Porto pubblico, proviamo a ricapitolare. A beneficio di tutti

Ricapitoliamo, a beneficio comune ma soprattutto a vantaggio della commissione straordinaria, cosa è accaduto intorno e sul porto dalla costituzione della Capo d’Anzio in poi. Pur volendo sintetizzare, dovrete avere un po’ di pazienza. C’è tanto della nostra storia paesana e del “sistema Anzio”.
1) Il porto di Anzio è pubblico
2) Per realizzarne uno nuovo e gestirlo, nel 2000 fu costituita la società Capo d’Anzio, 100% di capitale del Comune, 39% destinato ai cittadini in una seconda fase come azionariato diffuso. Unico a sollevare dubbi sulla società, Aurelio Lo Fazio del Pd. Tutti gli altri si concentravano su un progetto di raddoppio inviato in Regione dalla giunta Mastracci e inserito dall’amministrazione Badaloni nel piano regionale dei porti
3) Il sindaco era Candido De Angelis e la maggioranza quella che ha governato dal 98 allo scioglimento per condizionamento della criminalità
4) Un anno dopo si fece entrare nel capitale “Italia navigando” – controllata da Sviluppo Italia ovvero il Ministero del tesoro e quindi pubblica -che doveva realizzare la rete dei porti turistici con il suo know how. Avrebbe preso il 39%. Sembrava fatta e c’era caduto anche chi scrive. Sbagliando.
5) Italia navigando è “suggerita” da Gianfranco Fini – leader di An e vicinissimo a De Angelis – e amministrata da Renato Marconi, ingegnere che in gioventù era stato direttore dei lavori al vicino Marina di Nettuno. Nei patti parasociali è scritto che la società dovrà reperire i fondi entro un anno dalla concessione.

6) Renato Marconi – ma si scoprirà solo dopo – era già socio di Italia Navigando che quindi non era più pubblica. Per pagargli dei compensi gli avevano dato delle quote.
7) Nel 2005 inizia la trafila per ottenere la concessione (De Angelis nella campagna 2003 parlava di “Inizio lavori”, che sarà…), ma in Regione ora c’è il PD che pone dei paletti sulle procedure
8) Nel 2006 sembra fatta, a luglio la conferenza dei servizi afferma “due progetti, una sola procedura”. A settembre salta tutto e non abbiamo mai saputo perché: la Regione se la prende con il Comune e viceversa
9) Nel 2008 De Angelis diventa senatore e nell’accordo politico Luciano Bruschini va a fare il sindaco e Luigi D’Arpino il presidente della Capo d’Anzio. Gli slogan? “Continuiamo insieme” e “Porto, 1200 posti barca, 1000 posti di lavoro”

10) Nel 2010 la Regione vota contro, ma la conferenza dei servizi approva il progetto, secondo il ministero delle infrastrutture “le procedure sono correttamente individuate”, parte la trafila per un accordo di programma

11) A ottobre 2010, presidente della Regione Renata Polverini (centro-destra) si firma l’accordo di programma che sarebbe lungo riassumere qui ma prevede una serie di punti mai rispettati

12) Un anno dopo arriva l’agognata concessione per la “realizzazione e gestione” del nuovo porto. Ma si comincia anche a parlare dello “spacchettamento” di Italia Navigando. Il senatore De Angelis presenta una interrogazione parlamentare alla quale viene risposto che è tutto regolare. Intanto fallisce la vendita dei “Dolt”: diritti di ormeggio a lungo termine.

13) Nello “spacchettamento” Renato Marconi e la sua Mare 2 spa, poi Marinedi, per essere liquidato ottiene 10 porti tra i quali quello di Anzio. Si rimangerà subito i patti parasociali, venuti meno a suo dire proprio per una firma di De Angelis successiva a quella messa allora.

14) Il consiglio comunale nel 2012 ribadisce che il porto è pubblico e invita il sindaco a mettere in atto ogni azione per far rispettare i patti parasociali. Viene chiesto e tenuto nei cassetti un parere al professor Arturo Cancrini.

15) Nel 2013 si divide il centro-destra, De Angelis (che era entrato in Fli seguendo Fini) aveva già aspramente criticato Bruschini. La spaccatura arriva al limite degli scontri fisici in campagna elettorale. Il socio privato, Marinedi, prende possesso delle sue quote e ottiene dalla Regione l’inversione del cronoprogramma. La richiesta di inversione è voluta e sottoscritta anche da Bruschini, rimasto sindaco.

16) Il consigliere comunale di maggioranza Marco Maranesi chiede e ottiene (a fatica) il parere di Cancrini. L’ex direttore generale del Comune, Franco Pusceddu, pone addirittura il “segreto di stato” per non rilasciarlo. Lo otterrà grazie all’ex segretario Pompeo Savarino

17) Parte la causa, il 30 settembre 2014 Bruschini dice a De Angelis, oppositore di lotta e di governo, in consiglio comunale: “Parola d’onore, caccio Marconi”. Dieci giorni dopo firma con l’ingegnere la road map per realizzare il porto

18) La Capo d’Anzio nel frattempo caccia gli ormeggiatori, comincia a gestire il porto, si fa imporre dall’allora comandante della polizia locale, Sergio Ierace (lo stesso che servirà a togliere i sigilli agli amici di De Angelis in “Tritone”) di dare gratis il parcheggio di piazzale Marinai d’Italia agli eredi di “Malasuerte” che come si evince dalle carte avevano a che fare con la camorra.

