Marconi: “Il porto lo faremo, basta con gli interessi di pochi”

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L’ingegnere Renato Marconi

Esce allo scoperto, accetta di parlare della vicenda Anzio, si rivolge ai cittadini che da un’operazione del genere – ma se lo sentono ripetere da troppi anni – non possono che trovare beneficio. Usa termini anche forti, ma con la chiarezza che questa intrapresa ha avuto di rado. L’ingegnere Renato Marconi, a capo del gruppo Marinedi, l’inventore di Italia Navigando con la quale entrò nel 39% della Capo d’Anzio, oggi è l’interlocutore privato della società che per il 61% è del Comune e può finalmente entrare in una fase operativa. Diversa da quella immaginata anni fa, ma concreta

Alla luce degli ultimi accadimenti la Marinedi è ancora interessata all’iniziativa della Capo d’Anzio?

Partendo dal principio che più le cose sono interessanti più sono difficili, al nostro Gruppo non è mai mancato lo spirito di iniziativa e la capacità di risolvere qualunque problema nel settore della portualità turistica e del turismo nautico.

Nel nostro progetto di Rete portuale turistica mediterranea, già operativo da tre anni, Anzio rappresenta il porto turistico di maggior spicco ed interesse economico. Potendo sfruttare la vicinanza di Roma e dell’aeroporto di Fiumicino, vogliamo valorizzare il patrimonio e le potenzialità turistiche di Anzio per far tornare ad essere il suo porto uno dei principali protagonisti del Mediterraneo, per quel che riguarda la nautica, la cantieristica, la manodopera specializzata, la vela e tutte le attività connesse e relative legate all’artigianato, al commercio ed alla ricettività e ristorazione. Negli ultimi due anni abbiamo contribuito in modo determinante a ribaltare le sorti dell’iniziativa che sembrava destinata ad un esito drammatico, dopo il bando di gara a suo tempo indetto ed andato deserto.

Tutti gli sforzi profusi, grazie a professionalità del settore nautico messe a disposizione dell’iniziativa, come l’ingegner Enrico Aliotti e l’avvocato Antonio Bufalari, hanno rafforzato la nostra determinazione ad essere, insieme con i cittadini di Anzio, i gestori di una delle più belle realtà portuali italiane. Perciò per rispondere in maniera sintetica alla sua domanda: “Avanti tutta!”.

Come pensate, visti i debiti accumulati e la situazione di bilancio, riuscire addirittura a finanziare l’opera in tre fasi?

Due anni fa a questa domanda avrei avuto grandi difficoltà a rispondere. Oggi è molto più semplice: l’attività caratteristica prevista in prima fase è più che sufficiente a garantire la finanza necessaria alla restituzione dei debiti ed all’attività corrente, come in parte sta già avvenendo.

I problemi occorsi nell’ultimo periodo in materia di occupazione abusiva di una parte delle aree rappresentano l’unico rischio attualmente emergente per un corretto sviluppo della parte corrente dell’iniziativa. Per quanto attiene alla seconda e terza fase dei lavori, come previsto dagli accordi parasociali, ci siamo attivati per la progettazione esecutiva e per il successivo finanziamento delle opere attraverso il nostro Fondo operativo “Marinedi Finance Fund”. Le operazioni necessarie a valutare cespite ed iniziativa da parte dei nostri Partners sono già in corso e si concluderanno entro giugno prossimo. La gara per l’esecuzione dei lavori di seconda fase potrà essere, pertanto, bandita a partire da ottobre-novembre 2016.

Il Comune ha pagato la parte del debito con la Banca Popolare del Lazio garantita dalla propria fideiussione, per la parte di debito restante c’è un piano di rientro da parte della Società. Lo state rispettando?

Nell’ultimo anno la Banca Popolare del Lazio è stata molto comprensiva e propositiva nei confronti della Società, probabilmente anche influenzata dalla piega positiva degli eventi e dal nostro impegno quali esperti del settore. Il Comune, inoltre, ha contribuito in modo sostanziale ad onorare gli accordi, soprattutto in questa fase nel quale la redditività della Società non è al 100% a causa delle perduranti occupazioni abusive.  Il piano di rientro, seppure all’inizio, è puntualmente rispettato e non prevediamo alcun problema fino alla sua estinzione.

Cosa ostacola questo sviluppo da lei delineato e che tutta la città auspica?:

Al momento non vedo nessun altro ostacolo se non l’abusiva occupazione di parte delle aree. La situazione difficile con il Circolo della Vela, anche a seguito dell’ultimo pronunciamento del Consiglio di Stato, a noi favorevole, è in corso di pacifica ed ovvia regolarizzazione.

