Deportivo “fraudolento”, altro esempio del “sistema Anzio”

Lo hanno dissequestrato, è vero, e il Comune si è sbrigato a farci sapere che era tornato in possesso anche dell’area nota come “Deportivo”. Aspettiamo ancora il bando per la gestione della piscina, quello che gli uffici avevano predisposto non andava bene al sindaco, all’area finanziaria abbiamo come dirigente la segretaria generale (che controlla se stessa e non ha certo il tempo di fare il bando) e quindi prosegue il rapporto con la Federazione italiana nuoto. Quello, per intenderci, che se i soldi non bastano li mette il Comune.

Per decenni la gestione di quello spazio è stata affidata con il “sistema Anzio”, e lo ricorda nella sua relazione il Procuratore generale della Corte dei conti del Lazio, Andrea Lupi, che all’inaugurazione odierna dell’anno giudiziario ha detto che è stato contestato il danno erariale “conseguente al fraudolento, gratuito ed esclusivo utilizzo, per fini commerciali (discoteca, sala da ballo night – club e simili con ristorazione), di una consistente parte del bene “Piscina Comunale”, facente parte del patrimonio immobiliare indisponibile del Comune di Anzio. Il danno per l’ente locale, pari a euro 172.115,60, è stato quantificato sulla base del mancato introito dei relativi canoni, ed è stato imputato al Dirigente dell’Area economico-finanziaria del Comune di Anzio, nonché Dirigente dell’Unità organizzativa politiche delle attività produttive, che materialmente gestiva l’attività commerciale, all’Associazione concessionaria della gestione del bene immobile e al suo legale rappresentante“.

Avete letto bene: fraudolento. Il Procuratore non sa – o evita di scrivere – che a gestire il Deportivo era l’ex potente dirigente dell’area finanziaria del Comune, uno che dell’amministrazione conosce vita, morte e miracoli e che evidentemente era meglio avere dalla propria parte. Deportivo? E va bene, la piscina, i corsi, la squadra di pallanuoto vanto cittadino, “i regazzini….

E non sa – o evita di scrivere – che quello spazio del Comune, cioè degli anziati, è stato utilizzato per le feste elettorali del centro-destra, diviso e unito. La politica conosceva bene la situazione, l’ha avallata, tollerata, si è sbrigata a far costruire un muro dichiarato pericolante dai vigili del fuoco ma che servì ad ampliare lo spazio proprio del Deportivo e a realizzare le uscite di sicurezza che non c’erano. Il Procuratore non scrive che il Deportivo era utilizzato per una gestione “familiare” e che senza i cittadini a lamentarsi – spesso inascoltati in Comune – non si sarebbe arrivati a tanto. La Corte dei conti non sa che il comodato d’uso tra Asd Anzio nuoto e pallanuoto e il Deportivo non è mai stato rispettato da quest’ultima associazione per quanto concerne le manutenzioni. E oggi la stessa società, ormai estromessa dalla gestione, chiede al Comune i soldi per le opere di manutenzione fatte nel corso degli anni.

Ebbene siamo finora a una contestazione, il processo penale è agli inizi, come sempre dobbiamo aspettare l’esito ma quello che è accaduto – e che si denunciava sui media o nelle interrogazioni in Consiglio (venne sbeffeggiata dall’allora e attuale sindaco Mariolina Zerella) – è un ulteriore esempio del “sistema Anzio”

Aspettiamo il nuovo bando, doveva già esserci, sarebbe interessante conoscere il rendiconto della gestione Fin e quanto costerà al Comune. Ah, sbaglieremo, ma il Latina sarà il prossimo gestore dell’impianto.

Piscina: felici, contenti e con ristoro. Ma il Comune ci rimette

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Partiamo dal dato positivo: l’attività di circa mille ragazzi è garantita, la pallanuoto avrà un posto nel quale continuare a giocare grazie all’affidamento alla Fin, a breve (così dicono) sarà pronto il bando che da ottobre 2017 a oggi nessuno è stato in grado di “partorire” e quindi avremo un affidamento della piscina di Anzio degno di tale nome. Fine.

