Pizza, hotel e cartelli. Anche nei fuori bilancio il “sistema Anzio”

All’ordine del giorno del consiglio comunale convocato per il 5 febbraio ci sono una mole di debiti fuori bilancio. L’eredità del sindaco Luciano Bruschini e della sua amministrazione, ben nota al predecessore/successore che per un periodo ha “tuonato” e poi i bilanci li ha votati. Ma non è solo questo il punto. In quei numerosi atti da approvare c’è un sistema di gestione fallimentare. Ci sono posizioni non liquidate benché ci fossero gli “impegni” sul bilancio, seguiti a previsioni di spesa, ma soprattutto ci sono situazioni di dubbia provenienza rispetto all’articolo 191 (fossi soprattutto nei giovani consiglieri di maggioranza, prima di alzare la mano lo rileggerei bene) del testo unico degli enti locali. E che confermano il “sistema Anzio”.

Un paio, in questo umile spazio, furono segnalate a suo tempo. Si va in consiglio comunale, per esempio, per i cartelloni che nel 2013 nessuno chiese sulla bandiera blu e per i quali l’ex sindaco dispose di non opporsi al decreto ingiuntivo fatto dall’azienda. Su quei cartelli, nella campagna 2013, De Angelis fece giustamente fuoco e fiamme, Bernardone andò in Procura (ma conosciamo Velletri, quindi fece probabilmente un viaggio a vuoto), oggi il sindaco paga. E certo, sembra si sia obbligati a farlo, ma al posto suo avrei cercato ogni strada per dire: no, grazie, se la vedano altri. Quando la vicenda venne resa pubblica De Angelis – ma anche Fontana, Ranucci, Ruggiero… – erano opposizione (!?) ma nulla fecero. Oggi pagano, anzi mettono a carico dei cittadini ciò che la loro alleanza ha fatto per la campagna elettorale di Bruschini e Placidi – allora avversari – del 2013.
Allora, se pure siamo obbligati a deliberare, comunque il sindaco faccia di tutto perché alla fine paghi chi ha fatto quel debito. Anche se oggi è nella sua maggioranza. Per chi vuole, la storia è riassunta qui

E si va in consiglio comunale – molto probabilmente, anche se spero di essere smentito e perciò chiedo scusa sin d’ora – per un singolare conto tra il Comune e l’hotel dell’ex assessore, consigliere e oggi attivista Udc Succi. La vicenda si può leggere qui. E’ questo il debito?

Quello che avevo solo sentito dire ma che mai immaginavo diventasse un debito fuori bilancio è relativa al conto di Pizzamore, dove qualcuno dal Comune mandò a mangiare i ragazzi del gemellaggio con dire che poi si sarebbe pagato… Ovviamente non c’era impegno e nulla, oggi lo ritroviamo tra i fuori bilancio. Che a chiedere quella cena, oggi a carico della collettività, fosse chi ancora oggi naviga dalle parti della maggioranza è semplicemente scontato.

Il “sistema Anzio” è anche questo…

Placidi accetta la sfida, ecco i dati della Bandiera blu

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Nella polemica che ogni anno accompagna la conquista della Bandiera blu – che resta un biglietto da visita per la città, a parere di chi scrive – è stato chiesto qui e da più parti di avere i dati attraverso i quali il Comune si è aggiudicato il vessilo della Fee.

L’assessore Patrizio Placidi ci ha messo un po’ (e sul caso c’era anche un accesso agli atti inevaso del Meetup “Grilli di Anzio”), quindi ha scelto di pubblicare su facebook (il 3.0 fai da te…) il dossier che è possibile scaricare qui.

Il materiale va ovviamente approfondito e ci riserviamo di farlo, quello che balza agli occhi rispetto alla riserva di Tor Caldara, ad esempio, è l’assenza del progetto “La scuola nel bosco dei conigli”. Qualche perplessità emerge, a una prima vista, sulle quantità dei rifiuti differenziati rispetto a quelle riportate nell’ultimo piano finanziario passato in consiglio comunale, così come sull’accessibilità ai disabili in tutti gli arenili candidati.

Ora, comunque, conosciamo gli atti e possiamo farci un’idea. Fermo restando che la Bandiera blu era, è e resta un’occasione, se e come sfruttarla dipende da chi amministra. Qui, purtroppo, farla sventolare in una città che continua a essere sporca in molte zone e manca di molti servizi, somiglia più a una beffa.

