Caso Savarino all’Anac, le questioni che restano aperte

sindacosegretario

Pompeo Savarino (a sinistra) e Luciano Bruschini

Sarà in ogni caso approfondita ogni valutazione necessaria in ordine alla compatibilità tra i fatti ascritti e la piena e completa operatività della funzione del responsabile per la prevenzione della corruzione e della trasparenza. Proprio al fine della miglior valutazione, il segretario generale della Giunta ha già informato l’autorità nazionale anti corruzione“.

Si conclude così la risposta che il presidente della giunta regionale, Nicola Zingaretti, ha inviato al consigliere Fabrizio Santori che aveva sollevato con una interrogazione il caso dell’ex segretario generale del Comune di Anzio, Pompeo Savarino. Quest’ultimo, infatti, è stato condannato in primo grado dalla Corte dei conti per un riconoscimento di “alta professionalità” al responsabile della segreteria del sindaco e dell’ufficio comunicazione che secondo la magistratura contabile non poteva essere fatto in quei termini e al quale la giunta provò a mettere una “pezza“. La decisione della Corte dei conti, ricordiamoci che è di primo grado e c’è ancora l’appello, si può leggere qui.

La vicenda, oltre che dai media locali, fu ripresa da Repubblica e il consigliere Fabrizio Santori di Fratelli d’Italia – molto attento alle vicende del nostro territorio – aveva presentato una interrogazione alla quale è giunta risposta. Il presidente Zingaretti sottolinea come Savarino stia facendo bene in Regione, come il fatto sia  avvenuto in un ente diverso e si tratti di “unica contestazione” (e vedi pure…), ma ovviamente mette le mani avanti e spedisce tutto all’Autorità nazionale anti corruzione, diventata una sorta di unto per tutti i mali e che spesso “insabbia” – nel senso che le cose si perdono nei meandri dei numerosi procedimenti aperti – anziché intervenire. Ma certo all’Anac  dovranno preoccuparsi, prima o poi, di quello che succede ad Anzio perché ad esempio questa vicenda dell’alta professionalità porta con sé – a cascata – un’altra serie di questioni. Se poi l’Anac vuole c’è pure qualche titolo sbagliato, qualche incompatibilità, ma restiamo alla vicenda attuale.

Savarino ha esercitato ad Anzio un ruolo da protagonista, da primattore, come fanno ormai i segretari generali anche e soprattutto nella funzione di responsabile della trasparenza e anti corruzione. C’è stato un momento in cui il “Palazzo” ha tremato perché l’allora segretario passava più tempo in Prefettura a raccontare di pressioni, a quanto pare, che in Comune. Poi è finito tutto in una bolla di sapone, come da italico andazzo.

Ma alcuni passaggi interni sono rimasti, quella “alta professionalità” è stata decisiva, ad esempio, per decidere chi dovesse diventare dirigente e capo di gabinetto del sindaco Luciano Bruschini, partendo da una posizione – ben nota a Savarino –  che il ministero dell’economia e finanze ritiene “illegittima” ma che in Comune (e non c’è motivo di dubitare, davvero) si dice ampiamente risolta.

Ebbene, a questo punto resta aperta un’altra vicenda che, di fatto, ci lascia in “eredità” per le scelte fatte e oggetto di contestazione l’ex segretario. Il compenso del capo di gabinetto. C’è una determina, è indicata una cifra consistente,  Marco Del Villano ha chiesto lumi in consiglio comunale e il sindaco ha detto che è sbagliata. Nessuno l’ha ancora revocata (o comunque all’albo on line non ve ne è traccia) così come non è ancora visibile la tabella dei compensi che su “amministrazione trasparente” deve comparire per ciascun dirigente. Com’era? 3.0…

Piccole questioni? Forse. Diciamo, come ripeto da tempo, legalità delle cose quotidiane. Di certo nulla contro le persone (si sta facendo un eccellente lavoro di comunicazione istituzionale, va riconosciuto), ripeto da tempo che sono i metodi che non condivido. E le cose, dopo Savarino, non è che siano cambiate. Anzi…

Tu chiamala se vuoi, trasparenza…

inchesavarino

La segretaria Marina Inches e il suo predecessore, Pompeo Savarino

Doveva riunirsi ieri la commissione trasparenza del Comune di Anzio. Lo apprendiamo da un post su facebook di Chiara Di Fede, cittadina impegnata e per questo “invisa” a chi “fa” politica su questo territorio, dove chi pensa con la propria testa diventa subito “nemico“.