Non ti sta bene mai niente, però...” Esatto, perché questa vicenda dell’affidamento alla Federazione italiana nuoto – del quale si parla da mesi e che si è formalizzato secondo la delibera adottata in giunta ai primi di settembre – sembra tutto fuorché un vantaggio per il Comune. Attenzione, non che l’ente debba lucrare sui propri impianti – nessuno se lo sogna – ma almeno ricevere un canone per lo spazio che concede, quello sì. Martedì la vicenda sarà affrontata in commissione trasparenza e speriamo di saperne di più. Per adesso siamo agli atti.

La Federnuoto gestirà tutto e se andasse male “Il Comune, in considerazione della già richiamata natura provvisoria dell’affidamento della gestione, delle difficoltà di quest’ultima di intervenire nella conduzione dell’Impianto senza aver potuto provvedere ad una adeguata programmazione delle attività nonché della conseguente impossibilità di provvedere ad un ammortamento degli impegni economici assunti su più esercizi, si impegna inoltre a valutare, al termine del periodo di gestione temporanea della FIN, interventi a favore di quest’ultima in caso di saldo passivo di gestione da documentarsi con apposito rendiconto gestionale analitico, supportato da idonea documentazione di spesa”. Da non credere, ma è così. Anche se non vogliamo nemmeno lontanamente immaginare che la Fin non abbia le capacità di gestire un impianto simile chiudendo in pareggio.

Intanto il Comune provvede alla manutenzione ordinaria (che prima era a carico del gestore) e straordinaria (a questa già pensava prima) sperando che non ci siano muri pericolanti, come accadde per allargare il “Deportivo” e consentire di realizzare le uscite di sicurezza.  Il Comune “abbona” anche la tassa rifiuti e qui sarebbe interessante sapere se la società uscente – che da sempre gestisce l’impianto – è o meno in regola con i pagamenti. Ma anche cosa deve fare un cittadino per avere lo stesso trattamento della Fin….

Nel frattempo la Fin potrà fare o dare in gestione “attività accessorie di accoglienza-ristoro-bar” e c’è da immaginare che anche per quelle, lo smaltimento dei rifiuti sarà a carico del Comune. Sempre che non si voglia realizzare un Deportivo 2. Perché insistiamo? Perché la vicenda – anche penale – di quella discoteca/ristoro su un luogo pubblico e in danno del Comune, secondo l’accusa, è legata a doppio filo alla gestione della piscina. Lo spazio esterno era dato in “comodato d’uso” in cambio di una manutenzione ordinaria che a quanto pare nessuno ha visto o che non deve essere stata sufficiente se anche nell’intesa con la Fin si fa riferimento alla manutenzione da svolgere.  

La delibera e la convenzione allegate dicono molto, allora, ma non tutto.

Ad esempio, chi sta gestendo e per conto di chi le iscrizioni pubblicizzate in ogni dove? Chi pagherà le mensilità arretrate agli istruttori della piscina? Chi selezionerà i nuovi (che poi sono sempre gli stessi, da quanto si apprende) e chi li pagherà? Chi gestirà l’impianto, la Fin direttamente o chi è uscito dalla porta rientra dalla finestra? Si parla di una soluzione con Latina, anche questa circola da tempo, ma di atti non se ne vedono: è vero?

Per questo è bene che in commissione trasparenza sia chiarito ogni dubbio, a partire dalla interpretazione – speriamo non sia come per la virgola dell’ottavo assessore o la percentuale delle quote di genere – relativa all’affidamento diretto.

Non ti sta bene mai niente, però… E tu che avresti fatto?

