Mense, il 3.0 “tradito” dal sistema di pagamento

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Volete pagare la mensa con il sistema messo a punto ad Anzio? L’amico Luciano Dell’Aglio ha realizzato questo video che potete vedere qui e che spiega meglio di ogni altra cosa le difficoltà che ha un cittadino medio a pagare on line.

Il Comune di Anzio – fra i tre che hanno avviato il sistema di pagamento della Città metropolitana  – anziché semplificare la vita degli utenti, con questo genere di pagamento l’ha resa più difficile. Sono cinque i siti diversi tra i quali “rimbalzare” e una trentina i passaggi da effettuare in almeno 15 minuti. Di corsa, perché il “token” scade.

Il tutto a un costo, per la collettività, di circa 15.000 euro l’anno. Quando il sistema originario – quello con il quale ci si iscrive, si comunicano le assenze e si verifica la propria posizione – non prevedeva aggravi e consentiva di pagare on line in modi diversi. Bastava volerlo, era tutto pronto, ma si è scelta una strada diversa. Il 3.0 che finalmente diventava realtà – almeno per questo servizio fondamentale – è stato  “tradito” da un sistema che ci costa ed è farraginoso.

Facciamo un esempio, è come se per acquistare un prodotto su Amazon o Ebay si dovesse – dopo aver messo nel carrello ciò che ci interessa – scegliere il metodo di pagamento, aspettare una mail, uscire dal sito, andare a pagare e poi tornare indietro. Sappiamo tutti, invece, che scelto il metodo si va al massimo su un sito esterno, si paga – con carta o paypal – e si torna su quello originale.

Ovunque, non ad Anzio.

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Il capo di gabinetto, le cose da capire

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La prossima nomina di Bruno Parente a capo di gabinetto del sindaco di Anzio mi dà l’occasione per augurare buon lavoro a un uomo che conosco da tempo e che nei rapporti personali e professionali è sempre stato di una correttezze unica. Non avevo e non ho nulla contro di lui e lo sa.

Com’è noto a chi segue questo spazio, però, la domanda per quel posto l’avevo fatta – provocatoriamente – pure io, riscoprendo una mai sopita anima Radicale. Non ambivo a tale nomina e se mai fosse avvenuta avrei rinunciato,   lavoro in uno dei quotidiani più importanti d’Italia, ma volevo vedere cosa sarebbe successo. Nel curriculum che ho spedito al Comune e che potete scaricare qui di seguito (CVE_gdgxsito) c’è una frase del grande giornalista, inviato e scrittore Ryszard Kapuściński: “Non bisogna mai stancarsi di studiare il mondo”. Ecco, provo a farlo. E in questo tentativo mi soccorre un’altra frase, quella del professor Domenico De Masi che ci spronava, a lezione, a “vivere e studiare per sputtanare questi disgraziati millantatori di cultura“. Lo so, si rischia di vivere male, però…

Può darsi che non avessi, come si sostiene nel verbale difficilmente trovabile sull’albo pretorio del Comune di Anzio, i requisiti professionali. Ho lavorato sempre nel privato, vero, dirigendo anche servizi in un paio di redazioni e credo questo non abbia convinto chi ha visto il curriculum. Pazienza.  Questa valutazione, però, mi dà l’occasione di segnalare delle cose che vanno capite su come si interpretano e fanno le cose in questo Comune. Quel verbale con ammessi e non, ad esempio, non ha una firma. Chi avrà deciso? Mistero. Di certo l’ha fatto a tempo di record, quando siamo abituati – ad esempio per un accesso agli atti – a “riti” di durata infinita o quasi. Ma va bene, l’efficienza quando si mostra va premiata. Non era 3.0? Eccolo…

Questo consente di dire un altro paio di cose. La prima: ci fosse stato lo stesso zelo nel valutare il titolo (sbagliato rispetto al bando) del dirigente dell’area finanziaria, un anno fa sarebbe stato escluso com’è accaduto – oggi – a Sabina De Luca e Mauro Nasi.  Ma attenzione, rispetto alla laurea chiesta allora (Economia o equipollente, e Giurisprudenza non lo è) il bando per il capo di gabinetto recita all’articolo 1, tra i requisiti specifici: “Diploma di laurea (DL) del vecchio ordinamento universitario, oppure laurea specialistica (LS) o magistrale (LM) del nuovo ordinamento universitario in: Sociologia, Scienze Politiche o Scienze della Comunicazione“. Se ci fermiamo alla virgola, a casa mia “diploma di laurea del vecchio ordinamento” vuol dire qualsiasi laurea… Sbaglierò?

