Nettuno, il problema non è l’addetta stampa…

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Il mio amico Renato Amabile, da una vita in consiglio comunale, non ha capito niente. Si è limitato a prendere qualche nome e inserirlo ai seggi elettorali, quando poteva fare colloqui alla “ricerca delle professionalità disponibili” per una “ricerca di massima“. Lo hanno fatto i suoi colleghi di primo pelo a Nettuno, i grillini duri e puri, come il sindaco afferma in un poco comprensibile comunicato per spiegare la vicenda della scelta dell’addetta stampa.

Fermo Renato, mi raccomando,  perché i consiglieri comunali non fanno colloqui né ricerche, non è loro compito, e immaginati un po’ se te, Marco Maranesi e Pasquale Perronace – vado a caso – vi mettevate a scegliere l’addetto stampa del Comune e il sindaco lo scriveva su un comunicato come ha fatto Angelo Casto a Nettuno. Apriti cielo! Li sentivi te i grillini…

Ma a Nettuno si può, c’è il nuovo, hanno ereditato macerie (ed è vero) ma dopo oltre un anno forse è troppo continuare a prendersela con chi c’era prima. Che ha sbagliato, eccome, ma non c’è più da tempo perché in mezzo è passato pure un commissario.

Comunque per provare a giustificare (senza bisogno) una scelta che era, è e resta di esclusiva del sindaco, si fa tutto un giro (sul sito del Comune, mah…) in nome di “Merito, trasparenza e qualità di eloquio” e si rende ufficiale la “selezione” dei mesi scorsi della quale avevano saputo anche i sassi. Cosa che non è compito dei consiglieri. E’ noto che dei “cugini” mi occupo poco, conosco Angelo Casto come persona seria e preparata, ho avuto modo di lavorare da cronista con vicende seguite da lui in Questura a Latina, non avevo né ho nulla da dire sulla persona. E meno ancora su chi ha scelto come “Esperto delle relazioni esterne ed istituzionali”, dato che posso dire di aver visto crescere Rosanna Consolo  e conosco il suo percorso.

Il problema non è questo, è che il sindaco deve fare il sindaco, scegliere e punto. Se fa un bando che non serve, chiede in giro i curriculum – dopo la selezione dei consiglieri e addirittura un esame scritto fatti mesi fa, vero? – e si presentano professionisti del settore che magari possono vantare più titoli, deve mettere in conto almeno qualche malumore. Se il nome di Rosanna circolava da tempo, poi, non è certo responsabilità di una collega brava e preparata ma di quel “chiacchiericcio” che fa parte della politica che i grillini detestavano ma nella quale evidentemente si ritrovano.  Insomma, si commettono errori, ingenuità, come vogliamo chiamarli? –  che facevano anche i predecessori. Non è un male assoluto, attenzione, ma non ci si ammanti di purezza a tutti i costi. E cosa direbbe un grillino se un altro sindaco – a Peschiera del Garda o Milazzo o dove vogliono – scegliesse chi ha quote della concessionaria di pubblicità del giornale locale? Non è vietato – non fino a quando il Comune stipulerà un contratto con la Crab 2000  – ma sicuramente inopportuno. Su questo conviene il sindaco? E per favore, smettiamola con i “parolai“, termine certamente più fine di “cazzari” usato nel video che ha fatto il giro del web

Comunque non era né sarà questo che ci dirà se Casto farà bene o meno il sindaco, ma il rispetto del programma che si è dato. Lavori, sopporti qualche critica, e alla fine i cittadini giudicheranno su ciò che ha fatto o meno. Sapendo bene che parte da anni di disastri e tutto il resto, ma pure che non può essere un alibi a vita.

Lo stesso vale per Rosanna, alla quale vanno anche da qui – dopo quelli di persona – sinceri auguri di buon lavoro. Sfrutti le sue capacità, metta in condizione i colleghi – tutti – di operare al meglio, spieghi a chi le sta intorno che la comunicazione istituzionale non è semplicemente il “verbo” del sindaco o degli assessori di turno ma altro. Saprà far bene, ne sono certo.

