Cerchi il bilancio, trovi il piano. Così vorrebbero fare il porto

marinacapodanziobplan

Il bilancio 2017 della Capo d’Anzio? Cerchi in Camera di commercio, scopri che è stato depositato, clicchi e scarichi il documento ma – sorpresa – esce fuori il piano finanziario che la società ha presentato per l’ennesimo tentativo di realizzare il porto. Deve esserci anche il bilancio, sia chiaro, ma evidentemente non è stato ancora “caricato” dalla Camera di commercio. Né compare – come invece è previsto per legge – sul sito della società (vedere questo link) né su quello del Comune (siamo fermi al 2015, cliccare qui ) e questa è una prima segnalazione alla neo segretaria comunale Giosy Tomasello, insieme all’augurio di buon lavoro.

Ma torniamo al piano che, invece, qualcosa ci dice. Intanto che è aggiornato a gennaio 2018, poi che Marinedi – socio privato della Capo d’Anzio, al 39% – informa di averlo elaborato “esclusivamente su informazioni fornite dalla Capo d’Anzio“. Come se loro fossero soci di altro… Ma non è nemmeno questo il punto, perché gli autori del piano mettono le mani avanti dicendo: “Prospettive, previsioni e proiezioni indicate dal cliente ed enunciate nel presente documento, si riferiscono a eventi futuri e sono basate su presupposti che potrebbero non rimanere validi per l’intero periodo considerato. Conseguentemente, su di esse non si può fare affidamento e Marinedi non esprime alcuna opinione su quanto i risultati effettivamente conseguiti rifletteranno ciascuna delle prospettive, proiezioni e previsioni enunciate“. Ancora: “Marinedi non fornisce alcuna dichiarazione o garanzia, con riferimento all’accuratezza o completezza delle informazioni contenute nel presente documento o dei risultati conseguiti all’applicazione del modello, nonché rispetto a qualsiasi altra comunicazione scritta o orale eventualmente trasmessa o resa disponibile a terzi. Marinedi declina espressamente qualsiasi tipo di responsabilità fondata su tali informazioni ovvero derivante dalla loro omessa comunicazione“. Della serie: io il piano – che riguarda l’arco temporale 2015-2029-  lo faccio, ma non garantisco. Andiamo bene…

Lo studio è elaborato “per analizzare le concrete possibilità di realizzare la seconda fase dei lavori” e in riferimento ai precedenti piani finanziari “costituisce un aggiornamento che succede alla realizzazione dei lavori di fase 1″ quelli di “messa in sicurezza, funzionali all’avvio dell’operatività, conclusi fra fine 2016 e inizi del 2017“. Chi li ha visti? Andiamo avanti e scopriamo che sono 236.000 euro spesi evidentemente per qualche rattoppo, non certo per la messa in sicurezza che originariamente era ben altro.

Ancora, vediamo la seconda fase: realizzazione di un bacino di ormeggio di 593 posti barca, oltre a 81 destinati alla pesca, circa 300 posti auto scoperti e 33 box. “L’ammontare dell’investimento previsto è pari a 20 milioni 129.256 oltre iva, al netto di un ribasso in fase di gara stimato prudenzialmente al 10% rispetto a una media di settore del 25%“.

Nel piano sono inserite anche le “posizioni debitorie” della Capo d’Anzio, a partire da quella con la Banca Popolare del Lazio pari a 226.182 euro fino ad “altri debiti”. L’intenzione è quella di chiudere i conti entro il 31 dicembre 2019 con la Bpl, entro il 2021 con i fornitori, il 2022 per chiudere almeno il 50% degli “altri” e poi procedere “progressivamente al saldo negli anni successivi”. A quanto ammonta il totale nel 2017 non è dato sapere, mancando il bilancio, sappiamo che i debiti accumulati fino al 2016 erano 2 milioni 494.938 euro.

Nel piano ci sono grafici, tabelle, incrementi previsti e contratti stimati da stipulare, ma come si affronta la spesa per la realizzazione? Ecco la spiegazione a gennaio 2018, recenti interviste sembrano dire altro, ma restiamo ai documenti: 10 milioni di euro di mutuo; finanziamento della linea Iva e rimborso al termine dei lavori mediante cessione del credito Iva per complessivi 4 milioni; 5,7 milioni a carico della ditta aggiudicataria dei lavori, tramite cessione per l’intera durata della concessione di “dolt” (i diritti di ormeggio a lungo termine) di eguale importo a una tariffa speciale di 2.100 euro al metro; 3,5 milioni derivanti dalla cessione dei “dolt” alla tariffa standard di 2.750 euro al metro e 2,1 milioni dai flussi di cassa derivanti dalla cessione dei “dolt” e dalla gestione corrente fino al 2029 per il pagamento degli interessi. Totale previsto, 26 milioni 617.000 euro, iva inclusa.

Ah, per la cronaca. Il bilancio non c’è, ma nel piano si legge che il risultato 2017 è stimato in un utile di 127.212 euro, destinato secondo lo studio a salire di anno in anno fino a 1 milione 457.000 del 2029 ma – tornando all’inizio e a quello che afferma Marinedi – “su di esse non si può fare affidamento

ps,  chi ha perso le puntate precedenti o ha la memoria corta, può approfondire qui

Annunci

Malasuerte: parcheggi, “sistema” e il finto interesse pubblico

tribunalevelletri

Pressione esercitata dal coinvolgimento nella vicenda di esponenti delle istituzioni comunali”. Partiamo da qui, prima di fare qualche passo indietro e tornare ai giorni nostri. Partiamo dal 14 luglio 2017, da quello che è scritto nella sentenza del processo “Malasuerte”. Una delle estorsioni che la polizia giudiziaria ha documentato in quell’indagine riguarda – è noto – la gestione dei parcheggi al porto di Anzio, destinati a chi si imbarca per Ponza e gestiti, ancora oggi, da due cooperative che non si fanno più concorrenza, ma si sono accordate – come emerso in Tribunale – per “una macchina ciascuno”.

Il giro è importante, non c’è dubbio, ma dobbiamo ricordare che sono cooperative private e che il Comune di Anzio – e la sua società controllata, “Capo d’Anzio” – dovrebbero preoccuparsi di far rispettare le regole e non di tirare fuori non meglio chiariti interessi pubblici per consentire di gestire spazi in piazzale Marinai d’Italia. Un anno fa a titolo gratuito, quest’anno pagando una sciocchezza. Ma andiamo con ordine, così scopriamo che l’unico interesse pubblico è evidentemente quello di chi ha messo in piedi il “sistema Anzio” che continua a mietere consensi.

