Archeologia e non solo: il bel programma, le scelte da fare

WCENTER 0WHCBGPAHJ  -  ( Mino Ippoliti - villa di nerone 4.jpg )PER EMILIO

In attesa di sapere quale sarà la “Summer time” 2017, finora conosciamo solo lo spettacolo gratuito di questo fine settimana, nonché i criteri che hanno portato alla scelta degli spettacoli che ci saranno proposti e le spese, c’è un programma che è partito e che ci piace.

Costa poco o nulla, punta sulle bellezze della città, le valorizza, va dalla Villa imperiale a quelle nobiliari, parla di Nerone e Caligola, porta il museo al mare, in barca, presenta libri, punta sul cinema che dovrebbe farci vivere di rendita solo per “Amarcord” che Fellini ha girato al Paradiso sul Mare. Coinvolge, come in passato è avvenuto raramente (è bene ricordare le iniziative per il Fai a favore e della Villa e del Paradiso sul mare), diverse realtà del territorio. Oggi ci sarà la prima uscita a vela, per esempio, ma è comunque apprezzabile il programma messo in piedi.

Senza liti sul palco a Villa Adele (a proposito, la “torre” montata per lo spettacolo di Sky è in regola sì?), consiglieri che vogliono fare i dirigenti, ditte amiche e via discorrendo. Da anni, in sordina, con un gruppo di volontari, andando nelle scuole o portandole a Villa Adele, nelle piazze, nei centri commerciali,  il Museo civico archeologico è protagonista di una serie di iniziative.

Più o meno condivisibili, con modalità di comunicazione che spesso esulano da quelle istituzionali, ma c’è. Se capita di andare al Salone delle Conchiglie di Villa Adele si vede in che condizioni lavora: scrivanie in mezzo, perché dopo l’incendio l’amministrazione non ha speso un euro per la sistemazione dei locali destinati agli uffici.

Del resto non è il sindaco a ripetere, ogni volta, che visto che siamo vicini a Roma uno ad Anzio che deve venire a fare? Ecco, il programma che è consultabile qui sta riscuotendo un successo inatteso forse anche per gli organizzatori.

Ecco, quando si parla di politica a modesto parere di chi scrive questo dovrebbe fare: scegliere. Dire che le iniziative turistico culturali si basano su quello che abbiamo e che intendiamo valorizzare. Il resto, i nani e le ballerine – con tutto il rispetto – che avremo anche quest’anno, può anche saltare.

La scelta, mai fatta, doveva essere quella di puntare sulla storia della città e di organizzare non solo a luglio agosto ma nell’arco dell’anno eventi “concertati” come in questo caso. Di metterli “a sistema” e poi, se c’è posto e se ci sono i soldi, fare eventi di richiamo internazionale, due o tre e non necessariamente d’estate. Il pallino – chi segue questo spazio lo sa – resta quello di avere un Nobel per la pace ogni 22 gennaio e di legare lo sbarco a quelli in Sicilia, a Salerno, alla liberazione di Roma e alla Normandia in un grande progetto europeo.

Il sogno era e resta, ma qualcosa con questo programma si muove, quello di fare della Città di Nerone un punto di riferimento per gli studiosi di tutto il mondo, dare una ricostruzione virtuale della Villa, organizzare eventi tipo quelli che si svolgono e sono sempre pieni al Foro di Augusto o di Cesare.

E ancora con un plauso a chi ha organizzato questo cartellone (e la curiosità, ma Salsedo è ancora delegata all’archeologia o è citata e basta?) l’utopia è quella di portare ad Anzio l’orchestra che a Ravello fa il concerto all’alba, scegliendo di realizzarlo al tramonto proprio lì alla Villa imperiale.

Ma per farlo la politica deve scegliere, investire le poche risorse che ha un Comune, cercare finanziamenti, legarsi a una fondazione nella quale mettere in gioco il Paradiso sul Mare, non pensare alle associazioni amiche o alle cooperative con sponsor.

