Il Consiglio, le dimissioni, l’alterco. Andiamo avanti

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Comincio dalla fine. A lavori dell’odierno Consiglio comunale conclusi, l’assessore Alberto Alessandroni si è avvicinato e ha iniziato a inveire verbalmente nei miei confronti. Avevo sollevato, durante il mio intervento, due questioni che lo riguardano: una direttamente, l’altra legata alla ormai famosa vicenda Falasche. Ha alzato la voce, l’ho invitato a non farlo, ci sono stati attimi di tensione. Poco dopo, davanti al sindaco, ho ribadito (come avevo detto in Consiglio) che non faccio questioni personali, ma di ruolo che si ricopre. E ho sottolineato che certi toni non vanno usati. Con me e con nessun altro. La vicenda che riguarda il Comune costretto a nominare un avvocato per difendersi da Alessandroni è risolta (e bastava dirlo in aula) quella del Falasche resta in piedi e Candido De Angelis si è impegnato in Consiglio comunale  a risolvere l’intera vicenda degli impianti sportivi. Sa che lo marcheremo stretto.

E qui torniamo all’inizio. Prendendo la parola – e confesso un po’ di emozione, benché celata – ho ammesso la sconfitta, mi sono assunto le responsabilità (con il senno di poi, ho commesso degli errori) e ho informato il consesso, quindi la città, che nei prossimi giorni rassegnerò le dimissioni. Era un impegno preso (trovate qui volendo le ragioni), c’è una questione di inopportunità non di incompatibilità formale,  è una parola mantenuta. Non è da tutti. Ho anche detto che non significa abdicare, l’impegno di una vita prosegue, con chi ha condiviso l’esperienza elettorale stiamo mettendo in piedi una “squadra” che continuerà a lavorare, De Angelis avrà l’opposizione che non gli darà tregua su regole, legalità, ambiente, bilancio e che non dirà semplicemente no, si farà eventualmente dire di no a delle proposte.

Oggi, come primo atto, io e Anna Marracino abbiamo presentato una mozione,  condivisa da Luca Brignone, Roberto Palomba, Rita Pollastrini, Maria Teresa Russo e Alessio Guain, affinché venga revocata la delibera della variante “Puccini“, nota anche come “Vignarola“. Il prossimo consiglio comunale dovrà votare, dando mandato a sindaco e giunta di provvedere. De Angelis si è impegnato a farlo, lì torneranno le previsioni di piano ovvero albergo e centro congressi se e quando potranno realizzarli.

Su proposta di Roberto Palomba, poi, è stata presentata una mozione dall’intera opposizione sui lavori a Casello 45, anche qui c’è stato l’impegno di De Angelis. Iniziative che dicono come insieme, sui temi, l’opposizione può lavorare. Brignone ci ha invitato a coordinarci, oggi era la prima uscita, sono certo che in futuro lo faremo.

A De Angelis ho sottolineato che avrà pure rinnovato, come voleva, buona parte del Consiglio e della Giunta, ma che la coalizione della quale ha preso 200 voti in meno ed è stata determinante per la sua vittoria, affonda le radici in Malasuerte, Evergreen, Touchdown, le proroghe alle cooperative. Non interessano le responsabilità penali, ma il sistema che emerge da quelle carte è chiaro, i metodi usati, e ora è il sindaco a dover dimostrare discontinuità. Ha detto che riparte dalle regole, ha scelto come dirigente uno che non sembra avere i titoli a posto e sul quale sono in corso accertamenti della Corte dei conti, deve intervenire sugli impianti sportivi, le sedi di partito. Non deve cercare, come chi è citato in quelle indagini, dirigenti e funzionari allineati ma lineari. Ha parlato di posta che non arriva, omettendo che forse la gara per quel servizio non è stata il massimo. Di crediti da riscuotere, dimenticando che fino a ieri era maggioranza. Gli ho detto di fare attenzione ai lavori per l’ex commissariato, ai debiti fuori bilancio per la nota storia della Bandiera blu (si può leggere qui) di evitare affidamenti sotto soglia sistematici, emergenze volute per fare squadre volanti nel settore ambiente, fatture “numero 1” ad associazioni di amici degli amici.

Per quello che ci riguarda le proposte che erano nel programma, proveremo a condividerle e realizzarle. In campagna elettorale avevo assunto un impegno con un’associazione di disagiati mentali e nei prossimi giorni verificherò quale dei beni confiscati al Comune può essere messo a disposizione per una residenza destinata a questi ragazzi da reinserire. Sarà, forse, la prima cosa sulla quale l’amministrazione ci dirà sì.

Per il resto auguri a De Angelis, auguri alla giunta, ai consiglieri tutti. Auguri ad Anzio. Io non sparisco, state tranquilli.

 

 

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“Appena rientrati”, il 25 aprile, l’eredità e il bilancio di domani

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La cerimonia dello scorso anno per Mario Battistini

Appena rientrati….” Lo dicevano i nostri nonni e genitori, lo ricordano i libri su quel periodo ed è bene attualizzare – oggi, 25 aprile, festa della liberazione – quella frase alla situazione di Anzio. “Appena rientrati….” si riferiva alla fine della guerra e dello sfollamento, a un paese di poche migliaia di anime ridotto in macerie.

Oggi, 73 anni dopo, è come fossimo “appena rientrati“, perché non ci sono le macerie della guerra ma una gestione della città che ha portato sottosviluppo. Si immaginavano mare, cultura e natura, ci lasciano varianti, cemento e furbizie. Per anni il mattone è stata l’unica proposta economica rivelatasi effimera. Per anni si è parlato, a vanvera, di turismo.  Un dato? Nel bilancio che si approva domani – ampiamente fuori i termini di legge – la cifra stanziata per la “missione” è di 61.000 euro.

