Piscina: felici, contenti e con ristoro. Ma il Comune ci rimette

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Partiamo dal dato positivo: l’attività di circa mille ragazzi è garantita, la pallanuoto avrà un posto nel quale continuare a giocare grazie all’affidamento alla Fin, a breve (così dicono) sarà pronto il bando che da ottobre 2017 a oggi nessuno è stato in grado di “partorire” e quindi avremo un affidamento della piscina di Anzio degno di tale nome. Fine.

Non ti sta bene mai niente, però...” Esatto, perché questa vicenda dell’affidamento alla Federazione italiana nuoto – del quale si parla da mesi e che si è formalizzato secondo la delibera adottata in giunta ai primi di settembre – sembra tutto fuorché un vantaggio per il Comune. Attenzione, non che l’ente debba lucrare sui propri impianti – nessuno se lo sogna – ma almeno ricevere un canone per lo spazio che concede, quello sì. Martedì la vicenda sarà affrontata in commissione trasparenza e speriamo di saperne di più. Per adesso siamo agli atti.

La Federnuoto gestirà tutto e se andasse male “Il Comune, in considerazione della già richiamata natura provvisoria dell’affidamento della gestione, delle difficoltà di quest’ultima di intervenire nella conduzione dell’Impianto senza aver potuto provvedere ad una adeguata programmazione delle attività nonché della conseguente impossibilità di provvedere ad un ammortamento degli impegni economici assunti su più esercizi, si impegna inoltre a valutare, al termine del periodo di gestione temporanea della FIN, interventi a favore di quest’ultima in caso di saldo passivo di gestione da documentarsi con apposito rendiconto gestionale analitico, supportato da idonea documentazione di spesa”. Da non credere, ma è così. Anche se non vogliamo nemmeno lontanamente immaginare che la Fin non abbia le capacità di gestire un impianto simile chiudendo in pareggio.

Intanto il Comune provvede alla manutenzione ordinaria (che prima era a carico del gestore) e straordinaria (a questa già pensava prima) sperando che non ci siano muri pericolanti, come accadde per allargare il “Deportivo” e consentire di realizzare le uscite di sicurezza.  Il Comune “abbona” anche la tassa rifiuti e qui sarebbe interessante sapere se la società uscente – che da sempre gestisce l’impianto – è o meno in regola con i pagamenti. Ma anche cosa deve fare un cittadino per avere lo stesso trattamento della Fin….

Nel frattempo la Fin potrà fare o dare in gestione “attività accessorie di accoglienza-ristoro-bar” e c’è da immaginare che anche per quelle, lo smaltimento dei rifiuti sarà a carico del Comune. Sempre che non si voglia realizzare un Deportivo 2. Perché insistiamo? Perché la vicenda – anche penale – di quella discoteca/ristoro su un luogo pubblico e in danno del Comune, secondo l’accusa, è legata a doppio filo alla gestione della piscina. Lo spazio esterno era dato in “comodato d’uso” in cambio di una manutenzione ordinaria che a quanto pare nessuno ha visto o che non deve essere stata sufficiente se anche nell’intesa con la Fin si fa riferimento alla manutenzione da svolgere.  

La delibera e la convenzione allegate dicono molto, allora, ma non tutto.

Ad esempio, chi sta gestendo e per conto di chi le iscrizioni pubblicizzate in ogni dove? Chi pagherà le mensilità arretrate agli istruttori della piscina? Chi selezionerà i nuovi (che poi sono sempre gli stessi, da quanto si apprende) e chi li pagherà? Chi gestirà l’impianto, la Fin direttamente o chi è uscito dalla porta rientra dalla finestra? Si parla di una soluzione con Latina, anche questa circola da tempo, ma di atti non se ne vedono: è vero?

Per questo è bene che in commissione trasparenza sia chiarito ogni dubbio, a partire dalla interpretazione – speriamo non sia come per la virgola dell’ottavo assessore o la percentuale delle quote di genere – relativa all’affidamento diretto.

Non ti sta bene mai niente, però… E tu che avresti fatto?

