La mensa parte, i dubbi restano

laura nolfi

L’assessore Laura Nolfi

Apprendiamo dai siti dei giornali locali che la vicenda mensa si è risolta e che lunedì 3 ottobre i bambini mangeranno regolarmente. Non avevano inventato ieri, i colleghi, non possono averlo fatto oggi. Laura Nolfi dopo una telefonata di ieri a chi scrive ha garantito che sarebbe partito e debbo dargliene atto. Brava. Evidentemente, quando vogliono, spinti anche dai “social” , dagli articoli, dalle proteste programmate, se occorre gli uffici funzionano a meraviglia.

Eppure la scuola inizia ogni anno, di solito a metà settembre, e la mensa va garantita normalmente dall’inizio di ottobre. Nei Comuni più avanzati si fanno mangiare i bambini addirittura dal primo giorno, a questo dovrebbe puntare un’amministrazione che si rispetti invece di inseguire chi dà le notizie alla stampa.

Il problema per l’inizio il 3 ottobre c’era, non era semplicemente quello di un codice di gara mancante o quelli, inventati, di iscrizioni che non risultano o pagamenti ritardati. Era e resta la disorganizzazione di questo Comune, con le mense che ne sono la cartina al tornasole.

Dispiace per l’assessore Laura Nolfi, se n’era andata (per la seconda volta) e avrebbe fatto meglio a rendere davvero “irrevocabili” quelle dimissioni.

Perché ci sono stati due anni o quasi per fare una gara, non dipenderà direttamente da lei, ma questa maggioranza ha discusso o meno sulla stazione unica appaltante? Sì. E’ vero o non che con la smania di poter “controllare” è stata scartata l’area metropolitana, poi Nettuno, si è arrivati alle soglie del Consiglio comunale con l’idea di Santa Marinella (!?!?) e solo con l’avvento della segretaria da Ardea è stato finalmente scelto quel Comune, fra l’altro politicamente “vicino“?

Risultato? Un’azienda che è arrivata ultima nel precedente e contestato appalto ha svolto il servizio per un anno nelle more della nuova gara che non si è fatta, quindi ha ottenuto una nuova assegnazione per due mesi in attesa di un ulteriore appalto che stavolta farà Ardea ma che non ha tempi brevi. E ci accorgiamo di tutto questo solo quando in una riunione esce fuori il rischio che il 3 ottobre non si sarebbe mangiato? E quando quei brutti e cattivi giornalisti scrivono o, peggio, le mamme lo scrivono su facebook? Per piacere….

Per non parlare della qualità dell’offerta. E’ vero che se pure venisse uno degli chef stellati qualcuno che reclama lo troveremmo sempre, ma questa associazione d’imprese lo scorso anno è stata più volte contestata e in alcuni Comuni vicini persino mandata a casa.

Ah, già che ci siamo, qual è il programma dell’amministrazione se qualcuno decidesse di far valere la recente sentenza del Piemonte e portarsi da casa il panino? Scelta che, personalmente, non condivido. La mensa è (dovrebbe essere) educazione alimentare, cibi che variano, giuste proporzioni. Il panino non risolve, anzi a volte il contributo che le famiglie danno per la mensa è inferiore al costo di pane, companatico e bevanda se portati da casa. Ma un’amministrazione deve porsi il problema, o no?

Ad esempio, in questa corsa contro il tempo, tra domani e lunedì andranno fatte determine di affidamento e impegno, quindi – stabilito che è tutto a posto – si dovrà firmare il contratto…. Così, giusto per ricordarlo. Mentre la ditta in fretta e furia dovrà organizzare un menù improvvisato, ripulire i centri cottura (uno è ko) e via discorrendo.

Sì, la Nolfi ha mantenuto il punto e lunedì si mangia. Si rende conto da sola che non è così che funziona.  La mensa parte, è vero, ma i dubbi restano.

