Ma quale 3.0, siamo all’età della pietra…. Spuntano atti del 2011

Con questa storia del 3.0 il sindaco di Anzio, Luciano Bruschini, e la sua amministrazione, mettono insieme ogni giorno figuracce. Pazienza (mica tanto) i programmi di data entry acquistati a più riprese a costi esorbitanti e senza risultati per le mense, ad esempio. Passino i programmi acquistati dalle stesse aziende per le quali si scrivono libri. Passi che non c’era neanche uno straccio di “cloud” quando si è bruciato tutto e che la scusa dei dati persi è almeno servita a provare a mettere pezze sul bilancio, pazienza – ancora – sul fatto che ognuno per l’informatica fa praticamente come vuole non essendoci un unico centro di costo e un responsabile, ma vedere quello che viene pubblicato sull’albo pretorio fa venire l’orticaria.

determine2011

Non c’è bisogno di 3.0 qui, siamo all’età della pietra o, peggio, ai dilettanti allo sbaraglio. Possibile che escano oggi, anche a quattro anni di distanza, atti esecutivi da tempo ma registrati solo ora, almeno stando alla colonna sinistra del sito?

Chissà cosa sarà successo e quanti atti ci saremo “persi” nel frattempo, nel senso che non sono mai stati resi noti, chissà da chi dipenderà questa situazione, ma speriamo che qualcuno della maggioranza 3.0 voglia chiederne conto. E che pure l’opposizione voglia battere un colpo.

Il 3.0 delle beffe, tanto pagano i cittadini

sindaco30

Altro che 3.0… questo slogan elettorale di Luciano Bruschini fa il paio con quello di Candido De Angelis che annunciava l’inizio dei lavori del porto nel 2005 nella campagna elettorale che lo avrebbe portato al secondo mandato. Già, perché il Comune tutto è fuorché 3.0 e nell’informatica fa acqua da tutte le parti. Tanto a pagarne le conseguenze sono i cittadini, ai quali per mettere una “pezza” al sistema andato in tilt si stanno chiedendo i pagamenti effettuati nel 2008 per quanto riguarda l’Ici.

Non bastano i sistemi che non dialogano tra loro (se un contribuente muore, la sua posizione non è automaticamente “scaricata” dall’anagrafe ai tributi) non bastano le numerose determine di dirigenti che acquistano, ciascuna per il proprio settore, programmi e aggiornamenti a mani basse (compresi quelli di una società per la quale il responsabile dei tributi ha scritto un libro), non basta l’emblematico caso delle mense dove tra Tecnorg, Maggioli e Mercurio i genitori non possono più collegarsi alla propria posizione, non basta un “cassetto tributario” pagato per il secondo anno 70.000 euro. No, adesso c’è questa storia dei cittadini convocati per dimostrare di aver pagato.

In un Comune dove ancora non si riesce a far pagare personaggi ben noti che sono super evasori e hanno fatto aumentare per gli altri la bolletta dei rifiuti, per esempio, con i crediti inesigibili, ora si chiede ai cittadini di provare di essere in regola.

Ignoriamo – nella cervellotica organizzazione che ha portato alla costituzione della quarta area, con una delibera esecutiva senza che nulla sia cambiato in Comune –  a chi spetti occuparsi materialmente dell’informatica. Di chiunque si tratti, la dimostrazione evidente del fallimento del 3.0 sta proprio in questa convocazione dei cittadini. Perché pazienza il guasto, pazienza un “backup” dei dati che evidentemente non è stato fatto o è risultato insufficiente, ma nel 2014 nessuno ha mai pensato a un “cloud”? Sindaco, assessori, dirigenti vari, sapete di cosa parliamo?

Evidentemente no, ciascuno per sé con i programmi e gli aggiornamenti e nessun 3.0

Poi quando sparisce tutto i cittadini si ritrovano con il danno e la beffa.