L’hotel chiuso, il dispiacere e i percorsi tortuosi in Comune

E’ una brutta notizia quella della chiusura dell’hotel Succi (http://www.inliberuscita.it/cronoca/34473/mancano-le-condizioni-igieniche-chiuso-lhotel-succi/). Brutta perché riguarda un’attività storica del territorio, finita purtroppo nel modo peggiore. Dispiace perché – negli anni – è stato un fiore all’occhiello dell’accoglienza alberghiera e della ristorazione. Poi problemi di diversa natura hanno portato a una mesta fine.

La vicenda del passaggio di azienda che ha “trasformato” l’hotel Succi in una struttura alberghiera “anche per anziani” – come si legge sul sito di Villa Aurora – apre un capitolo diverso. Il Comune ha chiuso l’hotel Succi, il sindaco ha firmato un’ordinanza nei confronti della Fe.Fra. società proprietaria della struttura, senza fare cenno al resto.

Nessun dubbio sulla regolarità del passaggio del ramo di azienda, ci mancherebbe, né si può chiedere all’ex assessore Italo Colarieti di smettere di lavorare dopo le sue vicissitudini e dopo essere stato, alla “Francescana”, al limite della compatibilità.

Quello che colpisce è come in questo Comune tutto abbia risvolti singolari quando ci sono vicende che riguardano la politica.

L’hotel Succi – per esempio – ha rischiato di creare una crisi politica per una fattura che andava liquidata, è arrivata fino in giunta perché nessuno si sentiva di pagarla ed è stata rispedita al mittente. Motivo? Mancava un atto che autorizzasse la famiglia ospitata nell’albergo a stare lì. Ma prima ancora c’era stata una vicenda legata alla concessione della spiaggia, revocata ma rimasta aperta nelle more di un ricorso.

Il sindaco ha firmato l’ordinanza di chiusura dell’albergo il 9 giugno sulla base di una relazione arrivata il 4 dalla Asl, ma nell’ordinanza stessa si fa riferimento anche a una nota del 24 dicembre rispetto a “un sopralluogo effettuato finalizzato al reperimento della documentazione attestante le modalità di approvvigionamento idrico”. Cosa diceva e non si poteva/doveva intervenire allora?

A febbraio il passaggio dalla Fe.Fra. Alla Bra.Co. E l’avvio di un’attività alberghiera diversa e con il chiaro intento di fornire servizi agli anziani. Ora l’ordinanza di chiusura all’hotel.

Ma possibile che ogni iniziativa che riguardi personaggi della politica locale debba avere percorsi tortuosi?

Da ricordare, fra le altre, le vicende del supermercato Tuodì aperto a tempo di record e dopo aver “riscoperto” un condono edilizio. Ma anche la misteriosa scomparsa del parere del Ministero dell’Interno secondo il quale l’allora vice sindaco Placidi era incompatibile. Senza contare la vicenda della Capo d’Anzio sulla quale il sindaco, in rappresentanza del Comune che è socio di maggioranza, non informa i cittadini di numerose novità, dal bilancio in rosso ai possibili lavori. E non dimentichiamo che la delibera della sagra del peperoncino – è solo un esempio – si approva in tempo di record, mentre tante richieste regolarmente protocollate addirittura “spariscono” .

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