Occorre immaginare una Anzio diversa, realizzarla anche. #unaltracittà nasce con questa idea, si presenta al voto, sarà valutata dai cittadini.

Ma siamo davvero nella situazione dei nostri nonni, ormai, quella di “appena rientrati“. Basta guardarsi intorno e notare cosa ci ha lasciato in termini di disservizi il centro-destra, a cui aggiungere una situazione finanziaria disastrosa. Chiunque sarà sindaco – anche il favoritissimo De Angelis che sembra rimettere d’accordo il centro-destra che cinque anni fa contestava e lo contestava e che primo cittadino lo è già stato  – dovrà fare i conti con 39 milioni e mezzo di residui, una somma che pone a rischio gli equilibri stessi del bilancio. Chiunque domani voterà il documento a favore lascerà in eredità alla prossima amministrazione 17 milioni 387.734,49 di entrate extra tributarie per “Vendita di beni e servizi e proventi derivanti dalla gestione dei beni” a dir poco dubbie. Sono cose che ha fatto chi ha governato, non chi era in minoranza. Proviamo a ricordarlo. Ricordiamocelo.

Chi approva il documento unico di programmazione rispetto ai piani di edilizia residenziale pubblica e ai piani di edilizia economico popolare sa che deve essere anche cosciente del fatto che non ci sono indicazioni sulle strategie ipotizzate.  Che ci sono molti crediti da recuperare a rischio di prescrizione. Che esistono molte vertenze giudiziarie di esito incerto che potrebbero vedere il Comune soccombere e quindi dover pagare somme anche elevate. Infine che i debiti fuori bilancio devono rappresentare un evento eccezionale e non ricorrente. Forse nemmeno sono tutti indicati lì. Altri – si dice – sono dietro l’angolo.

Per questo servirà rigore assoluto e un’operazione-verità sui conti, andando a spiegare anche in piazza, se necessario, cosa abbiamo trovato e in che modo possiamo intervenire.

Ecco, siamo nella situazione dei nostri nonni, il centro-destra lascia macerie e non può rappresentare una soluzione ai problemi che ha creato. Siamo “Appena rientrati….”   e abbiamo la grande occasione di realizzare #unaltracittà

ps, detto ciò, faccio mie le parole del sindaco, Luciano Bruschini, nel ricordo di Mario Battistini e dei valori universali di questa giornata.

La sfida elettorale: l’impegno di sempre, la proposta alternativa

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Inizia un’avventura. Una sfida nuova e affascinante, con la certezza di avere un progetto alternativo a quello di chi ha governato Anzio ma anche la consapevolezza della forza – in termini di consensi – che ha chi è alla guida della città.

Abbiamo aperto questa mattina il comitato elettorale che da qui al 24 giugno ospiterà le iniziative di “Del Giaccio sindaco – Anzio #unaltracittà”. Sì, 24 giugno, perché non sarà una passeggiata di salute ma sono convinto che arriveremo al ballottaggio e che lì potremo giocarcela fino in fondo, riuscendo a mandare a casa il centro-destra.

Il Comitato, che ho voluto ad Anzio Colonia dove sono nato e cresciuto, in uno dei quartieri più popolosi e popolari, sarà la casa non solo delle liste ma dei cittadini che vorranno essere dei nostri, nella maniera che riterranno più opportuna. Abbiamo la lista Del Giaccio sindaco – Anzio #unaltracittà e quella del Pd, a un’altra stiamo lavorando. Ma c’è da fare i volontari, si può dare un contributo economico, di idee, quello che si ritiene.

A proposito di Pd: ad Anzio è minoranza da 20 anni, magari non avrà brillato (e spesso io stesso l’ho sottolineato) ma non governava, lo hanno fatto altri. Ecco, ricordiamocelo. E ricordiamo pure che non si vota per l’Italia, non c’è Renzi, ma si sceglie il sindaco di Anzio ed è una indicazione tra chi vuole portare avanti il passato e chi pensa al futuro.

Ho voluto il comitato ad Anzio Colonia che è la dimostrazione dell’inefficienza di questa amministrazione in quanto a intervento nei quartieri, tutti. Quando parliamo di sviluppo senza mattone, dopo anni di cementificazione e un modello che si è esaurito, intendiamo riqualificare e rigenerare, dare servizi, migliorare la vivibilità di tutta Anzio, partendo dalle aree più dimenticate.

Il Comitato sarà anche sede di iniziative, per il sindaco e tutti i candidati. Ringrazio chi ci ha messo a disposizione lo spazio, altri possono contare su sedi pubbliche delle quali non pagano i canoni da anni o usano Villa Sarsina per riunioni di maggioranza, noi siamo altro. Sembrerà banale, ma dal giorno dell’apertura pagheremo la Tariffa sui rifiuti, lunedì spediremo in Comune il modulo. E ovviamente le utenze, acqua e luce.

Si chiama legalità delle cose quotidiane e ringrazio infinitamente il magistrato in pensione Antonio Giannino che ha accettato di essere il garante di ciò che faremo al Comitato.

