Ci scioglieranno? Chissà. Ma se per voi è normale che…

Al Comune di Anzio continuano a inondare la pagina facebook istituzionale delle cose fatte, riprendendo campagne del passato. Provano – parafrasando Guccini – a dirci cose vecchie con il vestito nuovo. Comprensibile, dato il marasma che sta vivendo la città. Nel “fortino” di Villa Sarsina c’è chi assicura – dicono sindaco in testa – che non ci sarà lo scioglimento per condizionamento della criminalità. Continuano a uscire carte (e articoli di giornale) nelle quali leggiamo il contrario, però non si decide in base a quello e ci sono sempre “le vie infinite della politica”.

Facciamola lavorare, quindi, la commissione. Solo che ciò che hanno appurato la Dda e i carabinieri pesa come un macigno. Al di là dei reati, ricordo che la responsabilità penale è personale e si è innocenti fino a prova del contrario, lì emerge in maniera evidente il “sistema”. Nelle carte ci sono i collegamenti con ogni indagine precedente (Malasuerte, Evergreen…) gli interessi sui rifiuti, le assunzioni, i voti, persino le tangenti che avrebbero preso due funzionari che però in carcere non ci sono andati, forse per aver “consegnato” quello che era considerato il male oscuro dell’amministrazione. Invece…

Ecco, chissà se il Comune guidato dal ’98 dalla destra subirà l’onta dello scioglimento, ma possibile che questa città si sia abituata al fatto che tutto “è normale”?

Sì, per chi guida l’amministrazione e chi la sostiene “è normale” che si facessero accordi con persone diciamo poco raccomandabili, anche mentre erano ai domiciliari, oppure che si procurassero lavori e vantaggi. Normale che ci sia chi interviene per un debito di droga, viene minacciato per non compare una pescheria o perché ci sono lavori finiti a un’azienda di Aprilia e non alla loro. Normale che si faccia la conta dei voti e alla fine si dica “te ne hanno dati 10 di meno” ovvero che esistano liste di persone da far assumere alla Camassa, guarda caso in pieno periodo elettorale. Come accadde – pari pari – nel 2013, quando chi guida la città voleva “mandare a lavorare” chi poi è stato suo alleato nel 2018 e oggi lo porta dritto nell’inferno che leggiamo.

E a proposito di Camassa, ma anche di ingresso in Aet – la municipalizzata di Ciampino – è interessante l’interrogazione parlamentare presentata di recente da De Petris e Ruotolo

Ciò che emerge dall’indagine Tritone è che la politica – che dovrebbe essere un argine al malaffare – si è prestata in ogni modo e non sarà reato, non ci scioglieranno, ma si deve smettere di pensare che tutto questo sia “normale”.

Mentre c’è chi cita – con il suo ruolo istituzionale – Pierpaolo Pasolini, annunciando eventi prossimi venturi (la cultura è sempre un bene) qui è il caso di riprendere il famoso “Io so…” Così, per ricordare che qualcuno – tra i quali chi scrive, ma è un dettaglio – certe cose non le ritiene “normali” e non da oggi. Il “sistema Anzio” è a nudo, nero su bianco, non sarà reato e non ci scioglieranno ma per i danni fatti all’immagine della città, alle istituzioni, ai cittadini, è ora che vada a casa.

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