Giusto. Premesso che la foglia di fico di essere stati eletti il 10 giugno non regge, dato che questa è la prosecuzione della maggioranza di Luciano Bruschini, intanto mi sarei chiesto perché da ottobre 2017 il bando non è stato preparato. In quel settore, guidato da chi è lì con un titolo per un altro (e che questo sindaco, ben sapendo, ha confermato) hanno saputo copiare e incollare una delibera di Civitavecchia per il nodo dei pagamenti, indicando anche il dirigente del Comune a nord di Roma, non sono stati capaci di prendere un bando e “ritagliarlo” sulle esigenze di Anzio? Ci credo poco. Bastava andare su google, in provincia di Avellino – non a Treviso o Sondrio – nel 2012 già si affidava l’impianto così…  (http://www.pratolaserra.gov.it/garebandiappalti/1908-bando-per-laffidamento-in-gestione-della-piscina-comunale-del-capoluogo ) ma gli esempi, volendo, sono decine.

Avranno avuto pressioni dalla maggioranza passata e presente? Si sa che sul patrimonio pubblico c’è chi ha costruito fortune politiche, basta arrivare a Falasche per esempio…

Di certo non darei 100 su 100 al raggiungimento degli obiettivi del dirigente medesimo (vedrete, lo avrà…) e neanche l’avrei tenuto in quel posto. Pur eletto a fine giugno, proprio per non lasciare 1000 ragazzini per strada, mantenere le tradizioni e via discorrendo avrei optato per l’affidamento “ponte” di un anno: avviso al quale rispondere entro un mese (fine luglio, inizio agosto) aperto alla partecipazione dei gestori uscenti e di altri, al miglior offerente partendo dalle condizioni date.

Nel frattempo si sarebbe finalmente predisposto il bando, quello con le migliorie da apportare che danno punteggio, l’esperienza acquisita, i titoli vinti e via discorrendo.

Qui ci ritroviamo, è vero, con la piscina aperta, i ragazzini, la squadra, gli istruttori che lavorano…. Siamo tutti felici e contenti, avremo anche il punto ristoro (e vedrete che ci sarà….) ma il Comune ci rimette.

La piscina riapre, a che titolo? E’ peggio del caso Falasche

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Quello della piscina comunale di Anzio rischia di diventare peggio del caso Falasche. Ho sempre sostenuto, del resto, che quella fosse la punta dell’iceberg sulla gestione degli impianti e più in generale del patrimonio pubblico. La società domani riapre le iscrizioni, ma la proroga per gestire l’impianto è scaduta “a metà luglio” come previsto dalla delibera 112 del 28 dicembre. Adottata dalla maggioranza uscente che è poi, pure, quella entrante.

Non fosse altro che Bruschini ha voluto e blindato la candidatura dell’attuale sindaco, Attoni e Zucchini erano candidati, la Nolfi è stata eletta ed è tornata a fare l’assessore, l’ex delegato allo sport Millaci oggi è presidente del Consiglio comunale. Alessandroni si era dimesso, ma si è candidato ed è stato rieletto, quindi è tornato in giunta nonostante la inopportunità della vicenda Falasche.

Ma torniamo alla piscina, con in società (a meno che non sia cambiato qualcosa, nel frattempo) chi è finito sotto inchiesta per la vicenda Deportivo.

In quella vasca si sono vissuti momenti storici per questa città, soprattutto nel settore della pallanuoto arrivato negli anni ’90 fino alla serie A1. Ci sono intere generazioni passate da lì, ragazzini e adulti che hanno imparato a nuotare, è frequentata – si legge nella delibera – da circa 1000 iscritti e l’Asd Anzio nuoto e pallanuoto svolge una serie di attività per categorie disagiate, come è noto e come è riportato nello stesso atto.

Ma questo non basta, purtroppo: nella città del “ripartiamo dalle regole” e dell’annunciata “discontinuità” – benché fossero tutti nella maggioranza precedente – a che titolo viene occupato quello spazio? Di più, in Comune sanno bene che gli istruttori non hanno percepito, nonostante i 1000 iscritti dichiarati, gli ultimi due mesi di stipendi.

