L’ambiente, Placidi e chi si girava dall’altra parte. Troppo comodo

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Chi ha la bontà di seguire questo spazio potrà, volendo, andarsi a rileggere quanto si affermava sulla gestione dei rifiuti e del settore ambiente ad Anzio. Nessuna “rivincita“, non sono tipo, ma quelle che erano evidenze oggi sono indizi di reato nelle operazioni   “Evergreen” e “Touchdown“.

Non che avessi la palla di vetro, anzi, mettevo nero su bianco qui (e prima ancora dalle pagine del Granchio, ad esempio sui molteplici interessi imprenditoriali di Placidi), ciò che sentivo, riscontravo, mi veniva raccontato. Quando Patrizio Placidi è stato arrestato molti di quelli che si giravano dall’altra parte – dal sindaco alla maggioranza, fino a chi nella struttura comunale era deputato a controllare – hanno risposto in coro “eh, ma si sapeva….” Troppo comodo.

Già che si sapeva, cosa è stato fatto? Walter Dell’Accio metteva, nero su bianco, che subiva pressioni per adottare atti e nessuno se ne accorgeva, evidentemente. Servivano le carte dell’inchiesta per dirci che Placidi andava a sollecitare i pagamenti – tutti a tempo di record – per le vicende che riguardavano il suo assessorato? Nessuno aveva da dire, né ci si preoccupava di andare a fare i riscontri. Venne affermato, palesemente, che si preferiva un’azienda per un’altra nell’appalto dei rifiuti e non ricordo responsabili dell’anti corruzione stracciarsi le vesti o rendere noto – come poi è stato per altro – che andavano dai carabinieri. Eppure, oggi lo leggiamo nelle carte, l’emergenza era scientemente voluta e i servizi aggiuntivi servivano per far lavorare chi era rimasto fuori perché l’appalto non lo aveva vinto chi voleva Placidi e la maggioranza.

E quei servizi, alcuni previsti dal contratto e quindi allo stesso costo, nel frattempo erano fatturati come extra e pagati senza colpo ferire.

Sarà andata a raccontare questo, Angela Santaniello, alla dirigente del Commissariato? O era lì per una visita di cortesia? Non trapela di più sull’incontro avuto nella sede di Anzio 2, tranne la certezza che la Santaniello non è andata come indagata.

L’ho detto dall’inizio e lo ripeto, Placidi è l’emblema di come è stato inteso il modo di gestire la cosa pubblica ad Anzio e pensare che sia lui l’unico responsabile è troppo comodo.

Di certo, in #unaltracittà, sindaco e assessori non si preoccuperanno di chi vince le gare, né avranno squadre “volanti” da andare a prendere in qualche bar, ma di far rispettare i contratti.

 

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Rifiuti, basta scaricabarile: fallimento di sindaco e assessore

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Prima di dire che è pronto a mandare via la Camassa, il sindaco di Anzio dovrebbe ammettere di aver fallito – insieme all’assessore Patrizio Placidi – sul servizio dei rifiuti e trarne le conseguenze ovvero andarsene.

Il “porta a porta” avviato in fretta e furia nel 2013, in piena campagna elettorale (allora Candido De Angelis “tuonava“, oggi in vista dell’intesa sul prossimo voto, tace) senza copertura finanziaria perché i soldi della Provincia erano stati già spesi, ha portato alla situazione attuale e i responsabili politici sono chiari: sindaco e assessore. Quando dalle colonne del Granchio si provavano a scrivere queste cose, quando Mario Pennata, Ivano Bernardone e Romeo De Angelis denunciavano, si era presi per scemi. Così come quando si faceva notare che i dirigenti chiedevano di utilizzare il risparmio ottenuto nel conferimento in discarica per far fronte a eventuali crediti inesigibili dei rifiuti, invece quei soldi (oltre 600.000 euro) sono stati spesi in fiori e varie amenità, mentre gli inesigibili sono a carico dei cittadini. Questo è successo intorno alla gestione dei rifiuti ad Anzio. Questo succede.