La seconda: ci fosse stata la medesima attenzione nel valutare i profili di provenienza dei candidati per il posto di dirigente della polizia locale, forse chi c’è oggi non ci sarebbe stato. Qui ho l’impressione che, invece, sia accaduto il contrario. Conosco Nasi, per esempio, e se uno in un Comune svolge le funzioni chieste dal bando di Anzio (potete scaricare il curriculum sul sito di Cisterna di Latina) perché non avrebbe i “requisiti professionali“? Altro mistero.

Non solo, la procedura seguita è quella per l’articolo 90, vale a dire che il sindaco può scegliere chi vuole, senza mettere in piedi questa selezione che era noto (e giusto, sostanzialmente) fosse destinata a Bruno. La domanda è se un incarico dirigenziale può essere affidato così o non serva la procedura ex articolo 110. Ah, ma solo per curiosità, la legge 150 del 2000 prevede che la “comunicazione istituzionale”  –  uno dei requisiti decisivi ai fini dell’assegnazione dell’incarico – sia affidata agli iscritti all’Ordine dei giornalisti.

Questioni che sottolineo, lo ribadisco, solo perché troppo spesso le regole, nel nostro Comune, si interpretano a soggetto. Anche per questo è necessaria #unaltracittà

ps, scommessa con Bruno Parente: c’è chi è già venuto a dirti in ufficio, riferendosi a me “Hai visto l’amico tuo….” Vero?

Capo di gabinetto, ma serve? Io partecipo e intanto…

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Con tempi da 3.0, ammettiamolo quando avviene, la giunta di Anzio approva l’ennesima dotazione organica, riscopre la figura del Capo di gabinetto. Radio Comune voleva arrivasse il dirigente di Ardea con il tema copiato, Agostino Gaeta ha scritto che quell’arrivo era frutto addirittura di un’intesa Forza Italia-Pd, ma un passaggio che sembrava ormai fatto ha sollevato più di qualche dubbio in maggioranza. Solo che a meno di un anno da voto diventa fondamentale, guarda un po’,  l’Ufficio di Gabinetto che il sindaco avrà “alle sue dirette dipendenze” per “l’esercizio delle funzioni di indirizzo e controllo e coordinamento di piani e progetti strategici”. Qualcosa in più della sua attuale segreteria, tanto che ora il nome che si fa è dell’attuale capo dello staff del sindaco.

A parte la schizofrenia di riorganizzazioni che finora, sbaglieremo, non hanno portato benefici al funzionamento della macchina amministrativa, ma davvero è indispensabile questo “gabinetto“? E quanto ci costerà in più? Ed è davvero una esigenza della struttura o non della politica che sui posti dirigenziali spesso gioca la sua partita? E tra i “piani e progetti strategici” ci sono forse anche le elezioni 2018? Così, per capire…

Di certo in pochi giorni si è passati dalla delibera al bando, quindi all’avviso pubblico. Riscoprendo un’anima Radicale mai sopita, parteciperò. Ho la laurea prevista, mi occupo di comunicazione, ho avuto un’esperienza nel pubblico sia pur breve con Candido De Angelis sindaco, mi aggiorno in continuazione…. Presenterò domanda, magari andrò anche alla selezione, così per “vedere l’effetto che fa” come cantava Enzo Jannacci.  Un testo che si attaglia, parafrasando, in modo perfetto alla situazione del nostro Comune.  Ovviamente se la scelta ricadesse – e non ricadrà – su di me, direi “no grazie“. Perché questa figura aveva un senso, forse, a inizio della consiliatura, adesso è un contentino o poco più.  E perché faccio altro nella vita. Ma parteciperò.

Lo farò anche per vedere i titoli altrui, perché con quello che è successo in passato ad Anzio non si sa mai. Su questo bando, come su quello dello scorso anno per il dirigente dell’area finanziaria, è scritto a chiare lettere che “Le dichiarazioni mendaci e le falsità in atti comportano responsabilità penale ai sensi dell’art. 76 del D.P.R. 445/2000, nonché decadenza automatica dalla selezione e risoluzione del rapporto di lavoro (qualora questo sia instaurato). L’accertamento del reale possesso dei requisiti dichiarati dai candidati verrà effettuato prima di procedere all’assunzione. Il candidato che non risulti in possesso dei requisiti prescritti dal presente bando, decade automaticamente dalla selezione. L’accertamento della mancanza di uno dei requisiti prescritti per l’ammissione alla selezione comporta comunque, in qualunque momento, la risoluzione del rapporto di lavoro. Non è sanabile e comporta l’esclusione automatica dalla selezione: · la mancanza dei requisiti di ammissione alla selezione; (…)

