Il “sold out” da paese, il modello della città

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Ammettiamolo, Anzio ha avuto un boom di presenze. Non ci sono dati ufficiali, ma è bastato andare un poco in giro per rendersene conto. Questo fa gongolare chi ci amministra e, pensate, ha persino finalmente capito che si doveva investire in pubblicità sui media nazionali.

Ma le presenze, da sole, bastano? E cosa abbiamo offerto? Luciano Bruschini va ripetendo che questi risultati sono frutto del lavoro svolto, ignorando di aver mostrato una città sommersa dai rifiuti, per esempio.

Allora proviamo a fare qualche considerazione. Il paese si “accontenta“, fa una “stagione” buona, se ne va in letargo e spera che la prossima estate vada ancora bene così. La città guarda allo sviluppo tutto l’anno e al futuro.

Nelle varie proposte estive, ad esempio, quelle messe in piedi dal Museo archeologico sono da riproporre durante un periodo più lungo e con un investimento reale. Ma si deve scegliere, meno cose nazional-popolari e maggiore qualità. Magari all’inizio meno gente, ma di spessore diverso.

Quando più di qualcuno mi fa notare che da questo spazio si muovono esclusivamente critiche, invito sempre a leggere e poi provo – umilmente – a fornire le mie indicazioni. Questa è una. Diamo la cittadinanza onoraria a Maurizio Battista, presenza fissa a Villa Adele e gran professionista, ma l’anno prossimo spendiamo i soldi per altro.

La politica ha il dovere di immaginare un modello di città, mentre il paese si accontenta di aver fatto scoppiare un boom edilizio fine a se stesso e del quale pagheremo le conseguenze per decenni. Lo sviluppo immaginato dal centro-destra negli anni 2000 – e contrastato, purtroppo, con sterili “no” e osservazioni volte a ottenere più cubature dal centro-sinistra – ha fallito. Siamo al “sold out” delle costruzioni e invece, teoricamente, se ne possono realizzare ancora migliaia.  Ecco, forse chi dice che si critica e basta dovrebbe avere la bontà di rileggere queste pagine

Il “Mare, cultura e natura” di Cervellati, progettista del piano regolatore, si è trasformato in “Varianti, cemento e furberie” all’atto pratico e chi lo ha fatto si candida a guidare ancora la città, anzi se ne vanta.  Non solo, siccome ci dicevano che si sarebbero finalmente potuti costruire alberghi – non previsti dal precedente strumento urbanistico – si vuole fare altro di quello che andava realizzato nell’area “Puccini-La Vignarola” e uno che esiste, “La Bussola“, in pieno centro, sarà presto in parte trasformato in appartamenti.  Attenzione, non basta dire che non conviene fare hotel perché se siamo “sold out“…. Ma si vede che anche chi dovrebbe investire in quel settore ha le sue perplessità sul fatto che un albergo possa lavorare tutto l’anno, non 60-70 giorni, e non per questo dobbiamo accontentarlo con i “quattro cantoni” di fronte a Tor Caldara.

Eppure quel messaggio della relazione del progettista ha – avrebbe – ancora una sua valenza. Se la città, non il paese che si accontenta, pensasse a metterlo in pratica: bloccando il consumo di suolo, investendo su eventi internazionali e de-stagionalizzati, lasciando da parte gli amici degli amici, puntando sulla qualità.

Ecco, per chi si candida ad amministrare Anzio nel 2018 questo è un altro elemento di demarcazione fra la “politica” di casa nostra e #unaltracittà.

ps, per qualche giorno non vi tedierò, salvo casi clamorosi…

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Bruschini, gli ultimi fuochi e il caso Villa Adele