Accorgersi oggi di un’emergenza che si è creata da quando l’appalto non lo ha vinto un’azienda che lo stesso Bruschini e Placidi hanno apertamente detto di preferire, è tardivo quanto inutile. Volevano Gesam-Ecocar, garantiva più posti, ma aveva un’interdittiva antimafia. Ha vinto Camassa, ne garantiva meno ma nel frattempo si è fatto di tutto per far assumere altri, e ha avuto anch’essa un’interdittiva. Ovvio, un conto è trattare con il titolare di un’azienda, un altro con un commissario.

Bisogna partire dal 2013, da quella fretta ad avviare un servizio per assumere chi – non ci giriamo intorno – avrebbe votato per la continuità amministrativa.  Chi, ad appalto assegnato, anziché pensare a pulire le strade è diventato cultore del diritto e aspettava sentenze come manna dal cielo. Fino a qualche settimana fa, credendo che fosse addirittura la Corte europea dei diritti dell’uomo a dover ribaltare le decisioni della magistratura italiana. Ma per favore…

Il personale è stato assunto/usato in campagna elettorale, oggi viene “scaricato” dopo che in molti casi ha seguito – sbagliando – le indicazioni dette e non  che venivano dalla politica. La gente va messa in condizione di lavorare, punto, non condizionata – come in molti casi sembra trasparire – per qualche indicazione arrivata da chi gestisce il Comune. Pensate, è stato difficile persino posizionare una delle isole ecologiche in centro – prima su Riviera Mallozzi, oggi a Largo Bragaglia – e non ci si è accorti né ci si accorge che sono, tutte, messe male, pericolose per il passaggio di auto, spesso non si aprono, sono ricettacolo di rifiuti gettati ovunque e in preda a topi e rischio infezioni quotidianamente.

Chi oggi “tuona“, gira per la città? O crediamo davvero a Placidi e al suo “orgoglio Anzio” ogni volta che pulisce – chi amministra ci sta per farle le cose…. – ai suoi fan, e riteniamo brutti e cattivi i cittadini che hanno l’immondizia non ritirata sotto casa e lo rendono pubblico? O abbiamo dimenticato i “balletti” sul ritiro della plastica? Su, per piacere….

La Camassa ha le sue responsabilità, non c’è dubbio, ma ha risposto punto su punto a quanto affermato dal sindaco che sembra – invece – voler creare le condizioni per un “colpo di teatro” per il quale – a oggi e sulla base del capitolato vigente – non ha una pezza d’appoggio.

Venne revocata una volta ad Anzio, una ditta, si chiamava “Colucci“: Stefano Bertollini era sindaco, Paride Tulli capogruppo di Forza Italia, Candido De Angelis di An, Vincenzo De Cupis assessore all’ambiente. Così, per ricordare. Il Comune ha pagato, poi, fior di centinaia di milioni delle lire di un tempo. Per revocare una società – piaccia o meno – occorre avere contestazioni certe e qui o il sindaco (e il suo dirigente) dice una bugia o la dice la ditta: esistono o non le contestazioni con relative sanzioni? C’è un consigliere comunale di buona volontà che vuole accertarlo? Marco Maranesi ha ragione, il danno è incalcolabile, per questo vada fino in fondo.

La verità è che su questo – come su tutto ciò che questa amministrazione ha messo in piedi – si naviga a vista. Ce la si può prendere con la ditta, con i lavoratori, con gli incivili (tanti, vero, ma cosa è stato fatto nei loro confronti?) ma il fallimento è  politico, è di sindaco e assessore. Gli stessi, guarda caso, che ci lasciano in “regalo” una biogas autorizzata – con il benestare del Comune in conferenza dei servizi (Bruschini vuole ancora farci credere che non sapesse) – una biometano e un centro di trasferenza quasi.

Dai sindaco, ecco la prossima scusa: è colpa di chi ha presentato i progetti. Non fa una piega, no?

Per chi vuole approfondire sull’argomento, qui trova una serie di precedenti. Per chi immagina #unaltracittà, l’idea su come affrontare il discorso è contenuta in “Territorio zero“, del quale qui trovate una recensione.

Rifiuti: delibera rifatta, il software, i pareri e un ricordo…

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Com’era nell’aria è stata annullata la delibera con la quale la giunta dava il via libera a dieci assunzioni “elettorali“, riscritta e con un mandato al dirigente dell’ambiente a provvedere. Era una evidente forzatura e peraltro riportava l’acquisizione dei pareri tecnico e contabile che invece non c’erano. Un falso, insomma, che oggi è spiegato.