Facciamo un piccolo salto indietro, al 2015. La Polizia di Stato indaga su alcune estorsioni, emerge chiaramente quella ai danni della società “Supercar” che paga tangenti per poter lavorare. Racconta la titolare agli investigatori di essere stata in Comune a lamentarsi della concorrenza sleale dei Neroniani (Giva), nel 2012, e di non avere avuto risposte, quindi di essersi rivolta a un politico. Poi dice che a rivolgersi a lei – forse perché saputo della cosa – è Giorgio Zucchini, allora consigliere comunale. La ricostruzione di quel verbale, finita in più interrogazioni parlamentari, non lo convincerà al punto che Zucchini denuncerà la signora. Però l’incontro ci fu eccome, perché la situazione al porto era esplosiva, tutti cercavano di accaparrarsi clienti, e lui si prodiga per sistemare. Torniamo al 2017, 22 giugno, testimonianza dello stesso Zucchini, vice sindaco: “Nei parlai col sindaco dicendo che tutta l’estate c’era stata questa lamentela e magari se si poteva evitare, che potevo occuparmene io e io dissi “non ho confidenza molta con la Marchesi” e lui disse “dillo a mio fratello”, il fratello credo abbia un’amicizia da tantissimi anni e io mi rivolsi al fratello del sindaco per dire “vediamo se riusciamo a trovare… a fare un tavolo per vedere una soluzione possibile” e questo facemmo. l’ho suggerito io, presente io e il fratello del sindaco, la signora, il figlio ed Ernesto Parziale”. L’incontro viene collocato tra fine 2012 e inizio 2013. Parziale è lì per conto dei Neroniani, la moglie si candiderà in “ticket” con Zucchini alle amministrative della primavera di quell’anno. Una coincidenza. Eletta, si dimetterà dalla presidenza della Giva, avuta fino a qualche tempo prima, la stessa società per la quale oggi è a giudizio per le proroghe “infinite” del Comune.

Comune nel quale si sapeva bene, eccome, cosa succedeva al porto, tanto che in una delle intercettazioni dell’operazione che portò ai domiciliari (poi assolta) Angela Santaniello, l’allora direttore generale Franco Pusceddu chiedeva “che state a fa con le cooperative di Italo?” Inteso come Colarieti, ex assessore ai servizi sociali. Di quella inchiesta ritroviamo, in “Malasuerte”, come addetto a consegnare le buste con i soldi, l’altro imputato Augusto De Berardinis. Va ricordato che la Santaniello è stata assolta in appello, mentre per Colarieti e il ragazzo della cooperativa Raimbow la Cassazione ha annullato la sentenza di secondo grado, rinviandola ad altra sezione. Ma qui il penale non interessa, il “sistema Anzio” sì.

Ed è palese che il presunto interesse pubblico altro non è che quello di chi “fa” politica.

Torniamo all’incontro promosso da Zucchini, nato con l’intenzione di costituire un Consorzio o trovare un accordo commerciale, diventato quello che sulle buste piene di soldi era indicato come “pizzo per Angelo”. Destinato non tanto a chi riceveva il denaro ma ai familiari di Raffaele Letizia, alle prese con il 416bis. Andrà così fino a quando la Polizia di Stato eseguirà le misure cautelari per l’operazione “Malasuerte”, 20 maggio del 2016. E si scopriranno gli interessi anche intorno ai parcheggi. Così come quelli sui lavori in Comune di chi sta “a piscià a Villa Sarsina” ma è sempre insieme a Bruschini e ha anche l’onore di essere portato sulla barca delle autorità a Sant’Antonio.

Un mese e mezzo prima – il 4 aprile – la giunta aveva autorizzato le due cooperative a installare un box e gestire l’attività per cinque anni. La situazione non cambia, anzi peggiora, il 30 giugno Luciano Bruschini diffida le due società a “vietare ai propri dipendenti (…) a occupare la strada per fermare o rallentare veicoli al fine di procacciarsi la rimessa”. La relazione del comandante dei vigili, Mario Camilli, del 25 giugno parla di “situazione di grave disagio”. La mattina stessa della diffida si fa riferimento a “disordini”, il 9 luglio a “disturbo della quiete pubblica” e avanti così, fino al 13 agosto. Camilli chiederà inutilmente al sindaco di “adottare provvedimenti”. La vicenda “Malasuerte” è di dominio pubblico, ma Bruschini si limiterà solo a quella diffida che nessuno rispetta. E in consiglio comunale, nessuno aprirà bocca.

E arriviamo al 2017, 3 marzo, quando con un improbabile italiano il dirigente della polizia locale, Sergio Ierace scrive alla Capo d’Anzio. I verbali dell’anno precedente? “Disagi causati alla viabilità, sfociati anche in situazioni incresciose”. Della serie, tu crei disagio e io trovo la soluzione. Perciò: “Si ritiene doverosa da parte di questa amministrazione intervenire energicamente al fine di meglio organizzare il servizio stesso”. Dei parcheggi? Di aziende private benché con delibera di assegnazione di uno spazio per il quale non hanno rispettato le regole? Evidentemente sì. Al punto di individuare l’area in fondo al piazzale “messa a disposizione a titolo gratuito dalla Capo d’Anzio a partecipazione comunale”. La Capo d’Anzio acconsente e mette a disposizione del Comune – non delle coop – l’area. Le attività l’avranno gratis, salva l’ordinaria manutenzione. Il senatore Gaetti, del Movimento 5stelle, scriverà alla Procura e a rileggere le carte oggi forse c’era più di qualcosa da approfondire, ma a Velletri va così…

Arriviamo al 2018, all’1 luglio, alla presunta aggressione verbale a un disabile che occupava un posto fra l’altro non concesso alle cooperative e alla richiesta fatta da chi scrive, allora ancora in carica come consigliere comunale di minoranza, alla quale gli uffici hanno risposto con molta calma. La polizia locale, fra l’altro, allegando il materiale già inviato proprio a Gaetti a suo tempo. La richiesta puntava a sapere:

1) a che titolo le società occupano lo spazio e quanti sono gli stalli riservati; 2) a quanto ammonta la “riserva onerosa” e in che modo è stata calcolata; 3) i pagamenti finora ricevuti; 4) per quale motivo non si è proceduto a un bando pubblico per l’assegnazione degli spazi; 5) a che titolo le società hanno occupato lo spazio e quanti stalli sono stati loro riservati nel 2017; 6) se e quanto ha percepito la “Capo d’Anzio” per gli spazi riservati nel 2017; 7) per quale motivo, anche lo scorso anno, non si è proceduto a un bando pubblico per l’assegnazione degli stalli in questione.