Succederà? Questa iniziativa è un passo importante, la sfida per chi vuole amministrare Anzio dal 2018 è farne qualcosa di respiro internazionale. Già questa  è una linea di demarcazione tra il vecchio modo di “fare” politica e #unaltracittà

Le Grotte, il Tg1, il degrado della città

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Foto da ilgranchio.it

Quando ero un giovane e ingenuo corrispondente Ansa dalla provincia di Latina venni “cazziato” perché Corriere e Repubblica avevano in prima pagina e con un ampio servizio all’interno la vicenda Aser di Aprilia. Lì per lì non capivo, poi mi ricordai che la notizia dell’indagine e della truffa del cosiddetto “aggio” per quella che sarebbe diventata Tributi Italia (che fece vittime in mezzo Paese, Nettuno e Pomezia compresi) l’avevo scritta due mesi prima. Siccome Corriere e Repubblica l’avevano “ripresa” – senza grandi novità – era necessario “tornarci“. E’ e sarà così quando, alla prossima occasione, qualche super inviato scoprirà che in centro a Latina ci sono i tombini con scritto Littoria e quando il prossimo tedesco riscriverà che Campodimele è il paese della longevità.

Una lunga e doverosa premessa per dire che se il corriere.it scrive, lo riprende dagospia e la notizia – che c’è, anche se non era una baraccopoli – fa il giro del mondo, il Tg1 viene alle Grotte di Nerone. E che fa? Cerca su internet – ah, il 3.0 sindaco Bruschini…. – e scopre che c’è un comitato. Sì, proprio quello, una “fascista” uno del Pd e una “comunista” di Sel che – insieme a tanti altri cittadini di ogni schieramento, nel suo piccolo anche chi scrive – hanno ottenuto cose che alla po-li-ti-ca danno fastidio. Hanno fatto progetti, ottenuto risultati, hanno persino presentato pubblicamente il loro lavoro, sono stati prima “sopportati” e poi hanno ottenuto persino un finanziamento dalla giunta. “Tanto se scordano...” sarà stato il commento di chi votava. Invece vanno addirittura al Tg1, ci vanno con Chiara Di Fede (nei confronti della quale sono stati usati aggettivi poco carini sui social), eh no! Questo è troppo. E’ strumentale, quella vuole candidarsi, la situazione non è quella descritta (non lo è in quei termini, vero) ma si decide di intervenire e l’insolita coppia Placidi-Fontana oggi entra in azione. Il problema c’era, evidentemente, ma non è quello il punto. Come se non bastassero i grillini ora ci si mette pure il comitato? Eh no…. E poi il telegiornale: “il servizio messo in onda dal Tg1 che infanga la nostra città è stato artefatto e calcato” – parole di Patrizio Placidi che usa gli stessi aggettivi se scrive il sito X o se interviene il primo Tg nazionale. In tutto questo si distingue, per tacere, il sindaco Luciano Bruschini che – com’è noto – “non sa“.

La verità è che mentre loro puliscono (ma nei prossimi giorni saremo come si dice da queste parti da capo a dodici, perché gli incivili ci sono e nessuno pensa a dare regole e farle rispettare) a monte, al parco archeologico, c’è chi stende i panni.

In una città normale quel parco sarebbe aperto tutti i giorni, qui ci affidiamo a chi si occupa dello sbarco e nonostante i contributi del Comune apre quando può. Chi si fa fotografare per l’arrivo di un mosaico? Non pervenuto, a cominciare dalla delegata all’archeologia Valentina Salsedo.

La realtà? Non si è mai adeguatamente programmato qualcosa per l’area archeologica e la sua valorizzazione. Non è una baraccopoli, è vero, ma a infangare la città non è il Tg1, né il Corriere della sera o i comitati. No, è chi preoccupato da cooperative che ci hanno portato praticamente i camorristi in casa, di appalti, appaltini, “strumentalizzazioni“, “che c’è dietro“, della po-li-ti-ca, di voti, consensi, potere, e ha perso il filo. Portandoci a un degrado senza pari, alle Grotte e nel resto della città. Servirà il Tg1 per rispondere – per esempio – alle istanze dei cittadini, alle loro richieste di “accesso“, alle loro denunce su situazioni di pericolo per la salute pubblica? E perché tanto zelo oggi e non in precedenza? Vero, fosse venuto tre anni fa il Tg1 avrebbe scoperto le stesse cose. Speriamo che fra tre anni ci siano altri al potere – chiunque essi siano tranne chi è lì da 40 anni – e le cose siano cambiate.