Nonostante questo, è ancora al suo posto il dirigente dell’area finanziaria che ha presentato un titolo non previsto dal bando, sul quale chi ha fatto “l’accertamento reale” rispetto ai requisiti ha commesso un errore prima dell’assunzione. Quindi ha perseverato, nonostante anche una precisa richiesta del capogruppo Pd Andrea Mingiacchi di revocare quell’atto in autotutela. Nulla, il dirigente non si tocca, la politica l’ha voluto e lo protegge, chi fa opposizione ha abdicato. C’entra poco che sia bravo e non è questione personale, davvero, ma se per primo calpesti una regola come puoi chiedere ai cittadini di rispettarle?

Sulla vicenda, come il sindaco ha confermato al consigliere Mingiacchi negandogli gli atti richiesti (!?!?), c’è una indagine in corso. Ecco, anche per evitare altre storie simili, i titoli ora che posso andrò a vederli personalmente.

Infine torniamo al capo di gabinetto. In una città come Anzio può anche essere necessario, può svolgere l’attività che un tempo era del direttore generale di coordinamento degli uffici, può “slegare” il segretario e responsabile della trasparenza e anti-corruzione da questioni gestionali (che non dovrebbe avere ma che qui ha, nel silenzio anzi con il benestare della politica tutta), può essere un valore aggiunto per il Comune intero, non per il sindaco e basta.

Rispetto a chi si candida ad amministrare Anzio nel 2018  se deve esserci un capo di gabinetto  la sfida  è quella di avere il meglio. Io prenderei un prefetto, una persona esperta che abbia svolto incarichi di commissario nei Comuni, possibilmente in quelli sciolti per condizionamenti della criminalità, data l’aria che tira dalle nostri parti. Si tratta di una  ulteriore   linea di demarcazione tra il vecchio modo di “fare” politica   e #unaltracittà

Rifiuti: delibera rifatta, il software, i pareri e un ricordo…

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Com’era nell’aria è stata annullata la delibera con la quale la giunta dava il via libera a dieci assunzioni “elettorali“, riscritta e con un mandato al dirigente dell’ambiente a provvedere. Era una evidente forzatura e peraltro riportava l’acquisizione dei pareri tecnico e contabile che invece non c’erano. Un falso, insomma, che oggi è spiegato.

Sulla vicenda, com’è noto, chi scrive aveva fatto accesso agli atti e poco fa la segretaria generale del Comune, Marina Inches, ha risposto. La ringrazio di questo e della celerità, evidentemente quando si tratta di rispondere all’accesso civico ci sono velocità diverse in Comune. Ebbene quella delibera che è stata annullata – com’è riportato anche nel nuovo atto – “per mero errore del software, segnalato e tempestivamente corretto dalla società fornitrice del software, riportava l’acquisizione del parere favorevole tecnico e contabile, non previsto dalla legge per le deliberazioni di indirizzo“.

Meno male che dovevamo essere il Comune 3.0…. ma i software sbagliano, ci mancherebbe, è che li paghiamo (e sono diversi e spesso nemmeno dialogano tra loro) pure profumatamente. Comunque la stesura originale della delibera “elettorale” non c’è più, adesso parte la caccia alle squadre “volanti” previste a detta di chi ha votato l’atto sul capitolato. Diciamo che si “maschera” un po’ l’obiettivo iniziale, ma quello resta.

Ah, a proposito di errori oggi è il software, oltre 20 anni fa quando con “il Granchio” scoprimmo che la stessa ditta era stata incaricata due volte di fare le stesse strisce a piazza Garibaldi la colpa venne data “alla dipendente che ha copiato l’atto“. Che ricordo eh…. La continuità? Bruschini era sindaco, Zucchini assessore, Placidi pure, buona parte di coloro che sono in maggioranza c’erano già oppure erano rappresentati da parenti stretti…

Rispetto a chi si candida ad amministrare Anzio nel 2018  la sfida  sarà quella di avere – finalmente – un sistema informatico unico, completo e degno di tale nome. Si tratta di una  ulteriore   linea di demarcazione tra il vecchio modo di “fare” politica (e dirigenza, ognuno ha o ha avuto i fornitori di fiducia)  e #unaltracittà

Le scuole a pezzi. Un’idea (e una sfida) al Comune 3.0

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Il cartello che informa della chiusura di quel passaggio “sino al termine dei lavori di messa in sicurezza” è malamente appiccicato sul cancello arrugginito della scuola di via Ambrosini. Quando venne Roger Waters il Comune di Anzio fece dipingere solo il cancello principale, lasciando il resto delle ringhiere a marcire, in parte coperte da un telo ombreggiante e in parte così: arrugginite e basta. E’ un’immagine che insieme alle transenne vale più di ogni altra cosa e chi amministra questa città, passandoci ogni giorno – troppo spesso, impunito, anche con l’auto in mezzo ai bambini – dovrebbe fare ammenda.