Sulla vicenda, com’è noto, chi scrive aveva fatto accesso agli atti e poco fa la segretaria generale del Comune, Marina Inches, ha risposto. La ringrazio di questo e della celerità, evidentemente quando si tratta di rispondere all’accesso civico ci sono velocità diverse in Comune. Ebbene quella delibera che è stata annullata – com’è riportato anche nel nuovo atto – “per mero errore del software, segnalato e tempestivamente corretto dalla società fornitrice del software, riportava l’acquisizione del parere favorevole tecnico e contabile, non previsto dalla legge per le deliberazioni di indirizzo“.

Meno male che dovevamo essere il Comune 3.0…. ma i software sbagliano, ci mancherebbe, è che li paghiamo (e sono diversi e spesso nemmeno dialogano tra loro) pure profumatamente. Comunque la stesura originale della delibera “elettorale” non c’è più, adesso parte la caccia alle squadre “volanti” previste a detta di chi ha votato l’atto sul capitolato. Diciamo che si “maschera” un po’ l’obiettivo iniziale, ma quello resta.

Ah, a proposito di errori oggi è il software, oltre 20 anni fa quando con “il Granchio” scoprimmo che la stessa ditta era stata incaricata due volte di fare le stesse strisce a piazza Garibaldi la colpa venne data “alla dipendente che ha copiato l’atto“. Che ricordo eh…. La continuità? Bruschini era sindaco, Zucchini assessore, Placidi pure, buona parte di coloro che sono in maggioranza c’erano già oppure erano rappresentati da parenti stretti…

Rispetto a chi si candida ad amministrare Anzio nel 2018  la sfida  sarà quella di avere – finalmente – un sistema informatico unico, completo e degno di tale nome. Si tratta di una  ulteriore   linea di demarcazione tra il vecchio modo di “fare” politica (e dirigenza, ognuno ha o ha avuto i fornitori di fiducia)  e #unaltracittà

Rifiuti, delibera “mascherata” e senza pareri: accesso agli atti

La delibera 53 con la quale la giunta di Anzio ha deciso i “Piani di intervento sul territorio comunale”  presenta diversi profili di dubbio. Li hanno sollevati – unica voce nel “deserto” – i Grilli di Anzio. Pur avendo un consigliere comunale il Movimento 5 stelle, da tempo in “rotta” con il meetup che ha fatto notare una serie di incongruenze, non ha sentito l’esigenza di intervenire. Non lo ha fatto il Pd, meno che mai la ex opposizione di centro-destra.

Quella delibera non solo stabilisce che vanno fatti servizi già previsti dal capitolato, ma sa tanto di dieci posti da assegnare in piena campagna elettorale (avevo scritto, sbagliando, che erano quindici)  con un sistema che questa amministrazione ha preso a modello. Mancano solo i nomi, poi è stato scritto tutto, “mascherato” dietro la dicitura piani di intervento.

C’è dell’altro, però. Nel corpo della delibera si legge che sono stati espressi i pareri contabile e tecnico, ma in allegato sul sito del Comune (ah, la trasparenza 3.0….) non ce n’è traccia. Se fate caso, in altre delibere i pareri sono sempre allegati, qui no.

Per questo ho presentato formale richiesta di accesso agli atti affinché i pareri siano resi pubblici. In Comune gira voce che non esistano e sarebbe gravissimo aver affermato che, invece, sono stati forniti. Una svista o un falso? Lo vedremo.

 

Il “triangolo” dei rifiuti che ci regala il centro-destra

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Aveva ragione Candido De Angelis, qui chi vuole realizzare impianti per i rifiuti viene chiamato o sa di trovare terreno fertile. Inutile girarci intorno, fingere di indignarsi quando è tardi, fare ricorsi o emettere ordinanze. 

La bocciatura arrivata dal Tribunale amministrativo regionale del Lazio (Tar) che annulla il provvedimento di precauzione emesso dal sindaco a furor di popolo, ne è la dimostrazione. L’atto “neppure richiama alcuna base normativa, fatta eccezione per la Costituzione e per il Trattato dell’Unione europea” e “si inserisce illegittimamente in una procedura di autorizzazione tuttora in corso di espletamento“. Lo dice il Tar e potete leggerlo di seguito tar_annullaordinanzaecotransport Stessa sorte avrà il ricorso presentato dalla società che deve realizzare la prima biogas.