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Mense, quei costi ripetuti tra programmi ed esperti

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Aspettando il regolamento che domani andrà in Consiglio comunale e speriamo preveda anche un accenno al 3.0, sulle mense (il servizio comincia ad andare a regime, per la cronaca) continuiamo a registrare un’informatizzazione dopo l’altra e spese che si ripetono.

E dire che funzionava tutto, nell’anno scolastico 2010-2011, quando grazie all’avvento di Tecnorg si aveva il controllo della situazione da parte del Comune ma anche dei genitori, i quali potevano verificare da casa i pasti “caricati” e sapere se avevano pagato o meno. Mancava solo la possibilità di pagare on line, ma venne spiegato che sarebbe stato il passo successivo. Invece? Quel software – la ricostruzione è realizzata con il contributo del cittadino ed esperto di informatica Luciano Dell’Aglio – il 12 marzo del 2012 viene confermato  al costo di 8640 euro, perché al termine del triennio sarebbe rimasto al Comune grazie al “noleggio con riscatto”. Funzionava, eccome se funzionava, ma…

Il 23 ottobre dello stesso anno, misteriosamente e senza pensare al precedente “riscatto“, si passa alla Maggioli e a marzo del 2013 viene acquistato un ulteriore aggiornamento. Siamo – dalla prima informatizzazione, indispensabile, ai vari “data entry” e programmi – già a 90.000 euro. Ah, i genitori non entrano più nel sistema, nel frattempo.

Perché si acquista qualcosa che non servirebbe fa parte dei tanti misteri di un Comune 3.0 dove l’informatica è affidata alla scelta di ciascun dirigente, spesso dettata da scarse conoscenze nel settore, e ognuno va per consto suo.

Mica è finita: il 18 agosto di quest’anno si prende un ulteriore aggiornamento da Maggioli.

Qualche giorno dopo, senza avviso pubblico (se c’è stato lo hanno nascosto),  ed evidentemente non fidandosi o non essendoci dipendenti del Comune in grado di svolgere quel ruolo, si affida a un esterno il ruolo di Dec, direttore esecutivo del contratto, per l’appalto mense. Colui che deve verificare – in cambio di 24.000 euro – se la nuova ditta esegue quanto previsto dalla sua offerta. Per una cifra del genere servirebbe l’avviso, anzi ammettendo pure non sia necessario sarebbe quantomeno consigliato, ma nulla. E in Comune tutti tacciono.

Si va avanti, attenzione, arriviamo al 18 settembre e già che ci siamo affidiamo alla solita Maggioli anche stampa, imbustamento e recapito delle bollette, altri 4.500 euro circa. Qui sono necessari due passi indietro: il primo è che la stessa azienda aveva “rinunciato” l’anno precedente a tale servizio, con incarico affidato a un’altra che in Comune ha messo le tende, la Mercurio. Il secondo: lo stesso ufficio, il 6 agosto, aveva incaricato una tipografia di stampare conti correnti e moduli per la mesa e gli scuolabus.

No, no… c’è un altro passo indietro, il terzo. Siamo al 9 luglio sempre di quest’anno quando viene affidato, per 24.400 euro, il servizio di “raccolta e recapito degli invii postali“. Mense e scuolabus esclusi? Boh!

Infine l’incarico, per l’appalto mense, per la redazione del Duvri, il documento di valutazione dei rischi, altri 5.327 euro circa. Siamo di fronte a un documento previsto per legge, attenzione, ma con il precedente e contestatissimo appalto era stato redatto per un triennio. La finalità è sempre la stessa “produrre un risultato che diverrà di proprietà dell’amministrazione“. Non lo era già? E cosa è cambiato dall’anno scolastico 2013-2014 nelle mense? Mistero anche questo.

Risultato? Costi lievitati, spesi oltre 175.000 euro – pensare che nel 2015 il Comune ha incassato dai genitori per i dati “spariti” e il mancato “data entry” appena 86.000 euro – e risultati che a oggi non ci sono. I consiglieri comunali? Tacciono.