Mandelli e la Bandiera blu, non solo cattive notizie. Anche se…

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Da sinistra Katya Farina, il professor Mandelli e Laura Nolfi

Ha ragione l’assessore Laura Nolfi quando parla di “data storica” riferendosi alla visita del professor Franco Mandelli nella nostra città. La sua relazione, la grande partecipazione di pubblico, la “lezione” che alla sua età Mandelli è ancora in grado di dare anche a tanti giovani e rampanti medici, ma anche ai cittadini, sono una bella pagina. Chi non c’era – come il sottoscritto – ha perso un’occasione ma per fortuna la tecnologia ci aiuta e bene ha fatto il Comune a inserire il video integrale sul sito istituzionale.

Toccante Mandelli, ma anche le testimonianze che sono arrivate. Buona l’idea di coinvolgerlo, eccezionale la sottolineatura da parte sua di ciò che rappresentano i volontari nel sostegno alle attività ospedaliere e non solo.

Un solo peccato: la ridotta rappresentanza istituzionale. L’assessore Nolfi, il suo collega Bianchi e cinque consiglieri comunali (Amabile, Geracitano, Lo Fazio, Maranesi e Mingiacchi) degli altri nessuna traccia. Né il sindaco facente funzioni – che pure con tanto di fascia al museo dello sbarco aveva ricevuto il vice ammiraglio della flotta Usa – né il presidente del consiglio comunale, altri assessori o eletti. E pure c’era un personaggio unico in Italia. Avevano altro da fare, non c’è dubbio, e saranno sicuramente giustificati,  ma il ruolo istituzionale imporrebbe altro. O almeno lo stesso interesse di convegni che sanno di ricerca di voti, presentazione di liste nella vicina Nettuno, ricerca di biglietti per eventi a Villa Adele e via discorrendo… E speriamo non c’entrino le “strategie” che accompagnano la maggioranza anziate.

All’evento di ieri la notizia, attesa, di oggi. La conquista della Bandiera blu. Ogni anno la stessa storia: ma la meritiamo? Guardiamo il lato positivo: è l’unico Comune in provincia di Roma, ci sono parametri che evidentemente rispettiamo, è un biglietto da visita che andrebbe sfruttato di più e meglio. Quello negativo: se il biglietto da visita sono certi cumuli di rifiuti meglio lasciar stare, la situazione è penosa in larga parte del territorio  e continuiamo a non conoscere i dati con i quali il Comune partecipa.

Speriamo che quelle di Placidi non siano le ennesime promesse e che si vada tutti – a cominciare dai cittadini poco civili – nella stessa direzione sulla raccolta e smaltimento dei rifiuti. I “giochetti” non sono ammessi. Sulla Bandiera blu auspichiamo trasparenza assoluta: si pubblichi il dossier con il quale è stata ottenuta, poi basta polemiche e facciamone un’occasione di crescita  e non di scontro perpetuo.

A proposito di trasparenza, salutiamo il segretario generale Pompeo Savarino che dall’1 giugno andrà in Regione per un nuovo incarico, che è il responsabile dell’ente per questo e l’anti-corruzione. Speriamo che il suo successore parta dalle pubblicazioni sul sito istituzionale, ancora troppo carenti. A Savarino, in ogni modo, sinceri auguri di buon lavoro.

Bandiera blu: dubbi, pro e contro. Ma è meglio ottenerla

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Nell’indimenticabile trasmissione tv “Quelli della notte” il buon Catalano avrebbe detto “Meglio avere la bandiera blu che non averla“. La pensavo e la penso così, ricordando che ogni volta che si ottiene si apre una polemica senza fine e si perde la possibilità  di costruire – intorno alla bandiera blu – un’occasione promozionale.

Fatta questa premessa, va intanto riconosciuto all’assessore Patrizio Placidi di aver centrato il risultato. Lo dico senza ironia, perché al contrario di quello che pensano in tanti non basta “pagare” per avere il vessillo – lo farebbe chiunque – e i criteri ci sono. Possiamo ragionare su come vengono verificati, ma esistono. Tanto che quest’anno la bandiera arriva per solo una parte di litorale – ma questo non vuol dire che altrove non si può fare il bagno – ovvero le riviere di Levante e Ponente, e Tor Caldara.

Come aveva fatto due anni fa, adesso Placidi dovrebbe avere il coraggio di rendere pubblico il questionario e farci capire cosa ha risposto il Comune e ciò che è stato verificato dalla Fee.

Perché i dubbi, inutile dirlo, ce li abbiamo tutti. Assessore compreso, c’è da immaginare. Basta aggirarsi per via Ambrosini di buon mattino per sentire un odore nauseabondo arrivare dai cassonetti che nessuno lava da chissà quando, per esempio, girare per la città piena di discariche abusive (che certo non dipendono da Placidi, ma per il quale dopo l’invenzione sotto inchiesta degli “ispettori” poco o niente è stato fatto) passare per Ponente e vedere ancora i cassonetti stracolmi, non avere dati certi sulla differenziata, non sapere quali iniziative di educazione vengono svolte e via discorrendo fa sorgere i dubbi.