Sul punto 1 un po’ di pazienza, sul 2 sappiamo che pagano 5.000 euro più Iva alla Capo d’Anzio, ma non sappiamo in che modo è stata calcolata. Sul 3 non c’è risposta, sul 4 neanche (i bandi, questi sconosciuti….), sul 5 e 6 abbiamo visto la richiesta dello scorso anno di Ierace, sul 7 vedi il 4

Eccolo, allora, il punto 1 che è sconcertante, in quanto viene “ribadita l’esigenza di pubblica utilità” con un “sollecito del sindaco del 23 maggio 2018”. Vale a dire a due settimane dal voto. Quelle coop andavano “sistemate” in piena campagna elettorale e la Capo d’Anzio ha proceduto su richiesta del rappresentante del 61% delle quote pubbliche nella società.

Non serve aggiungere molto. Il “sistema Anzio” è lapalissiano e forse il sindaco che proprio Bruschini ha indicato come suo successore, Candido De Angelis, e ha vinto al primo turno, non conosceva la vicenda parcheggi così a fondo.

Diamogli il beneficio di inventario, anche se era consigliere di opposizione (!?) e perfettamente a conoscenza di “Malasuerte” e compagnia. Se l’interesse pubblico è quello di tutelare due coop che magari portano consensi, alziamo le mani. Se è quello dei cittadini – tutti – ha il dovere di prendere i provvedimenti del caso. Mettendosi contro il suo predecessore e anche contro chi è stato candidato nelle sue liste e ha favorito tutto questo con quelle coop e con chissà quante altre vicende. Adottando il “sistema Anzio“. Ecco, De Angelis dimostri la tanto sbandierata discontinuità.

Il porto, i “giorni importanti”, quello che dobbiamo sapere

cdaporto

L’ultimo annuncio sul porto, dopo quelli dei bandi e dei lavori imminenti, campeggia nella home page del Comune di Anzio. Anche stavolta, sembra fatta e i lavori dietro l’angolo. Sarà così? Difficile.

Alla realizzazione del bacino da parte della Capo d’Anzio – che si limita a gestirlo – ho smesso di credere da tempo dopo un’infatuazione per la quale ho chiesto scusa. Troppe le cose che non vanno, né si può immaginare che ogni volta sia “un giorno importante” come leggiamo nella nota.

Lo era l’avvento di Marconi e della sua Italia Navigando (via Gianfranco Fini ) con De Angelis sindaco la prima volta, salvo scoprire poi che la società non era pubblica ma l’ingegnere aveva già il 3% delle quote. “Siamo stati truffati“, ha detto in campagna elettorale lo stesso De Angelis quando ho avuto modo di ricordarglielo.  Ma nulla abbiamo fatto, dopo averlo scoperto.

Il suo predecessore, nel 2014, aveva detto rispondendo proprio a lui in consiglio comunale “parola d’onore caccio Marconi“. Dieci giorni dopo firmava la “road map” che potete leggere qui. Per questo non è la prima volta che “parte pubblica e parte privata della Capo d’Anzio, trovano e formalizzano un comune accordo per la realizzazione del nuovo Porto“. E’ la prima della gestione del presidente Marchetti, forse era più corretto dire così.

Così come, ci si accorda oggi ma in Tribunale si è ancora “avversari” per il capolavoro italico della scissione di “Italia Navigando”, con la quale Marconi si è ritrovato dieci porti come liquidazione della sua attività nella società. Nessuno chiese il parere di Anzio, Marconi non ha mai rispettato i patti parasociali che firmò da rappresentante di Italia Navigando sui soldi da trovare entro un anno dalla concessione (anzi, li ha disconosciuti), tra affidare l’incarico all’avvocato Cancrini, fare causa e rendere noto il parere è stato anteposto perfino il “segreto di Stato” a Marco Maranesi – oggi consigliere di maggioranza – che chiedeva quel documento. Abbiamo agito tardi e male. Ora si attende la sentenza.

Da senatore, De Angelis, presentò una interrogazione  ma la risposta fu che era tutto regolare. L’ingegnere, del resto, aveva e ha copertura politica molto ampia.

Era “un giorno importante”  la firma dell’accordo di programma, quindi una concessione che la Capo d’Anzio ha dal 2012 inutilmente. E sono stati spacciati come “giorni importanti” ora la demolizione dello Splash down, ora la “cacciata” degli ormeggiatori che Bruschini votava in assemblea e smentiva quando li incontrava in Comune prendendosela con Luigi D’Arpino messo lì proprio in virtù dell’accordo politico tra lui e De Angelis. Lo era anche la gara promessa dall’ex presidente Ciro Alessio Mauro che ha almeno rimesso in sesto dal punto di vista normativo le vicende societarie.

Molto è avvenuto mentre De Angelis, di lotta e di governo rispetto all’amministrazione Bruschini, era in consiglio comunale. Adesso è sindaco e quale socio di maggioranza, in rappresentanza con quel 61% dei cittadini di Anzio, teoricamente ancora proprietari del porto, deve spiegare meglio quello che sta accadendo. Soprattutto  questo “regalo” di Marconi (che continuo a pensare presenterà, alla fine, un conto salatissimo) e i 20 milioni di euro di finanziamento dei quali parla “il Granchio” nell’edizione in edicola. Ero rimasto ai 10 di Igea Banca (potete leggere qui )  e Bruschini ovviamente non rispose.

Vediamo se De Angelis è davvero la discontinuità. Non è a me che deve la risposta, ma ai cittadini dei quali rappresenta il 61% delle quote nella Capo d’Anzio. Ah, già che c’è, se volesse rispondere pure sulla storia dei parcheggi affidati agli eredi di “Malasuerte” dalla società controllata dal Comune… Grazie!

