Bandiere e vele al vento tra fiducia, scetticismo e sporcizia

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Arriva la bandiera blu e le critiche si sprecano. E’ una buffonata, quando va bene…, è comprata per chi è ancora più critico. Da dove derivino certezze del genere è tutto da capire, mentre aspettiamo ancora che il Comune renda note le risposte date al questionario della Fee, la federazione che poi assegna il riconoscimento. Sarebbe un bel passo avanti nella conoscenza.

Arrivano le “vele” di Legambiente, invece, e nessuno parla. Certo ad Anzio sono solo 2 sul massimo di 5, non si può parlare di un successo, ma sono ormai anni che l’associazione ambientalista inserisce la spiaggia di Capocotta fra quelle anziati quando è noto che è a Ostia… Ecco, se la Fee non è affidabile per motivi che nessuno ci spiega ufficialmente, può esserlo Legambiente che persiste in un errore del genere?

Ma sappiamo quanto scrupolo mettono a Legambiente in cose del genere, sarà una svista come scrivere Palamarola e non Palmarola vicino alle “vele” di Ponza, quindi ci fidiamo. E se è affidabile l’associazione ambientalista altrettanto deve esserlo la Fee.

Ecco, cerchiamo di finirla con la cultura del sospetto per il sospetto, facciamo di bandiere e vele dei reali biglietti da visita, pretendiamo di conoscere i dati e pungoliamo gli amministratori e soprattutto chi fa queste ricerche, affinché ottenuti i riconoscimenti poi si faccia di tutto per mantenerli.

Se alla Fee – per esempio – qualcuno vedesse la spiaggia delle grotte di Nerone , anche solo collegandosi a facebook (https://www.facebook.com/consales.gabriella/posts/10201157332775039) sfogliando il Granchio di oggi o leggendo su Inliberauscita.it (http://www.inliberuscita.it/immagini/34767/grotte-di-nerone-montagna-di-rifiuti-la-denuncia-su-facebook/) la bandiera andrebbe revocata subito. Per questo sarebbe ora che il Comune si muovesse per andare a ripulire, ma soprattutto si decidesse ad affrontare un problema che puntualmente si ripresenta ogni stagione. Colpa di zozzoni incivili, non c’è dubbio, ma anche di chi preferisce aspettare l’ultimo istante e magari la cooperativa del politico di turno prima di intervenire. Di chi da decenni non decide di fare controlli o mettere un ticket simbolico.

Prima di bandiere e vele al vento, infatti, dichiarazioni roboanti, polemiche di ogni sorta e non meglio specificate “strategie” dietro le quali si muoverebbero coloro che segnalano semplicemente la sporcizia nella spiaggia più bella della città serve una politica che decida di affrontare e risolvere i problemi.

Ma siamo ad Anzio, vero…  

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