Per la nostra sfida abbiamo di fronte principalmente chi da 20 anni è al potere, con lo sfascio che vediamo e un bilancio (in notevole ritardo, tanto per cambiare) che chiude grazie a una vendita a dir poco dubbia di 17 milioni di beni comunali. Come ho detto in passato, poi, ci sono questioni penali di questa maggioranza che non mi interessano ma responsabilità politiche serie di chi si è girato dall’altra parte. C’è anche chi ne è uscito, ma ha condiviso moltissimo di quel percorso. Abbiamo poi chi non ha ancora fatto sapere chi sarà il candidato in attesa di certificazioni “milanesi” ma dove governa non brilla e punta sulla protesta fine a se stessa. Noi rappresentiamo una alternativa seria e credibile, di proposta. Quella di un modello di sviluppo basato sulle bellezze di Anzio, su iniziative di respiro nazionale e internazionale. Non possiamo promettere lavoro domani mattina, magari in una cooperativa creata ad hoc e dalla quale abbiamo avuto consensi: faremmo come loro. Ma possiamo e dobbiamo far crescere questa città, quindi stare meglio tutti. Dobbiamo avere una visione, pensare ad Anzio da qui al 2058.

Fare politica è – a mio modesto parere – sì amministrare una città ma dire anche come farla crescere, sviluppare, dare servizi ai residenti e ai turisti. Noi pensiamo che si debba fermare il consumo di suolo, ad esempio, che i diritti debbano prendere il posto dei favori, che sui rifiuti società pubbliche virtuose sono meglio di appalti che tanto interessavano chi ha governato finora. È uno degli slogan scelti per la campagna: proposta, non protesta.

A tutti i candidati sindaco, comunque, faccio un augurio sincero per questi mesi e dico che il confronto – per ciò che mi riguarda – sarà sul programma che proponiamo e nel quale personalmente metto la credibilità di una vita. A proposito di programma le pareti del locale del Comitato saranno presto coperte con gli spunti, ai quali aggiungere – anche di passaggio, fermandosi un attimo, dialogando con i volontari – il proprio contributo di idee.

Fra gli slogan ho scelto anche due che la dicono lunga sul mio impegno: fuori dagli schemi e interessi zero. Tradotto: non ho bisogno di “fare” politica per ottenere qualcosa, di questa città mi occupo da una vita e continuerò a farlo a prescindere da come andranno le elezioni. Non cerco tornaconti di alcun genere. Ha sintetizzato bene Maria Vittoria Frittelloni (la ringrazio) che pochi lo sanno, ma avendo una “visione” di sviluppo ha fatto sì quando era assessore che ad Anzio arrivasse il Liceo Classico. La professoressa afferma che sono a disposizione: “senza opportunismi né secondi fini, rischiando di mettere i piedi nel fango, mantenendo le mani pulite“.

Non ho bisogno di fare il consigliere comunale, sono candidato sindaco e sono in corsa per essere eletto. Se avviene, vado in aspettativa dal giornale e lo stipendio da primo cittadino è più che sufficiente per andare avanti. Della mia esperienza porterò la passione e il rigore, il dover capire affinché si possa spiegare ad altri.

Se non avviene, torno al lavoro. Formalmente non c’è una incompatibilità, ma è questione di opportunità. Se la chiedi agli altri, devi essere il primo a praticarla. Non potrei stare la mattina a fare un’interrogazione sui rifiuti (che portiamo ad Aprilia) e il pomeriggio a “passare un pezzo” – visto che non me ne occupo direttamente – nella redazione di Latina. Non mi interessa “contare” perché avrei un ruolo in Comune, non ho pacchetti di voti da promettere a qualcuno, ero, sono e resto impegnato in questa città e se andasse male le proposte del programma si trasformerebbero, con il gruppo consiliare che uscirà dalle urne, in proposte di delibera. E #unaltracittà continuerebbe il suo impegno. Ma sono certo che ci spetterà governare Anzio, solo che voglio essere chiaro da subito. E come scrivevo qualche giorno fa sui social, entro dalle porte principali. Non mi candido sindaco con l’obiettivo di fare il consigliere, ma per vincere.

Scusate la lunghezza, fatemi concludere salutando anche da qui la tanta gente che ho rivisto con piacere dopo tempo, persone che mi hanno visto crescere e credono in questo progetto, chi (anche da partiti e liste avversarie) ha fatto gli auguri, chi è passato, chi mi ha fatto commuovere ricordando persone che non ci sono più e alle quali debbo tutto.

Il grazie più grande, però, a chi quasi scherzando ha avuto l’idea di #unaltracittà e ha condiviso con me questo percorso, da mezza Italia e per il bene che vogliamo ad Anzio. Ma soprattutto a chi in questi ultimi giorni ha lavorato senza sosta per sistemare i locali del comitato, a chi ha risolto problemi piccoli o grandi,   a chi si è occupato della grafica e della comunicazione. Sono i volontari che mi stanno aiutando. Grazie! E avanti per #unaltracittà.

La scelta di Valerio, la partita da giocare: centro-destra a casa

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La scelta di Valerio Pollastrini di fermare qui la sua corsa e le parole spese sul mio conto (grazie!), confermano e rafforzano la stima che ho nell’uomo e non da oggi. Così come nel percorso che ha compiuto, insieme all’associazione “Ora“. Quel gruppo – certamente più numeroso e strutturato di quello di #unaltracittà –  insieme alle diverse realtà civiche del territorio, sono a dirci che esiste un fermento che la politica di casa nostra non ha voluto/saputo recepire. Nasceva anche per questo il   “tavolo” che ci ha visto protagonisti fino a qualche giorno fa e nascevano le nostre candidature a sindaco.

Perché il “tavolo” si sia diviso – qualcuno sosteneva lì che io e Valerio avevamo esternato la candidatura, altri ambivano ma tacevano – ho provato a spiegarlo in conferenza stampa (qui il link) e non ci torno sopra.