Igea Banca finanzia il porto, quello che dobbiamo sapere

granchiporto

Igea banca, nata dalle ceneri della Popolare dell’Etna, è pronta a finanziare con 10 milioni di euro la Capo d’Anzio per una parte della realizzazione del bacino interno. Quelle che l’ultimo numero del “Granchio” indica come indiscrezioni sono realtà e l’istituto con sede a Roma e tre filiali in Sicilia, intorno al quale ruotano numerosi professionisti di grido, ha detto sì.

L’iter va avanti, quindi, il consiglio d’amministrazione della società che per il 61% è ancora del Comune e perciò dei cittadini, convocato per lunedì 26 febbraio, dovrà decidere il da farsi. Dagli ultimi annunci a oggi non sappiamo ancora qual è il contenuto del bando ma scopriamo che il finanziamento non è una possibilità bensì una cosa ormai praticamente definita.

Chi presterà le garanzie? La Capo d’Anzio ha debiti e criticità che Igea banca – ma basta chiunque sappia leggere minimamente i bilanci – conosce bene. Il Comune, che ha già passato i suoi guai con la fidejussione concessa alla Banca Popolare del Lazio e restituita, in teoria non può dare garanzie. Sempre dal “Granchio” leggiamo che “Come garanzia la Capo d’Anzio darebbe gli attuali posti barca esistenti all’interno del bacino portuale“.  Passiamo dal dover fare il porto a “impegnare” quello che già esiste… Un po’ come quando Acqualatina prese un mutuo con la Depfa bank e alcuni Comuni diedero in pegno le loro quote della società.

Ecco, fateci capire: è così? E chi lo ha deciso?  Ma prima ancora – pur apprezzando il lavoro e la presenza mediatica del presidente Ugo Marchetti –  è il nostro rappresentante del 61% di quote pubbliche a dover fornire qualche spiegazione. Vale a dire il sindaco, Luciano Bruschini. Che continua a sottrarsi non con chi scrive, ma con i cittadini. Lui che prometteva incontri da Sacida al centro e si limita a parlare di porto con pochi e selezionati interlocutori.

Allora, come sempre, chiedere è obbligo e rispondere è cortesia. Questo spazio è a disposizione, può usarne altri se vorrà, le domande sono queste:

  1. Qual è la situazione dei conti della Capo d’Anzio? Si ha un quadro almeno di massima sul bilancio 2017?
  2. E’ vero che è stato sottoscritto un piano di rientro dei canoni demaniali mai versati?
  3. Se sì, cosa prevede e abbiamo iniziato a pagare o non?
  4. Al di là della disponibilità della banca, la società può sopportare un indebitamento di altri 10 milioni di euro?
  5.  Quali rischi corre il Comune contraendo un prestito del genere se il progetto non si realizza?
  6.  E’ vero, come si dice negli ambienti, che la garanzia è pronta a fornirla il socio privato della Capo d’Anzio, quel Marconi che il sindaco avrebbe “cacciato, parola d’onore” e con il quale ha poi firmato la “road map” per arrivare alla realizzazione del porto?
  7.  Se così fosse, la garanzia di Marconi come inciderà qualora il Tribunale – al quale ci si è rivolti tardi, tenendo il parere di Cancrini nei cassetti – decidesse che il Comune aveva prelazione nella cessione delle quote di “Italia Navigando“?
  8.  E’ così difficile rendere noto ai cittadini, sempre proprietari del 61% delle quote, il contenuto del bando? O è l’ennesima sorpresa elettorale, dopo quelle proposte nel 2003, 2008 e 2013?
  9. Che fine ha fatto il contenzioso con le cooperative degli ormeggiatori?
  10. Qual è la situazione della Capo d’Anzio rispetto alla cosiddetta “legge Madia” sulle partecipate?

Si attendono risposte, l’1 marzo c’è pure un Consiglio comunale, hai visto mai che qualcuno si svegli e chieda…

 

 

 

Porto, bando elettorale e una proposta alternativa. Pubblica

porto_palafitte

Il bando per il nuovo porto di Anzio somiglia ormai alla vecchia gestione del trasporto pubblico di Ponza, vale a dire alla signora che con un cappellone di paglia urlava “parte, parte, parte!” e non faceva muovere il bus fino a quando non era carico. Lì, almeno, c’erano i passeggeri, qui una società che si barcamena – è proprio il caso di dirlo – come può.

Sgombero il campo, l’ho fatto pubblicamente e lo ribadisco qui, per coloro che osservano “ma tu sei sempre stato a favore”. Vero, non lo nego. Altri tempi e situazioni. Qualcuno dimentica – conviene – tirai fuori la presenza del privato nella “Capo d’Anzio” che ci era stata data per pubblica e per fare il porto di tutti. Dovevamo mandare via subito Italia Navigando, in Comune non lo fecero. E dovevamo impugnare subito l’atto di cessione a Marconi, in Comune non lo fecero. Ebbene – come, da solo, ripeteva Aurelio Lo Fazio – il problema non erano tanto le procedure (corrette) ma la Capo d’Anzio.

Che da tempo, ormai, pur con una concessione il porto non è in grado di realizzarlo. Lo vuole solo gestire, cosa che interessa il socio privato e la sua rete “Marinedi” che altrimenti – se ne avesse avuto le capacità – doveva apportare i capitali previsti dai patti parasociali e darci il nuovo porto.

Socio privato – nessuno che si è alzato in consiglio comunale a farlo notare – che il sindaco Bruschini prima ha solennemente promesso di “cacciare, parola d’onore” e con il quale ha poi firmato una inutile “road map”, qualche giorno dopo.

C’è chi lo scriveva – in un umile spazio come questo blog – e lo ha scritto. Chi trovava i documenti, i verbali, i bilanci e li rendeva noti e chi ha continuato a guardare il dito e non la luna.

Sgomberato il campo, qualche considerazione e una proposta di via d’uscita. Sulla quale confrontarsi, per chi vuole, senza pregiudizi di sorta.

  1. Perché la Capo d’Anzio per realizzare il primo passaggio dei lavori – sistemazione del bacino interno – non può andare in banca e chiedere un muto di circa 20 milioni di euro? Perché i suoi conti non tornano, nessun istituto di credito – anche per i criteri di Basilea – concede finanziamenti a chi ha bilanci come quelli della società per il 61% ancora del Comune di Anzio. Da qui il bando, con in permuta i posti barca da quello che capiamo. Bando del quale si parla, ormai, da oltre un anno e che sarà l’ennesima occasione di campagna elettorale.