Allora come Bruschini ci ha messo la faccia ricorrendo sulla biogas (tardi e dopo aver mandato Placidi a dire sì, prima di fingere che non sapesse) e facendo ordinanze, forse avrebbe fatto più bella figura a difendere la scelta di avere a Sacida il “triangolo” dei rifiuti come lo ha definito l’ex avversario e oggi alleato De Angelis. Il quale, da sindaco “incaricato“, dovrebbe dirci se ha cambiato idea. La Raggi e il movimento che le sta intorno non mi piacciono, è noto, ma prendersela con lei che vorrebbe portare altrove i rifiuti di Roma quando gli impianti previsti ad Anzio basterebbero quasi per mezza provincia è paradossale. E lo scaricabarile, di tutti – Regione a guida Pd compresa – non mi piace affatto.

Attenzione, la “chiusura” del ciclo dei rifiuti viene proposta da più parti ed è ormai universalmente accettata, né possiamo utopisticamente ritenere che arriveremo mai al 100% di differenziata. Non prendiamoci in giro. Ma un conto è dire: mi faccio la differenziata e la porto al 70/80% (a quanto siamo ad Anzio, per davvero?) ho bisogno di una discarica di servizio, uso la “mia” frazione umida per produrre energia, un altro è prevedere  ciò che è atteso in quella zona. E che difficilmente si riuscirà a fermare. Ecco, allora diciamo chiaramente che il centro-destra che guida la città quegli impianti li ha voluti e/o si è girato dall’altra parte quando le proposte sono arrivate in Comune e/o ha pensato che si potessero promettere altri posti di lavoro e/o sistemare il terreno di qualcuno “vicino” politicamente. Per questo ci si deve assumere la responsabilità delle scelte fatte – che sono tali anche se si è solo evitato di guardare le carte arrivate in Comune – e  non fingere indignazione. Troppo tardi. 

Mense, rifiuti e non solo. La favola delle colpe altrui

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C’erano una volta le responsabilità politiche. Quelle di chi è chiamato ad amministrare o a svolgere il ruolo di consigliere comunale e lo fa senza pensare a future alleanze, giochetti di potere, dimissioni “irrevocabili” che non lo sono più dopo qualche settimana di estenuanti trattative e pesanti accuse. No, non ci sono più, perché se le cose non vanno dipende sempre dagli altri.

Partiamo dal caso mense, l’ultimo della serie. Il servizio slitta al 5 o 10 ottobre se tutto va bene, con ciò che comporta per i genitori. Un ritardo del genere nemmeno nella Prima Repubblica, e il sindaco Bruschini può confermarlo, però mica dipende da noi e su…. L’assessore Laura Nolfi, incalzata dalle notizie che circolavano sui social e da quelle riportate dai siti, si affretta a dire che dipende dal Comune di Ardea…. Ma mannaggia, davvero? Quei birichini non rispondono ancora…. Per piacere, la responsabilità è chiara ed è altra: per mesi la maggioranza di Anzio ha litigato sulla stazione unica appaltante, quindi la gara che andava fatta non è stata espletata, si è scelta una procedura “tampone” tutta da verificare e si è detto solo qualche giorno fa alla ditta di andare a pulire i centri cottura. Risultato? Il servizio slitta, alla faccia dei bambini. Si fece un clamore assurdo per la precedente gara, si andò all’Anac, si accusò apertamente la dirigente (poi sospesa per altri motivi) Angela Santaniello, e adesso? Silenzio. Nessuno chiede lumi, d’altra parte è colpa di Ardea…. Ma davvero immaginate che veniamo dalla montagna del sapone? In un posto normale l’assessore dovrebbe dire: scusate, vado a casa…. E stavolta davvero.

