Porto privato, si comincia con il sito…

marinacapodanziosito

Alla fine presenterà il conto. Speriamo di non fare la fine di Italia Navigando, con la quale Renato Marconi – il suo “inventore” – aprì un contenzioso per le progettazioni portandosi poi via una serie di pacchetti azionari, ma dobbiamo comunque avvertire del rischio. La Capo d’Anzio – società per il 61% del Comune e per il 39% del gruppo Marinedi che fa capo all’ingegnere – è ormai di fatto in mano al privato. Il sindaco ha affermato, a più riprese, che sta facendo ciò che il Comune non può fare.

Compreso il sito internet, evidentemente, con il quale siamo diventati ufficialmente una “marina”, dopo che con un logo (scelto da chi?) della stessa “marina” erano circolate le lettere ai potenziali acquirenti. Uno dei loghi delle “marine” che Marconi gestisce o vuole gestire nel Mediterraneo. Ebbene se ci si collega a www.marinadicapodanzio.it si sa che c’è il bando per personale amministrativo e operatore del diporto e che c’è la proroga. Nessun accenno al progetto, almeno per ora. Lo ha registrato il gruppo Marinedi a maggio, si afferma che è un “Marina del Network Marinedi” e tra i contatti c’è il numero di telefono di Acquatecno, la società di progettazione dei porti di Marconi che ha sede a Roma, in via Gaeta, stesso indirizzo di Marinedi. C’è anche il numero della segreteria del sindaco e in fondo c’è scritto – piccolo piccolo – Capo d’Anzio, è vero, ma a vedere i siti degli altri “Marina” presto quello di Anzio sarà pari pari a Villasimius o agli altri. Il privato sta gestendo come meglio crede e la città continua a non avere informazioni dal suo socio di maggioranza, il Comune. Questa è la triste realtà. Il sito www.capodanzio.com è fermo alla pubblicazione del bando di gara e nei tempi dell’informatica (ah, il sindaco 3.0….) basta uno bravo a “posizionare” i siti e chi cercherà il porto di Anzio andrà sul Marina.

Senza contare che la città aspetta ancora risposte sui debiti della Capo d’Anzio, sul rischio di ricapitalizzazione, sul prestito che Marconi ha fatto verbalizzare di 200.000 euro “a titolo fruttuoso”, sull’inversione del cronoprogramma, sui lavori che si vogliono fare con 25 posti venduti, su assunzioni non meglio specificate.

E’ vero, è una società per azione ma il maggiore azionista è il Comune e i cittadini hanno il diritto di sapere. Prima che Marconi si prenda tutto…

 

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