  2. Mettiamoci nei panni della banca X: concedereste un mutuo a moglie e marito che dicono di voler comprare casa e intanto si stanno separando? Ecco, il Comune ha – con colpevole ritardo – iniziato la causa contro il socio privato. Nessun istituto si mette a rischio e questo è un altro ostacolo verso la gara gestita direttamente dalla società. Che punta, invece, a restare a galla – poi quando la Cassazione deciderà chi aveva ragione, vedremo – per far quadrare i bilanci con la gestione.

  3. Come se ne esce? Mandando via il privato, il quale dal primo momento ha chiaro in testa di fare ciò che ha fatto con “Italia Navigando”: prendere più soldi possibili da un’operazione nella quale ha investito ben poco.

  4. E poi? La Capo d’Anzio ha una concessione (a proposito, quanto vale? La famosa stima, pure quella annunciata da più parti?) che la Regione non ha revocato per chissà quale buon ufficio o carità di patria. Decide di sistemare solo il bacino interno – unico “spendibile” e fattibile – ma deve trovare i soldi…

  5. Va coinvolta la Regione stessa, attraverso ad esempio l’Autorità portuale che non si occupa di porti turistici, ma potrebbe anche iniziare a farlo e che, comunque, su quelli commerciali ha competenza e potrebbe – ieri…. – pensare subito all’escavo del canale di accesso. Quello che invece compete, da concessione, alla Capo d’Anzio. L’idea, quindi, è quella di coinvolgere la Regione, entrare nell’autorità portuale, far confluire lì la concessione, affidare alla stessa lavori e futura gestione con una clausola di salvaguardia per i lavoratori che c’erano prima – unici a pagare, finora – e per quelli di adesso. Autorità alla quale il Comune non deve chiedere posti, consiglieri d’amministrazione, nulla se non che il porto resti pubblico.

    Quello che doveva essere all’inizio e che non si è rivelato.

Il porto degli annunci e quello che il sindaco nasconde

polverini

Ammetto: sono stato tra i primi a fare “annunci” sul porto, allora forse c’era un barlume di realizzazione e si vedevano per la prima volta le carte. Ci ho creduto – e fondamentalmente ci credo ancora – ma francamente sono stanco degli annunci del nostro primo cittadino, Luciano Bruschini, sulla imminente realizzazione. L’ultimo oggi “stiamo stringendo i tempi per il bando di gara“.  E’ l’ennesimo, se avete la bontà guardate più sotto. Basta, davvero, perché prima del bando – come vedremo tra breve ampiamente atteso da anni, come i lavori – ci sono altre cose che il sindaco nasconde, evita di dirci. Quando si insediò alla presidenza l’architetto Francesco Capolei posi delle domande,  lo stesso ho fatto quando l’incarico è stato affidato al generale Ugo Marchetti, chi vuole può approfondire qui.

Ecco, dal socio di maggioranza e finché il 61% sarà ancora pubblico, oltre agli annunci ci aspettiamo altro. Perché non siamo stati noi, ma lui a dire che avrebbe cacciato Marconi salvo poi firmare la “road map” con l’ingegnere. Quella che  il socio privato, certamente, farà valere nella causa intentata dal Comune per le quote (con ritardo) e per la quale è prossima un’udienza, dopo che il parere dell’avvocato Cancrini è stato tenuto nei cassetti. Non siamo stati noi a votare ordini del giorno in consiglio comunale per poi dimenticarci di attuarli, né a dire una cosa in assemblea dei soci e poi farne un’altra a Villa Sarsina. Serve chiarezza, quella che non c’è mai stata e che sta accompagnando la Capo d’Anzio verso il rischio di liquidazione, evitata finora grazie a una Regione che chiude gli occhi sul mancato pagamento dei canoni di concessione, sul mancato rispetto della stessa rilasciata nel 2011, ma ha fatto sapere che non ha alcuna intenzione di dragare il canale d’accesso, cosa sulla quale la “Capo d’Anzio” non può fare finta di nulla.

Però con la “dichiarazia” in Comune vanno forte, ecco una breve cronistoria.

2017

13 ottobre
Stiamo stringendo i tempi per la pubblicazione del bando di gara, finalizzato alla realizzazione del nuovo porto turistico di Anzio“, comunicato del sindaco Luciano Bruschini.
4 settembre
Ho già avuto modo di confrontarmi, sulla situazione generale della società e rispetto ai prossimi passaggi da intraprendere per dare inizio ai lavori“, il sindaco Luciano Bruschini parlando della nomina del generale Marchetti.
1 settembre
I prossimi mesi saranno importantissimi per la Città di Anzio e per la società, quanto mai vicina all’avvio dei lavori per la realizzazione del nuovo porto”  il sindaco Luciano Bruschini, commentando le dimissioni dell’architetto Capolei
8 agosto
Dietro l’angolo, ad un passo, ci sono importanti opere pubbliche da realizzare come il nuovo Porto”  comunicato del sindaco Luciano Bruschini, in occasione dell’apertura del “Punto blu”
28 giugno
E’ una nomina di alto profilo tecnico che porterà, all’interno della Capo d’Anzio, le competenze necessarie per raggiungere l’obiettivo dell’avvio dei lavori per la realizzazione del nuovo porto rispetto al quale, nel recente bando, diverse aziende hanno manifestato interesse“. Il sindaco, Luciano Bruschini, commentando la nomina a presidente dell’architetto Capolei
27 aprile
E’ stato un incontro positivo   nel corso del quale è stata definita la tempistica ed il percorso per arrivare, nel più breve tempo possibile, ad avviare i lavori per la realizzazione del nuovo Porto di Anzio“. Il sindaco dopo la riunione all’Anac
19 aprile
Verificheremo con l’Anac la procedura e tutti i passaggi per arrivare a bandire la gara, entro l’estate, con l’obiettivo di affidare i lavori tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018″. Il sindaco annunciando un vertice con l’autorità anti corruzione
6 aprile
Nonostante le difficoltà normative, tecniche, legali che si sono susseguite   stiamo lavorando con l’obiettivo di iniziare i lavori per la realizzazione del nuovo porto entro la fine dell’anno“.