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Quelli di ieri sera, belli, sono stati gli ultimi fuochi d’artificio con Luciano Bruschini sindaco. Macchiati da quanto avvenuto la sera prima a Villa Adele, con la vicenda dei disabili in ultima fila e della stampa rimasta fuori. Ecco, dopo gli ultimi fuochi il sindaco ci faccia vedere che è tale e faccia un gesto indispensabile: togliere la delega al turismo al suo omonimo finto dimissionario altrimenti revocare gli incarichi ad Angela Santaniello e al capo della sua segreteria e capo di gabinetto in pectore Bruno Parente. I due dirigenti hanno messo nero su bianco cose gravi. Gravissime. Mentre il delegato ha provato a scusarsi con i giornalisti e a spiegare che per i disabili c’è stata “l’alta affluenza” e c’era “esiguo personale in servizio”. Ovviamente con la “claque” pronta su facebook a dire che era tutto a posto e lui a dire che questa è “la sua verità“. Ma per piacere… Guardate la foto qui sopra, eccola la verità, eccola la visuale dei disabili.

No, quanto è accaduto e gli “affarucci” – sì sindaco, piccoli affari – che ruotano intorno a Villa Adele meritano un intervento. Non te lo chiederà la maggioranza, ognuno ha un “orticello” da guardare né l’opposizione – chi ha avuto il palco in quella stessa villa, chi i libri pagati, chi valuta un accordo elettorale –  mentre non sembrano da tempo particolarmente attente le forze di polizia e la magistratura. Allora provo da questo umile spazio civico a mettere in fila quello che succede e che non puoi fingere di ignorare.

Nel riportare quanto accaduto sabato sera, inliberauscita ha fornito un dato sul quale pochi sembrano soffermarsi: l’organizzatore ha detto che non c’era posto per la stampa perché il delegato aveva a disposizione 100 – sì cento – ingressi gratuiti. Lo sapevi sindaco, sì? I cento ingressi gratis (a chi, per quale motivo?) non sono stati raggiunti nemmeno con Bob Dylan per il quale arrivarono richieste anche dalla Presidenza del Consiglio. Qui, invece, ci sono e il primo “affare” è quello di mettere in piedi una stagione  – della quale ancora ignoriamo i criteri – per fare entrare gli amici degli amici. Ai quali aggiungere, basta affacciarsi dal lato polizia locale, chi si mette il tesserino del Comune e manda dentro gente. E’ finita? No, veniamo alla questione accrediti e chiariamo una volta per tutte: i giornalisti, piaccia o meno, raccontano questo territorio, li avete invitati voi, la pantomima non funziona e non decide un delegato o tanto meno un organizzatore chi entra e chi non. Fra l’altro gli accrediti stampa, per la cronaca, non sono soggetti a Siae. Lo dico senza avere accrediti in questa città da una vita, perché lavoro altrove. Roberta Sciamanna ha ricordato che non vado più a Villa Adele (sono andato per Papaleo, pagando, ma solo perché erano usciti i dati sui costi dell’estate 2016) perché non c’è chiarezza sulla gestione. Così come evito di andare a Villa Sarsina, dove qualcuno (leggere gli atti di “Malasuerte“) preferiva fare i suoi bisogni.

Ma restiamo a Villa Adele, a questa specie di extraterritorialità, per cui il delegato al turismo chiede “lumi” sull’Iva per gli spettacoli. Già, è prevista o non? Ma soprattutto, perché se ne interessa lui? Non lo sapevi sindaco? Adesso lo sai. Magari dillo anche all’anti corruzione, visto mai che decida finalmente di intervenire

Forse  ignori pure che mentre vi prendete 100 ingressi gratuiti, c’è un problema con il “service“, quello delle luci e del suono. Nella gara ne è stato preso uno di buon livello, ma in occasioni come gli Audio 2 o Battista ne serve uno migliore. Sai chi paga? Il Comune…. Sai chi è attivissimo nel cercare soluzioni? Il delegato… Della serie che agli organizzatori diamo il palco con service, un contributo, il prezzo dei biglietti (esclusi i 100, ovvio) e poi un ulteriore contributo per il service aggiuntivo. I problemi tecnici per gli Audio 2 erano questi, oltre ai pochi ticket venduti, non lo sapevi? Adesso sì….