Le esperienze civiche che provano ad andare oltre i partiti, pur con componenti che ne fanno parte, nascono per dire che il “sistema” di tessere, conta dei voti, prese di posizione fini a se stesse o fatte per essere chiamati e mettersi d’accordo, va superato.

Di questo sistema fa parte anche il Pd, non c’è dubbio, e qui come recita il proverbio “casca l’asino“. Un partito del quale tutti sparliamo ma che, poi, c’è chi vuole “conquistare” o intorno al quale si giocano partite di nessuna utilità quando si va al voto. Come se “prendere” il Pd serva a chissà cosa. Nella logica della politica di casa nostra, quella nota fino a oggi, è forse servito ad avere un ruolo nello scacchiere delle vicende anziati. Personalmente, avessi voluto una cosa del genere, avrei dato retta a mio padre 35 anni fa e avrei “fatto” politica cercando tornaconti magari nel sottobosco, cadendo in piedi pure perdendo, “sistemandomi” con una poltrona alla Rai, perché no…, ma ho preso una strada diversa.

Anche per questo, nell’accettare l’indicazione venuta dal partito che nel 2007 ho fondato e che ho sempre aspramente criticato per non essere diventato ciò che si pensava allora, ho chiesto (e ottenuto) di uscire da certe logiche. Di poter allargare, anche a chi non avrebbe mai messo piede nella sezione di quel partito.  Di poter avere mani libere qualora si vincesse. Cosa tutt’altro che semplice, attenzione, ma se accade non sarò lì a fare l’agnello sacrificale né la fine di Renzo Mastracci, per intenderci. Tanto meno a prendere ordini da qualcuno, cosa che piace tanto a chi deve rispondere alla “Casaleggio” e a Grillo.

Ho detto sabato – e ripeto qui – che in questi venti anni il centro-sinistra è stato minoranza e che pur dando un’impressione diversa e pur non brillando è stato all’opposizione.  Valgono su tutte le battaglie per il bilancio, ad esempio. Il problema, allora, sarà anche il Pd, d’accordo, ma prima lo è chi ha governato e governa Anzio.  Rischia di esserlo, invece, chi altrove è andato al governo sull’onda della protesta ma non sta brillando.

E’ allo sfascio che ereditiamo che dobbiamo far fronte, non a questioni di un partito che ha fatto una scelta – per alcuni non condivisibile, è evidente – ma che in questo momento è stata ritenuta la più indicata.   Altri erano convinti che si sarebbe “virato” su Palomba, altri che arriverà un “candidato da Roma“, qualcuno che avrebbero commissariato il Pd. Spiace per loro, è andata diversamente. Si è scelto un candidato fuori dagli schemi.

Parlavamo, in questi mesi, di attacco a due punte. Qualcuno ironizzava sui social (dove oggi, e giustamente, al passo indietro di Valerio vengono dati numerosi riconoscimenti) ma era evidente non potessero esserci due candidati.

Continuo a pensare, comunque, che possa ancora esserci una “squadra” e l’esperienza fatta da Valerio e dalla sua associazione possano e debbano essere utili in tal senso. Non sono in campo per aiutare il centro-destra – questa mi sembra francamente un’eresia – e sui punti del programma sono più le cose che ci uniscono di quelle che ci dividono. La partita è tutta da giocare e siamo in campo per vincerla: #unaltracittà non ha obiettivi diversi da quello di mandare a casa il centro-destra con una proposta alternativa, seria e credibile.

La protesta fine a se stessa appartiene ad altri.

Una candidatura fuori dagli schemi, proposte per Anzio 2058

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Questa mattina ho tenuto una conferenza stampa per aggiornare sulla candidatura e rispondere ad alcune polemiche recenti. L’ho fatta al “Maraschino“, come in passato ho scelto che si vedesse il mare perché questo sarà l’asse portante delle proposte programmatiche.

Uno spunto lo trovate riassunto qui 

Chi ha la pazienza di rivedere il video della conferenza, invece, può collegarsi a questo link  

Grazie e buona Pasqua!

 

Spunti per il programma, il confronto sia su questo

Ho ribadito spesso, negli ultimi giorni, che come sono candidato a guidare la città allo stesso modo sono disposto a fare un passo indietro in nome dell’unità della coalizione di liste civiche e delle forze di centro-sinistra che stanno confrontandosi sulla definizione di un quadro politico e del programma amministrativo. Come ho detto e ripetuto, importante è dimostrare ai cittadini che non solo chi ha amministrato e vuole continuare a farlo ha fallito, ma avere una proposta alternativa seria, credibile e unitaria. A prescindere da chi sarà il candidato sindaco della coalizione. Per questo – dopo confronti con amici, conoscenti, persone che vivono altrove e che abbiamo sentito grazie a Skype, gente che con la politica locale non ha mai avuto niente a che fare e ha deciso di essere nel movimento civico #unaltracittà – abbiamo ritenuto di divulgare gli spunti per un programma. Sono quelli sui quali ci sarà il confronto. Altri campi non ci appartengono.

#unaltraprospettiva

Realizzare, non costruire perché di costruito c’è fin troppo. Stop al consumo di suolo e attività mirata alla riqualificazione ambientale come punto principale del programma amministrativo.

1) Revoca della variante “Puccini”

2) Revoca del piano del centro urbano.