Bruschini, Casto e un “teatrino” inutile. Serve altro

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Casto e Bruschini (foto inliberauscita.it)

E’ perfettamente inutile il “teatrino” di iniziative e dichiarazioni che vede protagonisti, in questi giorni, il sindaco di Anzio Luciano Bruschini e il suo collega di Nettuno, Angelo Casto. Lo è perché città vicine, da chiunque amministrate, collaborano e non si scontrano. E importa poco chi abbia iniziato questa storia, siamo ormai a una farsa che neanche più alle scuole elementari trova riscontri come quelli ai quali assistiamo.

Ebbene non essendo i nostri sindaci della stregua di un Vittorio Emanuele o un Garibaldi e non avendo noi una ideale Teano nella quale far incontrare i contendenti di questa singolare disfida, né avere uno disposto a dire all’altro “Ecco il Re” o – peggio – “Obbedisco”, forse è il caso di fare un incontro sul serio.

Teano segnava il confine dell’avanzata dei Mille, qui se ho capito bene si vuole “arginare” con iniziative discutibili (e magari riempendo le redazioni e i social di comunicati) quella dei Grillini. Ma non è facendosi la guerra tra istituzioni che si va lontano, anzi a modesto parere di chi scrive le iniziative adottate da Anzio vanno a solo vantaggio dei 5stelle.

Se poi tutto nasce da una esibizione fuori luogo e di non eccezionale valore artistico nella “Serata di Primavera”  – che ha portato a reazioni esagerate – peggio ancora.

Non c’è Teano? Meglio. Facciano una cosa, Bruschini e Casto, non si vedano al confine di via Gramsci perché è troppo facile, si incontrino tra via Cervicione e via della Fonderia, altro punto di contatto tra le due città, e si rendano conto – ma lo sanno già bene, c’è da esserne certi, di qual è lo stato delle nostre periferie. Lì ad esempio i rifiuti la fanno da padrone.

Forse in un luogo lontano dai riflettori, ma pieno di problemi (e ce ne sono altri, sempre al confine tra le due città) capiscono meglio che ripicche, mancati inviti, cerimonie per sé, sono l’ultima cosa da fare. Perché questo territorio – nel suo insieme, Anzio-Nettuno – di tutto ha bisogno fuorché di mancata collaborazione tra Comuni. I quali, invece, sempre al di là di chi governa, dovrebbero mettersi insieme per molti aspetti e ragionare come “area vasta“. Si può andare dai rifiuti ai trasporti,  dall’accesso ai fondi europei agli eventi turistici, dalla sanità  ai bandi regionali. Se mai ci fosse #unaltracittà si batterebbe per questo.

Certo il precedente del piano di zona per i servizi sociali non è brillante. Lo guidò Nettuno ai tempi di Marzoli e restituì i soldi ad Anzio con molta calma, dopo averli utilizzati per altro, ci fu la “staffetta” ma le cose non andarono meglio, ora è di nuovo a Nettuno ma purtroppo in ciò che va fatto insieme non brilliamo.  Altrimenti senza troppi giri avremmo già avuto una stazione appaltante tutta nostra, ma quando mai….

D’altro canto la cultura di appartenenza è ancora quella della Usl Rm/35 che toccava ad Anzio e del Consorzio Acquedotto di Carano a Nettuno (salvo l’ultimo periodo che prima o poi pagheremo carissimo) mentre  ai posti di potere si provvedeva bilanciando per città e partito di appartenenza. Comprensibile per Bruschini, non per Casto.

A entrambi, invece, compete lavorare per fare insieme delle scelte Politiche, si con la  maiuscola, che abbiano una visione del territorio e non delle bagattelle di paese. Ecco, un incontro serio per programmare questo sarebbe l’ideale. Non c’è bisogno di evocare Teano.

 

La lezione che arriva dal voto

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Sarà pure come dice Matteo Renzi, cioè che non è stato un voto di protesta, ma l’impressione è che la politica fatta di liturgie fini a se stesse, “correnti“, schieramenti, lotte per guidare un partito e per il potere fine a se stesso, per arrivare a contare se c’è da dividere qualcosa del “sottobosco“, abbia preso dei sonori schiaffoni. C’è – ed è forte – la voglia di cambiamento che ha vinto – per restare dalle nostre parti – a Nettuno come a Latina. Ma si è fatta sentire in maniera ancora più clamorosa a Roma e Torino.