Ce n’è abbastanza, non credi? E c’è un solo responsabile di questa situazione allo sbando come tante altre nella città, proprio te sindaco. Domani non succederà nulla, non ci saranno provvedimenti per il delegato perché le ragioni di una rabberciata maggioranza vengono prima di quelle della città e non da oggi. Allora “lascia fa, andiamo avanti, che te metti a fa….” E’ questa la tua  maggiore responsabilità.

Buon Ferragosto, di cuore, i fuochi – almeno quelli – sono finiti.

Gli spettacoli estivi, i criteri, la serata 5 stelle

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Mentre il delegato al turismo che dice di essere dimissionario ma resta in prima fila (cambiano i protagonisti, ma nella nostra città è così ogni estate) scrive su facebook che “è tornata la santa inquisizione” e riferendosi a due dipendenti del Comune che “ad Anzio c’è la caccia alle streghe e una specie di dittatura“, il cartellone degli spettacoli estivi della città è avviato. Luciano Bruschini, l’omonimo del sindaco, si sfoga via social, il clima in Comune resta teso e si è arrivati persino a un vertice con la segretaria prima che andasse in ferie, “rea” di aver spostato da oggi a domani una dipendente del settore commercio che a quanto pare con il clima teso in vista della notte bianca lì non si trovava più bene.

Toni accesi e alla fine tutti dal sindaco a “minacciare” che non andranno in Consiglio il 28, con la risposta del primo cittadino che se così fosse lui si dimetterebbe (ma sì, altra telenovela estiva, vuoi mettere?) perché è stanco di queste situazioni. A pesare anche l’accordo sì/accordo no con Candido De Angelis che avrebbe fatto sapere che indietro rispetto a quattro anni fa non torna: centrodestra unito ma fuori tutti gli attuali assessori: apriti cielo! Intese o meno, conosciamo gli spettacoli, sappiamo quanto costano (e rispetto a un anno fa è già qualcosa) pur con un grossolano errore – alla faccia del 3.0 – sull’allegato alla determina che prende atto della delibera di giunta: c’è a fianco al nome di una cover band 25.000 euro che sembrano francamente eccessivi e che il delegato ha spiegato sono per quattro eventi, replicando ai Grilli di Anzio. Fosse solo quello, ci sono spettacoli con spazi vuoti in quel foglio excel che non si sa se hanno un costo o meno, l’azienda che ha proposto i 4 eventi a 25.000 euro è 3.0 come il Comune, nel senso  che al suo sito è impossibile collegarsi. Va così, poche idee e pure confuse.  Soprattutto continuiamo a ignorare i criteri con i quali si sceglie un “pacchetto” al posto di un altro. Ah, anche quest’anno c’era un bando: chi ha partecipato, cosa ha proposto, in che modo si è scelta questa programmazione, ci sono eventi inseriti senza aver presentato iniziative aderendo a quel bando?

I criteri? Possono essere i costi, il fatto che ci sia “ggente” o che Tizio piaccia più di Caio, che l’associazione che propone sia “vicina” o meno a un consigliere piuttosto che a un altro, boh! Poi, al solito, c’è un programma ufficiale e uno ignoto. La notte bianca non figura in quello pubblicizzato dal Comune.

Ah già, quella di stanotte (con pienone, ma è questo o solo questo che vogliamo?) era organizzata da una delle associazioni di commercianti e artigiani, sotto l’egida dell’assessorato alle attività produttive (costi?) e a Villa Sarsina evidentemente la mano destra non sa quello che fa la sinistra.

Ancora i criteri, si può sapere come si concede un patrocinio, un finanziamento, ovvero il teatro di Villa Adele? No, perché il 21 luglio è andata in scena una serata sotto l’egida del Movimento 5 stelle Anzio, pubblicizzata sui social dal consigliere comunale Cristoforo Tontini. Liberissimo, per carità, ma chi paga? Solo aprire il teatro, ogni sera, tra noleggio del palco, delle sedie, service e compagnia ha un costo di circa 3.000 euro, non vorremmo che trattandosi di un esponente politico – al di là dell’interesse o meno dell’evento – sia tutto a carico della collettività e con ricadute dal punto di vista dell’anticorruzione.