Quella commissione non c’è stata perché i capigruppo che la compongono non si sono presentati. C’è stata la convocazione via mail, ma nessuno ha sentito il dovere di andare. Si vede che il problema, ad Anzio, non esiste. Almeno per i consiglieri comunali che nel brodo di coltura di questa politica sono nati e cresciuti o che sono stati ben presto “stregati” dal modo di fare dei più vecchi. Al netto di altri impegni, certo, magari ieri mattina qualcuno aveva un appuntamento di lavoro o questioni inderogabili da sbrigare. Comprendiamo, ma allora si è scelto di farsi eleggere per cosa?

Detto ciò dei consiglieri comunali, restano le dolenti note di un sito comunale fuorilegge per quanto riguarda la trasparenza. Il passaggio dal vecchio alla nuova segretaria generale non ha portato l’attesa ventata di novità. Com’era con Savarino, così è con la Inches. E non vengano a dirci che rispettiamo i parametri perché è vero solo dal punto di vista formale. Una beffa.

E’ vero che abbiamo tre siti (forse più) in uno, ma per esempio la convocazione delle commissioni dovrebbe essere pubblica, alla sezione dedicata non c’è traccia se non nel… 2011!. Su una parte del sito, perché su un’altra alla voce commissioni corrisponde il vuoto. L’ufficio relazioni con il pubblico? Eccolo, provate a entrare e a contattarlo….

Le ordinanze del sindaco? Tu dici, vai sull’albo on line e…. No! Si deve cercare su trasparenza.comune.anzio.roma.it quindi su provvedimenti, su provvedimenti organi di indirizzo politico amministrativo e qualcosa trovi.

Vogliamo parlare di determine che mancano, sono decine se non centina? Di quelle che inspiegabilmente escono dopo mesi? E guardate chi sono, ancora, i dirigenti del Comune: Pusceddu è ormai in pensione, di Schioppa si sono perse le tracce…. Ma è sulla Capo d’Anzio che ci superiamo. D’Arpino si è dimesso a gennaio ma è ancora lì, insieme allo stesso Pusceddu che pure ha lasciato e con l’ultimo bilancio pubblicato del 2014, quando la società ha approvato quello del 2015 e chi la “controlla” ha l’obbligo di renderlo pubblico. Andiamo così, un po’ a caso… Degli organi politici, per esempio, sappiamo chi è il presidente del consiglio comunale ma non redditi e quanto altro previsto. Non in questa sezione, almeno, perché se vediamo in quella del Consiglio comunale c’è. Ma devi avere tempo e voglia, cosa che difetta a molti in questa città. Ma sì, che vai a guardare….

La questione trasparenza è stata a lungo affrontata da Andrea Mingiacchi e dal Pd, il meetup “Grilli di Anzio” (grazie a loro è stato finalmente pubblicato il patrimonio) ha espresso alla neo segretaria tutte le sue perplessità, da questo umile spazio e prima ancora dalle colonne del “Granchio” sono state fatte segnalazioni continue. Inutilmente.

Si potrebbe andare avanti, ma interviene la carità di patria. Ci avevano promesso un Comune 3.0 ed è stata una bugia. Basterebbe questo – anche in maggioranza – per dire al sindaco: scusa, ma dobbiamo intervenire…. Evidentemente va bene così, vanno bene programmi informatici che vanno e vengono, scelti non si sa come e da chi, magari delle stesse aziende per le quali si è pure consulenti. Va bene tutto purché il cittadino non capisca o si ingegni per farlo. Trasparenza e accessibilità totale sono altro, forse anche di questo dovrebbe occuparsi una commissione che nemmeno riesce a riunirsi. E forse è bene che la responsabile di trasparenza e anti corruzione metta finalmente mano a questo sistema cervellotico.

Ah, già che ci siamo e visto che la vicenda è stata affrontata in una delle rare commissioni trasparenza che si sono riunite: i consiglieri morosi sono tutti in regola? La segretaria è al corrente di questa vicenda? L’opposizione ha nulla da dire? E alle osservazioni del Mef è stato mai risposto? E come? Vorremmo leggerlo sul sito. Se fosse davvero 3.0…..