Ieri in consiglio comunale, a conferma delle beghe di questa maggioranza inadeguata a guidare la città, la dura presa di posizione sull’argomento di Velia Fontana e altri . Meglio tardi che mai, anche se sembra di essere su “Scherzi a parte“…. A proposito, quando capiremo tra un “data entry” e un’informatizzazione ai soliti noti quanti mangiano, quali sono le presenze, come funziona la bollettazione e via discorrendo ne saremo grati. Ora sembra che le scuole devono trasmettere gli elenchi, invece di andare avanti torniamo indietro….. Per la cronaca, siamo misteriosamente passati da circa 3.700 a 2.700 utenti. Una singolare “moria” di studenti….

Solo mense? Ma quando mai…. L’assessore Patrizio Placidi – altro che per le condizioni nelle quali si trova la città dovrebbe essere andato a casa da un pezzo – è sbottato in Consiglio dicendo di essersi “rotto il c….“. Lui, poverino, non c’entra. Dipende dai dirigenti, dai funzionari, dai cittadini incivili, forse dalla peste bubbonica o da jeeg robot, ma non da lui che di professione è assessore da ormai venti anni e dove ha toccato ha fatto confusione. Le isole ecologiche che non partono, per esempio, somigliano alle “card del cittadino” di tanni anni fa rimaste una pia intenzione. Come molte altre cose, ma le scuse sono finite. E il dirigente è lo stesso che firmava proroghe – si vede che allora andava bene – alle cooperative che per la Procura sono “vicine” allo stesso Placidi e alla sua lista Enea. E  tra i dipendenti di quell’assessorato c’è chi era in predicato di fare l’assessore a Nettuno. Cos’è, non vanno più bene adesso? E chiedere scusa ai cittadini, ammettere di aver fallito, è troppo? Già che ci siamo, ma la Bandiera blu non era gratis? Ieri Cristoforo Tontini – forse anche per questioni tutte legate al variegato mondo a 5stelle di casa nostra – ha tirato fuori determine precise mai comparse sul sito (ah, la trasparenza….). Sulle quali servirebbero spiegazioni, senza nulla togliere a chi fa il suo lavoro  ma – contemporaneamente – cura anche le campagne elettorali di Placidi.

Questa tarantella dei dirigenti, ma anche dell’informatica quando si parla di ritardi nel bilancio, è vecchia. La tirano fuori ora Zucchini e ora il sindaco – il vero responsabile di questa disastrosa situazione della città – quando sono all’angolo. Scuse puerili, lo sanno bene loro che hanno ben saldi i piedi nella Prima Repubblica e dovrebbero ricordarsi la dignità che c’era allora dal punto di vista politico. A proposito, alla prossima (e annunciata come imminente) riorganizzazione della struttura del Comune si va al Guinnes dei primati. Avanti, facciamo un’altra po’ di “ammuina“, accontentiamo qualche dipendente vicino o qualche assessore o delegato che chiede di “controllare” gli uffici, ma sì…..

Se ne sono accorti, forse per sviare il discorso da ciò che riguarda loro, il delegato al turismo da poco passato a “Noi con il cuore” Luciano Bruschini e la ex delegata all’archeologia Valentina Salsedo. Un attacco senza precedenti alla struttura – sulla dotazione organica in sé i dubbi sono molteplici e non di oggi, ma loro hanno sempre taciuto – e ai dipendenti in sé, in particolare al capo della segreteria del sindaco. Bruschini (il primo cittadino) ha taciuto. Dal suo delegato, però,  neanche una spiegazione sulle spese dell’estate, per esempio, tirate fuori a fatica da Andrea Mingiacchi che ieri ha chiesto inutilmente ulteriori chiarimenti. Né su vicende giudiziarie per le quali, al posto di chi si accusa, saremmo molto preoccupati.

E gli incompatibili? I consiglieri che si inalberano e magari sono ancora debitori con il Comune? Silenzio, colpa degli uffici. Nessuno che abbia chiesto della Cafà – altra ex dimissionaria “irrevocabile” – finita nel tritacarne perché aveva quel debito ma unica alla fine della quale si è fatto il nome. E’ colpa degli uffici se Borrelli ancora non porta in Consiglio l’argomento? Se ancora non sappiamo chi è in regola e chi non? Il sindaco ovviamente “nzagnende“.