Un’ultima cosa: in un paese “normale” i cittadini sono una risorsa. Sempre. Anzi, soprattutto quando non la pensano come chi amministra.

Luoghi del cuore, la città che vince. Se il Comune ci avesse creduto…

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Un piazzamento insperato in partenza, il 54° posto in Italia, il quarto nel Lazio, il terzo tra i siti archeologici della regione. Le Grotte di Nerone entrano a pieno titolo tra i potenziali interventi del Fai, il Fondo per l’ambiente italiano, attraverso “I luoghi del cuore”. A vincere è stato senza dubbio il comitato che si è battuto per arrivare a questo risultato, ma la vittoria è anche della città che ha risposto. Senza guardare colori politici, senza pensare a cosa volessero fare “dopo” Chiara, Francesco, Silvia e tutti quelli che sono stati loro più vicini. Anzio, la villa che cade a pezzi, le grotte e ciò che Nerone – ma chi l’ha preceduto e poi seguito – ci ha lasciato, entrano nelle “linee guida”. Finalmente anche il sindaco sembra essersene accorto, al punto che martedì riceverà il comitato per stabilire il da farsi. Poi magari non arriverà un euro, ma finalmente si avrà un “quadro” definito. Finora si è andati avanti, soprattutto nella gestione, per tentativi ed errori. Basta pensare che abbiamo un museo archeologico e delle visite si occupa quello dello sbarco, previa rimborso ai volontari.

Diciamolo chiaramente, se il Comune avesse creduto in questa iniziativa Anzio poteva avere maggiori possibilità. Invece nei “ragionamenti” della politica di casa nostra, come sempre, si è guardato al dito anziché alla luna. Si è pensato – l’ho scritto tante volte – che quel metodo, quella singolare  formazione, volessero chissà cos’altro e non semplicemente la tutela di un bene della città. E poi non avevano punti di riferimento, non c’era un assessore, un delegato, un consigliere a perorare la loro causa. Non chiedevano soldi per qualche manifestazione di bassa lega. Hanno fatto i cittadini e peccato il Comune abbia scelto un basso profilo. A Formia è andata diversamente e il sindaco è giustamente orgoglioso del primo posto raggiunto. Perché i beni sono abbandonati al loro destino un po’ ovunque, ma poi c’è modo e modo di comportarsi quando parte una campagna del genere. Qui, almeno, siamo ancora in tempo per stabilire le linee guida. La città ha vinto, i se e i ma non fanno la storia, adesso si cerchi di scriverne una diversa. Sindaco in testa.

Luoghi del cuore, quei rompiscatole del comitato. Vero sindaco?

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La firma va bene, ma addirittura l’accordo sul progetto da presentare al Fai, il Fondo per l’ambiente italiano. Che strani questi del Comitato di tutela della villa e grotte di Nerone, quante cose pretendono da un sindaco. A me sembra di vederlo, il buon Luciano Bruschini, insieme a personaggi di rilievo della sua maggioranza, a dire “Oh, ma questi che vogliono…

E’ noto che per quanti sono abituati a fare politica – p rigorosamente minuscola – dietro a ogni iniziativa deve esserci un secondo fine. Qui, come detto in passato, si sono messi insieme una candidata alle primarie del Pd di area Sel (Silvia Bonaventura), un esponente del Pd (Francesco Silvia) e una candidata di Fratelli d’Italia che sosteneva Candido De Angelis sindaco (Chiara Di Fede) che nel frattempo è pure uscita dal partito. A loro si sono aggiunti cittadini di ogni risma, ben 6.215 hanno firmato e portato la Villa di Nerone al primo posto in Provincia di Roma, al terzo nel Lazio, al trentottesimo in Italia. E vuoi mettere che la guida delle partecipatissime visite e iniziative del comitato c’era a illustrare l’iniziativa quella “pasionaria” di Maria Antonietta Lozzi Bovantura? E che nel comitato c’è quel “rivoluzionario” di Paolo Prignani? E poi quanti rompiscatole in quel gruppo…. Non solo, hanno usato internet per votare, i social network, quelli che nel Comune 3.0 dovevano essere la norma ma che sono ancora ignorati. Hanno coinvolto come testimonial professionisti di Anzio affermati in Italia. No, no…

