Caro il mio Candido, tu hai vinto e pensa a governare

 

Caro il mio Francesco…”, canta Ligabue riferendosi a Guccini. Io e Candido De Angelis apprezziamo il primo, ma quasi veneriamo il secondo. Perciò il sindaco sarà contento se gli scrivo parafrasando due big e sa che ho più di un motivo per farlo.

Caro il mio Candido, nell’ultimo consiglio comunale hai fatto riferimento a me dicendo alcune inesattezze, vorrà dire che a Natale – nella seduta di insediamento hai ricordato che ci scambiamo dei doni – anziché un libro, ti regalerò una raccolta di articoli sul piano regolatore e molto altro. Sbagli, caro il mio Candido, perché quel piano non mi è mai piaciuto.

Ma tu, che in questo sistema ci stai da 28 anni (pur provando a fare l’anti-sistema) come tutti i politici ricordi solo le ultime cose e come usa nell’ambiente se hai una convinzione la porti avanti, la racconti affinché diventi “verità”. Sono stato tra i pochi, forse l’unico, a dire che non si doveva mettere un mattone se realmente si voleva realizzare qualcosa di diverso. Era un paradosso, lo so, adesso non tirare fuori “le G2A e le G2B”, i socialisti, i democristiani, i comunisti che disegnavano…. Quella sera d’estate del 2002 da Alceste, con Cervellati (è vero, aiutai a mettervi in contatto, stava facendo il piano a Latina dove lavoravo e lavoro) quando il professore mi chiese cosa pensassi del piano risposi che si costruiva troppo. Lui rispose “è la città che lo chiede” e replicai che così l’urbanista lo facevo pure io. Ricordi? Forse no, certo è che “Villettopoli” questa città l’ha distrutta definitivamente e su questo potremmo dibattere anni. L’ufficio di piano non c’è mai stato, perché se a febbraio 2005 il piano viene pubblicato e le richieste sono già decine e “vanno” mandate avanti, nessuno si preoccuperà mai di gestire quello strumento.

Se la classe politica non è adeguata…” Lo disse Cervellati, nel consiglio comunale di adozione. Lo è stata, caro il mio Candido? Sono convinto di no. La vicenda Puccini è emblematica. Se vuoi sono disponibili, le trovi on line, le dichiarazioni nel dibattito al cinema con “Uniti per l’ambiente” e quelle nel primo consiglio comunale. Quello che avevi detto, non lo hai fatto. Motivo? Che sto a dare retta a Del Giaccio…. Ma no, dai retta alla maggioranza, ci mancherebbe. A Bruschini e Attoni che hanno sostenuto i “4 cantoni”, al delfino di Placidi che ha letto una contro-mozione. Caro il mio Candido, io ci pure credo che non si farà un altro pezzo di “villettopoli” in quell’area finché ci sei tu. Ma mettiamo che la Regione dà il via libera che succede, il Comune non rilascia le licenze? Mi sembra inverosimile…

Mi piaceva il porto, hai ragione, avevo visto le carte dopo anni di buio, era – parliamo della fine degli anni ’90 – una grande idea. Dovevano iniziare i lavori nel 2005, così dicesti in campagna elettorale, stiamo ancora aspettando. C’è stato il centro-sinistra che ha sbagliato, vero, mettendo veti che in quel momento (2006) sono stati decisivi a non far partire l’opera. Ma dal 2012 a oggi, da quando la Capo d’Anzio ha la concessione, cosa è stato fatto? Nulla, lo sai. Eppure il sindaco tuo successore e il presidente della società li avevi indicati te, così come Marconi ce lo ritroviamo grazie a te e a Fini. I patti parasociali, che lui smentisce perché dice di aver sottoscritto altro sempre con te, successivamente, chi li ha firmati? E quando scoprimmo che Italia navigando aveva un socio privato (Marconi stesso) cosa è stato fatto? Nulla. Anzi no, scrivesti una lettera – rimasta morta – per chiedere indietro le azioni. Nella raccolta di articoli, la troverai. Dimmi se sbaglio, caro il mio Candido, sai che so riconoscere gli errori…