Del Movimento 5 stelle e del suo “guru” Beppe Grillo, è noto, condivido poco o nulla. Certo è che molti li hanno sottovalutati e oggi ne pagano le conseguenze. Meglio, hanno sottovalutato la stanchezza di chi vota e si era – si è – francamente rotto di una “buca” al centro di Nettuno e dei numeri civici, ad esempio, così come di chi per tentare di vincere ha imbarcato politici (e metodi in alcuni casi poco ortodossi) dalla vicina Anzio. Chi vota, dopo Mafia capitale, dopo Marino e la sua figura, come poteva ancora dare retta al Pd? Giachetti era e resta una brava persona, ma sapeva che l’impresa era impossibile. Per non parlare di quel che resta del centro-destra che preso tra Bertolaso e Marchini, ha dimenticato/abbandonato la Meloni che al ballottaggio avrebbe dato alla Raggi più filo da torcere.

Ora i “grillini” sono chiamati alla prova più difficile, quella del governo. Sinceri auguri di buon lavoro all’amico Angelo Casto a Nettuno. Sa che il compito che lo aspetta è gravoso, ma già dalla nomina della giunta sembra andare nella direzione giusta. Andrà giudicato alla prova dei fatti, mentre piacciono meno le affermazioni dei supporter che danno – nella migliore delle ipotesi – per “accerchiati” i Comuni vicini. Calma, ragazzi. Parliamo di voti, di democrazia, è comprensibile lo sfogo ma non andiamo oltre. Si rischia di cadere nelle “guerre” del centro-destra che hanno caratterizzato recenti campagne sul territorio.

La prossima fermata, per Casto, è quella di Anzio. E’ un obiettivo legittimo e giusto da porsi, a maggior ragione dopo lo “sbarco” di anziati a Nettuno e dopo i toni tutt’altro che tranquilli usati verso di lui.  Sarà bene, però, che i Cinque Stelle ci facciano capire bene chi li rappresenta sul territorio e quale metodo useranno ad Anzio dato che un consigliere comunale ce l’hanno. Non abbiamo visto Cristoforo Tontini gioire per l’elezione di Casto (si veda nota sotto, però) ma intanto ha dichiarato che chiederà al prefetto di sciogliere il Consiglio anziate per i ritardi sul bilancio. Non avrà brillato in questi anni, ma lui è il rappresentante fino a prova contraria. E qual è il “meetup” giusto? E non sarà che questa “rete” nasconda moderne “correnti” di democristiana memoria? E’ una provocazione, sia chiaro, la lezione che arriva dal voto è chiara. Ma a Latina con due senatori e un deputato – che avevano poi lasciato il Movimento – e tre diversi “meetup” la certificazione delle liste non è arrivata.

Una cosa che ha quasi certamente favorito l’esperimento civico di Damiano Coletta, cardiologo che riesce con le sue liste dove il Pd e il centro-sinistra hanno fallito: mandare a casa dopo 23 anni un centro-destra litigioso e rancoroso, alle prese con lotte di potere che abbiamo visto anche a Nettuno (stesso protagonista, il coordinatore regionale di Forza Italia, Claudio Fazzone, Acqualatina sullo sfondo…). Un centro-destra che a Latina era “nato” come esperienza di governo con Ajmone Finestra nel ’93.

Mentre il Pd si “uccideva” sulle primarie, candidava cavalli di ritorno della Prima Repubblica, puntava a un uomo di partito che fa politica da quando era ragazzino come Enrico Forte, non si accorgeva di perdere proseliti e consensi. I cittadini gli hanno dato una lezione , Latina bene Comune e le sue liste hanno saputo interpretare meglio di chiunque altro ciò che il Pd doveva essere e non è stato dalla sua fondazione a oggi. Qualcosa che andava oltre il partito inteso in senso tradizionale e guardava, davvero, alla società civile. Una sonora lezione.