Lo scampato pericolo di ieri, la tragedia evitata, e le polemiche che ne sono seguite soprattutto sui social, la replica dell’assessore Nolfi, sono la parte superficiale della vicenda. Le scuole del nostro territorio sono a pezzi, non da oggi, e i controlli evidentemente non sono sufficienti. Perché un terremoto è imprevedibile, di una finestra arrivata al suo “fine vita”  qualcuno dovrebbe accorgersi. All’interno dell’istituto andando a fare un giro, all’esterno nei controlli che il Comune ha il dovere di svolgere e che  certamente eseguirà. O non?

Ieri ci è andata bene, a tutti: a chi ha i figli in quell’istituto – come chi scrive – alla scuola, all’ente che è proprietario dell’edificio. Preso atto di ciò, guardiamo oltre. Ha ragione l’assessore Nolfi, i soldi saranno certamente pochi, ma allora lanciamo un’idea.

Rendere pubblica, sul sito del Comune, la situazione di ciascun plesso. Una sorta di “scheda” – ci sarà sicuramente – con anno di costruzione, stato di manutenzione, interventi necessari per fare in modo che sia a norma e via discorrendo. Al tempo stesso rendere pubblici i finanziamenti che ci sono e quelli che sarebbero necessari. Basta con le delibere “spot” o le determine che escono mesi dopo (alla faccia della trasparenza) e dalle quali si capisce poco o – peggio – gli interventi solo a seguito di qualche problema. Ieri è successo a via Ambrosini, ma ad Anzio Colonia (plesso Falcone) sono anni che i genitori chiedono e segnalano, senza avere certezze. Fu necessario – andiamo a memoria – un accesso agli atti per capire che lavori erano stati svolti e da chi. Più recente la vicenda di Sacida, con l’impianto dei termosifoni in tilt

Ecco, sindaco Bruschini, assessore Nolfi, assessore Alessandroni: un quadro certo della situazione in modo che si sappia. Quanto è stato speso, per cosa,  e la programmazione che è stata fatta in questo delicatissimo settore. Quanto servirebbe ancora. Una bella sfida 3.0

Se poi facessimo qualche spettacolino in meno e dedicassimo qualche euro in più alle scuole non sarebbe male, ma è altro discorso. A tale proposito l’atto con il quale di fatto si “sana” la stagione estiva 2016  ciò che evidentemente non era stato previsto prima nonostante un bando, è un altro emblema del modo di agire di questa amministrazione e fa il paio – a pensarci bene – proprio con la finestra caduta e quel cancello arrugginito…

Quante cose più utili si potevano fare con questi ulteriori  39.186 euro….

 

 

 

Il porto che muore, nell’indifferenza

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Per le premesse che accompagnavano il faraonico progetto di porto – malamente naufragato – mi è sempre piaciuto pensare all’impresa avviata dalla Capo d’Anzio paragonandola alla Fiat. L’azienda più importante della città, come quella più importante d’Italia. Questo doveva diventare – nelle intenzioni – quella costituita per realizzare e gestire il porto.

Aurelio Lo Fazio (inascoltato dai “sacerdoti” del centro-sinista che si battevano sulle procedure) fu facile profeta: era ed è in quella impresa, che quando è arrivata Italia Navigando pubblica non è più stata, il nodo della vicenda porto. Perché chi ti dà un parere a “soggetto” lo trovi pure, ma se le procedure sono fatte bene il progetto va avanti, ma prima o poi i nodi della società vengono al pettine. E sono arrivati, ormai da tempo, nell’indifferenza della nostra classe politica, in particolare di quella che è al governo della città da un ventennio.

Il sempre imminente avvio dell’opera, sistematicamente rinviato, ha portato a una situazione paradossale. Risultato? Si doveva creare lavoro, per adesso l’ha perso chi ce l’aveva. Le cooperative di ormeggiatori hanno i loro torti, non c’è dubbio, ma il socio di maggioranza (il Comune, quindi il sindaco) ha invertito il crono-programma senza dirglielo e senza avvertire l’esigenza di trovare una nuova intesa. Risultato? Contenzioso, lungaggini, soldi al vento, un service che forse era finito prima ancora di cominciare.

