Rifiuti, biogas e sistema Anzio: ricapitolando…

Nella nostra città la memoria è corta. Cortissima. Il fatto che i rifiuti “umidi” vadano nella Biogas che a parole la maggioranza – in perfetta continuità con la precedente – vuole chiudere, può stupire gli ingenui. Asja ambiente aveva proposto – tempo fa – una convenzione al Comune e più di qualcuno si sarebbe speso perché fosse sottoscritta. La dirigente non lo ha fatto, ha deciso di bandire una gara, la segretaria le ha detto che c’era un errore e la gara è stata revocata. Il resto è cronaca di questi giorni.

Ma siccome, dicevamo, qui si dimentica presto, per chi vuole approfondire si può leggere come – dalle indagini e non solo – sia emerso in maniera lampante il “Sistema Anzio” che intorno ai rifiuti e alla biogas ha dato e continua a dare il peggio di sé. Penalmente ognuno è responsabile per sé, politicamente sappiamo quale maggioranza governa ininterrottamente da anni.

Rifiuti, biogas, Onu e quella dirigente “scomoda”

Avrei taciuto volentieri. In questo momento di emergenza nazionale dovremmo tutti pensare a uscire dal tunnel nel quale ci ha messo il Covid 19. Però la storia della biogas di Anzio – che in questo umile spazio venne “scoperta” – mi affascina assai. Se poi quello che accade in Comune porta alle dimissioni dagli incarichi a interim della dirigente Angela Santaniello, significa che qualcosa è successo di serio. E vorrei provare a capirlo.

Andiamo con ordine. Ci sono da conferire i “rifiuti umidi” , e il sindaco con propria ordinanza stabilisce che debbano andare nella biogas di via della Spadellata della Anziobiowaste. Sì, avete capito. Asja ambiente – che quell’impianto lo ha costruito e l’ha messo in funzione – ha rilevato la società che lo aveva proposto alla Regione con il benestare dell’allora assessore Patrizio Placidi e del dirigente dell’epoca Walter Dell’Accio, nel silenzio del sindaco #nzognende Luciano Bruschini.

Nel documento si legge che la decisione è adottata “a seguito di revoca di affidamento di incarico ad impianto di conferimento rifiuti da parte del dirigente dell’area tecnica”. Siamo al 23 aprile, il dirigente è ancora la Santaniello, a “interim”. Quale affidamento ha revocato? Mistero, perché all’albo pretorio (siamo pur sempre nel Comune della trasparenza “a soggetto”) non c’è traccia. Scopriamo dal Granchio che avrebbe tolto l’affidamento alla stessa Biowaste, perché la procedura adottata è stata contestata dalla segretaria generale. In autotutela, quindi, la dirigente ha revocato. Lesa maestà, evidentemente…. Così il sindaco ha deciso che i rifiuti vanno comunque lì. La spiegazione, dopo che del “terremoto” in Comune sono emerse le prime notizie, è che c’erano rischi per la salute pubblica e risparmieremo. Così recita un comunicato ufficiale.

