Bandiera blu: dubbi, pro e contro. Ma è meglio ottenerla

bandiera blu placidi sindaco vicesindaco (1)

Nell’indimenticabile trasmissione tv “Quelli della notte” il buon Catalano avrebbe detto “Meglio avere la bandiera blu che non averla“. La pensavo e la penso così, ricordando che ogni volta che si ottiene si apre una polemica senza fine e si perde la possibilità  di costruire – intorno alla bandiera blu – un’occasione promozionale.

Fatta questa premessa, va intanto riconosciuto all’assessore Patrizio Placidi di aver centrato il risultato. Lo dico senza ironia, perché al contrario di quello che pensano in tanti non basta “pagare” per avere il vessillo – lo farebbe chiunque – e i criteri ci sono. Possiamo ragionare su come vengono verificati, ma esistono. Tanto che quest’anno la bandiera arriva per solo una parte di litorale – ma questo non vuol dire che altrove non si può fare il bagno – ovvero le riviere di Levante e Ponente, e Tor Caldara.

Come aveva fatto due anni fa, adesso Placidi dovrebbe avere il coraggio di rendere pubblico il questionario e farci capire cosa ha risposto il Comune e ciò che è stato verificato dalla Fee.

Perché i dubbi, inutile dirlo, ce li abbiamo tutti. Assessore compreso, c’è da immaginare. Basta aggirarsi per via Ambrosini di buon mattino per sentire un odore nauseabondo arrivare dai cassonetti che nessuno lava da chissà quando, per esempio, girare per la città piena di discariche abusive (che certo non dipendono da Placidi, ma per il quale dopo l’invenzione sotto inchiesta degli “ispettori” poco o niente è stato fatto) passare per Ponente e vedere ancora i cassonetti stracolmi, non avere dati certi sulla differenziata, non sapere quali iniziative di educazione vengono svolte e via discorrendo fa sorgere i dubbi.

Ci sono i pro, però, essere nel novero delle bandiere blu, essere l’unica città in provincia di Roma, avere una eco mediatica che altri non hanno. E i contro: rischiare canoni demaniali più alti anziché essere “premiati” dalla Regione Lazio, non fare della bandiera blu un’occasione di reale sviluppo, mettersi nella condizione quando ci sono situazioni come quelle citate di farsi dire “Ah, questa sarebbe la bandiera blu…”

In ogni modo, facendo per una volta “sistema“, avendo una visione che va oltre le associazioni specializzate in mercatini d’ogni genere o singolari iniziative, il vessillo potrebbe rappresentare qualcosa di importante. Per questo è sempre meglio averlo. Ma adesso, assessore, si rendano noti i dati. Grazie!

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