Ecco, speriamo davvero che oltre a dettare le regole nel testo che domani va all’attenzione del Consiglio comunale ci sia un cenno al 3.0 e – per la cronaca – esistono ormai programmi che in “cloud” fanno tutto, consentendo ai genitori di controllare e pagare addirittura via sms. A un prezzo irrisorio rispetto a quello pagato finora. Basterebbe volerlo.

Mense, primo intoppo. Ci fosse stata la Santaniello….

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Un’amministrazione 3.0 sarà certamente attenta ai social network, dai quali apprendiamo che ieri – all’esordio del nuovo servizio mensa – ci sono stati ritardi considerevoli nella consegna dei pasti. Lasciamo stare il 3.0 spesso “de noantri”, sicuramente dal Comune – a partire dall’assessore Laura Nolfi e fino ad arrivare a chi si occupa della materia negli uffici – qualcuno avrà verificato com’è andato il servizio.

Avrà saputo, quindi, del ritardo, di insalata al posto delle patate scritte sul menu pubblicato sul sito del Comune, di pietanze portate già con il parmigiano quando i condimenti dovrebbero essere a parte.

Diamo alla All Food – che nel contestato bando precedente era arrivata tra le ultime – il beneficio dell’esordio? Ma sì….

D’altra parte quel bando era stato aggiudicato, secondo l’Anac, da una commissione formata in modo illegittimo, e quindi risolto quel problema ora se i pasti arrivano tardi che vai a vedere?

Come funzioneranno i pagamenti, poi, tra un data entry e l’altro – con ennesimo affidamento alla Maggioli – tra buste da spedire ed esperti vari, è ancora tutto da capire. Approfondiremo in seguito.

Oggi preme solo una domanda: fosse stata ancora dirigente la Santaniello, nel frattempo sospesa per le vicende relative alla condanna in primo grado, cosa sarebbe successo non tanto per i pagamenti, ma per il ritardo?  Un caos che è facile immaginare.

Dove sono, invece, gli zelanti consiglieri che scoprono le mense a seconda, evidentemente, di convenienze politiche? I comunicatori seriali che fidano in chi “copia e incolla“? Tutti assenti. Ah, per favore: non diteci che mentre qui comunque si mangia, a Nettuno e in altri centri i bambini restano senza pasto. Francamente vorremmo sapere come funzionano le cose a Carpi o in altri Comuni dove le cose si fanno per bene.

Speriamo solo che dalle denunce del passato – il consigliere Maranesi sulla commissione, la Santaniello sulle pressioni che dice di aver subito – si faccia intanto chiarezza

Mense, un’altra informatizzazione. Sarà la volta buona?

L'assessore Laura Nolfi

L’assessore Laura Nolfi

Speriamo sia la volta buona e che sull’informatizzazione del sistema delle mense scolastiche si metta finalmente la parola fine. Nel Comune 3.0 promesso da Luciano Bruschini in campagna elettorale, gli ultimi bollettini sono stati consegnati ai bambini negli zaini, come si faceva dieci anni fa. Sperando che qualcuno paghi. Anzi, ci dovranno dire come immaginano di fare il “conguaglio” dell’ultima rata dello scorso anno scolastico, chi ha preso le presenze e dove sono…

Già, perché è noto che all’indomani della sospensione di Angela Santaniello e della “rivoluzione” decisa dal segretario generale Pompeo Savarino (il quale per non saper leggere né scrivere decise di smantellare l’ufficio) quello che è successo nella gestione delle mense dal punto di vista della gestione amministrativa è tutto da capire. Dati introvabili, di sicuro, ma perché il sistema non funzionava, perché c’era chi non lo sapeva far funzionare o perché c’è chi li ha fatti “sparire“? Ancora oggi lo ignoriamo.

Ora apprendiamo che la “solita” Maggioli, che come leggiamo dall’ultima determina agisce in esclusiva, si vede riconosciuti oltre 28.000 euro per “la fornitura del servizio di assistenza, manutenzione e aggiornamento del software di gestione in dotazione agli uffici di refezione e di trasporto scolastico per l’anno scolastico“.

