenuto tra il 21 e il 22 dicembre – quando è noto che si deve far sapere subito una cosa del genere perché chi ha in mano il reperto sia “bruciato” – poi quasi fingendo che nulla fosse accaduto e andando avanti con la variegata attività del museo. Ancora, spendendo 12.423 euro per “interventi connessi alla sistemazione degli impianti” necessari “al fine di scongiurare ulteriori spiacevoli eventi”. Già, perché il “potenziamento ulteriore del sistema” – che non aveva impedito il furto – è stato pressoché un fallimento dato che i ladri sono tornati e sono andati a colpo sicuro, i primi di gennaio, nei magazzini. Sprovvisti di allarme. 

L’unica voce è stata quella del vice sindaco Giorgio Zucchini, il quale ha candidamente ammesso: “Pensavo che al museo non ci fossero problemi”. Lo pensavamo tutti, invece c’erano eccome. Ma non risulta che l’amministrazione abbia preso provvedimenti per chi su quella struttura ha potere decisionale e gestionale da sempre, una specie di “enclave” all’interno del comune di Anzio, né che gli interessati si siano preoccupati più di tanto. Peggio, c’è chi ha addirittura provato a minimizzare la colossale figuraccia che ha mandato alle ortiche il grande lavoro di questi anni. 

Chissà se qualcuno presterà più al museo di Anzio dei reperti o materiali per le mostre, se mai rivedremo una Fanciulla d’Anzio o una Venere, di sicuro la refurtiva sarà restituita a breve. Al posto dei vertici del museo lasceremmo altri a riceverla. Qualcuno si assenti, insomma… Sarebbe meglio    

Waters, i lavori, il Consiglio, lo scontro e… Delle Chiaie

Le ringhiere delle scuole di via Ambrosini vengono dipinte dopo decenni di abbandono. I giardini ripuliti in gran fretta. Le palestre – interdette per infiltrazioni d’acqua – possono aspettare.

Roger Waters, per il quale i lavori sono freneticamente in corso, martedì non le vedrà. Speriamo torni presto o lo segua a breve qualche altro nome illustre. Magari si troverà il modo di accelerare altri lavori. Di certo Waters non leggerà il verbale del consiglio odierno che gli ha formalmente conferito la cittadinanza. Meglio così. Non saprà mai quale dibattito c’è stato e quanto tempo è servito per redigere quell’atto. Tanto meno verrà a conoscenza del dibattito successivo, quello sulle interrogazioni, che nonostante l’appello di Gianfranco Tontini e un sostanziale accordo si poteva e doveva evitare. L’opposizione, pur affrontando questioni di rilievo che vedremo tra breve, aveva l’occasione di dire: “Bene, niente interrogazioni ma siamo auto convocati, tutti, domani mattina”. O lunedì. Non sarebbe cambiato nulla e il verbale del consiglio comunale sulla cittadinanza onoraria a Roger Waters non avrebbe conosciuto i termini di truffa, il possibile ricorso ai carabinieri e quant’altro. Letto l’appello dei lavoratori della Clinica dei Pini che sollecitano gli amministratori a partecipare alla loro lotta e atteso che Giuseppe Ranucci è in Forza Italia ma resta -per ora – all’opposizione, è stato Andrea Mingiacchi a iniziare. Chiedendo “lumi” sul bando e il capitolato delle mense scolastiche e sollevando questioni che meritano di essere approfondite. Un consigliere comunale – pur trattandosi di atti che spettano ai dirigenti – ha il diritto/dovere di intervenire. Se ad esempio sono ben 20 i punti da affidare alle ditte sui quali c’è la discrezione della commissione in base ai progetti presentati – che saranno decisivi nell’assegnazione della gara – chiedere di approfondire quali sono i criteri non è male. Né sapere sulla base di quale calcolo si arriva a un fatturato richiesto per le partecipanti di oltre 8 milioni quando sarebbero 5 e spicci secondo i conteggi del Pd. Parliamo di mense e pasti dei bambini, ricordiamolo, per questo il sindaco che si è tanto infervorato perché non sono cose che competono al Consiglio avrebbe fatto meglio a dire che è giusto approfondire e punto. Se poi sente il bisogno di sottolineare a più riprese che lui sa perché si fanno certe richieste e non vede tanta attenzione per il resto ebbene ce lo dica. Alla richiesta di chiarimenti avanzata da Mingiacchi s’è unito il capogruppo di Forza Italia ovvero del maggior gruppo di maggioranza, Marco Maranesi, ha chiesto lumi anche Eugenio Ruggiero del centro-destra di opposizione, Ivano Bernardone del Pd ha ricordato che in consiglio si discute e si chiede…

A tutti è sfuggito un precedente: la gara attuale fu assegnata alla Serenissima grazie ai 10 punti – discrezionali – sull’informatizzazione del servizio. Ottenne il massimo, la ditta di Vicenza, salvo vedersi sgravare di parte dell’informatizzazione appena vinto l’appalto…

E giova ricordare – l’ha fatto Bernardone – che ci sono due indagini (finite nel dimenticatoio, purtroppo) su quella vicenda, dopo che un consigliere allora di maggioranza denunciò una tangente da 250.000 euro.

