Ma non è una cosa seria…

Ma non è una cosa seria…

 

Ma non è una cosa seria…

Sì, quello che accade con i tesseramenti nel nostro baseball è a dir poco singolare. Da tempo si trascinava questa vicenda di Mendez. C’è chi ha risposto anche in modo piccato a baseball.it (http://www.baseball.it/leggi_articolo.asp?id=21741) che semplicemente chiedeva chi fosse per aggiornare il suo archivio, oggi scopriamo che c’era una irregolarità. Come c’è stata a San Marino per D’Amico, come qualcosa è accaduto – sia pure nel rispetto delle regole – per Florian.

Insomma, se questo è il massimo che esprime il nostro baseball – con un campionato che purtroppo è quello che è – siamo messi male. Molto male. E purtroppo non è la prima volta, perché fra i tanti va ricordato il caso Vigna per il quale nessuno si accorse del doppio tesseramento e poi la Fibs intervenne per portarlo con la Nazionale al torneo pre olimpico…

Non siamo nuovi a vicende del genere, dunque, e la storia di Mendez purtroppo conferma quanto pressapochismo ci sia in questo sport…  

 

 

Ospedale, il sindaco ha ragione. D’Alba faccia il manager

Ospedale, il sindaco ha ragione. D’Alba faccia il manager

 

Il sindaco di Anzio, Luciano Bruschini, ha ragione. L’ospedale è al collasso, mentre nella stessa Asl ci sono strutture sanitarie a pieno organico. Purtroppo quando si dice che la politica deve uscire dalla sanità non si va oltre i solenni impegni. Speriamo che il direttore generale della Asl, Fabrizio D’Alba – che nell’ambiente ci vive da quando è bambino, dato l’incarico di prestigio che la mamma ha avuto in Regione – dia un segnale. Quello di fare il manager e non ascoltare amministratori, politici e sindacati che chiedono di non spostare personale dai Castelli ad Anzio o dove serve. Perché, purtroppo, funziona così. A Priverno, anni fa, chiuso il reparto di ostetricia e ginecologia (300 parti l’anno, sic…), si pensava che le sei ostretriche sarebbero arrivate a risolvere i problemi di Latina (2.000 parti l’anno) ma solo una è in servizio. Le altre cinque? Due sono diventate sindacaliste, una è in ufficio grazie a qualche “sponsorizzazione”, due hanno scoperto di avere diritto alla legge 104 per assistere familiari disabili. Ecco, questa è l’Italia. D’Alba è giovane e si faccia valere perché il sindaco ha ragione ed essere presi in giro sarebbe troppo.   

Sostenete lo Stefano7baseballmeeting!

Sostenete lo Stefano7baseballmeeting!

 

Contribuite anche voi a sostenere il comitato che in memoria di Stefano Pineschi, giocatore di baseball strappato giovanissimo alla vita da un tumore, da tre anni si impegna a favore dell’ospedale di Anzio e Nettuno. 
Sono state già donate attrezzature per l’oncologia e la pediatria per circa 55.000 euro, quest’anno l’obiettivo è quello di aiutare ancora i bambini del territorio con un progetto dedicato all’emergenza e quindi al pronto soccorso pediatrico e uno alla prevenzione della sordità.
Prendete la maglietta, date il vostro contributo, fate battere allo Stefano 7 baseball meeting un fuoricampo anche quest’anno!

Giustizia: Mingiacchi, la montagna e il topolino

Giustizia: Mingiacchi, la montagna e il topolino

 

Sono passati cinque anni, Luciano Mingiacchi – caso più unico che raro – si dimise da direttore generale della Asl. Aveva l’obbligo di dimora ma dignitosamente decise di farsi da parte. Adesso è stato prosciolto, in udienza preliminare, dalle accuse di truffa, falso e abuso d’ufficio. Nessun elemento a suo carico.

Il vecchio adagio inglese racconta che gli errori dei giornalisti finiscono in prima pagina, quelli dei medici al cimitero e dei giudici in carcere. In questo caso in un provvedimento cautelare che ha avuto, comunque, delle conseguenze.  Chi risarcirà mai l’ex direttore generale? E perché non accorgersi, come era palese, che la Asl si era espressa contro i posti in più al gruppo Angelucci? 

Invece la montagna ha partorito il topolino e nessuno pagherà

Anzio conferma la bandiera blu, ora trasparenza

Anzio conferma la bandiera blu, ora trasparenza

 

Bene, Anzio ha confermato la bandiera blu e al di là delle polemiche che questo evento si porta dietro, ogni anno, è una buona notizia. Ribadisco una richiesta semplice semplice, alla quale in passato l’assessore all’ambiente Patrizio Placidi ha già risposto positivamente: si rendano noti i parametri che andavano rispettati e le risposte che il Comune ha fornito al questionario della Fee. E’ il modo migliore per capire e per smentire eventuali “denigratori” di questo riconoscimento.
Di seguito il comunicato ufficiale del Comune di Anzio

http://portale.comune.anzio.roma.it/archivio10_notizie-e-comunicati_0_491_0_3.html

Parte civile? Staremo a vedere

Parte civile? Staremo a vedere

 

Il Comune di Anzio si costituirà parte civile contro la cosiddetta “cupola” dei rifiuti? Lo sapremo quando inizierà il processo. Prendiamo atto – e sottoscriviamo – della petizione on line del comitato Tares equa. Una cosa è scritta nero su bianco dai magistrati che hanno svolto l’inchiesta: Anzio, ma anche Nettuno, sono state praticamente “costrette” a scaricare a Borgo Montello e quindi a spendere di più. 