Bene, capiremo finalmente qualcosa? Controlleremo on-line come facevamo, senza poi vedere misteriosamente sparire questo servizio? Pagheremo dal sito, una volta per tutte? Lo ignoriamo.

Quello che sappiamo, invece, è che fra il 2010 e il 2013 tra Tecnorg (ci collegavamo, funzionava….), Maggioli, Mercurio service e “data entry” vari abbiamo già speso 83.000 euro circa, ai quali aggiungere i 2900 di aggiornamento del 2014 e i 28.00 di adesso.

Fa 113.900 euro in meno di cinque anni, solo per questo settore. Sostanzialmente per saperne ben poco, viste le recenti vicende.

Chissà come avranno fatto a Caivano, oppure a Diano Marina, e quanto avranno speso, di certo con una cifra del genere dovevamo conoscere i dati e avere la possibilità di accedervi. Speriamo che questa sia la volta buona, davvero.

Di sicuro il 3.0 “de noantri” ha dimostrato ancora la sua totale inadeguatezza

Mense, la provocazione: sicuri che a ottobre i bambini mangeranno?

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Domani il Tribunale amministrativo regionale entrerà nel merito della vicenda mense, dopo l’annullamento delle procedure che avevano portato all’aggiudicazione alla cooperativa Solidarietà e lavoro per la vicenda della commissione “illegittima“. Un parere dell’Autorità nazionale anti corruzione aveva indotto il Comune – con molta calma – ad annullare gli atti e successivamente a indire una procedura negoziata per affrontare il prossimo anno scolastico.

Lo diciamo nel titolo, è una provocazione: alla luce di quanto sta accadendo a ottobre mangeranno i bambini? Il perché è presto detto: la nuova procedura va avanti, ma in attesa dell’udienza di domani il Tar ha detto di non procedere all’aggiudicazione. Se avesse ragione Solidarietà e lavoro è facile pensare che il Comune impugni la sentenza del Tar, se vincesse l’Ente sarebbe la cooperativa a fare ricorso  e nel frattempo la procedura “alternativa” sarebbe comunque ingessata.

Qualora arrivassimo a una sentenza d’agosto definitiva, immaginiamo per un attimo cosa possono fare le aziende invitate (Solidarietà e lavoro compresa) alla procedura negoziata? Minimo un ricorso.

A leggere quanto sostiene la cooperativa esclusa, finora mai pagata, perché il contratto non c’è e perché quel poco di contributo dei cittadini è stato affidato a un sistema che ci ha fatto tornare indietro di venti anni, si parla di “malcelato tentativo del Comune di addivenire, mediante un articolato e contraddittorio percorso, all’annullamento delle procedure di gara“. Si ricorda che questo è avvenuto a nove mesi dall’aggiudicazione, che l’Anac ha censurato la composizione della commissione ma non la procedura di gara, soprattutto si fa notare che il prezzo di aggiudicazione della Solidarietà e lavoro è di 4,522 euro a pasto, mentre la base d’asta è di 5,10 ma senza le migliorie che erano sul precedente capitolato. Bene che vada pagheremo la stessa cifra, senza interventi di miglioramento.

Inoltre la cooperativa chiede sin d’ora un risarcimento dei danni per avere, tra l’altro “attivato specifiche linee di credito e immobilizzato ingenti capitali“.

E’ chiaro che questa è la posizione di una parte, sicuramente non difendibile per come hanno mangiato (!?) i nostri figli durante l’ultimo anno scolastico. Ma l’impressione che si ricava è che rincorrendo pareri e aspettando decisioni, il Comune si sia infilato in una situazione diciamo singolare.

Non sarebbe la prima, né l’ultima. Però la domanda resta: l’1 ottobre il servizio mensa inizia? I bambini mangeranno?