Mica ha risposto al comitato Zodiaco-Saturno, per esempio, sulla presenza o meno del piano di emergenza comunale. Questa mattina Chiara Di Fede – a nome del Comitato – ha scritto alla segretaria del Comune  sperando di avere chiarimenti. Ma scherzhiamo? Il Comitato? Quella, la Di Fede, strumentalizza ed è stata candidata, ma che cerca…. Ecco, è colpa dei cittadini se chiedono informazioni e svolgono il loro ruolo.

Fermiamoci, per carità di patria, perché l’elenco potrebbe continuare. Siamo di fronte a una città che non viene amministrata, alla guerra tra bande in maggioranza e ora vogliono raccontarci la favola delle colpe altrui. E’ troppo.

 

Isola ecologica da spostare, ecco come (non) funziona il Comune

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Benedetta trasparenza…. Quando gli atti vengono pubblicati sul sito del Comune di Anzio – dove ancora facciamo fatica a trovare molti documenti previsti per legge – scopri cose singolari. Siamo in pieno agosto e scopri che il 12 – venerdì scorso – l’ufficio ambiente ha chiesto di dover installare l’isola ecologica in Largo Bragaglia e che  oggi – martedì 16 – sono previsti i lavori.

No, scusate… ma appena il 10 agosto l’assessore all’ambiente Patrizio Placidi ha comunicato l’installazione in centro e l’avvio del funzionamento dal 22 e oggi, anzi venerdì e quindi due giorni dopo la trionfante nota, una è già da spostare? E non ci si poteva pensare prima?

Evidentemente no, al punto che in Comune nemmeno sono ancora così convinti e quell’ordinanza, oggi, non è stata eseguita. Risultato? L’isola posizionata su una riviera Mallozzi – che è già piena di “installazioni” di ogni genere e dove le regole, vogliamo parlare dei parcheggiatori che ti quasi assalgono? – per adesso resta lì.

Ma come funziona in questo Comune, anzi non funziona? Chi ha deciso dove andavano posizionate le isole (fra l’altro, la prima cosa per la quale servirà una tessera dopo l’annuncio a vuoto di oltre un decennio fa dell’allora assessore al bilancio Placidi) e chi, oggi, che una di queste va spostata?

Mistero… Qui si rovinano anche cose che finalmente potrebbero portare un minimo di modernità, prima ancora che comincino a funzionare. La regola in questo Comune – com’è stato per le recenti dimissioni “irrevocabili” di Cafà e Nolfi che tali non erano, condite da una lettera piena di pesanti accuse che però si voleva tenere nascosta – resta quello del mai chiarito ordine marinaresco del “Facite ammujna” . Intanto l’assessore è in vacanza, il dirigente giustamente in ferie, ignoriamo che fine abbiano fatto le “isole” lungo la strada del rientro a Lido dei Pini e Padiglione, si sono perse le tracce delle compostiere….

Confusione, confusione…. tanto i voti arrivano lo stesso

Emergenza rifiuti, non c’è solo Camassa. Anzi….

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L’assessore Patrizio Placidi

L’emergenza rifiuti ad Anzio è palese. Basta andare in giro o verificare i social network (ah, 3.0….) Per mesi siamo stati dietro alla sentenza intorno alla quale numerosi giuristi da bar e dell’ultima ora – tanti operatori del settore rifiuti, molti vicini all’assessore in carica – erano pronti a scommettere. E’ noto che Patrizio Placidi, forte del maggior numero di assunzioni e servizi proposti da Ecocar-Gesam, “tifasse” per la ditta poi esclusa, di conseguenza lo hanno fatto i suoi “aficionados“. Salvo arrendersi al Consiglio di Stato.

Una volta definita la vicenda giudiziaria abbiamo aspettato il contratto, quindi il servizio è a pieno regime alla Camassa ambiente ma la musica non è cambiata. Anzi, se possibile è peggiorata.

Se l’azienda non ha messo ancora a disposizione tutti i mezzi e viene meno a capitolato e contratto è inevitabile che vadano fatte contestazioni. Ma se l’altra faccia della medaglia è che ai dipendenti qualcuno ha “consigliato” di fare le cose con calma saremmo all’emergenza “indotta“. E questo non va bene.