La delibera di dicembre è chiara: proroga fino a metà luglio, “nelle more della indizione di relativo avviso pubblico”. Sempre quell’atto stabiliva che “le procedure di gara dovranno essere espletate entro e non oltre la data della proroga”, cosa che non è avvenuta. Il dirigente con un titolo per un altro, avrà certamente avuto altri impegni.

Morale? Domani aprono le iscrizioni, il 12 settembre riprende l’attività come niente fosse e in presenza di una vicenda giudiziaria nella quale – in teoria – il Comune è parte lesa. Poi si  vedrà, del resto le costituzioni di parte civile sono “a soggetto”.

Allora la domanda è un’altra, a che titolo la società utilizza quegli spazi, da domani? L’ex sindaco avrebbe detto #nzognende, questo propende per #ncentrognende. Troppo comodo.

Il sindaco, la piscina, gli impianti, il “sistema Anzio”

Nel giorno in cui il sindaco di Anzio, Candido De Angelis, si preoccupa via facebook del motivo per il quale – a fronte dei successi italiani nel nuoto – non abbiamo una squadra e una tradizione natatoria, nonostante le piscine a disposizione, giunge una lettera che tra le righe spiega anche il perché. E’ dei cittadini che hanno speso notti insonni (causa rumori) e tanto tempo nel denunciare ciò che accadeva in quell’impianto e che non si sono arresi. Fino a quando il “Deportivo” è stato sequestrato.

La lettera ripercorre le diverse tappe e illustra alla perfezione il “sistema Anzio“, mentre a oggi la proroga per la gestione della piscina è scaduta e come per gli altri impianti affidati a società sportive, siamo nel limbo di chi è amico e chi non.

Ho sempre sostenuto che la vicenda  Falasche (tuttora irrisolta) fosse la punta dell’iceberg e la piscina lo dimostra. Basta aggiungere che gli istruttori hanno segnalato, ormai da circa un mese, che non hanno percepito gli ultimi due rimborsi.  Che siamo ad agosto e non si sa chi riaprirà l’impianto (se riaprirà) perché l’affidamento è scaduto e il bando scritto nella proroga non si vede. Ma leggete queste due pagine, è meglio di qualsiasi altra considerazione.

ps, De Angelis eviti la retorica: sa meglio di chiunque altro perché non abbiamo una tradizione natatoria…

La piscina, Falasche, il resto del patrimonio: chiarezza subito

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La sede di piazza Cesare Battisti, dove si trova l’ufficio patrimonio

La vicenda della piscina ovvero del Deportivo che è stato chiuso nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza squarcia un velo solo per qualche novello fautore della trasparenza. Chi negli anni ha sollevato dubbi sulla vicenda veniva sbeffeggiato. Fosse Mariolina Zerella in consiglio comunale, chi scrive sulle pagine del “Granchio” per la gestione e per il muro pericolante sì, ma rifatto per mettere in sicurezza più la discoteca che altro. Persino l’allora capogruppo di Fli Mario Pennata quando Candido De Angelis era in Senato e battagliava già contro l’amministrazione Bruschini fu preso per visionario . Ai cittadini che chiedevano gli atti è capitato  che il Comune “perdesse”  l’accordo tra società sportiva As Anzio nuoto e pallanuoto – concessionaria della piscina – e l’associazione Deportivo del 15 luglio 2006, trasmesso con protocollo del 2 dicembre 2006. Così, per mettere una “pezza“, ne è stato sottoscritto un altro a maggio del 2014, eccolo