Mense, una parte già pagata e quella a rischio

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Diciamolo pure, la Democrazia cristiana o meglio i suoi metodi – fatti propri a mani basse dai presunti attori della seconda e terza Repubblica, di ogni schieramento – resterà in eterno. Scrivi di una delibera sui bollettini delle mense che porta una data sbagliata (pazienza, una svista…) e di una procedura singolare, dal Comune fanno sapere che la commissione mense farà i corsi sull’igiene e potrà fare i controlli. Pare una conquista, invece dovrebbe essere la norma. La delibera passa in secondo piano, comunque, e dai tutti a scrivere della commissione – ferma a un regolamento di oltre dieci anni fa – che dobbiamo dedurre abbia fatto, finora, controlli senza essere in regola. Ah, per la cronaca: da anni si tratta di Haccp e non Hccp…

Scrivi della delibera, accenni a una gara sempre per le mense che non si sa che fine faccia, dal Comune sentono il bisogno di parlare di una commissione che farà pure i suoi controlli ma che – a oggi – non può sanzionare nessuno. Né c’è chi possa farlo nell’ente, dato che si dovrebbe eseguire un contratto che non c’è e del responsabile unico del procedimento non abbiamo più traccia. Ma sì, pazienza la scadenza del 31 settembre, vai a guardare il capello, pazienza assessori, segretario ed estensori che non se ne sono accorti, speriamo che almeno sui bollettini arrivi la data corretta, i problemi sono altri.

Il primo: nella delibera è scritto che dovremo pagare da ottobre a dicembre entro la fine di maggio. Possibile che nel Comune 3.0 nessuno sappia che ottobre lo abbiamo già pagato? Speriamo ci addebitino solo novembre e dicembre…

Il secondo: si deroga – ma non si fa alcun cenno – alle tariffe e al bilancio del 2014. Competenza di consiglio comunale, ma nessuno solleva il caso. All’appello nei conti del 2014 che tra l’altro ancora non si chiudono, mancano solo per le mense circa 800.000 euro in cassa.

Terzo: il parere di regolarità contabile sulla delibera non c’è, sarà un caso o è proprio per questo motivo?

Quarto: si deroga al regolamento, altra materia di consiglio comunale, per quanto attiene le iscrizioni che dovrebbero avvenire solo una volta dimostrata la regolarità dei pagamenti dell’anno scolastico precedente. Sarà impossibile farlo, dato che la giunta ha deciso di inserire la rata di conguaglio a novembre 2015, ma anche qui è una deroga “fai da te“. Nessuno la impugnerà, certo, ma comunque i pagamenti sono a rischio e si torna indietro di anni luce rispetto alla gestione, senza contare i vari “data entry” ben pagati e praticamente buttati. Possibile che nessuno senta il bisogno di chiedere? Evidentemente va bene a tutti così.

Un’ultima cosa: l’assessore che si occupa delle mense e che per il sindaco “ha fatto un ottimo lavoro“, Laura Nolfi, era assente proprio alla delibera sui pagamenti, mentre anche lei ha sostenuto che la gara va revocata ma ancora non se ne fa nulla. La sua assenza è stata un caso o c’è altro?

Mense, si paga così. La svista e i dubbi che restano

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Un anno fa di questi tempi era già in circolazione il bando per l’iscrizione alla mensa scolastica. Da metà maggio a metà luglio era possibile iscrivere i bambini del primo anno, mentre per gli altri – una delle poche cose “avanzate”  nei servizi ai cittadini – era automatica, salvo dimostrare di aver pagato l’intero importo dell’anno precedente e pagare la prima rata del nuovo.

Tutto questo è “saltato” per ragioni più volte trattate. C’è chi dice di non avere avuto la possibilità di fare il passaggio di consegne e chi di non aver trovato dati, fatto sta che alla vigilia delle iscrizioni al prossimo anno la giunta ha deliberato come uscire dall’angolo per i pagamenti di questo e non incorrere nel danno erariale. Sindaco e assessori – ma Laura Nolfi era assente – hanno preso atto che “a causa di problematiche di natura tecnica – organizzativa, che hanno interessato la struttura gestionale dell’Ente, non si è potuto dare corso di emissione dei bollettini di pagamento” e stilato il nuovo calendario. Sindaco, assessori, segretario e chi ha predisposto la delibera, però, non devono essersi resi conto di una svista clamorosa e di un errore che rischia di inficiare tutto. La svista è la scadenza  della seconda rata “non oltre il 31/09/2015“, quando com’è noto settembre di giorni ne ha 30 da sempre e non cambia certo nel 2015.