Ora il sindaco è lo stesso che in campagna elettorale prometteva di andare all’Onu per non far aprire la biogas. Slogan per attirare voti, si dirà (un po’ come quello “Porto, inizio lavori 2005” della campagna per il secondo mandato). Bene, ma il sindaco è lo stesso che ha chiesto alla Regione – il 23 dicembre scorso – la revoca delle autorizzazioni per quell’impianto. Sostenendo, fra l’altro che: “la scrivente Amministrazione Comunale ritiene che la realizzazione dell’impianto sia incompatibile con la tutela paesaggistico territoriale e con la salute dei cittadini evidenziando nuovamente la presenza, nelle immediate vicinanze dell’impianto in questione (raggio minore di trecento metri). di siti sensibili quali due scuole, un centro commerciale ed un importante nucleo abitativo.
Che detti siti sensibili sono stati ritenuti dalla stessa Regione Lazio motivi di diniego dell’autorizzazione per la realizzazione di un impianto simile nella stessa area (Green Future). Che l’Amministrazione Comunale conferma la propria contrarietà alla realizzazione di impianti di trattamento di rifiuti potenzialmente nocivi per la salute dei cittadini”. D’accordo, ma il sindaco è lo stesso che per essere eletto si è accordato con Bruschini, Placidi e compagnia che quell’impianto lo avevano autorizzato. E lo avrebbero fatto anche con il secondo, se non fosse nata una sollevazione popolare. Perché poi dalle intercettazioni telefoniche è emerso quali fossero gli interessi politici intorno alla biogas. Il sindaco e la sua intera giunta, chi in maggioranza chi in “opposizione” (!?) erano in quel consiglio comunale. L’ex assessore Patrizio Placidi – intercettato in una delle inchieste che hanno riguardato l’ambiente in questa città – descrive perfettamente il meccanismo. Nel quale “Prima erano tutti d’accordo, mo il vuzzo me lo devo incollà io”. Vanno rilette quelle carte, descrivono bene il “sistema Anzio”, spiegano alla perfezione ciò che l’allora consigliere e oggi sindaco diceva a proposito degli impianti: “O vengono perché li chiamano o perché sanno che trovano terreno fertile”. L’hanno trovato, evidentemente. Perché a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si indovina.

E allora se la Santaniello fa qualcosa che non piace torna a essere “scomoda”, in perfetta continuità con quanto accadde quando sindaco era Bruschini che in Tribunale diceva “è la migliore dirigente che ho” e in Comune la lasciava sospesa, in mezzo a una “guerra” tra segretario di allora e dirigenti che sembra riemergere oggi. A quel “sistema Anzio” la Santaniello ha dato, pagando con una detenzione domiciliare ingiusta e uscendo assolta. Ma come funzionassero le cose – benché alla fine, penalmente irrilevanti – era chiaro già in quel procedimento. L’assessore, la cooperativa vicina e via discorrendo. Dissi in tempi non sospetti come la pensavo, su dirigenti e politica, proprio in occasione del ritorno al lavoro della dottoressa Santaniello. Poco deve essere cambiato

Ora che è diventata “scomoda” si sostituisce, dando l’interim a un dirigente a tempo (Luigi D’Aprano) sul quale era forse il caso di farsi venire qualche dubbio, almeno leggendo cosa dice la Corte dei conti

Ma in questo Comune abbiamo controllori e controllati, abbiamo avuto dirigenti con titoli sbagliati, sceriffi scelti dalla politica (e tenuti da questo sindaco) figuriamoci qual è il problema… Personale che le pressioni della politica le ha subite: lo hanno messo nero su bianco in molti (dall’ex segretaria Inches destinataria pure di un proiettile al suo predecessore Savarino, fino alla Santaniello) in denunce rimaste sulla carta.

Ma ad Anzio il mare è una tavola, così il neo dirigente a interim nomina all’ambiente una vecchia conoscenza come Walter Dell’Accio. Che per quel settore è indagato (e per chi scrive innocente, fino a prova del contrario) ma in un procedimento è vittima. Quello del passaggio da Giva a Parco di Veio, con minacce pesanti subite. Che in quella – come in altre inchieste dove troviamo sempre nomi di questa maggioranza o molto vicini – emerga palese il “sistema Anzio” è noto, ma che tra gli imputati figuri l’attuale assessore all’ambiente che darà l’indirizzo politico a Dell’Accio è un dettaglio che pure al responsabile dell’anti corruzione deve essere sfuggito.

Paride e il “patto della pizza”, non ce l’avevo con te…

Devo delle scuse a Paride Tulli, da qualche giorno ho ricevuto una sua mail rispetto al “Patto della pizza” che pubblico solo ora. Un paio di precisazioni preliminari: non ce l’avevo con lui quando mi riferivo a chi rientra nel Pd, ma ai membri di quel direttivo che non mi volevano candidato e scelsero apertamente di andare con Palomba. Sul “sistema Anzio” non è riferito alla scelta delle candidature e lo sa bene, ma è quello di certi affari….

