Il 3.0 che dimentica Gentiloni, se ripartissimo da chi come lui…

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Gentiloni mentre firma la campagna Fai i luoghi del cuore

Ci aveva promesso il 3.0, ma è domenica e non avrà trovato modo di far scrivere qualcosa. Domani, forse, con calma ragionerà se è il caso di fare gli auguri al Presidente del consiglio incaricato, Paolo Gentiloni, frequentatore di Anzio da una vita.

Sapete com’è, il nostro sindaco ha da pensare alla maggioranza, alle tensioni di sempre, alla campagna elettorale, deve tenere a bada i cinque che gli hanno scritto, Salsedo e Bruschini junior che “sposano” Noi con il cuore dell’ex avversario Candido De Angelis. Prima doveva preoccuparsi della potenziale candidatura di chi scrive, ora lo stanno convincendo che ci pensa pure l’avvocato Guido Fiorillo al quale – come per me – non basta smentire. Ma ragazzi, quando la “po-li-ti-ca” si mette in testa una cosa è difficile toglierla. Di che vuoi che parlano nei bar, altrimenti? Quello sta con Tizio che sicuramente andrà con Caio e allora lì dobbiamo….

Mica ha tempo per Gentiloni, dai… Eppure ultimamente Bruschini ci aveva abituato bene, incaricando chi è deputato a comunicare di pubblicare piccanti smentite, annunciare maxi richieste di risarcimento, farci sapere che è stato chiuso il procedimento relativo alle “quote rosa” per la Capo d’Anzio dopo la nomina della segretaria. Speriamo ci faccia sapere anche quello che dirà l’Anac, a riguardo, dato che chi si occupa di anti-corruzione non dovrebbe avere incarichi di gestione, ma pazienza….

Si poteva usare almeno la pagina facebook e dire “Buon lavoro, Gentiloni, Anzio la aspetta…” ma che vuoi da chi deve occuparsi delle beghe quotidiane? C’è Pusceddu che rientra, il sito del Comune che annuncia un’organizzazione e la segretaria che (pare) ne vuole un’altra, c’è la vicenda da risolvere di chi sta lì con un titolo per un altro…. Dai, pazienza per il Presidente del consiglio. Dopotutto è solo “incaricato“.

Proviamo, allora, a rovesciare il discorso. Partiamo da Gentiloni e dai tanti personaggi noti come lui, se non oltre (basta pensare a Mario Draghi) che da Anzio non sono mai andati via, continuano a frequentarla d’estate e quando possono. Noi anziati che nei confronti dei “signori” tanto teneri non siamo mai stati, immaginandoli in troppi casi come quelli che venivano, dovevano pagare (tanto) e poi sbrigare ad andarsene, non ci siamo preoccupati di costruire una città a misura di chi la frequentava.

Lo dimostra l’ultimo strumento urbanistico, così come il precedente: case, case, case e basta. L’economia “tirava“, potevi accontentare appetiti trasversali, dare lavoro, pazienza se consumando suolo e facendo edilizia non straordinaria, hai abbassato la qualità. C’è un’intera classe politica, trasversale, che ha voluto questo. Ed è stata votata negli anni.

Continuano a venire Gentiloni, Draghi e tanti altri, ma intorno hai creato un sistema di pendolari che una casa a Roma con 100.000 euro non l’avrebbero mai vista nemmeno in cartolina e che certo non innalza la qualità del tessuto sociale. Gente che se non lavora viene a chiedere una soluzione in Comune, fosse pure quella di tre mesi con una cooperativa. Abbassando la soglia, hai guardato a uno sviluppo effimero e non duraturo.

Ora, immaginando #unaltracittà, si può provare a rovesciare il discorso. A essere anzitutto per qualcosa e non contro qualcuno. Si ha il dovere di pensare prima a quale città vogliamo, anziché perdere tempo nei bar a fare elucubrazioni sui candidati vincenti o meno.

Allora proviamo a parlare di sviluppo senza mattone.  Di convenzioni che si fanno quando è possibile, non andando incontro a chi uscito dalla porta vuole rientrare dalla finestra, vedi caso Puccini-Vignarola. Di legalità che parte dalle piccole cose e riguarda inevitabilmente anche le grandi, di appalti trasparenti e fatti per tempo, scadenze rispettate, città pulita (con quello che paghiamo…) e via discorrendo.

Proviamo a parlare di eventi internazionali e per un target medio-alto, anziché le stagioni per gli amici degli amici. Di coinvolgere in questo discorso chi, come Gentiloni e tanti altri, Anzio la frequenta e  continuerà a farlo per attaccamento, perché ha la casa, perché in fondo in fondo si sta bene, per  mille altri motivi.  Certo, sono forse di più – in termini di votanti – quelli che hanno comprato la casa a 100.000 euro e che vanno a bussare in Comune per trovare il posto in qualche cooperativa di disperati. Forse anche per questo non si è trovato il modo di mandare un messaggio a Gentiloni.

Buon lavoro da questo umile spazio, Presidente, ne ha bisogno. E arrivederci ad Anzio.

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