L’errore, invece, è legato al vigente regolamento che stabilisce all’articolo 4 che “non potranno accedere al servizio gli utenti che non sono in regola con i pagamenti relativi agli anni scolastici precedenti“. E’ stato derogato? Deve essere implicito nella delibera, perché non lo troviamo scritto da nessuna parte. E se è stato derogato anziché andare avanti – dopo tre informatizzazioni, quasi 100.000 euro spesi, continui “data entry” e programmi che alla fine sembra non funzionassero – si torna indietro. Perché aver stabilito che ci si iscriveva solo pagando era stato un modo per far regolarizzare tutti,  mentre così si torna all’antico.

Comunque il periodo ottobre-dicembre andrà pagato “non oltre il 31 maggio” e dobbiamo dedurre che i bollettini sono in spedizione, di quello gennaio-marzo abbiamo già detto (speriamo che quello che in casi del genere è definito “mero errore materiale” sia corretto a stretto giro), mentre per aprile-maggio con relativo conguaglio i bollettini saranno emessi entro l’1 ottobre e i pagamenti dovranno avvenire entro il 30 novembre. Conguaglio…. ma le presenze sono state rilevate dalla ditta?

Altre domande: un genitore che iscrive il figlio per la prima volta cosa dovrà pagare? E le iscrizioni già in essere, saranno confermate senza dimostrare di aver pagato gli arretrati?

Fin qui l’emissione delle bollette, resta sempre “appesa” la vicenda della gara assegnata da una commissione ritenuta “illegittima” dall’Anac che il responsabile del servizio intende revocare ma per la quale non c’è ancora un atto formale. E’ evidente che se viene revocata se ne deve fare un’altra e anche qui i tempi stringono. A meno che non si decida che la mensa, per l’anno scolastico 2015-2016, inizi con calma anziché dall’1 ottobre. Sarebbe un altro inutile e pericoloso tuffo nel passato…

Mense e denunce, qualcuno non la racconta giusta

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Ormai è chiaro. Al di là di quello che mangiano i nostri figli, in attesa di un regolamento sulla commissione mense degno di tale nome e aspettando che la “rivoluzione” voluta dal segretario generale per il settore sortisca i suoi effetti, la vicenda mense si discuterà nelle aule di un Tribunale.

La dirigente sospesa dal servizio dopo la condanna in primo grado per abuso d’ufficio, Angela Santaniello, ha dichiarato al Granchio che denuncia la nutrizionista Raimonda Dessì. Da un rapporto che negli ambienti si definisce solido e cordiale, alla querela. Motivo? La nutrizionista ha messo nero su bianco che la Santaniello le avrebbe impedito di svolgere i controlli nel mese di ottobre, appena avviato il servizio con la nuova azienda. Quel rapporto è finito, come ha detto in consiglio comunale il segretario del Comune, già in Procura. La dirigente replica: Dessì non doveva avere alcuna autorizzazione, poteva andare dove e quando voleva, senza riferire nulla preventivamente. E’ chiaro che siamo di fronte a una delle due parti che non dice il vero e a questo punto sarà un giudice, con tutta probabilità, a stabilire chi ha ragione.

Qui si torna a chiedere, umilmente, di conoscere i rapporti che la Dessì ha fatto nei confronti della ditta precedente, la Serenissima, mentre la dirigente era in servizio. Si farebbe più chiarezza anche alla luce di quanto sta avvenendo.