2016

23 dicembre : (…)Il 2017 sembra quindi l’anno buono per l’avvio di un’opera che la città attende vent’anni. L’unica indicazione arrivata dal ministero rispetto alla procedura di VIA riguarda l’adeguamento del progetto ( si tratta di un puro atto formale) a due nuove normative del 2016. “Un successo – ha detto l’avvocato Bufalari – e un risultato a cui hanno partecipato in tanti nel corso degli anni. La documentazione è pronta e davvero nulla più sembra d’ostacolo alla realizzazione di questo progetto”.  Da “il Caffè”

22 giugno
La demolizione dell’edificio è anche il simbolo dell’inizio dei lavori per la realizzazione del nuovo Porto di Anzio, tornato ad essere appetibile nell’ambito della nautica nazionale. A breve   saremo pronti per bandire i lavori al Porto e per procedere con la prima fase dell’intervento per i raddoppio dei posti barca nel bacino interno“. Il sindaco dopo l’ordinanza di demolizione dell’ex Splash down

21 giugno
Abbiamo rispettato la scadenza di metà giugno e nella giornata di ieri l’Amministratore delegato della Capo d’Anzio Spa ha conferito mandato al professor Federico Tedeschi per il perfezionamento di una bozza di bando che è stata già predisposta“.  L’ex presidente, avvocato Alessio Mauro

21 aprile
Da oggi si apre una fase nuova che ci consentirà di rendere subito operativa la società Capo d’Anzio e di onorare tutti gli impegni assunti. Allo stesso tempo, ci tengo a rimarcarlo, stiamo lavorando con il massimo impegno al bando di gara europeo per la realizzazione del nuovo porto di Anzio“. Il sindaco dopo l’intesa con gli ormeggiatori sul “service“. Nel frattempo saltata, con le cooperative in attesa della liquidazione delle ultime fatture.

2014

5 agosto
Quanto prima daremo il via alla realizzazione del nuovo Porto di Anzio e quindi della più importante opera pubblica mai realizzata in oltre 2.500 anni di storia cittadina. Abbiamo definito tutte le procedure e siamo pronti ad avviare un periodo di crescita economica ed occupazionale, per il nostro territorio, che vedrà protagonista il Comune di Anzio proprietario del 61% delle azioni della società Capo d’Anzio“. Bruschini dopo l’approvazione del bilancio di previsione.

2013

21 gennaio
A breve saranno aggiudicati i lavori per la realizzazione del nuovo Porto di Anzio che, tra indotto diretto ed indiretto, potrebbe offrire circa 1500 nuovi posti di lavoro sul nostro territorio”. Luciano Bruschini prima della gara, poi andata deserta

2012

27 gennaio
Il finanziamento della Comunità Europea al Comune di Anzio ed alla Capo d’Anzio, attraverso il progetto Life, è l”ulteriore conferma della validità delle scelte ecosostenibili in relazione al progetto per la realizzazione del nuovo Porto di Anzio”.  Il sindaco sull’approvazione del “Life”. Progetto naufragato, soldi da restituire alla Ue, progettisti che sono stati pagati solo dopo una istanza di fallimento

2011

3 marzo
Il parere positivo della Corte dei Conti, la firma e la pubblicazione del decreto regionale  rappresenta un altro passo avanti, importante, verso la conclusione dell’iter che ci porterà all’avvio dei lavori per il nuovo Porto di Anzio ”. Bruschini dopo il via libera della Corte dei conti all’intesa con la Regione.

2010

16 novembre
Il nuovo Porto di Anzio è una speranza per i giovani del nostro territorio e ci consentirà di mettere in moto tutta una serie di opere pubbliche fondamentali per il rilancio di Anzio”. Intervento del sindaco a “Rosa tv”

11 novembre

Non ci sono problemi di natura economica per la realizzazione del nuovo Porto   in quanto con la vendita di 800 posti barca (rispetto ai 1240 disponibili), ai prezzi di mercato dei porti limitrofi, avremmo un utile pari a circa 60 milioni di euro che sarà investito sul territorio comunale per realizzare opere infrastrutturali come la viabilità d’accesso al porto, le nuove riviere di levante e ponente, le dighe, un eventuale centro convegni, opere per la tutela dell’antico porto neroniano, ecc. Sono stato io il primo a voler inserire nell’accordo di programma tutta una serie di obiettivi strategici, che non ci intimoriscono ma ci aiutano, tesi a far investire l’utile della Capo d’Anzio sul nostro territorio in modo da connotare, meglio, l’iniziativa pubblica della Capo d’Anzio che porterà benefici all’intera cittadinanza”. Il sindaco rispondendo a questioni sollevate dal Pd

9 ottobre
Insieme al nuovo Porto che consentirà alla nostra Città di rilanciarsi nel panorama turistico italiano ed internazionale, velocizzeremo l’apertura della Casa da Gioco della Città di Anzio”. Luciano Bruschini nel ringraziamento alla presidente della Regione, Renata Polverini, dopo la firma dell’accordo di programma

2008

30 gennaio
L’obiettivo fondamentale è quello di realizzare il nuovo Porto di Anzio. I lavori dovrebbero iniziare nel 2009 e si concluderanno in circa tre anni”. L’ex sindaco, Candido De Angelis, intervistato dal “Sole 24 ore”

ps, astenersi dal ricordare l’ostruzionismo fatto in Regione dal centro-sinistra ai tempi di Marrazzo/Montino. E’ noto come la pensavo e la penso, ricordo però che la concessione è di sei anni fa e che la Regione da allora – anche con la guida di Zingaretti – ha sempre e solo collaborato.

Porto: auguri generale ma ci dica la verità, una volta per tutte

bruschinimarchetti

Il sindaco Bruschini con il generale Marchetti

 

 

Al nuovo presidente della Capo d’Anzio, il generale Ugo Marchetti, vanno i migliori auguri di buon lavoro, com’è stato per i suoi predecessori. Nel roboante comunicato che ne annuncia la nomina – la terza nell’arco di un anno e mezzo, la seconda in un mese – si dà per scontato che il porto sia ormai cosa fatta.

Non è così, lo sanno il sindaco Luciano Bruschini e lo sa, probabilmente, anche il generale. Anzi, da servitore dello Stato qual è stato e qual è, alle domande poste ai suoi predecessori che se vuole può leggere qui, gli chiediamo di fare un’operazione verità sulla Capo d’Anzio.

Di dirci, anzitutto, se la situazione dei conti è compatibile con l’impresa che si vuole portare avanti e se non siamo arrivati – alla luce delle entrate o meno della stagione estiva – a dover portare i libri in Tribunale.