Lo vedo il nostro sindaco con Tontini, Zucchini, Borrelli, un po’ meno Amabile o Attoni ,affrontare il tema e dire: “Oh, ma questi che vogliono fare, hanno rotto anche le scatole per i lavori di protezione finiti a una ditta con interdittiva antimafia…” E a immaginare chissà quale scenario.

Niente, vogliono fare, semplicemente i cittadini. Li hanno già fatti prodigandosi in questa iniziativa che è nota e apprezzata in tutta Italia grazie al Fai. O forse sì, qualcosa vogliono fare e hanno già fatto: Politica. Stavolta la maiuscola è necessaria. Nel senso che hanno individuato un bene da tutelare, lo hanno “adottato”, proposto al Fai, e hanno iniziato un’opera lunga e difficile per arrivare al risultato che consente – automaticamente – l’inserimento nelle linee guida Fai 2015 e un eventuale intervento con finanziamento, sia pure di piccola entità.

A quest’ultimo passaggio manca l’accordo Comune-Comitato, da presentare al Fai. Senza di quello non si va avanti.

Ecco cosa vogliono i rappresentanti del Comitato, i componenti e tutti i cittadini che hanno firmato. C’era anche il sindaco, tra i 6215, speriamo non l’abbia fatto solo per una questione di facciata. Quelle lasciamole alla politica. Minuscola voluta, è ovvio.

La ruspa sui ruderi, l’interdittiva, quelle ditte in odore di ‘ndrangheta

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La ruspa sui ruderi della Villa di Nerone resta  ancora l’immagine simbolo del 2013 – ovviamente in negativo – ad Anzio. Ora che il Tar del Lazio ha confermato l’interdittiva antimafia alla Icem di Minturno che stava svolgendo i lavori e che ha piazzato quella ruspa, si ha la conferma di diversi sospetti.

A leggere la sentenza del Tar – che certo può ancora essere appellata – si resta sconcertati nel vedere l’elenco di società e persone con le quali la stessa Icem aveva rapporti. Gente che entrava anche in cantiere. Vero, sono fatti accaduti in provincia di Crotone, ma è sulla base di quelli che la Prefettura di Latina a novembre dello scorso anno ha emesso il provvedimento preventivo. Poi la Regione Lazio ha impiegato mesi a decidersi prima di revocare i lavori ad Anzio, mentre in Comune come al solito “non sapevano“. Ma oggi che c’è un elenco di aziende vicine alla ‘ndrangheta, ci sono nomi e cognomi di persone con pesanti accuse a loro carico con le quali la Icem si era rapportata, qualcuno vuole andare a capire se lo stesso metodo è stato usato anche qui?

Non è sufficiente dire che sono affari di altri. Non basta dire che è una questione amministrativa.  Il Comune dovrebbe chiedere – ammesso non lo abbia già fatto, ci si lasci il beneficio del dubbio – alla Regione Lazio e alla direzione del cantiere se conosce l’esistenza o meno di aziende che hanno lavorato ad Anzio per conto della Icem e se rientrano in quelle indicate dalla Prefettura per l’interdittiva. Lo dovrebbe chiedere, per tutelarsi, anche alla Prefettura di Roma, a chi controlla gli appalti. Per stare tranquilli.

Per capiremmo – è ovviamente simbolico – se quella ruspa sui ruderi era semplice superficialità di chi era in cantiere o, peggio, la dimostrazione che grazie alla loro forza potevano permettersi ciò che volevano

Intanto i discussi lavori restano fermi. Era inevitabile.