Tema importante, non c’è dubbio, ma fortuna che Waters non leggerà il verbale…

Ancora più seria la denuncia di Danilo Fontana che riprendendo il verbale dell’ultimo consiglio comunale ha sottolineato la sua segnalazione su difformità nel peso dei rifiuti tra quando partono da Anzio e quando arrivano alla Rida ambiente. Il sindaco, rispondendo in quella seduta, ha detto che “è certo” e che c’è “una differenza di 20 quintali”. Oggi ha corretto il tiro e detto che ha dato mandato di verificare, Fontana ha chiesto perché non ha sporto denuncia di fronte a una truffa. Ecco, qui Waters potrebbe rivedere la seduta in streaming perché appena si è parlato di truffa il segretario comunale è sceso dal suo posto ed è andato a parlottare con il carabiniere in servizio nell’aula. Una breve conversazione, poi il segretario-consigliore si è avvicinato al sindaco e questi ha detto “qui ci sono i carabinieri, hanno sentito, procedano pure”. Fontana a quel punto ha ribadito: “Dai carabinieri ci vado io” e così ha fatto. Ecco, questo siparietto – Waters ci perdonerà – merita di essere rivisto. Da sottolineare la denuncia dello stesso Fontana che ad agosto ha chiesto – senza mai ottenerli, alla faccia della trasparenza – documenti di trasporto e libretti dei mezzi. “Mi è stato risposto che così blocco gli uffici”. I quali nel frattempo stanno facendo le verifiche chieste dal sindaco. Ok, ma se il peso è maggiore chi sta pagando? I cittadini, tranquilli…

Caro Waters, benvenuto ad Anzio insomma. La cosa certa è che martedì almeno la sala sarà “blindata” così non sarà permesso a illustri sconosciuti di entrare nell’emiciclo come niente fosse, salutare consiglieri e assessori, nell’indifferenza di chi è deputato a controllare…

Nella stessa sala, purtroppo, lo apprendiamo da un comunicato stampa, l’1 marzo il fascista Stefano Delle Chiaie presenterà un suo libro. Chi l’ha concessa e perché a questo punto è un dettaglio. La cosa si commenta da sola, inutile dare a Waters la cittadinanza per il suo impegno pacifista e tutto quello che sappiamo e poi concedere la sede istituzionale del Comune per un’iniziativa assolutamente lecita ma altrettanto fuori luogo per ciò che Delle Chiaie ha rappresentato nel nostro Paese.   

Roger Waters, la grande occasione

ImmagineCresce l’attesa per il conferimento della cittadinanza onoraria a Roger Waters, il fondatore dei Pink Floyd che perse il padre dopo lo sbarco di Anzio, nelle campagne di Aprilia. L’idea di dare a un mito della musica questo riconoscimento è straordinaria. Il fatto che abbia accettato è ancora più importante. Waters si è prodigato – in questi decenni – nelle ricerche del padre che non ha mai avuto degna sepoltura,  ha dedicato alla figura di Henry Fletcher del quale conserva solo un’immagine in bianco e nero versi indimenticabili e ha diffuso in tutto il mondo un messaggio di pace. Averlo concittadino, sia pure onorario, dovrà essere un vanto per tutti noi.

Al di là dell’attesa cerimonia, però, occorre una riflessione per fare in modo che questo evento diventi una grande occasione per ragionare finalmente sull’importanza dello sbarco e per costruire un percorso di pace reale. Il messaggio lanciato quest’anno è quello atteso da tempo, certo celebrare la pace con scene di guerra (fra l’altro con il falso storico della presenza dei tedeschi in spiaggia) non è il massimo ma diamo spazio anche a qualcosa che sembra attirare turisti. La domanda è: passato il 22 gennaio, data adesso la cittadinanza a Waters, vogliamo continuare a puntare su veterani ai quali va tutto il nostro riconoscimento e loro affini o si fa, finalmente, il salto di qualità?

Percorsi storici da realizzare e “vivere” tutto l’anno, quindi “vendere” dal punto di vista turistico non solo il 22 gennaio; Anzio laboratorio di pace; una sede finalmente degna per il museo; ricostruzioni vere, e non carnevalesche, in occasioni speciali o comunque spazi per scene virtuali “sul campo” ovvero laddove si sono verificate le barbarie della guerra; un lavoro di ricerca sullo sfollamento della popolazione; il coinvolgimento di Amnesty international, Medici senza frontiere, Unicef, Emergency e chiunque lavori sui teatri di guerra per dimostrare che nel mondo c’è ancora tanto bisogno di pace e che questo messaggio parte da una città che ha conosciuto morte, rovine, il già citato sfollamento, quindi ha saputo ricostruire e accogliere… Ecco, il luogo che si onora di avere Roger Waters tra i suoi illustri  concittadini deve fare il salto di qualità. Cogliere questa grande occasione a partire dal 71° anniversario e per gli anni a venire.