E comunque, pure si risolvessero le questioni tra Santaniello e Dessì, inevitabilmente si finirebbe in un’aula di giustizia. Alla Procura si è rivolto, infatti, il consigliere Marco Maranesi che aveva chiesto – senza ottenerli – “lumi” sulla composizione della commissione giudicatrice che riteneva illegittima. L’Autorità nazionale anti corruzione è intervenuta sullo stesso argomento, dopo la segnalazione del segretario che non riceveva ancora i documenti, e ha mandato la Finanza in Comune. Nel frattempo c’è stata  la storia delle chiavi “scomparse” e dei documenti “segreti” per i consiglieri comunali che li chiedevano, relativi all’aggiudicazione, e prima ancora era stata la stessa Santaniello – in corso di gara – a segnalare alcuni eventi a Carabinieri e Prefettura.

Questo è il clima, purtroppo. Peccato che di ciò che mangiano i bambini sembra interessare a pochi.

Mense, quando il confronto supera tutto il resto

L'assessore Laura Nolfi

L’assessore Laura Nolfi

Sedersi intorno a un tavolo e confrontarsi. Senza posizioni preconcette, senza pensare che chiunque parli di mense – soprattutto quando a farlo sono genitori – voglia “strumentalizzare“. E’ dal confronto, al quale bene ha fatto l’assessore Laura Nolfi a non sottrarsi, che nascono soluzioni. Così domani non ci sarà alcuna protesta, perché nelle more di una vicenda, quella dell’intero appalto, che resta da chiarire ed è all’attenzione di altri organi, intanto si cambia il menù.

Cosa abbia attratto nella commissione giudicatrice il menù aggiuntivo offerto dalla ditta, pieno di trote, è da capire, ma intanto si torna a quello a base di gara ed è un passo avanti. Poi sui gusti dei bambini nemmeno si dovrà discutere, ma su quantità e qualità delle derrate, sulle ricette da eseguire e tutto il resto che emerge dal rapporto della nutrizionista del Comune è indispensabile farlo. Come controllare, costantemente, senza immaginare che c’è chi lo fa perché è “strumentalizzato“.

Anzi, per sgomberare il campo dai tanti dietrologi di professione, si chiedano i verbali che la dottoressa Raimonda Dessì faceva o meno alla Serenissima. Così tutti staremo più tranquilli e sapremo che con i nostri figli l’ex società appaltatrice ha sempre rispettato le regole oppure che in alcune occasioni non l’ha fatto. Sapremo se è stata sanzionata o meno. E’ importante conoscere per capire se veramente, come dicono quelli che oggi se la prendono con la Dessì che ha fatto solo il suo lavoro, la nutrizionista in passato è stata più magnanima.

In ogni modo una giornata iniziata male, con il tentativo segnalato dai genitori di negare le chiavi del locale dove si sarebbe svolta la riunione e la situazione poi risolta, si è conclusa nel migliore dei modi.

Certo sarebbe stata una beffa tenere chiuso a semplici cittadini uno spazio pubblico concesso in fretta e furia a un partito appena nato per fare la sua campagna elettorale o a un altro che doveva svolgere le primarie. Sarebbe stato un affronto dire no a semplici cittadini dopo aver dato a chi inneggiava a moti fascisti la sala del Consiglio comunale. Indecente applicare regole (ma quali?) in un Comune dove si danno sedi a chiunque e senza criterio. Alla fine tutto si è risolto ed è meglio così.

Sindaco, assessori e dirigenti del Comune devono rendersi conto, però, che se Bruschini ci prometteva il 3.0 che non c’è, ormai i normali cittadini usano per comunicare ogni mezzo possibile e che per loro il 2.0 è più che sufficiente. Lo stop alla manifestazione di domani è arrivata con messaggi telefonici e social network, poi la notizia è rimbalzata sui siti di informazione.  La politica nostrana e gli zelanti funzionari sembrano far fatica a comprendere e ad adeguarsi…

Caso mense, ci vuole rispetto. Altro che “stro…”