 

 

 

 

 

Trasparenza, la condivisibile battaglia dei Grilli di Anzio e…

grilli

Il meetup “I Grilli di Anzio” ha incontrato ieri la segretaria generale del Comune. Di seguito la nota diffusa dopo l’incontro. Quella sulla trasparenza è una battaglia assolutamente condivisibile e anzi da ampliare. Il documento che riassume la situazione ( monitoraggio sito (1) ) è importante ma non sufficiente, dati i tempi che corrono. Va pure ricordato che sulla trasparenza – in tempi non sospetti – il Pd e in particolare Andrea Mingiacchi aveva svolto un lavoro di monitoraggio, mentre che sui rilievi del Mef è stato di recente Candido De Angelis a chiedere conto in Consiglio di che fine avessero fatto. Detto questo sappiamo che i “grillini” non mollano e ci permettiamo di suggerire altre questioni, mestamente segnalate anche da questo spazio. Grida vendetta il falso dell’Urp che c’è sulla carta ma è inesistente nei fatti. Se ne sono aggiunte altre, come la circostanza che la segretaria – cosa che a Savarino venne aspramente contestata – è al tempo stesso responsabile dell’anti corruzione ma gestisce fondi di bilancio (Cfp e l’intera area amministrativa, l’ex segretario solo le assicurazioni), l’introvabile bilancio della Capo d’Anzio, nonché la beffa 3.0 – ma è senza dubbio questione secondaria – dei due segretari che firmano le delibere del nostro Comune. Come il meetup auguriamo un cambio di rotta e continueremo a monitorare.

***

La nota dei Grilli di Anzio: “Oggi si è svolto presso Villa Sarsina l’incontro tra una rappresentanza del nostro gruppo e il Segretario Generale Dott.ssa Inches, che gentilmente ci ha accolto su nostra richiesta nel suo ufficio e ascoltato con grande interesse riguardo le criticità in merito alla trasparenza amministrativa dopo il monitoraggio da parte nostra del sito istituzionale del Comune di Anzio, nonché riguardo ad alcune mancanze già messe in evidenza dal nostro Meetup, una su tutte la mancanza di un ufficio URP. Molti gli argomenti toccati e le mancanze sottolineate. Abbiamo messo in luce la totale difficoltà da parte dei cittadini di reperire notizie e documenti in merito a parte dell’attività amministrativa, nonché l’assenza di regolamenti, delle commissioni consiliari (mancano i membri esterni ed interni, nonché quando esse vengono convocate) o l’incompletezza delle determine,quasi sempre prive di allegati

La Dott.ssa Inches si è mostrata disponibile e attenta nella materia e interessata a trovare soluzioni condivise che possano avvicinare l’Ente al cittadino anche attraverso l’uso del sito istituzionale

Ci auguriamo che con lei la Città trovi un aiuto concreto nel recuperare quella trasparenza che ad oggi manca ancora sotto molti aspetti. Auspichiamo, quindi, un cambio di rotta con la linea portata avanti fino ad oggi dal precedente Segretario Generale.

Da parte nostra continueremo a monitorare sito ed attività di questa amministrazione, sempre dalla parte del cittadino, e a segnalarne le mancanze

in allegato il documento consegnato al segretario generale con le principali criticità rilevate

Cordiali saluti”

Per Meetup Grilli di Anzio

Rita Pollastrini

Il 3.0 tradito dal copia e incolla, il Comune ha due segretari

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I modelli, evidentemente, sono già predisposti e cambiarli deve essere un problema. Così nelle delibere pubblicate oggi, tra le quali un avviso pubblico al quale manca solo il nome del vincitore, scopriamo che il Comune di Anzio ha due segretari.

Ovviamente non è così, Pompeo Savarino è alla Regione e Marina Inches in Comune, solo che la prima volta – quando è stata approvata la nuova dotazione organica – nessuno ha letto gli allegati e su uno di questi figura ancora l’ex segretario. Oggi c’è di più, il verbale è firmato dal sindaco e dalla segretaria, poi la delibera è “esecutiva” con la firma di Savarino, quindi la segretaria torna a firmarla come “eseguibile

Copia e incolla del 3.0 de noantri, non c’è dubbio. E che vai a guardare…. Ma sì, che vai a guardare. E che ancora ti batti per la trasparenza? La stessa segretaria firma come dirigente dell’area amministrativa l’avviso pubblico che porterà dritto dritto Luigi D’Aprano – o solo chi ha avuto esperienze in tributi e affini per cinque anni –  l’area finanziaria, ma fatichiamo a trovare il decreto con il quale è stata nominata dirigente dell’area stessa.