Se così fosse, si mettano in fila tutti gli altri consiglieri comunali, i partiti, le associazioni. Tutti a Villa Adele, appassionatamente, tanto pagano i cittadini.

Rispetto a chi si candida ad amministrare Anzio nel 2018  se deve esserci  (e deve esserci) una serie di eventi, l’obiettivo è   programmare per tempo dandosi criteri universali, validi per tutti, dalla concessione del patrocinio a quella del teatro, fino ai soldi da investire. Che si usano solo per cose di qualità, possibilmente fuori stagione. Si tratta di una  ulteriore   linea di demarcazione tra questo vecchio modo di “fare” politica   e #unaltracittà

Archeologia e non solo: il bel programma, le scelte da fare

WCENTER 0WHCBGPAHJ  -  ( Mino Ippoliti - villa di nerone 4.jpg )PER EMILIO

In attesa di sapere quale sarà la “Summer time” 2017, finora conosciamo solo lo spettacolo gratuito di questo fine settimana, nonché i criteri che hanno portato alla scelta degli spettacoli che ci saranno proposti e le spese, c’è un programma che è partito e che ci piace.

Costa poco o nulla, punta sulle bellezze della città, le valorizza, va dalla Villa imperiale a quelle nobiliari, parla di Nerone e Caligola, porta il museo al mare, in barca, presenta libri, punta sul cinema che dovrebbe farci vivere di rendita solo per “Amarcord” che Fellini ha girato al Paradiso sul Mare. Coinvolge, come in passato è avvenuto raramente (è bene ricordare le iniziative per il Fai a favore e della Villa e del Paradiso sul mare), diverse realtà del territorio. Oggi ci sarà la prima uscita a vela, per esempio, ma è comunque apprezzabile il programma messo in piedi.

Senza liti sul palco a Villa Adele (a proposito, la “torre” montata per lo spettacolo di Sky è in regola sì?), consiglieri che vogliono fare i dirigenti, ditte amiche e via discorrendo. Da anni, in sordina, con un gruppo di volontari, andando nelle scuole o portandole a Villa Adele, nelle piazze, nei centri commerciali,  il Museo civico archeologico è protagonista di una serie di iniziative.

Più o meno condivisibili, con modalità di comunicazione che spesso esulano da quelle istituzionali, ma c’è. Se capita di andare al Salone delle Conchiglie di Villa Adele si vede in che condizioni lavora: scrivanie in mezzo, perché dopo l’incendio l’amministrazione non ha speso un euro per la sistemazione dei locali destinati agli uffici.

Del resto non è il sindaco a ripetere, ogni volta, che visto che siamo vicini a Roma uno ad Anzio che deve venire a fare? Ecco, il programma che è consultabile qui sta riscuotendo un successo inatteso forse anche per gli organizzatori.

Ecco, quando si parla di politica a modesto parere di chi scrive questo dovrebbe fare: scegliere. Dire che le iniziative turistico culturali si basano su quello che abbiamo e che intendiamo valorizzare. Il resto, i nani e le ballerine – con tutto il rispetto – che avremo anche quest’anno, può anche saltare.

La scelta, mai fatta, doveva essere quella di puntare sulla storia della città e di organizzare non solo a luglio agosto ma nell’arco dell’anno eventi “concertati” come in questo caso. Di metterli “a sistema” e poi, se c’è posto e se ci sono i soldi, fare eventi di richiamo internazionale, due o tre e non necessariamente d’estate. Il pallino – chi segue questo spazio lo sa – resta quello di avere un Nobel per la pace ogni 22 gennaio e di legare lo sbarco a quelli in Sicilia, a Salerno, alla liberazione di Roma e alla Normandia in un grande progetto europeo.

Il sogno era e resta, ma qualcosa con questo programma si muove, quello di fare della Città di Nerone un punto di riferimento per gli studiosi di tutto il mondo, dare una ricostruzione virtuale della Villa, organizzare eventi tipo quelli che si svolgono e sono sempre pieni al Foro di Augusto o di Cesare.