3) Incentivi per il ripopolamento del centro legati a sgravi (fiscalità locale) per chi sceglie di risiedere; premi (eventuale cubatura, ovviamente limitata) per chi riqualifica, realizza ascensori e posti auto; premi (fiscalità locale) per chi realizza iniziative tipo B&B e albergo “diffuso”

3) Interventi legati alla legge di rigenerazione urbana

4) Studio di eventuale moratoria dell’applicazione del piano regolatore generale, da verificare perché esistono diritti acquisiti.

#unaltraprogettualità

Il Comune non può essere inteso come ufficio di collocamento per amici degli amici o portatori di voti, bensì come “motore” di iniziative che abbiano ricadute nel breve, medio e lungo periodo.

1) Porto: trattare con la Regione Lazio affinché sia parte attiva del progetto, liquidando se necessario il socio privato della Capo d’Anzio. Coinvolgere ove necessario l’Autorita di bacino che ha mezzi anche finanziari per la realizzazione dell’opera che veda come prioritaria la riqualificazione del bacino interno. Il mega progetto può attendere

2) Investire risorse sui punti di forza della città: mare, mare, mare…. da Nerone allo sbarco, dall’enogastronomia al turismo balneare, con eventi di respiro nazionale e internazionale.

Stop ai fondi a pioggia per manifestazioni di basso profilo, coinvolgimento di altre realtà – soprattutto riguardo allo sbarco – per un grande progetto europeo.

3) Immaginare l’ingresso in una Fondazione già esistente e di spessore per realizzare eventi in sinergia, verificando la possibilità di inserire il Paradiso sul Mare nel patrimonio della stessa Fondazione, in cambio della ristrutturazione dell’immobile e dell’uso garantito alla città.

#unaltramacchinamministrativa

Dove dipendenti, funzionari e dirigenti non abbiano il fiato sul collo della politica e i ruoli siano rispettati. Gli obiettivi da raggiungere ambiziosi e certi, la premialità sia legata ai risultati raggiunti.

1) Un sistema informatico unico, funzionale, che risolve i problemi dei cittadini.

2) Un ufficio relazioni con il pubblico aperto dalle 9 alle 18 come unico accesso per l’utenza, in grado di prendere in carico e risolvere le esigenze dalla carta d’identità alla pratica edilizia

3) Un ente in grado di fornire servizi senza passare per richieste di favori. Serviranno dirigenti, funzionari e dipendenti lineari, non “allineati” come pretenderebbe qualcuno

4) Un ente che prende “in carico” i cittadini bisognosi, li segue e li assiste senza distribuzione di fondi a pioggia ma con progetti di inserimento d’intesa con le realtà del terzo settore e utilizzando ogni possibile sistema di incentivo in cambio di servizi per la collettività

5) Un ente che grazie a un ufficio studi e programmazione conosce i dati, li analizza, interviene sulla base di questi, partecipa a bandi regionali, nazionali ed europei.

#unaltrapulizia

Riduzione della bolletta dei rifiuti, oggi tra le più alte in Italia, attraverso un sistema di raccolta differenziata efficiente e redditizia

1) Blocco della realizzazione di ulteriori impianti sul territorio

2) Verifica della riduzione della capacità di lavorazione dell’impianto autorizzato grazie alla volontà delle amministrazioni uscenti

3) Sgravi reali per chi differenzia, attraverso un sistema di “pesatura” del rifiuto, sistema già in atto in numerose città

4) Totale passaggio al solare e solare/termico degli edifici pubblici; sostegno del Comune – anche attraverso una centrale acquisti – ai cittadini che intendono passare all’energia solare e solare/termica

5) Adesione ai principi del manifesto “Territorio zero” e sua graduale applicazione nel tempo

#unaltratrasparenza

Perché la legalità – a partire dalle cose quotidiane – sia presidio universale.

1) Censimento del patrimonio pubblico, verifica della legittimità dell’occupazione/uso, piano di rientro per i morosi, schede on line sul sito del Comune; certezza attraverso bandi nell’assegnazione e utilizzo degli spazi.

2) Censimento della situazione delle scuole, verifica delle esigenze, programma di interventi a breve, medio e lungo periodo, schede on line sul sito del Comune

3) Disponibilità di spazi pubblici per la cittadinanza, a prezzo calmierato, per lo svolgimento di riunioni e/o incontri

4) Streaming delle sedute di consiglio comunale e commissioni consiliari, di qualità e senza interruzioni pubblicitarie

5) Partecipazione dei cittadini alla vita del Comune anche attraverso opportune modifiche allo Statuto

#unaltramobilità

Immaginare per il trasporto su gomma un sistema che si leghi al “nodo” della nuova autostrada Roma-Latina e allo svincolo Cisterna-Valmontone. Incentivare il trasporto su rotaia e tutto ciò che riguarda la mobilità sostenibile

1) Intesa con Regione Lazio e Trenitalia per la verifica di passaggi “express” per alcuni dei treni da e per Roma, con eliminazione di fermate intermedie (dopo quella di Anzio, solo Lavinio o Padiglione)

2) Parcheggi di scambio ovunque è possibile e incentivo all’uso di navette

3) Estensione dei progetti pedibus in tutti gli istituti scolastici

4) Nodi di scambio treno-bici con percorsi ciclabili che dalle stazioni conducono verso il mare o i parchi.