A finire sulla graticola è, giustamente, Patrizio Placidi. L’assessore è lui, anziché preoccuparsi di Anzio e della evidente situazione fuori controllo fa una lista a Nettuno, ma il fallimento è del sindaco Luciano Bruschini e della sua maggioranza. Vuoi perché non “caccia” Placidi – non può farlo? e per quale motivo? se ha già l’intesa con Candido De Angelis la maggioranza l’avrebbe comunque – ma soprattutto perché in tre anni non è stato in grado di prendere in mano la situazione e avviare il “porta a porta” anche in centro ad Anzio, per esempio.

Intanto ci dicono che pagheremo meno, bastano i normali controlli di un cittadino a dimostrare che il dato è a dir poco singolare, mentre nel piano finanziario “dimenticano” a quanto pare il 50% di quello che la Camassa si è vista riconoscere dal giudice. Non solo,  dall’ufficio tributi mandano acconti da pagare sulla base del 2014. Solo agli utenti non registrati al cassetto tributario, però….

E’ possibile, poi, che il sindaco ignori o “non sappia” com’è solito ripetere, qual è il sistema che vige con le assunzioni in quel settore, le squadre volanti, le promesse fatte, le cooperative che sono al centro di un’inchiesta della Procura di Velletri. Ecco perché il problema è “anche” la Camassa, “anche” Placidi, ma quello che non va è l’intero sistema. Chi dalla maggioranza si straccia le vesti in Consiglio comunale lo fa certamente per il bene della città, ma finora solo uno fece revocare un appalto del genere ed è stato – piaccia o meno – Paride Tulli.

Se ci sono gli elementi si facciano contestazioni e si arrivi alla revoca, va bene, ma se le urla riguardano altro è bene mettere la Camassa in condizioni di lavorare anziché invitare ad andare piano. E’ un’impressione, è qualcosa che sentiamo, e francamente ci piace poco.

A proposito di Procura si sono rivolti ai  magistrati i cittadini del comitato di Lido delle Sirene  per una delle tante situazioni di degrado sul territorio, sono pronti a farlo gli ispettori ambientali che dichiarano guerra” al Comune. Era ora che lo facessero, magari finalmente ci sarà chiarezza su come sono stati scelti, nominati, se le associazioni erano o meno in regola con l’albo regionale, se potevano davvero fare sanzioni che poi in Comune non potevano essere “registrate” ed emesse come ebbe a mettere nero su bianco l’ex comandante della polizia locale, se i decreti del sindaco fossero regolari o meno, perché i soldi dei quali si parla non sono mai stati iscritti in capitoli di bilancio.

Anche qui, la partita è su diversi tavoli. In primo luogo gli “zozzoni“, quelli che continuano a gettare di tutto impuniti. Non c’è stato sistema in grado di fermarli, né risultano sanzioni dopo gli annunci di “tolleranza zero“. Di certo occorrono bonifiche e  squadre “volanti“, da reperire magari la mattina in qualche bar. Basta essere al posto giusto, al momento giusto.

Gli ispettori, invece, da quello che apprendiamo, continuano a operare. Ce lo dicono sulla loro pagina facebook, ma i “rumors” parlano con insistenza di un servizio di vigilanza da estendere con le guardie giurate che già la fanno per il Comune. Se è vero o meno, al momento, lo ignoriamo.

Diciamo che questo quadro, però, serve a farsi un’idea del fatto che nell’emergenza rifiuti non c’è solo la Camassa, anzi….

 

La città è sporca, ma il problema non è quello

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La situazione della raccolta dei rifiuti e quella, più in generale, della pulizia della città, è stata al centro dell’ultimo consiglio comunale di Anzio. La città è sporca, è vero, e le critiche piovute sull’assessore Placidi sono corrette, ma l’impressione che ricaviamo è che il problema non sia questo.

E’ noto lo “sbarco” a Nettuno con propri candidati dello stesso Placidi, di Roberta Cafà, Laura Nolfi, Danilo Fontana (che dopo un roboante comunicato non ha fatto nemmeno una riga per dire che non poteva candidarsi) ovvero Candido De Angelis, il quale però non avrebbe tanto apprezzato questa iniziativa.  Ma è altrettanto noto il clima da campagna elettorale che regna ad Anzio da quando Luciano Bruschini (sinceri auguri di pronta guarigione, a proposito) è stato riconfermato.