Il resto? Basta affacciarsi al porto, o se il sindaco 3.0 vuole fare un giro sui social network. Sappiamo che la società sta lavorando, cercando di mettere “pezze“, ma ci sono questioni impellenti che vanno ben oltre le pie intenzioni di arrivare al bando del quale si sono perse le tracce, ora perché mancava la valutazione di impatto ambientale e ora perché il ricorso alla “finanza pubblica” finora non ha dato frutti.

E le urgenze si chiamano far fronte ai canoni di concessione, per i quali si “tratta” sul periodo di mancato possesso ma che la Regione Lazio pretende, giustamente, e anche con una certa urgenza. Si chiamano dragaggio, non ci si venga a dire che è previsto solo dall’inizio del cantiere, perché se il crono programma è invertito, lo è per tutto e perché il porto deve essere agibile. Si chiamano rispetto dell’accordo di programma con la Regione Lazio, ma anche chiarezza sui bilanci, sul contenzioso con Renato Marconi – il socio che ci siamo ritrovati, volevamo cacciare anzi no – e su quello con le cooperative. Si chiamano opere minime per gli attracchi nella stagione alle porte, quando le stesse coop avranno smontato i pontili.

Non è tutto, perché avere il sito del Comune che non rispetta le regole sulla trasparenza della società partecipata (stasera abbiamo ancora D’Arpino presidente…..) e quello Marina di Capo d’Anzio” in eterna costruzione, è prendersi gioco dei cittadini. I quali, il sindaco dovrebbe saperlo bene, sono ancora proprietari del 61% delle quote.

E’ a loro che vanno date risposte. Doveva essere la Fiat – e Marchionne ci tiene eccome a far sapere quello che fa, da ultimo che porta via la Panda da Pomigliano D’Arco – è rimasta l’officina de noantri. Come il 3.0

Quel che è peggio, nell’indifferenza generale.

 

Avvocato fiduciario da Aprilia ad Anzio, a nostra insaputa?

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Fiduciario e consulente del comune di Aprilia ed Anzio“. Lo scrive sul proprio profilo Linkedin – caro Luciano Bruschini, è il 3.0…. – l’avvocato Antonio Martini, professionista di Roma finito nell’indagine sui presunti rimborsi “gonfiati”  insieme al sindaco di Aprilia, Antonio Terra, e a due ex assessori.

Vicenda che è agli inizi ed è tutta da verificare, sia chiaro, ma che sta creando più di qualche tensione nella città vicina.

Quello che colpisce è quanto scrive l’avvocato sul proprio profilo. Perché di incarichi o consulenze – a memoria – non ne ricordiamo nel nostro Comune. Sull’albo pretorio del Comune non c’è traccia di parcelle liquidate, ma va ricordato che è a dir poco lacunoso, né di incarichi.

L’avvocato in questione si è occupato di pratiche per il Comune di Anzio? Quali? Oppure è  fiduciario e consulente a nostra insaputa? Sarebbe bene chiarire.

L’Urp beffa, speriamo sia la volta buona

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Va dato atto ai “Grilli di Anzio” di non mollare, così ottengono risposta dalla Funzione pubblica e qualche grattacapo al Comune lo creano, com’era già stato per le “quote rosa” alla Capo d’Anzio. Lo fanno su una vicenda che il sindaco (alla faccia del 3.0) non considera, né i suoi assessori, tanto meno i consiglieri di maggioranza e – peggio – quelli di opposizione, figuriamoci chi è responsabile di trasparenza e anti-corruzione.

Sul sito del Comune di Anzio c’è un potenziale falso, segnalato in questo spazio un paio d’anni fa, che nessuno si è preso la briga di sanare. Come? Istituendo l’ufficio relazioni con il pubblico in una delle numerose revisioni della dotazione organica del Comune o, più semplicemente, togliendo almeno il link a un servizio inesistente.

Ma no, che vai a guardare… Loro sono impegnati con la po-li-ti-ca, i massimi sistemi da bar dello sport, un possibile falso? E pazienza….

Sbaglierò, ma è dalle cose piccole, quotidiane, che si vede se un’amministrazione vuole essere trasparente o non. E se un’opposizione vuole essere tale o non. E se chi deve far rispettare le regole è attento o meno. Come nel caso dell’Urp. Sarà la volta buona?