Ci sono i pro, però, essere nel novero delle bandiere blu, essere l’unica città in provincia di Roma, avere una eco mediatica che altri non hanno. E i contro: rischiare canoni demaniali più alti anziché essere “premiati” dalla Regione Lazio, non fare della bandiera blu un’occasione di reale sviluppo, mettersi nella condizione quando ci sono situazioni come quelle citate di farsi dire “Ah, questa sarebbe la bandiera blu…”

In ogni modo, facendo per una volta “sistema“, avendo una visione che va oltre le associazioni specializzate in mercatini d’ogni genere o singolari iniziative, il vessillo potrebbe rappresentare qualcosa di importante. Per questo è sempre meglio averlo. Ma adesso, assessore, si rendano noti i dati. Grazie!

Bandiere e vele al vento tra fiducia, scetticismo e sporcizia

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Arriva la bandiera blu e le critiche si sprecano. E’ una buffonata, quando va bene…, è comprata per chi è ancora più critico. Da dove derivino certezze del genere è tutto da capire, mentre aspettiamo ancora che il Comune renda note le risposte date al questionario della Fee, la federazione che poi assegna il riconoscimento. Sarebbe un bel passo avanti nella conoscenza.

Arrivano le “vele” di Legambiente, invece, e nessuno parla. Certo ad Anzio sono solo 2 sul massimo di 5, non si può parlare di un successo, ma sono ormai anni che l’associazione ambientalista inserisce la spiaggia di Capocotta fra quelle anziati quando è noto che è a Ostia… Ecco, se la Fee non è affidabile per motivi che nessuno ci spiega ufficialmente, può esserlo Legambiente che persiste in un errore del genere?

Ma sappiamo quanto scrupolo mettono a Legambiente in cose del genere, sarà una svista come scrivere Palamarola e non Palmarola vicino alle “vele” di Ponza, quindi ci fidiamo. E se è affidabile l’associazione ambientalista altrettanto deve esserlo la Fee.

Ecco, cerchiamo di finirla con la cultura del sospetto per il sospetto, facciamo di bandiere e vele dei reali biglietti da visita, pretendiamo di conoscere i dati e pungoliamo gli amministratori e soprattutto chi fa queste ricerche, affinché ottenuti i riconoscimenti poi si faccia di tutto per mantenerli.

Se alla Fee – per esempio – qualcuno vedesse la spiaggia delle grotte di Nerone , anche solo collegandosi a facebook (https://www.facebook.com/consales.gabriella/posts/10201157332775039) sfogliando il Granchio di oggi o leggendo su Inliberauscita.it (http://www.inliberuscita.it/immagini/34767/grotte-di-nerone-montagna-di-rifiuti-la-denuncia-su-facebook/) la bandiera andrebbe revocata subito. Per questo sarebbe ora che il Comune si muovesse per andare a ripulire, ma soprattutto si decidesse ad affrontare un problema che puntualmente si ripresenta ogni stagione. Colpa di zozzoni incivili, non c’è dubbio, ma anche di chi preferisce aspettare l’ultimo istante e magari la cooperativa del politico di turno prima di intervenire. Di chi da decenni non decide di fare controlli o mettere un ticket simbolico.

Prima di bandiere e vele al vento, infatti, dichiarazioni roboanti, polemiche di ogni sorta e non meglio specificate “strategie” dietro le quali si muoverebbero coloro che segnalano semplicemente la sporcizia nella spiaggia più bella della città serve una politica che decida di affrontare e risolvere i problemi.

Ma siamo ad Anzio, vero…  

Gli zozzoni, la politica assente e i danni ai cittadini onesti

La “cartolina” delle Grotte di Nerone è quella che ci ritroviamo, purtroppo, ogni anno (http://www.inliberuscita.it/immagini/34402/grotte-di-nerone-domenica-bestiale/) e le prime responsabilità sono di cittadini incivili che fruiscono di uno spazio unico al mondo e lo lasciano in condizioni pietose. Sono la parte peggiore di quanti, ormai in ogni angolo della città, sta creando vere e proprie discariche a cielo aperto poiché non vuole fare la differenziata.

Alla spiaggia delle Grotte sono i turisti, quelli molto spesso di un giorno, a lasciare in quelle condizioni. Altrove sono i residenti ad Anzio che si ritroveranno, insieme a tutti gli altri, la raccolta di quei rifiuti da portare in discarica sulla propria bolletta. Magari, poi, sono gli stessi che non pagano pensando di farla franca. Come quelli miracolosamente riusciti a “sfuggire” alle maglie del Comune e di Equitalia al punto di essere finiti tra gli “inesigibili”. Anche quelli a carico dei cittadini onesti.