Grotte di Nerone, lasciamo stare… O diamo una lezione

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Provocazione: lasciamo stare i luoghi del cuore, la proposta di monumento naturale, la travagliata storia del cemento che deturpa i resti del porto neroniano, la tutela di una delle aree più belle in giro per il mondo. Sì, lasciamo stare, perché tanto questa città non merita nulla. Chi la amministra non merita nulla perché incapace – da anni – di rendere la spiaggia libera che tutti noi conosciamo come Grotte di Nerone minimamente fruibile. Vale a dire pulita, controllata, decorosa. Senza grandi sforzi, attenzione, semplicemente con un ticket d’ingresso simbolico o la gestione come spiaggia libera attrezzata. Incapaci, prima gli amministratori e poi i controllori dell’opposizione, in questi anni, di immaginare e proporre un tipo di gestione diversa, moderna, degna di un paese civile…

Ma no, non è possibile. Il motivo è semplice e disarmante. Durante il primo mandato Bruschini rischiò la crisi perché in maggioranza non si mettevano d’accordo su quale cooperativa, vicina a questo o quel consigliere, dovesse pulire la spiaggia.

Nessuno che abbia mai immaginato di copiare – sì, anche copiare – una buona pratica in qualsiasi parte d’Italia o del mondo per siti del genere. Ebbene i risultati sono l’immondizia lasciata da cittadini assolutamente incivili che approfittano del fatto che non si paga un centesimo, mancano i secchioni o sono insufficienti, non c’è controllo di sorta. Così, come ogni anno, e come segnala su facebook la pagina “sei incivile se…” (https://www.facebook.com/638186729595887/photos/pcb.660083337406226/660082807406279/?type=1&theater) non manca chi si è attrezzato una tenda che – quanto sarebbe bello sbagliare…. – nessuno andrà a far rimuovere. C’è persino un filo dell’energia elettrica…

Siamo alle solite, insomma. E francamente c’è da cominciare a pensare che stia bene così alla stragrande maggioranza della classe politica di questa città oltre che dei residenti, per non parlare di quanti arrivano, sporcano e se ne vanno dopo un giorno.

Faccio parte di una piccola minoranza, è così su molte questioni, e torno alla provocazione iniziale: ma sì, lasciamo perdere… Non c’è sordo peggiore di quello che non vuole sentire. O diamo una lezione, proviamo almeno: boom di firme per i luoghi del cuore, (http://iluoghidelcuore.it/luoghi/roma/anzio/grotte-di-nerone/10230#) avanti con il monumento naturale, proposta per una regolamentazione dell’accesso e per il controllo della spiaggia.
Hai visto mai?

 

Bandiere e vele al vento tra fiducia, scetticismo e sporcizia

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Arriva la bandiera blu e le critiche si sprecano. E’ una buffonata, quando va bene…, è comprata per chi è ancora più critico. Da dove derivino certezze del genere è tutto da capire, mentre aspettiamo ancora che il Comune renda note le risposte date al questionario della Fee, la federazione che poi assegna il riconoscimento. Sarebbe un bel passo avanti nella conoscenza.

Arrivano le “vele” di Legambiente, invece, e nessuno parla. Certo ad Anzio sono solo 2 sul massimo di 5, non si può parlare di un successo, ma sono ormai anni che l’associazione ambientalista inserisce la spiaggia di Capocotta fra quelle anziati quando è noto che è a Ostia… Ecco, se la Fee non è affidabile per motivi che nessuno ci spiega ufficialmente, può esserlo Legambiente che persiste in un errore del genere?

Ma sappiamo quanto scrupolo mettono a Legambiente in cose del genere, sarà una svista come scrivere Palamarola e non Palmarola vicino alle “vele” di Ponza, quindi ci fidiamo. E se è affidabile l’associazione ambientalista altrettanto deve esserlo la Fee.

Ecco, cerchiamo di finirla con la cultura del sospetto per il sospetto, facciamo di bandiere e vele dei reali biglietti da visita, pretendiamo di conoscere i dati e pungoliamo gli amministratori e soprattutto chi fa queste ricerche, affinché ottenuti i riconoscimenti poi si faccia di tutto per mantenerli.