E siccome per Savarino, noi e altri, ci preoccupavamo dell’incompatibilità del ruolo di responsabile dell’anti corruzione con quello di gestione, lo ripetiamo anche qui. Così, per dire. Perché siamo ad Anzio, che vai a guardare?

ps, speriamo che la segretaria e dirigente metta mano presto a un sito carente sotto numerosi punti di vista e che ci faccia sapere presto in quale sezione del sito troveremo il bilancio della Capo d’Anzio, società ancora partecipata al 61% del Comune. Non tutti sono rompiscatole come chi scrive e vanno a cercare i bilanci sul sito della Camera di commercio…. Grazie!

 

Mandelli e la Bandiera blu, non solo cattive notizie. Anche se…

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Da sinistra Katya Farina, il professor Mandelli e Laura Nolfi

Ha ragione l’assessore Laura Nolfi quando parla di “data storica” riferendosi alla visita del professor Franco Mandelli nella nostra città. La sua relazione, la grande partecipazione di pubblico, la “lezione” che alla sua età Mandelli è ancora in grado di dare anche a tanti giovani e rampanti medici, ma anche ai cittadini, sono una bella pagina. Chi non c’era – come il sottoscritto – ha perso un’occasione ma per fortuna la tecnologia ci aiuta e bene ha fatto il Comune a inserire il video integrale sul sito istituzionale.

Toccante Mandelli, ma anche le testimonianze che sono arrivate. Buona l’idea di coinvolgerlo, eccezionale la sottolineatura da parte sua di ciò che rappresentano i volontari nel sostegno alle attività ospedaliere e non solo.

Un solo peccato: la ridotta rappresentanza istituzionale. L’assessore Nolfi, il suo collega Bianchi e cinque consiglieri comunali (Amabile, Geracitano, Lo Fazio, Maranesi e Mingiacchi) degli altri nessuna traccia. Né il sindaco facente funzioni – che pure con tanto di fascia al museo dello sbarco aveva ricevuto il vice ammiraglio della flotta Usa – né il presidente del consiglio comunale, altri assessori o eletti. E pure c’era un personaggio unico in Italia. Avevano altro da fare, non c’è dubbio, e saranno sicuramente giustificati,  ma il ruolo istituzionale imporrebbe altro. O almeno lo stesso interesse di convegni che sanno di ricerca di voti, presentazione di liste nella vicina Nettuno, ricerca di biglietti per eventi a Villa Adele e via discorrendo… E speriamo non c’entrino le “strategie” che accompagnano la maggioranza anziate.

All’evento di ieri la notizia, attesa, di oggi. La conquista della Bandiera blu. Ogni anno la stessa storia: ma la meritiamo? Guardiamo il lato positivo: è l’unico Comune in provincia di Roma, ci sono parametri che evidentemente rispettiamo, è un biglietto da visita che andrebbe sfruttato di più e meglio. Quello negativo: se il biglietto da visita sono certi cumuli di rifiuti meglio lasciar stare, la situazione è penosa in larga parte del territorio  e continuiamo a non conoscere i dati con i quali il Comune partecipa.

Speriamo che quelle di Placidi non siano le ennesime promesse e che si vada tutti – a cominciare dai cittadini poco civili – nella stessa direzione sulla raccolta e smaltimento dei rifiuti. I “giochetti” non sono ammessi. Sulla Bandiera blu auspichiamo trasparenza assoluta: si pubblichi il dossier con il quale è stata ottenuta, poi basta polemiche e facciamone un’occasione di crescita  e non di scontro perpetuo.

A proposito di trasparenza, salutiamo il segretario generale Pompeo Savarino che dall’1 giugno andrà in Regione per un nuovo incarico, che è il responsabile dell’ente per questo e l’anti-corruzione. Speriamo che il suo successore parta dalle pubblicazioni sul sito istituzionale, ancora troppo carenti. A Savarino, in ogni modo, sinceri auguri di buon lavoro.