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Se sarà stato rispettato o meno lo stabilirà la magistratura. Per questa, come per altre vicende, chi è indagato è innocente fino a prova del contrario. Ciò che interessa in questo spazio è ribadire che pure le cose che nascono con le migliori intenzioni, in questa città diventano occasione per fare altro. Lo sostiene la Procura di Velletri, vero, ma non era noto da anni come funzionasse? E non erano a festeggiare proprio lì, alla vigilia del ballottaggio del 2013, il sindaco Luciano Bruschini e la stragrande maggioranza di coloro che siedono in consiglio comunale? Ed è vero o non che per diventare “soci” del Deportivo la raccolta firme avveniva – pure di recente – anche negli uffici di Villa Sarsina o piazza Cesare Battisti? Non importa la rilevanza penale, è l’andazzo che non piace. Soprattutto se un club privato usa uno spazio pubblico senza che arrivi un soldo o una utilità all’ente proprietario o alla società concessionaria.

Occorre un passo indietro, allora. Con De Angelis sindaco e Giorgio Zucchini (oggi assessore al patrimonio) direttore generale, vennero fatte le convenzioni per gli impianti sportivi. Giusto: non poteva continuare a pagare il Comune energia elettrica, gas, manutenzioni ordinarie, non ne aveva i mezzi. Si decise, allora, di affidare alle società gli impianti e intervenire solo per le manutenzioni straordinarie. In cambio? Un canone simbolico che nessuno, di fatto, ha mai pagato (e c’è una relazione in tal senso in Comune, da mesi)  e l’amministrazione “vicina“. Inizialmente con dei contributi, poi nel fare dei lavori “urgenti“, molto più spesso ignorando o fingendo di ignorare che gli impianti erano usati privatamente. Come nel caso del Deportivo emerge, ora, in modo clamoroso. Ma era palese da anni. E badate, si può anche capire che per avere delle entrate tu metti il club e mandi avanti l’attività della piscina, la squadra di pallanuoto, aiuti i meno abbienti a fare i corsi. Messa così sarebbe quasi accettabile, ma che diventi altro, una questione privata,  con la “complicità” del Comune – ripeto, a prescindere dall’aspetto penale – no.

La piscina è una cosa, la vicenda di Falasche un’altra, ma qual è il quadro generale? Non a caso ormai da mesi da questo umile spazio è stata lanciata una sfida che in Comune si guardano bene dall’accettare: on line tutto, schede, gestori, spese, finanziamenti, lavori fatti e via discorrendo. Non li vedremo mai, non da Bruschini, Zucchini e dalla maggioranza ormai allargata a De Angelis e ai suoi. Sulla storia della piscina, ad esempio, dopo il sequestro esclusi i Grilli di Anzio e Sinistra italiana, nessuna voce si è levata da quel che resta dell’opposizione consiliare. Quando si diceva che Falasche era (e resta) la punta di un iceberg non era uno scherzo. Sul patrimonio – dagli impianti sportivi alla gestione dei condomini – si fonda buona parte del consenso. Ricordo una denuncia che prendemmo con “il Granchio” per aver chiesto lumi sull’assegnazione a una cooperativa dei locali al centro “Zodiaco“, oggi sede di una palestra. E’ storia vecchia, con i protagonisti politici che sono sempre gli stessi e che tutto hanno fuorché voglia di fare chiarezza. Più facile mascherarsi dietro al fatto che è sport, è sociale. Più semplice dire “ma che ti metti a fare…

Al settore patrimonio, quello che per esempio ordinava a Falasche i lavori quando la richiesta della società arrivava dopo i preventivi…, c’è ora una nuova responsabile. Nell’augurarle buon lavoro sentiamo di dirle che non deve guardare in faccia nessuno, verificare impianto per impianto, convenzione per convenzione, e procedere senza indugi a ristabilire le regole.  Sentiamo anche  di dire – al tempo stesso – alla responsabile della trasparenza e anti corruzione di tutelare questa funzionaria dai politici che andranno a lamentarsi se finalmente si metteranno le mani su questo vaso di Pandora. Serve chiarezza, subito.