E ancora con un plauso a chi ha organizzato questo cartellone (e la curiosità, ma Salsedo è ancora delegata all’archeologia o è citata e basta?) l’utopia è quella di portare ad Anzio l’orchestra che a Ravello fa il concerto all’alba, scegliendo di realizzarlo al tramonto proprio lì alla Villa imperiale.

Ma per farlo la politica deve scegliere, investire le poche risorse che ha un Comune, cercare finanziamenti, legarsi a una fondazione nella quale mettere in gioco il Paradiso sul Mare, non pensare alle associazioni amiche o alle cooperative con sponsor.

Succederà? Questa iniziativa è un passo importante, la sfida per chi vuole amministrare Anzio dal 2018 è farne qualcosa di respiro internazionale. Già questa  è una linea di demarcazione tra il vecchio modo di “fare” politica e #unaltracittà

Questa sera da Papaleo (forse) aspettando trasparenza…

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Dipenderà dai tempi del lavoro, al solito sai quando inizi e mai quando finisci, ma se riesco stasera sarò a Villa Adele per il concerto di Rocco Papaleo, dopo essere passato al botteghino e aver acquistato il biglietto. On line le vendite sono sospese su ciaoticket, l’evento è troppo “ravvicinato“.

Comprendo lo stupore: “A noi cosa importa?” ma voglio raccontare lo stesso il motivo per il quale – se riesco con i tempi – ci sarò. Ne avevo fatto questione di principio: finché non so quanto  è stato speso dal Comune, non vado. Ci ha pensato il consigliere Andrea Mingiacchi a sopperire alla mancata trasparenza dell’amministrazione anziate (la segretaria è nuova ma finora nulla è cambiato), facendosi fornire i dati dagli uffici, anche se non basta.

Già, perché gli atti dovrebbero essere – e da tempo – a disposizione di tutti i cittadini sull’albo pretorio. Perché nell’elenco fornito al consigliere mancano quanti non hanno partecipato all’avviso pubblico ma sono comunque in “cartellone” (con ulteriori costi per il Comune? E in base a quale criterio?) e perché fatico a capire il motivo per il quale se uno fa un bando poi non indica sul sito chi ha partecipato, chi è stato scelto e per quale motivo; perché se un teatro apre a luglio oggi non si sa ancora come si è arrivati ad affidare quel servizio; il motivo per cui la giunta non ha mai dato un “indirizzo” sulle scelte da fare e, forse, com’è stato anche in passato, lo darà a cose fatte.

Dice ma che vai cercando, goditi lo spettacolo e non rompere. Già, quasi quasi… Però continuo a chiedermi – e a chiedere – perché un Comune debba sostenere spese senza ritorno se non quello degli omaggi per assessori, consiglieri e qualche maggiorente. Le scelte- apprendiamo – sono state fatte secondo il criterio costi/benefici. I primi li sappiamo, i secondi per la città fatichiamo a vederli.

Dice, oh… ma negli anni è sempre stato così, per Bob Dylan e Paolo Conte sono partiti centinaia di milioni delle vecchie lire, e tu vai a guardare gli spiccioli? Vero, erano altri tempi, non c’erano le ristrettezze di oggi e parliamo di miti della musica internazionale, con ritorno d’immagine (e anche di biglietti omaggio, non c’è dubbio) per la città finita sui media nazionali. Era un investimento, poi finito per mille motivi, qui si raschia il barile per spendere qualcosa e accontentare l’associazione, il consigliere, l’amico dell’amico di turno. E con scarsa trasparenza, finora, rispetto a criteri e atti pubblicati. E non ci venissero a fare il “balletto” che dipende solo dagli uffici, per favore….

