La sconfitta, il mio impegno, le spine che restano a De Angelis

gdggrazie

Ho perso, non c’è dubbio, e la mia area di riferimento non avrebbe vinto nemmeno se avessimo deciso di andare tutti insieme. Magra consolazione… Abbiamo cercato – purtroppo – le ragioni per dividerci piuttosto che quelle che unissero. Per quanto mi riguarda, la responsabilità che è personale me la prendo, però il discorso va necessariamente allargato.  Voglio augurare a Candido De Angelis buon lavoro. Ne ha bisogno, perché nonostante i molti nuovi consiglieri comunali  non sarà facile tenere a bada i vecchi volponi della sua maggioranza. Come ho fatto telefonicamente, poi, ringrazio Luciano Bruschini, con il quale spesso sono stato distante, ma che nel bene e nel male ha guidato la città per un lungo periodo.

Cosa emerge dal voto? Lo strapotere del centro-destra. Noto e riconfermato con la scelta di De Angelis, ennesimo “capolavoro” politico proprio di Bruschini, capace di mettere da parte insulti e tutto il resto per puntare ancora alla “staffetta“. I cittadini hanno scelto e hanno ragione, per me, ogni volta che votano. Anche se lo fanno per altri.

Va sottolineato che il 46% di loro ha preferito restare a casa e questa è la prima sfida da cogliere come futura opposizione. Riconquistare la fiducia di chi è stanco di promesse vane, far comprendere che anche se minoranza potremo avere voce in capitolo. Come? Proponendo, mettendo in difficoltà una maggioranza che si è dimostrata litigiosa prima ancora di cominciare, basta vedere quanto è successo nei seggi. Non sarà facile e come ho detto ai candidati e sostenitori, dovremo essere bravi ad andare avanti. A fare tesoro di questa esperienza insieme, per molti – a cominciare da me – la prima in assoluto. Dovremo farlo mettendo in difficoltà De Angelis trasformando in atti le nostre idee programmatiche. A Luca Brignone ho proposto di fare un unico gruppo consiliare, sarebbe un segnale di distensione dopo le discussioni che purtroppo hanno riguardato più vecchi soloni della politica di casa nostra che noi candidati. Vedremo. Lo stesso andrà fatto con Palomba. I consiglieri siano la voce di un movimento che si è diviso alle elezioni ma che ora deve fare fronte comune. Dentro e fuori dall’assise civica, anche con chi – come Valerio Pollastrini – ha fatto un passo indietro. O con Umberto Spallotta, con il quale sono più le cose che  uniscono di quelle che dividono.

Come scrissi all’inizio di questa avventura non resterò in Consiglio: ho una sola parola e quella resta. Non posso, lavorando a Latina, parlare di rifiuti in Comune e poi scrivere il pomeriggio di Rida ambiente, ad esempio, stesso discorso per Acqualatina o la sanità. E’ una questione di opportunità e ci tengo, molto. E se la chiedo per altri, devo pretenderla da me stesso. In queste ore sono numerosi gli inviti al ripensamento, trovare una strada è difficile se non impossibile, ma l’impegno di una vita non verrà meno.

Cosa è successo? Il Pd si è lacerato nella guerra interna tra il gruppo di Gianni De Micheli e quello di Aurelio Lo Fazio. Era cosa nota, speravo che il mio nome mettesse d’accordo e invece non è servito. A partire dalla lista. Hanno pensato a “contarsi” nelle preferenze, ora qualcuno farà la gara per “prendersi” il partito e dire che è “suo“.  Auguri, con meno del 10%…. C’è da scrivere un libro, ma si vedrà…

Intanto ho proposto ai candidati e sostenitori di andare avanti oltre il Pd, costruire un’alternativa in città sfruttando i consiglieri comunali eletti per proseguire certe battaglie e allargare il fronte. Farlo sui temi, senza pensare alle liturgie. E’ la sfida che abbiamo di fronte. Possiamo immaginare una “giunta ombra” o qualcosa di simile, si può essere opposizione – e personalmente lo sono stato per anni – anche da fuori il Consiglio comunale. #unaltracittà non finisce qui. La sconfitta del candidato sindaco deve farci fare tesoro degli errori commessi, a partire da quelli del sottoscritto.

Dico la verità, immaginavo di essere terzo e speravo di recuperare sui 5stelle e andare al ballottaggio. Così non è stato, anzi i grillini sono arrivati secondi e ottengono tre consiglieri. Auguri anche a loro, ovvio, su alcuni temi si può (si deve) andare oltre qualsiasi appartenenza. Vedremo.

Voglio ringraziare ancora tutti i miei candidati, i sostenitori, i volontari rimasti dietro le quinte (Laura, Giuliano, Paola, Alfonso….), chi ha pensato a comunicazione e grafica (Giuseppe, Laura, Samantha, Lidano, Stefano) o alle foto (Gabriele e Paola), chi ha aperto la sua casa per conoscere il programma e i cittadini che hanno espresso per me e la coalizione il proprio voto.

Infine il centro-destra. Candido aveva promesso un rinnovamento radicale e c’è quasi riuscito. Sa che l’eredità di Bruschini è pesantissima, conosce le tensioni della coalizione, sa che avrà dalla sua parte chi nel 2013 voleva mandare “a lavorare“. E sa che il clima non è dei migliori. Mettere d’accordo tutti non sarà facile, però porta in consiglio sei volti nuovi, due “ritorni” e otto che si sono confermati a suon di preferenze. Intorno – stando a quello che si è visto nei seggi – c’è un clima di “guerriglia“che il sindaco che torna dovrà tenere a bada con capacità diplomatiche che non sono quelle di Bruschini. Così come restano aperte questioni non indifferenti che se vuole “ripartire dalle regole”  difficilmente gli faranno dormire sonni tranquilli.

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