Trasparenza, il link c’è il servizio no. E se fosse un falso?

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Tanti colleghi li ritengono un inutile “peso“. Alla formazione continua, invece, va riconosciuto un valore a prescindere. Anzi, prima che un obbligo di legge chi fa questo lavoro dovrebbe avere insita – insieme alla curiosità che dovrebbe contraddistinguerci – la voglia di sapere sempre di più e aggiornarsi.

Una premessa necessaria per arrivare a un argomento caro a chi scrive: la trasparenza amministrativa. Proprio di questo si parlava oggi a Latina, presso l’università “Sapienza“, nell’ambito dei corsi organizzati dal Comune e dallo stesso ateneo, aperti anche ai giornalisti per il riconoscimento di crediti. La curiosità, si diceva…

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Che succede a un Comune come quello di Anzio che sulla “bussola” della trasparenza ha il 100% di criteri rispettati, indica il “link” all’ufficio relazioni con il pubblico ma poi non ha né i contatti e tanto meno l’ufficio? Si ha l’impressione, anzi quasi la certezza, che fatta la legge è trovato anche l’inganno. Per stare in regola basta dire che c’è il “link“, se poi è vuoto pazienza.

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E no, perché se mancano i contenuti si potrebbe profilare addirittura l’affermazione di un falso. Già, tu mi dici che hai il “link“, anzi fai in modo che sulla “bussola” sia tutto a posto e le previsioni di legge siano rispettate, in qualche modo lo certifichi, ma io cittadino a chi mi rivolgo? E’ bene che il responsabile della trasparenza ponga rimedio e spieghi se si tratta o meno di una falsa attestazione. Di sicuro il servizio non esiste, se ci si collega sul sito non si va oltre. Quel che è peggio è che l’amministrazione non si preoccupa di averlo. Tanto basta il “link“, no? Nell’ennesima revisione della dotazione organica – che certifica, finalmente, che un infermiere non può diventare primario di medicina – c’è una razionalizzazione dell’esistente e rispetto alla precedente cervellotica delibera di giunta, ma dell’Ufficio relazioni con il pubblico non c’è traccia.

Se poi restiamo al sito sono altre le cose che non tornano. Le spese del personale, per esempio, sono ferme al 2012. Tra un passaggio e l’altro l’aspetto organizzativo è fermo a marzo dello scorso anno e non risponde al vero, lo Sportello unico delle attività produttive – obbligatorio per legge – è ancora solo un indirizzo mail quando dovrebbe essere interattivo.

Come è stato spiegato oggi, del resto, a ottenere il 100% ci vuole sostanzialmente poco. Essere un’amministrazione trasparente e che non afferma una cosa per un’altra è diverso. Un tempo la vicenda appassionava il capogruppo del Pd Andrea  Mingiacchi, oggi forse il presidente della commissione trasparenza Eugenio Ruggiero qualche chiarimento dovrebbe chiederlo….

Ma tanto rispettiamo i requisiti, i cittadini si arrangiassero insieme alle loro questioni di principio.

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