Morosi, niente nomi. Ma che fine hanno fatto?

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Il segretario comunale (a sinistra) e il presidente del consiglio comunale

Era questione di qualche giorno, sono passati ormai quattro mesi e non sappiamo ancora – né sembra interessare ai consiglieri comunali che pure si stracciarono le vesti per l’uscita della notizia – chi sono gli eletti o gli assessori “morosi” nei confronti del Comune di Anzio.

La vicenda, sollevata dall’ufficio politiche delle entrate per circa 400.000 euro, riguardava sedici tra consiglieri e assessori, direttamente o per società legate a familiari o per le quali si possedevano delle quote. Abbiamo provato a chiedere i nomi, ma ci sono stati negati per la privacy, cosa confermata anche dal difensore civico dell’Area metropolitana. Non potremo sapere chi sono i rappresentanti eletti o che svolgono un ruolo pubblico in giunta, morosi nei confronti dell’ente nel quale prendono decisioni o svolgono un ruolo amministrativo.

Se esistono e che cosa è successo, però, sarebbe ora di renderlo noto. Finora l’unica cosa che sappiamo è che ci sono state le lettere dell’ufficio, quindi si è cercato di ridimensionare la vicenda a “solo” 30-40.000 euro, ma ignoriamo se l’ufficio inviando quelle lettere avesse ragione o meno. E se la situazione è stata sanata oppure no ovvero se, da allora, c’è chi è rimasto in consiglio o in giunta come incompatibile.

Passato il Santo, come diciamo da queste parti, finita la festa. Archiviato lo stucchevole Consiglio dedicato al termine “sgarrupato” usato in questo spazio, ci si è dimenticati della vicenda. Lo hanno fatto per primi coloro che  pure avevano avviato il dibattito. Il presidente dell’assemblea, Sergio Borrelli, ha detto che gli uffici stavano lavorando. Che fine abbiano fatto i dati, però, non lo sappiamo.

Sentiamo dire – e magari qualche consigliere di quelli che tanto si animarono, a cominciare da Ivano Bernardone,  dovrebbe chiedere conferma – che pochi hanno pagato o si sono messi a rate. Non solo, c’è chi avrebbe “rimosso” la potenziale incompatibilità lasciando quote societarie.

Fossero anche 10 euro che un consigliere o un assessore deve al Comune – al netto di dimenticanze e difficoltà del momento – possibile che nell’era del 3.0 non si debba sapere una cosa del genere? Comprendiamo che la politica tenda a rinviare, auto assolversi, comprendere e via discorrendo, ma i tecnici? Il segretario generale, nonché responsabile dell’anti corruzione, ha nulla da dire in materia? Non a chi scrive, certo, ma al Consiglio comunale ovvero alla città.

Fiorillo e il suo “caso”. L’avvocato spiega

L’avvocato Guido Fiorillo sceglie questo spazio per dire la sua sul presunto “caso” rispetto alla transazione con il Comune di Anzio che tante polemiche ha creato e ha portato la Finanza ad acquisire atti. Pubblico volentieri questa spiegazione, concordando assolutamente sulla riflessione che la stampa ha sempre il dovere di verificare.