Se alla Fee – per esempio – qualcuno vedesse la spiaggia delle grotte di Nerone , anche solo collegandosi a facebook (https://www.facebook.com/consales.gabriella/posts/10201157332775039) sfogliando il Granchio di oggi o leggendo su Inliberauscita.it (http://www.inliberuscita.it/immagini/34767/grotte-di-nerone-montagna-di-rifiuti-la-denuncia-su-facebook/) la bandiera andrebbe revocata subito. Per questo sarebbe ora che il Comune si muovesse per andare a ripulire, ma soprattutto si decidesse ad affrontare un problema che puntualmente si ripresenta ogni stagione. Colpa di zozzoni incivili, non c’è dubbio, ma anche di chi preferisce aspettare l’ultimo istante e magari la cooperativa del politico di turno prima di intervenire. Di chi da decenni non decide di fare controlli o mettere un ticket simbolico.

Prima di bandiere e vele al vento, infatti, dichiarazioni roboanti, polemiche di ogni sorta e non meglio specificate “strategie” dietro le quali si muoverebbero coloro che segnalano semplicemente la sporcizia nella spiaggia più bella della città serve una politica che decida di affrontare e risolvere i problemi.

Ma siamo ad Anzio, vero…  

Gli zozzoni, la politica assente e i danni ai cittadini onesti

La “cartolina” delle Grotte di Nerone è quella che ci ritroviamo, purtroppo, ogni anno (http://www.inliberuscita.it/immagini/34402/grotte-di-nerone-domenica-bestiale/) e le prime responsabilità sono di cittadini incivili che fruiscono di uno spazio unico al mondo e lo lasciano in condizioni pietose. Sono la parte peggiore di quanti, ormai in ogni angolo della città, sta creando vere e proprie discariche a cielo aperto poiché non vuole fare la differenziata.

Alla spiaggia delle Grotte sono i turisti, quelli molto spesso di un giorno, a lasciare in quelle condizioni. Altrove sono i residenti ad Anzio che si ritroveranno, insieme a tutti gli altri, la raccolta di quei rifiuti da portare in discarica sulla propria bolletta. Magari, poi, sono gli stessi che non pagano pensando di farla franca. Come quelli miracolosamente riusciti a “sfuggire” alle maglie del Comune e di Equitalia al punto di essere finiti tra gli “inesigibili”. Anche quelli a carico dei cittadini onesti.

Gli zozzoni, però – non si trova definizione migliore – sono in ottima compagnia. Quella di un’amministrazione che fa fatica ad affrontare, come ogni anno, l’emergenza delle Grotte. L’affidamento della pulizia della spiaggia è stata, un anno, addirittura oggetto di una crisi di maggioranza! Le cooperative, del resto, hanno tutte un preciso punto di riferimento nei partiti, quindi… Anche l’affidamento, se e quando si farà, non sarà sufficiente. Perché per tutelare le Grotte non basta pulirle, vanno vigilate – anche con una banale telecamera – e si devono prevedere sanzioni pesanti per chi bivacca e chi sporca. Sarebbe troppo chiedere un progetto che con un ticket simbolico consente di entrare in spiaggia e la restituzione di parte del ticket quando, uscendo, si portano via i rifiuti prodotti. Peccato che per chi l’ha fatto dimostrando almeno un po’ di buona volontà sul piazzale a due passi dalla statua di Nerone non ci fossero nemmeno i secchioni.

Poi gli zozzoni che lasciano discariche da via Zagarolo a via Cupa, da via della Fonderia al centro, godono di altra impunità. Nessuno che vada a controllare e sanzionare o, almeno, nessuno che renda noto se ci sono state multe in tal senso e quindi crei un monito per gli altri. No, tutti liberi di sporcare nell’assenza della politica cittadina, di quella che governa. Tanto poi pagano i cittadini. Quelli onesti.

ps: continuiamo ad aspettare che si pubblichino i dati del dossier che ha consentito ad Anzio di avere la bandiera blu. Grazie!