La replica

Caro Gianni,

una precisazione sul tuo articolo uscito oggi, il sottoscritto al quale ovviamente ti riferivi in chiusura, non è affatto rientrato nel PD rimanendo un socialdemocratico convinto come dissi nel 2013 uscendo da quel PD renziano e a guida locale De Micheli. Rivendico la mia, e credo di tutti i candidati della lista Palomba, convinta opposizione a questa amministrazione nonostante la scelta censurabile dello stesso Palomba di passare in maggioranza con l’UDC senza l’avallo di quei 24 candidati che gli hanno consentito di fare il consigliere. Riguardo il “patto della pizza” ero l’unico dei presenti a non aver votato De Angelis quindi fuori da logiche “vendicative” e presente per spirito di amicizia tra ex assessori e ex consiglieri a ricordare passate vicende più o meno piacevoli, del resto a quel consesso erano presenti i rappresentati politici di tre consiglieri di maggioranza: Marigliani, Cafà e Palomba. Pertanto ogni spirito revanscista contro De Angelis si spegneva sulla realtà dei fatti, almeno per quanto mi riguarda. Del resto il sistema Anzio lo conosci bene pure tu, quando si accetta di essere candidati solo di mezzo partito, evitando le primarie con gli altri candidati della sinistra, compreso Palomba, il risultato non poteva essere che quello, e te lo dice uno che solo dieci anni fa ha preso come candidato sindaco il 30% con solo due liste e portato il PD al 25% con otto consiglieri, tanto per la cronaca.

Paride Tulli

L’aggressione, il “sistema”, la città senza futuro

Dopo l’aggressione al giovane nigeriano avvenuta ad Anzio nei giorni scorsi ho scritto, di getto, su facebook che la città non è questa. Una posizione criticata – e ci mancherebbe – ma che provo a spiegare meglio qui, anche alla luce dei particolari che stanno emergendo.

Partiamo dai precedenti, almeno da quelli che ricordo per averne raccontato negli ultimi 30 anni: egiziano pestato in piazza Pia, spedizione punitiva al residence “Corallo” a Nettuno (mica arrivano solo oggi, i migranti), indiano bruciato alla stazione di Nettuno, aggressione nei pressi dell’allora “Caravella” ad Anzio ai danni di un tunisino. Possiamo dire che basta questo per associare alle città il razzismo? O vogliamo dire che ci sono tanti, tantissimi esempi di integrazione? E tanti, tantissimi cittadini – da ultimo Franco Gallinari che ha soccorso il ragazzo nigeriano – pronti a intervenire al di là del colore della pelle?
Ecco, io penso che Anzio e Nettuno siano Franco, siano i bambini che frequentano le scuole e che parlano meglio italiano della loro lingua “madre”, siano il centro accoglienza Don Orione – che bruciò misteriosamente e siamo stati in grado di ricostruire meglio di prima, facendo continuare a svolgere il suo ruolo indispensabile – o le tante associazioni che si occupano di integrazione.
Poi c’è altro, il clima di odio che non è di oggi e non riguarda solo chi ha governato fino al mese scorso ma che un ministro come Salvini ha certamente acuito.
Ma non è questo il punto, a modesto parere di chi scrive, come non lo sono le prese di posizione ufficiali della politica di casa nostra o coloro che in risposta a un nigeriano aggredito ad Anzio postano su facebook le “gesta” di un migrante in qualsiasi altro posto d’Italia.
La questione è altra e va posta a chi ci governa da oltre un ventennio. Uno dei genitori dei ragazzi che hanno aggredito il nigeriano ha detto “la politica l’abbiamo vista quando c’erano da attaccare i manifesti per le elezioni, a 8 euro”. Indovinate per chi li attaccavano, dai non è difficile…
Cosa c’entra? Provo a dirlo: cosa ha fatto la politica di casa nostra – al di là del “sistema Anzio” che ruotava e ruota intorno all’appalto dell’immondizia e ad altri pubblici – per i suoi ragazzi e quelli immigrati? Oltre quello che definisco “collocamento per disperati” – nel quale gli aggressori sono purtroppo cresciuti – quali politiche di integrazione sono state portate avanti? Quali politiche sociali – non i fondi a pioggia – sono state poste in essere? Non c’entra semplicisticamente il razzismo, no. Anzi, è quasi troppo comodo. C’è sicuramente anche un razzismo più che latente – basta leggere certe risposte sui social – e dobbiamo interrogarci su cosa lo alimenti, non c’è dubbio. Ma la città che accoglie ha sempre dimostrato di essere più forte. È debole la città figlia del “sistema Anzio”, quella sì. La città che deve ricorrere al “collocamento dei disperati”, di chi con il miraggio di una casa a basso costo si è trasferito, è residente, e che non conosciamo. E su questo servono risposte.