A questo punto è necessario e fondamentale provvedere immediatamente allo sgombero delle aree ed anzi speriamo che il Comune provveda immediatamente, viste anche le due comunicazioni ultimative dell’Ente concedente, ovvero la Regione Lazio, ed i due mesi ormai trascorsi dall’invio della prima comunicazione.

Il tempo della trattativa è ormai finito, anche perché ricordiamo che le due cooperative hanno rifiutato qualunque proposta di lavoro o di collaborazione offerta, intentando cause che hanno dimostrato la bontà dell’attività amministrativa svolta dalla Capo d’Anzio e dalla Regione Lazio.

Ricordiamo inoltre a malincuore che alcuni loro membri hanno tenuto comportamenti ostili verso amministratori, dipendenti e collaboratori della Capo d’Anzio, tanto che ci si è trovati costretti in alcuni casi a richiedere l’intervento delle Forze dell’Ordine….

Difendevano un lavoro che svolgono da anni…

Certo, ma ora non si può tollerare la pratica di attività economiche senza autorizzazione come l’uso degli ormeggi e l’attività cantieristica, attività che non stanno permettendo alla Capo d’Anzio il completamento della fase 1 e la messa a reddito delle aree concesse e formalmente consegnate dalla Regione Lazio, con grave danno economico, basti pensare che se la Capo d’Anzio fosse venuta in possesso delle aree un anno e mezzo fa la ristrutturazione economica dei debiti sarebbe stata più agevole e non sarebbe servito l’intervento finanziario dei Soci (vedasi il pagamento del Comune alla Banca Popolare del Lazio dello scorso dicembre)….

La città di Anzio deve avere coscienza di ciò: non si può bloccare lo sviluppo di una città, per tutelare l’interesse di pochi!

Si riferisce alle cooperative?

Guardi, le do un’ultima “curiosa” notizia sulle Cooperative: alcuni giorni fa, proprio mentre il Sindaco cercava ulteriormente un accordo, è giunta una diffida da parte del loro legale per la rimozione dell’impianto di videosorveglianza che la Capo d’Anzio ha installato sulle proprie aree in concessione in quanto “lesivo della privacy ed illegittimo…”. Incredibile! Personaggi che, senza titolo, occupano le aree e che proseguono attività, anche economiche, non autorizzate…invocano la “privacy”…Siamo alla farsa…

Pensa di superare questi ostacoli? E come?

Ogni ostacolo indebitamente frapposto allo sviluppo del Porto di Anzio verrà rimosso ricorrendo agli strumenti previsti dall’ordinamento. La situazione è da tempo all’attenzione delle autorità di Polizia Giudiziaria e della Regione Lazio. Abbiamo lungamente aspettato la pubblicazione delle sentenze da parte del Tar del Lazio a noi favorevoli, siamo sicuri che alla fine la Legge, in ogni caso, prevarrà!

Sono confermate le previsioni dell’accordo di programma?

 

Capisco le ragioni di questa domanda e i dubbi che ogni tanto emergono nel corso di discussioni anche qualificate, ma la risposta è assolutamente positiva: tutto ciò che è stato previsto nell’accordo di programma, base della concessione demaniale marittima in essere, sarà rispettato pena la decadenza e l’inefficacia della concessione medesima.

Alla luce di quello che afferma, il bando annunciato a più riprese dal sindaco sembra improponibile. O sbaglio?

Sbagliare è umano, ma dobbiamo imparare dagli errori del passato…Il primo bando che dovrà essere predisposto, e di cui è stata già preparata una bozza, è quello relativo all’affidamento dei lavori di seconda fase. Ogni bando relativo al dare in subconcessione a terzi la concessione, svendendone la gestione, ritengo sia illogico, irrazionale e contrario agli interessi della Società e della Città di Anzio.

Sarà la volta buona?

Con l’aiuto di chi è il primo interessato allo sviluppo economico del Porto: i cittadini di Anzio, il porto sarà realizzato secondo il progetto approvato e la concessione assentita. Infatti, io credo che il socio di maggioranza della Capo d’Anzio siano tutti gli anziati non le 3-4 persone che pensano di poterne disporre a fini che ormai non comprendo più.

Per le ragioni che ho illustrato alla prima risposta io sarò sempre al fianco della cittadinanza condividendone da imprenditore – anche, ovviamente, nel mio interesse – il fine ultimo: lo sviluppo di una grande e partecipata attività economico-sociale al centro della città.

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4 pensieri su “Marconi: “Il porto lo faremo, basta con gli interessi di pochi”

  1. Marconi,sei un parolaio:tira fuori i soldi che solo il Comune,cioè i cittadini,hanno versato in termini di tasse elevate Tu cosa hai dato come socio di minoranza? Niente!Eppure tu sei socio di minoranza…..Ma davvero credo che siano tutti stupidi?

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