***

Approfitto del Tuo blog, che seguo anche in modo critico, ma che ritengo certamente improntato a competenza, per rispondere alle tue espresse perplessità sulle causali di certi comportamenti: scusa se lo dico, non sono “bordate” ma ben altro.
Avevo deciso di non replicare in sede pubblica ma evidentemente il silenzio è stato confuso con debolezza: così non è, e ho deciso di precisare qui qualcosa sul “caso Fiorillo” ( come un testata online ha definito la questione).
Non ho rapporto alcuno con la “stampa locale” figuriamoci se so come “passare sotto banco” un documento o una notizia: non tutti gli avvocati sono qualcuno pensa che debbano essere.
La (cd) stampa locale ha dato risalto a dichiarazioni, tra l’altro, diffamatorie della mia persona, ma voglio rappresentarti che, contrariamente a quanto si è voluto dolosamente esporre ( per fini a me formalmente ignoti ma comprensibili) le parcelle oggetto di transazione, non portano ad una liquidazione di Euro 55.000,00 in mio favore ( e tale importo sarebbe anche sempre di vantaggio per l’ente) ma, a circa 43.500,00; l’iva e la Cassa Forense ( più o meno il 26%) non sono componenti della parcelle; era ed è chiaramente scritto nella determinazione che l’importo è omnicomprensivo e l’Iva e Cap sono somme a carico esclusivo del cliente; dai la notizia al lordo e l’effetto è maggiore!
Si tratta di somme che appaiono comunque ingenti in questo periodo ma sono riferite ad anni di lavoro: sono cause che ( a seconda) vanno dal 2003 al 2014!
In epoca di trasparenza ( poco nota da queste parti e questo è stato anche motivo di dissidio in passato) è bene che si sappia come stanno le cose.
Le stesse attengono a vertenze contro:
Soc. Ecoambiente srl: è una causa per E. 1.586.000,00 di valore- sentenza di assoluzione per l’ente e incarico cessato nel marzo 2014; compenso come da D.m. 55/14 ( al minimo) € 25.623,10 oltre Iva e Cpa;
Soc. Immobiliare Cincinnato srl: definita con estromissione dell’ente dopo alcune udienze (valore 1.500.000,00- incarico cessato 2012) compenso ( al minimo) 11.100,00 oltre Iva e Cpa come da D.M. 55/14: Ordinanza favorevole; certamente la parcella mi fu contestata dal Segretario Comunale ( aggiungo motivazioni infondate!);
Ater Provincia di Roma: D.I., opposizione ed esecuzione forzata presso terzi; valore oltre 2 milioni: transatta e definita nel 2009 ( favorevolmente) compenso da d.m. E. 25.623,10 oltre Iva e Cpa non computando la fase esecutiva; l’Ente oltre ad aver ricevuto immobili dovrebbe aver incassato le somme ivi previste;
Soc. D&d srl: valore E. 500.000,00 sentenza favorevole; primo grado e appello sulla giurisdizione; compenso circa E. 20.000,00 oltre Iva e Cpa ( al minimo) come da D.M. ( incarico dal 2003 al 2014); ( per questa parcella neanche un riscontro ho avuto dall’Ufficio)
Sigg.ri Mangiapia: domanda di pagamento per euro 160.000,00 liquidati 110.000,00 con condanna dei chiamati in causa ( 6 persone) compenso da d.m. 8.950,00 Euro oltre Iva e Cpa. (certamente la parcella mi fu contestata dal Segretario Comunale- aggiungo motivazioni infondate!).
Tutte parcelle sono ai minimi previsti dalle norme vigenti e passate e non sono “d’oro”; farebbe bene la cd. Stampa a verificare ciò che scrive!! Sono somme certamente rilevanti ma da rapportare agli anni di lavoro professionale.
Riguardo alle contestazioni che mi pervennero dal Segretario Comunale ( trascrivo per trasparenza), oltre ad aver replicato alle stesse, scrissi formalmente al Sindaco ed al Vice-Sindaco (nel maggio del 2014):
a- “come ho già avuto modo di informare le SS.LL. ( cui ho inviato note per conoscenza) con il dirigente dell’area nominata Avv. Pompeo Savarino, sono sorti contrasti per speciose questioni dal medesimo sollevate prive, a parere dello scrivente, di supporto sia fattuale che giuridico ( sul punto potrete verificare la questione presso il servizio legale);
b- lo scrivente, come ha avuto di comunicare al funzionario, ritiene che i comportamenti serbati dal medesimo nei propri confronti, siano stati tenuti con il fine di ottenere la risoluzione del rapporti e dei mandati con il Comune di Anzio;
c- prescindendo da comportamenti serbati dallo stesso (per ritardi tenuti, per affermazioni improprie quando difetta la materia giuridico- fattuale di riscontro) per i quali l’ho personalmente costituito in mora, rappresento, doverosamente alle SS.LL. quanto segue:
1- “ho inviato all’ente due parcelle afferenti ai giudizi c/ Mangiapia ed “Ipi srl” redatte conformemente ai principi di cui all’ex dm 140 del 2012 ( che peraltro è mero parametro di riferimento) tenendo presente i parametri legali per la elaborazione della parcella ( valore, difficoltà esito etc);
2- a tali parcelle il funzionario ha replicato deducendo questioni che non attengono al merito delle parcelle, né con questioni che avessero un minimo supporto giuridico-fattuale esprimendo concetti conseguenti altri presupposti che nel merito sconoscono la legge professionale ma anche il codice civile;
3- inoltre, anche un’ altra parcella sulla quale il funzionario nulla poteva dire è stata liquidata solo quando se ne è informato il Responsabile della Anti- corruzione e non credo che, nonostante il grave ritardo e disparità di trattamento con altri avvocati, il preposto abbia potuto far qualcosa in considerazione del fatto che è la medesima persona”.
Tanto per la cronaca: il Sindaco per ben due volte ha adottato provvedimenti specifici per le mie parcelle. Di ciò gli rendo merito riaffermando anche qui, nella sua persona, stima; il dott. Pusceddu ha agito solo a seguito di specifica disposizione ed io rileggendo la missiva mi scopro veggente.
Le vertenze sono state definite dal 2009 al 2014 e le fatture e notule sono dei primi mesi del 2014 e NON me la sono “cavata” con una sola udienza ( magari non discussa) ma con anni di cause difficoltose oltre la media: il risultato favorevole per l’Ente è scritto negli atti.