Giusto. Premesso che la foglia di fico di essere stati eletti il 10 giugno non regge, dato che questa è la prosecuzione della maggioranza di Luciano Bruschini, intanto mi sarei chiesto perché da ottobre 2017 il bando non è stato preparato. In quel settore, guidato da chi è lì con un titolo per un altro (e che questo sindaco, ben sapendo, ha confermato) hanno saputo copiare e incollare una delibera di Civitavecchia per il nodo dei pagamenti, indicando anche il dirigente del Comune a nord di Roma, non sono stati capaci di prendere un bando e “ritagliarlo” sulle esigenze di Anzio? Ci credo poco. Bastava andare su google, in provincia di Avellino – non a Treviso o Sondrio – nel 2012 già si affidava l’impianto così…  (http://www.pratolaserra.gov.it/garebandiappalti/1908-bando-per-laffidamento-in-gestione-della-piscina-comunale-del-capoluogo ) ma gli esempi, volendo, sono decine.

Avranno avuto pressioni dalla maggioranza passata e presente? Si sa che sul patrimonio pubblico c’è chi ha costruito fortune politiche, basta arrivare a Falasche per esempio…

Di certo non darei 100 su 100 al raggiungimento degli obiettivi del dirigente medesimo (vedrete, lo avrà…) e neanche l’avrei tenuto in quel posto. Pur eletto a fine giugno, proprio per non lasciare 1000 ragazzini per strada, mantenere le tradizioni e via discorrendo avrei optato per l’affidamento “ponte” di un anno: avviso al quale rispondere entro un mese (fine luglio, inizio agosto) aperto alla partecipazione dei gestori uscenti e di altri, al miglior offerente partendo dalle condizioni date.

Nel frattempo si sarebbe finalmente predisposto il bando, quello con le migliorie da apportare che danno punteggio, l’esperienza acquisita, i titoli vinti e via discorrendo.

Qui ci ritroviamo, è vero, con la piscina aperta, i ragazzini, la squadra, gli istruttori che lavorano…. Siamo tutti felici e contenti, avremo anche il punto ristoro (e vedrete che ci sarà….) ma il Comune ci rimette.

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La piscina riapre, a che titolo? E’ peggio del caso Falasche

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Quello della piscina comunale di Anzio rischia di diventare peggio del caso Falasche. Ho sempre sostenuto, del resto, che quella fosse la punta dell’iceberg sulla gestione degli impianti e più in generale del patrimonio pubblico. La società domani riapre le iscrizioni, ma la proroga per gestire l’impianto è scaduta “a metà luglio” come previsto dalla delibera 112 del 28 dicembre. Adottata dalla maggioranza uscente che è poi, pure, quella entrante.

Non fosse altro che Bruschini ha voluto e blindato la candidatura dell’attuale sindaco, Attoni e Zucchini erano candidati, la Nolfi è stata eletta ed è tornata a fare l’assessore, l’ex delegato allo sport Millaci oggi è presidente del Consiglio comunale. Alessandroni si era dimesso, ma si è candidato ed è stato rieletto, quindi è tornato in giunta nonostante la inopportunità della vicenda Falasche.

Ma torniamo alla piscina, con in società (a meno che non sia cambiato qualcosa, nel frattempo) chi è finito sotto inchiesta per la vicenda Deportivo.

In quella vasca si sono vissuti momenti storici per questa città, soprattutto nel settore della pallanuoto arrivato negli anni ’90 fino alla serie A1. Ci sono intere generazioni passate da lì, ragazzini e adulti che hanno imparato a nuotare, è frequentata – si legge nella delibera – da circa 1000 iscritti e l’Asd Anzio nuoto e pallanuoto svolge una serie di attività per categorie disagiate, come è noto e come è riportato nello stesso atto.

Ma questo non basta, purtroppo: nella città del “ripartiamo dalle regole” e dell’annunciata “discontinuità” – benché fossero tutti nella maggioranza precedente – a che titolo viene occupato quello spazio? Di più, in Comune sanno bene che gli istruttori non hanno percepito, nonostante i 1000 iscritti dichiarati, gli ultimi due mesi di stipendi.

La delibera di dicembre è chiara: proroga fino a metà luglio, “nelle more della indizione di relativo avviso pubblico”. Sempre quell’atto stabiliva che “le procedure di gara dovranno essere espletate entro e non oltre la data della proroga”, cosa che non è avvenuta. Il dirigente con un titolo per un altro, avrà certamente avuto altri impegni.

Morale? Domani aprono le iscrizioni, il 12 settembre riprende l’attività come niente fosse e in presenza di una vicenda giudiziaria nella quale – in teoria – il Comune è parte lesa. Poi si  vedrà, del resto le costituzioni di parte civile sono “a soggetto”.