5) Immaginare – nel lungo periodo – a Padiglione un unico nodo di scambio ferroviario Anzio-Nettuno, con parcheggio multipiano, e riutilizzo della linea ferroviaria con mezzi più “leggeri” o in alternativa la riqualificazione della stessa sul modello della High Way di New York o della pista San Candido-Lienz, con la creazione di un parco urbano ciclabile e “snodi” verso i parchi e il mare

#unaltrasanità

Fatta di servizi sul territorio, presa in carico delle persone con fragilità, meno accessi impropri in ospedale e più prevenzione. Il Comune partecipa alla conferenza dei sindaci, in quella sede dovrà chiedere e ottenere

1) Garanzia dell’assistenza di qualità in fase di emergenza/urgenza

2) Servizi di prossimità per il cittadino affetto da patologie gravi e da patologie croniche

3) Attività di screening e prevenzione che parta dalle scuole elementari per le vicende legate all’alimentazione e arrivi fino alle patologie più serie

4) Realizzazione di servizi per post acuti e lungodegenza e/o Rsa pubblici

#unaltraccoglienza

In una città dove l’immigrazione sia vista come una risorsa e mai come un peso, sviluppando modelli di integrazione.

1) Analisi dei dati e verifiche delle esigenze sul territorio, interventi mirati ove necessario

2) Modelli di integrazione sulla falsariga di ciò che avviene già nelle scuole del territorio

3) Adesione allo “Sprar” per la gestione di eventuali richiedenti asilo

Conoscere i dati per rispondere alle esigenze. Si parte da qui

Conoscere i dati, analizzarli, condividerli, fare politiche mirate sulla base di esigenze reali e non elettorali di qualche assessore o consigliere. Questa è #unaltracittà 

Se avremo l’onere di amministrare Anzio, partiremo dai dati per poter dare risposte certe. Da quelli statistici nazionali, ma soprattutto realizzando un ufficio studi e programmazione interno che valuti – quotidianamente – quello che accade sul territorio e quali esigenze emergono.
Un ufficio che, al tempo stesso, si occupi di ogni bando al quale può partecipare il Comune e sia dedicato esclusivamente a questo, in modo di recepire le risorse attraverso iniziative di finanza diverse da quelle utilizzate normalmente.
Di seguito i dati illustrati il 14 gennaio da Roberto Fantozzi che vi prego di citare se ritenete di usarli. Li trovate cliccando sul link seguente:   Anzio_Fantozzi_14_gennaio_2018
Da questa base si parte, con l’obiettivo di arrivare ai due spazi lasciati vuoti nell’ultima slide. Vorrà dire che avremo iniziato a realizzare #unaltracittà

ps: il confronto con Senigallia e Trani è voluto, riguarda città sul  mare che hanno dimensioni simili a quelle di Anzio.

Realizziamola insieme, senza urlare. Dai che è possibile

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È andata. Abbiamo provato a condividere un punto di partenza. Grazie a chi, questa mattina, è venuto a sentire quello che avevamo da dire. Grazie soprattutto ai tanti che, fuori dall’agone politico, hanno deciso di partecipare. #unaltracittà è questo, si rivolge a chi non si ritrova necessariamente in un partito, a chi è deluso dalla politica in generale, a chi aveva creduto in qualche altro progetto ed è rimasto a sua volta deluso, a chi cerca un’alternativa credibile.

L’ho detto concludendo il mio intervento, c’è un sistema che è fallito, imploso, del quale non interessano gli aspetti penali ma il modo di concepire la cosa pubblica. Un sistema al quale occorre rispondere insieme, unendo un’area troppo spesso divisa per motivi capziosi. Un sistema che ci aveva promesso mare, cultura e natura e ci ha regalato varianti, cemento e furberie.

L’ho detto e ripeto: se servo a questo sono a disposizione, se ci sarà chi riuscirà meglio di me a unire, sono a disposizione. Ho spiegato a chi ironizza sull’auto candidatura – mia o di Valerio Pollastrini con il quale troveremo un’intesa – che personalmente se volevo essere a capo di una lista di partito mi sarei messo in certe logiche 35 anni fa. Non l’ho fatto allora, non lo faccio adesso. E comunque quelle che vengono definite auto candidature, hanno dietro certamente più gente di chi va a prendere i simboli a Roma, appena escono, e continua a parlare in questa città – senza risultati – da ormai circa 50 anni. Rispetto per tutti, sia chiaro, ma non ci interessa fare presenza: vogliamo andare al ballottaggio e vincerlo.

Sulle basi elencate questa mattina: conoscenza dei dati (bello il lavoro di Roberto Fantozzi, grazie, a breve sarà condiviso), coinvolgimento dei cittadini durante e dopo la campagna elettorale (grazie Giuseppe Baratta) e certezze per chi deciderà di darci fiducia ma anche per chi non lo farà.

Come opporsi a chi ci ha governato per un ventennio? Con la qualità al posto della quantità, immaginando di dare risposte immediate che sono dovute: dalle buche ai rifiuti (per questi facendo pagare una bolletta inferiore rispetto a quella attuale) dall’urbanistica con la revoca dei “quattro cantoni” dell’area Puccini/Vignarola, alla revisione dello strumento del piano regolatore. Dicendo che sul porto la Capo d’Anzio ha fallito e che se vogliamo tenerlo in mani pubbliche abbiamo il dovere di andare alla Regione e chiedere che dell’opera si occupi l’Autorità portuale marittima che potrebbe iniziare domani mattina i lavori indispensabili per l’escavo, quindi per la sistemazione del bacino interno. E punto. Senza chiedere posti in consiglio d’amministrazione, ma solo pretendendo lavori fatti presto e bene. Ancora, la macchina amministrativa, le risposte da dare ai cittadini senza mettere il fiato sul collo a chi lavora, né pretendere che siano “allineati” come abbiamo letto in qualche carta giudiziaria o “in cassaforte”.