Vede generale, i debiti aumentano a dismisura e delle entrate non v’è certezza, ignoriamo come si voglia procedere con un bando che doveva essere pronto un anno fa e ancora non vediamo, c’è un contenzioso a non finire e soprattutto solo la “bontà” (o il menefreghismo o la scelta politica) della Regione Lazio ha evitato finora il ritiro della concessione di sei anni fa per il mancato pagamento dei canoni e per il mancato rispetto dell’accordo di programma sottoscritto a suo tempo. Lei che è stato alla Corte dei Conti sa che la Regione non può “reggere” oltre, altrimenti rischia. Per questo è inspiegabile che ancora non abbia revocato la concessione medesima.

Si vocifera che la Sua nomina sia una precisa scelta per prevenire ipotesi di infiltrazioni, investimenti sospetti e via discorrendo. Se è vero, è stata una indicazione corretta. Va ricordato però che in occasione del bando andato deserto, un’intesa con la Prefettura era già prevista in tal senso. Poi il generale è sicuramente una garanzia di correttezza, integrità, tutto quello che vogliamo, a maggior ragione i cittadini – ancora proprietari del 61% di una società che doveva fare miracoli e fatica a stare in piedi – devono conoscere la verità.

Infine, a proposito di correttezza e rispetto delle regole: con le dimissioni della segretaria comunale, Marina Inches (rimasta in quel ruolo benché controllore e controllata) è venuto meno il rispetto delle norme sulle “quote rosa“. Un uomo di legge sa che è necessario provvedere. Subito.

La legalità, ce lo insegna, si vede dalle piccole cose. Dia un primo segno, ricordi al Sindaco che tanto stima che la parità di genere va rispettata.   Ancora buon lavoro.

Porto, le informazioni a rate. Replica Capo d’Anzio

Dobbiamo affidarci, e ringraziarlo, alla replica dell’amministratore delegato della Capo d’Anzio per avere alcune risposte alle recenti e non perplessità sollevate in questo spazio. Chi ha voglia può leggerle qui. L’avvocato Antonio Bufalari, rappresentante della parte privata nella Capo d’Anzio, fornisce alcune informazioni e non altre. Con il rispetto dovuto, continuo a pensare che debba essere il socio di maggioranza (pubblica) a spiegare ai cittadini (proprietari del 61% delle quote) qual è la situazione. E se non lui, il proprio rappresentante ovvero il nuovo presidente che non ha mai pensato nemmeno di presentarsi alla città. Pubblico la replica, qualche informazione – sia pure a rate – esce fuori…. Chi sapeva, ad esempio, che c’erano state 11 manifestazioni d’interesse? Sui conti e sul resto, aspettiamo fiduciosi.

***

antonio bufalari

Antonio Bufalari

Egregio dott. Del Giaccio,

Anche se pubblicamente il suo ultimo articolo non si riferisce al sottoscritto bensì al precedente ed all’attuale Presidente del Consiglio di Amministrazione della Capo d’Anzio S.p.A., come Amministratore Delegato della Società non posso esimermi dal puntualizzare un paio di questioni. Innanzitutto Le confermo che la Cassa Depositi e Prestiti non ha detto “no grazie” al progetto della Capo d’Anzio, anzi ha trovato modalità e ipotesi per restare in collegamento con il progetto – anche tramite la propria controllata SACE – visto l’interesse della stessa iniziatica. In secondo luogo avendo ottenuto alla fine di luglio la definitiva chiusura della procedura di verifica di ottemperanza al Decreto VIA dal Ministero dell’Ambiente (chiusura di carattere definitivo in quanto il Ministero si è anche pronunciato sul nuovo piano dragaggi, approvandolo), solo oggi la Capo d’Anzio ha potuto riavviare i dialoghi incardinati con il ceto finanziario e bancario già da diversi mesi ma che attendevano la chiusura definitiva dell’iter amministravo con il suddetto Dicastero dell’Ambiente.

Anzi proprio con il ceto finanziario e bancario abbiamo condiviso e aggiornato il piano industriale redatto al fine della definizione dell’operazione. Per quel che riguarda, poi, la bozza di bando questa è stata redatta e rivista prima delle ferie di agosto dal prof. Tedeschini con il quale condivideremo ogni osservazione e revisione alla riapertura degli Uffici prima dell’invio in ANAC, come da protocollo di vigilanza collaborativo avviato.

Ovviamente le diverse, in totale undici da parte di grandi operatori economici nazionali, manifestazioni di interesse ricevute a seguito della pubblicazione del relativo avviso ci danno ottime speranze di positiva riuscita. Quindi non direi proprio che la Società è ferma anzi è in grande movimento. Forse è vero nelle ultime settimane non abbiamo fatto numerosi comunicati, ma questo non significa che ci stiamo celando dietro chissà qualche ardito complotto ottocentesco o vogliamo nasconder chissà cosa…anzi, ho appena terminato una intensa settimana passata completamente in banchina a parlare con tanti clienti e cittadini di Anzio interessati alle vicende del porto. Ciò sta soprattutto a significare che in questo periodo dell’anno siamo solo più concentrati sulla promozione estiva del porto per raccogliere quante più barche possibili e magari per far arrivare qualche transito di Maxy yacht e per valorizzare la vela e aumentare il numero di imbarcazioni da regata durante i campionati invernali organizzati dai Circoli velici. Siamo concentrati sulla pulizia dell’ambito portuale dato l’elevato numero di rifiuti (molti presenti da anni in porto) che abbiamo smaltito nelle ultime settimane. Siamo altresì a lavorare alacremente sulla valorizzazione del turismo nautico di Anzio, ovviamente per quanto ci compete. Abbiamo avuto i primi scambi tra i porti della rete Marinedi (come Procida, Forio d’Ischia o Villasimius) con grande vantaggio per i diportisti che decidono di tenere la barca da noi per tutto l’anno. Abbiamo concluso la messa in sicurezza degli Ormeggi  e a breve Anzio avrà la possibilità di ormeggiare (non all’ancora ma al corpo morto) Maxy Yacht fino a 50 mt. Sono stati lavori lunghi avviati subito dopo Pasqua e conclusosi solo oggi ma che con certosina dedizione permetteranno maggior sicurezza portuale.

Grazie, anche, all’opera avviata dal sottoscritto assieme al precedente Presidente Mauro abbiamo avuto la restituzione delle aree oggetto di concessione demaniale e finalmente abbiamo portato a reddito la Società dopo 15 anni dalla propria costituzione. Il tutto avviato in pochi anni, una cura che continua oggi e continuerà nel prossimo futuro per solidificare le fondamenta della Capo d’Anzio e permetterle la realizzazione del porto che già da oggi è un punto di riferimento per il tirreno centrale.