 

 

Anzio, l’estate (senza trasparenza) dei dilettanti allo sbaraglio

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Nel cartellone Summer time, messo in piedi ad Anzio in fretta e furia e al termine di una crisi politica farsa, c’è anche l’Armata brancaleone. O ci sarebbe, è il caso di dire, dato quanto accaduto negli ultimi giorni. Per quello che sta succedendo, sembrano più che un’armata brancaleone dei dilettanti allo sbaraglio quelli che stanno gestendo gli eventi di una stagione iniziata in ritardo, con i primi rinvii, un clamoroso annullamento e vicende a dir poco singolari. A Villa Adele ma non solo.

Proviamo a fare un po’ d’ordine. Ieri sera, al concerto degli Stadio, c’è chi aveva prenotato on line il biglietto ma non ha trovato il tagliando con tanto di timbro Siae, bensì un elenco di nomi nei quali era inserito. Poi, una volta dentro, c’è chi ha scoperto di non avere le sedie. Cose denunciate (ah, il 3.0….) sui social network e riprese dai siti locali dopo un altro spiacevole episodio: i giornalisti sgraditi dovevano restare fuori nonostante una disposizione del sindaco sugli accrediti. La mediazione del responsabile dell’ufficio comunicazione sarebbe stata presa come una sorta di lesa maestà dall’assessore Laura Nolfi e dal delegato al turismo Luciano Bruschini.

Motivo? Quei giornalisti avevano “osato” tirar fuori la storia di Antonio Giuliani che ha scoperto per caso di essere inserito nel tabellone degli eventi estivi e di doversi esibire a Villa Adele il 24 agosto. Ha provato a mettere una pezza l’agenzia Soarin Event che con il suo comunicato conferma, però, l’improvvisazione che c’è in questo Comune. Chi organizza, infatti, scagiona l’amministrazione, chiede scusa e via discorrendo, ma ammette di aver mandato un programma nel quale Giuliani c’era e che, quindi, in Comune è stato copiato e incollato pari pari. Chi doveva controllare? Chissà….

Villa Adele ma non solo, perché questi ficcanaso dei giornalisti, avevano scoperto pure che a Lavinio, alla festa organizzata dal consigliere  Antonio Geracitano (e lo scorso anno pure finanziata dal Comune, per il 2016 ancora non sappiamo) lo spettacolo era gratis ma le sedie si pagavano…. Anche qui, la rettifica è stata peggiore della notizia: non si pagavano le sedie, ma chi le voleva doveva prendere un biglietto della lotteria. Il buon Corrado Mantoni, quello che con la sua Corrida e i dilettanti allo sbaraglio ha fatto fortuna, se la starà ridendo da qualche parte. O starà rimpiangendo di non essere fra noi perché ad Anzio avrebbe avuto tanto di quel materiale….

Quello che, dal punto di vista formale e della trasparenza, noi cittadini ignoriamo. L’unico atto pubblicato è quello per allestire la platea di Villa Adele, il resto non si sa. C’è una interrogazione in tal senso di Andrea Mingiacchi (Pd) che ricorda come sia stato fatto un bando per gli spettacoli e chiede di sapere quali e quante proposte sono arrivate, chi è stato scelto e con quali criteri, quanto costa il tutto, se ci sono iniziative extra bando e via discorrendo. Per ora è rimasta lettera morta. Da questo umile spazio facciamo appello alla responsabile della trasparenza e anti corruzione, la segretaria Marina Inches, affinché sia semplicemente rispettata la legge e i cittadini sappiano quanto costa, chi ha scelto, come e perché le offerte per questa Summer Time che sta creando più problemi che altro.

Già che ci siamo, poi, notiamo sui volantini la presenza di sponsor. Bella iniziativa, non c’è dubbio, ma esiste un capitolo in entrata di quei fondi? E  dov’è? E per cosa sono stati utilizzati? Speriamo non sia vero, infine, ma a quanto sembra il cellulare che compare su manifesti e volantini  è quello di un dipendente del Comune che in realtà per l’ente si occuperebbe d’altro….