Riguardo al fatto che abbia difeso, in passato, il Dirigente affermo che l’incarico è cessato e non vi è alcuna ragione di astensione; riguardo al riferimento alla circostanza che trattavasi di cd. “debiti fuori bilancio”, è una impropria, infondata (avulsa dal mondo giuridico) tesi del Segretario Comunale (fu Lui a scriverlo a me) confutata da diverse decisioni della Corte dei Conti che mi premurai ( invano!) di inviare.
L’importo determinato ( circa 43.500,00) è ovviamente al netto degli accessori che la legge impone al cliente; è stato da me proposto e determinato perché, allo stato, come ho scritto nella proposta, non è più mia intenzione avere rapporti con il Comune di Anzio in quanto, con mio orgoglio, mi pregio di avere la disistima di un Assessore, un Dirigente e un Funzionario oltre evidentemente almeno un Consigliere Comunale ( per quanto sappia); per il bene della serenità mi sono permesso di rinunziare a somme che mi erano dovute.

Certamente ha ragione un noto politico locale nel dire che “ se l’è cercata”; ma la legalità, l’onestà e la competenza sono conquiste che devono essere difese da impropri comportamenti; e me la sono cercata (forse) per avere scritto, che a qualcuno non andava protestata la mora a seguito della vicenda Mef ma pretesa la restituzione di denaro essendo le somme dovute e superflua ogni contestazione ( qualcosa in più delle mie parcelle)!
Mi astengo, comunque, dal riferire perché abbia ulteriormente ma infondatamente guadagnato siffatto onore: ma, tanto è.
Ovviamente l’avvenuta cancellazione dall’elenco dei difensori dell’Ente lo ritengo un provvedimento illegittimo (se non abusivo) ma poco mi interessa perché tale è il sistema ed in qualche modo mi libera da rapporti ormai divenuti non sopportabili.
Ogni documento atto e quanto altro è verificabile e bene farà chi di dovere a verificarlo.
Scusa della intromissione, della prolissità; della presente puoi farne ciò che vuoi.
Cordialità
Guido Fiorillo

Il sindaco che ci ripensa, il segretario, il gioco delle parti. La città può attendere

Pompeo Savarino (a sinistra) e Luciano Bruschini

Pompeo Savarino (a sinistra) e Luciano Bruschini

La disputa interna al Comune di Anzio, dove ormai da anni andiamo sostenendo che esiste una “guerra” tra politica e dirigenti, tra dirigenti stessi, tra questi e il segretario, si è ulteriormente palesata in questi giorni dopo la sospensione decretata da Pompeo Savarino – segretario generale e responsabile dell’anticorruzione – della dirigente Angela Santaniello condannata in primo grado per abuso d’ufficio.

Un gioco delle parti che ha avuto risvolti politici perché le scelte del segretario, a quanto sembra, non sono state gradite. La sospensione in primo luogo, l’indicazione della funzionaria per la pubblica istruzione subito dopo.

Ma cosa ha fatto il segretario? Quello che al momento dell’arresto della Santaniello, a novembre 2012, fece il direttore generale Franco Pusceddu: ha indicato due funzionari “spacchettando” le deleghe che aveva la dirigente e facendo firmare a loro gli atti finali ovvero le determine. Tornata la Santaniello, tutto è ripreso come prima. Adesso che lo fa il segretario non va bene? O non va bene solo chi è stata nominata all’istruzione? E perché? Ce lo dicano l’assessore Nolfi e il primo cittadino Bruschini. Ai cittadini, ma anche ai quattro forzisti che a questo sistema di restaurazione non ci stanno e sono pronti ad aprire la crisi.