E’ stata diffusa oggi, ad esempio, la richiesta di accesso civico alla quale chi scrive e altri hanno pensato ormai da qualche settimana per sapere che fine hanno fatto le contestazioni del Ministero dell’Economia e finanze. Sono soldi che il Comune deve incassare, decisioni che deve prendere, ma qui è tutto ovattato e sta bene alla po-li-ti-ca.

Ce ne sono tante altre – dai morosi “dimenticati” alle incompatibilità palesi ma per le quali si aspetta l’Anac (addio….), dai titoli sbagliati nelle procedure ex 110 alla gara infinita delle mense – ma Luciano Bruschini ha la grande capacità di mettere tutti a tacere. Gli va riconosciuto, come lui (e la politica di casa nostra e la vetero-burocrazia) deve riconoscere ai cittadini il ruolo che gli compete: controllare se altri non lo fanno.

***

Di seguito la nota dei “Grilli di Anzio”.

Avevamo segnalato alcuni mesi fa la mancanza dell’URP nel nostro comune, e allora la risposta del segretario generale Savarino fu:
《Per quanto concerne l’identificazione dell’URP “Ufficio Relazioni con il Pubblico” con relativa ubicazione, orari e contatti e nominativo del responsabile, si comunica che non è attualmente previsto nella struttura dell’Ente》

Abbiamo quindi interessato il Dipartimento della funzione pubblica ch eoggi ci risponde con lettera che alleghiamo. L’ente è invitato a ottemperare come prevede la legge.

Una nostra vittoria nella battaglia sullla trasparenza ma vigileremo affinchè venga effettivamente attuato

Il 3.0 che dimentica Gentiloni, se ripartissimo da chi come lui…

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Gentiloni mentre firma la campagna Fai i luoghi del cuore

Ci aveva promesso il 3.0, ma è domenica e non avrà trovato modo di far scrivere qualcosa. Domani, forse, con calma ragionerà se è il caso di fare gli auguri al Presidente del consiglio incaricato, Paolo Gentiloni, frequentatore di Anzio da una vita.

Sapete com’è, il nostro sindaco ha da pensare alla maggioranza, alle tensioni di sempre, alla campagna elettorale, deve tenere a bada i cinque che gli hanno scritto, Salsedo e Bruschini junior che “sposano” Noi con il cuore dell’ex avversario Candido De Angelis. Prima doveva preoccuparsi della potenziale candidatura di chi scrive, ora lo stanno convincendo che ci pensa pure l’avvocato Guido Fiorillo al quale – come per me – non basta smentire. Ma ragazzi, quando la “po-li-ti-ca” si mette in testa una cosa è difficile toglierla. Di che vuoi che parlano nei bar, altrimenti? Quello sta con Tizio che sicuramente andrà con Caio e allora lì dobbiamo….

Mica ha tempo per Gentiloni, dai… Eppure ultimamente Bruschini ci aveva abituato bene, incaricando chi è deputato a comunicare di pubblicare piccanti smentite, annunciare maxi richieste di risarcimento, farci sapere che è stato chiuso il procedimento relativo alle “quote rosa” per la Capo d’Anzio dopo la nomina della segretaria. Speriamo ci faccia sapere anche quello che dirà l’Anac, a riguardo, dato che chi si occupa di anti-corruzione non dovrebbe avere incarichi di gestione, ma pazienza….

Si poteva usare almeno la pagina facebook e dire “Buon lavoro, Gentiloni, Anzio la aspetta…” ma che vuoi da chi deve occuparsi delle beghe quotidiane? C’è Pusceddu che rientra, il sito del Comune che annuncia un’organizzazione e la segretaria che (pare) ne vuole un’altra, c’è la vicenda da risolvere di chi sta lì con un titolo per un altro…. Dai, pazienza per il Presidente del consiglio. Dopotutto è solo “incaricato“.

Proviamo, allora, a rovesciare il discorso. Partiamo da Gentiloni e dai tanti personaggi noti come lui, se non oltre (basta pensare a Mario Draghi) che da Anzio non sono mai andati via, continuano a frequentarla d’estate e quando possono. Noi anziati che nei confronti dei “signori” tanto teneri non siamo mai stati, immaginandoli in troppi casi come quelli che venivano, dovevano pagare (tanto) e poi sbrigare ad andarsene, non ci siamo preoccupati di costruire una città a misura di chi la frequentava.

Lo dimostra l’ultimo strumento urbanistico, così come il precedente: case, case, case e basta. L’economia “tirava“, potevi accontentare appetiti trasversali, dare lavoro, pazienza se consumando suolo e facendo edilizia non straordinaria, hai abbassato la qualità. C’è un’intera classe politica, trasversale, che ha voluto questo. Ed è stata votata negli anni.