19) I bilanci della Capo d’Anzio fanno acqua, la gestione non va, la gara per i lavori va deserta, le banche non danno un euro e anzi la Popolare del Lazio chiede di restituire i soldi della fideiussione che era stata necessaria per ottenere la concessione. Il Comune paga l’intera quota, 517.000 euro, la Capo d’Anzio non ha mai restituito un centesimo. La cosa è all’attenzione della corte dei conti. La Capo d’Anzio non ha mai pagato i canoni concessori alla Regione, non ha mai restituito i soldi dell’escavo, ha debiti verso l’erario e anche verso il socio privato Marconi.

20) Il porto? “Montecarlo” nelle intenzioni del presidente, generale della Finanza, Ugo Marchetti, il quale si fa dare un ufficio a Villa Sarsina, se ne va, poi ritorna, poi si ridimette. Non ha mai detto perché)

21) Il bilancio 2018 votato dal cd’a della Capo d’Anzio, compresi i rappresentanti pubblici, chiude con una perdita di 72.000 euro. Nella nota integrativa al bilancio del Comune il dirigente dell’area finanziaria Luigi D’Aprano scrive che deve essere liquidata

22) Alt, il sindaco – nel frattempo di nuovo Candido De Angelis (2018) – chiama al capezzale della moribonda Capo d’Anzio il professor Ernesto Monti. Luminare, certo, ma anche con qualche esperienza di crack alle spalle. Miracolosamente il bilancio 2018 e 2019 chiudono in attivo, stavolta D’Aprano ci ripensa e scrive alla Capo d’Anzio che va bene così. Il problema? Il compenso del direttore del porto, incarico mai formalizzato ma che firmava carte e dava disposizioni. Anzi, era stato nominato pure responsabile dell’anti corruzione. Nessuno se ne era accorto? Alla faccia dei controlli….

23) Il consiglio regionale del Lazio, su proposta del Pd (e di chi allora lo rappresentava ad Anzio, nel frattempo passato a Italia Viva, forse perdendo un po’ di memoria) chiede la revoca della concessione per i mancati pagamenti, la mancata attuazione della stessa, il mancato rispetto dell’accordo di programma

24) Era vero quello che diceva il Cd’a sulla perdita o quello che ha scritto Monti? Ne sapremo di più dal Tribunale di Velletri, dove tra qualche giorno ci sarà l’udienza preliminare per falso in bilancio

25) Il Comune torna in pieno possesso delle quote, la causa fatta da Cancrini è vinta in primo e secondo grado. Se davvero si voleva cacciare Marconi, forse andava fatta prima e non tenuto il parere nei cassetti. Bruschini e De Angelis facevano finta di litigare o su questo erano d’accordo?

26) In consiglio comunale Monti e Ievolella – che è uscito dalla porta rinunciando a un suo credito ed è rientrato dalla finestra come amministratore della Capo d’Anzio – dicono che con una fideiussione (un’altra?) e un campo boe, il gioco è fatto. Nessuna banca concederà il credito richiesto. Lo dareste voi a chi ha bilanci come quelli della società e soci in contenzioso?

27) Se n’è andato anche Monti, ha sbattuto la porta l’ultimo amministratore delegato Lombardo, il Comune (sempre D’Aprano) ha fatto un bando per trovarne un altro ma era sbagliato, così l’ha ripubblicato il 28 dicembre con scadenza il 4 gennaio. Roba che se l’avesse fatto un politico sentivi tu….

28) La commissione straordinaria in delibera sul mantenimento delle partecipate non si accorge del copia e incolla della delibera dello scorso anno e parla di incassi aumentati (quali? Forse perché sono aumentati i prezzi?), piano industriale (quale?) e 2023 per l’inizio delle opere (come?)

29) In tutto questo Comune e Marconi si sono sono vicendevolmente denunciati su più vicende. De Angelis ha dato del ladro all’ex amministratore delegato Antonio Bufalari in consiglio comunale ed è stato denunciato dall’ex amministratoredelegato. La magistratura chiarirà

30) Il porto è pubblico e tale resta, va chiarito il ruolo della Capo d’Anzio che Marconi cercherà di prendersi come ha fatto con Italia Navigando, è bravissimo in questo e qui abbiamo provato a spiegarlo più volte. La legge regionale è cambiata, però, e sul demanio marittimo è il Comune adesso a decidere. Si potrebbe sempre tentare, chiunque governerà in Regione tra due mesi, di entrare nell’Autorità portuale. Peccato che proprio il Demanio sia uno dei nodi cruciali dello scioglimento del consiglio per condizionamento della criminalità, così come nella relazione sia ampiamente citata la Capo d’Anzio e i voli pindarici sulla gestione della partecipata. Al vertice del Demanio, sempre il dirigente di cui sopra. Ah, pur volendo: è ancora tutto sotto sequestro, difficile mettere mano a qualcosa.

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