A proposito di occasione e della cerimonia, evitiamo una sagra paesana. L’interesse è altissimo, quelli che vorrebbero vedere da vicino o “toccare” il mito sono molti e richieste – da quello che si apprende – arrivano da tutto il mondo. Chiaramente non sarà possibile soddisfarle tutte, anzi ricordiamo che Waters viene nel giorno in cui suo padre perse la vita.

Detto ciò è partita la corsa, questo risulta, alla ricerca dell’amico o dell’amico dell’amico che possa far assistere alla cerimonia a Villa Sarsina. Evitiamo. Diamo il segnale di una città e non di un paesello. Anzi, cominciamo a darlo dal consiglio comunale convocato per giovedì quando sarà votata la cittadinanza onoraria che poi verrà conferita il 18. Discutere quel giorno interrogazioni e interpellanze è fuori luogo, si decida da ora una seduta apposita ma si eviti di “sporcare” quella  con discussioni certamente importanti ma  rinviabili. Di più: si decida tutti insieme un piccolo gesto, simbolico: il gettone di presenza di giovedì e quello della seduta del 18 devoluto a un’associazione impegnata nei teatri di guerra. E’ poca cosa ma sarebbe un bel gesto. C’è solo l’imbarazzo della scelta. 

 

Alfonso, “il” liceo…

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“Guarda uno piccolo così quanta gente ha radunato…” E’ una battuta sentita nella camera mortuaria, dove tante persone si sono ritrovate per salutare Alfonso Gervasi, noto anche come “mezzo chilo” per il suo essere mingherlino. Piccolo sì, ma gagliardo come pochi. Lo dimostrano gli studenti passati per il Liceo scientifico Innocenzo XII che su facebook hanno voluto tributargli un ricordo. Perché Alfonso – possiamo dirlo senza tema di smentita – è stato “il” liceo ad Anzio. Faceva solo il bidello, vero, ma è stato un punto di riferimento per intere generazioni di ragazzi e perché no di insegnanti e presidi o dirigenti scolastici come si dice ora.

Alfonso era un personaggio, un uomo divertente, con lui il tempo trascorreva amabilmente, sarà anche per questo che quando agli studenti diceva qualcosa erano tutti lì ad ascoltarlo. Non gli serviva essere rigido, anzi il suo fare solo apparentemente scanzonato lo faceva rispettare ancora di più. Perché lì, nel “suo” liceo, non ce n’era per nessuno. Sulle pagine di facebook e nei racconti alla camera mortuaria escono aneddoti per riempire pagine.

E’ il giusto tributo a una persona che lo merita. Ciao Alfonso e ancora un forte abbraccio ai tuoi familiari.  

Anzio, la strana idea di trasparenza

ImmagineIl sindaco di Anzio, Luciano Bruschini, continua a ripetere in ogni consesso che in Comune  nulla si fa all’oscuro. Abbiamo il dovere di crederci e ci fidiamo. Alcune questioni sulla trasparenza – per la quale la sua gestione non è stata particolarmente brillante e basterebbe ricordare il parere del ministero sull’incompatibilità dell’allora vice sindaco, misteriosamente scomparso  – ci sentiamo però di porle.

Una premessa: bene ha fatto il Pd attraverso il suo capogruppo Andrea Mingiacchi a chiedere “lumi” sull’aggiornamento del sito. Farà ancora meglio a mettere in mora i responsabili perché si adottino i provvedimenti necessari. E sarà un bene se, finalmente, si riuscirà almeno a convocare la commissione trasparenza che Mingiacchi presiede. Magari a partire da questo argomento.

Il sindaco sa, meglio di lui il segretario e a scendere tutti gli altri, che ormai siamo in tema di accessibilità totale e il concetto di trasparenza come inteso con la legge 241 del ’90 è  superato. Stranamente, però, sul sito manca ancora l’Abc previsto dalle recenti norme e, quel che è peggio, si fa fatica a trovare gli atti che normalmente dovrebbero essere disponibili. Meglio, si fa per dire, vengono pubblicati quando sono ormai superati. Ha senso mettere oggi una determina dirigenziale, per esempio, del 31 dicembre esecutiva da qualche giorno dopo e accessibile, invece, dopo oltre 40 giorni? Cosa osta alla pubblicazione immediata?

Senza contare che sulla vicenda della Capo d’Anzio – società che deve realizzare il porto ed è al 61% del Comune – non si è indietro: di più. L’ultimo bilancio pubblicato è del 2010, nel sito del Comune alla sezione “società partecipate” la pagina è vuota, sullo stesso sito c’è il “link” al nuovo porto che conduce alla pagina web della Capo d’Anzio dove, andando nella sezione trasparenza (!) si trova appunto il bilancio fino al 2010 e si pubblicizza la società come facente parte della rete di Italia Navigando. Peccato  non sia più così ormai da quasi due anni….

Ecco, all’oscuro non si fa nulla ma chi cerca di avere l’accesso agli atti previsti dalla legge qualche problema ce l’ha…