Continuano a venire Gentiloni, Draghi e tanti altri, ma intorno hai creato un sistema di pendolari che una casa a Roma con 100.000 euro non l’avrebbero mai vista nemmeno in cartolina e che certo non innalza la qualità del tessuto sociale. Gente che se non lavora viene a chiedere una soluzione in Comune, fosse pure quella di tre mesi con una cooperativa. Abbassando la soglia, hai guardato a uno sviluppo effimero e non duraturo.

Ora, immaginando #unaltracittà, si può provare a rovesciare il discorso. A essere anzitutto per qualcosa e non contro qualcuno. Si ha il dovere di pensare prima a quale città vogliamo, anziché perdere tempo nei bar a fare elucubrazioni sui candidati vincenti o meno.

Allora proviamo a parlare di sviluppo senza mattone.  Di convenzioni che si fanno quando è possibile, non andando incontro a chi uscito dalla porta vuole rientrare dalla finestra, vedi caso Puccini-Vignarola. Di legalità che parte dalle piccole cose e riguarda inevitabilmente anche le grandi, di appalti trasparenti e fatti per tempo, scadenze rispettate, città pulita (con quello che paghiamo…) e via discorrendo.

Proviamo a parlare di eventi internazionali e per un target medio-alto, anziché le stagioni per gli amici degli amici. Di coinvolgere in questo discorso chi, come Gentiloni e tanti altri, Anzio la frequenta e  continuerà a farlo per attaccamento, perché ha la casa, perché in fondo in fondo si sta bene, per  mille altri motivi.  Certo, sono forse di più – in termini di votanti – quelli che hanno comprato la casa a 100.000 euro e che vanno a bussare in Comune per trovare il posto in qualche cooperativa di disperati. Forse anche per questo non si è trovato il modo di mandare un messaggio a Gentiloni.

Buon lavoro da questo umile spazio, Presidente, ne ha bisogno. E arrivederci ad Anzio.

Illegalità e casi singolari, chi tace è complice

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Sono accadute e accadono ad Anzio tante vicende diciamo singolari all’interno del nostro Comune. Cose a volte spiegate con una frase banale, ma che è un po’ come il prezzemolo, sta sempre bene: “E’ la politica….” Certo, la vostra.

Un anno fa di questi tempi ero alle prese con querele notificate e denunce da fare per la vicenda degli “sgarrupati“, legata ai consiglieri comunali e assessori morosi nei confronti dell’Ente. Ebbene molti hanno sistemato la loro posizione, che li rendeva incompatibili, ma quell’argomento in consiglio comunale non è più stato trattato. A oggi, non sappiamo chi ancora è moroso nei confronti del Comune ma come niente fosse decide, magari minaccia crisi, sta lì impunito. Non mette l’argomento all’ordine del giorno il presidente, Sergio Borrelli, non sembra interessata alla vicenda la segretaria e responsabile dell’anti corruzione del Comune, Marina Inches.

Si parla di legalità, si tengono corsi sulla trasparenza, ma il sito è ancora un rebus per chi cerca gli atti. Sono piccole cose, certo, nessuno ha la bacchetta magica, ma intanto….

Che fine hanno fatto, allora, e parliamo di vicende più serie, le contestazioni del Mef? Quanti soldi ha recuperato il Comune rispetto a ciò che veniva detto? Che provvedimenti sono stati adottati? Silenzio. Della “politica” e di chi dovrebbe fare in modo che gli uffici facessero il loro senza subire influenze. Anche piccole, anche i “che ti metti a fare…” perché quella cooperativa interessa all’assessore Tizio, l’associazione a Caio, quello ha le bancarelle, quell’altro i lavori da fare. Se qualcosa non torna, basta minacciare una crisi…. Storie arcinote, nelle quali si è infilato qualche poco di buono come dicono le carte delle Procure della Repubblica.

Già, il presunto condizionamento. Quello per il quale più parlamentari e di più gruppi hanno chiesto la commissione d’accesso per verificare se esista o meno chi “detta” le cose da fare, in particolare nel settore delle cooperative e soprattutto dopo quanto emerso da “Mala Suerte“. Il sindaco Bruschini si è difeso: “Nessuna mafia“. Negare non è il massimo, è stato ribadito questa mattina nel corso dell’incontro al Chris Cappel College dalla collega sotto scorta Federica Angeli, ma è comprensibile da parte di chi è nato, cresciuto e vive in un sistema politico che rigenera se stesso da anni. Il problema, ormai, non è chi ha presentato le interrogazioni né chi si difende – peraltro annunciando improbabili richieste di risarcimento del danno a La7 – ma chi finora non è intervenuto: il Prefetto di Roma. Abbiamo il diritto di sapere, ma invece si tace… E ora che il governo non c’è più forse non sapremo mai se c’è bisogno o meno di quella commissione.