A proposito, tra questi c’è la candidatura a sindaco. Non scappo, figurati, non l’ho mai fatto in vita mia e smettila di parlare dei rapporti personali, su… Non è da te, sai benissimo che mi riferisco al ruolo pubblico che ricopri. Allora torniamo alla candidatura, alla sconfitta della quale mi sono assunto le responsabilità (cinque anni fa tu, sconfitto, te la prendevi con il Pd….) a quello che avevo detto e ho rispettato riguardo alle dimissioni. Se vuoi, rileggi questo link

Poi certo, ero in corsa per unire e invece ho diviso, era il caso di ripensarci di fronte a chi andava altrove perché ero sgradito (e sai il motivo? Ritenuto troppo tuo amico…) e dare ad altri questa possibilità. I se e i ma, insegni, non fanno la storia. Certo è che nel centro-destra vi siete preoccupati – e tanto – di tenere unito proprio il centro-sinistra perché temevate l’avanzata grillina. Avevate anche un paio di candidati più “graditi” di me, nomi che si facevano persino a Roma. Così come c’era chi era pronto a scommettere sul commissariamento del Pd o era (è?) pronto a “prenderselo”. È vero o non, caro il mio Candido?

Ecco, tutto ciò per dirti che hai vinto e devi governare, questo ti compete, non continuare a preoccuparti di altri, della sinistra che non c’è più (e non è sparita certo oggi) e di quello che succede altrove. No, devi portare avanti il tuo programma e non pensare a qualche nuovo “nemico”. So che ne hai sempre avuto bisogno, lo sono stati i “basisti” prima e persino Bruschini poi, sicuramente è più facile dire ai tuoi “non ce lo fanno fare” o “ma allora il Pd….” o “mister 6% che vuole….” Scontato. Ma i cittadini ti hanno messo lì per fare altro.

L’opposizione farà il suo, stacci, l’avessi fatta te negli ultimi cinque anni forse tante cose non le avresti ereditate oggi. Ma volevi vincere, lo hai fatto, ora governa. Io sarò qui, a controllare, come ho sempre fatto, come hai sempre riconosciuto e ti piaccia o meno racconterò ancora. L’ho detto in Consiglio (del verbale è pubblicato solo uno stralcio, la trasparenza a soggetto, peccato…) la responsabilità è tua adesso. Non mi interessa l’aspetto penale ma quello politico e la coalizione che ti ha fatto eleggere affonda culturalmente le radici in Malasuerte, Evergreeen, Touchdown, nelle proroghe alle coop, in quei metodi e in quelle frasi. Auguri!

Soprattutto attenzione, siamo nel 2018 e rispetto a 20 e 10 anni fa ci sono i social, whatsapp, non c’è Bruschini a mediare ora con Luciano Mingiacchi ora con Enzo Toselli, a smorzare i toni, non ci sono in maggioranza gli Amabile, i Succi, i Perronace, i Gianfranco Tontini ai quali dire “si fa così, dai…” e loro allineati e coperti. No, i ragazzi che hai coinvolto – posso sbagliare eh… – ti daranno filo da torcere e non prendertela con altri se non rispetterai il programma. Come non prendertela con l’opposizione se farà (e lo farà) ciò che deve. Ne hai avuto un assaggio.

L’ha sintetizzato Anna Marracino, l’anello di congiunzione della classe politica e del sistema che rappresenti è tra #nzognende di Bruschini e il tuo #ncentrognende. Troppo comodo.

Ecco, chiudo con le parole di Ligabue: “Caro il mio Candido è il momento dei saluti, ci avremmo riso sopra se ne avessimo parlato…

Mi tengo la sconfitta, tu pensa a governare con i compagni di viaggio che volevi mandare a lavorare, quelli che “detestavi” e tutti color che ti hanno fatto vincere. Sono scelte…

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2 pensieri su “Caro il mio Candido, tu hai vinto e pensa a governare

  1. Caro Gianni sei antipatico perché ti ostini a raccontare la vera verità. Forse la politica non è più efficace come una volta, nemmeno uno potente come l’ex senatore è riuscito a trovare una sistemazione a quegli amministratori bruschiniani che cinque anni fa voleva mandare a lavorare a tutti i costi…. sich!

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