A proposito di vicende penali: ne risponde chi è accusato di aver commesso reati. Ci sono responsabilità politiche molto più gravi, quelle di averci portato in queste condizioni.

Ecco, non ci sarà spazio per accordi con chi ha alzato la mano a favore di questa maggioranza, con chi non si è ribellato a un leit motiv che è stato “lascia fa, chi te lo fa fa….”. Con chi è il passato e non può rappresentare il futuro.

E ci interessa che si riparta dalla legalità delle cose quotidiane: partiti che pagano le sedi, consiglieri comunali che non siano morosi, assunzioni con i titoli giusti. Sembra banale, non lo è affatto.

Poi serviranno, questo il passaggio fondamentale, le basi per dare risposte a medio e lungo termine che ci dicano dove vogliamo portare questa città, partendo dallo stop al consumo di suolo.

Quale modello di sviluppo dare, affinché si creino condizioni per favorire l’occupazione che non dovrà più essere quella della cooperativa di amici degli amici ma legata agli eventi che Anzio merita.  Sono stati illustrati i dati di Trani e Senigallia, città sul mare della stessa dimensione nostra: siamo pericolosamente verso la prima, puntiamo ad andare verso la seconda ma guardiamo anche a realtà come Ravello, il Salento, il Cilento, Forte dei Marmi, Viareggio…

Partendo dal mare, che oggi grazie all’ospitalità del Molo 5.63 abbiamo apprezzato in tutto il suo splendore. Dal mare che il sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, barbaramente ucciso, definiva “il nostro petrolio”. Al mare è legato Nerone, è legato lo sbarco, sono legati i prodotti di eccellenza, l’enogastronomia.

Alcune idee su come valorizzare tutto questo, investendo in eventi internazionali, ci sono. Sullo sbarco, ad esempio, un grande progetto europeo che parta dalla Sicilia, passi per Salerno, ci porti ad Anzio e quindi a Roma liberata, coinvolga i cimiteri di guerra, arrivi alla Normandia e quindi all’Europa liberata.

Siamo impegnati, civicamente, da anni. Non abbiamo mai avuto ruoli in partiti o “fatto” politica come viene intesa dalle nostre parti. Non siamo contro la politica come tale, ma per una che abbia in mente dove vuole andare, non solo il potere fine a se stesso. Ho risposto anche a  quanti si domandano cosa ho da chiedere se non sarò candidato sindaco: nulla.

Chi è in questa avventura ci mette faccia e credibilità personale. Non abbiamo urlato – questa mattina – e non urleremo: sarà il modo per spiegare che anche così è possibile realizzare #unaltracittà. Insieme.

Per chi non c’era e vuole approfondire a questo link il video dell’evento di Angelo Pugliese, a questo il servizio di Gianfranco Compagno del Giornale del Lazio.

Realizziamola insieme. Vi aspetto domenica

molo563

È in programma domenica 14 gennaio alle 10, presso il Molo 5.63 di Anzio, piazzale Marinai d’Italia (parcheggio dietro al porto) l’incontro organizzato dal movimento #unaltracittà  sul tema “Realizziamola insieme”. Sono in programma due relazioni, un dibattito tra i partecipanti, gli interventi di Valerio Pollastrini e di chi scrive.

La prima relazione sarà di Roberto Fantozzi, sul tema: “Cosa è stato fatto, cosa possiamo fare. #unaltraprospettiva” e metterà a confronto dati socio-economici. La seconda, invece, di Giuseppe Baratta sul tema: “Coinvolgere, emozionare. #unaltracomunicazione” tratterà delle segnalazioni e della partecipazione dei cittadini alle scelte del Comune.

Condivideremo idee, non chiederemo voti. Non ancora almeno perché c’è un percorso che si sta portando avanti e sul quale intendiamo confrontarci. Rispetto alla mia dichiarata disponibilità, ribadisco il concetto che sono qui per cercare di unire, diversamente ho altro da fare. Tra me e Valerio Pollastrini c’è un’intesa e troveremo la quadratura del cerchio, ne sono certo, per avere un candidato sindaco unitario e in grado di arrivare al ballottaggio. Questa unità di intenti ha spiazzato più di qualche solone della politica di casa nostra, gente che sta lì da una vita, con risultati prossimi allo zero per Anzio ma spesso un sostegno concreto a chi ha governato. Mi spiace per loro, ma si cambia registro.

Realizzare, non costruire #unaltracittà perché di costruito c’è fin troppo. Questo sarà uno dei temi che affronteremo, dicendo stop al consumo di suolo e puntando alla riqualificazione ambientale come punto principale del programma amministrativo.

Realizzare…

#unaltra progettualità per lo sviluppo di Anzio, diverso e alternativo a quello di chi ha governato negli ultimi 20 anni e ci ha portato nelle condizioni in cui siamo. Il Comune non può essere inteso come ufficio di collocamento per amici degli amici o portatori di voti, bensì come “motore” di iniziative che abbiano ricadute nel breve, medio e soprattutto lungo periodo. Chiunque sarà sindaco dovrà tappare buche e raccogliere i rifiuti (facendo spendere meno di oggi), ma anche immaginare cosa sarà da qui ai prossimi 40 anni e quali ricadute in termini economico-sociali avranno le scelte fatte. Uno sviluppo che ruoti intorno al mare e alle sue risorse, che punti sulla qualità di eventi di respiro nazionale e internazionale

#unaltraccoglienza in una città dove l’immigrazione sia vista come una risorsa e mai come un peso, sviluppando modelli di integrazione.