Questo perché la “cupola” bloccava in Regione l’impianto di Aprilia, aveva il monopolio nel Lazio, faceva quello che riteneva opportuno e pazienza se i cittadini dovevano pagare di più. E’ tutto da accertare, sia chiaro, ma un segnale forte dal Comune di Anzio potrebbe anche arrivare. Se davvero si è pagato di più, hai visto mai che i Landi, i Cerroni e compagnia un giorno debbano restituire qualcosa alle casse del Comune?

Le speranze sono poche, la costituzione non è arrivata contro il clan Gallace-Novella o contro quello Noviello-Schiavone, figuriamoci nei confronti di persone con le quali se non amicizia c’è stato un rapporto istituzionale-imprenditoriale lungo anni. Vedremo cosa faranno il sindaco Luciano Bruschini e il rientrante assessore Patrizio Placidi, vedremo se dalla maggioranza qualcuno batterà un colpo e se dall’opposizione si leverà una voce in tal senso. Il processo è alle porte, il Comune sostiene ogni anno migliaia di euro di spese legali, una parcella in più – in questo caso – sarebbe un segnale nel verso giusto. 

 

A Latina il Pedibus, ad Anzio le auto tra i bambini

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A Latina il Pedibus, ad Anzio le auto tra i bambini

 

Lunedì a Latina partono. Il Pedibus diventa realtà. Ad Anzio lo fanno da qualche tempo al “Collodi”, ma intanto a via Ambrosini le auto continuano a passare tra i bambini. Va un po’ meglio altrove, ma la progettualità per un’iniziativa simile – ormai diffusa in tutta Italia – manca.

Non abbiamo neanche più i “nonni vigile” perché nel paese dei volontari a pagamento, finiti i soldi del Comune ai Centri anziani è finito anche il servizio. In Comune nessuno si preoccupa di mettere in piedi un progetto del genere, sono alle prese con ben altre dispute come sappiamo da tempo. 

 D’altro canto basta vedere la condizione delle scuole, che ora però avranno dei fondi annunciati in pompa magna, e la considerazione che si ha degli alunni. A Via Ambrosini, per esempio, dopo la visita di Roger Waters e il cancello dipinto in fretta e furia, è rimasto il resto dell’inferriata arrugginita. Riccardo Cocciante con due secchi di vernice voleva colorare tutti i muri per Margherita, qui ne sarebbe bastato uno per dire ai bambini che se non altro sono importanti quanto Roger Waters… 

Figuriamoci se c’è chi pensa al Pedibus… 

Per la cronaca, il dirigente della polizia municipale di Latina – che ha seguito da vicino anche questo progetto – è Francesco Passaretti, di Anzio. Nessuno è profeta in patria

Bandiera blu, un biglietto da visita. Ma serve trasparenza

Bandiera blu, un biglietto da visita. Ma serve trasparenza

 

E’ un biglietto da visita, su questo non ci sono dubbi. Le modalità per ottenere la Bandiera blu saranno pure disponibili ma dei parametri vanno rispettati. Adesso, alla vigilia dell’ennesimo vessillo della Fee, si ripropone il dibattito se Anzio la meriti o meno e se sia oppure no “vera”. 

Sostengo da tempo che è meglio averla che non e che se fosse veramente il caso di “acquistarla” lo farebbero tutti i Comuni per avere un biglietto da visita turistico. Ecco, il punto è questo: Anzio la ottiene, rispetta dei parametri, ma poi questo “biglietto” non lo sfrutta. Tutt’altro.

Altro e più serio discorso è quello della trasparenza. Anni fa, quando si scoprì che uno degli obiettivi da raggiungere era l’accesso al mare dei disabili e che Anzio l’aveva centrato ci si chiese – sulle pagine del settimanale “Il Granchio” – come fosse possibile. “Li portiamo a spalle” – replicò la responsabile dei balneari, Daniela Di Renzoni. Possibile, ma conoscere i parametri, sapere cosa ha fatto Anzio nel rispondere alle richieste della Fee, mettere on line la “griglia” e i risultati ottenuti è un dovere. L’assessore che torna, Patrizio Placidi, due anni fa decise di farli pubblicare. Lui fa “concessioni” dall’alto del suo consenso elettorale e politico, evidentemente, ma adesso le norme sulla trasparenza sono più stringenti e sapere come abbiamo preso la Bandiera blu per capire, per farne un motivo di vanto o perché no di critica, è indispensabile. Tutto on line, insomma, che ci vuole?

Ben venga questo riconoscimento, a patto che si sappia se realmente rispettiamo i parametri e come la Fee controlla e a patto di saperne fare un biglietto da visita vero. Altrimenti meglio lasciar perdere.