Le deve fornire anzitutto l’amministrazione (dopo mesi di brand e sold out, non troviamo la presa di posizione del sindaco sul sito ufficiale del Comune rispetto a questa aggressione, per esempio) dobbiamo provare a darle tutti insieme. È una sfida, bella e difficile. Perché c’è la vittima dell’aggressione e ci sono due ragazzi altrettanto vittime. Di una città senza futuro.

La Piccola, dieci anni di prese in giro e oggi paghiamo…

Questa è una città che dimentica in fretta e che saluta ogni annuncio senza porsi grandi domande. A me fa piacere che il Consiglio comunale, finalmente, abbia deliberato per acquisire l’area della “Piccola” e quella su viale Mencacci.

Però ho il dovere di ricordare che per un decennio il sindaco attuale e il suo predecessore ci hanno preso quantomeno in giro. E se oggi pagheremo le cifre che si leggono nel comunicato ufficiale, forse qualcosa è stato sbagliato dal 2008 a oggi o evidentemente ci raccontavano una cosa per un’altra.

Perché quell’area doveva esserci ceduta a un prezzo simbolico, ma ovviamente nessuno lo ricorda o finge di non ricordarlo. Non solo, se è vero quello che ci dicevano all’epoca, le aree dovevamo averle ancora in comodato d’uso. Invece il “modello” di amministrazione non ha dato seguito a quanto concordato e le Ferrovie si sono riprese tutto.

Così paghiamo quello che avremmo dovuto avere gratuitamente, in cambio di interventi evidentemente mai programmati e tanto meno realizzati. Siamo realisti, non c’erano i soldi, ma in un decennio nemmeno ci si è preoccupati di cercarli, di programmare. Si è navigato a vista. Qualcosa, a dire il vero – e basta leggere i debiti fuori bilancio – è stato fatto: un servizio di sorveglianza figlio del “sistema Anzio”, altro che del #brandAnzio…

Ma ribadito che avere l’area è importante – a patto di non fare ulteriori speculazioni, sempre dietro l’angolo per chi ha portato avanti il piano regolatore con “varianti, cemento e furberie” – mi sembra corretto far rileggere cosa ci raccontavano.

Ecco la ricostruzione, brutta cosa gli archivi dei giornalisti….

Intervista a Candido De Angelis settimanale “il Granchio”, febbraio 2008
Risposta a quale fosse la peggiore cosa fatta nei due mandati da sindaco “Non essere riuscito a definire con le Ferrovie l’acquisizione della stazione e della Piccola, non per nostra cattiva volontà, certo, solo che quando passo lì davanti mi rendo conto del brutto biglietto da visita che diamo

Intervista a Luciano Bruschini settimanale “il Granchio”, campagna elettorale 2008 (lui e De Angelis abbracciati sui depliant “Continuiamo insieme“)

Lavori pubblici, su cosa puntate?
Il porto è la grande opera. Poi completare la metanizzazione per la quale i lavori stanno partendo, il palazzetto dello sport, sistemazione della Piccola e piano parcheggi in tutta la città, uno dei quali se ci accordiamo con l’ospedale militare potrebbe essere all’ex Grisetti“.
Riaprirete piazza Pia?
Studieremo forme di viabilità diversa ma una riapertura totale non sarebbe compresa dalla maggioranza della popolazione” (oggi era nel programma con il quale hanno vinto le elezioni e lo stanno studiando)