Sì, perché allora il sindaco accettò le scelte di Pusceddu, questa volta ha deciso di fare diversamente e ha nominato – o si appresta a nominare – proprio l’ex direttore generale dando a lui una delega a interim al posto della Santaniello. Avrebbe spiegato ai consiglieri di maggioranza che chiedevano lumi la necessità di sostituire un dirigente con un altro. A novembre 2012 andò diversamente, ma tant’è.

Nel gioco delle parti – alla faccia dei servizi per i cittadini e del funzionamento del Comune, la città può attendere – oggi il “nemico” è il segretario generale. Che avrà pure i suoi difetti, sarà stato protagonista anche a Civitavecchia di qualche disputa (ma si sapeva, come era noto chi fosse Bartolomeo Schioppa), ma è pur sempre chi è chiamato a far rispettare le regole.

Bruschini deve aver cambiato idea su di lui, insieme a buona parte della maggioranza, del resto il sindaco qualche mese fa voleva chiamare i carabinieri perché dirigenti e dipendenti non lavoravano abbastanza, ma non risulta che l’Arma sia mai arrivata in Comune per questo.

In particolare deve averla cambiata su Savarino. Già perché poco più di un anno fa, in occasione del ballottaggio, anziché essere in Comune nel suo ufficio a sovrintendere le operazioni elettorali, il segretario era nel quartier generale del sindaco al ristorante “Boccuccia” dove si festeggiava la vittoria appena ottenuta. E di recente il segretario ha “tollerato” i 10′ di ritardo sull’avvio del consiglio comunale, prima ancora ha “tollerato” che si aspettasse ad adeguare il sito del Comune al decreto legislativo 33/2013, in passato ha affermato di non aver mai ricevuto il parere del Ministero dell’Interno che pure aveva chiesto lui sulla posizione di incompatibilità di Patrizio Placidi, tirato fuori un anno dopo dal “Granchio” e sparito in Comune.

Ora che Savarino ha deciso di svolgere fino in fondo il suo ruolo, compreso quello di responsabile dell’anti-corruzione e adesso che ha indicato una funzionaria “sgradita” alla pubblica istruzione, nel gioco delle parti tutti ce l’hanno con lui. Che starà pure giocando la sua di parte, ma ha un ruolo che impone il rispetto della legalità. Se Savarino andava bene prima, deve andare bene anche adesso… Qualcuno evidentemente non la pensa così

Trasparenza negata anche tra uffici. Il caso mense all’anticorruzione

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Forse è qualcosa di più del “messaggio” mandato dal capogruppo di Forza Italia Marco Maranesi, il quale oggi torna sulla caso – dopo le polemiche a distanza con l’ex assessore Del Villano e l’attuale  Nolfi – e chiede l’accesso agli atti. Sulla vicenda mense è investita, lo apprendiamo da Controcorrente, niente meno che l’autorità nazionale anti corruzione.

Tra segretario e dirigenti, è noto, non corre buon sangue. Ma perché non inviare la documentazione richiesta? Si ricorderà che lo stesso segretario Pompeo Savarino aveva sollevato delle perplessità rispetto alla composizione della commissione – ignorate dall’opposizione al primo consiglio utile – dopo quelle di alcuni consiglieri di maggioranza, rispetto alle procedure seguite per la gara. Perplessità che la dirigente, Angela Santaniello, aveva liquidato sostenendo la regolarità di ciò che aveva fatto e scrivendo persino al Prefetto. La gara è andata avanti, un ricorso al Tar di una delle aziende escluse ha visto il Comune vincere su tutta la linea, il servizio è partito e sembra funzionare, ma oggi scopriamo che di quella documentazione non viene fornita copia.

Francamente ci sfugge il motivo. Della grande attenzione sull’appalto mense da una parte – non sul servizio ai bambini, attenzione, quello sembra interessare ben pochi – e dei documenti negati dall’altra.

Se la trasparenza tra uffici è questa, figuriamoci quella nei confronti dei cittadini…