E’ tutto a posto, tranquilli, mancano solo i campanacci e i fischietti della Corrida: benvenuti alla Summer time di Anzio

 

Summer time è iniziata, il resto lo ignoriamo

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Ci hanno messo oltre un mese, con in mezzo una crisi poi rientrata benché le dimissioni fossero irrevocabili, ma da qualche giorno abbiamo il programma di Anzio Summer time 2016.  Di solito iniziavamo con la festa patronale, il palio del mare, quindi i primi spettacoli a luglio, ora il passato recente va in archivio come non fosse avvenuto.

Alla conferenza nella quale illustravano, senza farci capire, il motivo delle dimissioni di Cafà e Nolfi e quello del loro rientro, il sindaco Bruschini con una delle sue proverbiali battute diceva che dopotutto l’estate non era ancora iniziata. Eppure il palco di Villa Adele – del quale ancora non conosciamo gli atti, alla faccia della trasparenza – è stato fatto allestire dall’1 giugno.

Segno che per alcuni, al Comune, l’estate inizia allora e per il sindaco evidentemente da quando si possono elencare gli spettacoli perché si sono trovati i soldi per coprire gli impegni già assunti da assessori, consiglieri e associazioni “amiche“. Non sappiamo quanti, ma radio Comune parlava apertamente di appena 25.000 euro disponibili e della necessità di trovarne almeno altri 75.000 nelle pieghe di bilancio.

Per un programma, al solito, che mette insieme di tutto e di più con criteri che sono, evidentemente,  quelli di accontentare un pubblico variegato. O forse chi è il più bravo (e speriamo economico) a fornire programmi che vadano bene all’assessore di turno e alla pletora di chi ruota intorno agli eventi estivi. Se Battista arriva per l’ennesimo anno, pazienza. Ci sarà il pienone e com’è noto ai nostri amministratori basta quello.

Ma c’è un’altra cosa che ignoriamo di questa Summer time e che sarebbe interessante conoscere, per dire che dopotutto ci sono cittadini che l’anello al naso ancora non ce l’hanno. A febbraio di quest’anno è stato fatto un bando, non sappiamo quanti hanno presentato proposte, chi sono e soprattutto se e come sono stati scelti coloro che avrebbero “portato” le manifestazioni estive. Ignoriamo se ci sono iniziative extra bando, scelte da chi e perché. Non sappiamo criteri, né costi, degli eventi che terranno compagnia fino a metà settembre (potremmo chiamarla l’estate secondo il calendario di Luciano Bruschini) a chi deciderà di frequentare Villa Adele e dintorni.

 

 

L’estate e quel palco montato, la trasparenza è ancora un optional

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Villa Adele (foto prolococittadianzio.it)

E’ bastata la lettera di un’operatrice a far scendere in campo il delegato al turismo del Comune di Anzio e a replicare che sì, ci sono stati dei problemi, ma che oggi avremmo conosciuto il programma (ma non esce ancora) a estate ormai pressoché finita.

Il punto non è questo, chiaro, si facciano o meno gli spettacoli la figuraccia ormai c’è. E l’idea è che dal sindaco in giù interessino poco le pessime figure, l’importante è restare ai posti di comando.

La questione è davvero di trasparenza, Luciano Bruschini del sindaco non è solo omonimo, ma ha anche appreso l’arte del “non so“.

Allora: in un Comune normale, in una città che viaggia sui 60.000 abitanti, chi si occupa di un settore anche solo dal punto di vista politico, dovrebbe sapere quanti hanno risposto a un bando, chi e come è stato scelto, e anche spiegare – in assenza di atti – com’è stato possibile montare un palco e quanto è costato. Luciano Bruschini “non sa“, come tanti altri colleghi alle prese con l’associazione “amica” da inserire nel programma. Va bene, facciano pure, perché noi siamo certi che sia tutto a posto per il programma e il palco a Villa Adele, ma vorremmo semplicemente capire.

Per questo aspettiamo che al suo rientro la segretaria generale voglia finalmente mettere mano alla trasparenza di questo Comune. Perché se c’è un palco montato deve esserci una scelta a monte, un’autorizzazione e un costo. E deve essere pubblico. Per legge.

