Il premio, il museo, la chiarezza sulle sedi

salvini

(Foto Raniero Avvisati)

La giornata di ieri è stata caratterizzata da un paio di buone notizie per la nostra città. Diciamo due eventi che meritano di essere sottolineati e sui quali dobbiamo e possiamo unirci, anziché continuare a dividerci.

Il primo è il riconoscimento come “Sportivo dell’anno” a Ernesto Salvini, direttore sportivo del Frosinone calcio. Quando entrambi avevamo ancora (o quasi) i pantaloncini corti, le nostre strade si incontrarono inevitabilmente sui campi di gioco. Giovane cronista io, diviso tra radio e carta stampata – di solito chi vuole fare questo mestiere viene sempre “transitato” prima per lo sport – e ancor più giovane dirigente lui. Ha fatto molta strada, è stimato e apprezzato,  dare a lui il premio è un gesto simbolico di grande significato. Bene ha fatto Massimiliano Millaci, allora ancor più giovane calciatore, a volere istituzionalizzare questo riconoscimento. Ci sono tanti anziati, nel mondo dello sport, che fanno grandi gesta ed è sacrosanto che il Comune se ne ricordi.

Di Ernesto, ieri, mi ha colpito l’umiltà e la sottolineatura che servono impegno e dedizione nel fare il proprio lavoro. Poi che sia serie A, B o Lega Pro conta poco.

Poco dopo il Comune, attraverso un comunicato, ha ufficializzato che la sede di Piazza Pia un tempo azienda del turismo, comando dei vigili e non solo, destinata prima alla Capo d’Anzio e poi a una mai aperta collezione di conchiglie, sarà concessa al Museo dello sbarco. Un.”patrimonio della città“, per usare le parole del vice sindaco Giorgio Zucchini. Giusto dare lo spazio – quello attuale è insufficiente – altrettanto sottolineare che il museo è “di” Anzio e non una cosa privata come il suo presidente ha detto durante un convegno.

Nessuno vuole toccare il lavoro che ha fatto Patrizio Colantuono, anzi questa iniziativa del Comune ne riconosce ulteriormente il valore, ma va chiarito l’aspetto della proprietà di materiali, donazioni e via discorrendo. Pezzi, ricordiamolo, ospitati da oltre 20 anni in spazi del Comune e a spese della collettività. Lo sbarco, però, come lo sportivo dell’anno, deve cominciare a unire e non a dividere.

L’assegnazione della sede ha suscitato qualche perplessità espressa sui social. E’ legittimo che associazioni aspirino a uno spazio,  ricordiamo che il centro anziani è “provvisoriamente” ospite in quella che doveva essere la “casa delle associazioni e del mare” e che non s’è mai capito come partiti neonati avessero ottenuto sedi, per esempio. L’elenco finalmente pubblicato sul sito del Comune dopo sollecitazione del meetup  5 stelle “Grilli di Anzio” aumenta i dubbi anziché chiarire la situazione. Basta un riscontro fra indirizzo indicato e occupanti per comprendere che qualcosa non quadra. Certo è che se proprio si devono assegnare nuovi spazi sarà bene fare un bando. Pubblico e trasparente.

Attoni cambia ancora, la Lega e le “strategie”. Alla faccia dei cittadini

Attoni quando, con La Destra, è diventato assessore nella giunta Bruschini. Nella foto insieme a Maurizio Brugiatelli

Attoni quando, con La Destra, è diventato assessore nella giunta Bruschini. Nella foto insieme a Maurizio Brugiatelli

Diciamo la verità: questa ci mancava. Più di qualcuno aveva tentato la strada della Lega Nord ad Anzio, in passato, ma era più che altro una specie di gioco. Stavolta no, Salvini “tira” a livello nazionale, sta candidandosi a leader del centro-destra, e c’è chi coglie al balzo l’occasione. Nello sbandato panorama del dissolto Pdl, i vari Ruggiero, Campomizi, Pennata e Presicce cercano una collocazione e aderiscono al movimento.

Chi fatica, da sempre, a trovare un posto e ormai ci ha abituato ai cambiamenti è Sebastiano Attoni. L’assessore all’urbanistica – un passato da capogruppo e assessore in An, candidato con La Destra contro Luciano Bruschini e poi suo principale alleato con il “Patto” insieme al fido Giacoponi e all’ex dipietrista Elio Castaldi, di nuovo con La Destra in corsa alla Regione e poi con la civica “Evoluzione Anzio” alle ultime amministrative, quindi con Ncd alle europee, adesso sceglie la Lega.

Si fermerà qui? Mai dire mai. D’altro canto ricordiamo ancora la minaccia – rimasta tale – di dimissioni se non fosse arrivato in consiglio comunale il regolamento edilizio, poi rimandato in più occasioni con l’assessore rimasto al suo posto. Di lotta e di governo, Attoni lo trovi a difendere i posti dei dipendenti non riassunti dalla cooperativa “Parco di Veio” – con invito a bloccare Villa Adele – o a preoccuparsi dell’eventuale sospensione della dirigente condannata per abuso d’ufficio. Dove c’è agitazione, lui c’è.

Nel frattempo i politologi locali – e deduciamo anche chi dovrebbe governare la città – sono tutti concentrati sul dopo Bruschini. Anziché pensare ad amministrare e con tutti gli evidenti problemi che esistono, negli ambienti non si parla altro che di alleanze e delle famigerate “strategie”. Nelle quali rientrebbe anche la scelta di Attoni.

La città può attendere. Deve pagare il salasso sui rifiuti, quello sulla Tasi, ma per il resto deve aspettare. Ci sono le “strategie”.