 

L’ecomostro sull’area archeologica, la risposta dei cittadini, i controlli necessari. E votiamo sul Fai

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Diciamolo chiaramente, quell’ecomostro che deturpa i resti del porto neroniano doveva essere altro. Perché si sia arrivati a tanto, come e perché ce lo spiegheranno meglio gli appartenenti al Comitato di tutela che stanno lavorando – e bene – su carte che troppo spesso sono state tenute nascoste. E’ un progetto che parte da lontano e che, l’ha ricordato lui stesso in consiglio comunale, nasce sotto la guida di Candido De Angelis. Ci aspettavamo sì la protezione dei resti, una “passeggiata” che conducesse fino al “terzo” che ormai è sparito, ma mai una colata di cemento che avrebbe – questo è emerso finora – persino il via libera della Sorprintendenza.

Era altro, quel progetto, l’ex sindaco l’ha detto, cosa sia successo poi devono spiegarlo ai cittadini la Regione Lazio, l’Ardis, la Soprintendenza e il Comune. Quest’ultimo, attraverso il sindaco dei “non so” e “non ricordo” e attraverso l’assessore per tutte le stagioni e i ruoli, Sebastiano Attoni, si era impegnato a convocare una conferenza dei servizi tra gli enti interessati. Svanita nel nulla.

Avrebbe fatto meglio, in ogni modo, a impegnarsi almeno per far sapere quali erano i progetti presentati al Comune, come sarebbe venuto il molo una volta terminato, invece ha preferito mettere la testa sotto la sabbia.

Da quando una ruspa della ditta che poi è stata allontanta per l’interdittiva antimafia è stata piazzata sui ruderi e nessuno ha detto nulla, si capisce quale fosse l’interesse a difendere una delle principali bellezze del territorio. Per fortuna c’è chi si sta battendo (http://www.inliberuscita.it/primapagina/33685/noi-votiamo-le-grotte-di-nerone-un-clic-per-il-luogo-del-cuore/) e l’auspicio è che questo complesso possa veramente entrare a far parte dei beni che il Fondo per l’ambiente italiano andrà chiedere di tutelare. Votiamo, votiamo tutti affinché questo bene possa farcela.

Così come è positiva l’iniziativa avviata da Fratelli d’Italia in Regione (http://www.studio93.it/news/grotte-di-nerone-ad-anzio-protocollata-in-regione-una-mozione-per-chiedere-listituzione-del-monumento) affinché quell’area diventi monumento naturale. E’ un’iniziativa che il consiglio regionale, nella sua totalità, può fare propria. Dando per una volta il segnale che su cose che non hanno un colore politico ci si può unire. Come ha fatto, ad Anzio, il comitato che trasversalmente ha sollevato la questione. In Comune l’hanno presa con sufficienza. Ma sì, i soliti “scocciatori”, grazie ai quali però oggi escono carte che prima non c’erano. La situazione dell’intera area, però, è magistralmente spiegata in questo pezzo (http://spettacoliecultura.ilmessaggero.it/roma/nerone-villa-anzio-devastato-scompare-roma/681876.shtml) ed è arrivata quindi fino alle cronache nazionali.

Con l’estate alle porte una preghiera: va bene i “fagottari” incivili, va bene chi bivacca, va bene chi è tuttologo e dallo sbarco all’archeologia è sempre in prima fila, ma si potrà fare in modo che con qualche controllo in più al primo tentativo di tendopoli in spiaggia si interviene? L’area che chiamiamo delle “grotte” non è l’unica a essere di rara bellezza e al tempo stesso meta di chi vuole campeggiare. Ogni anno a Gaeta, all’Arenauta (http://www.ilmessaggero.it/latina/gaeta_blitz_alla_spiaggia_delarenauta_sequestri_e_multe/notizie/295401.shtml) si verificano situazioni analoghe a quella di Anzio. Solo che lì, alla prima occupazione, scatta il blitz e tutti a casa. Eppure Gaeta, già dei Borbone e dello Stato Pontificio, è Italia da tempo…