Allora la domanda è un’altra, a che titolo la società utilizza quegli spazi, da domani? L’ex sindaco avrebbe detto #nzognende, questo propende per #ncentrognende. Troppo comodo.

Il sindaco, la piscina, gli impianti, il “sistema Anzio”

Nel giorno in cui il sindaco di Anzio, Candido De Angelis, si preoccupa via facebook del motivo per il quale – a fronte dei successi italiani nel nuoto – non abbiamo una squadra e una tradizione natatoria, nonostante le piscine a disposizione, giunge una lettera che tra le righe spiega anche il perché. E’ dei cittadini che hanno speso notti insonni (causa rumori) e tanto tempo nel denunciare ciò che accadeva in quell’impianto e che non si sono arresi. Fino a quando il “Deportivo” è stato sequestrato.

La lettera ripercorre le diverse tappe e illustra alla perfezione il “sistema Anzio“, mentre a oggi la proroga per la gestione della piscina è scaduta e come per gli altri impianti affidati a società sportive, siamo nel limbo di chi è amico e chi non.

Ho sempre sostenuto che la vicenda  Falasche (tuttora irrisolta) fosse la punta dell’iceberg e la piscina lo dimostra. Basta aggiungere che gli istruttori hanno segnalato, ormai da circa un mese, che non hanno percepito gli ultimi due rimborsi.  Che siamo ad agosto e non si sa chi riaprirà l’impianto (se riaprirà) perché l’affidamento è scaduto e il bando scritto nella proroga non si vede. Ma leggete queste due pagine, è meglio di qualsiasi altra considerazione.

ps, De Angelis eviti la retorica: sa meglio di chiunque altro perché non abbiamo una tradizione natatoria…

Nuova sede della polizia locale, evviva. Ma fateci capire…

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Sarà recuperato e destinato a nuova (e indispensabile) sede della polizia locale l’ex commissariato di Anzio. Addirittura, si parla di trasferimento nei primi mesi del nuovo anno. E’ certamente una bella notizia, ma o ad Anzio si è in grado di moltiplicare pani e pesci – come raccontato nei Vangeli – o forse è il caso di capire cosa si voglia e possa fare con 35.868 euro, iva compresa, quelli dell’unica offerta presentata.

Vedete, nella richiesta di manifestazione d’interesse che potete scaricare al link seguente  bandoexcommissariato ci sono dodici punti per i lavori da eseguire. Quella richiesta, immaginiamo, è nata sulla scorta del sopralluogo di un tecnico o comunque di una perizia che agli atti, però, non c’è. Pazienza, solo una domanda: bastano i soldi stanziati per fare dalla pulizia all’impianto elettrico, dai pavimenti agli infissi?

E risulta, ma questo può dircelo solo l’ufficio tecnico, che esiste invece un progetto per l’intero stabile che si aggira sui 700.000 euro?

Ripetiamo, ben venga la nuova sede, comprensibile l’entusiasmo su un imminente trasferimento, ma a memoria lì cade tutto a pezzi e nell’ultimo periodo di permanenza del commissariato uno degli agenti che faceva sindacato si “calò” in una voragine che metteva a rischio la stabilità del palazzo, restando fuori solo con la testa.

L’impressione, sbaglieremo, è che sul patrimonio pubblico si continui ad avere poche idee e anche confuse. Speriamo, davvero, che bastino quei soldi e che a gennaio la polizia locale vada a via del Faro. Temiamo, invece, che servirà molto di più.

Ah, a proposito di patrimonio. Ecco cosa è successo oggi – dopo il sequestro dei mesi scorsi-  per il Deportivo. Nel silenzio della politica di casa nostra, ovvio.

Sport e patrimonio, la politica non paga e se ne frega

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Cosa? Portare in commissione trasparenza lo scandalo – perché tale è – degli impianti sportivi e del patrimonio comunale? Non sia mai. Si finge di essere interessati, si convoca la commissione (senza mettere l’avviso on line, altro che 3.0), poi si manda deserta.

Questo è successo ieri ad Anzio, con i soli Eugenio Ruggiero – presidente – e Cristoforo Tontini del Movimento 5stelle e nessun altro consigliere di maggioranza oppure opposizione. C’era tra il pubblico Flavio Vasoli, del rugby, che ha chiesto l’accesso agli atti e aspetta ancora risposta.