E parliamo di cose serie, ma torniamo per un attimo alla legalità di quelle quotidiane. Quella che  inizia dalle piccole cose e nella ipotetica #unaltracittà sarà al primo posto.

Si riorganizza il Comune? Va benissimo, ma nella delibera di giunta ci sono allegati in contrasto fra loro. Uno dice: ok, ne prendo atto, rettifico… Ma quando mai… Sulla base di quella riorganizzazione e dell’errato pensionamento del dirigente Franco Pusceddu si prende un sostituto all’area finanziaria? Bene, ma si scopre che ha un titolo diverso da quello del bando. Anche qui: ho sbagliato, cerco una soluzione. No, si va avanti, con sfrontatezza, prepotenza quasi (e l’avesse fatto Candido De Angelis il Comune sarebbe stato “circondato” da forze dell’ordine) e non è finita. Perché anche nel prendere il dirigente della polizia locale qualche errore ci sarebbe. Sai com’è, la “politica” voleva quelli e quelli ha ottenuto, ma le cose vanno fatte secondo le regole. Invece qui si aggirano, si calpestano, si interpretano e via discorrendo. Ci si fa credere di aver vinto una causa quando è stata persa, ma poi ci si appella. Si tiene fuori chi ha una sentenza e dovrebbe rientrare, si fa un caso politico – quando bastava una determina – su Pusceddu, ma intanto come scrive controcorrente si “aggiusta” (speriamo si sbagli) la commissione per la gara delle mense. Per non parlare degli incarichi – sempre alla responsabile dell’anti corruzione – di chi al tempo stesso è controllore e controllato.

E nessuno chiede, nessuno prova a convocare un consiglio comunale, nessuno dice: ok, o rispondete o non si va avanti.  Sai com’è “E’ la politica….” No, si chiama complicità.

Gli unici a provare, di recente, a rompere questo meccanismo sono stati Andrea Mingiacchi con la richiesta – poi “dimenticata” – di revocare in autotutela la nomina del dirigente dell’area finanziaria (c’è chi ha fatto notare che i problemi erano altri, è vero, ma sono anche questi….) e stasera il Meetup Grilli di Anzio che a proposito dei recenti bandi per dirigenti ha scoperto un’altra chicca. Pubblico di seguito la loro nota.

Sembrava cosa fatta con il cambio del Segretario Generale e con il conseguente arrivo della Dott.ssa Inches. Speravamo che con Lei la trasparenza degli atti amministrativi del Comune di Anzio avrebbe trovato ragion d’essere. Ma a quanto rileviamo dal monitoraggio albo pretorio, le buone intenzioni non vanno oltre alcuni cambiamenti.

Sono stati banditi due concorsi dirigenziali, uno per una posizione amministrativa e un altro per la Polizia Locale. In entrambi i casi, la pubblicazione del bando di concorso è stata effettuata esclusivamente sull’albo pretorio del Comune e non sulla Gazzetta Ufficiale, contravvenendo così all’obbligo di pubblicità dei concorsi pubblici ai quali deve essere data massima diffusione per tutti i cittadini, indipendentemente dal loro luogo di residenza.

Quest’obbligo è stato ribadito da una sentenza del Consiglio di Stato del 10/12/2015 n.227. La sentenza rileva che la mancata pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale comporta l’annullabilità dei concorsi, che possono essere legittimamente impugnati da chiunque ne abbia interesse, ovvero da tutti coloro che non hanno potuto parteciparvi a causa proprio della mancata pubblicazione.

La Segretaria Generale, dunque, o non si accorge di tutto questo o non sa. In ogni caso, si viola un norma sulla #trasparenza da parte di chi è pagato per tutelarla (la Dott.ssa Inches riveste anche il ruolo di responsabile della corruzione e trasparenza amministrativa) e si mette a rischio il buon andamento dell’organizzazione comunale, visto che chiunque potrebbe impugnare il bando. Una superficialità che non ci saremmo mai aspettati. Per questo abbiamo inoltrato segnalazione all’Anac e al Dipartimento della Funzione Pubblica“.