Le biogas non sono un problema, il sistema sì

biome

L’area dove dovrebbe sorgere la centrale Green Future

Chi ha la bontà di seguire questo spazio sa che tra le caratteristiche c’è quella di fare qualche provocazione e andare un po’ contro corrente (Agostino Gaeta, non è un plagio eh….)
Ebbene oggi il problema, paradossalmente, non sono le biogas, né le mozioni sulle quali ci si è scontrati nei giorni addietro. Nemmeno quella che la maggioranza, dopo che buona parte ha firmato un’altra cosa, dovrebbe aver partorito questa mattina al termine di una sorta di conclave laico. Della serie, dicono, si possono fare ma….
I cittadini fanno bene a schierarsi, raccogliere firme, chiedere atti. E’ un sacrosanto diritto. Poi dobbiamo anche dirci che abbiamo visto (personalmente  anche partecipato) tante manifestazioni contro la Turbogas di Aprilia, ad esempio. Ci sono stati ricorsi, occupazioni,  ma  non a caso è lì… Ormai da un pezzo. Lo è grazie a passaggi assolutamente trasversali, da ultimo con il benestare del presidente della Regione dell’epoca, Piero Marrazzo, che pure in assemblea ad Aprilia era venuto a promettere altro. La copertina del Granchio, quando c’è stato l’inizio dei lavori, ritraeva lui e chi l’aveva preceduto alla Regione, Prodi e ministri di varia estrazione – da Bersani a Matteoli – con un eloquente quanto ironico “Grazie a tutti“.
Il problema non sono gli impianti in sé – sui quali possiamo e dobbiamo discutere – ma quello che sta succedendo in una maggioranza a brandelli, dove si sta tutti contro tutti, dove si pensa a interessi certamente leciti prima che alla città.
Dove un sindaco che ha passato la vita politica a scansare, rinviare, aggiustare, smussare, ha ormai palesemente perso il controllo di un centro-destra che in venti anni – ora è palese – è stato insieme per smania di potere (prima che una parte se ne andasse, candidandosi contro) più che per un’idea di città e dove chi doveva rappresentare l’alternativa ha provato a scimmiottare quel potere, non a proporre un’idea alternativa. Non a sufficienza, almeno.
Un sindaco  superato dal tempo, dai personal media, dai social network, dalla stampa on-line che arriva mentre sono in corso incontri di maggioranza rimasti alla ritualità della Prima Repubblica e ormai fuori dal tempo. Vittima del suo stesso annunciato 3.0.
Una situazione dove di Politica e futuro della città nessuno parla, ma di politica e attacchi personali siamo pieni. Come di cadute di stile, da ultimo quella del vice sindaco in risposta all’editoriale del Granchio.
Dove se Tizio replica, Caio vuole la stessa visibilità, se un giornale ti fa notare che avevi firmato una cosa e ne fai un’altra parte la caccia alle streghe e al “chi c’è dietro“. Se uno dice che la prima centrale, quella che in Regione ha avuto il via libera, è passata indenne in Comune senza che nessun cittadino venisse informato, è tacciato di essere “strumentale“. Senza contare che mentre si fa il can can sulle mozioni, si perde di vista che mercoledì in Consiglio si parla di porto, dove forse c’è l’ultima possibilità di salvare il salvabile.
E’ anche questione di biogas, allora, sicuramente, ma prima c’è un sistema che vuole mantenersi, ha trovato nei giovani consiglieri anche la possibilità di riprodursi, e sta facendo di tutto per farlo. Auguri, ma non è di questo che la città ha bisogno.
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