Risultato? Di certe questioni meglio non parlare. Per il Falasche c’è di mezzo un assessore, per la storia del Deportivo un potente ex dirigente del Comune, per tutto il resto c’è la corsa a trovare “protezione” perché le convenzioni sono in scadenza…

Poi c’è la vicenda delle sedi. I partiti, anche quelli che non esistono più, sono morosi. Lo ha ricordato qualche giorno fa il movimento “Città futura” con Chiara Di Fede, nel corso degli anni quella degli spazi pubblici è stata una battaglia del settimanale “Il Granchio” che in una delle ultime edizioni l’ha ripresa.  Chi è ormai il Pse, per esempio? C’è una determina di incarico legale di qualche giorno fa: 30.000 euro da recuperare da quella che era diventata un’attività commerciale, in via Roma. Qualcosa si muove, forse.

La politica non paga (il Pd il canone 2016 lo ha versato, per dovere di cronaca, quello del 2017 ancora no) e soprattutto se ne frega . Perché se mettiamo insieme i soldi del Falasche, quelli che la Procura presume siano dovuti dal Deportivo, quelli di concessioni revocate per morosità, di canoni non versati, se aggiungiamo consiglieri che hanno “dimenticato” di versare la Tari, viaggiamo intorno ai 4-500.000 euro. Tutti in qualche modo riconducibili a chi fa politica in questa città o appartiene al sottobosco.

Ecco, a chi si diverte a sostenere che dovrei smettere di scrivere rilancio una proposta: si vada in consiglio comunale ad affrontare l’argomento. Comincino a mettere la loro firma alla richiesta di convocazione i due presenti alla commissione di ieri, Ruggiero e Tontini, si unisca il Pd dimostrando che prima di “ragionamenti” e cose simili è ancora all’opposizione. Sarebbero le 5 firme necessarie per portare l’argomento in Consiglio. Senza impegno, senza immaginare alleanze, dimostrando semplicemente che le questioni si discutono nelle sedi dovute  Poi, se vuole,  unisca le sue firme pure chi pensa che questa vicenda deve essere affrontata alla luce del sole.

Forse fare politica è più questo che girarsi dall’altra parte.  Eccola una ulteriore differenza tra chi oggi è parte del sistema o lo tiene in piedi e #unaltracittà

Il Falasche, il Deportivo e tanti altri impianti morosi

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Le lettere dal Comune sono arrivate anche di recente. Anni e anni di tariffa per i rifiuti non pagata, canoni annuali da versare all’ente  e mai arrivati benché simbolici (5-700 euro) dopo l’assegnazione degli impianti sportivi.

Pochi, pochissimi in regola, gli altri – chi più chi meno – devono al Comune migliaia di euro. L’ufficio tributi e quello patrimonio se n’erano accorti da tempo, avevano avviato le pratiche, la politica aveva provato a “frenare“, ma le carte sono andate avanti. Così c’è chi è andato a regolarizzare e chi spera, ancora, nel “miracolo” di qualche consigliere amico.

Attenzione: conosco bene le difficoltà che si incontrano nel fare sport, nel mandare avanti una società, nell’offrire a decine, centinaia di bambini, corsi a costi contenuti se non gratuiti. Il problema, infatti, non sono le attività sportive che vanno avanti tra sacrifici, volontariato e riescono a malapena a dare rimborsi ai tecnici. No, il problema era ed è chi si è girato dall’altra parte.

Ecco perché Falasche e Deportivo (finito persino sulla Gazzetta dello Sport, a firma dell’esperto di nuoto Stefano Arcobelli, tanto è il clamore che ha avuto la vicenda) sono solo la punta dell’iceberg, come vado ripetendo da tempo. Ecco perché sui beni pubblici c’è da affrontare e definire – una volta per tutte – la questione.

Non può farlo chi governa oggi, ha dimostrato di non essere in grado, e non regge la scusa che “è per lo sport“. No, perché lo sport – quello vero – insegna al rispetto delle regole e non ad aggirarle.  Vogliamo far chiudere tutti gli impianti e mandare a casa centinaia di ragazzini? Assolutamente no, ripeto il plauso a chiunque si spende per fare qualsiasi attività, a maggior ragione a favore dei giovani. Ma un punto va messo.