Settimanale “il Granchio”, 4 agosto 2008
Servizio sull’incontro con Ferrovie

“Due grandi aree di parcheggio attrezzate, con alberature e servizi igienici. La stazione ferroviaria ripulita e guardata a vista 24 ore su 24. Sembra finalmente arrivare a compimento la trattativa “infinita” tra il Comune e il gruppo Ferrovie dello Stato che sigleranno un accordo, si spera sia la volta buona, per una cifra simbolica da riconoscere al gruppo in cambio della cessione al Comune di Anzio dell’area della Piccola e di quella di viale Mencacci da destinare a parcheggi e degli stabili della stazione ormai abbandonati a se stessi. E’ il frutto di un incontro che il sindaco Luciano Bruschini ha avuto con l’amministratore delegato Mauro Moretti, presente anche il senatore Candido De Angelis. (…)”

20 febbraio 2009
Comunicato diffuso dal Comune

“Protocollo d’intesa tra Ferrovie e Comune di Anzio”

Questa mattina il sindaco di Anzio, Luciano Bruschini e l’Amministratore Delegato delle Ferrovie dello Stato S.p.a., Ing. Mauro Moretti, hanno firmato il protocollo d’intesa che prevede la cessione al Comune, in comodato d’uso gratuito per vent’anni, della gestione, manutenzione e ristrutturazione dei fabbricati viaggiatori e delle attrezzature delle fermate ferroviarie di Anzio – Anzio Colonia – Marechiaro – Villa Claudia – Lido di Lavinio – Padiglione. Inoltre, al Comune di Anzio, è stata ceduta la gestione del parcheggio dell’area di 36.540 mq, denominata “La Piccola”, alle porte del centro cittadino e dell’area della vecchia linea dimessa “Anzio – Anzio Porto” che sarà destinata alla viabilità ed a spazi di pubblica utilità. “Ringrazio l’ingegner Moretti e le Ferrovie dello Stato, – dice il Sindaco di Anzio – per la stipula di questo importante protocollo che consentirà all’Amministrazione Comunale di riqualificare e mettere in sicurezza le sei stazioni del territorio e l’importante area che, in vista della realizzazione del nuovo Porto, costituirà una fondamentale zona parcheggio alle porte del centro e nelle vicinanze di Villa Albani. Ritengo le sei stazioni, ogni giorni frequentate da diverse migliaia di cittadini e turisti, il biglietto da visita della Città e per questo – continua Bruschini – ci siamo impegnati, compatibilmente con le risorse finanziarie dell’Ente, ad occuparci della manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili, delle aree di pertinenza nonché della sorveglianza e della custodia di luoghi dove non devono più verificarsi episodi di violenza e di devianza. Desidero ringraziare, per la proficua collaborazione prestata, il Senatore, Candido De Angelis, con il quale la scorsa estate avevamo avviato le relazioni con l’ingegner Moretti”.

PROGRAMMA DEL COMUNE DI ANZIO PER LE AREE OGGETTO DEL PROTOCOLLO CON LE FERROVIE DELLO STATO SPA:

a) provvedere al potenziamento dei servizi della città e alla riqualificazione delle stazioni ferroviarie, offrendo anche maggiore sicurezza ai cittadini;

b) realizzare, nelle aree non più strumentali al servizio di trasporto della stazione di Anzio, un parcheggio pubblico di scambio, al servizio anche del centro storico e del porto, per almeno 950 posti auto in attuazione del Piano regolatore vigente che destina tali aree ad “Attrezzature di interesse generale”;

c) riqualificare le fermate ferroviarie attraverso la loro trasformazione in centri di servizi per la città con l’insediamento nei fabbricati viaggiatori, non più necessari alle attività ferroviarie, delle stazioni di Anzio, Villa Claudia, Lido di Lavinio e Padiglione di servizi pubblici ed attività in grado di costituire efficace presidio delle rispettive aree di stazione;

d) ricomprendere le aree delle sei fermate ferroviarie di Anzio nel sistema integrato comunale di monitoraggio e controllo remoto della sicurezza pubblica;

e) destinare ed attrezzare a spazi pubblici le porzioni della linea dismessa “Anzio-Anzio porto”.