Gli zozzoni, però – non si trova definizione migliore – sono in ottima compagnia. Quella di un’amministrazione che fa fatica ad affrontare, come ogni anno, l’emergenza delle Grotte. L’affidamento della pulizia della spiaggia è stata, un anno, addirittura oggetto di una crisi di maggioranza! Le cooperative, del resto, hanno tutte un preciso punto di riferimento nei partiti, quindi… Anche l’affidamento, se e quando si farà, non sarà sufficiente. Perché per tutelare le Grotte non basta pulirle, vanno vigilate – anche con una banale telecamera – e si devono prevedere sanzioni pesanti per chi bivacca e chi sporca. Sarebbe troppo chiedere un progetto che con un ticket simbolico consente di entrare in spiaggia e la restituzione di parte del ticket quando, uscendo, si portano via i rifiuti prodotti. Peccato che per chi l’ha fatto dimostrando almeno un po’ di buona volontà sul piazzale a due passi dalla statua di Nerone non ci fossero nemmeno i secchioni.

Poi gli zozzoni che lasciano discariche da via Zagarolo a via Cupa, da via della Fonderia al centro, godono di altra impunità. Nessuno che vada a controllare e sanzionare o, almeno, nessuno che renda noto se ci sono state multe in tal senso e quindi crei un monito per gli altri. No, tutti liberi di sporcare nell’assenza della politica cittadina, di quella che governa. Tanto poi pagano i cittadini. Quelli onesti.

ps: continuiamo ad aspettare che si pubblichino i dati del dossier che ha consentito ad Anzio di avere la bandiera blu. Grazie!

 

Anzio conferma la bandiera blu, ora trasparenza

Anzio conferma la bandiera blu, ora trasparenza

 

Bene, Anzio ha confermato la bandiera blu e al di là delle polemiche che questo evento si porta dietro, ogni anno, è una buona notizia. Ribadisco una richiesta semplice semplice, alla quale in passato l’assessore all’ambiente Patrizio Placidi ha già risposto positivamente: si rendano noti i parametri che andavano rispettati e le risposte che il Comune ha fornito al questionario della Fee. E’ il modo migliore per capire e per smentire eventuali “denigratori” di questo riconoscimento.
Di seguito il comunicato ufficiale del Comune di Anzio

http://portale.comune.anzio.roma.it/archivio10_notizie-e-comunicati_0_491_0_3.html

Bandiera blu, un biglietto da visita. Ma serve trasparenza

Bandiera blu, un biglietto da visita. Ma serve trasparenza

 

E’ un biglietto da visita, su questo non ci sono dubbi. Le modalità per ottenere la Bandiera blu saranno pure disponibili ma dei parametri vanno rispettati. Adesso, alla vigilia dell’ennesimo vessillo della Fee, si ripropone il dibattito se Anzio la meriti o meno e se sia oppure no “vera”. 

Sostengo da tempo che è meglio averla che non e che se fosse veramente il caso di “acquistarla” lo farebbero tutti i Comuni per avere un biglietto da visita turistico. Ecco, il punto è questo: Anzio la ottiene, rispetta dei parametri, ma poi questo “biglietto” non lo sfrutta. Tutt’altro.

Altro e più serio discorso è quello della trasparenza. Anni fa, quando si scoprì che uno degli obiettivi da raggiungere era l’accesso al mare dei disabili e che Anzio l’aveva centrato ci si chiese – sulle pagine del settimanale “Il Granchio” – come fosse possibile. “Li portiamo a spalle” – replicò la responsabile dei balneari, Daniela Di Renzoni. Possibile, ma conoscere i parametri, sapere cosa ha fatto Anzio nel rispondere alle richieste della Fee, mettere on line la “griglia” e i risultati ottenuti è un dovere. L’assessore che torna, Patrizio Placidi, due anni fa decise di farli pubblicare. Lui fa “concessioni” dall’alto del suo consenso elettorale e politico, evidentemente, ma adesso le norme sulla trasparenza sono più stringenti e sapere come abbiamo preso la Bandiera blu per capire, per farne un motivo di vanto o perché no di critica, è indispensabile. Tutto on line, insomma, che ci vuole?

Ben venga questo riconoscimento, a patto che si sappia se realmente rispettiamo i parametri e come la Fee controlla e a patto di saperne fare un biglietto da visita vero. Altrimenti meglio lasciar perdere.