Rifiuti: milioni e ricatti, la “caciara” e il fallimento che resta

Voglio sperare che il sindaco si sia rivolto alla magistratura prima di andare in consiglio comunale a dire che qualcuno ambiva all’appalto dei rifiuti e che lui ha “tolto” 70 milioni dal gioco. Così come che abbia denunciato chi ha ricattato la Volsca per evitare che Anzio tornasse in quella società per i rifiuti. So che la speranza è vana, il primo cittadino è politico esperto e navigato, preferisce buttarla in “caciara” per provare a coprire un fallimento che è – sano sano – di chi governa la città dal 1998 a oggi. Perché vedete, se questo fosse davvero un “modello di amministrazione”, la raccolta differenziata non sarebbe ai minimi termini, come certificato da Ispra Ambiente e in calo da quando De Angelis è tornato alla guida della città. E come detto in passato, se vogliamo parlare di chi le cose le fa funzionare e – come ad Anzio – governa con il centrodestra da un trentennio, basta andare a Fondi. Lì, come in altre città, l’emergenza che è diventata la risposta a tutte le inefficienze di questo Comune, quando Rida ha chiuso non si è verificata. “C’è stata l’emergenza” è ormai una litania, ma anziché buttarla in “caciara”, il sindaco avrebbe dovuto rispondere alle due puntuali interrogazioni presentate da Lina Giannino e Luca Brignone.

Dice che le risposte arriveranno per iscritto, bene: aspettiamo che il fido e allineato dirigente preso per un settore e messo a occuparsi anche di un altro – siamo ad Anzio e tutto si può – e che il funzionario condannato dalla Corte dei conti (ma penalmente assolto, con motivazioni contrarie a quelle della magistratura contabile) forniscano precise indicazioni rispetto alle richieste presentate dai consiglieri di opposizione.

Perché, vedete, al sindaco sarebbe bastato rispondere a quei quesiti, dirci che le cose sono state fatte regolarmente. Spiegare perché prima doveva fare una gara ponte, poi si è tenuto Camassa ed eredi, voleva appaltare il servizio e poi ci ha ripensato. Spiegare perché ha cambiato tre assessori in quel delicato settore, dal fido Fontana (che sembra ricevesse messaggi dalla Biogas quando non era più in quel ruolo) a Ranucci che era imputato nel processo che vede il funzionario vittima (ad Anzio si può….) a Di Carlo per equilibri politici. Spiegare perché stavamo andando alla Volsca, mentre in Comune si preparava il capitolato. Società pubblica? Certo, ci si fosse pensato all’inizio del mandato, con una manifestazione d’interesse nazionale, oggi avremmo qualcosa di meglio dell’Aet di Ciampino, piena di contenziosi e debiti. La scelta “in house” resta la migliore, ma occorre avere una visione e l’onestà intellettuale di dire che prima di raggiungere i livelli di Fondi e di altre città virtuose, occorrono anni. Occorre dire che in questo settore – e basta vedere le candidature alle ultime elezioni – sono state costruite fortune elettorali, deducibili anche da atti giudiziari ben noti al primo cittadino e al “sistema Anzio”. A partire dalle carte nelle quali si parla di Biogas. Come al solito il sindaco se la prende con chi c’era prima (e pure era consigliere di lotta e di governo), ha trovato questa azienda, dice che fra un anno se le cose andranno male la responsabilità sarà esclusivamente sua. Ricordiamole, queste parole.

Infine, un pensiero sull’assessore Walter Di Carlo. Sgombero il campo: è stato amico di papà, prima che mio e sulla persona, il lavoratore e tutto ciò che ho letto nei comunicati di solidarietà politica ( ma nessuno ci spiega cosa è accaduto a Sacida) nulla da dire. Sul ruolo che ricopre, dispiace: è poco adatto. Ma sulla città discarica a cielo aperto che vediamo anche noi, a qualsiasi ora ci alziamo, la responsabilità prima che sua è di chi sulle politiche ambientali ha fallito non da oggi. Ma preferisce buttarla in “caciara”.

Ps: speriamo che il Pd voglia intervenire nelle sedi opportune, il riferimento ai “milioni” fatto dal sindaco è gravissimo

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