Nelle convenzioni siglate all’epoca di De Angelis sindaco, si faceva riferimento ai bilanci delle società e questo potrebbe essere un parametro da seguire, un po’ come l’Isee per le prestazioni pubbliche. Molte convenzioni sono in scadenza, però, nessuno si inventi proroghe decennali in campagna elettorale, meno che mai se ci sono posizioni da sanare. Ecco, questo sarebbe un segnale condivisibile. Ci sarà? La speranza è l’ultima a morire, ma sono noti gli interessi di diversi esponenti di maggioranza per alcune attività sportive…

Intanto numerose società sono alle prese con avvisi di accertamento spediti dagli uffici, quelli che qualche politico continua a ritenere – a torto – “brutti e cattivi” solo perché fanno il loro dovere.  Chi non lo ha fatto oggi, ad esempio per il Deportivo, ha un problema da affrontare con la Procura. A proposito, finché è sequestrato, la piscina è priva delle uscite di sicurezza (che sono dalla parte trasformata in discoteca) e quindi questa vicenda, trascinata per anni, rischia di mettere a repentaglio tutta l’attività dell’impianto.

E’ una responsabilità di chi fa le indagini, di chi scrive, o di chi per anni si è girato dall’altra parte?

La sfida per chi si candida ad amministrare Anzio nel 2018  è guardare le cose e affrontarle, sempre nel tentativo di risolverle e mai con intento punitivo, ma soprattutto senza fingere di non sapere. E’ un’altra importante linea di demarcazione tra questo modo di “fare” politica e #unaltracittà

 

Beni pubblici, politica e affari privati. E’ ora di dire basta

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La decisione del dirigente dell’area finanziaria, Patrizio Belli, di far decadere la concessione della spiaggia che fa riferimento alla famiglia Succi, segue un analogo provvedimento – legato ai mancati pagamenti – del 2012, poi risolto perché nel frattempo l’azienda aveva saldato. La determina che parla di abusi (uno risaliva al 2002 e nel 2012, secondo una perizia, era ancora lì) di richieste di proroga, di parte di sistemazione, ci dice chiaramente come vanno le cose ad Anzio. Soprattutto sul demanio e sul patrimonio pubblico. Soprattutto se chi è coinvolto “fa” politica. Si comprende, umanamente, ogni difficoltà, ma chi amministra  ha il dovere di essere al di sopra di ogni sospetto. Il consigliere comunale Umberto Succi era nel 2012 ed è ancora oggi un “delegato” della società destinataria dell’ordinanza. Non ci sarà incompatibilità formale (questo dovrebbe dircelo la responsabile dell’anti corruzione), ma se finora non era successo nulla (o quasi) forse è proprio per il ruolo politico che ha.

Vogliamo ricordare la vicenda dell’hotel? Arriva una nota della Asl, resta nei cassetti per sei mesi, ne arriva un’altra e alla fine il sindaco deve firmare l’ordinanza di chiusura. Non ha alternative. Nonostante quella arrivano i richiedenti asilo, la Prefettura non sa o finge di non sapere che esiste un’ordinanza solo parzialmente revocata, il sindaco non va certo a fare le barricate come farà mesi dopo per Villa Anna e oggi la vicenda è al centro di un articolato accesso agli atti  presentato dal consigliere regionale Santori e da Chiara Di Fede per “Città futura“.

Ora arriva la decadenza, ci sarà ricorso e passerà l’estate, ci sono voluti mesi affinché l’ufficio tecnico rispondesse a quelli finanziari, ma arriva. Il dirigente Belli, in questo caso, sollecitato dagli uffici competenti, ha fatto come per la Ecoimballaggi che se non formalmente, è comunque molto “vicina” al consigliere comunale Geracitano.

Vogliamo parlare dell’assessore Alessandroni e del “suo” Falasche – società della quale ancora è dominus incontrastato – che non paga il dovuto al Comune (ed è solo la punta dell’iceberg) che intanto nega gli atti a chi li chiede? O della vicenda del Deportivo che coinvolge un ex potente dirigente di Villa Sarsina e porta a indagare tre funzionari, senza che la “politica” batta ciglio? O del “fraintendimento” che ha riguardato la Cafà lo scorso anno? Vogliamo ricordare i morosi – alcuni hanno saldato, altri ancora siedono in Consiglio senza averlo fatto – dopo le lettere dell’ufficio tributi per le quali tutti si preoccuparono di come fossero uscite sui giornali e nessuno della palese incompatibilità alla quale portavano? Vogliamo parlare di assessore e consigliere sui quali pendono richieste di rinvio a giudizio per proroghe di servizi? E le cooperative o le associazioni “vicine“?