Per il resto eravamo e siamo, come ha avuto sempre modo di vedere, disponibili ad ogni tipo di dialogo e a rispondere ad ogni domanda e richiesta, non spegniamo i telefoni. Quindi quando ha qualche dubbio…anche da “cartavetrata”…ci chiami e se in caso  non rispondessimo immediatamente sarà perché siamo in banchina occupati ad ormeggiare qualche barca…ma sicuramente La richiameremo subito dopo!!!

Porto “annunci” e la Cassa depositi e prestiti dice no

demolizionesplash

Bufalari e Mauro un anno fa allo Splash Down (Foto ilcaffè.tv)

Un anno fa, più o meno, abbattendo lo Splash down ci dicevano che era la prima opera del nuovo porto. In questi mesi ci hanno riempito di speranze, non perdendo mai occasione di dare come imminente la realizzazione del nuovo bacino.

E’ notizia recente, invece, che la Cassa depositi e prestiti alla quale la “Capo d’Anzio” si era rivolta con il proprio progetto di finanza ha detto “no, grazie“. Ufficialmente perché finanzia solo porti commerciali, anche se eventualmente sarebbe disponibile con la “controllata” Sace.

Dal 19 aprile, data di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’avviso di consultazione di mercato , sono trascorsi da un pezzo i venti giorni indicati per presentare le proposte. Quante ne sono arrivate? Da parte di chi? Cosa dicono?

Al contrario del suo predecessore, l’avvocato Alessio Mauro, che era particolarmente loquace e che in questo senso aveva colto l’esigenza di dare informazioni ai cittadini (che fino a prova contraria restano i proprietari del 61% della Capo d’Anzio e quindi del porto)  da quando è stato nominato Francesco Capolei non ha mai avvertito  l’esigenza nemmeno di farsi conoscere. Si sa, le nomine si fanno nelle segrete stanze e poi…. Restano le domande, finora senza risposta, di un mese e mezzo fa e che potete leggere qui. Anzi, se ne aggiungono altre: quanto sta incassando la società rispetto al 2016 per il parcheggio dietro al porto e dove pensa, adesso, di trovare i soldi per realizzare l’opera?

Dopo i “turchi napoletani“, i fondi maltesi e qualche altra ipotesi di ingegneria finanziaria, pare si stia pensando a delle banche. Il compianto Gianni Billia, oggi il porto sarebbe operativo, non v’è dubbio, parlava allora di rivolgersi alla Banca europea degli investimenti. Altri tempi, oggi chissà…

La città di “Mala suerte” e quella che non ci sta

tribunalevelletri

La sentenza sull’operazione “Mala suertescrive una prima pagina giudiziaria sulla vicenda che ha squarciato il velo su un giro di estorsioni, droga e armi e che ha lambito la politica di casa nostra. Al di là dell’aspetto penale – per chi scrive anche Madonna o Pellecchia e tutti gli altri  sono innocenti fino al terzo grado di giudizio – c’è quella che riguarda proprio gli ambienti politici che è rilevante.

Perché amministratori pubblici devono “mediare” per far trovare un accordo sulla gestione dei parcheggi, per esempio? Perché – sono atti del processo – si deve arrivare a coinvolgere il sindaco e si deve andare a un incontro per proporre un Consorzio? Riunione che finirà – ipotesi che in primo grado ha retto – con una estorsione?

Se i parcheggiatori vanno oltre il dovuto, oggi li richiami all’ordine, domani glielo ricordi, dopodomani togli le autorizzazioni.  Quest’anno, finalmente, e purtroppo dopo “Mala suerte” sembra essere stata trovata una soluzione. Va dato atto alla Capo d’Anzio – che pure aveva presentato una denuncia per “pressioni” – e al dirigente della polizia locale di essere riusciti a evitarci il brutto spettacolo al quale assistevamo al porto.

Ma il punto è un altro: è negli interrogatori in aula, è in quello che è emerso nell’indagine, è nei nomi che tornano (sempre gli stessi) e vanno da “Mala suerte” all’indagine per abuso d’ufficio relativa alle proroghe per il verde, dalle “cooperative di Italo” dell’inchiesta sulle proroghe ai servizi sociali alle questioni che riguardano il Falasche o il passaggio da “Giva” a “Parco di Veio“. Gente che ha apertamente sostenuto chi oggi siede in Consiglio, gente che ha presentato liste o si è candidata.  Innocente fino a prova del contrario, va ribadito, ma c’è un contatto – una commistione in certi casi – tra chi “fa” politica e chi finisce nelle indagini che è preoccupante al di là dell’aspetto penale. C’è chi è in quelle inchieste ed è stato eletto e chi “fa” politica prova, quasi goffamente, in Tribunale, a  dire che non sapeva.   No, emerge chiaramente che c’era una “sponda” in Comune e che era noto chi fossero e cosa volessero i responsabili delle cooperative.

Poi c’è la frase del pubblico ministero in una delle ultime udienze, quando chiede gli atti relativi al boss Raffaele Letizia (ai familiari del quale, secondo l’accusa, finivano i soldi del “pizzo“) e gli avvocati si oppongono e lui replica: “Presidente se parliamo di camorra ad Anzio questa è la
dimostrazione che alcune persone sono vicine ai camorristi. Poi lo possiamo anche stralciare, non stiamo parlando del sorvegliato speciale perché ruba dentro
casa. Qui parliamo di altri tipi di sorvegliati speciali ed è per questo che non viene gradita questa produzione“.

Le pagine apparse su Repubblica due settimane fa raccontano quanto si va dicendo da tempo, una situazione di fronte alla quale c’è chi continua a fare spallucce. Perché ha consentito – sicuramente in buona fede, non si discute, per qualche voto, per quieto vivere, per quello che si vuole – la città di “Mala suerte“.  Lo spiega in un condivisibile post su facebook anche Chiara Di Fede.

Ecco, la sfida per chi vuole amministrare Anzio dal 2018 è dire che c’è chi non vuole avere nulla a che fare  con certi metodi, consuetudini, commistioni, frequentazioni, voti da ottenere e via discorrendo.  E’ una ulteriore e  netta linea di demarcazione tra il vecchio modo di “fare” politica e #unaltracittà