#unaltramacchina amministrativa, dove dipendenti, funzionari e dirigenti non abbiano il fiato sul collo della politica e i ruoli siano rispettati. Un sistema informatico unico, funzionale, che risolve i problemi dei cittadini. Un ente nel quale deve essere bello lavorare e che sarà in grado di fornire servizi senza passare per richieste di favori. Serviranno dirigenti, funzionari e dipendenti lineari, non “allineati” come pretenderebbe qualcuno…

#unaltrasanità, fatta di servizi sul territorio, presa in carico delle persone con fragilità, meno accessi impropri in ospedale e più prevenzione

#unaltratrasparenza, perché la legalità – a partire dalle cose quotidiane – sia presidio universale.

Auguri a tutti, a cominciare dal sindaco Bruschini

 

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Auguri di cuore a quanti seguono questo spazio, per primo a chi non condivide i racconti che faccio e che – voglio sottolinearlo – si basano sempre su documenti ufficiali in casi di cronaca o su idee approfondite quando si propongono alternative a chi guida la città.

Per questo comincio dal sindaco, il rappresentante di tutti noi, al quale mi lega una vecchia conoscenza e un rispetto per la persona mai venuto meno. Non condivido ciò che ha fatto e sta facendo, da ultimo auguri più “accorati” che  “sentiti” .

Mi spiace, ma non abbiamo visto nulla in questi anni e non ne vedremo in futuro, è la mia convinzione. Però è Natale e visto che piaccia o meno Bruschini rappresenta tutti noi cittadini – primi quelli che non l’hanno votato, a mio modestissimo parere – gli auguri partono da lui. Buon Natale, Luciano!

Poi si estendono a chi mi legge, a chi lo fa ma dice che non è vero, a chi sostiene le mie battaglie – che sono di una vita, il blog è un modo 3.0 di condurle – e a chi se la prende per quanto scrivo, a chi non condivide, a chi ogni tanto viene a curiosare, a chi ne ha solo sentito parlare.

Auguri  a chi vorrà essermi a fianco se avremo l’onore e l’onere di realizzare #unaltracittà. Sono certo che una “quadra” la troveremo, senza rincorrere vecchie liturgie di partito, e ci presenteremo uniti alla sfida per il Comune, indipendentemente da chi sarà il candidato sindaco. Io sono a disposizione, è noto, per esserlo o per fare un passo indietro. E lo resto per raccontare, cosa che faccio da una vita. Ah, se toccasse a me  questa impresa, userei lo stesso metodo: conoscere, capire, spiegare e farsi capire. Andare, vedere e raccontare: con passione e rigore.

#unaltracittà sarà più pulita, accogliente, solidale, trasparente, europea. Si spenderà meno per il servizio rifiuti e ci sarà maggiore attenzione verso eventi culturali di respiro internazionale. Non faremo promesse irrealizzabili o come cantava Guccini “cose vecchie con il vestito nuovo” (che poi così nuovo non è, anzi) ma diremo ai cittadini la verità. Con un modello che possa portare sviluppo per tutti e non “lavoretti” per pochi. Perché il Comune non è un ufficio di collocamento, ma può diventare un volano per garantire benessere se le cose funzionano.  Perché in Comune non servono dirigenti, funzionari o dipendenti che siano “allineati” ma lineari e che possano lavorare senza pressioni, per il bene di tutti. Perché dobbiamo immaginare Anzio nel 2058, mentre metteremo mano a un’ordinaria amministrazione che deve necessariamente cambiare passo, ai servizi quotidiani più efficienti ed efficaci.

Per chi è interessato, un primo appuntamento sarà il 14 gennaio, alle 10 del mattino, al Molo 5.63 di piazzale Marinai d’Italia.  Condivideremo idee, non chiederemo voti. Non ancora.

Ma torniamo agli auguri: i primi a chi, come me, immagina di scendere in campo per provare a cambiare le cose in questa città, da Valerio a Roberto, da Roberta a Natalino, da Candido a Manuela e a chi sarà l’esponente dei 5stelle, a quelli che verranno. Auguri a chi non riuscirò a vedere o sentire, ai tanti amici danneggiati da trasfusioni o emoderivati che lottano per avere giustizia e che mi hanno raccontato le loro storie, facendomi riscoprire il gusto di questo mestiere e trovare una dignità impareggiabile. A tutti coloro che grazie al libro e al documentario ho avuto modo di conoscere e apprezzare, instaurando un rapporto inimmaginabile. Alle mie fonti, ufficiali e soprattutto ufficiose. Agli amici del baseball, a quelli di una vita (Elvira per prima, si può dire senza che vi offendete?),  ai tanti con i quali sono passato dal virtuale al reale, a chi si è allontanato e forse così amico non era, a chi purtroppo non c’è più. Ai colleghi di questa straordinaria esperienza che è il Messaggero, a quelli che incontro ogni giorno e a quelli che so esserci sempre. A quelli del corso di Comunicazione scientifica e biomedica, una delle mie ultime sfide. Alla mia Lazio e a tutti i suoi tifosi, ne abbiamo sempre bisogno. Auguri a chi sta soffrendo, per mille motivi. A chi in questi giorni ci garantisce sicurezza e servizi sanitari.

Auguri ai familiari – anche se molti li vedo di persona eh… – e parenti vicini e lontani. A Sara che è in Spagna e ai Vlietstra’s in Canada. Ma soprattutto a Sabrina, Arianna e Gaia: la mia famiglia, l’impresa più  entusiasmante, bella e difficile che si possa affrontare. Buon Natale!