La sfida per chi vuole amministrare Anzio dal 2018 è dire che si stabiliscono criteri certi e universali (non basta avere assessori o dirigenti di riferimento, insomma) di assegnazione degli spazi pubblici, vengono revocate le concessioni a chi non è in regola,   si verifica la situazione di tutti,  si recuperano le somme dovute al Comune se ci sono, si concordano eventuali lavori da fare a scomputo dei canoni. Vale per gli impianti sportivi e per il resto del patrimonio. E’ una ulteriore e  netta linea di demarcazione tra il vecchio modo di “fare” politica e #unaltracittà

Non solo Falasche… la Finanza sequestra il Deportivo

Una gestione che per lungo tempo ha visto molti girarsi dall’altra parte. La prima a chiedere lumi, anni fa, era stata Mariolina Zerella in consiglio comunale. Inutilmente. Per anni ha condotto la sua battaglia Delia Mattioli, confinante con il locale. Dalle pagine del Granchio chi scrive sollevò dubbi sul rifacimento del muro pericolante. Nulla, per un lunghissimo periodo. Come per la gestione di Falasche, anche quella del Deportivo ha visto l’amministrazione “vicina“. A niente erano valsi, finora, accessi agli atti e segnalazioni. Di poco fa la notizia resa nota dalla Guardia di Finanza e il sequestro del locale. Di seguito il comunicato. Lo dicevamo che Falasche era (e resta) solo la punta di un iceberg….

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Discoteca, cena a bordo della piscina, feste private e banchetti vari: questa la gamma di offerte de “El Deportivo”, associazione culturale di Anzio molto conosciuta fra i giovani del litorale che utilizzava, per i suoi eventi, impianti sportivi di proprietà del locale Comune senza il pagamento di alcun canone di affitto.
E’ quanto emerso nel corso degli accertamenti svolti dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma che hanno appurato che i responsabili delle due associazioni coinvolte, agevolati dagli incarichi ricoperti nel tempo all’interno del Comune, hanno determinato l’adozione di atti illegittimi con i quali è stato dapprima concesso l’utilizzo all’associazione “El Deportivo” di soli 138 metri quadrati (di gran lunga inferiori rispetto a quelli effettivamente utilizzati) da adibire a   punto ristoro e, successivamente, stipulato un contratto di comodato d’uso gratuito dell’intera area.
La piscina comunale era stata concessa, dal 2007, ad un’altra associazione culturale che
esercita, nel rispetto dello scopo istituzionale, la pratica sportiva del nuoto ma, da oltre 10 anni, ne cede l’utilizzo, nel periodo estivo, a “El Deportivo” che, a sua volta, fruisce di un’area di circa 1250 metri quadrati dotata di pista da ballo, zona privée, oltre ad un’ampia area adibita a parcheggio di proprietà del Comune. Trattandosi di un bene pubblico indisponibile, gli impianti sportivi non possono essere destinati a finalità differenti e la loro concessione non può essere ceduta a terzi, né totalmente né parzialmente, pena la decadenza della convenzione stipulata con l’ente locale.
Tale situazione, in palese violazione della normativa vigente, si è perpetuata grazie
all’indifferenza dei funzionari comunali preposti alla gestione del patrimonio dell’ente locale i quali hanno omesso di dichiarare la decadenza della convenzione.
Come se non bastasse, oltre a omettere di versare all’ente locale proprietario il canone di
locazione, quantificato in oltre 170.000 euro, l’associazione “El Deportivo” beneficiava del regime fiscale agevolativo previsto per gli enti “no profit”, nonostante svolgesse esclusivamente attività commerciale.
Grazie agli elementi raccolti dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Nettuno, la Procura della Repubblica di Velletri ha contestato il reato di abuso d’ufficio ai rappresentanti legali delle due associazioni coinvolte e ai tre funzionari comunali, disponendo il sequestro preventivo dell’area di proprietà pubblica per evitarne l’illecito sfruttamento e permettere all’Amministrazione Comunale di destinarlo a finalità di interesse pubblico“.