Altro sono gli spettacoli per i quali la politica – già alle presi con la Beautiful della crisi – si sta affannando. Tanti impegni, pochi soldi, e l’ipotesi di prelevarli dal fondo di riserva.

Spettacoli “fai da te”, senza atti né programma. Siamo ad Anzio

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Apprendiamo degli spettacoli estivi ad Anzio – o del loro annullamento – da qualche manifesto spesso fuori dagli spazi consentiti, dai 6×3 che si trovano a Roma, dai siti di informazione locali. In Comune, con la crisi aperta, non c’è un programma degno di tale nota ma soprattutto non ci sono atti relativi all’estate 2016. Lo ha chiesto, invano, Danilo Fontana in consiglio comunale.

Intanto il palco a Villa Adele, come ogni anno, è stato montato. Sbaglieremo, ma non c’è traccia di atto che ci dica quanto è costato. La trasparenza, è noto, è un optional e finora l’avvento della nuova segretaria non ha cambiato le cose.

Il programma è “fai da te” e non c’è – né potrebbe esserci – una delibera quadro sull’estate 2016. Motivo? Segretaria in ferie, e pazienza si può chiamare qualcun altro, donne che mancano e quindi assenza di quote rosa in giunta, si farà come in passato con approvazione a posteriori. Una volta ristabilita la legalità in giunta….

Non sappiamo e difficilmente sapremo, poi, chi si è presentato al bando  pubblicato a febbraio dal Comune, chi è stato scelto e sulla base di quali criteri per gli spettacoli estivi, quanto ci costeranno.

Anzi, questo lo sentiamo dire. Sembra che consiglieri e assessori, i quali di fatto gestirebbero direttamente capitoli di bilancio o avrebbero in qualche modo dei soldi loro assegnati informalmente per gruppi, associazioni o singoli organizzatori “vicini” (e magari alla fattura numero 1….) abbiano “garantito” chi deve venire a fare gli spettacoli. In bilancio, però, raschia raschia ci sarebbero solo 25.000 euro. Ne mancano almeno 75.000 se non di più e le ipotesi sono due: o si usano i pochi rimasti della “Bucalossi” o si attinge – udite udite – al fondo di riserva.

Ma occorre deliberare e – come dicevamo poco prima – non è possibile… Occorre firmare gli atti e dopo la nuova dotazione organica non ci sono ancora i decreti….

In tutto questo, almeno fateci un piacere: evitateci a questo punto depliant e manifesti, risparmiamo almeno lì qualche euro….

 

Estate 2016, finalmente c’è un bando

bandoestate2016

All’albo pretorio del Comune di Anzio è pubblicato l’avviso pubblico per chi vuole presentare iniziative da organizzare per la prossima estate. Finalmente ci sarà almeno un metodo da seguire per segnalare le iniziative che si intende realizzare.

Se continueremo a spendere soldi a pioggia o meno, invece, è tutto da capire perché a una lettura superficiale tutti possono proporre e sui criteri di scelta non ci sono indicazioni. Ma è un passo avanti, va dato atto all’assessore Laura Nolfi e al responsabile del settore, Aurelio Droghini.

Restano da comprendere i criteri, chi e sulla base di quali competenze deciderà “insindacabilmente” dando una valutazione “di ordine artistico, economico, tecnico“. In passato indagini del genere venivano fatte praticamente a voce, o grazie a questo o quel politico che sponsorizzava questa o quell’associazione o qualche impresario.

Il bando è per l’estate, diventa un’occasione e una sfida anche per l’opposizione. Di recente il Pd – dopo aver parlato nei mesi scorsi di “sperpero” dei soldi – ha presentato un programma alternativo. Cosa si poteva fare, per un anno, con la cifra spesa dal Comune per eventi in molti casi singolari. Ebbene si trovi qualche organizzatore, associazione o singolo che proponga – sulla base dell’avviso pubblicato – una delle iniziative avanzate dal Pd. Sarebbe un altro passo avanti.

Hai visto mai che per una volta, uscendo dal politichese, possa nascere qualcosa di positivo per la città?