Abbiamo visto abbastanza consigli comunali per dire che la pesante  presa di posizione di Gianfranco Tontini (il quale poi è uscito dall’aula insieme a Placidi come se nulla fosse) o il presidente della commissione ambiente (deserta il giorno prima) Antonio Geracitano che alza la mano ma poi non interviene, dopo essersi visto con il capogruppo Massimo Millaci, raccontano altro. Il problema è dove e come si stanno “posizionando” i vari esponenti all’interno di un centro-destra che rinsaldato l’asse tra Bruschini e Candido De Angelis, con un ruolo nella “pace” che spetta di diritto a Giorgio Zucchini, vede venir meno le possibilità degli altri.

Sembra quasi che debba pagare Placidi per tutti, come se non fosse stato assessore per un decennio con De Angelis e adesso con Bruschini, come se eliminato lui il centro-destra potesse rifarsi una verginità. E’ un sistema di governo in sé che ormai è imploso, non solo Placidi.

Ecco, la città sporca è un pretesto. Chi “ragiona” sulla politica cittadina continua a chiedersi chi sta con chi, cosa fa Tizio e cosa Caio, a dire che non va il servizio ma ad astenersi, come hanno fatto De Angelis e i suoi, nonostante le critiche perché la strategia lo impone.

La sporcizia c’è ma quella si affronta in altro modo. E tutto ruota, purtroppo, ancora intorno all’annosa vicenda dell’appalto. Camassa ha vinto, ha finalmente anche il contratto,  quindi non ha più scuse. E’ giusto starle “addosso” ma resta il nodo dei posti che in qualche modo erano stati “promessi” se avesse vinto Gesam che avrebbe assunto più persone. Così chi è uscito dalla porta – così sentiamo dire – dovrebbe rientrare dalla finestra con l’ampliamento dell’affidamento al servizio di vigilanza che già si occupa delle sedi comunali. Sì, avete capito bene, arrivano le guardie giurate per controllare gli “zozzoni“. Possibile? Se ne parla. La maggioranza ufficiale, ma anche quella di lotta e di governo, lo sanno? E che ne pensano? Intanto c’è una condivisibile proposta operativa di Anziodiva, ma non servirebbero “sceriffi“, basterebbe il buon senso che però fa poco “politica“.

Un accenno, infine, al piano finanziario. Continuiamo a pagare tariffe spropositate rispetto al resto d’Italia, ma quest’anno ci dovrebbe essere un calo. Sempre che non si debba aggiungere il resto dell’adeguamento contrattuale che la Camassa ha chiesto (e ottenuto) per i servizi svolti lo scorso anno. E’ previsto nel piano finanziario per intero o, come sembra, soltanto al 50%? E il resto, quando si pensa di inserirlo? Tanto pagano i cittadini, ma la tariffa salirebbe ancora. A meno che non si voglia rischiare un falso in bilancio….

 

Torna la raccolta della plastica, allora si può…

Riceviamo e pubblichiamo, dato che dell’argomento ci eravamo occupati proprio questa mattina. Segno che, allora, si può fare due volte a settimana, a prescindere dal contratto. Altra domanda: come saranno contabilizzati i servizi dei mesi nei quali la plastica non è stata raccolta?

Ecco, comunque,  il comunicato del sindaco di Anzio, Luciano Bruschini

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“Da sabato 16 aprile, nell’ambito del progetto della raccolta differenziata porta a porta, tornerà in vigore il ritiro della plastica. Abbiamo constatato le difficoltà di molti cittadini e pertanto si tornerà a ritirare la plastica, due volte alla settimana, nei giorni di martedì e sabato”.

Lo ha affermato il Sindaco di Anzio, Luciano Bruschini, in riferimento alle “criticità” del servizio di raccolta differenziata sull’intero territorio comunale.

“Nei prossimi giorni sarà firmato il contratto con la ditta – prosegue il sindaco Bruschini  –  che ha l’obbligo di effettuare un servizio ottimale cosa che fino ad oggi, per tutta una serie di ragioni, non si è verificata. Stiamo attivando controlli serrati sul servizio svolto e sul comportamento dei cittadini incivili che, purtroppo, hanno scambiato il territorio comunale per una discarica”.

Nell’ultima settimana il Comando della Polizia Locale ha sanzionato, con ventotto verbali, lo smaltimento illecito dei rifiuti sul territorio.