Elezioni, chi vince e chi perde ad Anzio cinque anni dopo

Intanto le scuse per l’assenza. So che siete abituati a venire a “sbirciare” qui spesso e che vi sarete chiesti il motivo di questo silenzio. Tranquilli, sono qui, ma il lavoro per la tragedia di Cisterna e le elezioni mi ha letteralmente assorbito.

Proprio di elezioni voglio parlare, partendo dai dati del 2013 e mettendoli a confronto con quanto successo domenica scorsa ad Anzio. Il raffronto è inesorabile: il centro-destra conferma il suo potenziale, il Movimento 5 stelle fa il boom e il centro-sinistra, Pd in testa, crolla.

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Grazie, ci voleva Del Giaccio a dircelo? Certo che no. Però qualche riflessione consentitemela. Non prima di sottolineare che bene ha fatto il sindaco a ringraziare i dipendenti che hanno lavorato, ai quali aggiungerei presidenti e scrutatori ai seggi, mentre sottolineerei l’efficienza del portale “Eligendo” del Ministero. Quando le cose funzionano, in un sistema come quello dei “tagliandi” che ha mandato in tilt l’Italia, va detto. Sento parlare di voto elettronico da quando ero bambino, mi piacerebbe provarlo prima di morire….

Le riflessioni, allora: nella maggioranza che guida la città da venti anni e che ora è nuovamente unita, al Senato aumentano voti e percentuali, alla Camera più voti ma percentuale leggermente ridotta, alla Regione qualche voto in meno e stessa percentuale. Litigiosi, con una città allo sbando e tutto quello che si vuole, ma “tengono”.

Si registra la netta affermazione in termini di preferenze di Fabio Capolei nella lista per Parisi, la “partita” all’interno di Forza Italia in termini di preferenze la vince Adriano Palozzi che era sponsorizzato dalla Lista Enea e quindi da Patrizio Placidi e dai suoi fedelissimi che piaccia o meno sono ancora parte di questa maggioranza. C’è una osmosi di voti tra quello che cinque anni fa era il Pdl e oggi si divide tra Forza Italia e Lega. Sempre Bruschini canta già vittoria, ma sa meglio di noi che questo centro-destra, alle comunali, non è ancora unito e le tensioni anche di questa mattina (l’ennesima pantomima) lo dimostrano. Certo, se insieme (chi lo dice a Cafà e Palomba?) rischia di vincere al primo turno.

Perché in Comune sarà un’altra partita, inevitabilmente, ma il dato dei 5 Stelle ci dice che il vento cambia (in positivo) anche per loro. Nel 2013 al boom del Parlamento ci fu una flessione alla Regione, stavolta si registra ugualmente un calo, ma meno marcato. La candidata presidente ha preso il 30,9% (era 20,7 nel 2013) la lista il 35,4% contro il 17,3 di cinque anni fa. In leggera flessione rispetto a Camera e Senato dove viaggia al 37%. Una sola notazione: dei 6.133 voti alla lista regionale, solo per un migliaio sono espresse le preferenze. Segno che molti, ancora, votano il simbolo e punto, come segno di “rottura” con il sistema. In Italia, come ad Anzio.

Segno che non viene percepito, evidentemente, nel centro-sinistra che paga – pur non governando da 20 anni – lo scotto nazionale della debacle di Renzi. Rispetto a Camera e Senato si “recupera” qualcosa alla Regione ma dal 29,8% e da quasi 9000 voti si scende al 21,5 e a poco più di 6.000.

Chiaro che se i numeri fossero questi il ballottaggio, oggi, vedrebbe sicuramente i 5stelle e il centro-destra, se unito, o comunque una parte come è stato a Nettuno.

Si può ribaltare in due mesi questa situazione? Difficile, ma non impossibile. A patto che il “tavolo” avviato tra le diverse forze in campo arrivi a una sintesi. La mia posizione è nota e non cambia ora: se il quadro di chi cinque anni fa si divise su Bernardone, Garzia e Pollastrini si unisce, sono a disposizione. Se si unisce e non mi vuole, sono comunque pronto a sostenere chi avrà l’onere di tentare una sfida che non è perduta in partenza. Certo l’impressione è che si stia perdendo tempo. Non solo la mia.

Una cosa, infine: se qualcuno fosse tentato da grandi alleanze tipo Ardea è libero di farlo, sappia che io non ci sarò. Non è così che si realizza #unaltracittà

ps Un sincero e sentito augurio di buon lavoro a Velia Fontana, presidente da oggi del consiglio comunale. La conosco da una vita, la stimo, la invito a far rispettare le regole in questo paio di mesi. Io continuo a chiamarla legalità delle cose quotidiane.

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