Bruschini, gli ultimi fuochi e il caso Villa Adele

disabilivilladele

Quelli di ieri sera, belli, sono stati gli ultimi fuochi d’artificio con Luciano Bruschini sindaco. Macchiati da quanto avvenuto la sera prima a Villa Adele, con la vicenda dei disabili in ultima fila e della stampa rimasta fuori. Ecco, dopo gli ultimi fuochi il sindaco ci faccia vedere che è tale e faccia un gesto indispensabile: togliere la delega al turismo al suo omonimo finto dimissionario altrimenti revocare gli incarichi ad Angela Santaniello e al capo della sua segreteria e capo di gabinetto in pectore Bruno Parente. I due dirigenti hanno messo nero su bianco cose gravi. Gravissime. Mentre il delegato ha provato a scusarsi con i giornalisti e a spiegare che per i disabili c’è stata “l’alta affluenza” e c’era “esiguo personale in servizio”. Ovviamente con la “claque” pronta su facebook a dire che era tutto a posto e lui a dire che questa è “la sua verità“. Ma per piacere… Guardate la foto qui sopra, eccola la verità, eccola la visuale dei disabili.

No, quanto è accaduto e gli “affarucci” – sì sindaco, piccoli affari – che ruotano intorno a Villa Adele meritano un intervento. Non te lo chiederà la maggioranza, ognuno ha un “orticello” da guardare né l’opposizione – chi ha avuto il palco in quella stessa villa, chi i libri pagati, chi valuta un accordo elettorale –  mentre non sembrano da tempo particolarmente attente le forze di polizia e la magistratura. Allora provo da questo umile spazio civico a mettere in fila quello che succede e che non puoi fingere di ignorare.

Nel riportare quanto accaduto sabato sera, inliberauscita ha fornito un dato sul quale pochi sembrano soffermarsi: l’organizzatore ha detto che non c’era posto per la stampa perché il delegato aveva a disposizione 100 – sì cento – ingressi gratuiti. Lo sapevi sindaco, sì? I cento ingressi gratis (a chi, per quale motivo?) non sono stati raggiunti nemmeno con Bob Dylan per il quale arrivarono richieste anche dalla Presidenza del Consiglio. Qui, invece, ci sono e il primo “affare” è quello di mettere in piedi una stagione  – della quale ancora ignoriamo i criteri – per fare entrare gli amici degli amici. Ai quali aggiungere, basta affacciarsi dal lato polizia locale, chi si mette il tesserino del Comune e manda dentro gente. E’ finita? No, veniamo alla questione accrediti e chiariamo una volta per tutte: i giornalisti, piaccia o meno, raccontano questo territorio, li avete invitati voi, la pantomima non funziona e non decide un delegato o tanto meno un organizzatore chi entra e chi non. Fra l’altro gli accrediti stampa, per la cronaca, non sono soggetti a Siae. Lo dico senza avere accrediti in questa città da una vita, perché lavoro altrove. Roberta Sciamanna ha ricordato che non vado più a Villa Adele (sono andato per Papaleo, pagando, ma solo perché erano usciti i dati sui costi dell’estate 2016) perché non c’è chiarezza sulla gestione. Così come evito di andare a Villa Sarsina, dove qualcuno (leggere gli atti di “Malasuerte“) preferiva fare i suoi bisogni.

Ma restiamo a Villa Adele, a questa specie di extraterritorialità, per cui il delegato al turismo chiede “lumi” sull’Iva per gli spettacoli. Già, è prevista o non? Ma soprattutto, perché se ne interessa lui? Non lo sapevi sindaco? Adesso lo sai. Magari dillo anche all’anti corruzione, visto mai che decida finalmente di intervenire

Forse  ignori pure che mentre vi prendete 100 ingressi gratuiti, c’è un problema con il “service“, quello delle luci e del suono. Nella gara ne è stato preso uno di buon livello, ma in occasioni come gli Audio 2 o Battista ne serve uno migliore. Sai chi paga? Il Comune…. Sai chi è attivissimo nel cercare soluzioni? Il delegato… Della serie che agli organizzatori diamo il palco con service, un contributo, il prezzo dei biglietti (esclusi i 100, ovvio) e poi un ulteriore contributo per il service aggiuntivo. I problemi tecnici per gli Audio 2 erano questi, oltre ai pochi ticket venduti, non lo sapevi? Adesso sì….

Ce n’è abbastanza, non credi? E c’è un solo responsabile di questa situazione allo sbando come tante altre nella città, proprio te sindaco. Domani non succederà nulla, non ci saranno provvedimenti per il delegato perché le ragioni di una rabberciata maggioranza vengono prima di quelle della città e non da oggi. Allora “lascia fa, andiamo avanti, che te metti a fa….” E’ questa la tua  maggiore responsabilità.

Buon Ferragosto, di cuore, i fuochi – almeno quelli – sono finiti.

L’estate e quel palco montato, la trasparenza è ancora un optional

Villa-Adele

Villa Adele (foto prolococittadianzio.it)

E’ bastata la lettera di un’operatrice a far scendere in campo il delegato al turismo del Comune di Anzio e a replicare che sì, ci sono stati dei problemi, ma che oggi avremmo conosciuto il programma (ma non esce ancora) a estate ormai pressoché finita.

Il punto non è questo, chiaro, si facciano o meno gli spettacoli la figuraccia ormai c’è. E l’idea è che dal sindaco in giù interessino poco le pessime figure, l’importante è restare ai posti di comando.

La questione è davvero di trasparenza, Luciano Bruschini del sindaco non è solo omonimo, ma ha anche appreso l’arte del “non so“.

Allora: in un Comune normale, in una città che viaggia sui 60.000 abitanti, chi si occupa di un settore anche solo dal punto di vista politico, dovrebbe sapere quanti hanno risposto a un bando, chi e come è stato scelto, e anche spiegare – in assenza di atti – com’è stato possibile montare un palco e quanto è costato. Luciano Bruschini “non sa“, come tanti altri colleghi alle prese con l’associazione “amica” da inserire nel programma. Va bene, facciano pure, perché noi siamo certi che sia tutto a posto per il programma e il palco a Villa Adele, ma vorremmo semplicemente capire.

Per questo aspettiamo che al suo rientro la segretaria generale voglia finalmente mettere mano alla trasparenza di questo Comune. Perché se c’è un palco montato deve esserci una scelta a monte, un’autorizzazione e un costo. E deve essere pubblico. Per legge.

Altro sono gli spettacoli per i quali la politica – già alle presi con la Beautiful della crisi – si sta affannando. Tanti impegni, pochi soldi, e l’ipotesi di prelevarli dal fondo di riserva.