Ecco, diciamo che alcuni di quelli che “fanno” politica hanno un atteggiamento verso i beni e servizi pubblici da Marchese del Grillo (della serie “io so io e voi non siete un c...”)  altri si girano dall’altra parte – emblematico l’ultimo Consiglio comunale, solo Bernardone e di “striscio” ha affrontato il caso piscina – altri ancora guardano solo al proprio orticello. Ecco, è ora di dire basta.

La sfida per chi si candida ad amministrare Anzio nel 2018  è rispettare le regole per primi, dare l’esempio, non sfruttare – nemmeno lontanamente – la propria posizione di eletti per fini personali. E’ un’altra importante linea di demarcazione tra questo modo di “fare” politica e #unaltracittà

 

Non solo Falasche… la Finanza sequestra il Deportivo

Una gestione che per lungo tempo ha visto molti girarsi dall’altra parte. La prima a chiedere lumi, anni fa, era stata Mariolina Zerella in consiglio comunale. Inutilmente. Per anni ha condotto la sua battaglia Delia Mattioli, confinante con il locale. Dalle pagine del Granchio chi scrive sollevò dubbi sul rifacimento del muro pericolante. Nulla, per un lunghissimo periodo. Come per la gestione di Falasche, anche quella del Deportivo ha visto l’amministrazione “vicina“. A niente erano valsi, finora, accessi agli atti e segnalazioni. Di poco fa la notizia resa nota dalla Guardia di Finanza e il sequestro del locale. Di seguito il comunicato. Lo dicevamo che Falasche era (e resta) solo la punta di un iceberg….

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Discoteca, cena a bordo della piscina, feste private e banchetti vari: questa la gamma di offerte de “El Deportivo”, associazione culturale di Anzio molto conosciuta fra i giovani del litorale che utilizzava, per i suoi eventi, impianti sportivi di proprietà del locale Comune senza il pagamento di alcun canone di affitto.
E’ quanto emerso nel corso degli accertamenti svolti dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma che hanno appurato che i responsabili delle due associazioni coinvolte, agevolati dagli incarichi ricoperti nel tempo all’interno del Comune, hanno determinato l’adozione di atti illegittimi con i quali è stato dapprima concesso l’utilizzo all’associazione “El Deportivo” di soli 138 metri quadrati (di gran lunga inferiori rispetto a quelli effettivamente utilizzati) da adibire a   punto ristoro e, successivamente, stipulato un contratto di comodato d’uso gratuito dell’intera area.
La piscina comunale era stata concessa, dal 2007, ad un’altra associazione culturale che
esercita, nel rispetto dello scopo istituzionale, la pratica sportiva del nuoto ma, da oltre 10 anni, ne cede l’utilizzo, nel periodo estivo, a “El Deportivo” che, a sua volta, fruisce di un’area di circa 1250 metri quadrati dotata di pista da ballo, zona privée, oltre ad un’ampia area adibita a parcheggio di proprietà del Comune. Trattandosi di un bene pubblico indisponibile, gli impianti sportivi non possono essere destinati a finalità differenti e la loro concessione non può essere ceduta a terzi, né totalmente né parzialmente, pena la decadenza della convenzione stipulata con l’ente locale.
Tale situazione, in palese violazione della normativa vigente, si è perpetuata grazie
all’indifferenza dei funzionari comunali preposti alla gestione del patrimonio dell’ente locale i quali hanno omesso di dichiarare la decadenza della convenzione.
Come se non bastasse, oltre a omettere di versare all’ente locale proprietario il canone di
locazione, quantificato in oltre 170.000 euro, l’associazione “El Deportivo” beneficiava del regime fiscale agevolativo previsto per gli enti “no profit”, nonostante svolgesse esclusivamente attività commerciale.
Grazie agli elementi raccolti dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Nettuno, la Procura della Repubblica di Velletri ha contestato il reato di abuso d’ufficio ai rappresentanti legali delle due associazioni coinvolte e ai tre funzionari comunali, disponendo il sequestro preventivo dell’area di proprietà pubblica per evitarne l’illecito sfruttamento e permettere all’Amministrazione Comunale di destinarlo a finalità di interesse pubblico“.