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Si fa presto a liquidare con “è una stronzata” – parole testuali – le contestazioni arrivate da più parti sulle mense nel consiglio comunale di ieri. Voglio sperare che il sindaco di Anzio, Luciano Bruschini, si riferisse – prima di ripensarci e votarla – alla mozione con la quale alla fine si dà incarico al segretario generale di valutare l’intera vicenda. Perché se la battuta era riferita al contenuto della relazione della nutrizionista sarebbe di una gravità inaudita. E sarebbe altrettanto grave se il riferimento fosse ai giornali, venuti in possesso di un atto che era in Comune. Strano che si voglia fare, adesso, una questione di lana caprina per stabilire a chi fosse indirizzato o meno. Diciamo che in un ente dove “sparisce” il parere del Ministero dell’Interno su un assessore incompatibile non si può certo dare lezione su come e a chi indirizzare un documento. Che esiste e ha dato spunto ai giornalisti – che fanno il loro lavoro – per portare alla luce una vicenda grave. Gravissima. Altro che “stro.…”

Per la prima volta in questo Comune, infatti, abbiamo nero su bianco la relazione di una nutrizionista incaricata dall’ente che dice: non mi hanno fatto svolgere il mio lavoro in avvio del servizio – notizia di reato, come segnalato da Candido De Angelis e caso già all’attenzione della Procura, come detto dal segretario generale – quando sono andata a fare gli “audit ispettivi” ho trovato una serie di violazioni. Le ha poi riferite in commissione – ma l’assessore Nolfi forse non c’era, la presidente Fontana sì – e le ha spedite in Comune. Come vuole il suo ruolo.

C’erano prima relazioni del genere? E cosa ne è scaturito? Sarebbe interessante saperlo. La dottoressa Raimonda Dessì, infatti, è stata incaricata dal Comune, come ieri ha ricordato Marco Del Villano, su sollecitazione che arrivava dalla commissione mense e in particolare da Paride Tulli che ne era componente. Commissione che usciva, controllava, quando diceva che andava bene era brava, quando segnalava anomalie era “strumentalizzata”, ma soprattutto che non poteva fare contestazioni. Del Villano, dando dimostrazione di conoscenza della materia ed ergendosi un po’ a professore, ieri ha spiegato bene come funziona. Vero, non è il Consiglio comunale a poter revocare un contratto – che peraltro ancora non c’è, ad Anzio funziona così… – ed esistono figure come il Responsabile unico del procedimento e il direttore esecutivo del contratto ai quali competono le contestazioni. Sulla base delle segnalazioni della commissione mense e, soprattutto, della Dessì. Poi si avviano le controdeduzioni e tutto quello che vogliamo. Bene, la procedura è questa e ringraziamo Del Villano di averla ricordata. Così come non possiamo basarci sul gusto dei bambini ma sul rispetto del capitolato. E questo ha fatto la Dessì: il suo lavoro. Per questo non merita di essere liquidata – nemmeno con il pensiero – con l’aver detto “stro…”. Tanto meno, come si sente negli ambienti, facendo dietrologia sul fatto che solo ora ha iniziato a contestare. Diciamo che prima il suo rapporto era diretto con la dirigente oggi sospesa. Allora, per sgomberare il campo: c’erano relazioni simili? E cosa dicevano? Si tirino fuori e vediamo se la “Serenissima” meritava, alla fine, le poche centinaia di euro di sanzione avuti nel suo periodo di gestione ad Anzio.

Poi il caso vuole che non ci sia più il precedente responsabile unico del procedimento perché sospesa dopo la condanna in primo grado e che il segretario abbia voluto sostituire il direttore dell’esecuzione del contratto dopo il tentativo di non fornire gli atti a un consigliere comunale sostenendo che ci fosse un “segreto” da rispettare. Vicende che accalorano tanto la politica, al punto che sulla vicenda c’è chi ha preferito uscire dall’aula al momento del voto, per niente i genitori che mandano i figli a scuola. I quali si preoccupano che dal punto di vista di quantità, qualità e valore nutrizionale sia fornito il dovuto.

Qui non interessa chi, materialmente, è chiamato a verificare e sanzionare bensì che la ditta rispetti quanto ha detto nell’offerta e il capitolato. Se lo fa, ben venga. Se non lo fa, si accomodi. Tutto qui.