Buon lavoro a Casto, Coletta, a tutti i nuovi sindaci, di ogni schieramento. Ne hanno bisogno, ora questa voglia sacrosanta di nuovo e cambiamento è chiamata alla prova dei fatti.

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Vengo giustamente “richiamato” da Cristoforo Tontini. Non mi ero accorto, nel marasma elettorale, del suo post di complimenti a Casto. Correggo e chiedo scusa pubblicandolo. Questa era e resta una provocatoria riflessione sul voto….

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Se la politica scende ai mezzucci. A Nettuno (e altrove) non serve

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Non nutro grande simpatia per Beppe Grillo, è noto, ma ho rispetto immenso per le scelte degli elettori. Qualunque siano. A Nettuno i cittadini hanno mandato al ballottaggio Angelo Casto, candidato del Movimento 5 stelle, stimato funzionario di polizia, a sorpresa. Dovrà vedersela con Rodolfo Turano, stimato medico, che è arrivato al primo posto ed è a capo di una coalizione di parte del centro-destra con il “soccorso” degli assessori anziati Patrizio Placidi e Roberta Cafà che dalle urne, a dire il vero, non hanno avuto gran riscontro.

Alla vigilia del primo turno è uscita su facebook una notizia infondata relativa al figlio di Casto, prontamente rimossa e al centro di una denuncia. Adesso qualche buontempone – definiamolo così – fa le “pulci” alla sua possibile casta.

Speravo, dico la verità, che certe cose fossero finalmente superate dopo la guerreggiante campagna elettorale di tre anni fa, ad Anzio come a Nettuno. Invece ci risiamo. Qualcuno mi spiegherà che “è la politica….” Ma qui si va su vicende personali – che se uno diventa personaggio pubblico avrà anche il dovere di far conoscere, certo, eliminando eventuali incompatibilità che più della legge sono dettate dall’opportunità  – e non sui programmi.

Poi pazienza i candidati, ma cosa c’entrano quelli che non lo sono? E perché coinvolgerli? L’impressione è che quanti hanno fatto il post sul figlio di Casto e quanti  si sono impegnati nell’ultimo attacco – è stato lo stesso candidato a diffondere questo volantino e quello, improponibile, con la stella a 5 punte che ricorda le Brigate rosse – siano alla frutta.  Ed è bravo Casto  a non cadere nel facile paragone del “senti chi parla….” andando a scorrere candidati, potenziali eletti e loro associazioni, malgoverno del passato.

Il “grillino” non ha esperienza in un Comune, è vero. I suoi non ce l’hanno. Fanno proposte che potranno essere condivisibili o meno, ma se vincessero sarebbero i cittadini di Nettuno ad averlo decretato e loro stessi a dover giudicare, alle prossime elezioni.  Fa così tanta paura la scelta degli elettori? Ma dai…. Come ha detto un’arzilla ottantatreenne incontrata per Nettuno: “I so votati tutti, ecco come semo finiti, chesso (intendendo per Casto) de peggio che po’ fa?” Ecco, cosa può fare di peggio?

Un consiglio comunale sciolto in passato per condizionamento della criminalità, un giovane sindaco che al secondo mandato – dopo essersi “incartato” e aver perso pezzi per strada grazie a perdenti di successo perché “è la politica.…” – ha portato a un altro scioglimento anticipato, una situazione disastrosa alla quale il commissario ha  cercato di porre qualche rimedio. Poi i cittadini sono tornati a scegliere e domenica prossima decideranno a chi spetterà governare Nettuno.

Sul programma, sulla credibilità, sulle cose che faranno per i numeri civici, il parcheggione, le vicende urbanistico/edilizie delle quali da settimane parla Agostino Gaeta sulle sue pagine, le casse del Comune e via discorrendo.

Il resto, francamente, è fuori luogo. Lo dicesse a chiare lettere anche Turano, dissociandosi da certe iniziative.

*** Aggiornamento delle 18,54: apprendo dal Granchio che Turano ha preso le distanze. Bene.