“Sistema Anzio”. A futura memoria

Quello che sabato ho detto alla manifestazione “Il silenzio è mafia” è ciò che racconto e scrivo su questo territorio da circa 40 anni. Andavo in piazza “Contro ogni crimine” quando alcuni dei protagonisti della vita pubblica di Anzio non erano forse ancora nati e altri, invece, già erano seduti in consiglio comunale. Ho fatto del mio lavoro anche un impegno civile, che molti amano limitare alla sola candidatura a sindaco del 2018. Le cose che ho scritto e raccontato le ho dette in quella campagna elettorale e nell’unico consiglio comunale al quale ho partecipato, mantenendo fede alla parola data.

Non ho altri scopi, non devo “fare” politica, non sono in campagna elettorale permanente ed effettiva come chi guida la città dal ’98 a oggi e le sue maggioranze. Come è noto nel 2018 non sono stato eletto e rispetto profondamente la scelta dei cittadini, se avessi avuto l’onore di diventare sindaco più che dire in continuazione le percentuali degli avversari avrei prestato tempo ad ascoltarli. Se fossi diventato sindaco, nessuno in odore di ‘ndrangheta avrebbe detto “abbiamo sbancato ad Anzio, prefigurando chissà quali affari. Al posto di chi si innervosisce per le cose che ho ripetuto in piazza – citando atti giudiziari e documenti o vicende di questa amministrazione – mi preoccuperei di chi in odore di ‘ndrangheta dice di aver sostenuto più di qualche eletto in questa maggioranza. E mi preoccuperei di dove è stata portata questa martoriata città e dell’onta che loro – nessun altro – le sta facendo subire. A futura memoria.

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