Il clan, Anzio e Nettuno, gli “omissis” che fanno tremare…

Per chi si diverte a parlare senza sapere, posto anzitutto la foto sopra. Anno 1993 o 1994, manifestazione organizzata dal settimanale “il Granchio” a seguito delle operazioni di polizia note come “Tridente” e “San Valentino” e di un delitto legato al traffico di droga. Qualcuno – soprattutto tra chi è uso cambiare partito a seconda di come tira il vento – è solito dimenticare. Ma l’impegno civile di chi scrive – come per fortuna
(non elettorale, vero, per chi la vede solo da quel punto di vista) di molti altri sul territorio – non inizia e tanto meno finisce oggi. Non era e non è legato ad alcun tornaconto, non avevo e non ho bisogno di “fare” politica per trovare una sistemazione. Il mio curriculum professionale, per chi vuole, è anche su questo sito.

Ora la Lega di Nettuno – mai chiamata in ballo – ha sentito il dovere di replicare alla citazione di atti giudiziari nei quali un clan che a Latina – secondo il racconto di pentiti – ha avuto una certa “vicinanza” con esponenti di quel partito, spiega i rapporti con la criminalità del territorio, compresa quella di Anzio e Nettuno. E’ un fatto. Ho dato spazio, qui ce l’hanno tutti, alla nota arrivata che (perdoneranno gli autori) lascia il tempo che trova.

Perché nei verbali dei pentiti la cosa più interessante – e al momento ignota, spiace per chi mi invita a fare nomi e riferire circostanze – sono gli “omissis”. Sì, le parti che non vengono rese note, perché i collaboratori di giustizia hanno evidentemente segnalato potenziali reati e coinvolto persone sulle quali la magistratura può svolgere accertamenti. A un certo punto, dopo che vengono resi noti i contatti con gli Sparapano e i Gallace – ad Anzio e Nettuno (anche la Lega dovrebbe sapere di chi parliamo, giusto?) c’è un lungo “omissis”. Chi si è pentito ha riferito circostanze che evidentemente possono far tremare chi sa di aver avuto rapporti diciamo poco raccomandabili.

Sono esponenti politici? Altri delinquenti? Persone insospettabili? Non lo sappiamo. Ciò che è noto sono altri atti dai quali certi rapporti escono, almeno su Anzio. Ho detto e ripeto che tutti sono innocenti fino a sentenza definitiva e che le responsabilità penali – ove esistano – sono personali. Ne facevo, ne ho fatto e ne farò sempre una questione di responsabilità (e scelte) politiche. Anche questo non lo dico da oggi, ma non ci sono sordi peggiori di quelli che non vogliono sentire.

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