Ma quanto vi piace provare a far tacere. Solidarietà a Linda

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Ho sempre sostenuto che il lavoro di giornalista sia molto più difficile a livello locale. Le persone delle quali scrivi le conosci,  le incontri, metti in conto che non ti farai molti amici, anzi. E devi fare i conti, in tante occasioni, con l’arroganza del potere. Succedeva, succede e succederà e non c’è da stupirsi. Da continuare a indignarsi, però, sì. E segnalare quando qualcuno chiama un editore o, peggio, il direttore di una testata per far togliere un articolo “sgradito“. Così come quando si prova, da anni e da governi politicamente “trasversali” a mettere il bavaglio ai cronisti o a limitare la loro possibilità di avere accesso ad atti pubblici.

Ad Anzio l’ultimo caso riguarda Linda Di Benedetto che aveva riportato della richiesta della Lega di far dimettere il presidente del consiglio comunale, Massimiliano Millaci. Lo aveva fatto sentendo le fonti, verificando ciò che accadeva nelle scorse ore – frenetiche – dopo la notizia dell’indagine per droga.

Qualcuno si è risentito e ha fatto togliere dal sito “Eco del Litorale” quanto aveva scritto Linda, trovando purtroppo chi è stato pronto a dargli retta. Si sa, certi rapporti a livello locale c’è chi preferisce mantenerli intatti.

I giornalisti avranno mille difetti, ma normalmente si informano e se danno fastidio alle “manovre” che intorno al caso Millaci sono la peggiore espressione della prima Repubblica, non basta chiamare e far eliminare un articolo. Perché comunque la cosa è nota (oggi ne scrive anche il Messaggero) e soprattutto perché è un gesto grave. Gravissimo.

A Linda va totale solidarietà, a chi piace far tacere i giornalisti solo disprezzo. A maggior ragione se è nella maggioranza che guida una città e in quella dei “duri e puri” di Salvini che governano il Paese.

 

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Attoni cambia ancora, la Lega e le “strategie”. Alla faccia dei cittadini

Attoni quando, con La Destra, è diventato assessore nella giunta Bruschini. Nella foto insieme a Maurizio Brugiatelli

Attoni quando, con La Destra, è diventato assessore nella giunta Bruschini. Nella foto insieme a Maurizio Brugiatelli

Diciamo la verità: questa ci mancava. Più di qualcuno aveva tentato la strada della Lega Nord ad Anzio, in passato, ma era più che altro una specie di gioco. Stavolta no, Salvini “tira” a livello nazionale, sta candidandosi a leader del centro-destra, e c’è chi coglie al balzo l’occasione. Nello sbandato panorama del dissolto Pdl, i vari Ruggiero, Campomizi, Pennata e Presicce cercano una collocazione e aderiscono al movimento.

Chi fatica, da sempre, a trovare un posto e ormai ci ha abituato ai cambiamenti è Sebastiano Attoni. L’assessore all’urbanistica – un passato da capogruppo e assessore in An, candidato con La Destra contro Luciano Bruschini e poi suo principale alleato con il “Patto” insieme al fido Giacoponi e all’ex dipietrista Elio Castaldi, di nuovo con La Destra in corsa alla Regione e poi con la civica “Evoluzione Anzio” alle ultime amministrative, quindi con Ncd alle europee, adesso sceglie la Lega.

Si fermerà qui? Mai dire mai. D’altro canto ricordiamo ancora la minaccia – rimasta tale – di dimissioni se non fosse arrivato in consiglio comunale il regolamento edilizio, poi rimandato in più occasioni con l’assessore rimasto al suo posto. Di lotta e di governo, Attoni lo trovi a difendere i posti dei dipendenti non riassunti dalla cooperativa “Parco di Veio” – con invito a bloccare Villa Adele – o a preoccuparsi dell’eventuale sospensione della dirigente condannata per abuso d’ufficio. Dove c’è agitazione, lui c’è.

Nel frattempo i politologi locali – e deduciamo anche chi dovrebbe governare la città – sono tutti concentrati sul dopo Bruschini. Anziché pensare ad amministrare e con tutti gli evidenti problemi che esistono, negli ambienti non si parla altro che di alleanze e delle famigerate “strategie”. Nelle quali rientrebbe anche la scelta di Attoni.

La città può attendere. Deve pagare il salasso sui rifiuti, quello sulla Tasi, ma per il resto deve aspettare. Ci sono le “strategie”.